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lunedì 16 luglio 2012

norme di sufismo


Le quattro fasi di ascesa e di unione, enumerate da Cristiani, Musulmani e mistici Shivaiti

Riccardo di San Vittore
Abd Al Qadi Jilani
Thirumular
(1) Sete per l’Amato
Tawbah, Pentimento
Saloka (Vivendo nel Mondo di Dio)
(2) Visione dell’Amato
Safa, Purezza, pace o gioia
Samipa (Essere vicino a Dio)
(3) Unione in matrimonio
Walî, Amico di Allah
Sarupa (Possedere la forma di Dio)
(4) Ritorno o Fusione
Fana’ Annientamento del sé.
Sayujya (Essere uno con Dio)

Il tempo di prosperità  Il periodo di prosperità (56-84 anni) richiede all’uomo del movimento e dell’attività, soltanto in questo caso potrà garantirsi una condizione armoniosa. Vi è un crescente desiderio di vivere, l’uomo diventa più forte nello spirito. A quest’età, diminuisce il contenuto d’acqua nel corpo. L’organismo, inoltre, avverte la mancanza anche d’altre sostanze; quindi, cominciano a farsi sentire differenti “disturbi” conosciuti. È necessario riguardare particolarmente gli organi interni, osservare un’attività lavorativa ed il riposo, regolarmente e ogni giorno. Bisogna fare più ginnastica e lavoro fisico, muoversi maggiormente. Assumere cibo più spesso, ma in piccole dosi, pulire l’intestino sovente. Ho già dichiarato che a quest’età molti si ammalano per vari acciacchi. Questa gente prende molto seriamente tali disturbi “alimentandoli” con medicinali e fantasticherie. Un malanno comparso in età precoce guarisce abbastanza rapidamente, mentre la guarigione dello stesso in età avanzata avviene molto più lentamente. In questa fase d’età, come per la successiva, dormire 4-5 ore al giorno è sufficiente per recuperare le forze. Il tempo di saggezza Il tempo della saggezza cade negli ultimi 28 anni. L’uomo ritorna bambino. In maniera analoga al bambino, cade spesso, è capriccioso e bisognoso d’attenzione. Le ossa diventano fragili e rigide. Iniziano a crescere nuovi denti e capelli, simili a chicchi di riso. La persona diventa somigliante ad un albero vecchissimo, sul quale appaiono freschi germogli. Dal ciclo undicesimo inizia la seconda infanzia. Un proverbio dice: “Un vecchio simile ad un piccino”. Chiede attenzione, carezze, ha più bisogno di sostegno spirituale che di supporto fisico. Senza parenti e amici, quest’uomo non è in grado di soddisfare la maggior parte delle sue necessità, ma i vecchi hanno una qualità magica. I loro desideri riguardanti altre persone spesso si avverano, così in Oriente è conveniente chiedere la benedizione degli anziani. Non v’è alcun miracolo in esso, coloro cui giunge il tempo della saggezza vedono in ogni individuo la condizione del suo raggiungimento. La loro benedizione, se volete, è una specie di programma vitale. Il vecchio saggio vede ciò che è ancora inaccessibile agli altri. Alla fine d’ogni ciclo settennale vi è una ricostruzione nell’attività dell’organismo, che può condurre al peggioramento temporaneo della salute. Se durante questo periodo non eseguiamo gli esercizi specifici, la malattia si stabilizza ed il corpo può abituarsi. Le psicotecnologie Sufi per molti aspetti sono orientate proprio per superare queste difficoltà temporanee nel modo meno doloroso.
Il ciclo giornaliero Sufi La legge della vita armoniosa e sana I Sufi del passato hanno descritto il ciclo giornaliero (24 ore) su cui hanno distribuito l’attività umana, poiché esso contribuisce alla guarigione e alla massima realizzazione personale
È raccomandato svegliarsi circa mezz’ora prima del sorgere del sole. Se vivete in una regione in cui, secondo la stagione, l’alba comincia verso le ore 9-10 della mattinata, fissate per il primo crepuscolo le 6 del mattino. Il cibo e il sonno sono le due ali che fanno volare il Nafs direttamente nelle nostre anime, distruggendo ogni cosa sul suo cammino. Dopo essersi svegliati, per 10-20 minuti eseguire gli esercizi di respirazione (leggere il capitolo corrispondente). Eventualmente, è possibile fare un sonnellino per altri quindici minuti. I Sufi chiamano questo periodo di sonno kaylula, che può essere tradotto “sonno leggero, siesta o pisolino.” Dopo esserci risvegliati definitivamente, eseguiamo gli esercizi riabilitativi per 15-30 minuti, poi facciamo una doccia e la colazione. La prima colazione si deve fare insieme alla famiglia e agli amici conversando piacevolmente; in questo modo, la vostra giornata proseguirà gradevolmente. Non si tratta solo di creare del buon umore, poiché alcuni se lo procurano con una bottiglia di birra, “cento grammi di vodka” o un caffè e una sigaretta; il mio scopo è di offrirvi completamente una vita sana. Al risveglio, entrate nuovamente nella vita, e questo deve avvenire gradualmente e lentamente senza “percuotere l’organismo”, ascoltandosi, sperimentando non solo la gioia corporale, ma gioendo anche con le persone intorno a voi. Fino a mezzogiorno la gente osserva un aumento dell’attività, giacché questo tempo richiede il maggior dispendio energetico per le principali attività. Se qualcuno si permette in questo periodo un pasto abbondante, si espone al rischio di contrarre disturbi gastrici. Sulla colazione non digerita, si depositerà la nuova porzione che la farà marcire avvelenandola. Nel pomeriggio si può fare uno spuntino con gli amici, mai da soli, perché chi gusta il cibo da solo, condivide un pasto con Satana! Durante la giornata, in genere, è possibile astenersi da alimenti duri da masticare preferendo pasti liquidi. Qualche volta, Nasreddin Hodja andava in ufficio e sulla strada incontrò un povero musicista che con canto rauco tentava di guadagnarsi qualche spicciolo. La sera, quando il mullah stava tornando a casa, fu sorpreso dalla sonorità della voce che affascinava dei curiosi ammassati intorno al povero. Hodja era impietrito. Dopo aver atteso la fine del concerto tenutosi in strada, si avvicinò al musicista: “Perché questa mattina eri stonato?!” Il musicista fece un sorriso di scusa e rispose: “All’inizio della giornata ho fatto una colazione particolarmente abbondante, e adesso, forse, mangerei qualcosa! Lo strumento pulito suona in modo diverso, non è vero?” Bisogna mangiare il giusto necessario e quando il corpo è pronto. Pulirsi con un piccolo digiuno non è una moda. Nessuno vi chiede delle prodezze, almeno tre giorni al mese fate un favore all’organismo! Nel pomeriggio l’attività umana diminuisce gradualmente. Se vi stancate rapidamente, attivate gli esercizi respiratori (si veda il capitolo sul respiro). Tra le ore 8 e 9 serali, il Sufi raccomanda un sonnellino di 15-20 minuti, cui segue prima una respirazione rilassante, e poi un’attivante. È possibile, dopo gli esercizi, gustare una deliziosa cena in compagnia di amici o di persone care. Dopo la cena si può passare a qualche studio interessante, o a lavorare un po’ con piacere. Il pasto deve avvenire circa mezzora prima del tramonto. Generalmente ad un adulto basta dormire 4 ore. Fino alle due del mattino, pertanto, si può tranquillamente fare qualcosa. Prima di andare a letto, fate una doccia, eseguite gli esercizi di respirazione rilassante, poi lo zikr interno (che è stato intitolato in questo libro per comodità “le traiettorie luminose dei Sufi”). Addormentandosi, è consigliabile meditare su eventi piacevoli che accadranno il giorno successivo. Se conducete uno stile di vita armonioso, molto probabilmente, vi sveglierete senza sveglia verso le ore due o tre della notte; per questo auguriamo successo a chi inizia il processo d’auto-guarigione, ma lo avvertiamo che non sarà in grado subito di seguire il ciclo giornaliero. Al risveglio, bisogna fare qualche esercizio respiratorio per la pulizia; infatti, proprio alle due di notte i reni iniziano attivamente a ristabilirsi. Le persone hanno gli incubi proprio in questo momento! È necessario fissare correttamente l’obiettivo. Lo scopo del trattamento, il risanamento, la salvezza o il lavoro con l’immagine del risultato Quando siamo impegnati in qualcosa, volenti o nolenti, nella testa si forma un’immagine del risultato finale del nostro lavoro. Di solito, la gente ha per scopo quest’immagine. Lo scopo è un’immagine ideale del risultato finale dell’attività. Se l’obiettivo è negativo (vale a dire, non è necessario all’organismo), allora la persona non ha il piacere delle sue realizzazioni. Gli obiettivi umani, frequentemente, sono prodotti del Nafs. Non siamo noi a proporli, c’è qualcuno che vuole farci soffrire, innervosire, ammalare ed infine, a dispetto di tutte le ferite, raggiungiamo l’obiettivo! Bisogna ricordarsi che il Nafs è una struttura energetica inerente alla natura peccaminosa dell’uomo. I Sufi ritengono che esso sia veramente alimentato dalle nostre emozioni negative: delusione, rancore, stanchezza. Il Nafs rompe il nostro equilibrio per raggiungere il suo scopo. Quando non siete in sintonia con voi stessi, ricordate ciò che avete appena letto. Subito sorge la domanda: “Come capire qual è il mio scopo personale e dov’è l’influenza del Nafs?” La risposta è semplice e complessa allo stesso tempo. Se avete deciso troppo in fretta, senza riflettere, molto probabilmente si tratta dell’influenza del Nafs. È necessario, ovviamente, elaborare mentalmente i nostri obiettivi, ma significa anche che dobbiamo avere emozioni. L’influenza del Nafs si riconosce in un’immagine che è nella nostra immaginazione. Se vogliamo fare qualcosa, ma pensiamo di danneggiare o di offendere qualcuno, si tratta dell’influenza del Nafs. Pensate bene e riflettete sul vostro scopo. Altrimenti, quest’obiettivo appartiene al Nafs e non a voi, seppur sembra socialmente utile, ne conseguiranno solo problemi: sensi di colpa, ripugnanza, aggressività, alcolismo o gioco d’azzardo. Non tutto è così negativo, naturalmente. Alcuni cercano di comprendere il senso degli accadimenti e sé stessi, la Divina essenza e il principio della creazione. Quindi, cominciando il processo d’armonizzazione della vita denominato trattamento, riabilitazione o salvataggio, è innanzi tutto necessario impostare e concepire il proprio scopo. Ancora una volta leggete attentamente, senza passare alla proposizione seguente: impostate e concepite il vostro scopo. Se desiderate “perdere” un paio di chili in eccesso (dal vostro punto di vista), chiedetevi sette od otto volte se sia necessario. Alla terza o alla quarta tappa di quest’intervista col proprio Io salterà fuori: “È piacevole soddisfare sé stessi!” Finalmente avete capito qual è il vostro obiettivo! Amare la vita, sé stessi, gli altri e ottenere un piacere veramente divino da tutto questo! Per quanto riguarda l’obesità, i denti malati, la vista debole, i calcoli renali, l’osteocondrosi e l’impotenza, sono la conseguenza del disamore per voi stessi e per l’ignoranza delle leggi vitali e della sostanza energetica, che considerate il vostro organismo. Pertanto, l’essenziale è fissare l’obiettivo!
Nella seconda fase, è necessario seguire la successione definita dei movimenti, delle azioni. È importante eseguire le operazioni corrette al momento giusto, nel posto conveniente e con le persone appropriate. Ci auguriamo che questo libro vi offra un insieme di metodi e di stati d’animo spirituali per realizzarli.
Dopo un qualsiasi lavoro, siamo affaticati. Molto spesso, la percezione della fatica è indesiderabile, questa condizione vogliamo evitarla. La fatica è una condizione umana normale. La vita corporale è la sostituzione costante degli sforzi e del rilassamento. La nostra reazione negativa alla comparsa della fatica significa che maltrattiamo l’elemento necessario per il conseguimento dell’obiettivo. Per ottenere il risultato desiderato, dobbiamo solo sapere come sforzarci e rilassarci correttamente. Nel tempo, la triade “obiettivo ? azioni – fatica” diventa un’abitudine. L’abitudine è l’attività automatica accompagnata da uno sfondo emotivo favorevole. Non importa se un’abitudine sia cattiva o utile, in ogni caso deve essere dipinta d’emozioni affermative. L’abitudine ad agire in maniera insensata, la scelta di azioni casuali e la paura di sforzi intensi, spiega perché la malattia è piacevole per coloro che si autocommiserano, giacché muoiono prima del tempo piacevolmente. L’utilizzo con successo dell’eredità Sufi passata, pertanto, consiste nella formazione di nuove abitudini in rapporto alle azioni. L’obiettivo deve essere compreso, le azioni devono essere subordinate ad uno scopo costruttivo basandosi sulle leggi vitali dell’organismo, il rapporto con la fatica deve essere affermativo: bisogna essere in grado di lavorare con gli stati d’affaticamento. Qualsiasi stanchezza “si cura” in 2-3 ore di sonno consapevole (con una respirazione consapevole) o con 20-30 minuti di esercizi respiratori e fisici. Il ciclo d’azione si conclude con il conseguimento dello scopo desiderato. Avendolo raggiunto, bisogna gioiosamente apprezzarlo, accarezzarsi sulla testa, ballare, cantare.
In questo modo, il processo di conseguimento dello scopo è rappresentato nel modo seguente I numeri indicano le tappe per raggiungere il risultato finale desiderato.
1 – Si tratta dell’immagine del risultato desiderato. Può essere motivato o immotivato, sensato o insensato, principale o secondario. In un modo o nell’altro, dirige l’attività umana.
2 – Sono le azioni che l’uomo compie per raggiungere l’obiettivo. Conducono allo scopo, ma non sono collegate ad esso. I nevrotici spesso commettono delle azioni che non hanno nessun collegamento con l’obiettivo, ecco perché sono chiamati nevrotici, sono delle persone che hanno infranto i rapporti con il mondo e le persone. Alcuni non riescono ad uscire di casa se non controllano ossessivamente il contenuto delle loro tasche più volte o se il gas è acceso. Molte persone cosiddette normali assomigliano spesso ai nevrotici: pur di godersi la vita soffrono per le diete e per le procedure mediche arrabbiandosi con loro stessi e con gli altri. Dopo un disturbo, ne appare un altro. Diminuisce il peso, appare il mal di testa. Guarisce il mal di testa, diminuisce la potenza sessuale. Curata la libido, litiga al lavoro con il capo. Litigato col capo, aumenta di peso. È un circolo vizioso.
3 – Si relaziona alla stanchezza. Certi “curano” la fatica col cibo, col sesso, con la musica ad alto volume, guardando la TV. Si forma così un atteggiamento negativo nei confronti della fatica, si ha l’opinione che la stanchezza debba essere “sopportata”, è necessario fuggire da essa, distrarsi, “sganciarsi”. Che cosa accade effettivamente? Coltiviamo la stanchezza, la prolunghiamo artificialmente, ecco perché non dormiamo 5 ore, ma ben 8-10 ore, non mangiamo quanto il corpo ha bisogno e così caschiamo davanti al televisore immobili per due ore. Non abbiamo tempo per goderci la vita, gioire e per l’attività creativa ovviamente! Siamo stanchi e adesso ci riposiamo!
4 – Si tratta dell’abitudine. Se la cattiva abitudine si è già formata, trascorrerà del tempo per rimuoverla e per formare delle nuove abitudini. Le vecchie abitudini sono dure a morire. Nei nostri corsi incontriamo una forte resistenza difficilmente superabile. Anche la semplice richiesta della doccia mattutina e prima di dormire, genera delle proteste furiose di alcuni partecipanti ai seminari: “Non ho l’acqua calda!” – “Fatela bollire!” “La mia doccia è rotta!” – “Bagnate un asciugamano e asciugatevi bene!” “E che succederà se lo si dimentica?” – “Non succederà proprio nulla (nel senso che nulla imparerai)!”
