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mercoledì 3 aprile 2013
danza con me
Si potrebbe dire che il maestro Zen ami i propi discepoli.Il suo amore è realistico e maturo e compie ogni sforzo per aiutare i discepoli a realizzare i loro sentimenti,ma sa tuttavia che nulla di ciò che il maestro può fare riuscirà a risolvere i problemi per il discepolo,a realizzare per lui i suoi intendimenti.Tale amore del maestro zen è un amore non sentimentale,ma realistico,un amore che accetta la realtà del fato dell'uomo,per cui nessuno di noi può salvare l'altro,e per cui tuttavia mai dobbiamo cessare di compiere ogni sforzo capace di aiutare un'altro a salvare se stesso.Qualunque sorta di amore che non conosca tale limitazione e proclami di essere capace di salvare l'altrui anima,non si è affrancato dalla mania di grandezza e dall'ambizione ".
( Fromm-Suzuki-De Martino da "Psicanalisi e Buddismo zen . ed. Astrolabio ).
" Nessuno si trasforma da solo. L' asse verticale della trasformazione si incrocia sempre con quella orizzontale dei rapporti interpersonali ".
( Peter Schellenbaum ).
E questo incontro è, infine, atto d' amore. Amore non solo come sentimento, ma un amore che implica l'essere aperti ad un' autentica comprensione...e la comprensione profonda richiede spazio.
E' necessario che l' artista-terapeuta, abbandoni ogni movimento egoico, aspettative, ansie, ogni condizionamento. Solo allora potrà ascoltare veramente,accogliere l'altro, comunicare direttamente...è necessario " spazio interiore pulito ".
Il terapeuta deve gettare via se stesso per divenire solo un tramite.
E' l' attenzione, la dedizione alla "pratica" che realizza la vera natura,una natura spontaneamente illuminata,che aspetta solamente,semplicemente,di emergere.
"Il cammino verso la guarigione conduce sempre ad attraversare un punto estatico che non si lascia raggiungere con dei semplici giochi di ruolo e delle messe in atto...L'esperienza estatica della svolta si verifica in gesti spontanei e ,al tempo stesso,coscienti a livello sensibile nei quali si manifesta la saggezza del corpo ".
( Peter Schellenbaum da "Alzati dal lettino e cammina"ed Red ).
"La danza è la madre delle arti . Vive ugualmente nel tempo e nello spazio. In essa creatore e creazione,opera e artista,fanno un tutt'uno. Movimento ritmico in una successione spazio -temporale,senso plastico dello spazio,viva rappresentazione di una realtà visiva e fantastica.Danzando, l'uomo ricrea queste cose con il suo stesso corpo,ancora prima di affidare alla materia, alla parola,il risultato della sua esperienza. Nella danza i confini tra corpo e anima,tra espressione libera dei sentimenti finalità utilitaria,tra socialità e individualismo,tra gioco,culto,lotta e rappresentazione scenica,tutti i confini che l'umanità ha costruito nel corso della sua evoluzione,si annullano.
Tutto è presente nella danza : il corpo,che nell'estasi viene trasceso e dimenticato per diventare ricettacolo della sovrumana potenza dell'anima ; l'anima che trova una felicità e una gioia divina dall'accresciuto movimento del corpo liberato d'ogni peso ; il bisogno di danzare,perchè una prorompente gioia di vivere strappa le membra al loro torpore ; il desiderio di danzare,perchè chi danza acquista un potere magico che elargisce vittoria,salute,vita. ; un legame mistico,che nella danza unisce la tribù tutta,e il lbero manifestarsi della propia individualità,in una completa aderenza al propio io. Nessuna arte ha confini così ampi .
Nella danza forze represse erompono alla ricerca di una libera estrinsecazione,e un intimo ritmo le ordina in una viva armonia che al tempo stesso acquieta e annulla la volontà. Liberato dalla volontà,chi danza si abbandona alla beatitudine di un gioco consacrato,all'ebrezza che lo allontana dalla monotonia della vita di ogni giorno,dalla realtà tangibile e dalla prosaica esperienza quotidiana e giunge là dove immaginazione fantasia e sogno si destano e diventano forze creative .
Nell'estasi della danza l'uomo è partecipe dell'aldilà,del mondo dei demoni,dello spirito e di Dio. Invasato e rapito nell'estasi ,egli rompe i ceppi terreni e si sente pervadere dal soffio dell'universo...
Data la profonda e larga sfera di azione della danza,nulla possiede uguale valore nella vita e nelle civiltà primitive...non è un peccato condannato dai sacerdoti : è un atto sacro ed un ufficio sacerdotale ;non un passatempo : è anzi un'importante e seria attività in cui è impegnata tutta la tribù .Non esiste avvenimento nella vita dei popoli primitivi che non sia consacrato dalla danza .Nascita,circoncisione,iniziazione delle fanciulle,nozze e morte,seminagione e raccolto,onoranze ai capi,caccia,guerra e banchetti,lunazioni e infermità : per ogni cosa è necessaria la danza . E non si tratta di spettacolo e di festa secondo la nostra odierna concezione ...La danza , nella sua essenza,altro non è che la vita innalzata a un grado più elevato e intenso ...ma quando nelle civiltà superiori essa diviene arte nel senso più stretto del termine,allorchè diviene oggetto di spettacolo e la sua influenza è diretta agli uomini e non più ai demoni,il suo universale potere si spezza,si frantuma...ma ciascuna civiltà racchiude ancora in sè ,come germe spirituale,la nozione sublime che " danza " è ogni movimento soprannaturale e sovrumano .
