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martedì 8 maggio 2012

Il sigillo papale di Celestino V

 « Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto, vidi e conobbi l'ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto. » (Dante Alighieri, Divina Commedia: Inf. III, 59/60).
Prima di salire al soglio pontificio, Pietro Angeleri -questo era il suo nome secolare- aveva trascorso molti anni di vita eremitica, soprattutto in una grotta sul monte Morrone, sopra Sulmona, ricevendo dai suoi devoti l’appellativo di Pietro del Morrone. Nato in Molise nel 1215, il 5 luglio 1294 fu designato dal conclave riunito a Perugia come successore di papa Niccolò IV, la cui morte (1292) aveva lasciato la sede vacante per più di due anni.
Foto Eremo di S. Onofrio a Sulmona

 Dall’eremo di Sant’Onofrio al Morrone nel quale si era ritirato, Pietro, a dorso di un asino e avendo come palafrenieri re Carlo II d’Angiò e suo figlio Carlo Martello, mosse alla volta di L’Aquila.  Fu incoronato il 29 agosto con il nome di Celestino V  e fu l'unico papa ad adbicare, il 13 dicembre 1294, due anni prima della morte avvenuta il 19 maggio 1296 nella rocca di Fumone, in Ciociaria, dove era richiuso dal maggio precedente per disposizione del suo successore Bonifacio VIII.
Posto che diverse interpretazioni della frase dantesca individuano nel personaggio le figure di Esaù o di Ponzio Pilato e che Dante ripone il concetto di viltà in tutt'altra categoria di "anime", c'è da sottolineare che Francesco Petrarca aveva invece dato a questo gesto una interpretazione diametralmente opposta. Secondo il Petrarca, una persona come l'Angeleri, dotata di alta spiritualità, non avrebbe mai potuto attendere ai doveri papali se quei doveri, come accadeva a quei tempi, prevalevano sui principi morali. Forse Celestino V, uomo prettamente spirituale e quasi eremitico, non aveva proprio le caratteristiche per fare il  Pontefice, ruolo che si trovò a svolgere senza essersi candidato, contro la propria volontà e al termine di un Conclave estremamente conflittuale seppur composto da soli 11 cardinali.

Su questo lato del frammento si legge il nome di Papa Celestino     Su questo lato del frammento si vede l'effige di San Pietro
I due lati del sigillo papale: quello con il nome di papa Celestino e quello con l'effige di San Pietro

Lungi dal concordare nello specifico con quanto scritto da Dante Alighieri (ammesso poi che si riferisse a Celestino V) e, convinta che siano state più che valide le motivazioni del gran rifiuto, trovo molto interessante ed oltremodo singolare, che il sigillo di un pontefice rimasto in carica per pochissimi mesi sia stato rinvenuto nella chiesa di S. Francesco a Modena!


Sigillo di Salomone - rilievo 


La tomba di Celestino in Collemaggio. Il tempietto è di marmo bianco, colonnato e decorato con svariati motivi simbolici, a grottesche, elementi vegetali e antropomorfi;ai lati si trovano (uno per parte)i re biblici Davide e Salomone.Alle pareti vi sono dipinti giganteschi, di cui quello sotto ritrae Celestino V nell'atto di restituire gli attributi regali di pontefice,di fronte a San Michele Arcangelo

lunedì 7 maggio 2012

Come sconfiggere un nemico che si nutre di odio? Con l'amore e col perdono!


