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venerdì 9 settembre 2016

Evvai...a braccetto con Thanatos


Esiste un detto: "Se incontri il Buddha uccidilo” ed è vero, semplicemente perchè il divino è dentro di te. Aggrapparci a colui che identifichiamo come maestro ci porta a venerarlo come un idolo, a concentrare i nostri sforzi nell'imitarlo, a non smettere di seguirlo dappertutto. Diventa per noi la 'copertina di Linus' che ci conforta, ci aiuta a stare bene; è il nostro placa ansia sin che c'è non ci preoccupiamo e, in fondo, non del tutto viviamo la nostra vita, deleghiamo e così finiamo per non trovare mai la nostra strada.
 La rara e difficile via dell'illuminazione è assolutamente personale e, dopo aver frequentato un maestro, qualunque esso sia, bisogna abbandonarlo. Arriva un momento in cui sei costretto a dire a te stesso: BASTA! È la tua anima che te lo chiede e ti implora. L'uccisione metaforica del Buddha deve avvenire all'interno della nostra mente (che si chiama mente perché mente), non necessariamente nel cuore. Significa superare il mito del maestro, il mito del guru, il mito dello psicoterapeuta o della guida spirituale. Significa essere finalmente adulti autonimi e consapevoli. Occorre abbandonare (sempre in senso metaforico) anche i genitori e tutte quelle figure paterne e materne di cui ci siamo circondati. Significa saper rinunciare al comodo ruolo di figlio, di discepolo e di eterno studente. Significa smettere di essere un Peter Pan (di cui è giusto mantenere solo l'aspetto ludico nel prendere la vita come un gioco e lo sguardo aperto alla meraviglia tipico del bambino) ma è opportuno distruggere la speranza che qualcun altro, all’infuori di noi, possa essere il nostro mentore e padrone. Perciò, se incontri un Buddha, uccidilo. Se incontri un tuo antenato, uccidilo. Non avere legami, non essere schiavo di nessuno. Vivi semplicemente la tua vita e lascia tutte le zavorre: del passato, delle religioni, delle imposizioni, degli schemi precostituiti. Abbandona tutti i tuoi attaccamenti, tutti i tuoi lagami e sii finalmente libero e leggero. Tu sei unico e inimitabile; perciò non attaccarti a niente e a nessuno, neppure ai sentimenti -che anche quelli fanno parte della matrix- perché tutto è vanità, l'unico amore possibile è quello che trascende ed è libero, autentico e incondizionato. Lo riconosci facilmente perchè non è geloso, non è possessivo, non chiede mai, anzi, dona senza sforzo e ciò gli basta; tutto il resto è fuffa: è tutto un trucco! Non cercare l'anima gemella, il compagno/a della vita. Piuttosto ama te stesso e tutto verrà di conseguenza. Hai tutto dentro di te, se ti ami sei anche in grado di amare il tuo prossimo e ciò basta e avanza. Soprattutto impara a guardare la morte come la compagna che viaggia poco dietro di te, che ti segue da quando nasci ed è lì, alla tua sinistra (il lato del nagual) da sempre. Perciò non devi temerla; piuttosto danza con lei, gioca a scacchi con lei, parla con lei, renditela amica e alleata chè tu sei eterno e immortale proprio grazie a lei.

giovedì 7 marzo 2013

CUM GRANO SALIS

E DA OGGI, SI VOLTA PAGINA!

 
"E’ dell’uomo assennato il ricordare e considerare le cose dette in sogno o nella veglia dalla natura divinatrice o ispirata, e il discernere col ragionamento tutte le immagini vedute..." (PLATONE, Timeo)


  E' importante riconoscere che il Patriarca è anche lo specchio di quella parte di noi che fa di tutto per proteggerci, come un Padre che teme di veder ancora soffrire la propria bambina: dobbiamo onorare e rispettare quelle parti di noi che vengono a bussare e, a volte, lo fanno in modo prepotente. Ad un Patriarca forte corrisponde sempre una Matriarca altrettanto forte. E' compito nostro quello di tranquillizzarli così che possano abbassare i loro volumi e noi potremmo acquisire la possibilità di dare finalmente un ordine ed una direzione alla nostra esistenza. In piena consapevolezza ci bilanceremo e doseremo bene i nostri aspetti ombra: rispettandoci, accettandoci e amandoci con dignità onore e rispetto. Se i genitori (il padre e la madre) interiori ci indicano serenamente quali sono i necessari punti fermi, la bambina che vive in noi si sente protetta e acquista sicurezza. Si libera dal giogo esterno dell’autorità, dal bisogno di trovare persone e relazioni da cui dipendere. L’autorità tramonta e lascia il posto all’autorevolezza. Ma soprattutto, la libera dalla difficoltà di relazionarsi permettendole un approccio adeguato a formare una coppia stabile e matura. Equilibrando bene le proprie forze, cioè senza esagerare nello sbilanciarsi sul solo lato maschile del fare, dell'eccesso di potere decisionale e del gestire (che depriva l'uomo del suo ruolo) né su quello di un femminile troppo libero e trasgressivo e o aggressivo (che è come il serpente, cioè quell’energia libera, terrena e oracolare in cui risiede gran parte del potere femminile e che viene percepito molto spesso come un demone: una Lilith) facendo scappare l'uomo che ne avverte il tremendo pericolo: ovvero la paura di perdersi nell'abisso della Strega o peggio ancora, di Afrodite (che è una strega ancor più insidiosa e spaventosa) perché la Bellezza ed il potere della Seduzione fanno temere di cadere sotto l'incantesimo della Sirena o di essere fulminati dallo sguardo di Medusa.



