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martedì 12 marzo 2013

sulla 4 via

"gli shock esterni ti fanno tornare sempre all'essenza..."  (fra Horus)

"Voi non vi rendete conto della vostra situazione. Siete in prigione e tutto ciò che potete desiderare è di evadere. Ma come evadere? Occorre perforare un muro, scavare una galleria. Un uomo solo non può fare niente, ma supponete che siano dieci o venti e che lavorino a turno;
assistendosi l'uno l'altro, possono scavare la galleria ed evadere. Inoltre nessuno può fuggire dalla prigione senza l'aiuto di coloro che sono già fuggiti"



In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Ver-bo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste


1 Esistono sette ordini di mondi, sette cosmi creati con il po-tere del Verbo, con la Musica, con il suono:.-
il primo cosmo si trova sommerso nella Luce Increatadell'Assoluto;-
il secondo ordine è costituito da tutti i mondi dello spazioinfinito;-
il terzo ordine è la somma totale di tutti i soli dello spaziostellato
il quarto ordine è il Sole che ci illumina, con tutte le sueleggi e dimensioni;-
il quinto ordine è composto da tutti i pianeti del sistemasolare;-
il sesto ordine è la Terra in se stessa, con le sue sette di-mensioni e regioni popolate da infiniti esseri;-
il settimo ordine di mondi è formato da quelle sette sfereconcentriche del Regno Minerale sommerso, gli Inferi,sotto la crosta terrestre .La Musica —il Verbo— disposta dal Logos in sette ottavemusicali, sostiene saldo l'universo nella sua marcia:-
Primo ordine di mondi, nota ................ DO.-
Secondo ordine di mondi, nota ............ SI.-
Terzo ordine di mondi, nota................. LA.-
Quarto ordine di mondi, nota ............... SOL.-
Quinto ordine di mondi, nota ............... FA.-
Sesto ordine di mondi, nota ................. MI.-
Settimo ordine di mondi, nota ............. RE

Infine tutto torna nell'Assoluto con la nota DO.Senza la Musica, senza il Verbo, senza la Grande Parola,sarebbe impossibile l'esistenza meravigliosa dei sette cosmi.DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI, SI-LA-SOL-FA-MI-RE-DO:le sette note della grande scala del Verbo creatore risuonano intutto il creato, perché “in principio era il Verbo”.Il primo ordine di mondi è saggiamente governato dall'uni-ca legge, la Grande Legge; il secondo ordine di mondi è gover-nato da tre leggi; il terzo ordine di mondi da sei leggi; il quarto ordine di mondi da dodici leggi; il quinto ordine di mondi daventiquattro leggi; il sesto ordine di mondi da quarantotto leggi;il settimo ordine di mondi infine da novantasei leggi.Quando si parla della Parola si parla anche del suono, dellaMusica, dei ritmi del Fuoco con le sue tre battute del Mahavan edel Chotavan , che sostengono saldamente l'universo nella suamarcia.Gli pseudoesoteristi e gli pseudooccultisti menzionano soloil Microcosmo ed il Macrocosmo; citano solo due ordini dimondi, quando in realtà i cosmi sono sette, sette ordini di mondisostenuti dal Verbo, dalla Musica, dal Fiat luminoso e spermati-co del primo istante.Ognuno dei sette cosmi è senza dubbio un organismo vi-vente che respira, sente e vive.Dal punto di vista esoterico possiamo assicurare che ogniprogresso verso l'alto è il risultato di un avanzamento verso ilbasso. Non si può salire senza scendere; prima bisogna scenderee poi salire.Se vogliamo conoscere un cosmo, dobbiamo prima cono-scere i suoi due cosmi adiacenti, quello di sopra e quello di sot-to, perché entrambi determinano tutte le circostanze ed i feno-meni vitali del cosmo che vogliamo studiare e conoscere.Per esempio in quest'epoca, in cui gli scienziati lottano perla conquista dello spazio, stanno facendo degli enormi progressi—sfortunatamente perversi— nel terreno dell'infinitamente pic-colo, nel mondo atomico.

La creazione dei sette cosmi fu possibile solo tramite ilVerbo, la Parola, la Musica.I nostri studenti gnostici non devono mai dimenticare ciòche sono le tre forze chiamate Padre, Figlio e Spirito Santo.Queste tre forze costituiscono il Sacro Triamazikamno. Questesono la Sacra Affermazione, la Sacra Negazione, la Sacra Ri-conciliazione; il Santo Dio, il Santo Fermo, il Santo Immortale.Nell'elettricità queste forze sono i tre poli: positivo, negati-vo e neutro. Senza la convergenza di questi tre poli risulta im-possibile qualsiasi creazione. Nella scienza esoterica gnostica, letre forze indipendenti hanno i seguenti nomi:
Surp-Otheos, forza spronatrice, affermativa, positi
Surp-Skiros, forza negativa, di negazione, di resistenza;
Surp-Athanatos, forza riconciliatrice, liberatrice, neutraliz-zante.Nel Raggio della Creazione queste tre forze sembrano trevolontà, tre coscienze, tre unità. Ognuna di queste tre forze con-tiene in se stessa tutte le possibilità delle altre due. Ma nel loropunto di congiunzione, ognuna manifesta solo il suo principio: ilpositivo, il negativo o il neutro.È interessantissimo vedere le tre forze in azione: esse siseparano, si allontanano e poi si rincontrano per formare nuoveTrinità che originano nuovi mondi, nuove creazioni.Nell'Assoluto le tre forze sono il Logos Unico, l'Esercitodella Voce dentro la grande unità della vita libera nel suo movi-mento.

Il processo creatore della sacra Triamazikamno CosmicaComune iniziò con il connubio sessuale della Parola poiché: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mez- zo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esi-ste"


Ogni cosa dalla sommità alla profondità dell'Universo è creata e connessa alle altre dalla doppia azione della Legge del Tre e della Legge del Sette


In accordo con la sacra Legge dell'Heptaparaparshinokh (laLegge del Sette), si costituirono nel Caos sette templi per la co-struzione di questo sistema solare..In accordo con la sacra Legge del Triamazikamno (la Leg-ge del Tre), gli Elohim si divisero in tre gruppi dentro ad ognitempio per cantare in accordo con la Liturgia del Fuoco.Il compito di fecondare la Prakriti, cioè il Caos, la MadreCosmica, il Grande Ventre, è sempre opera del sacratissimo Te-omersmalogos, la terza forza.Dentro ad ogni tempio i tre gruppi si organizzarono in que-sto modo:1. un sacerdote,2.una sacerdotessa,3. un gruppo neutro di Elohim.Se consideriamo il fatto che gli Elohim sono androgini, èchiaro che dovettero polarizzarsi a volontà in forma maschile,femminile e neutra, in accordo con la sacra Triamazikamno Co-smica Comune: il sacerdote e la sacerdotessa davanti all'altare e,nel pianterreno del tempio, il coro androgino degli Elohim.


L'Enneagramma (dal greco "ennea", nove, e "gramma", disegno) si sostiene sia un simbolo antichissimo. Pare che risalga al tempo dei "Sufi", progenitori dell'odierna religione islamica, ma vi sono prove che fu tramandato da culture ancora più antiche dell’Asia. Anche se sono molti coloro che affermano che l’ennegramma sia rimasto sconosciuto per secoli, almeno in occidente, lo stesso uomo vitruviano di Leonardo lo smentisce.Questo simbolo viene usato come speciale strumento per comprendere il meccanismo di ogni sistema relativamente chiuso, come il sistema solare e le leggi che lo governano, il funzionamento dell'organismo umano, degli organismi vegetali, ecc.


