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sabato 23 marzo 2013

il magista

Ma chi è il mago? Cos’è la Magia? Come ha detto uno dei suoi principali esponenti, Aleister Crowley (che non era un satanista, mi sono stancato di ripeterlo), la Magia è sia un’Arte che una Scienza che permette all’essere umano di modificare la realtà secondo la sua vera Volontà. Il mago è pertanto colui che, in virtù di una straordinaria capacità di focalizzare l’energia mentale in un’unica direzione, riesce a provocare cambiamenti tangibili nella sua realtà: ottenere successo, piuttosto che guarire da una malattia o guadagnare più soldi.

A ben guardare, ognuno di noi crea già adesso la sua realtà, ma la crea a partire da ciò che conserva nel suo subconscio, e questo fa sì che non sappiamo mai cosa sta per accaderci. Il mago è semplicemente qualcuno che vuole crearla COSCIENTEMENTE, decidendo cosa vuole che accada nel suo futuro, o almeno in alcune aree del suo futuro. Per acquisire il potere di modificare coscientemente in suo favore una certa situazione – e questo è un punto essenziale – egli deve però prima diventare pienamente cosciente del fatto che già l’attuale situazione è stata creata da lui stesso!

Se non divento il Padrone della mia attuale realtà – e continuo invece a credere di subirla attribuendone all’esterno le cause – come posso sperare di ottenere il Potere necessario a modificarla? Il Potere di creare sta proprio in quella Responsabilità che di solito rifuggiamo.

Le tecniche proposte nel libro The Secret e in tutti quelli che appartengono allo stesso filone riguardano la correzione delle nostre forme pensiero limitanti, la focalizzazione sull’obbiettivo, il lavoro con la visualizzazione fino ad arrivare a sentirsi già in possesso di quell’oggetto o già all’interno di una certa situazione. Sono le stesse tecniche che vengono largamente usate anche in Magia da millenni.

Ma questo stadio della Magia è solo uno fra gli stadi contemplati nel percorso magico.
Le fasi del percorso umano nel suo rapporto con la realtà sono tre:

Nel primo io mi limito a subire la realtà, attribuisco le cause di ciò che mi accade all’esterno: alla sfortuna, alla crisi, ai virus, alla società, agli sfruttatori... e così via. In questo stadio sono una vittima, un lamentante; non ho nessun Potere perché metto il mio Potere nelle mani degli altri.

Nel secondo comincio a prendere su di me la piena Responsabilità per ciò che mi accade. Quindi mi sforzo di cambiare ciò che non mi piace e di concentrarmi su ciò che desidero, lavorando con la gestione delle emozioni e della mente. In questo stadio acquisisco un grande Potere, sono un mago o una maga.

Nel terzo mi affido totalmente all’Esistenza, alla Vita, a Dio... So che può accadermi solo ciò che mi serve nel momento in cui mi serve. Il mio Cuore è aperto e privo di paura e io divengo uno strumento nelle Sue mani. Ciò che desidero coincide in ogni istante con ciò che ho. I soldi, la casa, la salute, il partner... vengono spontaneamente verso di me e non devo più io andare verso di loro. Questo è il Potere di chi fa la Volontà del Padre. Chi è in questo stadio vive per realizzare una missione e non più in funzione di soddisfazioni personali. La sua massima felicità coincide con il lavorare ogni giorno per la missione... e i soldi e il successo sono solo una conseguenza, un “effetto collaterale” del mio consacrarmi alla missione.
In verità quando Magia e Alchimia vengono praticate nella loro accezione più elevata – come percorso di ritorno alla casa del Padre – conducono proprio a questo terzo stadio della Magia.

All’interno dal filone The Secret incontriamo personaggi che sono giunti a livelli differenti di questo cammino magico. Per cui ci si guardi bene dal profferire giudizi generici facendo di tutte le erbe un fascio, sia in positivo che in negativo.

Per esempio Joe Vitale, Gregg Braden, Robin Sharma e Roy Martina sono personaggi che navigano sul terzo stadio, ognuno, ovviamente, con le sue differenze. In particolare Joe Vitale in Zero Limits descrive egregiamente le varie tappe del suo percorso evolutivo. Anche Robert Dilts si colloca su questo stadio superiore: è un antico Guerriero, un leader nel vero senso del termine. Tanti altri invece sono ancora fermi alla realizzazione dei loro piccoli desideri grazie all’intensa focalizzazione... e pertanto questo – per quanto utile – è tutto ciò che sono in grado di trasmettere al loro pubblico.