"Mia madre non mi ha dato affetto e non si è mai occupata di me, ma mi ha trasmesso uno strano e inquietante dono: il potere di una seconda vista, che a volte mi travolge e sulla quale non ho nessun tipo di controllo." (Tim Severin, Il Vinchingo)


Nulla può dividere due persone che sono unite nel cuore, prima o poi si uniranno. (Confucio)

"Io lo adoravo prima di conoscerlo...Fu per me un incontro predestinato. Il giorno dopo mi portò dei libri, mi accompagnò a casa, incominciammo a parlarci, e in poco tempo ci innamorammo. Ma lui non si decideva a dichiararsi." (Amori, Enzo Biagi)
 
"Non dare mai la colpa all’esterno, non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l’origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te. Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come tua modalità di vita. Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell’evento è accaduto perché tu vivi di lamentele."
Un individuo è “colui che non è diviso”. L’individuo è un mago, un essere integro, che non dimentica mai di essere il creatore del proprio destino. Un individuo non si lamenta mai, perché sarebbe ridicolo, in quanto sa bene che tutto accade dentro di lui.
Le persone e gli eventi che percepisci come esterni sono in realtà unicamente proiezioni del tuo subconscio. Il mondo è una rappresentazione scenica di cui tu stesso sei l’inconsapevole regista. Il vero »mago« è colui che vive con questa inamovibile consapevolezza dentro di sé: ogni uomo o donna che incontri è una parte sconosciuta di te, un’opportunità per risanare una tua ferita. Il tuo nemico, così come un evento nefasto, non sono fenomeni dotati di vita propria, ma unicamente malattie della tua anima che chiedono di essere guarite. Puoi essere un »mago« quando giungi a utilizzare il tuo apparato psicofisico come una “bacchetta magica”, attraverso la quale modifichi la realtà circostante. Questa è l’idea portante del testo Risvegliare la macchina... Che è poi l’idea che sta alla base della Magia stessa. Se il mondo si trovasse realmente al di fuori della tua coscienza non avresti alcuna possibilità di modificarlo, resterebbe intoccabile. Invece, proprio perché è fatto della stessa materia dei sogni, proprio perché è fatto delle tua coscienza, puoi disporne a tuo piacimento... nel momento in cui cominci a ricordare le regole per farlo. Solo quando conosci realmente te stesso puoi arrivare ad affermare che il mondo accade dentro di te, non a te. Allora non ci sono più scuse: il successo delle tue imprese dipende solo dall’integrità della tua anima, non da fattori esterni, non dalla crisi o dalla politica. Il mondo non ha potere e non ha volontà; non può decidere cosa ti deve accadere oggi. Solo tu puoi decidere cosa ti accadrà oggi, anche se lo fai inconsciamente. Gli eventi ti paiono inaspettati solo perché li causi con quella parte di te che ancora non è cosciente; ma con il tempo lo diverrà. Tutto è inaspettato per chi non si conosce.


"Bisogna abbandonare senza esitazione i luoghi della deprivazione affettiva." (Aldo Carotenuto)

 
"L'uomo può fare esperienza vissuta del mistero del mondo, penetrando dentro sé stesso" e "La via misteriosa va verso l'interno." (Novalis)

"Non dare mai la colpa all'esterno, non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l'origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te. Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come tua modalità di vita. Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell'evento è accaduto perché tu vivi di lamentele."
"Il tempo è una questione di vita o di morte. Nel tempo si muovono i morti e nell’eterno permangono i vivi. Ucronia è la città dei vivi, di coloro che soggiornano nell’eterno, nel senza-tempo. Ma Ucronia conta solo pochi abitanti, mentre le città del tempo sono catacombe affollate di salme.  Gesù diceva: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti.”La vita è solo nell’Istante presente. Non c’è spazio per la vita nel tempo. Il tempo appartiene alla morte. Ciò che accade nella nostra mente non è mai indice sicuro della presenza di una coscienza. Il fatto che dentro un cervello si muovano dei pensieri non prova nulla riguardo un’eventuale coscienza. La quasi totalità dei terrestri non pensa attivamente, bensì viene pensata passivamente da una voce nella testa. E a osservare questi pensieri non c’è nessuno, nel senso più letterale del termine, non c’è una »coscienza di esserci«. Gli uomini e le donne della nuova specie sono Dei costretti a incarnarsi nel tempo, nel mondo dei morti. Qui – nell’Universo/“campo di concentramento” partorito dal ventre del Demiurgo – si addormentano e si credono mortali, si ammalano di finitudine.L’»artista« non è altro che un immortale costretto nell’incarnazione del tempo. L’eterno intrappolato nel tempo produce arte. Nell’Impero di Cronos vi viene data la possibilità di risvegliarvi e tramutarvi in artisti, provocando una deflagrazione nell’inconscio collettivo che consente ad altri Dei dormienti di accendersi d’entusiasmo e ricordarsi a loro volta di possedere un destino. L’atto artistico nasce da questo risveglio della coscienza.La Porta che consente di superare le mura di Ucronia è coscienza pura senza tempo: un punto senza dimensioni, un istante senza durata. Draco Daatson la descriveva magistralmente: “Il rumore dei passi di un gatto, la saliva d’un uccello, il respiro d’un pesce, le radici d’una roccia.” Quella Porta è una »singolarità« diremmo oggi, un non-luogo dove non valgono le leggi conosciute dello spazio-tempo.