 

Geometricamente è composto da un cerchio suddiviso in nove parti uguali (da qui il nome) e la sua costruzione è molto particolare: una volta suddiviso il cerchio, occorre numerare i punti in senso orario da 1 a 9 e inscrivere un triangolo equilatero avente come base i punti 3 e 6. L'unione degli altri punti deriva da un calcolo molto semplice: se si divide il numero 1 per il numero 7 si ottiene il numero 0,142857142857..., numero periodico di periodo 1 4 2 8 5 7 ripetuto all'infinito. I punti restanti da collegare sono proprio questi sei numeri in questa successione. Questo simbolo è anche chiamato "legge del Nove" ed è considerato la fusione della "legge del Sette" (nota col nome di Heptaparaparshinokh) con la "legge del Tre" (Triamazikamno sacro); la sovrapposizione è evidente.
Il tre crea ed il sette organizza, è questa la natura dell’universo che questo splendido simbolo cerca di trasmetterci. La prima legge del Heptaparaparshinokh serve a studiare ogni processo in cui un fenomeno integrale (come il raggio bianco della Luce o del Suono) è composto sempre di sette parti indipendenti (i sette colori in cui si suddivide la luce, le sette note intere in cui si suddivide il suono); la seconda del Triamazikamno sacro, come già più volte detto qui, indica come ogni fenomeno, dal più piccolo (atomo) fino al più macroscopico (stelle, Soli, ecc.), sia sempre generato e tenuto in vita da tre forze o parti dette "Positiva" o di affermazione, "Negativa" o di resistenza, e "Neutralizzante" o di conciliazione. L'enneagramma rappresenta ogni processo che si mantiene da solo per auto-rinnovamento: per esempio la Vita. I.N.R.I. Ignis natura renuvatur integra, la natura si rinnova per mezzo del Fuoco, chi è il fuoco?
Per questo Gurdjieff lo definì "il moto perpetuo ed anche la pietra filosofale degli alchimisti". Egli disse anche: «La conoscenza dell'enneagramma è stata preservata per molto tempo in segreto e se adesso, per così dire, è resa disponibile a tutti, è solo in una forma incompleta e teorica della quale nessuno può fare alcun uso pratico senza istruzioni da parte di chi sa». Successivamente sono stati diversi coloro che hanno tentato di utilizzare questo simbolo come tecnica psicologica creando una corrispondenza tra i nove numeri e nove "tipi" immaginari in cui il soggetto è chiamato ad identificarsi. Nulla a che vedere col suo autentico ed originale scopo esoterico.
Invece che insegnare a liberasi della personalità, della falsa personalità, per trascendere e uscire dalla dipendenza dei sistemi del mondo, l’enneagramma viene oggi diffusamente utilizzato, in modo del tutto arbitrario, per insegnare effettivamente ad adattarsi ad essi ed anzi utilizzare aspetti peculiari del proprio carattere per trarre un vantaggio dalle relazioni col gli altri o per conseguire successo, abilità, profitto e chissà cos’altro. La portata di questo meraviglioso simbolo è invece evidente se si osserva lo schema di lato proposto (the 3 stellations).
Oltre al dato di fatto che non vi sono prove scientifiche che questo metodo fornisca risultati apprezzabili, non vi è nemmeno alcun genere di documentazione riguardo all'uso dell'Enneagramma (da parte dello stesso Gurdjieff ) come classificatore di personalità. Il primo a generare il pasticcio è indubbiamente il discepolo di Gudjieff, il signor Ouspensky. Non è mio interesse sollevare la vexata quaestio del tormentato rapporto tra Gurdjieff e Ouspensky, i cui nomi vengono spesso accostati come se fossero allo stesso livello, anziché essere collocati, in quanto maestro e allievo, su due piani differenti. E’ importante però sapere che dopo l'allontanamento dal maestro, Ouspensky continuò per conto proprio un lavoro di interpretazione riduttiva (dal mio punto di vista) in senso filosofico del cosiddetto 'Sistema', equivocando, come ampiamente esposto nel mio precedente libro “matrix, una parabola moderna” al capitolo “ti apparirà tutto assurdo!!!”, anche molti degli insegnamenti ricevuti, come quando ad esempio confuse ed attribuì i poteri ipnotici e orribili del serpente discendente Kundabuffer alla Divina Madre del Cristo: Madre dei sette centri, che riposa nell’armonia dell’ottava, “Santo Alito, Immacolato Soffio”, che - “purifica le ghiandole interne, dove esiste, il ritmo della mia vita!”.
L’allontanamento fu principalmente determinato proprio dalla sua eccessiva predisposizione a teorizzare tutto quello che gli veniva insegnato. Ad ogni modo ed ad onor del vero gli appunti di Ouspensky costituiscono un documento estrema­mente raro e prezioso. L'allievo descrive l'insegnamento e l'attività del maestro meglio del maestro stesso. Il libro (d'ora in avanti abbreviato in Frammenti) è perciò più adatto come introduzione alle dottrine di Gurdjieff rispetto al Belzebù, che è il primo dei tre libri di Gurdjieff. Secondo quanto teorizzato quindi da Ouspensky sull'Enneagramma, ognuno di noi percepisce la realtà attraverso una lente (a seconda della sua personalità o tipo) che spesso ne altera l'oggettività, e fino qui niente di strano.
Attraverso la scoperta e la conoscenza del proprio tipo e quindi della propria compulsione si può progressivamente ignorarla, con impegno e costanza, e migliorare così il proprio comportamento, la visione di sé stessi e le relazioni interpersonali. Solo molto più tardi Oscar Ichazo[1] e Claudio Naranjo[2] confezionarono una tecnica sperimentale simile basata sugli studi di Ouspensky ed alcune dubbie visualizzazioni. A causa di Naranjo, la conoscenza e lo studio dell'enneagramma ha trovato terreno fertile negli Stati Uniti e in certi casi anche poi in Europa. In poche parole ad un certo punto, a seguito di questa teorizzazione di Ouspensky, sono venute in cascate tutta una serie di reinterpretazioni che dal mio punto di vista hanno svilito il valore e l’utilità del lavoro del maestro Gurdjieff.
Psicologi, psicoterapeuti, PNL, Neuroscienze, Jung, scuole di Reiki, ed altri si sono buttati a capo fitto su questo simbolo, inventandosi, sempre secondo me ovviamente, di sana pianta tutta una dottrina che non ha più nulla a che vedere con ciò che insegnava monsieur Gurdjieff. L’elemento di inganno o trappola psicologica veramente dannosa di queste nuove dottrine è l’introduzione dell’idea che è possibile migliorare il carattere, che è la Falsa Personalità, sottintendendo di fatto la possibilità di imparare a gestire le relazioni interpersonali nonostante l’ego vivo in noi ed ottenere una qualche utilità dai sistemi del mondo. Per quanto finora l'enneagramma della personalità non è stato riconosciuto come un concetto scientifico, l’introduzione di questo limitato uso rende più difficile la trasmissione della vera conoscenza ai più.
Se G. insegnava a svegliarsi, studiare la psicologia del carattere non ha nulla a che vedere con questo nobile intento. Su internet è possibile trovare addirittura un test che vi permetterebbe di individuare che tipo di personalità siete e relativi consigli su come sviluppare la tal personalità. Ci sono anche corsi di formazione professionale dove si insegna ad utilizzare l’enneagramma per migliorare la nostra “performance” lavorativa e chissà cos’altro. Non vi dico quale genere di pena mi viene nell'osservare tutto questo. Sonno, sonno, solamente sonno della coscienza….
L’ennegramma non stabilisce nessuna Psicologia del Carattere o tipo, si tratta di un semplificazione che non porta a svegliare e morire, ma anzi a crogiolarsi nell'illusione di poter sviluppare un qualche genere di qualità o facoltà stabilite da uno schema, che mi lascia veramente inorridito sul grado di addormentamento che vuole diffondere.
"La disarmonia del suo funzionamento soggettivo, dovuta alla asimmetria relativa all'insieme del processo del sacro Heptaparaparshinokh, consiste in questo: Se il processo della sacra legge avviene in presenza di numerose "vibrazioni prodotte da cause esterne", il suo funzionamento produce unicamente risultati esterni. Se lo stesso processo avviene in condizioni di calma assoluta, in totale assenza di "vibrazioni prodotte da cause esterne", tutti i risultati della sua azione rimangono all'interno della concentrazione in cui avviene il processo, e questi risultati sono percepibili all'esterno solo per contatto diretto e immediato. E se nel corso del processo non prevale nessuna di queste due condizioni diametralmente opposte, i risultati della sua azione di solito si dividono fra esterni ed interni." da Racconti cap. "Il santo pianeta purgatorio"