5 – Riguarda il risultato finale. Per i Sufi “1” e “5” rappresentano approssimativamente la stessa cosa, ecco perché certi maestri Sufi possono raggiungere i loro obiettivi in un batter d’occhio. Per non causare inutili agitazioni, non affermeremo che insegniamo ai nostri corsi la magia, la levitazione, la materializzazione e altre mistificazioni. Se prima un uomo non poteva leggere senza occhiali l’insegna di un negozio, e adesso riesce grazie ai miei insegnamenti a leggere un libro (senza occhiali), non è questo un miracolo? Per noi, sì! Mi sento oltraggiato fino alle lacrime perché pur avendo corretto la vista, anche se ho fatto perdere del peso eccessivo e ho guarito il fegato malato… non se ne sono nemmeno accorti! “Beh, sì, questo è normale, fatemi vedere qualche miracolo, loro affermano.” Se non vi rallegrate per i più piccoli miglioramenti, allora non avete bisogno dei miracoli, è meglio che compriate un qualsiasi medicinale! In virtù del suddetto schema, il raggiungimento del risultato si presenta nel modo seguente. Quando un giovane lavora, è meglio che segua lo schema quadrato, cioè deve spesso ricordare il risultato, altrimenti “andrà” in un’altra direzione. Lo schema a forma triangolare è più adatto per le persone di mezza età. Quando una persona perde il suo scopo, quando l’immagine del risultato diventa sfocata, indistinta, vi è un senso d’incertezza. Il risultato di quest’insicurezza sono le malattie del tratto gastrointestinale. Questa circostanza ricorda ancora una volta al lettore che nell’uomo tutto è interconnesso: il suo lavoro, l’attitudine lavorativa e le malattie. L’attività emotiva eccessiva comunica i disordini ormonali e si riflette nella funzione renale.
Nei nostri corsi ebbimo un caso particolare. Un uomo venne per sbarazzarsi della sua inquietudine. Avendolo esaminato, arrivammo alla conclusione che aveva i reni malati. I raggi X non avevano dimostrato nulla. Un’indagine più accurata scoprì che la malattia si stava solo manifestando. La causa di questo disturbo erano le emozioni eccessive. Può darsi che esista lo slogan “Tutto è oltre misura!”; ma esso è usato dai giovani che agitano le mani ai concerti, noi siamo persone adulte! È il movimento consapevole il segreto del successo curativo. L’esecuzione di azioni insensate ci rende simili alle scimmie che girano e gridano incapaci di compiere un lavoro creativo, adattandosi temporaneamente alle mutate condizioni. Per questo motivo, è necessario eseguire consapevolmente gli esercizi respiratori e fisici.
Il Sufismo assegna all’anatomia umana diciotto articolazioni principali  Ogni articolazione è una porta originale dell’organismo grazie alla quale l’energia circola liberamente in esso. Se qualche articolazione “scricchiola”, vi è un malfunzionamento. Il complesso degli esercizi è volto al coinvolgimento d’ogni articolazione. Per esempio, “la riduzione dello sforzo” che il lettore apprende dettagliatamente dalla descrizione degli esercizi riabilitativi, dà una vibrazione che si propaga nel corpo riempiendolo tramite la sua forza vitale d’energia. Lavorare con le articolazioni sblocca l’energia del corpo, ripristina lo scambio energetico nell’organismo e armonizza la nostra vita fino alla guarigione.
Bisogna ricordare che le attese che riguardano i risultati delle nostre azioni, sono in contrasto con le effettive necessità dell’organismo. Per questo motivo, spesso, non si ottiene il risultato immaginato. A volte, questo accade solo perché lo scambio energetico è turbato. Aiutate a ripristinarlo con l’esercizio le “Ali dell’Angelo”. L’attuazione degli obiettivi, come sappiamo, dipende in gran parte dalla motivazione. In psicologia, si separano le motivazioni interne ed esterne. La motivazione interna è collegata all’attività dell’anima, all’amore e al suo processo in sé. La motivazione esterna è condizionata da premi e punizioni. Gli studi dimostrano che se l’uomo agisce sulla base d’esigenze interiori, la qualità del suo lavoro si eleva notevolmente rispetto a quando agisce sotto costrizione. Un mio collega presso l’Accademia Sufi di Medicina e Psicologia “Ivan Sergevich Fedorenko”, ha raccontato una volta la storia di un vecchio di San Pietroburgo che viveva in una vecchia casa. In uno dei bei cortili di San Pietroburgo, ogni giorno si radunavano e saltellavano un branco di ragazzini chiassosi. Quando erano occupati in attività non rumorose modellando delle torte di Pasqua, giocando a nascondino o raccontandosi storie terrificanti, gli adulti non gli prestavano attenzione; ma, se all’improvviso iniziavano a litigare, a piangere e a ridere fragorosamente, dalle diverse finestre giungevano dei minacciosi commenti. I bambini sono bambini! Di tanto in tanto, i bambini erano allontanati dal cortile, in altre occasioni le lamentele giungevano fino ai loro genitori che li riaccompagnavano a casa. Sarebbe andato avanti così per molto tempo, probabilmente, se un giorno da questi bambini non fosse arrivato un anziano. Era di piccola taglia, sorrideva e scuoteva un po’ la testa.
- Ragazzi, guardo con piacere dalla finestra come giocate e ascolto piacevolmente le risate dei bambini. Non vorrei che gli adulti vi scaccino nel cortile vicino. Vi pagherò 50 rubli al giorno. Scalpitate a tutta forza! - Perbacco! – Esclamò il più grande dei bambini, il quale conoscendo già le moltiplicazioni e le divisioni, calcolò in fretta le porzioni di gelato che potevano comprare in un giorno. – Va bene! - Beh, stringiamoci le mani, – disse il vecchio porgendo ai ragazzi la prima parcella. Il giorno seguente i bambini andarono nuovamente nel cortile, ma non urlavano forte perché potevano attrarre i bambini di un cortile adiacente con i quali avrebbero rischiato di spartire i 50 rubli. Dopo aver atteso il vecchio, i bambini lo circondarono con l’intenzione di ricevere una seconda paga. - Grazie, ragazzi, – disse il vecchio guardandoli con occhi lacrimanti. – Giocate molto bene, ma oggi non posso darvi cinquanta rubli. Ho una piccola pensione e ho bisogno di comprarmi le medicine. Oggi, vi pago solo venticinque rubli. Scusatemi, e se non volete lavorare per questi soldi, lo capisco. I bambini furono dispiaciuti per il nonno, ma accettarono 25 rubli. Il giorno successivo i bambini andarono in cortile gridando senza nessun interesse per qualche minuto, poi attesero il vecchio. Dopo circa un’ora non appariva nessuno. Stavano per tornare a casa, quando sentirono il fruscio dei passi del loro datore di lavoro. - È un bene che abbiate aspettato – Il vecchio sorrise con discrezione. – Ecco prendete. – Porse ai bambini due monete da 5 rubli. – Oggi, avete gridato solo per dieci rubli. Non ho intenzione di pagare per delle deboli grida. Voglio sentire delle vere e proprie risate di bambini! Perché così poco? – Chiese qualche bambino indignato. – Abbiamo gridato per un’ora intera! Il vecchio voltò le spalle ai fanciulli e, barcollando, si ritirò nel suo portone. Il giorno dopo, i bambini gridarono così forte e a lungo che la donna del terzo piano li minacciò di chiamare la polizia. Il chiasso cessò alla solita ora, mentre i bambini si riunivano per incontrare il vecchio nel posto abituale. Passò un’ora, poi un’altra. Qualche bambino fu riportato a casa dai genitori. In strada restarono solo i due bambini più pazienti. Quando stavano per rincasare dal portone uscì il vecchio con portamento altezzoso. Passò davanti ai bambini senza guardarli. - Oggi ci pagherete? – Chiese un ragazzino cautamente.All’inizio, il vecchio fece qualche passo ignorando la richiesta, poi si voltò e tagliando corto disse: - Non sapete far niente, non vi pago. I bambini in preda all’indecisione lo guardavano allontanarsi. In seguito, si sparpagliarono e tornarono alle loro case. In questo cortile, più nessun bambino giocò allegramente e fece chiasso. Perché? Dopotutto, per lo schiamazzo non paga nessuno. In questa parabola, il vecchio incarna la società che abitua la gente fin dall’infanzia a fare qualcosa solo per ricevere un premio o per evitare una punizione. Si tratta di una motivazione esteriore. Così, la persona è insoddisfatta dal lavoro e dal risultato. Tra l’altro, quest’enunciato è vero non solo per l’uomo. Un delfino divenne un partecipante involontario di un esperimento. Gli piaceva fare le capriole e inventare diversi tipi di salti. Il delfino era contento ed appagato! Per consolidare il risultato, come si suole dire, l’allenatore gli regalava un pesce ogni volta che tagliava un nuovo traguardo acrobatico. Che ne risultò? Il delfino perse l’interesse per dei nuovi salti. Era diventato un professionista, cioè un lavoratore qualificato che esegue un ordine piacevole o sgradito. Al pari dei bambini della parabola, quest’allenatore ha insegnato al delfino che le cose belle e interessanti sono fatte solo per compiacere qualcuno o per ottenere qualcosa. Se l’immagine del risultato è rigidamente connessa alla ricompensa materiale, la persona può acquisire dei vantaggi, ma perde la soddisfazione lavorativa e, di conseguenza, sarà infine un perdente.
Stato Mukashafa – la chiave per il raggiungimento del benessere Nella pratica guaritoria è molto importante capire che l’immagine della salute dovrebbe essere, con l’aiuto di Dio, creata dall’uomo. Molto spesso nei seminari, chiedo ai partecipanti di percorrere mentalmente la propria vita. Bisogna immaginare dalla nascita fino ad oggi gli eventi più piacevoli trascorsi in ogni fase della vita: le mani calorose dei genitori, il primo amore, la fortuna negli affari, la nascita dei figli, e così via. Grazie a questa meditazione “raccogliamo”, in senso figurato, l’energia vitale salubre dispersa dalla nostra biografia, ogni qualvolta ne siamo consapevoli. Questi ricordi formano un certo stato di salute e di benessere verso cui ci orienteremo (i Sufi lo chiamano Mukashafa), e senza il quale tutti i nostri metodi sono quasi inutili. Facciamo quest’esercizio adesso.
Meditazione “forza e salute” Rilassatevi, assumete una posizione comoda. Normalizzate la respirazione. Ricordate la vostra fanciullezza quando eravate completamente indifesi. Quali ricordi felici affiorano nella vostra mente? Forse vi hanno regalato qualche giocattolo? O avete imparato a leggere? Forse ancora qualcos’altro? Ecco state andando a scuola, conoscete nuove persone, avete nuove relazioni. Che cosa ricordate? Quali ricordi vi causano un fremito piacevole? A quale evento della vita è connesso? L’adolescenza. I cambiamenti nel corpo, le nuove sensazioni, i programmi per la vita, i sogni … Li condividete con gli altri, raggiungete un certo successo, avete veri amici e amiche … Ricordate queste sensazioni, vivetele di nuovo. La gioventù. Imparate un mestiere, cominciate a lavorare, pensate per la prima volta alla vita familiare, cercate di affermarvi. Qual è l’avvenimento di questo periodo che ricordate piacevolmente desiderandolo ancora sperimentare? E così via. Ricreate nella coscienza gli eventi completi della vostra vita dipingendoli gioiosamente e riempiendoli di significato e di forza, ma tali avvenimenti sono accomunati dalla condizione che lavorando con questo libro, sarete in grado di suscitare voi stessi. Scegliete dalla vostra lista compilata, l’evento che meglio ricordate e col qual è più facile connettersi. È molto importante imparare a creare un’immagine di salute e di successo. Se la vostra salute non è stata creata da voi, non avrà neanche per voi un valore. Una volta Abramo si infuriò con i suoi sudditi che erano dei gran peccatori. “Signore, – si rivolse all’Onnipotente – colpisci a morte e con ferocia i figli di Israele come punizione per le loro azioni!” - Fa’ per me prima mille brocche. Poi, rivediamo la tua richiesta, – Dio rispose. - Eccole! – Ammira le brocche. Dopo un mese Abramo mostrò il risultato del suo lavoro. - Eccellente! E adesso rompile! – Disse il Signore. - Come posso romperle? Si tratta del frutto delle mie fatiche! - Non puoi rompere qualche recipiente morto, e mi chiedi di annientare un numero molto maggiore di vasi viventi! Dovete creare da soli la vostra salute affinché non abbiate la minima idea di distruggerla!
La realizzazione degli obiettivi vitali e l’accettazione delle decisioni importanti:  l’approccio Sufi L’approccio proposto più in basso, per il conseguimento degli obiettivi e per il superamento degli ostacoli, si collega non solo alla pratica della guarigione, ma anche al coronamento dei problemi quotidiani lavorativi, familiari e generali.  Questa strategia riflette l’approccio Sufi alla pratica della meditazione valutando la situazione; non si tratta solamente di una guida che aiuta a muoversi nella giusta direzione, ma è anche un metodo che consente di agire in modo intelligente. I metodi degli antichi Sufi sono volti a migliorare la sensibilità dell’uomo. Perché sono necessari? Se un problema sorge a livello di coscienza, ma non è né compreso né interpretato, si sposta al livello delle emozioni: l’uomo prova tristezza, sofferenza o ride istericamente, ecc… Si può riflettere sulle emozioni e capire la loro causa, anche se bisognerebbe affrontarli preliminarmente attraverso un lavoro mentale di lunga durata. Se un problema non è visualizzato a livello di coscienza può “abbandonarsi” alla malattia quando la persona è già alla ricerca di una terapia, o piuttosto dei sintomi. Di conseguenza, diventa più sensibile ad ascoltare le sensazioni e i dolori. Discute del trattamento con gli amici e i familiari; in pratica cambia lo stile di vita del malato. I livelli mentali ed emotivi, nondimeno, rimangono nella stessa condizione. Esteriormente la persona appare completamente realizzata, ma nella sua vita gli manca la creatività ed il piacere che ognuno di noi desidera. Le opportunità di creare gli sono bloccate. Alcuni psicologi, generalmente, considerano la capacità creativa un indicatore necessario della personalità sana e matura. Mi si potrebbe obiettare che molte persone seriamente malate sono creative. In verità, obietterei che in questi casi un forte potenziale creativo possa vincere la malattia. Possiamo solo supporre quanto proficua sarebbe stata la vita creativa dello stesso Dostoevskij se avesse sconfitto la sua malattia.
Come può una persona risolvere i problemi quotidiani dal punto di vista Sufi? Tutto inizia con l’apparizione dell’immagine, di una certa idea. Non sempre si tratta di una nostra idea. A volte, la scelta dell’obiettivo deriva dall’influenza di qualche familiare, parente o mass media. Per questo motivo, i Sufi consigliano di ripensare e di elaborare l’idea che porta alla formulazione dello scopo. È necessario descrivere l’immagine del risultato al meglio e più in dettaglio: vi provvederà del dovuto necessario, e così via. Questa è una fase molto complessa; sarebbe auspicabile passare velocemente ai fatti, sperando che qualcosa accada! Tuttavia, bisogna fermarsi e guardarsi intorno. Il mio insegnante raccomanda prima di prendere una decisione che bisogna sedersi in una certa posizione. Sedersi sul pavimento, appoggiando la gamba sinistra sotto di voi. Perché sul pavimento? Perché l’uomo è più vicino alla terra e può ricevere maggior energia. Le mani sulle ginocchia, la testa chinata sul petto. Respirate regolarmente e con calma: riposate per alcuni minuti. Valutate senza fretta le vostre idee, i vostri obiettivi. Lasciate che l’intuizione vi suggerisca in quale direzione riflettere (Fig. 9).