Il premio per l’artista è l’»eternamento«, il tornare a essere immortale nel mondo dei morti. Mi siedo nell’antica posizione del »tronismos«, l’arte del sedere immobili nella quale erano maestri i faraoni egizi. Seduto su una sedia, la schiena eretta, le mani sulle ginocchia, la mente ferma, le emozioni assenti, comincio a sentire il mio corpo. Tutta la mia attenzione è col corpo e nel corpo. La mente è nel tempo, nel passato e nel futuro, ma il corpo è sempre Adesso. La mente è finta, ma il corpo è vero. Questo è un modo per aggrapparsi all’Istante e svincolarsi dal tempo. La sensazione del mio corpo vivo mi tiene ancorato al presente, per qualche istante sfuggo alla tirannia della mente temporale, per qualche istante ho sconfitto Cronos. Posso farlo anche mentre cammino o guido o mangio o, quando divento più esperto, mentre qualcuno mi parla. A questo punto posso muovermi nel tempo pur essendone libero, pur restando radicato nell’Istante presente: questo è l’»eternamento«.Adesso ogni mia azione è atto artistico."
 L’universo è composto di vuoto: il “quasi nulla” è la sostanza del mondo. La realtà non esiste oggettivamente, là fuori, in maniera indipendente da noi. Siamo circondati da un mondo da noi stessi plasmato. Deteniamo le chiavi della nostra prigione. Il gioco del Sistema non consiste nel rubarci le chiavi – ché non potrebbe – ma nel farci dimenticare che le possediamo noi. Quello in cui crede, non quello che ha, decide il destino d’un uomo. Perché i Paesi con più risorse al mondo (diamanti, oro, bellezze naturali...) sono spesso anche i più poveri e si lasciano sfruttare dagli occidentali? Non è l’avere che manca loro, ma la Volontà, la Responsabilità per gestire quell’avere. L’educazione profana dei nostri giorni – quella che io amo chiamare edu-castrazione – è un’operazione dolorosa che viene inferta giorno dopo giorno alla psicologia del bambino. La scuola e la famiglia edificano in lui, fin dai primi anni, una mentalità da esecutore obbediente che gli renderà più sopportabili le otto ore di lavoro da adulto. Il bambino apprende dall’ambiente intorno a sé una gamma di emozioni negative come la gelosia, l’ansia, il senso d’inadeguatezza, il mentire, il rancore... che hanno tutte alla base la stessa filosofia distorta: la vita procede dall’esterno verso l’interno; le cause dei tuoi mali e delle tue fortune vengono da fuori. Il bambino in tal modo si convince che non è lui a creare il mondo, bensì ne è creato. Automaticamente egli non è più padrone di sé, viene defraudato della sua Responsabilità per quanto gli succede. La diretta conseguenza è che smette di avere Potere sulla creazione del proprio mondo. Ecco nascere l’ennesima psicologia da “dipendente” che verrà inserita al suo posto nell’ingranaggio economico: produci-consuma-crepa. Il nostro abito psicologico da “uomo medio” a uno sguardo più attento si rivela essere un’uniforme carceraria. Non ci viene insegnato a primeggiare, bensì a essere “medi” in tutto ciò che facciamo, anche nell’ammalarci delle malattie più comuni e morire a un’età adeguata affinché tutto il Sistema possa seguitare a funzionare. Perché solo chi è succube della realtà esterna si rivela un elemento utile per il mantenimento del Sistema. Il bambino, essendo stato privato della sua regalità, non potrà che trasformarsi in un adulto depresso, impaurito... e dunque aggressivo e violento. L’Ars Regia – la Magia – è l’arte capace d’insegnare come tornare a essere Re del proprio Regno. Non a caso i “Re magi” erano per l’appunto dei Re, oltre che dei maghi. E sono loro i primi a rendere omaggio al Cristo. Il mago – l’Eroe – nel suo viaggio a un certo punto discende nelle viscere della Terra, nel mondo“delle ombre”. Ulisse, Enea e Dante hanno condiviso questa fase del cammino. Questa è l’allegoria dell’immersione nell’abisso dell’inconscio, della visita al nostro intimo, della presa di coscienza con noi stessi e, di conseguenza, del »possesso di sé«. Chi conosce se stesso conosce tutto, perché non v’è nulla al di fuori dell’uomo che non sia anche dentro l’uomo. (S.Brizzi)
Ming I: Il Nascondersi della Luce,
Non è un momento facile e anche se ti sembra di esser tra le tenebre devi tener presente che la luce, anche se nascosta, c'è. Per adesso comunque è sconsigliabile confidare tutti i tuoi pensieri a chi ti circonda. E' molto importante che tu mantenga la tua integrità nel silenzio.
La Terra