L'enneagramma non solo è la raffigurazione della creazione stessa, ma descrive i processi di risveglio e sonno dell'uomo, i punti di rallentamento ("stopinder") di cui parla il signor Gurdjieff nel capitolo il "santo pianeta purgatorio" sono occupati dal triangolo, a dimostrazione che se il triangolo c'è, ovvero Mente/Pensiero (3), Anima (6) e Spirito (9), e per esserci deve esserci "Coscienza", auto-coscienza, allora tutto fluisce tutto scorre ed i risultati della sua azione rimangono all'interno della concentrazione (racchiusa nel cerchio dell'enneagramma).
Il triangolo è "Dio", l'immanifestato, e l'uomo animico è il suo riflesso, il triangolo è l'uomo nella sua triade principale, le parti autocoscienti del suo "essere"; "Dio" nel microcosmo uomo è l'essenza. L'enneagramma pertanto così come si configura significa che se l'Essenza, la triade, collabora, è cosciente, è cioè presente ci nutriamo delle impressioni più sottili che sono in risonanza con essa e questo genera l'attivazione dello sviluppo, l'attivarsi cioè di tutte quelle trasformazioni che gli permettono di sviluppare una "Coscienza"; quando interrompiamo le nostre "rappresentazioni" e cioè i vari tipi, personalità o altro, allora iniziamo realmente a vedere e nutrirci di quella frequenza delle impressioni superiore alla visione intellettuale rappresentata da G. con l'idrogeno H48 e che nella citazione prendono il posto di "vibrazioni prodotte da cause esterne".
Ecco perchè il lavoro inizia e finisce con la "presenza", cosa non può essere spiegata ma solo trasmessa, proprio come insegna Guenon nel suo libro sull'iniziazione quando parla della "trasmissione". Il resto sono tutte banalizzazioni che alimentano solo un gran bello stato "mentalista" che G. chiama nei suoi libri psichismo. 




[1] Oscar Ichazo*, nato nel 1931 in Bolivia, scopre a 19 anni il libro di P. D. Ouspensky (diretto conoscente di Gurdjieff), "Frammenti di un insegnamento sconosciuto" e "Tertium Organum" e partecipa a Buenos Aires alle attività di un gruppo apparentemente collegato con Gurdjieff. Qualche anno dopo, secondo le sue dichiarazioni, per intercessione di Metatron, l'Arcangelo Gabriele, visualizza l'Enneagono (questo il nome che preferiva dare all'enneagramma, nonostante sia la definizione di una figura geometrica simile ma ben diversa dall'enneagramma) e dal 1955 comincia a condurre gruppi, fondando in seguito l'Istituto di Gnoseologia di Arica in uno sperduto villaggio cileno sul confine desertico con il Perù. La sua attività non fu mai approvata da Gurdjieff, come egli dichiarò e poi smentì.
[2] Claudio Naranjo*, psichiatra cileno, ha proseguito il percorso tracciato Ichazo.


Ottava di trasformazione Frumento → Pane




L'Ottava Frumento → Pane, come tutte le ottave, presenta due semitoni in corrispondenza dei rapporti FA/MI e DO2/SI.
In questi due intervalli diminuisce l'incremento della frequenza e l'energia subisce un indebolimento (nella scala musicale naturale i due semitoni presentano un decremento di circa la metà). Perché l'ottava non degeneri, si rende necessario l'apporto di energia esterna, un impulso che rinforzi l'onda al 1° semitono: si ottiene mediante l'innesto di un'ottava laterale. Nel nostro caso le tre ottave laterali apportano energia rispettivamente dall'Acqua (per l'Impasto), dall'Aria (per la Lievitazione) e dal Fuoco (per la Cottura). Esse altro non sono che i "canali" attraverso i quali avviene lo scambio di materia e di energia tra il sistema in evoluzione e l'ambiente esterno.
I suoni consonanti che formano l'accordo maggiore DO MI SOL SI, con il Pane nel ruolo di settima dominante, corrispondono alle tappe più significative del processo, separate ciascuna da una "morte" che segue ad una trasformazione irreversibile. Il chicco di grano muore per diventare Farina. Questa muore per diventare Pasta in lievitazione, con una scoria gassosa (CO2). La Pasta muore per diventare Pane, con perdita di gas e di vapore.

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"In verità, soltanto l'uomo che possieda i quattro corpi completamente sviluppati può essere chiamato Uomo nel pieno senso della parola. Così, l'uomo compiuto possiede numerose proprietà che l'uomo ordinario non possiede. Una di queste proprietà è l'immortalità. Tutte le religioni e tutti gli insegnamenti antichi contengono l'idea che con l'acquisizione del quarto corpo l'uomo acquista l'immortalità; e tutte indicano delle vie per acquisire il quarto corpo, ossia l'immortalità."
Gurdjieff


