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martedì 21 febbraio 2012

poesia e bellezza

The temple is holy
because it is not for sale
Ezra Pound, Canto XCVII


La parola sorse
da crateri di luce
e creò un mondo sradicato
dal proprio principio, fino
alla fine dei tempi irripetibile.
Ma tu ascolta
solo la parola che scaturisce
dalle fenditure del tempo
e trapela dai circuiti del silenzio
nel medesimo fremito celando
carne e polvere.




 Mitomodernismo
(o del fuoco indispensabile per un Futuro)
Il mitomodernista si trova al mondo
non per adattarvisi
ma per cambiarlo opponendosi
con tutte le sue forze
all'Impero del Brutto
e all'ingordigia serva
del Consumismo Autodistruttivo.
Senza spada e senza ali Angelo
lotta ogni giorno contro
i traditori dell'Eden
costruendo orizzonti utopici degni
dei più elevati desideri
e atti ad appagare i bisogni
primari della Donna e dell'Uomo.
Nella nostra Italia unita
solo nella bellezza
segnata dalle parole di Dante,
Petrarca, Foscolo e dalle visioni
di Leonardo e Botticelli,
dalle gesta di Giuseppe Garibaldi
e dai pensieri di Giordano Bruno,
oltre ai roghi criminali
il mitomodernista custodisce
il fuoco indispensabile
ad un entusiasmo in grado di scaldare
le gelide notti dell'avvilimento
collettivo. Se il cinico
mondo ingordo del superfluo
prepara l'avvelenamento
definitivo delle acque,
dell'etere e della anime
massificate, il fuoco
tenuto vivo attimo dopo attimo
dal mitomodernista
tende a illuminare
i sentieri che portano
verso un mondo degno della Bellezza
eterna dell'Universo.

Tomaso Kemeny




«Smettiamo di lusingare con la passività i gusti più bassi di un popolo dalle tradizioni esemplari» perora Kemeny, indicando nella Bellezza il fondamento d’una civiltà futura.
Pura illusione ? Ma è questo il bello: senza le utopie dei poeti, la nostra idea dell’Italia non esisterebbe.


la sede del "nulla"


http://gianruggeromanzoni.wordpress.com/2011/01/29/esistono-universi-paralleli-il-nostro/

"una delle principali caratteristiche della natura del leone è quella che, quando egli dorme, i suoi occhi vegliano. Il leone, in altre parole, dorme mantenendo gli occhi sempre aperti. Per questa ragione rappresenta il miglior guardiano e il più affidabile custode"

podcast

giovedì 16 febbraio 2012

con il corpo capisco

Follia = infiammare se stessi fino a portarsi al grado della pazzia , un processo condotto tutto dentro di sé fino a perdere il controllo della propria mente.
Gli eventi accaduti in un lontano passato possono ancora toccarci con penetrante immediatezza; le vecchie ferite influenzano i nostri umori e il nostro comportamento come se fossero state inflitte ieri, e qualche volta il loro potere persino aumenta con il passare del tempo
Non si tratta di un processo discendente dalla mente al corpo, ma di una biunivoca interazione fra energia e materia, fra emozione e corpo, conservata in una precisa e rintracciabile coordinata spaziotemporale. La nostra memoria cristallizza il ricordo dell’evento traumatico e lo colloca in una determinata area corporea, in attesa di una sua definitiva risoluzione. Alla lunga però questo segnale, rimasto apparentemente muto per un certo periodo di tempo, tende a risvegliarsi e a far sentire la sua presenza. In questo modo si riattivano antichi dolori alle articolazioni, sgradevoli disturbi gastrointestinali, malesseri psichici, che sembravano essersi definitivamente risolti.
Emozioni intense e profonde come rabbia, dolore, paura, gridano la loro presenza attraverso lo specchio del corpo. La frustrazione per un mancato riconoscimento professionale, atteso con ansia da anni, può determinare importanti cambiamenti del tono umorale, della pressione sanguigna, dell’equilibrio immunitario.  Non bisogna sottovalutare le battaglie, che dobbiamo affrontare nel corso della nostra esistenza. Il ricordo persistente di queste lotte mina nel tempo le energie risanatrici del corpo e apre pericolosamente la strada alla malattia. Il risentimento inespresso per ingiustizie nei rapporti familiari o in ambiente di lavoro, il comportamento prevaricatore del partner o di un figlio adolescente, le continue e pressanti richieste di aiuto di genitori anziani, hanno la strisciante capacità di imporsi nel nostro orizzonte emotivo.
Breviario di cronoriflessologia, ebook pdf.pdf