( Curt Sachs da " Storia della danza. ed. il Saggiatore ).
Devi imparare a scegliere i pensieri allo stesso modo in cui ti scegli i vestiti ogni giorno..
Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: cercare se stessi, consolidarsi ... Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra ... Fa che esso si mantenga coraggioso, puro e sempre vivo, malgrado gli abissi e .... Quando si ama la natura tutte le cose non sono più un mistero.
| Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi. Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci. Non essere in guerra con te stesso: così... tutto diventa possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare. Herman Hesse: "Imagination" |
"...abbiamo perso i contatti da un po' e cosi' ho avuto il tempo che mi serviva per riflettere su me stessa. Ti ricordi di quando mi hai detto che dovevamo vivere insieme ed essere infelici per poter essere felici? Considerala una testimonianza di quanto ti amo l'aver passato tanto tempo a sforzarmi di accettare la tua offerta, ma un amico l'altro giorno mi ha portato in un posto sorprendente: l'Augusteo. Ottaviano Augusto l'ha costruito per seppellirvi i suoi resti, quando sono arrivati i barbari lo hanno distrutto come tutto il resto..il grande Augusto, il primo vero grande imperatore di Roma come poteva immaginare che Roma, che per lui era il mondo intero, un giorno sarebbe stata un cumulo di rovine? E' uno dei posti piu' silenziosi e solitari di Roma, la citta' gli e' cresciuta intorno durante i secoli... E' come una ferita preziosa, come una tristezza a cui non vuoi rinunciare perche' e' un dolore troppo piacevole... Tutti vogliamo che le cose restino uguali; accettiamo di vivere nell'infelicita' perche' abbiamo paura dei cambiamenti..delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha sopportato, il modo in cui e' stato adoperato, bruciato, saccheggiato, tornando poi ad essere se' stesso, e mi sono sentita rassicurata... Forse la mia vita non e' stata cosi' caotica, e' il mondo che lo e' e la sola vera trappola e' restare attaccati ad ogni cosa... Le rovine sono un dono, la distruzione e' la via per la trasformazione. Anche in questa citta' eterna l'Augusteo mi ha dimostrato che dobbiamo sempre essere preparati a ondate infinite di trasformazione. Sia io che te meritiamo di piu' che stare insieme...e, se restiamo insieme, è perche' altrimenti abbiamo paura di essere annientati... ma non è così..."
“grocery” tradotto in mandibola!
ferma la tua mente e guarda cosa succede...
attenta a ciò che vuoi...magari l'ottieni!
"...invece che stare a guardare, ho deciso di fare.
Fare cose che prima non avrei mai fatto.
Cose che, se raccontate da altri, avrei invidiato.
Hanno funzionato: sono diventate una catena di eventi, il primo passo, la scintilla.
Che chi vive nell'immobilità non perdona.
Poi ho iniziato a guardare con occhi che avevo dimenticato in un cassetto.
Si chiama meraviglia, la usi a sette anni poi decidi che è troppo ingenua...Si deve passare da “se non succede a me non deve succedere neanche a lui” a “se succede a lui mi devo dare da fare perchè succeda anche a me diamine!“. Ecco che in quel momento si alza al cielo un grido “withmaniano” che ti libera dal tuo immobilismo e ti dà la spinta per reagire e metterti in gioco. Secondo me tutti abbiamo avuto dei momenti così ma c’è chi dimentica quel grido e torna nel proprio angolino a battersi le tempie e chi ci prova, nel bene o nel male ci prova. Lo fa senza abbandonarsi alle lusinghe della facile lamentela e guardando solo al proprio percorso, a testa bassa, concentrato, senza sbuffi o pretese utopistica. Perché la vita non è facile ragazzi e non sta scritto da nessuna parte che debba esserlo. Si può solo andare avanti. Si può fissare un punto all’orizzonte e seguirlo o meglio INseguirlo! Noi e lui, nessun altro sul percorso, saranno gli incontri e le persone a intrecciare questo cammino e non viceversa. Vivere in un angolo e odiare il mondo è una scelta ma le scelte altrui non devono frenarci...Alcuni legami, spesso importantissimi per noi, sono in realtà delle vere e proprie dighe che ci imprigionano, si tengono legati ad un momento della nostra vita, ad un preciso istante della nostra crescita personale. Col rischio di sembrare freddi e distaccati ci si deve liberare di queste zavorre ed espandersi, innondare lo spazio intorno a noi finché ne avremo forza, ognuno in base alle proprie esperienze, interessi e obiettivi. Provate, create e provate di nuovo. E a chi ci indica nel tentativo di distrarci e sperando che inciampiamo possiamo solo, anzi dobbiamo solo, concedere un sorriso e l’augurio di tutto il bene possibile …perchè in realtà loro hanno solo una gran paura."