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La posizione per le donne è un po’ diversa dalla maschile (Fig. 10). In tal modo, dall’idea iniziale (indipendentemente dallo stato in cui avete preso la decisione) emerge l’obiettivo. Lo scopo può essere cosciente, oppure inquieto, vago e poco chiaro. L’esperienza dimostra che la comprensione dell’obiettivo risparmia notevolmente tempo. Allorché la persona inizia il suo cammino verso l’obiettivo, compaiono le emozioni, ed in funzione del modo in cui si valuta la situazione ? buona o cattiva ? le emozioni saranno affermative o negative. Certa gente è così eccitata dalla sensazione di prossimità allo scopo e dall’apparente facilità di raggiungerlo che si avvicinano ad esso pretestuosamente: valutano erroneamente il tempo e le forze necessarie sperimentando serie difficoltà. Di conseguenza, l’immagine dell’obiettivo è persa ed il lavoro diventa caotico simile ad una corsa lungo un cerchio. L’obiettivo è raggiunto a scapito di salute, stress e fallimento della vita privata. Ho visto un uomo d’affari realizzato lamentarsi per problemi riguardanti la virilità, lo stomaco, il cuore, e così via. È il prezzo pagato per il raggiungimento dei suoi scopi attraverso un lavoro tenace! È chiaro che senza sforzo non si agguanterà il pesce nello stagno, ma chi vi chiede di immergervi per ogni pesce in acqua? Se l’immagine dello scopo è connessa a qualche tipo di paura, timore, la persona può sperimentare molti dubbi – le sue azioni saranno incerte, un po’ incomplete e, di conseguenza, commetterà nuovi errori, perderà le forze; tutto si ripete come se la persona agisse sotto l’influenza d’emozioni instabili e fugaci. I metodi proposti al lettore di questo libro affrontano le emozioni, le gestiscono e trovano alcune varianti per il raggiungimento dello scopo. Questo percorso di conseguimento dell’obiettivo è chiamato dai Sufi Ciari-Sharif (la luce Divina). In questa via non ci sono dubbi, ma nemmeno “strattoni in avanti”. Tutto procede costantemente in direzione dello scopo similmente al sole sorgente… Se il lettore si chiede: “Che cosa c’entra col risanamento?!”, allora gli citerò gli esempi di parecchi partecipanti ai seminari che lavoravano con zelo e, come spesso accade, raggiungevano i risultati in tempi rapidi: coloro la cui vista era meno di sette gradi la correggevano completamente; chi era tormentato da dolori stomacali riprendeva a mangiare qualsiasi cosa. Col passar del tempo, l’intensità dei loro sforzi diminuiva e, naturalmente, alcuni risultati peggioravano un po’. Queste stimate persone erano sconvolte (!!!) e abbandonavano gli esercizi. Poi, riprendevano ancora (nuovamente con la stessa tenacia!) a fare gli esercizi, e così via. Infine, la maggioranza tra loro raggiungeva lo scopo, ma a quale prezzo?
L’approccio Sufi alla nutrizione I Sufi fanno molta attenzione alla nutrizione, quindi, affinché il cibo apporti giovamento, bisogna conoscere non solo le sue qualità speciali, ma anche quale alimento abbisogna il vostro corpo in un determinato momento. Ad esempio, perché i Sufi non mangiano il cibo troppo caldo? Il contatto con tali alimenti nell’organismo aumenta la tensione e, di conseguenza, si rafforza il dissenso contro l’assimilazione.
Una volta a Samarcanda mi sedetti in una casa da tè con uno scienziato lettone che aveva studiato i riti popolari religiosi. Afferrò la ciotola col tè caldo e soffiò su di esso. Era una procedura abituale, ma fu interrotto improvvisamente da un vecchio venerabile seduto vicino a noi: “Non bere – hai guastato questo tè!”. “Perché lo hai rovinato?” – disse stupito il nostro ospite. “Forse il tè era buono, ma poiché gli hai soffiato sopra, non arrecherà nulla di buono al tuo corpo”.
Quando il lettore familiarizza col ciclo giornaliero formulato molti secoli fa dai Sufi, ha certamente notato quanta attenzione ho prestato alla necessità di conversare piacevolmente durante i pasti. In tale conversazione, il piacere del cibo è raddoppiato. Per quanto riguarda i prodotti “adatti e inadatti”, formulerò l’opinione seguita non solo dai Sufi, ma anche dai medici. Bisogna mangiare ciò che cresce nel clima e nella terra in cui si è nato o vissuto per gran parte della vita.
Sì, si! Le banane, i mandarini, le noci di cocco, il mango, i kiwi, e l’elenco potrebbe continuare, non è adatto per la maggior parte degli abitanti della Comunità degli Stati Indipendenti. Non vi suggerisco di rifiutarli completamente, ma la loro presenza nella vostra dieta non sia eccessiva. Ad esempio, i miei conoscenti di Tashkent volevano applicare nella loro vita lo slogan “bisogna mangiare più vitamine!” Cominciarono a mangiare mandarini e arance ogni giorno, non fui sorpreso quando vennero da me lamentandosi per le frequenti vertigini e per gli sbalzi di pressione. Di conseguenza, quest’esperienza suggerisce che i Pietroburghesi devono mangiare i mirtilli e lo sperlano, mentre gli Uzbeki devono mangiare il pilaf!
Il ruolo degli organi interni durante i pasti: il punto di vista Sufi  Ogni esercizio meditativo diretto all’attivazione delle risorse interne umane (vedi capitolo sulle traiettorie energetiche) ha una base, una sua struttura iniziale
Nella pratica Sufi, questa sostanza fondamentale è rappresentata dallo sviluppo degli embrioni umani; ad essi si riferiscono le raccomandazioni Sufi riguardanti l’assunzione degli alimenti nella condizione ottimale. Inizialmente si forma il sistema nervoso centrale: il cervello, il midollo spinale, poi inizia lo sviluppo del cranio e della colonna vertebrale. L’embrione situato nel posto della futura spina dorsale ha la forma di trattini piccolissimi simili a morsi. Poi, si costituiscono gli occhi e dopo si formano i polmoni. La struttura degli organi è dissimile tra loro, ma ognuno ha i propri canali, una sorta di tubi. Ad esempio, nel polmone sinistro ci sono due canali, mentre nel polmone destro tre canali collegano quest’organo con gli altri. Solo dopo la formazione dei polmoni si costituisce il cuore. Alla base di tutto vi è la spina dorsale, su di essa giacciono i canali di comunicazione più importanti del cervello con tutti gli organi del corpo umano. A questo proposito, bisogna ancora una volta sottolineare l’importanza di mantenere la colonna vertebrale in buone condizioni (postura del corpo, tono, mobilità, ecc…) Alla nascita, il bambino si trova in un nuovo ambiente aggressivo. La prima “botta” la ricevono i polmoni ed il neonato compie di riflesso il primo respiro condizionato. Quest’inspirazione per lui è nuova (prima della nascita non respirava come l’uomo). Conseguentemente alla paura di questo respiro, la seconda “botta” la prendono i reni; la paura è un’emozione basilare. Spesso lo spavento è accompagnato da un grido. L’urlo simboleggia l’inizio di una nuova vita e del suo ambientamento. Poi, il bambino inizia ad inghiottire: nel momento della deglutizione chiude la laringe, attiva lo stomaco dando impulso all’attività del tratto gastrointestinale. Perché un bambino ha così tanta saliva? La saliva aiuta a digerire il cibo giacché non gli è sufficiente il succo gastrico. In generale, dai 4 mesi fino ai 7 anni, il bambino ha una crescita molto rapida delle ghiandole. Così, fin dall’inizio dello sviluppo umano c’è il cranio, il cervello e la spina dorsale. Il tratto gastrointestinale appare in seguito. Per esperienza personale, il lettore sa che lo stomaco ha tre funzioni: accettare, conservare e rimettere. La deglutizione è una conseguenza della funzione d’accoglienza dello stomaco. Queste forze sono concentrate intorno al plesso solare. I polmoni, il cuore, il fegato ed il cervello “lavorano” sul processo di digestione.
In una rappresentazione Sufi, il contenuto dello stomaco di una persona adulta si compone approssimativamente di tre parti uguali. Nella prima parte si deposita il cibo morbido (liquido, purè di patate e così via). La seconda parte contiene del cibo duro, mentre nella terza parte vi è dell’aria. Il troppo mangiare porta poca aria nello stomaco, per questo motivo gli ingordi soffrono d’affanno. Dato che lo stomaco non sopporta di essere stracolmo, è meglio la denutrizione alla sazietà. Bisogna mangiare lentamente, percepire il sapore del cibo, così si favorisce il rapido emergere del senso di sazietà. Se siete tormentati dalla sete, non è necessario inghiottire l’acqua d’un fiato, ma occorre bere lentamente, a piccoli sorsi, sentendo ogni sorso. In questo modo, si beve di meno e si appaga prima la sete. Quando i Sufi dicono che bisogna bere come si mangia e mangiare come si beve, trattasi del processo esatto d’assunzione del pasto. Durante il pasto non si deve sottoporre il lato sinistro del corpo ad un carico troppo pesante: non appoggiatevi sul lato sinistro. La pressione cade sullo stomaco, e le sue pareti evidenziano il succo gastrico supplementare che sarà impiegato per altri scopi. È molto importante capire il processo nutritivo. Se il cibo non è ben riuscito, per esempio se il kasha (pappa di cereali) è un po’ bruciato o è salato eccessivamente, non affliggetevi. Se è successo, è successo… Se mangiate il kasha con una sensazione di disgusto, sarebbe meglio non mangiarlo, perché fate male unicamente a voi stessi. Invece, mostrategli interesse dicendo: “Che gusto nuovo e originale! Se fossi affamato da tre giorni, avrei mangiato questo cibo con gran piacere!” I sovraccarichi fisici e psichici turbano le funzioni del tratto gastrointestinale. Se sei stanco, nervoso e affamato, dapprima calmati, e poi mangia, lasciando da parte tutte le preoccupazioni. L’olfatto è un dispositivo preparatorio che informa il cervello circa le proprietà degli alimenti. L’organo degli occhi partecipa secondariamente alla digestione. Gli occhi rinforzano la valutazione gustativa del cibo che è realizzata nel cervello. Proprio dalla vista l’organo riceve un comando necessario all’accettazione del cibo. Sotto la lingua è secreta la saliva. I denti sono progettati per mordere il cibo, schiacciare e rompere in pezzi affinché agisca il succo gastrico. Una volta che il cibo è introdotto in bocca, i denti lo schiacciano producendo la saliva, mentre lo stomaco crea i succhi gastrici. La lingua determina se l’uomo assuma il cibo in maniera attiva o passiva: se gli alimenti siano deliziosi o meno, disgustosi o avariati, freschi o guasti, ecc…
La zona Sultano, in cui risiede il cervello, invia un comando allo stomaco, all’intestino e al fegato per prepararli al ricevimento del cibo: “Preparatevi! Arriva per voi un ospite!”. La zona Sultano avverte se si tratta di un ospite gradito o sgradito. La persona affamata sente questo comando in modo forte e persistente, ma se è sazia, il segnale è lasciato passare, si dice che faccia l’orecchio da mercante. Successivamente lo stomaco secerne il succo gastrico, mentre il fegato la bile. Il pancreas fornisce anche il succo. In generale, la bile è sempre prodotta, si accumula nella cistifellea e durante l’assunzione del pasto entra nell’intestino. Gli organi, pertanto, iniziano ad operare a turno, uno dopo l’altro.
Nasreddin Hodja entrò una volta in un caffé di San Pietroburgo e chiese al cuoco se preparano un pilaf. Il cuoco annuì ed il nostro Mullah gli chiese un giudizio sul suo pilaf. Il cuoco con un’eloquenza indescrivibile dichiarò che cucinava il miglior pilaf di San Pietroburgo! “Allora, continuò Nasreddin Hodja – fammi sentire … l’odore del pilaf. “È impossibile”, – sorrise il cuoco. “Ti pagherò!” – esclamò l’irrequieto visitatore. “Bene”, – ne convenne il cuoco che condusse Hodja presso il pilaf in cucina. Nasreddin respirò a sufficienza il profumo del pilaf e per qualche ragione rifiutò di acquistarne una porzione. “Devi pagare! – Gridò il cuoco. – Lo hai promesso!”
«Certamente» – sorrise Nasreddin Hodja e … fece tintinnare delle monete d’oro vicino all’oreccho del cuoco.