Si badi che non sto affermando che Joe Vitale, Gregg Braden e Robin Sharma sono dei maestri che hanno raggiunto l’illuminazione (ammesso che questa espressione abbia un significato e non sia solo una leggenda creata ad hoc per fabbricare ricercatori spirituali...), ma che stanno perlomeno lavorando in un ordine di idee dove la loro volontà si sforza di coincidere perfettamente con la Volontà del Padre, a differenza di chi invece ha ancora bisogno di affermare la sua volontà personale nel mondo.

Il lettore di oggi è pertanto chiamato a sviluppare una buona dose di discernimento al fine di comprendere se il relatore che ha di fronte è quello più adatto alle sue esigenze evolutive.

Perché succede che talvolta questi libri sulla Legge di Attrazione sembrano non funzionare? La spiegazione è semplice: essi funzionano con me nella misura in cui la mia coscienza si trova al secondo stadio evolutivo. In quello stadio infatti è necessario che io rafforzi la capacità di modificare la realtà secondo il mio volere, per cui non verrò deluso da quelle tecniche. Devo ancora costruirmi un vero Io che sia capace di dominare il mondo ed è necessario che lo costruisca se voglio poi distruggerlo nella fase successiva.

Il problema nasce nel momento in cui io divengo pronto per andare oltre i desideri dell’Io, ossia, divengo pronto per aprire il Cuore, affidarmi alla Vita e mettere la mia volontà nelle Sue mani. Se mi trovo in questa fase di transizione da uno stadio precedente a quello successivo, quelle tecniche divengono obsolete e non mi danno più i risultati voluti, non perché quei libri e quei seminari non siano validi di per se stessi, ma perché io sono cambiato, ho giocato abbastanza con i desideri personali e sono pronto per procedere oltre.
È come se la Vita a un certo punto mi dicesse: “Non c’è più bisogno che ti focalizzi sul denaro e sul successo, focalizzati sulla tua missione... e il resto ti sarà dato in aggiunta.”

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

http://www.salvatorebrizzi.com/2013/03/le-tre-fasi-della-magia.html
Ma chi è il mago? Cos’è la Magia? Come ha detto uno dei suoi principali esponenti, Aleister Crowley (che non era un satanista, mi sono stancato di ripeterlo), la Magia è sia un’Arte che una Scienza che permette all’essere umano di modificare la realtà secondo la sua vera Volontà. Il mago è pertanto colui che, in virtù di una straordinaria capacità di focalizzare l’energia mentale in un’unica direz...ione, riesce a provocare cambiamenti tangibili nella sua realtà: ottenere successo, piuttosto che guarire da una malattia o guadagnare più soldi.

A ben guardare, ognuno di noi crea già adesso la sua realtà, ma la crea a partire da ciò che conserva nel suo subconscio, e questo fa sì che non sappiamo mai cosa sta per accaderci. Il mago è semplicemente qualcuno che vuole crearla COSCIENTEMENTE, decidendo cosa vuole che accada nel suo futuro, o almeno in alcune aree del suo futuro. Per acquisire il potere di modificare coscientemente in suo favore una certa situazione – e questo è un punto essenziale – egli deve però prima diventare pienamente cosciente del fatto che già l’attuale situazione è stata creata da lui stesso!

Se non divento il Padrone della mia attuale realtà – e continuo invece a credere di subirla attribuendone all’esterno le cause – come posso sperare di ottenere il Potere necessario a modificarla? Il Potere di creare sta proprio in quella Responsabilità che di solito rifuggiamo.

Le tecniche proposte nel libro The Secret e in tutti quelli che appartengono allo stesso filone riguardano la correzione delle nostre forme pensiero limitanti, la focalizzazione sull’obbiettivo, il lavoro con la visualizzazione fino ad arrivare a sentirsi già in possesso di quell’oggetto o già all’interno di una certa situazione. Sono le stesse tecniche che vengono largamente usate anche in Magia da millenni.

Ma questo stadio della Magia è solo uno fra gli stadi contemplati nel percorso magico.
Le fasi del percorso umano nel suo rapporto con la realtà sono tre:

Nel primo io mi limito a subire la realtà, attribuisco le cause di ciò che mi accade all’esterno: alla sfortuna, alla crisi, ai virus, alla società, agli sfruttatori... e così via. In questo stadio sono una vittima, un lamentante; non ho nessun Potere perché metto il mio Potere nelle mani degli altri.

Nel secondo comincio a prendere su di me la piena Responsabilità per ciò che mi accade. Quindi mi sforzo di cambiare ciò che non mi piace e di concentrarmi su ciò che desidero, lavorando con la gestione delle emozioni e della mente. In questo stadio acquisisco un grande Potere, sono un mago o una maga.