Fare cose che prima non avrei mai fatto.
Cose che, se raccontate da altri, avrei invidiato.
Hanno funzionato: sono diventate una catena di eventi, il primo passo, la scintilla.
Che chi vive nell'immobilità non perdona.
Poi ho iniziato a guardare con occhi che avevo dimenticato in un cassetto.
Si chiama meraviglia, la usi a sette anni poi decidi che è troppo ingenua...Si deve passare da “se non succede a me non deve succedere neanche a lui” a “se succede a lui mi devo dare da fare perchè succeda anche a me diamine!“. Ecco che in quel momento si alza al cielo un grido “withmaniano” che ti libera dal tuo immobilismo e ti dà la spinta per reagire e metterti in gioco. Secondo me tutti abbiamo avuto dei momenti così ma c’è chi dimentica quel grido e torna nel proprio angolino a battersi le tempie e chi ci prova, nel bene o nel male ci prova. Lo fa senza abbandonarsi alle lusinghe della facile lamentela e guardando solo al proprio percorso, a testa bassa, concentrato, senza sbuffi o pretese utopistica. Perché la vita non è facile ragazzi e non sta scritto da nessuna parte che debba esserlo. Si può solo andare avanti. Si può fissare un punto all’orizzonte e seguirlo o meglio INseguirlo! Noi e lui, nessun altro sul percorso, saranno gli incontri e le persone a intrecciare questo cammino e non viceversa. Vivere in un angolo e odiare il mondo è una scelta ma le scelte altrui non devono frenarci...Alcuni legami, spesso importantissimi per noi, sono in realtà delle vere e proprie dighe che ci imprigionano, si tengono legati ad un momento della nostra vita, ad un preciso istante della nostra crescita personale. Col rischio di sembrare freddi e distaccati ci si deve liberare di queste zavorre ed espandersi, innondare lo spazio intorno a noi finché ne avremo forza, ognuno in base alle proprie esperienze, interessi e obiettivi. Provate, create e provate di nuovo. E a chi ci indica nel tentativo di distrarci e sperando che inciampiamo possiamo solo, anzi dobbiamo solo, concedere un sorriso e l’augurio di tutto il bene possibile …perchè in realtà loro hanno solo una gran paura."
manda luce e amore e liberati
spesso si resta insieme per paura di essere annientati
equilibrio è non permettere a nessuno di amarti meno di quanto tu ami te stesso
perdere il proprio equilibrio per amore è parte di una vita equilibrata
imbarcarsi è andare dall'altra parte (ovvero perdersi e poi ritrovarsi) Lascia che io senta la tua mancanza. io sono quel puntino rosso, lo so!
occorre essere coraggiosi per partire per un viaggio e accettare gli insegnamenti di tutti quelli che incontri
cerca Dio dentro di te e avrai la capacità di amare il mondo intero
ma occorre stare al centro: non troppo io non troppo d_o
Ganesh è colui che rimuove gli ostacoli
le rovine sono un dono: la distruzione è la via della trasformazione
vivo sul confine per cercare l'illuminazione
impara a sorridere: con la faccia, ma anche con la tua mente e con il tuo fegato
spesso si resta insieme per paura di essere annientati
equilibrio è non permettere a nessuno di amarti meno di quanto tu ami te stesso
perdere il proprio equilibrio per amore è parte di una vita equilibrata
imbarcarsi è andare dall'altra parte (ovvero perdersi e poi ritrovarsi) Lascia che io senta la tua mancanza. io sono quel puntino rosso, lo so!
occorre essere coraggiosi per partire per un viaggio e accettare gli insegnamenti di tutti quelli che incontri
cerca Dio dentro di te e avrai la capacità di amare il mondo intero
ma occorre stare al centro: non troppo io non troppo d_o
Ganesh è colui che rimuove gli ostacoli
le rovine sono un dono: la distruzione è la via della trasformazione
vivo sul confine per cercare l'illuminazione
impara a sorridere: con la faccia, ma anche con la tua mente e con il tuo fegato
la stanza della meditazione è dentro di te
| Credi alla forza dei tuoi sogni e loro diventeranno realtà. Il tuo cuore è un gabbiano che vola libero nei cieli della vita. Lascialo andare senza paura, ti saprà condurre alla felicità. Il fatto che una cosa non sia concreta non significa che non sia reale. Su questa spiaggia, durante il giorno puoi sentire il sole scaldarti la pelle. Non vedi i raggi che ti toccano, ma il calore che avverti dimostrano che esistono veramente. La felicità, come la purezza interiore, non ha prezzo, ma una sola casa: il tuo cuore. Possiamo vedere e sentire vicina una persona nel mondo dei sogni, e il fatto che al risveglio non ci sia più non significa che non sia stata davvero lì con noi. La felicità non va inseguita, ma è un fiore da cogliere ogni giorno, perché essa è sempre intorno a te. Basta accorgersene. E' triste come certe intuizioni meravigliose possano smarrirsi nella vita di ogni giorno e non si riesca più a ritrovarle. E poi, col tempo, si finisca per dimenticarsene. C'è sempre la possibilità di vivere in modo diverso. E' la paura del giudizio degli altri che impedisce di decidere con la propria testa. Devi tornare ad apprezzare la