Questa parabola suggerisce che il corpo dovrebbe mangiare solo quando è predisposto, cioè com’è stato descritto nella precedente allegoria. Nasreddin Hodja non ha ritenuto che il suo corpo fosse pronto ad ingerire questo particolare alimento, ecco perché non ha pagato il pasto. Bisogna adesso sapere come comportarsi dopo un pasto. Il Sufi che dava una particolare importanza alla cena, ritenne che dopo il suo termine bisogna appoggiarsi prima sul lato sinistro, poi sul lato destro ed in seguito sulla schiena finché non arrivi il sonno. Bisogna considerare che il ciclo Sufi circadiano implica un’alimentazione molto povera durante tutto il resto del giorno (eccezion fatta per la cena). Non bisogna coricarsi in nessun caso prono dopo i pasti. Se studiamo lo stomaco, apprendiamo che il cibo lo riceve dal lato sinistro. È noto che all’interno della mucosa gastrica dello stomaco vi è una parete molto sottile, un involucro, attraverso il quale, come per un tovagliolo, passa il succo gastrico. Vi sono tutt’intorno delle ghiandole situate nelle pareti. Una delle possibili cause dell’apparizione delle ulcere è che quest’involucro sia troppo sottile. Lo stomaco svolge la funzione digestiva. Il succo gastrico è un liquido chimico pronto. Gli scienziati chiamano questo liquido pepsina ­? il contenuto di tale succo nel corpo di una persona che non si sa con certezza se sia malata o sana è di 4 litri, mentre in una persona sana raggiunge i 5 litri.
Il processo digestivo dipende dal proprietario dello stomaco: come, quando e quanto mangia. Il Profeta Muhammad, la pace sia su di lui, disse che ognuno dovrebbe assumere il cibo nella quantità richiesta dal corpo. È necessario fermarsi quando si vuole mangiare ancora un po’. È vietato raggiungere il limite della sazietà. Se l’alimentazione è eccessiva, il corpo sarà sovraccaricato. Inoltre, si abituerà all’esperienza di volta in volta. I Sufi credono che se la persona si abitua a mangiare molto, sviluppa un’intolleranza verso la condizione di fame, che di per sé non è un male. Quando si mangia gradualmente, si forma un atteggiamento tollerante verso il digiuno. Quest’atteggiamento permette alla persona di mangiare lo stretto necessario per mantenersi in forza e in salute. Alcune persone sembrano sofferenti e scontenti solo perché sono abituate a mangiare molto. Di solito, soffrono di disturbi intestinali. In tal modo, si rimpinzano di tutto, trasgredendo la digestione. Quando la persona prende nuovamente il pasto, il nuovo cibo si mescola con quello non digerito, ed in questo stato entra nell’intestino tenue apportando dolori allo stomaco e in altre parti del tratto gastrointestinale. Il danno dell’eccesso di cibo consta che lo stomaco non ha il tempo di digerire il pasto.
Quasi tutto il cibo digerito scende nell’intestino tenue. È in questa transizione che appaiono le malattie intestinali.
Avete visto come i gatti dopo aver mangiato si stirano, allungano la colonna vertebrale e tirano all’interno lo stomaco? Perché questo succede? Tali movimenti attivano il sistema nervoso e, di conseguenza, la circolazione sanguigna. E, tra le altre cose, favoriscono l’assimilazione delle sostanze nutrienti attive. Il fegato è associato alla cistifellea. Durante il ciclo circadiano, dal fegato all’intestino passano 0,5-1,5 litri di bile ed essa offre l’opportunità di purificare il corpo. Se mangiate troppo, il corpo non ha il tempo di digerire tutto. Il fegato è la zona Ruh (zona dello spirito). Per bilanciarsi il fegato ed il cuore si trovano in due parti del corpo opposte, giacché i due organi sono caldi. Bisogna ricordare che mangiare o bere in fretta è un colpo assestato al fegato. L’abitudine di mangiare si forma fin dalla più tenera età. Molto dipende da come il bambino è nutrito nella prima infanzia. L’esperienza generazionale ha stabilito che il bambino sia nutrito col latte materno per 30 mesi. In tal modo, si immunizzerà contro le malattie. In caso contrario, si genera l’attaccamento al biberon che in età adulta si trasforma nel legame alla bottiglia di birra o di liquori. Questo fenomeno è chiamato imprinting (etologia), effetto. Il bambino imprime letteralmente nell’anima tutti gli eventi dei suoi primi anni di vita. Lo stesso fenomeno si ripete nel caso della nutrizione. Nell’infanzia, il bambino incarna uno schema non corretto di accettazione del cibo, e poi, quando cresce, raccoglie i frutti di questa abitudine: ulcere, cirrosi e così via. In Brasile, finora, raccontano un caso.
Il re del Brasile aveva una predilezione particolare per un piatto di frutti di mare, detto itopoa. Una volta, quando il re pranzava, arrivò un messaggero da lontano con una notizia. Ma le guardie non l’ammisero per il seguente motivo: “Quando il re mangia l’itopoa, non si può interrompere il suo pasto. “Ma ho portato una notizia molto importante!” – esclamò l’inviato. Tuttavia, le guardie erano abituate ad eseguire irremovibilmente gli ordini del re. Dopo che il re finì di mangiare l’itopoa, accolse lo straniero. Il messaggero riferì che le truppe del figlio del re si preparavano ad occupare il suo paese. “Rimuovete le portate dal tavolo e preparatevi alla guerra” – gridò il re, ma era troppo tardi – le truppe fecero irruzione nel palazzo, i soldati nemici catturarono il re e lo trascinarono in prigione. Vedendo nella folla il suo cuoco, il re gridò: “Domani nella mia cella servi l’itopoa, ma prepararalo meglio – oggi l’itopoa era molto dolce.”
L’itopoa fino adesso è definito il piatto più costoso. È detto: “Per questo piatto il re consegnò tutto il regno.”
Il cibo gioca, certamente, un ruolo nella nostra vita, ma per alcuni mette in ombra tutta l’esistenza intorno.
Alcuni piatti e Ricette curative
Il Pilaf Giacché sono nato e cresciuto in Uzbekistan, prima di tutto voglio dare la ricetta del vero Pilaf, invece della minestra di riso con fette di carne! È possibile mangiare il pilaf per scopi curativi poiché rinforza lo stomaco. Voglio raccontarvi una storia riguardante mio suocero. Una volta si lamentava per i dolori allo stomaco e così gli furono prescritti dei farmaci, non mangiava carne e cibo piccante, seguiva una dieta ed era molto angosciato per la situazione. Una volta, mentre era in montagna, incontrò un Kirghiso che poi scoprì essere un Sufi. Seduto davanti ad una tazza di tè, consegnò a questo mio parente una ricetta molto semplice: una volta alla settimana mangia a sazietà il più comune dei pilaf! Ora, mio suocero non si lamenta più per lo stomaco. La preparazione del pilaf abbisogna dei seguenti ingredienti: 250 grammi di riso tondo, circa 100 grammi di grasso di montone, 200 grammi di carote, 100 grammi di cipolla, 250 grammi di montone e approssimativamente 25 grammi di “cumino”. Al riso bisogna pulire la buccia e lavarlo tre volte in acqua fredda. Lasciatelo in acqua tiedida per una ventina di minuti. Le carote devono essere tagliate a pagliuzze, la cipolla a grandi anelli e la carne a cubetti. Il calderone deve essere ben riscaldato sulla fiamma. Il grasso nel calderone è scaldato finché assuma la caratteristica colorazione marrone a macchia d’olio. Quando il liquido ottenuto comincia a fumare leggermente, friggere le cipolle. Quando anche la cipolla sta diventando dorata, mettere i cubetti di carne e friggere per circa cinque minuti. Quindi, aggiungere le carote, mescolare e friggere il tutto per ancora cinque minuti. Riempire con acqua il contenuto del calderone finché non si copra tutto il preparato. Attendere che l’acqua bolli. Aggiungere del cumino. Sopra il preparato appoggiare tre teste d’aglio sbucciate e poi copriamo il tutto col riso. Aggiungere dell’acqua bollita per coprire appena la superficie del riso. Aggiungere un cucchiaino di sale. Cuocere il riso fino a quando non assorbe l’acqua. Adesso arriva il momento cruciale! Quando il riso ha assorbito tutta l’acqua, assaggiatelo. Assaggiate gli strati inferiori. Per fare questo, bisogna mischiare il riso (solo il riso!) Se il riso è ancora duro, aggiungere un po’ d’acqua bollente e fate cuocere fino alla cottura. Se all’interno il riso è cotto, ma lo strato superiore non lo è ancora, non significa che il pilaf è pronto. Rimestare il pilaf, e lasciarlo per altri dieci minuti sotto il coperchio a fuoco spento. Quando il pilaf è pronto, mescolate dal basso verso l’alto e servite a tavola. Buon appetito!
Il Dari Questo piatto cura la tosse e tutte le malattie della gola, compresa la raucedine. Prima parte. Prendere il rafano verde e grattugiarlo di sera, aggiungere un cucchiaino di miele, coprirlo e conservarlo coperto fino al mattino. Seconda parte. Al mattino grattugiare circa 100 grammi di radicchio verde, aggiungere due cucchiai di miele, circa 20 chicchi di uva passa nera e 5-6 noccioli di noci. Così, si ottengono due piatti: un primo e un secondo. Riscaldateli leggermente e mangiateli a turno. Bisogna mangiarli assolutamente a digiuno al mattino e poi fino a pranzo è necessario astenersi dal cibo. In poco tempo la tosse vi abbandonerà.
Scirguruch (crema di riso) Per preparare questo piatto sono necessari 100 grammi di riso rotondo, mezzo litro di latte, 5 grammi di uva passa bianca, un cucchiaino di sale, 5 grammi di zucchero cristallino (semolato) e 50 grammi di burro.
Dopo aver pulito e lavato il riso in acqua fredda, lasciatelo riposare per quindici minuti in acqua tiepida per favorirne l’assorbimento. Poi, si bolle il latte e non appena si agita in superficie, aggiungere il riso facendolo cuocere per dieci minuti. Dopo 10 minuti lo saliamo e dopo altri 5 minuti si aggiunge l’uvetta. Il burro si scioglie separatamente ed è aggiunto al piatto pronto. Questo piatto aiuta a normalizzare il metabolismo. Si consiglia di cenare a giorni alterni. È particolarmente indicato per la diarrea.
Ashkadi Questo piatto apporta benefici alla tosse secca e aiuta a pulire le vie respiratorie. Composizione dell’ashkadi: 100 grammi di riso rotondo, 200 grammi di zucca, 5 grammi di menta, mezzo litro di latte, 2 cucchiaini di miele e salare a gusto.
Lessare il riso in acqua. Mentre il riso cuoce grattuggiamo una zucca che conserviamo da parte. Separatamente bolliamo il latte a cui aggiungiamo il riso facendo cuocere il tutto per dieci minuti. Poi, aggiungiamo la zucca grattugiata precedentemente che cuciniamo per circa 5 minuti fino a cottura. Dopo 5 minuti, si aggiunge la menta e il sale facendo cuocere il tutto per altri cinque – sette minuti. Appena il piatto pronto diventa tiepido, si aggiungono due cucchiaini di miele. A scopo terapeutico, è necessario mangiare l’Ashkadi tiepido, a stomaco vuoto e in quantità a vostro piacere.
Una persona che generalmente tossisce gli sono controindicate le foglie di insalata e il cavolo.
Le Noci La noce è usata come un antibiotico e rinforza le cellule del corpo. È utilizzata nel trattamento delle malattie cardiache e vascolari, per la normalizzazione della pressione e per il miglioramento del diabete. Aiuta anche i disturbi di stomaco, le malattie renali, i disturbi epatici, le nevrosi, l’aumento dell’irritabilità e il rachitismo. Le noci contengono il 19% di proteine e il 16% di carboidrati. Inoltre, hanno un sacco di vitamine, di sali minerali e di acidi. I guaritori Sufi, perciò, consigliano di mangiare tutti i piatti a base di noci. Ricetta 5-6 noccioli di noci, 20-25 chicchi di uva passa nera, 100 grammi di ricotta. Mescolare tutto e mangiare prima di colazione a digiuno. Si raccomanda, inoltre, mangiarla la sera prima di addormentarsi. Il ciclo di trattamento è di 20-25 giorni.
Ricetta per la purificazione del sangue Al mattino prima di colazione bere 100 grammi di succo di melograno. A pranzo, bere cipolle bollite e aglio, e la sera prima di andare a letto un tè verde caldo a cui si aggiunge un cucchiaio di miele e un cucchiaino di aceto di mele. Questo regime alimentare deve osservato per 10 giorni.
Ricetta per la pulizia di fegato, reni e stomaco Versare 5 grammi di cumino macinato in 20 grammi di acqua bollita. Coprire con un coperchio e lasciare infondere per 15 minuti. Assumere l’infuso a stomaco vuoto al mattino e dopo ogni pasto per 15 giorni. Come ho detto molte volte, una persona può guarire solo se pratica contemporaneamente le traiettorie energetiche, gli esercizi fisici e la corretta alimentazione. È importante rispettare il ciclo circadiano Sufi ed eseguire azioni consapevoli.  Al fine di una maggiore comprensione, suggerisco di leggere il capitolo “i Sufi e le cause della malattia.”