Il Fuoco
Ching 36

mercoledì 3 ottobre 2012

Una maglietta e un paio di jeans


A volte basta davvero poco per far scattare quel non so ché ai signori maschietti.
Le donne, almeno quelle come me*, non ci pensano minimamente.
Per fortuna interviene - inaspettatamente- l'aiuto da qualche altro 'piano' del condominio.
Questa mattina mi sono vestita nella maniera più casual e informale possibile: un paio di jeans (gli unici che mi entrano, per il momento!...sono solo alla terza settimana di dieta) una maglietta nera a manica lunga e dei sabot con zeppa.
Tutti i maschi dell'ufficio mi hanno sommerso di complimenti. Con frasi del tipo: “Non farti vedere così che... ti salterei addosso!” “Come siamo sexi stamattina!” “Mammamia come stai bene con i jeans e dire che a me non piacciono!” “Mi induci a pensieri peccaminosi!” e così via...
Che siano le lezioni di tango che mi danno una luce ed un portamento diverso?
Forse all'esterno viene percepito l'abito, ma in verità sto acquisendo una maggiore femminilità e questa, si fa sentire...
Ringrazio l'infinito per questa giornata che è iniziata bene e per la serata appena trascorsa ma, ancora di più, per la sera precedente, quella del semi-diluvio per intenderci  e che ha smosso quelle energie positive che si stanno attivando per riequilibrare il mio lato materiale con quello spirituale.
Grazie alla vita!  Per tutto quello che mi ha dato e che mi da.
Grazie per avermi portato ad Avalon.
Grazie perché mi fa lavorare e impegnare tanto su me stessa.
Grazie perché accresce in me la volontà di migliorarmi. Per il mio benessere e per quello di coloro che mi circondano.
Ho scelto, o mi ha scelto, la strada più difficile, ma la più autentica.
Ho inviato nell'etere il mio intento affinché arrivi l'amore nella mia vita.
Quello più sano ed equilibrato.  E credo davvero di meritarlo ora.
Sono aperta a ciò che s'affaccerà in questa parte del mio cammino. Certa che l'amore arriverà e sento che sarà a breve.
Ho un debole per una persona, ma sono libera. Mi sento libera e liberata dai lacci della mente.
Questa volta niente mi lega e mi trattiene. Non è un pensiero ossessivo, come mi capitava (quando mi innamoravo) fino a poco tempo fa. E' piuttosto un desiderio pudico di vicinanza per affinità, una speranza lievissima e lontana. Che non ha fretta.
Sono certa che ciò che la vita ha in serbo per me è la cosa migliore.
Non sta a me scegliere. Non più.
Finalmente l'ho capito!


 *  "civetta refrattaria" :non si acconcia per attirare l'attenzione dell'uomo, ma più per amore del 'teatro' in quanto ama essere camaleontica; una donna per niente facile e che non si concede -nonostante le apparenze (la parlantina facile, la cordialità immediata, l'apertura all'altro) talvolta risulta essere dura e algi-da; preferisce scegliere piuttosto che farsi scegliere, anche se capitola irrimediabilmente quando viene scelta non per la sua bellezza esteriore (che spesso mortifica per intime 'paure'), ma solo da chi è in grado di 'leggere attraverso' e scoprire le doti che lei ama tenere celate

Una donna libera è l’assoluto contrario di una donna leggera


Prima per te c’era la circonferenza.
Prima il punto;
ma quando?
Polvere! L’aria diffonde il suo soffocamento.
Ogni granello sceglie nel gruppo la sua vittima.
 (Edmond Jabes)


Trovati un nome, mi dico/ nell’idioma psicosomatico del corpo/ e della strada trovati una casa, mi dico/ nella toponomastica e un motivo/ secondo logomanzia degli arti pilota/ e allegoria cinetica delle caviglie/ tralasciando i piedi però/ il tracciato anagrafico perso per primo/ alla frugalità dell’esordio  sopravvive celata/ poggiata sull’anomalia prospettica/ del suo letto/ negando come se negare fosse il germe/ e la dissidenza, una fioritura postuma/a seme franto/ o il destino che si compie/ con truce grazia quotidiana.- E subito a seguire nel pozzo 6. aggiunge un cordino da (s)calata: – In questa ontologia della marginalità/sono invischiate/le nostre telepatie di bordura/aiuole alle parole e ad altri bisogni/scavati dalla fitta della luce/nel pozzo che scolora/le nostre figure diurne….superficie aerea/su un piano di lentissime/manovre informali/coaguli di bruna quiescenza/stornata al sapere/lasciata a vigilia precognitrice...compila il giornale della percorrenza/e la diaria dell’interezza/varia il suo compenso/a regime di luce un’archeologia/ rischiosa appiccata alla notte/ che scioglierà il ghiaccio/ sulle facce depauperate/ dai ballottaggi e sul piatto/ di quanto resta, il dubbio/ sulla destinazione/ delle acque reflue
(Viviana Scarinci)