"Scrivere è qualcosa di fisico, un’attività lenta e sensuale che apre, accoglie, chiude attorno a sè in morbide spirali. Raccontare è dare il giusto peso e la giusta collocazione, è un attacco e una difesa, una presa di distanza per “non permettere al dolore di insinuarsi dentro di me”. É esporsi, mostrarsi, capirsi, soffrire. É vivere."David Grossman


un bastone (il sapere), una spada (l’osare), un calice sacro (il volere), una medaglia d’oro con incisa una stella a sei punte (il tacere).
La caratteristica di una vita morta è di essere
una vita di cui l’altro diventa il guardiano.

podcast

Sartre

il dio e la croce a dx - la corona e la spada a sx

mercoledì 15 febbraio 2012

eft

 


Pensa e scrivi tutto ciò che ti disturba o ti da fastidio emozionalmente e che al solo ricordo ti provoca: nervisismo, malinconia, rabbia, dolore, intolleranza, insicurezza, confusione. Un incontro sgradevole,Un litigio (col partner, con amici, con sconosciuti),Un incidente di qualsiasi tipo (visto o vissuto),Una paura,Un'insicurezza,Una situazone,Un'abitudine sbagliata,Un modo d'essere che vuoi cambiare,Un blocco,Una casa, un luogo, un lavoro, un oggetto... Dopo aver valutato attentamente su cosa lavorare, scegli una "cosa", rivivila intensamente con colori, odori, rumori, localizzala dentro di te o intorno a te...fai ricapitolazione.  Focalizzati, scegli il punto EFT (KArate o dolente) e rieti "Anche se... mi amo e mi accetto così come sono... scelgo di dimenticare/di lasciare/di perdonare/mi do la possibilità di cambiare/e mi voglio bene comunque" .Su dei fogli gradevoli per forma e colore e su ogni foglio scrivi la "cosa" da lasciare, tenere fra le mani il foglio e visualizzate "il caso", entrare intensamente nella scena o emozione quindi mettere il foglio sul chakra scelto riguardo al tema (amore=cuore, passione=pancia,radice/affari=plesso, il verbale=gola). A questo punto partite con EFT
n.b. se si fa durante il periodo natalizio conviene bruciare tutti i foglietti con scritte le "cose" da lasciare la notte di Capodanno e buttare entro tre giorni la cenere in acqua corrente di fiume, oppure entro l'Epifania e buttateli in acqua corrente nei tre giorni successivi.

sabato 4 febbraio 2012

adamo ed eva


Dopo l’ennesima riunione della UE, alcuni presidenti decidono di passare a visitare il Museo del Louvre per "alleviare" lo stress.
Si fermano in meditazione davanti al quadro di Adamo ed Eva nel Paradiso
 Esordisce Angela Merkel:
Guardate la perfezione dei corpi: lei alta e snella con un corpo atletico, i muscoli ben fatti... Gli stereotipi sono necessariamente tedeschi.
Sarkozy risponde immediatamente:
Assolutamente no! E’ evidente che l’erotismo che si può vedere in entrambe le figure..., lei così femminile..., lui così aitante...., sanno che presto arriverà la tentazione... Possono essere solo francesi.
Muovendo negativamente il capo, Gordon Brown afferma:
Of course not! Guardate attentamente… la serenità dei loro visi, la delicatezza della posa, la sobrietà del gesto ... Possono essere solo inglesi.
Dopo alcuni secondi di ulteriore contemplazione, 
Mario Monti esclama:
NON SONO ’ACCORDO!!!
Guardate bene:
non hanno vestiti,
non hanno scarpe,
non hanno casa,
hanno solo una mela da mangiare,
non protestano
e pensano pure di stare in paradiso!!! ...
Non ho alcun dubbio, SONO ITALIANI!!!!!""""

mercoledì 1 febbraio 2012

ZENA


Per Heine Genova "giace in riva al mare come lo scheletro sbiancato di una bestia gigantesca trascinata lì dalla marea". Per Nietzsche è un'oasi di solitudine: "un'isola dell'arcipelago greco e tutto intorno infinite catene di monti". Genova, miraggio bianco, sospesa fra cielo e mare, continua a affascinare il cuore dei poeti. - Giorgio Caproni



Litania
Genova mia città intera.
Geranio. Polveriera.
Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.

Genova città pulita.
Brezza e luce in salita.
Genova verticale,
vertigine, aria scale.

Genova nera e bianca.
Cacumine. Distanza.
Genova dove non vivo,
mio nome, sostantivo.

Genova mio rimario.
Puerizia. Sillabario.
Genova mia tradita,
rimorso di tutta la vita.

Genova in comitiva.
Giubilo. Anima viva.
Genova in solitudine,
straducole, ebrietudine.

Genova di limone.
Di specchio. Di cannone.
Genova da intravedere,
mattoni, ghiaia, scogliere.