Nel terzo mi affido totalmente all’Esistenza, alla Vita, a Dio... So che può accadermi solo ciò che mi serve nel momento in cui mi serve. Il mio Cuore è aperto e privo di paura e io divengo uno strumento nelle Sue mani. Ciò che desidero coincide in ogni istante con ciò che ho. I soldi, la casa, la salute, il partner... vengono spontaneamente verso di me e non devo più io andare verso di loro. Questo è il Potere di chi fa la Volontà del Padre. Chi è in questo stadio vive per realizzare una missione e non più in funzione di soddisfazioni personali. La sua massima felicità coincide con il lavorare ogni giorno per la missione... e i soldi e il successo sono solo una conseguenza, un “effetto collaterale” del mio consacrarmi alla missione.
In verità quando Magia e Alchimia vengono praticate nella loro accezione più elevata – come percorso di ritorno alla casa del Padre – conducono proprio a questo terzo stadio della Magia.

All’interno dal filone The Secret incontriamo personaggi che sono giunti a livelli differenti di questo cammino magico. Per cui ci si guardi bene dal profferire giudizi generici facendo di tutte le erbe un fascio, sia in positivo che in negativo.

Per esempio Joe Vitale, Gregg Braden, Robin Sharma e Roy Martina sono personaggi che navigano sul terzo stadio, ognuno, ovviamente, con le sue differenze. In particolare Joe Vitale in Zero Limits descrive egregiamente le varie tappe del suo percorso evolutivo. Anche Robert Dilts si colloca su questo stadio superiore: è un antico Guerriero, un leader nel vero senso del termine. Tanti altri invece sono ancora fermi alla realizzazione dei loro piccoli desideri grazie all’intensa focalizzazione... e pertanto questo – per quanto utile – è tutto ciò che sono in grado di trasmettere al loro pubblico.

Si badi che non sto affermando che Joe Vitale, Gregg Braden e Robin Sharma sono dei maestri che hanno raggiunto l’illuminazione (ammesso che questa espressione abbia un significato e non sia solo una leggenda creata ad hoc per fabbricare ricercatori spirituali...), ma che stanno perlomeno lavorando in un ordine di idee dove la loro volontà si sforza di coincidere perfettamente con la Volontà del Padre, a differenza di chi invece ha ancora bisogno di affermare la sua volontà personale nel mondo.

Il lettore di oggi è pertanto chiamato a sviluppare una buona dose di discernimento al fine di comprendere se il relatore che ha di fronte è quello più adatto alle sue esigenze evolutive.

Perché succede che talvolta questi libri sulla Legge di Attrazione sembrano non funzionare? La spiegazione è semplice: essi funzionano con me nella misura in cui la mia coscienza si trova al secondo stadio evolutivo. In quello stadio infatti è necessario che io rafforzi la capacità di modificare la realtà secondo il mio volere, per cui non verrò deluso da quelle tecniche. Devo ancora costruirmi un vero Io che sia capace di dominare il mondo ed è necessario che lo costruisca se voglio poi distruggerlo nella fase successiva.

Il problema nasce nel momento in cui io divengo pronto per andare oltre i desideri dell’Io, ossia, divengo pronto per aprire il Cuore, affidarmi alla Vita e mettere la mia volontà nelle Sue mani. Se mi trovo in questa fase di transizione da uno stadio precedente a quello successivo, quelle tecniche divengono obsolete e non mi danno più i risultati voluti, non perché quei libri e quei seminari non siano validi di per se stessi, ma perché io sono cambiato, ho giocato abbastanza con i desideri personali e sono pronto per procedere oltre.
È come se la Vita a un certo punto mi dicesse: “Non c’è più bisogno che ti focalizzi sul denaro e sul successo, focalizzati sulla tua missione... e il resto ti sarà dato in aggiunta.” (di S. Brizzi)
 


 "il lato oscuro della forza è molto potente e cerca di attrarre
con grande decisione chi cerca il lato luminoso della forza"

venerdì 22 marzo 2013

JE CROIS ENTENDRE ENCORE

Je crois entendre encore
Caché sous les palmiers
Sa voix tendre et sonore
Comme un chant de ramiers.
Oh nuit enchanteresse
Divin ravissement
Oh souvenir charmant,

Folle ivresse, doux rêve!
Aux clartés des étoiles
Je crois encor la voir
Entr'ouvrir ses longs voiles
Aux vents tièdes du soir.
Oh nuit enchanteresse
Divin ravissement
Oh souvenir charmant
Folle ivresse, doux rêve!
Charmant Souvenir!
Charmant Souvenir!