martedì 25 settembre 2012

tra dee e dei s'affacciano gli eroi solitari del condominio dei numeri primi


Tre sono i cuori che essa [Afrodite] non sa piegare né ingannare:
una è la figlia di Zeus egioco, Atena dagli occhi splendenti.
. . .
e neppure Artemide dalle frecce d’oro, la dea cacciatrice,
si lascia domare da Afrodite, amica del sorriso.
. . .
le opere di Afrodite non piacciono neppure a Estia,
la casta fanciulla, che l’accorto Crono generò per prima e poi per ultima.


" Ognuno di noi è fatto da tanti se stesso e non solamente da uno. Diciamo che siamo come un’assemblea condominiale composta da tante persone diverse. C’è quello più tollerante, c’è quello più permaloso, quello che si incazza subito, quello che parla poco e quello che non sta mai zitto."

Dong Ho folk woodcut painting vietnam
E quando l’universo avrà terminato di esplodere, tutte le stelle rallenteranno la loro corsa, alla fine si fermeranno e cominceranno di nuovo a cadere verso il centro dell’universo, come fa una palla gettata in aria. E allora non ci sarà più niente a impedirci di vedere tutte le stelle del mondo perché si avvicineranno, sempre più velocemente, e noi capiremo che il mondo presto sparirà, perché quando guarderemo il cielo di notte non ci sarà più il buio ma soltanto lo splendore di luce di milioni e milioni di stelle, tutte stelle cadenti.”
La sindrome di Asperger, è una forma di autismo savant. Un Asperger è una monade senza finestre, chiuso in un mondo ego centrato, in un cerchio di cui è prigioniero e nel quale non fa entrare nessuno, tenendo a distanza ogni altra creatura umana. Si sente superiore a tutti, non riesce nemmeno a concepire che anche gli altri abbiano una “mente pensante”. Sta solo sul cuore della terra - come direbbe Quasimodo. Non ama la confusione, detesta essere toccato, dice sempre la verità, prende tutto alla lettera, nota ogni particolare al punto che la sua mente, sovraccarica di stimoli e dati da analizzare, va in tilt ed egli soffre tantissimo perché completamente travolto dall’ansia e dalla paura, ma soprattutto da una solitudine cosmica. Generalmente possiede l’intelligenza di un computer, sa fare a mente calcoli complicatissimi, ma è del tutto impreparato, ingenuo e indifeso di fronte alla vita. Possiede quindi pochissimi mezzi a suo favore per avere un'esistenza armonica. A fronte di un intelletto sviluppatissimo, uno spirito razionale e analitico, ha lo squilibrio abissale di una emotività fragilissima. La sua esistenza volge quindi nel tentativo continuo di equilibrare due forze impari e, quando la vita lo costringerà -suo malgrado- ad affrontare da solo la discesa agli inferi, cioè a scavare nei meandri della propria sconosciuta e ancora vulnerabile (in quanto troppo nascosta) essenza, ecco che avverte – come un macigno cosmico- l'immane difficoltà che questa gli comporta per poi risalire dagli inferi, di cui avverte tutta la maestosa/rischiosa vischiosità, alla vivida luce delle stelle.
Avrei voluto dormire così da non dover essere obbligato a pensare, perché l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era tutto quel dolore che provavo perché non c’era spazio per nient’altro dentro la mia testa, ma non potevo andare a letto e non potevo far altro che rimanere seduto dov’ero e non c’era nient’altro da fare se non aspettare e continuare a soffrire.” (da Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon)-

Ormai lo aveva imparato. Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante.” (da La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano) - Come due binari sono sempre vicini e paralleli  ma raramente si incontrano per poi ridividersi e rincontrarsi all'infinito. Quì i protagonisti si sentono completi solo nel momento in cui stanno insieme. Nonostante ciò non riescono a superare il muro di solitudine che li separa, e Mattia ripartirà senza che il loro rapporto abbia avuto alcuno sviluppo. I due ragazzi sono infatti paragonati a due numeri primi gemelli  (numeri primi solitari ed isolati, ma vicinissimi fra loro, poiché la loro differenza è 2): accomunati dalle stesse particolarità, attratti l'uno verso l'altra, non riescono mai ad unirsi, perché divisi da un invalicabile ostacolo.