Genova grigia e celeste.
Ragazze. Bottiglie. Ceste.
Genova di tufo e sole,
rincorse, sassaiole.

Genova tutta tetto.
Macerie. Castelletto.
Genova d'aerei fatti,
Albaro, Borgoratti.

Genova che mi struggi.
Intestini. Caruggi.
Genova e così sia,
mare in un'osteria.


Genova illividita.
Inverno nelle dita.
Genova mercantile,
industriale, civile.

Genova d'uomini destri.
Ansaldo. San Giorgio. Sestri.
Genova in banchina,
transatlantico, trina.
Genova tutta cantiere.
Bisagno. Belvedere.
Genova di canarino,
persiana verde, zecchino.

Genova di torri bianche.
Di lucri. Di palanche.
Genova in salamoia,
acqua morta di noia.

Genova di mala voce.
Mia delizia. Mia croce.
Genova d'Oregina,
lamiera, vento, brina.

Genova nome barbaro.
Campana. Montale, Sbarbaro.
Genova dei casamenti
lunghi, miei tormenti.

Genova di sentina.
Di lavatoio. Latrina.
Genova di petroliera,
struggimento, scogliera.

Genova di tramontana.
Di tanfo. Sottana.
Genova d'acquamarina,
aerea, turchina.


Genova di luci ladre.
Figlioli. Padre. Madre.
Genova vecchia e ragazza,
pazzia, vaso, terrazza.

Genova di Soziglia.
Cunicolo. Pollame. Trilia.
Genova d'aglio e di rose,
di Pré, di Fontane Marose.

Genova di Caricamento.
Di Voltri. Di sgomento.
Genova dell'Acquasola,
dolcissima, usignuola.

Genova tutta colore.
Bandiera. Rimorchiatore.
Genova viva e diletta,
salino, orto, spalletta.

Genova di Barile.
Cattolica. Acqua d'Aprile.
Genova comunista,
bocciofila, tempista.
Genova di Corso Oddone.
Mareggiata. Spintone.
Genova di piovasco,
follia, Paganini, Magnasco.


Genova che non mi lascia.
Mia fidanzata. Bagascia.
Genova ch'è tutto dire,
sospiro da non finire.

Genova quarta corda.
Sirena che non si scorda.
Genova d'ascensore,
paterna, stretta al cuore.

Genova mio pettorale.
Mio falsetto. Crinale.
Genova illuminata,
notturna, umida, alzata.

Genova di mio fratello.
Cattedrale. Bordello.
Genova di violino,
di topo, di casino.

Genova di mia sorella.
Sospiro. Maris Stella.
Genova portuale,
cinese, gutturale.

Genova di Sottoripa.
Emporio. Sesso. Stipa.
Genova di Porta Soprana,
d'angelo e di puttana.

Genova di coltello.
Di pesce. Di mantello.
Genova di lampione
a gas, costernazione.

Genova di Raibetta.
Di Gatta Mora. Infetta.
Genova della Strega,
strapiombo che i denti allega.
Genova che non si dice.
Di barche. Di vernice.
Genova balneare,
d'urti da non scordare.

Genova di "Paolo & Lele".
Di scogli. Furibondo. Vele.
Genova di Villa Quartara,
dove l'amore s'impara.
Genova di caserma.
Di latteria. Di sperma.
Genova mia di Sturla,
che ancora nel sangue mi urla.

Genova d'argento e stagno.
Di zanzara. Di scagno.
Genova di magro fieno,
canile, Marassi, Staglieno.

Genova di grige mura.
Distretto. La paura.
Genova dell'entroterra,
sassi rossi, la guerra.

Genova di cose trite.
La morte. La nefrite.
Genova bianca e a vela,
speranza, tenda, tela.

Genova che si riscatta.
Tettoia. Azzurro. Latta.
Genova sempre umana,
presente, partigiana.

Genova della mia Rina.
Valtrebbia. Aria fina.
Genova paese di foglie
fresche, dove ho preso moglie.

Genova sempre nuova.
Vita che si ritrova.
Genova lunga e lontana,
patria della mia Silvana.

Genova palpitante.
Mio cuore. Mio brillante.
Genova mio domicilio,
dove m'è nato Attilio.

Genova dell'Acquaverde.
Mio padre che vi si perde.
Genova di singhiozzi,
mia madre, Via Bernardo Strozzi.

Genova di lamenti.
Enea. Bombardamenti.
Genova disperata,
invano da me implorata.

Genova della Spezia.
Infanzia che si screzia.
Genova di Livorno,
Partenza senza ritorno.

Genova di tutta la vita.
Mia litania infinita.
Genova di stoccafisso
e di garofano, fisso
bersaglio dove inclina
la rondine: la rima.


(Da: Giorgio Caproni, Tutte le poesie, Garzanti 1999)