Zoroastro i Sufi e Gurdjeff

Nel disegnare la figura geometrica si forma un diagramma molto simile ai rosoni delle cattedrali gotiche.

Ogni tipo può essere associato ad un pianeta secondo lo schema planetario classico, che comprende, oltre ai sette pianeti, i due nodi lunari, ascendente e discendente  (Caput e Cauda Draconis). 
L’enneagramma, è uno strumento utilissimo per l'autoconoscenza e la consapevolezza di sé; un antico mezzo di  evoluzione spirituale.  Il nome stesso dell’Enneagramma evoca argomenti esoterici e un po' misteriosi.  Si dice sia nato a Babilonia o in Persia più di duemila anni fa. Alcuni dicono che fosse conosciuto dagli antichi Zoroastriani, forse anche dai Pitagorici. Veniva usato come percorso iniziatico dai maestri sufi (mistici musulmani) che incorporarono l'Enneagramma nella loro cultura,  già molto avanzata. Forse l'adattarono per integrarlo nel loro sistema di credenze, oppure, proprio grazie a loro, questo sistema ci è stato tramandato nella sua originaria purezza. George Ivanovic Gurdjeff, il controverso maestro di conoscenza vissuto nella prima metà del nostro secolo, lo introdusse nella cerchia dei suoi discepoli.
Il termine enneagramma mette insieme due parole greche: ennea (nove) e gramma (punto, lettera, tipologia); significa che le infinite possibilità di essere uomo sono riconducibili a nove, d'altra parte, tutta la musica di tutti i tempi è riconducibile a sole sette notte eppure... è infinita!
L'enneagramma definisce nove tipi di personalità a partire da nove 'trappole', 'passioni' o 'peccati mortali'. Si tratta dei sette peccati capitali: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, ingordigia, lussuria e a questi si aggiungono due ulteriori 'peccati': menzogna e paura. Il termine "peccato" viene inteso come la nostra "separazione da Dio", ma anche dal nostro prossimo e da noi stessi. I "peccati" sono inasprimenti del carattere che impediscono all'energia di fluire liberamente.

Ognuno dei nove tipi di personalità comprende una classe che si estende tra poli estremi: irredento (immaturo) e redento (maturo). Una persona irredenta è imprigionata in se stessa, e pensa che il suo punto di vista sia l'unico valido.I sufi chiamavano l'enneagramma 'Il volto di Dio', essi immaginavano che nel cammino di liberazione l'uomo divenga sempre più capace di abbandonare la propria posizione per osservare la vita da un altro punto di vista. Se fossimo capaci di 'indossare tutte le nove paia di scarpe' e osservare la realtà da ognuno dei nove punti di vista, allora osserveremmo il mondo con gli occhi di Dio.


Nessuno dei nove tipi è migliore o peggiore di altri, ognuno di essi ha bisogno di arrivare alla libertà e ognuno di essi ha doni unici.
I 9 tipi dell’enneagramma si raggruppano in 3 diversi centri: viscere, cuore e testa. I nove tipi dell'enneagramma vengono segnati sulla circonferenza in senso orario e sono riuniti in gruppi di tre:


Pancia

OTTO, NOVE , UNO: gruppo delle persone “viscerali”. Essi reagiscono in maniera immediata, spontanea e impulsiva e non filtrano con il cervello.  Gli uomini di pancia reagiscono istintivamente. Il centro del corpo che li guida è l'apparato digerente e il plesso solare. L'orecchio e il naso sono i loro organi di senso più sviluppati. Tutto per loro gira intorno al potere. La vita è per loro un campo di battaglia. Spesso, inconsciamente si occupano di potere e di giustizia. Esteriormente risultano sicuri di sé e forti, mentre interiormente possono essere afflitti da dubbi morali su di sé. In una situazione nuova dicono come prima cosa: "Qui ci sono io, occupatevi di me", oppure chiedono: "Come mai io sono qua?". Siccome seguono molti impulsi "istintivi", parte del loro compito nella vita è di trasformare i "diversi amori" in amore.

Cuore

DUE , TRE , QUATTRO: gruppo delle persone di cuore. L'energia dei tipi di cuore va incontro agli altri, il loro tema sono le relazioni interpersonali. Il cuore e i sistemi circolatori sono il loro centro del corpo. In loro sono particolarmente sviluppati il tatto e il gusto. Tutto per loro gira intorno all'essere per gli altri. Risulta loro difficile rimanere soli con se stessi. In una situazione nuova chiedono: "vi piacerò?" oppure: "Con chi sto?". Vedono la vita come un compito da svolgere. Si preoccupano del prestigio e dell'immagine (spesso inconsapevolmente). L'aspetto positivo di tutto ciò è che hanno un senso di responsabilità sviluppato. Tendono ad adeguarsi, a reclamare attenzione, ad essere saccenti. Vengono influenzati da ciò che gli altri pensano di loro e ritengono spesso di sapere ciò che è bene per gli altri. Tendono a sopprimere la loro aggressività, nascondendosi dietro una facciata di bontà e di attività. Esteriormente risultano sicuri di sé, allegri e armonici, interiormente però si sentono spesso vuoti, incapaci, tristi e vergognosi. Essi devono imparare soprattutto a fare del bene in una maniera che non viene notata né premiata. Il loro compito di vita consiste nel trasformare in speranza tutto ciò che costantemente si aspettano.