Il termine "Quarta Via" è stato introdotto dalla straordinaria personalità di George Ivanovich Gurdjieff ed indica una nuova modalità di crescita e realizzazione spirituale al di là della Legge del tre - triamazikamno o delle tre vie tradizionali (la via del Fachiro, la via del Monaco, la via dello Yogi); è una via che - contrariamente alle prime - non richiede la rinuncia alle normali condizioni di vita e l'abbandono di famiglia e società. non può esserci sviluppo globale dell'essere senza percorrere una delle seguenti vie di realizzazione:
1) Via del Fachiro. E' la via di chi lotta contro i limiti del corpo fisico, attraverso prove dure, estenuanti e di terribile sofferenza (stare in piedi immobili nella medesima posizione per mesi o anni; oppure sedersi con le braccia tese, su un sasso nudo in qualsiasi condizione climatica; o ancora tenere le gambe nude in un formicaio, ecc...) ed arriva così a sviluppare uno straordinario potere di volontà sul fisico, il primo corpo.
2) Via del Monaco. E' la via della fede, del sentimento religioso e del sacrificio. E' una Via molto lunga di lavoro su di sé incentrato però per lo più sul secondo corpo, quello legato ad emozioni e sentimenti, sottomettendo tutto ad un'unica emozione devozionale (la Fede).
3) Via dello Yogi. E' la via della conoscenza e dello sviluppo dell'intelletto, il terzo corpo, e che deve però essere completata dal lavoro sul fisico e sulle emozioni (sebbene si abbia l'indubbio vantaggio di aver molto chiara la propria posizione e di sapere ciò che manca per la completezza e dunque quale direzione seguire).
La Quarta Via (4) non possiede una forma definita e dottrinale e molti negano addirittura la sua esistenza; il fulcro di tutto il lavoro sta nella richiesta di comprensione che si chiede all'adepto, in quanto tutto deve essere compreso e verificato, senza alcuna accettazione fideistica.
Sebbene non richieda di abbandonare le usuali situazioni di vita ordinaria necessita comunque di una precisa preparazione e di eliminare dal quotidiano tutte quelle condizioni che renderebbero il lavoro impossibile Il metodo del lavoro sta nella simultanea attenzione a tutti gli aspetti dell'essere (mentre si lavora sul corpo fisico, bisogna lavorare simultaneamente sul pensiero e sulle emozioni; lavorando sul pensiero, bisogna lavorare sul corpo fisico e sulle emozioni; mentre si lavora sulle emozioni, occorre lavorare sul pensiero e sul corpo fisico); ogni aderente a questa via deve fare solo ciò che gli è necessario e nulla che sia per lui inutile (si viene così ad eliminare tutto il superfluo che nelle altre vie si è mantenuto per tradizione). Gurdjieff definisce la quarta via come la via dell'uomo astuto, di colui cioè che conosce un segreto che gli altri non conoscono ("In che modo 'l'uomo astuto' abbia appreso questo segreto, non si sa. Forse l'ha trovato in qualche vecchio libro, forse l'ha ereditato, forse l'ha comperato, forse l'ha rubato a qualcuno. Fa lo stesso. L'uomo astuto conosce il segreto, e con il suo aiuto supera il fachiro, il monaco, lo yogi").
Nella personalità anticonformista e rivoluzionaria di Gurdjieff è possibile ravvisare delle similitudini attitudinali con IJP Appel Guéry, non a caso entrambi hanno operato per trasmettere delle conoscenze fuori dall'ordinario e con metodiche anch'esse del tutto extra-ordinarie, non di rado provocatorie nei confronti di chi si ostina a mantenere degli schemi di pensiero orizzontali e limitanti, sconnessi da un piano di verità superiore.
Le linee del lavoro secondo Gurdjieff sono tre: 1) Lavoro per e su se stessi; 2) Lavoro con e per gli altri; 3) Lavoro per l'idea del lavoro stesso.
La prima linea di lavoro utilizza come strumenti i movimenti ritmici e le Danze Sacre, dove si richiede lo sforzo di separare l'attenzione e di ricordarsi di sé, operando spesso in contemporanea movimenti contrastanti tra loro. All'inizio è importante non fare alcun tentativo di cambiamento, ma solo osservarsi ed accettarsi, si potranno così cogliere i meccanicismi del proprio modo di essere sul piano fisico, emotivo e mentale fino a che sarà possibile conoscere istanti di pieno "ricordo di sé". Associati alla musica i movimenti permettono il lavoro, in contemporanea, del centro emotivo (stimolato dalla musica stessa), del centro intellettuale (che deve tenere il conto dei movimenti) e del centro motorio-istintuale (che deve lottare contro tutte le inclinazioni fisiche personali).
La seconda linea di lavoro aiuta a diventare consapevoli del proprio modo di rapportarsi agli altri; si basa sull'osservazione degli schemi delle proprie reazioni emotive e sulla necessità della non espressione esterna delle emozioni negative (mantenendone però l'osservazione interna) che innesca una dura lotta tra essenza e personalità, fino al graduale crollo degli schemi emotivi meccanici della personalità. In questa seconda linea vige la regola della collaborazione tra i membri del gruppo nei vari tipi di lavoro fisico, artigianale, artistico che il gruppo stesso intraprende.
Con la terza linea di lavoro si sviluppa la crescita o l'acquisizione personale mediante il servizio disinteressato; qui l'iniziativa personale è consentita e incoraggiata.
Un altro cardine importante degli insegnamenti gurdjieffiani è la Legge delle Ottave (o Legge del Sette - heptaparaparshinokh), che descrive il modo in cui gli eventi naturali si sviluppano ed evolvono (dal meccanicismo alla consapevolezza) oppure il modo in cui involvono e decadono. Questa legge è rappresentata nella scala musicale (e nell'enneagramma) ed ogni nota corrisponde ad un evento nella sequenza naturale; esistono due soluzioni di continuità tra Mi-Fa e tra Si-Do - poiché mancano i semitoni - e ciò può determinare un'interruzione o una deviazione, a meno che non arrivi uno shock dall'esterno dell'ottava stessa: si definisce infatti "shock gurdjieffiano" un evento imprevisto, improvviso ed acuto che ci lascia da una parte esterrefatti ed in difficoltà, ma al contempo ci dona la possibilità di un salto di consapevolezza.
INTERVALLO MI-FA: è il primo intervallo in un'ottava ascendente; può ad es. essere rappresentativo del lasso di tempo che intercorre tra la preparazione di un progetto e la sua effettiva messa in pratica; normalmente questo intervallo si supera con più facilità di quello Si/ Do.
INTERVALLO SI-DO: è l'intervallo alla fine di un'ottava ascendente e può ad esempio essere rappresentativo della lotta necessaria per portare a termine un progetto e per completare tutte le questioni lasciate in sospeso quando si vuole chiudere un ciclo di attività.
Gurdjieff ricorre spesso a simbologie numerologiche per descrivere la realtà, ad es. l'universo viene descritto come composto da piani successivi ciascuno includente i livelli soggiacenti: dall'Assoluto esiste quindi un raggio di Creazione che finisce nel piano della Terra e della Luna e che è suddivisibile nei livelli 3, 6, 12, 24, 48, 96, i quali riflettono l'aumentare della complessità e della meccanicità dell'esistenza (il Mondo 96 è il livello della falsa personalitá; il Mondo 48 della vera personalitá; il Mondo 24 dell'essenza; il Mondo 12 del centro emozionale superiore; il Mondo 6 del centro mentale superiore).www.riflessioni.it/enciclopedia/gurdjieff.htm - www.quartavia.org

venerdì 8 marzo 2013

soleluna: come diventare finalmente follemente folli



Solitamente sono estroversa e 'caciarona', ma ho spesso bisogno di ritirarmi, di stare da sola e di trovare il modo di riappacificare tutti gli inquilini del condominio, di ascoltarli, di onorarli ... e questo non si può fare quando si è sempre 'nel mondo'...
Ho bisogno di avere i miei tempi, i miei spazi...
Vorrei fare mille cose... Sono insaziabile, insaziabile di esperienza e di conoscenzza...come se non avessi mai abbastanza tempo**, vorrei correre verso la meta... ma la meta poi spero sia ancora lontanissima e lunghissima per me, perchè ho capito che la vera meta è la morte*...una morte a cui arrivare in piena consapevolezza, la consapevolezza di aver fatto il percorso che collima con quello che il nostro diamon aveva deciso per noi, ma il bello è assaporare il viaggio e nel viaggio c'è la vita, che spesso nei momenti del quodidiano sono automatici, inconsapevoli, ed è solo un sopravvivere, ma nel viaggio ci sono anche attimi di consapevolezza che comprendono anche le soste e in questo stato dello 'stare' ci appaiono sprazzi di verità perchè sono vive, sono delle vere benedizioni.
Voglio vivere di attimi di consapevolezza...da attore e non da comparsa...dentro questo film che mi sono creata...con le persone di cui mi sono circondata... con le emozioni che mi suscittano...per arrivare ad esercitare la piena volontà del mio essere, per crescere, cioè per scendere sempre di più fino a riscoprire l'umiltà del dono d'amore inconddizionato, per arrivare alla libertà del non attaccamento, alla piena autonomia...alla mia divinità.

*La vera meta non è il risveglio o l'illuminazione...ché quelle si trovano -prima o poi- lungo il cammino, ma non bastano: occorre avere la morte per compagna ed imparare anche a colloquiare con lei, a ballare con lei a rendercela amica e sorella.
**Naturalmente quando mi esprimo, sono ancora soggetta a parlare in termini di Kronos, quindi nel senso di avere un tempo davanti a me...ché quando siamo davvero nella consapevolezza dell'hic et nunc, ci troviamo già nel Kairos quindi in quel non tempo/no luogo, in quell'altrove che è qui... laddove tutto è fermo ed è già compiuto e dove tutto è moto dove tutto si crea e si compie in eterno. Ivi dimora la santa riconciliazione.

"In ultima analisi contiamo solo in virtù dell'essenza che incarniamo, se non la realizziamo, la vita è sprecata." (C. G. Jung)

***
«La vita vola via come un sogno e spesso non riesci a far nulla prima che ti sfugga l’istante nella sua pienezza. Per questo è fondamentale apprendere l’arte del vivere, tra tutte la più ardua ed essenziale. Colmare ogni istante di un contenuto sostanziale, nella consapevolezza che esso non si ripeterà mai più come tale»


 
Sole e luna sono simboli dell'alchimia del vostro essere. La luna indica il femminile che esiste dentro di voi; il sole indica il maschile. La luna è l'intuizione; il sole la ragione. La luna è yin; il sole è yang. La luna è la pace, il silenzio; il sole è energia, vitalità. La luna è morte, sogno, immaginazione; il sole è risveglio, vita, logica. Quando la luna e il sole si incontrano dentro di te, vivi un'esperienza straordinaria: sperimenti l'unione dell'unicità, la unio mystica. Quella è la meta di tutti i mistici: l'incontro interiore del sole e della luna. Questo è il vero incontro dell'uomo e della donna.