semplicita'. Non si puo' dare valore e importanza solo ai grandi eventi della vita. Bisogna sapere vedere la bellezza che c'e' anche nelle piccole cose. E' questo che ti fa sentire speciale, felice. Il dono della parola e' stato fatto all'umanita' perche' ci capissimo tra noi, amico mio, non per confonderci. Quanto sarebbe stato piu' facile se invece di diffondere storie che dividevano i popoli in questo mondo, avessimo imparato a parlare il linguaggio del cuore, comprendendo che tutti stiamo cercando le stesse risposte. Che ti ci creda o no, amico, c'e' un tempo per ogni cosa. Non c'e' niente di peggio che tormentarsi con la catena dei se. Si puo' decidere di prendere una direzione diversa solamente quando si e' arrivati in un punto in cui la strada si divide, non prima. Qualcuno molto tempo fa disse che la ragione per cui gli esseri umani sono superiori a tutte le altre creature e' che sono in grado di prendere decisioni per mezzo del ragionamento, mentre gli animali si basano solamente sull'istinto. Io credo invece che per essere veramente superiori dovremmo trovare il giusto equilibrio fra istinto e ragione. Ogni volta che fai qualcosa per gli altri, pensando solo alla loro felicita', ti senti meglio: e questo alla fine ti riempie il cuore di gioia. E' un esperienza che ti puo' cambiare la vita per sempre. Guardandoti dentro puoi scoprire la gioia, ma è soltanto aiutando il prossimo che conoscerai la vera felicità. La vita è un libro pieno di domande, e le risposte si possono trovare soltanto attraverso l'esperienza. Momenti di autentica felicità possono scaturire soltanto dal cuore. Se vuoi essere felice ascolta il tuo cuore, perchè esso racchiude tutte le risposte che cerchi. Tieni aperta la porta del tuo cuore e anche tu troverai la tua Spiaggia dei Sogni. Sergio Bambarén: "Onda perfetta" | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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mercoledì 27 marzo 2013
prendersi cura...
...DEL PROPRIO CORPO ENERGETICO
Gli uomini e le donne che vissero in Messico in tempi antichi, la cui competenza era trattare con la consapevolezza, credevano che gli esseri umani sono gli osservatori di un dualismo molto particolare … il dualismo tra il sé e qualcosa che chiamavano il corpo energetico. Essi consideravano il sé come un’unità olistica che comprende entrambi: il corpo e la mente, la materia e lo spirito insieme, e definirono il corpo energetico come un particolare conglomerato di campi di energia, che appartiene a ciascuno di noi individualmente, che ha la capacità di trasformarsi in una replica perfetta del sé, e viceversa …
Carlos Castaneda, Tensegrity Volume 1
Prendersi la massima e amorevole cura di noi stessi, del corpo-mente e dei suoi campi energetici, è di vitale importanza per ricollegarci con il nostro Corpo Energetico - parte essenziale di noi stessi, che si muove nei nostri sogni e agisce come esploratore e testimone della nostra vita – il nostro legame con l’infinito.
Il Corpo Energetico, diceva Carlos Castaneda, è il nostro primo vero amore, la nostra “anima gemella”, che ci chiama a compiere un desiderio, per servire uno scopo più grande di noi.
Il Se – corpo e mente inscindibilmente uniti - è il veicolo del corpo energetico sulla Terra, nel qui ed ora.
Eppure molti di noi, concentrandosi su rimpianti del passato - o su paure e fantasie per il futuro, spesso incentrate sulla falsa credenza che qualcun altro è stato, è, e sarà responsabile per il nostro benessere - danno il Se per scontato, trascurando di nutrirlo e curarlo, permettendogli di distrarsi dal suo stato naturale di presenza. È questo Se perso e trascurato, che possiamo trovare mentre strilla dalla finestra che si apre sulla strada vuota sottostante: “Non c’è nessuno là fuori che mi ama veramente?????”
I veggenti del Messico dei tempi antichi, vivendo con i propri corpi energetici come radiosi testimoni delle loro azioni quotidiane, videro che il Se è un dono da apprezzare e rispettare, da coltivare e di cui prendersi cura per il veicolo meraviglioso che è!
Così i veggenti del loro lignaggio impararono a prendersi una grande e strategica cura del proprio Se. Videro che con il movimento consapevole e con la respirazione, il corpo-mente sboccia in una unità circolante e ben coordinata; con un nutrimento fresco e di sviluppo per la vita, esso si ravviva con vitalità; con riposo e rifugio si rilassa nella facilità e grazia. Con rapporti di sostegno reciproco, si espande con fiducia.
Tale cura, equilibra le nostre galassie interne, il nostro sistema nervoso. Si può uscire dalla visione di sopravvivere nella totale paura, con la lotta, la fuga o l’apatia completa verso ogni preoccupazione, andando invece ad abitare in un luogo di calma e vigilanza. Tutto ciò rende i nostri spiriti luminosi e il nostro cuore pieno e coraggioso, uno stato molto reale da cui relazionarsi, e da cui creare; uno stato che il corpo energetico ama, e verso cui si muove.