Testa

CINQUE, SEI , SETTE: sono i tipi di testa. Questo è un gruppo cerebrale.  L'energia della testa è un'energia che si ritira dagli altri. Gli uomini di testa in ogni situazione per prima cosa fanno un passo indietro per riflettere. Vengono guidati dal sistema nervoso centrale e il loro centro sono gli occhi. In una nuova situazione per prima cosa vogliono orientarsi, si chiedono: "Dove sono?" ovvero: "Come si combina tutto ciò?" Vedono la vita come un enigma, un mistero. Hanno il senso dell'ordine e del dovere. Il loro atteggiamento è di solito impassibile e concreto. Sembrano avere poche esigenze e sanno lasciare spazio agli altri. All'esterno risultano spesso chiari, convinti e capaci, interiormente però si sentono spesso isolati, confusi e privi di senso. Gli uomini e le donne “di testa” devono passare dal pensare al fare, e dall'isolamento alla comunità ("Chi non sa vivere nella comunità si guardi dal stare da solo", Bonhoeffer). Il loro compito consiste nel trasformare i loro dubbi e parziali verità in fede.
Un cammino di crescita per la personalità 1 può essere riassunta nei seguenti punti: Imparate a RILASSARVI. Concedetevi tempo per voi stessi, senza pensare che siete voi a dover fare tutto e che se non fate qualcosa sarà il caos. La salvezza del mondo non dipende solo da voi. Siete dei buoni insegnanti e avete molto da insegnare, ma non vi aspettate che gli altri cambino immediatamente. Ciò che per voi è ovvio può non esserlo per gli altri. Se non cambiano subito non vuol dire che non potranno cambiare dopo. Le vostre parole e il vostro esempio possono fare molto.
Non fate prediche. Voi stessi non siete esenti da difetti, smettetela di esaminare gli altri e riconoscete i vostri difetti.
Entrate in contatto con i vostri sentimenti e con i vostri impulsi inconsci. Potrebbe esservi utile tenere un diario o iniziare terapie e lavori di gruppo, sia per sviluppare le vostre emozioni, sia per vedere che gli altri non vi condannano se avete bisogni e limiti umani. Il vostro punto debole è l'IRA che nasce dal sentirvi più virtuosi degli altri. Vi arrabbiate facilmente per quello che vi sembra il perverso rifiuto degli altri di fare la "cosa giusta" come voi la definite. Guardatevi dall'assumere il ruolo di GIUDICE e censore, tenendo sermoni e moraleggiando. La vostra collera potrebbe portarvi l'ulcera o l'ipertensione. Imparate ad accettare che gli altri siano quello che sono e che decidano per conto loro. Non dite sempre agli altri quello che è "giusto" che facciano. Sappiate discernere saggiamente quando dire e come dire, in base a cosa l'altro può accettare. Ascoltate gli altri: anch'essi hanno spesso ragione. Ascoltando imparerete di più e diverrete migliori insegnanti. Smettetela di fare i perfezionisti: non c'è un modo preciso per lavare i piatti, per stirare una camicia o per fare altre cose. Evitate di essere pignoli. Non siate ossessivi nei vostri pensieri e forzati nelle vostre azioni. Non abbiate un "eccessivo" amore per l'ordine (spesso ciò dimostra la paura di perdere il controllo in qualche campo della vita) cercate di capire cosa vi turba e non sprecate le vostre energie in piccoli fastidi. Non avete bisogno di essere perfetti per essere buoni. Siate UMANI, non perfetti inumani.
Un cammino di crescita per la personalità 2 può essere riassunta nei seguenti punti: Chiedetevi ciò di cui gli altri hanno VERAMENTE bisogno e quindi aiutateli a perseguirlo. (Non date solo ciò che pensate farà loro piacere, ma ciò che realmente necessitano). Siate generosi senza preoccuparvi del contraccambio. Cercate di acquisire CONSAPEVOLEZZA dei vostri secondi fini: la vostra tendenza a controllare gli altri, le vostre aggressioni, la vostra lingua tagliente… Resistete alla tentazione di attirare l'attenzione sulle vostre opere buone. Non cercate di guadagnare l'amore degli altri facendo regali o lodi immeritate. Aiutate gli altri quando ve lo chiedono aiutandoli a cavarsela da soli. Non cercate sempre "nuovi" amici. Quando fate qualcosa per gli altri fatelo "dietro le quinte" senza che essi se ne accorgano. Non siate possessivi con gli amici, condivideteli con gli altri. C'è abbastanza amore per tutti. Assicuratevi che i motivi che vi spingono ad aiutare gli altri siano DISINTERESSATI. Non nascondetevi dietro "buone intenzioni". Amate gli altri DISINTERESSATAMENTE e per quello che sono.
Un cammino di crescita per la personalità 3 può essere riassunta nei seguenti punti: Sviluppate la CARITÀ e la cooperazione nelle vostre relazioni. Non cercate di sottomettere gi altri, di escluderli, di fare gli snob. Prendete in considerazione i loro bisogni e i loro sentimenti. Siate SINCERI! Siate onesti riguardo alle vostre imprese, senza vantarvi o esagerare le cose. Non gonfiate la vostra importanza. Siate AUTENTICI.  Siate degni di fiducia. Mantenete i segreti e le confidenze e resistete al desiderio di usarli a vostro vantaggio. Non siate "doppi" o falsi.  Sviluppate una COSCIENZA SOCIALE. Siate coscienti della vostra tendenza a sentirvi in diritto di ottenere ciò che volete a spese altrui. Non usate gli altri, non approfittate delle situazioni. Siate disponibili a dare quanto ricevete e anche di più. Non siate "camaleonti" per essere accettati. Siate voi stessi e sviluppate i vostri valori. Sostenete gli altri e incoraggiateli. Invece di cercare l'attenzione e l'ammirazione datela voi agli altri quando la meritano. Apprezzate gli altri. Utilizzate le vostre grandi energie, il senso dell'umorismo, l'organizzazione, l'animazione, il brio a beneficio dei gruppi a cui appartenete e dei singoli, assicurandovi che anch'essi stiano sviluppando le loro migliori qualità. Non esagerate nel voler essere acclamati. Limitate la vostra tendenza a voler competere. Sviluppate le vostre potenzialità spirituali. Non distraetevi a confrontarvi con chicchessia e non crucciatevi per il successo altrui. Se concentrate la vostra attenzione e le vostre capacità nello svolgere un'opera meritoria (specialmente a beneficio altrui) siete già sulla buona strada e i confronti diventano fuori luogo. Date il meglio di voi e non preoccupatevi degli altri.
Un cammino di crescita per la personalità 4 può essere riassunta nei seguenti punti: Non prestate troppa attenzione ai vostri sentimenti. Evitate di rimandare le cose fino a quando non siate "dell'umore giusto". Impegnatevi in un'opera produttiva e significativa che contribuisca al bene vostro e degli altri. Non state ad aspettare "l'ispirazione". Mantenete il collegamento col mondo reale: lavorate!  L'autostima e la fiducia in voi stessi si svilupperanno soltanto provando esperienze positive, indipendentemente dal fatto che crediate di essere pronti o meno ad affrontarle. Mettetevi in cammino verso il bene. Dedicatevi a qualcosa di incoraggiante e positivo per voi (non aspettate di sentirvi "a posto"). Non rinviate! Iniziate dal poco, ma iniziate! Utilizzate una sana AUTODISCIPLINA e perseverate in essa: dormite regolarmente quanto basta, lavorate regolarmente. Evitate di darvi ad eccessi sessuali, alcool, sonno o fantasie. Evitate di fantasticare troppo (soprattutto se in pensieri negativi, di risentimento, o troppo romantici). Invece di immaginare, VIVETE! Parlate apertamente con qualcuno di cui vi fidate. Potrete scoprire che non siete diversi ed estranei quanto sentite di essere. Entrate in relazione con qualcuno per "trovare voi stessi". Il servizio comunitario vi renderà meno timidi e impacciati e vi farà sentire meglio. Scoprite quali sono le cose buone in voi e lasciatevi coinvolgere praticamente. Non lasciatevi sopraffare dall'autocommiserazione o dalle lamentele verso i genitori, dai pensieri della vostra infanzia infelice, dalle relazioni andate male o sul fatto che nessuno vi capisce. Se vi sforzate di comunicare vi capiranno. Non minate continuamente la vostra autostima. Non fate di tutto una questione personale, non siate permalosi o ipersensibili. Dopotutto un'osservazione critica non è tutta la verità su di voi. Parlate in modo schietto e spontaneo e non permettete agli altri di approfittare di voi. Siete amici migliori per gli altri che non per voi stessi. Siate AMICI DI VOI STESSI!. Concedetevi un'opportunità.
Un cammino di crescita per la personalità 5 può essere riassunta nei seguenti punti: Non ponete preconcetti alla realtà e osservatela. Analizzate meno e OSSERVATE di più, anziché tenere la mente occupata in teorie fantastiche o speculazioni. Sforzatevi di imparare a calmarvi, rilassarvi, distendervi: meditazione, jogging, yoga, danza sono utili per voi.
Vi manca il senso della prospettiva, vedete molte possibilità e non sapete scegliere né giudicare. Ascoltate qualcuno del cui giudizio vi fidate, ne varrà la pena. Non affrettate le conclusioni. Non siate pregiudizialmente ancorati a precedenti idee, mantenete APERTA LA MENTE e concedete un'altra opportunità alle persone. Apritevi emozionalmente agli amici, siate ACCESSIBILI, ciò vi giverà enormemente. Cerate di essere cooperativo e meno solitari. Educate le altre persone, per voi sarà istruttivo. Non fate sentire gli altri a disagio, non dimenticate le convenzioni sociali che aiutano gli altri a sentirsi a loro agio con voi. Evitate di guardare dall'alto in basso coloro che ritenete meno intelligenti di voi. Se anche fossero meno intelligenti di voi non vuol dire che siano stupidi. Cercate di accettare i limiti intellettuali altrui senza essere cinici e sdegnosi. SE gli altri cominciano ad evitarvi o reagiscono in modo antagonistico con voi considerate la possibilità che sia partito da voi. Esaminatevi per vedere in che cosa avete contribuito ad alimentare i vostri conflitti interpersonali.
Disponete di un'enorme capacità di comprensione. Pensate ai modi in cui potete sviluppare la COMPASSIONE per gli altri. Così emergeranno i vostri sentimenti più amabili e smusserete le spigolosità. La diffidenza diminuirà e sarete più rilassati e felici. Non usate solo la testa: usate di più il cuore, ciò vi renderà più completi
Un cammino di crescita per la personalità 6 può essere riassunta nei seguenti punti:Ricordatevi che non c'è niente di straordinario nell'essere ansiosi, dato che tutti lo sono. Imparate ad utilizzare la vostra ansia e a venire a patti con essa.
Cercate di non stare sulle difensive e di non essere irascibili. Non incolpate gli altri per cose che voi stessi avete fatto o determinato. Resistete alla tendenza di pensare negativo e di piagnucolare.Imparate ad identificare ciò che vi porta ad iperagire. Le cose non sono così nere come le dipingete e molte le avete attirate voi col vostro atteggiamento.
Sforzatevi di fidarvi di più ed entrate in intimità, correte il rischio di essere rifiutati, ne vale la pena. Rivelate alle persone quali sono i vostri sentimenti nei loro riguardi. L'opinione che gli altri si sono fatti di voi è migliore di quanto non pensiate. Siete voi ad avere paure ingiustificate. Accettate le responsabilità con più maturità. La gente rispetta chi si assume le responsabilità specialmente se ha commesso un errore. Non potrete mai sentirvi sicuri se non sarete SICURI DI VOI STESSI. Dovrete concentrarvi sull'obiettivo di affermare voi stessi, sviluppando un'autentica fiducia nelle vostre capacità. Sviluppate buone ragioni per aver fiducia nelle vostre capacità. Non adorate l'autorità e non nascondetevi dietro l'atteggiamento di chi dice: "Stavo solo obbedendo agli ordini". Non ingraziatevi coloro che comandano, se qualcuno cerca un gregario non offritevi voi. Non lanciate comunicazioni ambigue sui vostri atteggiamenti e desideri. Siate leali con gli altri e dite ciò che vi passa per la mente. Evitate che vi prendano per persone svenevoli, indecise, sempre sulle difensive.  Parlate francamente con chi detiene l'autorità (capufficio o qualcuno di cui vi serva l'aiuto e la benevolenza). Se parlate francamente però non diventate ostili e bellicosi. Cercate di mantenere un equilibrio delle vostre emozioni.