 
 
 
MI PAR D'UDIRE ANCORA da "I Pescatori Di Perle" (Georges Bizet)

Mi par d'udire ancora,
o scosa in mezzo ai fior,
la voce sua talora,
sospirare l'amor!
O notte di carezze,
gioir che non ha fin,
o sovvenir divin!
Folli ebbrezze del sogno,
 sogno d'amor!
Dalle stelle del cielo,
Altro menar che da lei,
La veggio d'ogni velo,
Prender li per le ser!
O notte di carezze! gioir che non ha fin!
o sovvenir divin!
Folli ebbrezze del sogno, sogno d'amor!
divin sovvenir, divin sovvenir!


lunedì 18 marzo 2013

il filosofo



 

E cosa sei mai tu che ti desidero 
da rimanere sveglia tante notti 
quanti i giorni che esistono 
a piangere per causa tua? 
 E cosa sei mai tu che se ti perdessi, 
nell’avanzare dei giorni 
resterei ad ascoltare il vento 
e a fissare la parete? 
Conosco un uomo più bello 
e altri venti ugualmente gentili. 
E cosa sei mai tu da diventare
 l’unico uomo del mio cuore? 
 Già, il fare delle donne è un fare sciocco 
i saggi diranno certamente, 
e cosa sono mai io, che dovrei amare 
in modo giudizioso e conveniente?

(Edna St. Vincent Millay)

giovedì 14 marzo 2013

muta



intrappoltata
tra storie di coda d'un film
senza capo
e che mai hanno inizio
e storie
senza (un) fine
mi respiro, come qust’aria dolciastra
d'essenza d'arance e di melassa,

che la testa nera gira 
e mi girano intorno
occhi ferini e cocenti
dal buio del mio abisso
due fori potenti
perforano l'anima
nessuno è più solo di me
a quest’ora

testa di morto
fumo che sale
dall'athanor spinale
brucia le spire
del serpente nascente
mentre giace
come faretra vuota, la mia pelle
e un nuovo capitolo s'invola
sull'eco di un'unica
differente preghiera,

tratti di fitta trama
sete di mare
getto improvviso di vita
mi esce dal corpo per cercare la luce,
e respirare alto e spolverare il cielo.

Caput nigrum

La profezia perduta è nella tradizione popolare romana la profezia sull'elezione di un papa nero e trae origine dal motto perduto "Caput nigrum" della profezia di Malachia. Questo motto, andato perduto durante la trascrizione delle profezie, veniva prima o dopo quello del "De gloria olivae". La "profezia perduta" è stata tramandata oralmente per secoli ed è talmente radicata nelle coscienze dei romani che all'elezione di Giovanni Paolo II, nell'udire il nome del cardinal Wojtyla la folla esclamò "il papa nero!". Lo stemma di Benedetto XVIIl motto "Caput nigrum" potrebbe collocarsi prima del De gloria olivae, ed in tal caso si attribuirebbe bene a Benedetto XVI, poiché nello stemma del pontefice è presente una testa di moro che nella tradizione bavarese è denominata "moro di Frisinga" o "caput ethiopicum". In tal caso, il De gloria olivae sarebbe il successore di Benedetto XVI, ed avremmo uno e non due papi prima della fine dei tempi. Le uniche testimonianze più "attendibili" riguardanti questa profezia sono riscontrabili nel libro "La profezia dell'ultimo papa" di Schmeig Maria Olaf, edizioni Fazi 2001.
Il viso di Ignazio di Loyola in un bronzo sull’impronta della maschera mortuaria
Per arrivare all'esistenza di questo motto perduto lo scrittore parte dalla considerazione che nella basilica di San Paolo fuori le mura, che sicuramente San Malachia visitò quand'era a Roma, dove sono presenti i medaglioni di tutti i papi a partire da San Pietro, gli spazi vuoti per i ritratti dei futuri pontefici dopo Innocenzo II (il papa vivo al tempo di Malachia e che, ovviamente, essendo destinatario della sua profezia, non è presente nella sua visione) erano 113, guarda caso uno in più dei 112 motti oggi conosciuti. Ciò significa che oggi, dopo il ritratto di Benedetto XVI, a San Paolo vi sarebbe spazio per soli altri due medaglioni. Lo scrittore, poi, collega quest'osservazione con la leggenda viva a Roma da molti secoli fino ad oggi d'un papa nero, che non nasce, come si potrebbe pensare, dalle profezie di Nostradamus (che pure vi accenna), ma da una profezia sugli ultimi papi incisa in una chiesa di Viterbo. Il protagonista del romanzo (il futuro papa Petrus Romanus) trova le ultime tracce di quest'antico elenco (direttamente derivato dalla profezia di Malachia) tra i resti di Santa Maria in Gradi, in un frammento di peperino, dov'è trascritto, in un antico codice segreto, il motto "Caput Nigrum".
Lo scrittore è stato a Roma dal 1992 fino alla pubblicazione del romanzo, ed ha condotto lunghe ricerche sulle profezie di Malachia, ma nel romanzo non si preoccupa di far capire quali elementi della sua ricerca sono stati realmente da lui trovati e quali invece da lui inventati per corroborare la trama.
Se la profezia di Malachia fosse vera, e se davvero ci fosse un Caput Nigrum prima di Petrus Romanus, essa si accorderebbe con una presunta profezia di Santa Ildegarda, che dice che negli ultimi tempi vi saranno due papi, il primo pochi giorni dopo l'elezione sarà ucciso (per gelosia da un cardinale che diverrà antipapa) e sarà succeduto dal secondo che è l'ultimo papa della storia, il più santo di tutti.
Il 13.3.13 è stato eletto papa Francesco, il primo papa Gesuita figlio di immirati italiani (il padre ferroviere astigiano e la madre genovese) in Argentina "alla fine del mondo".