Unitevi a noi in questa prossima serie di incontri in cui esploreremo - attraverso un processo di respirazioni e movimenti di rigenerazione, silenzio e auto esplorazione - il modo in cui possiamo dirigere nuovamente o affinare la nostra relazione con il 'sé', così che esso possa diventare un compagno amorevole e sensibile, che vada ad arricchire la nostra vita quotidiana.
In tutte queste attività il nostro obiettivo sarà quello di legarci più profondamente alla consapevolezza e ai cicli della Terra, il nostro primario stabile sostegno e insegnante di questo tipo di nutrimento amorevole che aiuta l’essere completo – Se e Corpo Energetico – a fiorire.
classi di tensegrity:
3, 17 Aprile e 8 e 22 Maggio 2013 - dalle h. 20.30 alle 22.30 Pescara
INFO: silenziviola@gmail.com
Gli uomini e le donne che vissero in Messico in tempi antichi, la cui competenza era trattare con la consapevolezza, credevano che gli esseri umani sono gli osservatori di un dualismo molto particolare … il dualismo tra il sé e qualcosa che chiamavano il corpo energetico. Essi consideravano il sé come un’unità olistica che comprende entrambi: il corpo e la mente, la materia e lo spirito insieme, e definirono il corpo energetico come un particolare conglomerato di campi di energia, che appartiene a ciascuno di noi individualmente, che ha la capacità di trasformarsi in una replica perfetta del sé, e viceversa …
Carlos Castaneda, Tensegrity Volume 1
Prendersi la massima e amorevole cura di noi stessi, del corpo-mente e dei suoi campi energetici, è di vitale importanza per ricollegarci con il nostro Corpo Energetico - parte essenziale di noi stessi, che si muove nei nostri sogni e agisce come esploratore e testimone della nostra vita – il nostro legame con l’infinito.
Il Corpo Energetico, diceva Carlos Castaneda, è il nostro primo vero amore, la nostra “anima gemella”, che ci chiama a compiere un desiderio, per servire uno scopo più grande di noi.
Il Se – corpo e mente inscindibilmente uniti - è il veicolo del corpo energetico sulla Terra, nel qui ed ora.
Eppure molti di noi, concentrandosi su rimpianti del passato - o su paure e fantasie per il futuro, spesso incentrate sulla falsa credenza che qualcun altro è stato, è, e sarà responsabile per il nostro benessere - danno il Se per scontato, trascurando di nutrirlo e curarlo, permettendogli di distrarsi dal suo stato naturale di presenza. È questo Se perso e trascurato, che possiamo trovare mentre strilla dalla finestra che si apre sulla strada vuota sottostante: “Non c’è nessuno là fuori che mi ama veramente?????”
I veggenti del Messico dei tempi antichi, vivendo con i propri corpi energetici come radiosi testimoni delle loro azioni quotidiane, videro che il Se è un dono da apprezzare e rispettare, da coltivare e di cui prendersi cura per il veicolo meraviglioso che è!
Così i veggenti del loro lignaggio impararono a prendersi una grande e strategica cura del proprio Se. Videro che con il movimento consapevole e con la respirazione, il corpo-mente sboccia in una unità circolante e ben coordinata; con un nutrimento fresco e di sviluppo per la vita, esso si ravviva con vitalità; con riposo e rifugio si rilassa nella facilità e grazia. Con rapporti di sostegno reciproco, si espande con fiducia.
Tale cura, equilibra le nostre galassie interne, il nostro sistema nervoso. Si può uscire dalla visione di sopravvivere nella totale paura, con la lotta, la fuga o l’apatia completa verso ogni preoccupazione, andando invece ad abitare in un luogo di calma e vigilanza. Tutto ciò rende i nostri spiriti luminosi e il nostro cuore pieno e coraggioso, uno stato molto reale da cui relazionarsi, e da cui creare; uno stato che il corpo energetico ama, e verso cui si muove.
Unitevi a noi in questa prossima serie di incontri in cui esploreremo - attraverso un processo di respirazioni e movimenti di rigenerazione, silenzio e auto esplorazione - il modo in cui possiamo dirigere nuovamente o affinare la nostra relazione con il 'sé', così che esso possa diventare un compagno amorevole e sensibile, che vada ad arricchire la nostra vita quotidiana.
In tutte queste attività il nostro obiettivo sarà quello di legarci più profondamente alla consapevolezza e ai cicli della Terra, il nostro primario stabile sostegno e insegnante di questo tipo di nutrimento amorevole che aiuta l’essere completo – Se e Corpo Energetico – a fiorire.
classi di tensegrity:
3, 17 Aprile e 8 e 22 Maggio 2013 - dalle h. 20.30 alle 22.30 Pescara
INFO: silenziviola@gmail.com
lunedì 25 marzo 2013
sabato 23 marzo 2013
il magista
Ma chi è il mago? Cos’è la Magia? Come ha detto uno dei suoi principali esponenti, Aleister Crowley (che non era un satanista, mi sono stancato di ripeterlo), la Magia è sia un’Arte che una Scienza che permette all’essere umano di modificare la realtà secondo la sua vera Volontà. Il mago è pertanto colui che, in virtù di una straordinaria capacità di focalizzare l’energia mentale in un’unica direz...ione, riesce a provocare cambiamenti tangibili nella sua realtà: ottenere successo, piuttosto che guarire da una malattia o guadagnare più soldi.