Il sesso è una piccola morte, e proprio per questo è in grado di donare gioia. Per un istante ti perdi, e quell’istante è l’orgasmo. In quell’istante sei pura energia, che vibra e pulsa. Senza centro, senza un ego. Esci da te stesso, diventi vasto, immenso. Non sei più separato dall’altro, e questo ti dona una grande gioia, sebbene il tutto duri un solo istante. Dopo cadi in una profonda frustrazione, perché quell’attimo è stato fugace, e desideri poterlo rivivere. E ogni volta tocchi un culmine, una vetta assolata, ma solo per ripiombare in un’oscurità profonda, nell’abisso. Stava accadendo qualcosa, ed è accaduto senza che tu riuscissi a coglierlo, ed è già perduto. Per questo il sesso è la più grande delle seduzioni e la più grande delle frustrazioni. La via del Tantra coniuga sessualità e spiritualità: ti completa, elimina quel senso di frustrazione che ti lascia eternamente inappagato. L’attitudine tantrica rispetto al sesso si fonda, sul presupposto che non è un bisogno, ma un’esperienza cosmica, una liberazione, un ritorno alla nostra realtà suprema, una delle più alte forme di meditazione. Nel nostro mondo accade esattamente il contrario: non si sa più amare, si gode solo della conquista, si fa l’amore per dimostrare la propria potenza, per avere una conferma del proprio fascino, per gratificare il proprio ego. Il tantra invece afferma che il sesso offre un istante di assenza dell’ego, di assenza di tempo, un istante di meditazione. La meta è divenire follemente folli, sino a fondersi con la natura suprema: la donna scompare in quanto donna e diviene una soglia sull’assoluto, l’uomo scompare in quanto uomo e diviene una soglia sull’assoluto.  (Osho)

Quando riconosciamo che siamo uno spirito incarnato in un corpo umano e che è così per tutti,capiamo allora che il nostro corpo è sacro e che la sessualità è assai più di un semplice mezzo per raggiungere il piacere: è un atto sacro.  (Sobonfu Somé )

Tutte le culture di tutti i tempi, che non hanno accettato il sesso come  atto naturale, quindi biologico che deve diventare sacro attraverso un percorso spirituale, senza condannare sia il primo perchè privo di spirito, sia il secondo perchè atto supremo e libero, sono culture che hanno sempre sprofondato nella volgarità, la pornografia e  tradimenti nascosti colmi di remore e sensi di colpe. Questo il frutto di chi non riconosce la legge universale, perchè tutto ciò che è puro e viene represso prima o poi si manifesta in maniera perversa e spesso con parvenze moralistiche. Il Tantra è la via di riscoperta di queste dimensioni perse e smarrite.

"L'Alchimia è volutamente ermetica perchè tu, nel tentativo di svelare l'arcano,
t'inoltri nell'esperienza realizzando in te stesso l'Opera"

giovedì 7 marzo 2013

CUM GRANO SALIS

E DA OGGI, SI VOLTA PAGINA!

 
"E’ dell’uomo assennato il ricordare e considerare le cose dette in sogno o nella veglia dalla natura divinatrice o ispirata, e il discernere col ragionamento tutte le immagini vedute..." (PLATONE, Timeo)


  E' importante riconoscere che il Patriarca è anche lo specchio di quella parte di noi che fa di tutto per proteggerci, come un Padre che teme di veder ancora soffrire la propria bambina: dobbiamo onorare e rispettare quelle parti di noi che vengono a bussare e, a volte, lo fanno in modo prepotente. Ad un Patriarca forte corrisponde sempre una Matriarca altrettanto forte. E' compito nostro quello di tranquillizzarli così che possano abbassare i loro volumi e noi potremmo acquisire la possibilità di dare finalmente un ordine ed una direzione alla nostra esistenza. In piena consapevolezza ci bilanceremo e doseremo bene i nostri aspetti ombra: rispettandoci, accettandoci e amandoci con dignità onore e rispetto. Se i genitori (il padre e la madre) interiori ci indicano serenamente quali sono i necessari punti fermi, la bambina che vive in noi si sente protetta e acquista sicurezza. Si libera dal giogo esterno dell’autorità, dal bisogno di trovare persone e relazioni da cui dipendere. L’autorità tramonta e lascia il posto all’autorevolezza. Ma soprattutto, la libera dalla difficoltà di relazionarsi permettendole un approccio adeguato a formare una coppia stabile e matura. Equilibrando bene le proprie forze, cioè senza esagerare nello sbilanciarsi sul solo lato maschile del fare, dell'eccesso di potere decisionale e del gestire (che depriva l'uomo del suo ruolo) né su quello di un femminile troppo libero e trasgressivo e o aggressivo (che è come il serpente, cioè quell’energia libera, terrena e oracolare in cui risiede gran parte del potere femminile e che viene percepito molto spesso come un demone: una Lilith) facendo scappare l'uomo che ne avverte il tremendo pericolo: ovvero la paura di perdersi nell'abisso della Strega o peggio ancora, di Afrodite (che è una strega ancor più insidiosa e spaventosa) perché la Bellezza ed il potere della Seduzione fanno temere di cadere sotto l'incantesimo della Sirena o di essere fulminati dallo sguardo di Medusa.



"Mia madre non mi ha dato affetto e non si è mai occupata di me, ma mi ha trasmesso uno strano e inquietante dono: il potere di una seconda vista, che a volte mi travolge e sulla quale non ho nessun tipo di controllo." (Tim Severin, Il Vinchingo)


Nulla può dividere due persone che sono unite nel cuore, prima o poi si uniranno. (Confucio)

"Io lo adoravo prima di conoscerlo...Fu per me un incontro predestinato. Il giorno dopo mi portò dei libri, mi accompagnò a casa, incominciammo a parlarci, e in poco tempo ci innamorammo. Ma lui non si decideva a dichiararsi." (Amori, Enzo Biagi)
 
"Non dare mai la colpa all’esterno, non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l’origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te. Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come tua modalità di vita. Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell’evento è accaduto perché tu vivi di lamentele."
Un individuo è “colui che non è diviso”. L’individuo è un mago, un essere integro, che non dimentica mai di essere il creatore del proprio destino. Un individuo non si lamenta mai, perché sarebbe ridicolo, in quanto sa bene che tutto accade dentro di lui.
Le persone e gli eventi che percepisci come esterni sono in realtà unicamente proiezioni del tuo subconscio. Il mondo è una rappresentazione scenica di cui tu stesso sei l’inconsapevole regista. Il vero »mago« è colui che vive con questa inamovibile consapevolezza dentro di sé: ogni uomo o donna che incontri è una parte sconosciuta di te, un’opportunità per risanare una tua ferita. Il tuo nemico, così come un evento nefasto, non sono fenomeni dotati di vita propria, ma unicamente malattie della tua anima che chiedono di essere guarite. Puoi essere un »mago« quando giungi a utilizzare il tuo apparato psicofisico come una “bacchetta magica”, attraverso la quale modifichi la realtà circostante. Questa è l’idea portante del testo Risvegliare la macchina... Che è poi l’idea che sta alla base della Magia stessa. Se il mondo si trovasse realmente al di fuori della tua coscienza non avresti alcuna possibilità di modificarlo, resterebbe intoccabile. Invece, proprio perché è fatto della stessa materia dei sogni, proprio perché è fatto delle tua coscienza, puoi disporne a tuo piacimento... nel momento in cui cominci a ricordare le regole per farlo. Solo quando conosci realmente te stesso puoi arrivare ad affermare che il mondo accade dentro di te, non a te. Allora non ci sono più scuse: il successo delle tue imprese dipende solo dall’integrità della tua anima, non da fattori esterni, non dalla crisi o dalla politica. Il mondo non ha potere e non ha volontà; non può decidere cosa ti deve accadere oggi. Solo tu puoi decidere cosa ti accadrà oggi, anche se lo fai inconsciamente. Gli eventi ti paiono inaspettati solo perché li causi con quella parte di te che ancora non è cosciente; ma con il tempo lo diverrà. Tutto è inaspettato per chi non si conosce.