"Francesca è la donna che amo. È un arcipelago. Un insieme di meravigliose isole che io, navigando nelle loro acque, visito in tutte le loro delicate forme. Di lei conosco ogni piccola sfumatura, ogni minuscolo dettaglio. Conosco i suoi silenzi, la sua gioia. I suoi mille profumi, l’ombra dei suoi baci, la carezza del suo sguardo. Amo la rotondità della sua calligrafia. La luminosità delle sue spalle nude e il suo collo a cui ho sussurrato i miei più intimi segreti. Sono incantato dalla capacità che hanno le sue mani di creare attimi di eternità dentro di me. Adoro i territori dove mi conduce quando mi abbraccia. Territori che conosco pure non essendoci mai stato. E nonostante tutta questa conoscenza riesco ancora ad emozionarmi e a regalarmi istanti di stupore." (F.Volo)

 

 Secondo la teoria dei porcospini (o istrici, o ricci) di Schopenauer: "Un gruppo di porcospini in una giornata fredda, si stringono vicini per proteggersi col loro calore. All’inizio stanno bene, ma dopo un po’ cominciano ad avvertire le spine degli altri, allora sono costretti ad allontanarsi per non sentire il dolore. Poi il bisogno di calore li spinge nuovamente a riavvicinarsi e ancora ad allontanarsi, così che i porcospini sono continuamente sballottati avanti e indietro, spinti dai due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.” (Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II, 2, cap. 30, 396) Fabio Volo in un suo libro aggiunge:  “I difetti, le abitudini, i comportamenti o le esigenze degli altri sono le spine, ognuno ha le sue. Alcuni porcospini però sono in grado di produrre molto calore interno. Questi quindi riescono a trovare la giusta distanza dagli altri o addirittura a non stare con loro.”  E nel film di Verdone “L’amore e’ eterno finchè dura” appare quanto oggi viviamo sempre di più in un universo composito: di difficoltà  di comunicazione, di introspezione spinta agli estremi, di egoismo silenzioso ed  autolesionista. In questo nostro mondo dove si collezionano conoscenze più che amicizie vere e scambi più o meno asettici di fluidi (in senso concreto ed astratto - vedi anche L'Amore liquido di Z. Bauman*) per la paura di contaminarci in una vera relazione. L’amore risulta così confinato in un’area non invasiva, in uno spazio ben delimitato, che non si estende a tutte le zone della personalità e che, fisicamente, si esprime nella scelta di vivere in stanze separate o -ancor meglio- in case separate. Salvo consentire ai due (amici, amanti, fidanzati???) di riunirsi per vedere una videocassetta o per trascorrere -una tantum- la notte insieme. Ma sempre alla debita distanza, in esistenze parallele. Questa è la ormai famosateoria dei ricci” elaborata dai personaggi del film di Verdone, tuttavia, è solo erroneamente agli antipodi del matrimonio. Parte, cioè, dal presupposto -discutibile- che questo neghi ogni libera espressione della personalità, ma riveste  in più, il disagio che si dipinge negli occhi del regista e che appare quanto mai vero e personale, dando ancor più da pensare.

*"La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia. I protagonisti di questo libro sono gli uomini e le donne nostri contemporanei, che anelano la sicurezza dell'aggregazione e una mano su cui poter contare nel momento del bisogno. Eppure sono gli stessi che hanno paura di restare impigliati in relazioni stabili e temono che un legame stretto comporti oneri che non vogliono né pensano di poter sopportare. Anche la vita odierna può definirsi liquida...stress, consumismo ossessivo, paura sociale e individuale, città alienanti, legami fragili e mutevoli: il mondo in cui viviamo sfoggia una fisionomia sempre più effimera e incerta. È liquido. Una società può essere definita liquido-moderna se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo. Sospinta dall'orrore della scadenza, la società liquida deve modernizzarsi o soccombere. E chi la abita deve correre con tutte le proprie forze per restare nella stessa posizione. La posta in gioco di questa gara contro il tempo è la salvezza (temporanea) dall'esclusione. Credevamo che nella modernità saremmo riusciti a lasciarci alle spalle le paure che avevano pervaso la vita in passato; credevamo che saremmo stati in grado di prendere il controllo della nostra esistenza. "Noi, uomini e donne che abitiamo la parte "sviluppata" del mondo (la più ricca, la più modernizzata), siamo "oggettivamente le persone più al sicuro nella storia dell'umanità". Lo siamo contro le forze della natura, contro la debolezza congenita del nostro corpo, contro le aggressioni esterne. Eppure proprio noi che godiamo di sicurezza e comfort senza precedenti, viviamo in uno stato di costante allarme. Questo è un inventario delle nostre paure. È il tentativo di scoprirne le origini comuni, di esaminare i modi per disinnescarle e aprirci gli occhi sul compito con cui dobbiamo confrontarci se vogliamo che domani i nostri simili riemergano più forti e sicuri di quanto noi siamo mai stati.Sulle spalle degli individui ricade oggi l'onere di identificare le soluzioni più opportune per problemi sociali in realtà irresolubili sul piano individuale legati alle forme del lavoro, oggi sempre più precarie; a relazioni interindividuali strutturate in modo crescente sul breve termine; al rapporto con una sfera pubblica fortemente privatizzata. Spaziando dalla sociologia agli studi culturali alla scienza politica, Bauman mette in luce, insieme alle risorse e ai limiti dell'agire contemporaneo, le dinamiche identitarie nell'epoca della precarizzazione.  Il nostro pragmatismo ha espunto Dio dalla vita quotidiana: neanche a lui sappiamo più rivolgerci per dare senso alle cose che facciamo. La perdita di una concezione unitaria del mondo ha determinato nell'etica e nella pratica contemporanee la spinta ad affrontare i problemi morali seguendo criteri diversi da quelli imposti dalla modernità, dettati dalla scelta di riempire il vuoto lasciato dalla supervisione morale della Chiesa con un codice di regole razionali che gli uomini potessero apprendere e rispettare. Bauman elabora la critica a partire dall'aporia conseguente a questa scelta, definita dall'impossibilità di separare e al tempo stesso conciliare l'autonomia degli individui e l'eteronomia delle persone.