A ben guardare, ognuno di noi crea già adesso la sua realtà, ma la crea a partire da ciò che conserva nel suo subconscio, e questo fa sì che non sappiamo mai cosa sta per accaderci. Il mago è semplicemente qualcuno che vuole crearla COSCIENTEMENTE, decidendo cosa vuole che accada nel suo futuro, o almeno in alcune aree del suo futuro. Per acquisire il potere di modificare coscientemente in suo favore una certa situazione – e questo è un punto essenziale – egli deve però prima diventare pienamente cosciente del fatto che già l’attuale situazione è stata creata da lui stesso!
Se non divento il Padrone della mia attuale realtà – e continuo invece a credere di subirla attribuendone all’esterno le cause – come posso sperare di ottenere il Potere necessario a modificarla? Il Potere di creare sta proprio in quella Responsabilità che di solito rifuggiamo.
Le tecniche proposte nel libro The Secret e in tutti quelli che appartengono allo stesso filone riguardano la correzione delle nostre forme pensiero limitanti, la focalizzazione sull’obbiettivo, il lavoro con la visualizzazione fino ad arrivare a sentirsi già in possesso di quell’oggetto o già all’interno di una certa situazione. Sono le stesse tecniche che vengono largamente usate anche in Magia da millenni.
Ma questo stadio della Magia è solo uno fra gli stadi contemplati nel percorso magico.
Le fasi del percorso umano nel suo rapporto con la realtà sono tre:
Nel primo io mi limito a subire la realtà, attribuisco le cause di ciò che mi accade all’esterno: alla sfortuna, alla crisi, ai virus, alla società, agli sfruttatori... e così via. In questo stadio sono una vittima, un lamentante; non ho nessun Potere perché metto il mio Potere nelle mani degli altri.
Nel secondo comincio a prendere su di me la piena Responsabilità per ciò che mi accade. Quindi mi sforzo di cambiare ciò che non mi piace e di concentrarmi su ciò che desidero, lavorando con la gestione delle emozioni e della mente. In questo stadio acquisisco un grande Potere, sono un mago o una maga.
Nel terzo mi affido totalmente all’Esistenza, alla Vita, a Dio... So che può accadermi solo ciò che mi serve nel momento in cui mi serve. Il mio Cuore è aperto e privo di paura e io divengo uno strumento nelle Sue mani. Ciò che desidero coincide in ogni istante con ciò che ho. I soldi, la casa, la salute, il partner... vengono spontaneamente verso di me e non devo più io andare verso di loro. Questo è il Potere di chi fa la Volontà del Padre. Chi è in questo stadio vive per realizzare una missione e non più in funzione di soddisfazioni personali. La sua massima felicità coincide con il lavorare ogni giorno per la missione... e i soldi e il successo sono solo una conseguenza, un “effetto collaterale” del mio consacrarmi alla missione.
In verità quando Magia e Alchimia vengono praticate nella loro accezione più elevata – come percorso di ritorno alla casa del Padre – conducono proprio a questo terzo stadio della Magia.
All’interno dal filone The Secret incontriamo personaggi che sono giunti a livelli differenti di questo cammino magico. Per cui ci si guardi bene dal profferire giudizi generici facendo di tutte le erbe un fascio, sia in positivo che in negativo.
Per esempio Joe Vitale, Gregg Braden, Robin Sharma e Roy Martina sono personaggi che navigano sul terzo stadio, ognuno, ovviamente, con le sue differenze. In particolare Joe Vitale in Zero Limits descrive egregiamente le varie tappe del suo percorso evolutivo. Anche Robert Dilts si colloca su questo stadio superiore: è un antico Guerriero, un leader nel vero senso del termine. Tanti altri invece sono ancora fermi alla realizzazione dei loro piccoli desideri grazie all’intensa focalizzazione... e pertanto questo – per quanto utile – è tutto ciò che sono in grado di trasmettere al loro pubblico.
Si badi che non sto affermando che Joe Vitale, Gregg Braden e Robin Sharma sono dei maestri che hanno raggiunto l’illuminazione (ammesso che questa espressione abbia un significato e non sia solo una leggenda creata ad hoc per fabbricare ricercatori spirituali...), ma che stanno perlomeno lavorando in un ordine di idee dove la loro volontà si sforza di coincidere perfettamente con la Volontà del Padre, a differenza di chi invece ha ancora bisogno di affermare la sua volontà personale nel mondo.
Il lettore di oggi è pertanto chiamato a sviluppare una buona dose di discernimento al fine di comprendere se il relatore che ha di fronte è quello più adatto alle sue esigenze evolutive.