Un cammino di crescita per la personalità 7 può essere riassunta nei seguenti punti: Non siate impulsivi. Osservate i vostri impulsi e non cedete ad essi. Esercitate controllo su voi stessi così potrete concentrarvi su ciò che vi giova.
Imparate ad ascoltare gli altri. Potrete apprendere cose nuove. Imparate ad apprezzare il silenzio e la solitudine (non dovete sempre distrarvi o proteggervi dall'ansia) con il continuo rumore di TV e stereo. Se imparate a confidare in voi stessi sarete più felici anche se farete meno cose.Non dovete avere tutto subito (vale per cibo, alcool, o un cono gelato). Molte opportunità vi si ripresenteranno.Preferite la QUALITÀ alla quantità, specialmente nelle vostre esperienze. Prestate attenzione a quello che fate e assimilate le vostre esperienze.Assicuratevi che ciò che desiderate vi giovi veramente a lungo termine. "Badate a ciò che desiderate, perché i vostri desideri potrebbero essere esauditi!"
La felicità sopravviene dall'essersi dedicati a qualcosa a cui valeva la pena di impegnarsi. Quando le priorità sono quelle giuste. Perciò non fate della felicità il vostro principale obiettivo di vita perché ciò vi condurrà sul sentiero sbagliato, verso l'incontentabilità e l'egocentrismo.Non perdete il controllo di voi stessi, è facile che ciò vi accada perché vi è naturale entusiasmarvi per ogni cosa. Avete paura di subire privazioni, ma se non la superate, sarete inevitabilmente privati non solo della felicità, ma di molte altre cose.Sapete essere molto simpatici, avete senso dell'umorismo, tuttavia STATE ATTENTI A CIÒ CHE DITE. Non siate sgarbati, non dite di più per fare effetto o per suscitare una reazione negli altri. Potreste offendere. Trovate dei modo per DARE anziché solo avere. Considerate il motto: "È meglio dare che ricevere". Il possesso materiale non potrà mai soddisfarvi pienamente.Ricordate di trovare il tempo per ESSERE GRATI dell'esistenza.
Un cammino di crescita per la personalità 8 può essere riassunta nei seguenti punti: Agite con RIGUARDO. Dimostrerete la vostra vera forza se eviterete di scagliarvi contro gli altri. Il meglio di voi lo date quando aiutate qualcuno a superare la sua crisi. Se siete MISERICORDIOSI ben pochi approfitteranno di voi e vi assicurerete più lealtà e devozione.
Non siete gli unici ad essere al mondo. Gli altri hanno i vostri stessi diritti e bisogni che non possono essere ignorati né violati. Se li ignorate la gente non solo vi temerà (cosa che volete) ma perderà ogni rispetto per voi e vi odierà.
Imparate a cedere, almeno ogni tanto. Il desiderio di dominare sempre tutto e tutti è indice di un ego gonfiato: è un segnale di pericolo che vi porterà gravi conflitti. È tipico degli 8 contare solo su di sé e non dipendere da nessuno, ma ironicamente essi dipendono da molte persone (gli altri comunque devono eseguire i vostri ordini), se allontanate tutti alla fine vi troverete solo con gente servile e infida. Sia nel mondo degli affari sia nella vita familiare, la vostra autosufficienza è in gran parte illusione. Non sopravvalutate il denaro come fonte di potere. Coloro che si sentono attratti da voi per il vostro denaro non vi amano per voi stessi e voi non li amate né rispettate. Imparate a dedicarvi ad uno scopo più alto del vostro interesse personale. Dare il vostro amore alla famiglia e riceverne in cambio è uno scopo alto. Ma se tutto si riduce al vostro interesse personale non vi elevate spiritualmente. Se Dio esiste, vi è qualcun altro al quale dovete sottomettervi e questo per voi è inaccettabile. Se non credete in Dio, ciò si fonda su autentiche convinzioni intellettuali o non volete rinunciare al vostro io e alle cose che vi piacciono? Molto può dipendere dalla vostra risposta a questa domanda.
Se siete stati spietati o causa di dolore o di offesa per gli altri, se avete usato persone per il vostro piacere o profitto, cambiate la vostra vita finché siete in tempo. Una vita così porta ad una morte solitaria.  Una delle vostre potenzialità è quella di creare opportunità per gli altri. Se create la vostra forza per dare speranza e prosperità verrete ricordati come benefattori e rispettati. Quindi, se siete in una posizione di potere siate MAGNANIMI. Se andrete incontro ai bisogni degli altri, gli altri verranno incontro ai vostri. Pensate al male che potete provocare agli altri e anche al bene che potete fare. Per che cosa volete essere ricordati?
Un cammino di crescita per la personalità 9 può essere riassunta nei seguenti punti: Dovreste esaminare la vostra tendenza ad andare d'accordo con tutti facendo quello che vogliono loro pur di mantenere la pace. Avrete così relazioni soddisfacenti? Non potete amare annullandovi. Dovete essere indipendenti per esserci quando gli altri hanno bisogno di voi Siate attivi! Datevi da fare. Non sognate ad occhi aperti. Siate partecipi del mondo che vi circonda. Rispondete di più mentalmente e emozionalmente. Siate consapevoli di avere anche impulsi aggressivi, ansie ed altri sentimenti che dovete affrontare. Esaminate le vostre relazioni e cercate di vedere come avete contribuito a creare i problemi. Sacrificate per un momento la vostra pace mentale per ottenere relazioni autentiche. Esercitatevi ad essere CONSAPEVOLI del vostro corpo e delle vostre emozioni. Praticate esercizio regolare, questa è una forma di AUTODISCIPLINA. Cercate di acquisire concentrazione. Non reprimete i vostri sentimenti o somatizzerete con inspiegabili mal di testa, dolori alla schiena, nausea, attacchi di panico (paura di uscire in luoghi pubblici). Cercate aiuto se insorgono questi problemi.  Non usate tranquillanti (se non in casi di crisi profonda), vi impediscono la consapevolezza. Affrontare la crisi vi porterà maggiore autostima e farà capire agli altri che siete forti e che possono contare su di voi. Accettate la vita e vivetela per non giungere alla fine della vita e sentire di "non aver mai vissuto". Siate consapevoli della grandezza della vita e sentitevi VIVI. Confidate le vostre ansie al coniuge, ai vostri amici. Abbiate fiducia ed esprimetevi. Questa è una base per vivere sereni. Gli altri si sentono calmi, accettati e al sicuro con voi, ma vi ameranno ancora di più se sentiranno che li capite e che siete attenti ai loro bisogni. Ascoltate gli altri attentamente e imparate a conoscerli per quello che sono.

Chi mi ricorda, io lo ricordo



ZIKR – IL METODO SUFI SEGRETO DELLA GUARIGIONE
Le sette fasi di ascesa spirituale Sufi, Cristiana e nella mistica Indù


Stadi
Stadi (Haalat) nel Sufismo
Castello Interiore di Santa Teresa d’Avila
Tappe Kundalini nello Yoga
Generale
Farid al-Din Attar
Tappe
Valli
Dimore
Chakra
1
Servizio (Ubudiyat)
Ricerca
Devozione
Muladhara (Coccige)
2
Amore (Ishq)
Amore
Purificazione
Svadhistana (Vertebra sacrale)
3
Rinuncia (Zuhd)
Conoscenza
Sincerità
Manipura (Ombelico)
4
Conoscenza (Ma’rifat)
Distacco
Trasformazione
Anahata (Cuore)
5
Estasi (Wajd)
Unità
Santità
Vishuddha (Torace)
6
Verità (Haqiqat)
Stupore
Santificazione
Ajna (Pituitaria)
7
Unione (Wasl)
Annientamento del sé
Unione Mistica
Sahasrara (Corona)