mercoledì 13 marzo 2013

la dea celeste NUT

L'enneade (Ra, Thoth, Nut, Geb, Shu, Osiride, Iside, Set, Nepthis) è la “compagnia” più vicina ad Amon, la prediletta. Ma in origine ve ne erano molte altre: i Shemsu-Hor, gli Ashemu, i Sekhemu, gli Henmemet, gli Afa, gli Utennu, i Setu. Non è chiaro se tutte avessero nove o più dei, ma erano tutte formate da coppie maschio-femmina in numero pari, più una divinità che le “governava”.
Creazione del mondo secondo gli EgiziLa Creazione del mondo secondo gli Egizi
Le compagnie sono gruppi di “qualità” dell'unico dio e notevole è la loro somiglianza  con le schiere angeliche ebraico-cristiane, i cori angelici, governati dagli arcangeli, che la Qabbalah chiama “potenze angeliche” e definisce “emanazioni del dio uno”. C'è una compagnia, però, che è più antica di tutte le altre. Gli stessi sacerdoti di eliopoli la descrivono composta di nove dei, quattro maschi e quattro femmine più una divinità “reggente”. Le quattro coppie sono: Hehu-Hehut il “fuoco inestinguibile”, la massa d'aria che separa il cielo e il paradiso; Kekui-Kekuit le forze dell'oscurità, il momento che precede l'alba e il momento che segue il tramonto; Kerh-Kerhet, la cui natura è difficilmente identificabile. E infine, Nu-Nut. Da notare la strana somiglianza con i quattro principi della creazione secondo la mitologia assiro-babilonese (Apzu Rishtu, Mummu-Tiamat, Lakhmu – Lakhamu, Anshar - Kishar, Anu – Enlil), che rappresentano i quattro elementi aria, acqua, terra e fuoco.
Nut, sacrario di Nut a DenderaNut, raffigurazione nel sacrario a lei dedicato a Dendera
In tutto ciò emerge la reale natura di Nut. Nella compagnia-più-antica-di-tutte è la controparte femminile (sposa e sorella) del dio Nu. Insieme rappresentano l'Abisso, l'acqua primordiale da cui tutto proviene, che circondava il Monte Meru prima che l'Universo esistesse. E' l'acqua di vita, la “massa liquida del cielo” da cui sarebbe stata generata la terra, il cielo visibile, il paradiso, il Tuat (la valle attraverso cui le anime dei defunti possono raggiungono il paradiso, superando gli ostacoli) e ogni forma di vita. Fu spesso associata al cielo o al paradiso ma è, più precisamente, ciò che separa e collega i due. La coppia primordiale Nu-Nut nel suo insieme è dunque la Grande Madre, la stessa che compare in ogni cultura del pianeta. I due dei non sono che le sue componenti maschile e femminile, il cielo diurno e il cielo notturno. Nut continuò a divorare e partorire il sole ad ogni tramonto ed ogni alba. E conservò il suo status di Grande Madre. Come suo aspetto “femminile” ne ereditò gli attributi. Perciò fu rappresentata non solo con il corpo stellato ad arco sopra la terra, ma anche alata, in forma di mucca, come Hator e con il sole sopra la testa, come Iside, altrettanto dee madri.