Perché succede che talvolta questi libri sulla Legge di Attrazione sembrano non funzionare? La spiegazione è semplice: essi funzionano con me nella misura in cui la mia coscienza si trova al secondo stadio evolutivo. In quello stadio infatti è necessario che io rafforzi la capacità di modificare la realtà secondo il mio volere, per cui non verrò deluso da quelle tecniche. Devo ancora costruirmi un vero Io che sia capace di dominare il mondo ed è necessario che lo costruisca se voglio poi distruggerlo nella fase successiva.
Il problema nasce nel momento in cui io divengo pronto per andare oltre i desideri dell’Io, ossia, divengo pronto per aprire il Cuore, affidarmi alla Vita e mettere la mia volontà nelle Sue mani. Se mi trovo in questa fase di transizione da uno stadio precedente a quello successivo, quelle tecniche divengono obsolete e non mi danno più i risultati voluti, non perché quei libri e quei seminari non siano validi di per se stessi, ma perché io sono cambiato, ho giocato abbastanza con i desideri personali e sono pronto per procedere oltre.
È come se la Vita a un certo punto mi dicesse: “Non c’è più bisogno che ti focalizzi sul denaro e sul successo, focalizzati sulla tua missione... e il resto ti sarà dato in aggiunta.” (di S. Brizzi)
"il lato oscuro della forza è molto potente e cerca di attrarre
con grande decisione chi cerca il lato luminoso della forza"
A ben guardare, ognuno di noi crea già adesso la sua realtà, ma la crea a partire da ciò che conserva nel suo subconscio, e questo fa sì che non sappiamo mai cosa sta per accaderci. Il mago è semplicemente qualcuno che vuole crearla COSCIENTEMENTE, decidendo cosa vuole che accada nel suo futuro, o almeno in alcune aree del suo futuro. Per acquisire il potere di modificare coscientemente in suo favore una certa situazione – e questo è un punto essenziale – egli deve però prima diventare pienamente cosciente del fatto che già l’attuale situazione è stata creata da lui stesso!
Se non divento il Padrone della mia attuale realtà – e continuo invece a credere di subirla attribuendone all’esterno le cause – come posso sperare di ottenere il Potere necessario a modificarla? Il Potere di creare sta proprio in quella Responsabilità che di solito rifuggiamo.
Le tecniche proposte nel libro The Secret e in tutti quelli che appartengono allo stesso filone riguardano la correzione delle nostre forme pensiero limitanti, la focalizzazione sull’obbiettivo, il lavoro con la visualizzazione fino ad arrivare a sentirsi già in possesso di quell’oggetto o già all’interno di una certa situazione. Sono le stesse tecniche che vengono largamente usate anche in Magia da millenni.
Ma questo stadio della Magia è solo uno fra gli stadi contemplati nel percorso magico.
Le fasi del percorso umano nel suo rapporto con la realtà sono tre:
Nel primo io mi limito a subire la realtà, attribuisco le cause di ciò che mi accade all’esterno: alla sfortuna, alla crisi, ai virus, alla società, agli sfruttatori... e così via. In questo stadio sono una vittima, un lamentante; non ho nessun Potere perché metto il mio Potere nelle mani degli altri.
Nel secondo comincio a prendere su di me la piena Responsabilità per ciò che mi accade. Quindi mi sforzo di cambiare ciò che non mi piace e di concentrarmi su ciò che desidero, lavorando con la gestione delle emozioni e della mente. In questo stadio acquisisco un grande Potere, sono un mago o una maga.
Nel terzo mi affido totalmente all’Esistenza, alla Vita, a Dio... So che può accadermi solo ciò che mi serve nel momento in cui mi serve. Il mio Cuore è aperto e privo di paura e io divengo uno strumento nelle Sue mani. Ciò che desidero coincide in ogni istante con ciò che ho. I soldi, la casa, la salute, il partner... vengono spontaneamente verso di me e non devo più io andare verso di loro. Questo è il Potere di chi fa la Volontà del Padre. Chi è in questo stadio vive per realizzare una missione e non più in funzione di soddisfazioni personali. La sua massima felicità coincide con il lavorare ogni giorno per la missione... e i soldi e il successo sono solo una conseguenza, un “effetto collaterale” del mio consacrarmi alla missione.
In verità quando Magia e Alchimia vengono praticate nella loro accezione più elevata – come percorso di ritorno alla casa del Padre – conducono proprio a questo terzo stadio della Magia.
All’interno dal filone The Secret incontriamo personaggi che sono giunti a livelli differenti di questo cammino magico. Per cui ci si guardi bene dal profferire giudizi generici facendo di tutte le erbe un fascio, sia in positivo che in negativo.
Per esempio Joe Vitale, Gregg Braden, Robin Sharma e Roy Martina sono personaggi che navigano sul terzo stadio, ognuno, ovviamente, con le sue differenze. In particolare Joe Vitale in Zero Limits descrive egregiamente le varie tappe del suo percorso evolutivo. Anche Robert Dilts si colloca su questo stadio superiore: è un antico Guerriero, un leader nel vero senso del termine. Tanti altri invece sono ancora fermi alla realizzazione dei loro piccoli desideri grazie all’intensa focalizzazione... e pertanto questo – per quanto utile – è tutto ciò che sono in grado di trasmettere al loro pubblico.