"Bisogna abbandonare senza esitazione i luoghi della deprivazione affettiva." (Aldo Carotenuto)

 
"L'uomo può fare esperienza vissuta del mistero del mondo, penetrando dentro sé stesso" e "La via misteriosa va verso l'interno." (Novalis)

"Non dare mai la colpa all'esterno, non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l'origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te. Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come tua modalità di vita. Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell'evento è accaduto perché tu vivi di lamentele."
"Il tempo è una questione di vita o di morte. Nel tempo si muovono i morti e nell’eterno permangono i vivi. Ucronia è la città dei vivi, di coloro che soggiornano nell’eterno, nel senza-tempo. Ma Ucronia conta solo pochi abitanti, mentre le città del tempo sono catacombe affollate di salme.  Gesù diceva: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti.”La vita è solo nell’Istante presente. Non c’è spazio per la vita nel tempo. Il tempo appartiene alla morte. Ciò che accade nella nostra mente non è mai indice sicuro della presenza di una coscienza. Il fatto che dentro un cervello si muovano dei pensieri non prova nulla riguardo un’eventuale coscienza. La quasi totalità dei terrestri non pensa attivamente, bensì viene pensata passivamente da una voce nella testa. E a osservare questi pensieri non c’è nessuno, nel senso più letterale del termine, non c’è una »coscienza di esserci«. Gli uomini e le donne della nuova specie sono Dei costretti a incarnarsi nel tempo, nel mondo dei morti. Qui – nell’Universo/“campo di concentramento” partorito dal ventre del Demiurgo – si addormentano e si credono mortali, si ammalano di finitudine.L’»artista« non è altro che un immortale costretto nell’incarnazione del tempo. L’eterno intrappolato nel tempo produce arte. Nell’Impero di Cronos vi viene data la possibilità di risvegliarvi e tramutarvi in artisti, provocando una deflagrazione nell’inconscio collettivo che consente ad altri Dei dormienti di accendersi d’entusiasmo e ricordarsi a loro volta di possedere un destino. L’atto artistico nasce da questo risveglio della coscienza.La Porta che consente di superare le mura di Ucronia è coscienza pura senza tempo: un punto senza dimensioni, un istante senza durata. Draco Daatson la descriveva magistralmente: “Il rumore dei passi di un gatto, la saliva d’un uccello, il respiro d’un pesce, le radici d’una roccia.” Quella Porta è una »singolarità« diremmo oggi, un non-luogo dove non valgono le leggi conosciute dello spazio-tempo.



Il premio per l’artista è l’»eternamento«, il tornare a essere immortale nel mondo dei morti. Mi siedo nell’antica posizione del »tronismos«, l’arte del sedere immobili nella quale erano maestri i faraoni egizi. Seduto su una sedia, la schiena eretta, le mani sulle ginocchia, la mente ferma, le emozioni assenti, comincio a sentire il mio corpo. Tutta la mia attenzione è col corpo e nel corpo. La mente è nel tempo, nel passato e nel futuro, ma il corpo è sempre Adesso. La mente è finta, ma il corpo è vero. Questo è un modo per aggrapparsi all’Istante e svincolarsi dal tempo. La sensazione del mio corpo vivo mi tiene ancorato al presente, per qualche istante sfuggo alla tirannia della mente temporale, per qualche istante ho sconfitto Cronos. Posso farlo anche mentre cammino o guido o mangio o, quando divento più esperto, mentre qualcuno mi parla. A questo punto posso muovermi nel tempo pur essendone libero, pur restando radicato nell’Istante presente: questo è l’»eternamento«.Adesso ogni mia azione è atto artistico."
 L’universo è composto di vuoto: il “quasi nulla” è la sostanza del mondo. La realtà non esiste oggettivamente, là fuori, in maniera indipendente da noi. Siamo circondati da un mondo da noi stessi plasmato. Deteniamo le chiavi della nostra prigione. Il gioco del Sistema non consiste nel rubarci le chiavi – ché non potrebbe – ma nel farci dimenticare che le possediamo noi. Quello in cui crede, non quello che ha, decide il destino d’un uomo. Perché i Paesi con più risorse al mondo (diamanti, oro, bellezze naturali...) sono spesso anche i più poveri e si lasciano sfruttare dagli occidentali? Non è l’avere che manca loro, ma la Volontà, la Responsabilità per gestire quell’avere. L’educazione profana dei nostri giorni – quella che io amo chiamare edu-castrazione – è un’operazione dolorosa che viene inferta giorno dopo giorno alla psicologia del bambino. La scuola e la famiglia edificano in lui, fin dai primi anni, una mentalità da esecutore obbediente che gli renderà più sopportabili le otto ore di lavoro da adulto. Il bambino apprende dall’ambiente intorno a sé una gamma di emozioni negative come la gelosia, l’ansia, il senso d’inadeguatezza, il mentire, il rancore... che hanno tutte alla base la stessa filosofia distorta: la vita procede dall’esterno verso l’interno; le cause dei tuoi mali e delle tue fortune vengono da fuori. Il bambino in tal modo si convince che non è lui a creare il mondo, bensì ne è creato. Automaticamente egli non è più padrone di sé, viene defraudato della sua Responsabilità per quanto gli succede. La diretta conseguenza è che smette di avere Potere sulla creazione del proprio mondo. Ecco nascere l’ennesima psicologia da “dipendente” che verrà inserita al suo posto nell’ingranaggio economico: produci-consuma-crepa. Il nostro abito psicologico da “uomo medio” a uno sguardo più attento si rivela essere un’uniforme carceraria. Non ci viene insegnato a primeggiare, bensì a essere “medi” in tutto ciò che facciamo, anche nell’ammalarci delle malattie più comuni e morire a un’età adeguata affinché tutto il Sistema possa seguitare a funzionare. Perché solo chi è succube della realtà esterna si rivela un elemento utile per il mantenimento del Sistema. Il bambino, essendo stato privato della sua regalità, non potrà che trasformarsi in un adulto depresso, impaurito... e dunque aggressivo e violento. L’Ars Regia – la Magia – è l’arte capace d’insegnare come tornare a essere Re del proprio Regno. Non a caso i “Re magi” erano per l’appunto dei Re, oltre che dei maghi. E sono loro i primi a rendere omaggio al Cristo. Il mago – l’Eroe – nel suo viaggio a un certo punto discende nelle viscere della Terra, nel mondo“delle ombre”. Ulisse, Enea e Dante hanno condiviso questa fase del cammino. Questa è l’allegoria dell’immersione nell’abisso dell’inconscio, della visita al nostro intimo, della presa di coscienza con noi stessi e, di conseguenza, del »possesso di sé«. Chi conosce se stesso conosce tutto, perché non v’è nulla al di fuori dell’uomo che non sia anche dentro l’uomo. (S.Brizzi)
Ming I: Il Nascondersi della Luce,
Non è un momento facile e anche se ti sembra di esser tra le tenebre devi tener presente che la luce, anche se nascosta, c'è. Per adesso comunque è sconsigliabile confidare tutti i tuoi pensieri a chi ti circonda. E' molto importante che tu mantenga la tua integrità nel silenzio.
La Terra

Il Fuoco
Ching 36

lunedì 4 marzo 2013

tra vita&sogno, tra nous&ananke




Il matrimonio nei sogni può segnalare la presa di coscienza individuale verso qualche aspetto interiore o esteriore che può essere "integrato", che deve unirsi al sognatore per completarlo ed arriccihire il suo percorso.  Secondo Jung il matrimonio rappresenta la possibilità di unione e conciliazione del principio maschile e femminile presenti nella psiche del sognatore. Anima ed Animus che si cercano e si fondono in un atto rituale che suggerisce la possibilità di trovare un equilibrio fra le due istanze e poterle vivere con pienezza.

 
Cantico dei Cantici - cap.1
1 Cantico dei Cantici che e' di Salomone.
2 Baciami coi baci della tua bocca: le tue carezze sono migliori del vino.
3 I tuoi profumi sono soavi a respirare, aroma che si effonde e' il tuo nome: per questo ti amano le fanciulle.
4 Attirami dietro di te, corriamo! Fammi entrare, o Re nelle tue stanze: esulteremo e gioiremo per amor tuo, celebreremo i tuoi amori piu' che il vino. Come a ragione ti si ama!
5 Bruna sono, ma bella, figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come le cortine di Salomone.
6 Non badate se sono brunetta: mi ha abbronzata il sole. I figli di mia madre si sono adirati con me; mi hanno posto a guardia delle vigne, ma la mia, la mia vigna non ho custodito.
7 Dimmi, tu che il mio cuore ama, dove pasci il gregge? Dove lo fai riposare al meriggio, perche' io non sia come vagabonda dietro i greggi dei tuoi compagni.
8 Se non lo sai, o bellissima tra le donne, segui le orme del gregge e mena a pascolare le tue caprette presso le dimore dei pastori.
9 Alla cavalla del cocchio del faraone io ti assomiglio, amica mia!
10 Belle le tue guance fra i pendenti, e il tuo collo fra le perle.
11 Faremo per te orecchini d'oro con grani d'argento.
12 Mentre il Re e' nel suo recinto, il mio nardo effonde il suo profumo.
13 Un sacchetto di mirra e' per me il mio Diletto, riposa sul mio seno.
14 Un grappolo di Kofer e' per me il mio Diletto, nelle vigne di Engaddi.