Chi mi ricorda, io lo ricordo.
Santa Pelagia di Diveevo, Oblast

L’età, i cambiamenti dello sfondo emotivo e l’attività fisica cambiano sia il ritmo della palpitazione cardiaca sia della respirazione, e modificano il tono del sistema vascolare e muscolare, nonché il lavoro degli organi interni. Il ritmo del cuore è un buon indicatore della condizione della persona. Pertanto, è importante tener conto dei cambiamenti e comprenderli, come pure conoscere il vostro ritmo individuale. Per questo scopo, bisogna osservare le pulsazioni nei diversi momenti della giornata, prima e dopo gli esercizi fisici e respiratori. I Sufi credono che l’uomo possa ascoltare il battito del cuore non solo dal polso, ma anche i ritmi del suo corpo in determinate aree (zikr) dell’organismo. Così, le variazioni ritmiche si riflettono in ogni zona. Queste zone sono cinque e rappresentano i cinque zikr :
  • Sultano (“il reggente supremo”);
  • Akhfa (“la zona nascosta”);
  • Sirr (“l’area segreta”);
  • Makad (“la sede”);
  • Markab (“lo strumento di movimento”).
Ogni malattia è in qualche modo legata ad una particolare zona del corpo. Queste zone i Sufi le chiamano zikr, poiché ciascuna di esse è connessa alla pratica del ricordo (è la traduzione della parola “zikr”). A volte, i ricercatori confondono i seguenti significati del termine zikr: metodi pratici d’armonizzazione corporea, zone del corpo o pratica spirituale Sufi esercitata nel mondo intero. Tutto quanto anzidetto per i Sufi possiede una natura divina, ma per semplicità questi zikr dell’organismo li chiamerò zone, mentre alcuni zikr nascosti li denominerò traiettorie energetiche; invece, la pratica di collegarsi alla divinità suprema la nominerò zikr. Ancora una volta, voglio ricordare che per il Sufi tutte queste accezioni sono zikr.
Zikr Sultano Questa zona è responsabile degli organi sensoriali (vista, udito, gusto e olfatto) per il discorso. La vista porta la maggior parte d’informazioni provenienti dal mondo. Gli scienziati hanno dimostrato che quando un fascio di luce cade sugli occhi, la sensibilità generale diminuisce. Una delle funzioni principali della vista è il controllo del pericolo. Essendo la vista utilizzata nella sua più ampia estensione attraverso la televisione, i giornali, i libri e altri strumenti visivi, gli altri canali sensibili non sono sviluppati. Il significato della meditazione consiste proprio nel ridurre il ruolo della vista, ed in solitudine e al buio è preferibile risvegliare la sensibilità d’altri zikr, d’altre zone, per armonizzare le condizioni generali. Le malattie oculari sono all’inizio provocate per il sovraccarico dello zikr Sultano: una lunga percezione d’episodi indesiderati, i litigi tra i genitori, gli sguardi cattivi dei compagni di classe, il lavoro mentale troppo prolungato, ecc… La terapia oculare della tradizione Naqshabandiyya non si è mai dedicata al rafforzamento dell’occhio, ma all’armonizzazione di tutto il sistema zikr, in altre parole alle zone del corpo umano. Chi ha inventato gli occhiali, era guidato probabilmente da buone intenzioni, così rivolgiamo un saluto a tutti coloro che lavorano nel campo dell’ottica. La scelta del lettore consiste in questo: o aiutare gli ottici o non aiutarli.
Zikr Akhfa (controllo) La parola “Akhfa” significa “zona nascosta” o, “cancelleria segreta”, che è più vicina alla comprensione europea. Questa zona si occupa responsabilmente delle azioni dell’organismo. Si estende dalla fossa giugulare (alla base del collo) fino al plesso solare (processo xifoide).
Zikr Sirr La traduzione di questa parola è “area segreta”. La terza zona si estende dal plesso solare fino al vertice della rogatina sotto l’ombelico (dito indice e medio sollevato in segno di vittoria, questa rogatina è il vertice della V che forma un triangolo con due dita, l’indice ed il medio. I polpastrelli delle due dita si trovano all’altezza dell’ombelico). Questa è una “rogatina”. Questa zona si associa all’autostima ed è legata all’attività intestinale e del fegato.
Zikr Makad Questa zona si estende dalla fine della zona precedente – la ragotina sotto l’ombelico – fino al ginocchio compreso. È responsabile della potenza dell’area inguinale. Psicologicamente, essa rispetta il corpo umano.
Zikr Markab L’area Markab è responsabile per l’articolazione della caviglia, e per il movimento del corpo. Tutte le micosi (malattie fungine), la comparsa dei dolori ai piedi e così via, appaiono in questa zona.
Adesso, dopo aver studiato il significato d’ogni zona, stabilite quale area dovete ripristinare. In sostanza, sarete in grado di eseguire il ripristino grazie al capitolo sulle traiettorie energetiche. Per l’armonizzazione totale dell’organismo, si raccomanda l’apprendimento di uno degli zikr Sufi più usati, lo zikr attorno al proprio asse.
Lo Zikr attorno al proprio asse  Solo all’uomo due forme specifiche di movimento energetico sono inerenti: in linea retta e a spirale simultaneamente. Esse creano una certa vibrazione nel corpo, volta al risanamento. Questa vibrazione contribuisce allo sviluppo dell’intuizione. Eseguiamo l’esercizio seguente, che è stato creato dai Sufi, diverse centinaia d’anni fa. Fino a poco tempo fa, questa pratica era nascosta ai non iniziati, ma la situazione ora è cambiata. Haji Ibrahim (possa Dio accordargli una vita lunga), il Pir (il maestro dei maestri) della fratellanza Naqshabandiyya, in seguito ad una visione interiore, comprese che era il momento di infrangere il segreto della rotazione Zikr attorno al proprio asse. Per i moderni Sufi, nessun segreto dovrebbe impedire la guarigione di una persona, poiché l’uomo deve essere sano per glorificare Dio e lavorare per amor Suo. Per padroneggiare questo Zikr, bisogna acquisire disciplina e costanza.
La preparazione Prima della parte principale dello zikr, è necessario, stando in piedi, dondolarsi un po’ da un lato all’altro, avanti e indietro. Poi, ci dondoliamo facendo un cerchio: la nuca è come se scrivesse un ovale, e la persona stessa ricorda un imbuto con l’apice ai piedi. Soltanto dopo una libera rotazione armoniosa, passiamo alla parte principale, in pratica all’esecuzione dello zikr.
La parte fondamentale dello zikr Eseguire lo zikr attorno al proprio asse esattamente. La schiena è dritta. I piedi sono uniti. Questa postura è simbolicamente associata alla cifra 1. Il numero uno rappresenta l’integrità e l’unicità, la salute e l’autostima. Il corpo dondola un po’. L’attenzione si concentra sulla sensazione d’integrità dell’organismo. Dopo qualche tempo, l’ampiezza dell’oscillazione aumenta leggermente. La testa descrive un piccolo cerchio attorno al suo asse. Il corpo compie dei movimenti circolari. Esteriormente sembra che siamo sul posto, ma al nostro interno sentiamo che creiamo un “imbuto”. Si ha una sensazione generale di dondolio più interiore che esteriore. Permettete alla vostra attenzione di concentrarsi sul pollice e sull’indice del piede sinistro. Immaginate che il pollice sia incollato al pavimento. La linea immaginaria lungo la gamba sinistra simboleggia l’asse del cuore. Proprio attorno ad essa adesso ci muoveremo.
Alzate un po’ il piede destro e colpite col tallone la superficie del pavimento. Non bisogna farlo troppo forte. Fate alcuni tentativi fino a sentire la vibrazione attraverso il corpo dal basso all’alto: dai talloni alla sommità del capo e sopra di esso. Se sentite uno sforzo eccessivo, significa che bisogna ancora lavorare. Le sensazioni devono essere piacevoli, si deve percepire un solletichio sul corpo intero. Questa vibrazione solleva leggermente il corpo, ma il piede sinistro non si stacca dalla superficie. Ricordiamoci che il nostro alluce del piede sinistro è come se fosse incollato al pavimento!
Se sentite qualche tipo di vibrazione, muovetevi in senso orario attorno all’asse del cuore.
La vostra attenzione è rivolta all’area del cuore, i pensieri bisogna fermarli e sentire una pace assoluta.
Il concetto di zikr significa anche il ricordo del nome di Dio nel cuore. Immaginate qualcosa di sublime, scintillante. Respirate liberamente. Ascoltate le sensazioni del corpo. Quando padroneggerete questo complesso di movimenti, dovrete compierli ad occhi chiusi. In tal modo, il concetto rimarrà fissato nel corpo e così svilupperemo la sensazione del movimento corporeo. Ricordiamo il principio: “Dov’è posta l’attenzione, là si dirige l’energia.”
Questo massima è semplice da ascoltare, ma non da applicare. Non tutti possono fare i movimenti in modo appropriato e immediato. Dopo aver fatto un paio di giri, leggete ancora una volta attentamente la descrizione dello zikr, immaginate in dettaglio i movimenti del corpo ed eseguite l’esercizio di nuovo.
L’intuizione è una percezione interiore, una conoscenza interiore, necessaria per procedere. Questa sensazione riguarda l’organismo intero, e non solamente la conoscenza razionale. Compiendo questo zikr, non soltanto eseguite il massaggio originale energetico corporale, ma anche sviluppate la capacità di ascoltare i consigli del corpo, che sa ciò che vuole e come operare. Eseguendo lo zikr, “scolleghiamo” la testa. Se vi dondolate, non potete rimanere in equilibrio; se in qualche modo saltellate sullo stesso posto durante l’esecuzione dello zikr attorno all’asse, allora c’è ancora molto da lavorare. Se sul lato sinistro provate disagio, significa, che fate qualcosa di sbagliato. Per sfortuna, un articolo non permette all’autore di suggerirvi personalmente qualcosa. In questo campo l’istruttore è necessario. Se non si ha la possibilità di partecipare ai corsi, si prega di leggere attentamente le norme d’esecuzione, ascoltare il corpo e seguire il suo ritmo. Ricordate l’antico detto: ”Chi conosce sé stesso, conosce il suo Signore (Dio)”.
Nella vita quotidiana spendiamo un sacco d’energia per le cose esteriori, insignificanti. I metodi dei Sufi antichi si volgevano proprio alla creazione dell’armonia interiore, con l’aiuto di Dio. Perfezionandosi nell’esecuzione dello zikr, creiamo la vibrazione lungo l’asse “tallone – sommità del capo”. La vibrazione meccanica è assolutamente inutile, il sobbalzo vuoto dell’organismo può anche essere dannoso se è fatto frequentemente. Dovete sentire le vibrazioni a livello energetico. Qualcuno le compara alla sensazione del risveglio mentre una persona si stira, altri alla sensazione della “pelle d’oca.” Trovate l’immagine originale, il nome adatto per questa vibrazione. Nella parte superiore del cervello sono concentrate le zone attive di tutti gli organi del corpo umano, lo conferma anche la scienza moderna. La vibrazione attiva queste zone. Chi sa come migliaia d’anni fa è stata trovata questa relazione? I moderni sistemi diagnostici e computerizzati dello stato di salute, possono rilevare esattamente i cambiamenti dell’attività di queste zone durante l’esecuzione dello zikr. Con l’aiuto dello zikr ci sono dei cambiamenti positivi, ma come conservarli? Uno dei metodi migliori è la meditazione prima di dormire, poiché consolida l’originale benessere. Addormentandosi, un uomo a livello inconscio prova delle sensazioni piacevoli che allungano armoniosamente la durata del suo stato dopo il risveglio.
La procedura dello zikr ripristina l’aura della persona. La stessa parola “aura” è tradotta come “soffio”. Questo soffio può essere effettivamente percepito compiendo lo zikr intorno al proprio asse, come se una brezza sfiori il vostro viso.
Zikr aperto
Lo zikr yassavi proviene dal nome di Ahmad Yassavi, questo zikr è una pratica Sufi molto antica. La sua tomba è ancor oggi oggetto di pellegrinaggio per i musulmani di tutto il mondo che la compiono due volte l’anno. Quindi, adesso conosceremo il cosiddetto zikr formale. Lo chiamano anche zikr aperto o ad alta voce. Durante la fase preparatoria, eseguiremo lo zikr lungo un piccolo cerchio: nel corso degli 11 colpi descriveremo una circonferenza attorno al proprio asse. Gli occhi sono socchiusi, la respirazione regolare, ritmica. Ripetiamo gli esercizi preparatori. Una ripetizione è fatta eseguendo un gran cerchio: 33 passi li eseguiamo dal lato destro in senso antiorario, e 11 passi attorno al proprio asse in senso orario. Si ritiene che sia necessario fare circa 8 ripetizioni (33 + 11). Le ripetizioni sono compiute seguendo una velocità mediocre. È meglio eseguire quest’esercizio facendo un gran cerchio di 11 persone e ponendo 1 altra persona al centro della circonferenza (per un totale di 12 persone). La persona che è dentro al cerchio conta, e mentre ruota attorno al suo asse ad occhi aperti dà 11 colpi al passaggio del cerchio, frattanto la sua attenzione è concentrata sul fegato. Poi, sempre colui che è all’interno del cerchio dà 11 colpi ad occhi chiusi ponendo l’attenzione sull’area del cuore.
Vi abbiamo descritto lo zikr aperto per gli interessati alla pratica del Sufismo. Invece, chi legge questo libro solo per guarirsi, può non leggerlo.
Zikr nascosto Se lo zikr aperto è comparabile convenzionalmente alla ginnastica, lo zikr nascosto è simile alla meditazione. I Sufi della mia linea, la Naqshabandiyya, praticano proprio lo zikr nascosto o silenzioso. Questa caratteristica è specifica di quest’indirizzo Sufico. Lo zikr nascosto o silenzioso, è un dono offerto alla gente dai Sufi della linea Naqshabandiyya, che è una via unica di armonizzazione delle sfere spirituali e fisiche della vita, la quale dona un’esperienza indescrivibile delle relazioni con l’Altissimo.
Zikr nascosto 1 Inspirazione – espirazione nell’area del plesso solare. Inspirazione – espirazione nell’area del cuore. Inspirazione – espirazione nell’area del rene sinistro, del rene destro, del fegato, del plesso solare.
Generiamo un sentimento di riconoscenza, gratitudine e ammirazione nell’area del plesso solare. Inspiriamo normalmente, ma quando espiriamo lo facciamo dalla zona del cuore. Inspiriamo normalmente, ma quando espiriamo lo facciamo tramite la regione del rene sinistro. Inspiriamo normalmente, ma quando espiriamo spostiamo le nostre sensazioni nell’area del rene destro. Inspirando solleviamo le sensazioni di riconoscenza, gratitudine e ammirazione nella regione del fegato, espiriamo dalla zona del plesso solare. Zikr nascosto 2 Zikr nascosto del plesso solare – fossa giugulare – plesso solare – cuore – rene sinistro – fegato – rene destro.
Gli zikr sono associati a tutte le funzioni vitali dell’organismo. La respirazione, per esempio, è percepibile in ogni zona. Le dita corrispondono ai cinque zikr e anche ai cinque organi sensoriali. Il sesto senso, l’intuizione, si trova tra le dita.
In Asia Centrale amano molto il pilaf e lo mangiano con le mani. L’assaggio del pilaf inizia prima di giungere alla bocca, cioè avviene quando le dita sentono il suo calore, il naso odora il profumo straordinario del piatto e l’odore è percepito dai sensi delle dita. Con nessuna posata tipica Europea è possibile gustare questo piatto. Il pilaf, mangiato con l’aiuto del cucchiaio o della forchetta, è un pilaf parziale, che ha perso il suo gusto completo. A differenza dei chakra yogici, lo zikr non si connette alla colonna vertebrale. I componenti dell’organismo: sangue, stomaco, organi del corpo, ecc… sono più o meno indipendenti e non si sottomettono agli ordini “Divini”. Lo stesso si può dire per i componenti “immateriali” del corpo: le idee, i valori, i sentimenti. La persona stessa quando si trova in una situazione spiacevole non ne comprende le motivazioni. Un proverbio russo dichiara “il diavolo ti aiuta, il diavolo te lo fa pagare” (in Puglia si direbbe “il diavolo la fa, il diavolo la scopre.”). Una volta turbata l’armonia, ogni organo comincia “a dichiararsi” (la sua infermità). Dopo qualche tempo inizia la malattia. Con le tecniche Sufi armonizziamo l’intero organismo. È possibile conoscere altri tipi di zikr nel capitolo sulle traiettorie d’energia.
La preparazione del lavoro con la zona Sultano L’esecuzione dello zikr Sultano favorisce la normalizzazione, l’attivazione e la sincronizzazione dell’attività degli emisferi destro e sinistro del cervello. Quest’esercizio ottimizza la funzione visiva, le terminazioni nervose che appartengono agli occhi e migliora il funzionamento del cervello. Inoltre, quest’esercizio migliora il coordinamento dei movimenti, attiva le orecchie e stabilizza l’attività dell’apparato vestibolare.

  Una volta ritornavo con il mio amico Muhsin Khan da Kokand a Dzhizak via Tashkent. Un amico di Muhsin Khan di nome Rustam Abid, che era un giornalista ed un sensitivo, mi propose di andare nell’area Bahmansky (???) poiché v’erano molti fenomeni straordinari. Per esempio, in questa località c’è un luogo in montagna in cui si osservano spesso dei fenomeni atmosferici straordinari. È una strana zona. Per qualche ragione sconosciuta, tutti gli animali domestici scomparsi dai villaggi circostanti, prima o poi arrivano lì. Raggiungemmo dopo un lungo viaggio la nostra meta in auto, ma un paio di chilometri prima che la strada terminasse, un fiume ci bloccava il passaggio. Era necessario lasciare la macchina e continuare il nostro viaggio a piedi. Quando raggiungemmo il luogo, era già notte. Nel cielo c’era una gran quantità di stelle, ma oltre a loro brillavano alcune strane luci simili a stelle. Se le facevi un segnale con una piccola torcia, queste luci scintillavano rispondendoti. Dopo qualche tempo, si verificò un fenomeno insolito: qualche decina di queste strane luci si erano spostate formando un circolo stellare; ma Muhsin Khan aveva ripreso tutto con una videocamera. Il fenomeno di stelle e di luci si prolungò per circa mezz’ora. Era già tardi ed era tempo di ritornare alla macchina. Quando tornammo indietro, la macchina non la trovammo al suo posto, sebbene avessimo ripercorso lo stesso tragitto. L’auto, che era stata abbandonata vicino al fiume, si trovava lontano. Nonostante i nostri sforzi, non trovammo nessuna traccia delle ruote della vettura sul terreno. Tornando a Tashkent, in casa di Muhsin Khan provammo a rivedere ancora una volta i movimenti delle stelle e delle luci catturati sulla pellicola, ma invano perché il film era vuoto. La natura e l’essere umano hanno molte opportunità manifeste e nascoste, sebbene parecchie volte l’uomo le impedisca di rivelarsi. È necessario fare attenzione alla propria interiorità, stupirsi e gioire di sé stesso, comprendersi e rianimarsi completamente nel proprio interno. Nessuna bellezza esteriore, nessun elegante “imballaggio” può aiutare se si è scuri e sordi interiormente. Lo zikr è una grande opportunità per la conoscenza e la comprensione di sé stessi. È l’occasione per aprirsi a qualcosa di nascosto che riempie la vita di significato, portando salute e prosperità. Il segreto totale dello zikr si compie solo se si vive nel presente, al posto di pensare ai vantaggi che esso porterà nel futuro. Se pensate al futuro, sarete simili ad un uomo che registra la danza delle stelle su una videocassetta, invece di godere questa danza qui e ora. Di solito, l’attenzione principale durante l’esecuzione dello zikr è diretta alla regione del cuore e del fegato. Ma è anche consentito fare attenzione alle aree che necessitano di cure, alternandole alle aree del cuore e del fegato. È necessario effettuare lo zikr almeno una volta la settimana. In Asia Centrale si esegue ogni Venerdì. L’organismo della persona è diviso in parte sinistra e destra. È una delle ragioni della sua scontentezza quando, metaforicamente parlando, l’occhio destro diventa il nemico del suo occhio sinistro. Una divisione simile è condizionata dalla disposizione degli organi (il cuore si trova soltanto nella parte sinistra). Secondo la dottrina Sufi, nella zona sinistra si accumulano le emozioni e le esperienze negative. Se questa parte predomina eccessivamente, è infranta l’integrità dell’organismo, il suo nucleo interiore collassa. La procedura dello zikr ha lo scopo di armonizzare l’uomo, e grazie ad esso il suo lato sinistro si attiva. Questa parte è un po’ più lontana dall’asse del corpo, pertanto gli organi che sono più lontani, causano problemi. Per questo motivo, si raccomanda ai mancini occasionalmente di mangiare, scrivere e lavarsi con la mano destra; e ai destrorsi, al contrario, di usare la sinistra. Lo zikr è un rito del ricordo Divino, dunque, alla sua esecuzione partecipano le parole. Così come un discorso può essere suddiviso in verbale (usando le parole) e non-verbale (tramite mimiche, gesti, intonazioni, posture, tono della voce e così via), ugualmente si possono classificare le parole che partecipano all’assolvimento dello zikr.
Lo zikr è un dialogo col Dio interiore.
Lo zikr è un dialogo col Dio circostante.
Lo zikr è un dialogo col Dio altrui.