- A volte i minuti non sono minuti, sono reincarnazioni di vite. Nell’attesa, sono già rinato mille volte. Ho percorso tutta la catena alimentare. Sono stato zanzara, armadillo, elefante…
- Chi non si ama può darsi a chiunque.
- Ci sono bellissime storie d’amore nel fondo delle borse, tra i pacchetti di sigarette e le chiavi; per questo a volte si fa fatica a trovarle, semplicemente perché tentano di nascondersi per poter rimanere lì.
- La felicità non è che sia fare sempre quello che si vuole, semmai è volere sempre quello che si fa
- Dava l’idea di essere una donna che dona tutto, ma non regala niente.
- Era come se andando via in realtà avessi preso la rincorsa per tornare più vicino.
- Erano state le lacrime ad aprirmi la porta della sua vera intimità.
- "Fai conto di essere una maratoneta. Stai correndo con i tuoi amici e le tue amiche. A un certo punto capisci di avere una buona gamba, un bel passo, di poter andare più veloce, e allora decidi di seguire questa tua forza. Di convertirti al tuo talento. Dopo un po’ che corri, ti accorgi di aver staccato il gruppo. Ti giri e ti scopri sola. Loro sono indietro, tutti insieme che ridono, e tu sei sola con te stessa. Siccome non riesci a reggere questa solitudine, rallenti finché il gruppo ti raggiunge e, negando il tuo talento, fingi di essere come loro. Rimani nel gruppo. Ma tu non sei così, non sei come loro. Infatti anche lì in mezzo ti senti comunque sola."
- Fai vedere al tuo sogno che veramente ci tieni a incontrarlo, senza pretendere che lui faccia tutta la strada da solo per arrivare fino a te, poi le cose accadono. I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.
- Gli infelici valutano constantemente gli altri, criticano continuamente il loro comportamento e spesso su di loro sfogano il proprio personale malessere o fallimento.
- Ho letto da qualche parte che il vero motivo per cui si sono estinti i dinosauri è perché nessuno li accarezzava. Bisogna sperare che l’uomo non faccia lo stesso stupido errore con le donne.
- Il cammino si fa da soli: in 2 è una scampagnata.
- In qualsiasi momento della vita si può prendere in mano le redini e cambiare il proprio destino.
- L’amore per sé è il ponte necessario per arrivare all’altro.
- La cosa più fastidiosa quando mandi un messaggio a una persona a cui tieni è che dal momento dell’invio parte il conto dei minuti. Rispondi, rispondi, rispondi. Non ha risposto. Magari ha il telefono spento. Che faccio chiamo, faccio uno squillo per vedere se è acceso? E se poi è acceso? Messaggio più chiamata: divento pesante. Chiamo con anonimo. Solo che se faccio uno squillo e poi metto giù capisce che sono io che controllo. Lo capisce? Sì, lo capisce. A volte i minuti non sono solo minuti, sono reincarnazioni di vite.
- La prima cosa che due persone si offrono stando insieme dovrebbe essere un sentimento d’amore verso se stessi. Se non ti ami tu, perché dovrei amarti io?
- La prima volta che ci siamo frequentati non eravamo in grado di amarci. Eravamo come due persone che hanno tra le mani lo strumento che amano, ma non lo sanno suonare. Poi abbiamo imparato.
- Le cose non si vedono per ciò che sono ma per ciò che sei!
- L’odio appartiene ad attimi di impotenza.
- Mentre la sfioravo, sentivo sulla punta delle dita una forza misteriosa che mi attraeva verso di lei.
- Non avevo nulla, nemmeno i mobili, ma mi sentivo pieno. Arredato dentro!
- Non ci si può far niente, le persone che amano si finisce sempre per amarle. È una legge della natura.  
- Pensare a se stessi non è egoismo. Egoismo semmai è occuparsi solo di se stessi.
- Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me voglio buttarmi per cadere verso l’alto.






da: "amo me stesso ma è un amore non corrisposto"
...sono l'eterno emigrante dell’inconsueto...

"La vita premia i coraggiosi ma punisce gli incoscienti”
“Often a dreamer is a looser!”