15 Come sei bella, amica mia, come sei bella! I tuoi occhi sono colombe.
16 Come sei bello, mio Diletto, quanto incantevole! Anche il nostro letto e' verdeggiante.
17 Le travi della nostra casa sono i cedri, nostro soffitto i cipressi.

***
1 Il Cantico dei Cantici, e' il massimo componimento lirico, che e' di Salomone, che appartiene a Salomone (= colui che e' in pace-shalom- con Dio, o che e' stato restituito -shalam- da Dio), il Cantico appartiene cioe' a chi pro-viene da Dio, a chi "viene in pro" da parte di Dio, ed e' quindi "favorito da Dio", Il Cantico dei Cantici e' del "vezzeggiato" da Dio.
2 Il colloquio si svolge tra i due amanti, promessi sposi fin dall'inizio della storia umana: tra Daath, la Coscienza, l'Io Sono, il Verbo, il Se', che rappresenta lo Sposo e Malkuth (Malkah), la creatura, la personalita', la natura umana, che rappresenta la Sposa. I due si sono gia' conosciuti, perche' il Cantico e' di e "per" chi e' gia' Salomone; se non si e' tali, il Cantico non ci appartiene e per "averlo" occorre prima ottenere tale "giusta qualifica". Baciami con i baci della tua bocca: la promessa Sposa implora i baci del Se'; essa gia' li ha conosciuti e arde dal desiderio di ripetere l'esperienza inebriante dei baci e delle carezze del suo Promesso; queste elargiscono ebbrezze superiori a quelle del vino, che pure e' bevanda simbolica, spirituale, di verita' e di conoscenza, relativa alla veriditas (vitalita') e nettare peculiare della terra, in cui sono celati i misteri relativi alla vita e alla morte.
3 Respirare i profumi dell'Io Sono significa conoscerne la soavita' e aspirare l'aroma del Nome, significa conoscere La Parola, il Verbo: "In Principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio" (Gv. 1,1); per questo ti amano le fanciulle: (le fanciulle rappresentano le Sephiroth dell'Albero) esse sono tutte in attesa di conoscere lo Sposo per appartenerGli (v. Mt. 25, 1-13- parabola delle vergini savie e delle vergini stolte).
4 Attirami dietro di Te, corriamo: l'Innamorata chiede di poter percorrere il sentiero centrale dell'Albero, la Via della Freccia di Fuoco, per giungere subito al momento delle Nozze Mistiche, infatti dice: fammi entrare o Re nelle tue stanze: (vedi "Il Castello Interiore" di S. Teresa d'Avila) ma qui il tempo e' ancora prematuro; esultare, gioire, celebrare l'amore sono azioni viste nel futuro, come mete ancora da raggiungere. Come a ragione ti si ama: tuttavia la promessa Sposa e' consapevole della ragione, della giusta motivazione, del grande e infinito Amore che sente ardere in se'.
5-6 La Promessa si rivolge ora alle sue "amiche" (=figlie di Gerusalemme): esse sono le stesse fanciulle del v. 3, le altre Sephiroth dell'Albero, figlie di Daath (Gerusalemme celeste), ma anche figlie di Malkuth (Gerusalemme terrestre) e poiche' Gerusalemme significa citta' della Pace, abbiamo ancora un riferimento all'autore e unico fruitore del Cantico stesso: Salomone. Io son bruna, ma bella: l'autodescrizione rivela la profonda conoscenza di se' che deve avere la personalita' aspirante all'Unione col Divino; essere bruni, vuol dire essere stati abbronzati dal Sole, percio' in grado di sopportare le intemperie, vale a dire le prove della vita: la Bellezza (la conoscenza di Tiphereth) e' il risultato di queste esperienze correttamente vissute. La brunitura, simile a quella delle tende di Kedar e delle cortine di Salomone riporta al colore viola scuro o porpora, colore relativo alla "purificazione" ottenuta anche con la desertificazione: i figlidi mia madre si sono adirati con me, mi hanno posto a guardia delle vigne, essa e' stata lasciata in solitudine nella campagna, fatta custode delle fonti stesse del "vino"( dell'energia), le vigne, che ha saputo custodire, ma la mia, la mia vigna non ho custodito: la promessa Sposa ha custodito l'energia vitale dei "fratelli" (degli altri centri energetici) altro termine per indicare le Sephiroth dell'Albero, ma lei stessa, innamorandosi del suo Amato, ha perduto ogni controllo su di se', si e' perduta in Lui (nell'esperienza dell'estasi).
7-8 L'Amata e' alla ricerca dell'Amato, vorrebbe conoscere "Il Luogo" ove Egli va a pascolare il gregge: qui il Re si e' trasformato in Pastore: Daath, la Coscienza, il Se' rappresenta nel linguaggio simbolico cabalistico sia il Re delle citta', sia il Sacerdote-Pastore delle pecore, intendendo per citta' e per pecore sempre le Sephiroth dell'Albero, che Egli governa da assoluto Sovrano, allorche' l'Albero e' diventato Albero di Vita, come per chi e' Salomone. Essa, la personalita' teme di smarrirsi e di non saper riconoscere il "suo" Pastore. La replica alla sua domanda le arriva come risposta impersonale: mena a pascolare le tue caprette presso le dimore dei Pastori: conduci i tuoi sensi oltre il pensiero: nell'intuizione, nella meditazione, nel Silenzio.
9 Il Se' paragona la sua Amata alla cavalla del cocchio del faraone in un'immagine molto simbolica, che ci ricorda l'archetipo del "Carro", in cui l'Auriga (il faraone) e' lo stesso Se', il carro rappresenta il fisico e i cavalli (la cavalla) la psiche, l'anima; senza cavalli il Carro non potrebbe correre e l'Auriga rimarrebbe "fermo"...
10 –11 L'Amato ama la sua creatura di cui loda la bellezza, che Egli si propone di aumentare con ornamenti in oro e argento. L'oro e l'argento simboleggiano i "metalli" della realizzazione alchemica, del compimento dell'Opera, della celebrazione delle Nozze Mistiche, l'oro e' relativo allo spirituale e al fuoco-aria, l'argento e' relativo al vitale e all'acqua-terra, l'unione dei due opposti crea la perfezione, rappresentata graficamente dal Sigillo di Salomone.
12-17 E' qui descritta l'Unione dei due Amanti; non siamo alle Nozze Mistiche, ma solo ad un incontro amoroso in cui si produce un amplesso. Le immagini sono ricche di Eros, le descrizioni cariche di passione: il Re e' nel suo recinto, il mio nardo effonde il suo profumo: il fuoco-aria che penetra nell'acqua-terra produce tre tipi di profumo: quello del nardo, quello della mirra, quello del kofer; il nardo e' un profumo di radice, la mirra e' una resina di tronco, il kofer un fiore a pannocchia, bianco. L'incontro tra i due Amanti rende profumato tutto l'Albero; i tre mondi di Assiah (la radice), Yetzirah (il tronco), Briah (il fiore), vengono trasmutati nella loro "essenza" (=profumo) e la bellezza dell'Albero si riflette negli occhi dell'Amata, che divengono colombe (la colomba e' il simbolo della discesa dello Spirito sulla terra) ed Essa riconosce nell'Amato il suo "Diletto", letteralmente, il suo "Bambino adorato" (il Figlio), nella cornice della "Casa" dell'Amore: il letto florido (fiorito, ricco, ornato), le travi di cedro, il soffitto di cipressi, la Casa edificata con gli stessi materiali preziosi usati per la costruzione del Tempio di Salomone.
 


L’opera di Pavel Florenskij è percorsa dal pensiero simbolico («Per tutta la vita ho pensato a una sola cosa... il simbolo»), dal valore magico della parola, della bellezza e della liturgia e dal valore sacro della memoria, che è la presenza nel tempo dell’eternità. A cominciare dalla memoria dell’infanzia, che per Pavel aveva il duplice incanto di percepire integralmente la realtà e insieme di penetrare nella favola profonda del mondo. Il segreto della genialità, sosteneva, sta proprio nel saper custodire la disposizione d’animo dell’infanzia.
La ricerca del mistero può suscitare la passione della ricerca scientifica perché spinge oltre i confini del risaputo. Florenskij non si accontentava delle regolarità delle leggi naturali, perché ricercava sempre l’eccezione, l’inspiegabile: la sua vocazione alla mistica, al miracolo e al mistero diventava così la molla per l’indagine scientifica, per la scoperta e per il calcolo matematico. L’amore per il soprannaturale lo spingeva a non fermarsi all’evidenza, alle leggi ripetitive della natura ma a cercare, tramite l’eccezione, l’irruzione del noumeno nel fenomeno. «Fu il Disegno Divino a educarmi alla trepidazione di fronte ai fenomeni» e alla ricerca. La fede apriva in lui gli orizzonti dell’intelligenza anziché precluderli.