Si badi che non sto affermando che Joe Vitale, Gregg Braden e Robin Sharma sono dei maestri che hanno raggiunto l’illuminazione (ammesso che questa espressione abbia un significato e non sia solo una leggenda creata ad hoc per fabbricare ricercatori spirituali...), ma che stanno perlomeno lavorando in un ordine di idee dove la loro volontà si sforza di coincidere perfettamente con la Volontà del Padre, a differenza di chi invece ha ancora bisogno di affermare la sua volontà personale nel mondo.
Il lettore di oggi è pertanto chiamato a sviluppare una buona dose di discernimento al fine di comprendere se il relatore che ha di fronte è quello più adatto alle sue esigenze evolutive.
Perché succede che talvolta questi libri sulla Legge di Attrazione sembrano non funzionare? La spiegazione è semplice: essi funzionano con me nella misura in cui la mia coscienza si trova al secondo stadio evolutivo. In quello stadio infatti è necessario che io rafforzi la capacità di modificare la realtà secondo il mio volere, per cui non verrò deluso da quelle tecniche. Devo ancora costruirmi un vero Io che sia capace di dominare il mondo ed è necessario che lo costruisca se voglio poi distruggerlo nella fase successiva.
Il problema nasce nel momento in cui io divengo pronto per andare oltre i desideri dell’Io, ossia, divengo pronto per aprire il Cuore, affidarmi alla Vita e mettere la mia volontà nelle Sue mani. Se mi trovo in questa fase di transizione da uno stadio precedente a quello successivo, quelle tecniche divengono obsolete e non mi danno più i risultati voluti, non perché quei libri e quei seminari non siano validi di per se stessi, ma perché io sono cambiato, ho giocato abbastanza con i desideri personali e sono pronto per procedere oltre.
È come se la Vita a un certo punto mi dicesse: “Non c’è più bisogno che ti focalizzi sul denaro e sul successo, focalizzati sulla tua missione... e il resto ti sarà dato in aggiunta.” (di S. Brizzi)
"il lato oscuro della forza è molto potente e cerca di attrarre
con grande decisione chi cerca il lato luminoso della forza"
venerdì 22 marzo 2013
JE CROIS ENTENDRE ENCORE
Je crois entendre encore
Caché sous les palmiers
Sa voix tendre et sonore
Comme un chant de ramiers.
Oh nuit enchanteresse
Divin ravissement
Oh souvenir charmant,
Folle ivresse, doux rêve!
Aux clartés des étoiles
Je crois encor la voir
Entr'ouvrir ses longs voiles
Aux vents tièdes du soir.
Oh nuit enchanteresse
Divin ravissement
Oh souvenir charmant
Folle ivresse, doux rêve!
Charmant Souvenir!
Charmant Souvenir!
MI PAR D'UDIRE ANCORA da "I Pescatori Di Perle" (Georges Bizet)
Mi par d'udire ancora,
o scosa in mezzo ai fior,
la voce sua talora,
sospirare l'amor!
O notte di carezze,
gioir che non ha fin,
o sovvenir divin!
Folli ebbrezze del sogno,
sogno d'amor!
Dalle stelle del cielo,
Altro menar che da lei,
La veggio d'ogni velo,
Prender li per le ser!
O notte di carezze! gioir che non ha fin!
o sovvenir divin!
Folli ebbrezze del sogno, sogno d'amor!
divin sovvenir, divin sovvenir!
Caché sous les palmiers
Sa voix tendre et sonore
Comme un chant de ramiers.
Oh nuit enchanteresse
Divin ravissement
Oh souvenir charmant,
Folle ivresse, doux rêve!
Aux clartés des étoiles
Je crois encor la voir
Entr'ouvrir ses longs voiles
Aux vents tièdes du soir.
Oh nuit enchanteresse
Divin ravissement
Oh souvenir charmant
Folle ivresse, doux rêve!
Charmant Souvenir!
Charmant Souvenir!
Mi par d'udire ancora,
o scosa in mezzo ai fior,
la voce sua talora,
sospirare l'amor!
O notte di carezze,
gioir che non ha fin,
o sovvenir divin!
Folli ebbrezze del sogno,
sogno d'amor!
Dalle stelle del cielo,
Altro menar che da lei,
La veggio d'ogni velo,
Prender li per le ser!
O notte di carezze! gioir che non ha fin!
o sovvenir divin!
Folli ebbrezze del sogno, sogno d'amor!
divin sovvenir, divin sovvenir!
lunedì 18 marzo 2013
il filosofo
E cosa sei mai tu che ti desidero
da rimanere sveglia tante notti
quanti i giorni che esistono
a piangere per causa tua?
E cosa sei mai tu che se ti perdessi,
nell’avanzare dei giorni
resterei ad ascoltare il vento
e a fissare la parete?
Conosco un uomo più bello
e altri venti ugualmente gentili.
E cosa sei mai tu da diventare
l’unico uomo del mio cuore?
Già, il fare delle donne è un fare sciocco
i saggi diranno certamente,
e cosa sono mai io, che dovrei amare
in modo giudizioso e conveniente?
(Edna St. Vincent Millay)
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