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi paesaggi ma nell’avere nuovi occhi”  Più ci si allontana e più si cade tra le braccia di chi, prima di noi, ha percorso gli evanescenti sentieri della fuga. Come colui che voleva raggiungere il sole rincorrendo la propria ombra, si ritrovò a osservare l’astro nascente da dietro che, nel pieno dell’alba mattutina, raffigurava se stesso in un tramonto senza eguali mentre, bendato di sudice nuvole, con latte di coniglia filtranti da una ferita nel fianco, faceva rotolare via la pietra dalla tomba della notte per emergere, pallido ed incerto ma trionfante, nel cortile di questa nostra parte di mondo....vidi improvvisamente tra la folla questa figura femminile dall’inafferrabile portamento di Geisha, leggendaria e idealizzata in tutto il suo arcano fascino, maschera di un sublimato erotismo esotico, schiava votata a soddisfare i desideri maschili ma anche algida e irraggiungibile nel suo cerimoniale di gesti rituali e stilizzati, avvolta e coinvolta dalla cascata dei suoi vigorosi e luminescenti capelli...La vidi, e impacciato m’avvicinai con passo da cammello, inebriandomi del suo profumo di frutta psichedelica: non so perché, ma mi sentivo goffo e presuntuoso, privo delle qualità minime per insinuarmi nella vita di una ragazza così.Avrei voluto sciogliere a parole la tensione e rendere la comunicazione più facile, ma non riuscivo a trovare il tono né gli argomenti giusti, mi sentivo rigido e innaturale come un baccalà. Mi sembrava di dovermi fare avanti, dimostrarle qualcosa di me, e avevo solo parole a disposizione. Non riuscivo a trovare nessuno strumento suggestivo da suonare per le sue orecchie… “Gli uomini s’innamorano con gli occhi, le donne con le orecchie”… e la tenevo, la tenevo come la cosa più pregiata di questa Terra. Non aveva il tempo di respirare da sola, perché io respiravo con lei; non poteva avere fame, perché io l’avevo già saziata; non poteva desiderare, perché io l’avevo già soddisfatta; non poteva scappare… perché io l’avevo già incatenata… E la sera ci si accucciava insieme, insieme si dormiva e si giocava al dottore del turno notturno, insieme ci si mescolavano gli umidi umori. Poi al mattino, mentre lei ancora dormiva, restavo interi attimi ad osservarla, le sfioravo i capelli, la ascoltavo dormire, vigilavo sulla sua dolcezza. A volte la fissavo così intensamente da svegliarla...

“Rinuncia tu al potere di attrarmi e io perderò la volontà di seguirti”
“Ama chi sposi, non sposare chi ami”
“Una donna sposa un uomo sperando che cambi, e lui non cambierà…
 un uomo sposa una donna sperando che non cambi, e lei cambierà…”



Dal pensiero filosofico greco è derivata, in Occidente, una mentalità logica, matematica, razionale, scientifica, gerarchica.  Il pensiero Orientale invece è analogico, metafisico, simbolico, interconnesso con la catena di causa-effetto.
“Colui che ha saputo vivere, saprà anche morire…”



“Spesso il pessimismo viene esibito come scusa per il rifiuto di responsabilità di cui si sente il peso” La depressione è soltanto una questione di prospettiva. Ogni volta che la visione del mondo si rimpicciolisce, i nostri problemi o i nostri mali ci paiono importantissimi, la nostra morte orribile, impensabile. Se la visione si allarga e si riesce a vedere il mondo nella sua interezza e magnificenza, il nostro stato, pur penoso che sia, diventa parte di quella vastità, di quell’eterno, naturale arrovellarsi dell’uomo. “La depressione è rabbia senza entusiasmo!”  Ciò che fa alzare molti dal letto alla mattina è solo la speranza, il sogno di un’esistenza diversa da realizzare per mezzo della quotidiana pena. “… capì che avrebbe potuto guardare il mondo come una povera vittima delle avversità, oppure come un avventuriero in cerca del mistero della vita…” “Non si è soli quando qualcuno ci ha lasciato, si è soli quando nessuno è mai venuto” ... il mio sangue canta canzoni d’amore non corrisposto, e sento che le canterà per tutta la notte, mentre io scivolo dentro e fuori dal sogno e dal delirio, incapace di distinguere l’uno dall’altro...Accompagno lei che non c’è più, mano nella mano in questo silenzio assordante, ed il suo profumo si allunga sopra e dentro me: arma letale che mi imprigiona al desiderio..L’amore è abbondante ma anche scarso, come l’acqua dell’estate, e scalda come il fuoco, e toglie il fiato come le mani di un assassino, tiene svegli come il vento del deserto, apre il petto come una spada di miele, e fa ridere come un lungo assaggio di vino buono... I respiri, carichi di ardente libidine, tradiscono la gloria di questo nostro Cielo. Alle anime riponiamo l’ebbrezza di questa sconfinata passione. Il buio ci veglia, e noi ci affidiamo alla sua volontà. Amen! “La malinconia non la si può scacciare, non resta che sopportarla con dignità”… Qui è notte ormai, non più sera ma notte fonda, da buio pesto. La sera di solito ha il pomeriggio appeso alle falde della giacca, ha vere e proprie pagliuzze di luce che le aderiscono ai baveri come lanugine, ma la notte è intransigente, è estrema. I margini scuri del giorno sono stati cancellati dalla densa resina del buio, oscurati dal suo getto di nero di seppia...Io amo me stesso, ma è amore non corrisposto: bella è la vita, belli siamo noi!


  Tutto si può cambiare, migliorare o modificare…
 ma se non hai mai sbagliato o fatto, rimane solo una cosa:
la voglia di tornare indietro e provarci!