***
"Il termine greco che sta ad indicare il fato, moira, significa parte assegnata, porzione. Così come il fato ha solo una parte in ciò che succede, allo stesso modo il daimon, l'aspetto personale, interiorizzato della moira, occupa solo una porzione della nostra vita, la chiama, ma non la possiede."

  "La patria del daimon non è sulla terra; il daimon vive in uno stato alterato; la fragilità della carne è una condizione imprescindibile per la vita dell'anima sulla terra." "...ma è al cuore che spetta il coraggio di fare le proprie scelte." 
 "L'immagine del cuore può avanzare forti pretese e chiederci di essere fedeli."
(James Hillman)

***
Οι Ναυαγοί της Τρελής Ελπίδας (Αυγές)

Ricordando il De Vico dei corsi e ricorsi...
"Noi non siamo come loro!
... Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento… mi hanno proposto un’alleanza. Così ragionano!
Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico… noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta.
E’ un movimento che non può essere fermato… non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta… noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo… "ADOLF HITLER 1932 dal "Discorso alla Nazione"

SEMINARIO del THEATRE DU SOLEIL





















“Le Jeu Masqué”- DUCCIO BELLUGI VANNUCCINI - Théâtre Du Soleil  c/o  “Piccolo Teatro Guascone”




"Quando abbiamo a che fare con l'ignoto -e il futuro è l'ignoto - siamo costretti ad immaginare." (James Hillman)


[...]  il personaggio che Platone colloca nel punto centrale del mito (ER): Necessità, colei che ruota il fuso sul quale è avvolto il filo della nostra vita....La dea Ananke siede sul trono circondata dalle Moire, sue figlie, compagne e aiutanti. Ma è lei, Ananke, a stabilire che la sorte scelta dall'anima è necessaria: non un accidente, non buona o cattiva, non già nota né garantita, semplicemente necessaria. 
[...] Chi e cosa è Ananke? In primo luogo è tra le più potenti potenze del cosmo: Platone cita soltanto due grandi forze cosmiche: Ragione (nous, la mente) e Necessità (Ananke). Ragione risponde per ciò che possiamo comprendere, ciò che segue le leggi e gli schemi dell'intelletto. Necessità opera come una causa "mutevole", o come si traduce a volte, come causa "errante" o "erratica". Quando una cosa non combacia sembra fuori posto o strana, rompe lo schema consueto, allora, più probabilmente lì c'è la mano di Necessità. Pur determinando la sorte che viviamo, i modi in cui esercita la sua influenza sono irrazionali. Ecco perché è così difficile comprendere la vita persino la propria. La sorte della mia anima deriva dal principio irrazionale. La legge che l'anima segue è quella di necessità che è erratica. Non stupisce che noi lettori si sia attratti dalle biografie e dalle autobiografie: perché in esse si può intravedere come agisce nella vita umana l'irrazionale Necessità. Ma benché il dominio di Necessità sia assoluto e irreversibile, il suo determinismo è indeterminato, imprevedibile.
[...] Mentre eseguiamo un'azione, mentre compiamo una scelta, noi siamo convinti che vi siano delle opzioni. Opzioni agente, Scelte, Decisioni: sono gli slogan di cui si nutre l'Io. Ma se alziamo per un attimo gli occhi dall'azione in cui siamo impegnati e ci fermiamo a riflettere, ecco l'implacabile sorriso di Necessità, a dirci che, qualunque scelta compiamo, è esattamente la scelta richiesta da lei. Non poteva essere altrimenti. Nell'istante in cui la decisione accade, essa è necessità. Prima della decisione tutto è ancora aperto davanti a noi. Perciò, assurdamente, Necessità si fa garante solo del rischio: in ciascuna decisione rischiamo tutto, anche se poi che viene deciso diventa immediatamente necessario. (James Hillman, IL CODICE dell'ANIMA)
 

sabato 2 marzo 2013

Before and Afterlife


We started in the suburbs of smaller cities
And as we followed the nomadic call
Our nobler instincts led us further from
Society’s center, westward, to a cabin hoisted
Aloft on faulty foundations far above the Napa Valley
Where the rain soaked earth shifted beneath us and trees caught
Like kindling smoke clouds ripening
A vintner’s sun
But part of us refused to follow
Material distractions beckoned, rallied
Snagged, we’d return to the cities on day trips and long weekends
Self-aversion, anonymity found only in
The midst of bricks and mortar, the
Hustle of strangers
We were worldly people after all
But the haze of the rural, the agents of pollination,
Clung to us, sparked like hayseed halos in the western sunlight
No one let on they’d noticed
But we saw, we knew

I watched my parents as they stood in a crowded Euston station
Up fresh from the country, suitcases at their sides
Waiting on my arrival, illuminated
In an otherwise sea of grey
Not of this world
We were tempted back repeatedly
Until the lure of the cosmopolitan
Lay beyond reach
We moved east, into the forests and mountains
Where life’s desires tore us apart
How cruel to find oneself alone at that altitude
At what point did the fear of numbers set in
And the recognition of internal isolation place us outside of belonging?
But then wasn’t that always the case, weren’t we simply
Allowed to forget?
On Temple Mountain I threw down a rope that others might follow
No one came.

David Sylvian

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VELVET
GOLDMINE
(David Bowie)


You got crazy legs,
you got amazin' head
You got rings on your fingers
and your hair's hot red
You got the width of my tongue
name on the sun
I clutch you close to my breast
Cause you're the only one,
who uses school to pleasure
You make me act real gone,
you make me troll along
I had to ravish your capsule,
suck you dry
Feel the teeth in your bones,
heal ya head with my own
Why if I don't have you whole,
is that your final love?
Here all together

CHORUS
Velvet goldmine,
you stroke me like the rain
Snake it, take it,
panther princess you must stay
Velvet goldmine,
naked on your chain
I'll be your king volcano right for you
again and again
My velvet goldmine
You're my taste, my trip,
I'll be your master zip
I'll chop your hair off for kicks,
you'll make me jump to my feet
So you'll give me your hand,
give me your sound
Let my sea wash your face,
I'm falling, I can't stand
Oooh! Clutch your makeup!

CHORUS
Oh! Shoot you down, bang bang

CHORUS
(hum) Velvet Goldmine (repeat)
MINIERA D'ORO
VELLUTATA
1
(David Bowie)

Hai delle gambe da pazzi,
una testa formidabile
Hai anelli alle dita
e capelli rosso fuoco
Conosci bene la mia lingua,
il nome sul sole
Ti stringo forte al petto
Perché sei la sola
che usa la scuola come piacere
Mi fai agire da innamorato,
mi fai canticchiare continuamente
Ho dovuto rapire la tua navicella spaziale, succhiarti completamente
Sentire i denti nelle tue ossa,
curare la tua testa con la mia
Perché se non ti ho tutta
è il tuo ultimo amore?
Forza tutti insieme

RITORNELLO
Miniera d'oro vellutata,
mi investi come pioggia,
Muovila come un serpente, prendila,
principessa pantera devi rimanere
Miniera d'oro vellutata,
nuda sulla tua catena
Sarò il tuo re Vulcano solo
per te e per sempre
Mia miniera d'oro vellutata
Sei il mio gusto, il mio viaggio,
sarò la tua energia primaria
Ti raserò i capelli per piacere,
mi fai saltare
Così mi darai la mano,
mi darai il tuo suono
Lascerai che il mio mare ti lavi la faccia,
sto cadendo, non resisto
Ohhh! Tieni stretto il trucco!

RITORNELLO
Oh! Ti faccio fuori, bang bang

RITORNELLO
(hum) Miniera d'oro vellutata (Ripete)

Note
: 1 Forma gergale non più in uso per definire l'organo genitale femminile.
gabriel moreno laura