Matrix è un sistema. E quel sistema è nostro nemico. Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d'affari, insegnanti, avvocati, falegnami.... le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche. Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo.
Morpheus (dal film "Matrix")

Da moltissimo tempo c'è sul vostro mondo un popolo il cui ego è simile a un blocco di pietra non ancora sgrossato, un popolo formato non solo da esseri simili a tutti voi, ma che anche vivono un po' in voi tutti mediante la forza della loro psiche: provengono dai confini del vostro universo, e la destabilizzazione della loro sfera di vita li ha obbligati a incarnarsi sotto altri cieli per perfezionare la loro evoluzione.Anne e Daniel Meurois-Givaudan, L'incontro con Lui

L'Idra si scagliò contro Ercole che con un colpo di clava staccò di netto una delle nove teste; ma, appena la testa toccò terra, ne crebbero immediatamente altre due al suo posto. Ad ogni attacco, l’Idra, invece di indebolirsi diventava sempre più forte. "Ercole comprese che non era questo il metodo giusto… allora si inginocchiò, afferrò l’Idra e la sollevò in alto." Il mostro, forte nell’oscurità e nel fango, diventava sempre più debole alla luce del sole ed al contatto del vento. Il suo viscido corpo era attraversato da spasmi d’agonia finché, alla fine, con un tenebroso rantolo, si accasciò con tutte le sue nove teste. Quando il mostro fu totalmente privo di vita, Ercole scoprì la testa mistica, quella immortale. La mozzò e la seppellì sotto una roccia. Solo allora la vittoria fu totale e completa.

....nell'ottava delle dodici fatiche di Ercole, il significato delle nove teste dell'Idra:
La prima triade: simboleggia gli appetiti legati al sesso, al benessere e al denaro.

La seconda triade: si riferisce alle passioni della paura, dell’odio e del desiderio di potere.
La terza triade: si riferisce ai vizi di una mente ottenebrata ed è rappresentata dall’orgoglio, dalla separatività e dalla crudeltà.
 Le spesse mura dell’orgoglio imprigionano l’uomo meglio della più sicura prigione. Legato alle catene della vanagloria, guarda gli altri esseri con superiorità. In tal modo si allontana dagli altri fratelli e si tiene in disparte. Per trasmutare questa esaltazione della personalità, bisogna raggiungere l’umiltà ed inginocchiarsi, come fece Ercole, portando in alto ciò che risiede in basso.
 La separatività tende a far attribuire più importanza alla parte che non al tutto. Il separativo considera più importante la diversità che non la realtà dell’unità. Egli rileva le differenze a discapito delle somiglianze e concepisce le religioni come una serie di verità in antagonismo piuttosto che un'unica espressione della spiritualità. Finché Ercole tentava di combattere le teste una per volta era sempre sconfitto, quando considerò l’insieme, vinse la battaglia.
 La crudeltà rappresenta la soddisfazione che alcuni individui provano nel far del male... tendenze malefiche che corrodono il mostro va sollevato nella luce della compassione.


Trascendere le bassezze per elevarle...la prima vera lotta è tutta interiore...

"Ogni uomo ha un suo specifico lavoro da svolgere... Il vero Guerriero, il Portatore della Fiamma, non si occupa del male, non spreca le sue energie, egli è un artista che si focalizza su opere e interventi che facciano crescere a dismisura il Bene nel mondo."

 Loro sono in realtà prigionieri della stessa prigione di cui sono i guardiani... Matrix.

giovedì 3 maggio 2012

this's beauty

http://www.reidsitaly.com/destinations/abruzzo/sextantio.html


A Five Star Resort in a 2,000 Year Old Cave



GRAZIE AL GRANDE DANIELE ...che ho avuto modo di conoscere
nel lontano 1994-5-6 e cioè all'epoca in cui ci si affacciava con coraggio,
ma ancora timidamente, ai primi progetti europei...e lui era già avanti...mentre
noi pochissimi (3 gatti) che credevamo in Kihlgren e nelle sue idee, avevamo le mani
legate da certi politici...forse troppo accentratori e poco lungimiranti e innovativi...
eppure/oppure (???) è tutta colpa/merito...del fato... del  suo destino, che gli aveva
permesso di procrastinare i tempi perchè le vere folgorazioni sarebbero dovute arrivare
di lì a poco... forse grazie al richiamo feroce delle pietre stesse...
degli stessi luoghi che lo fecero innamorare conducendolo, nei tempi giusti,
verso gli incontri giusti, con le persone giuste... per ricostruire la verità delle cose
poiché, come dice in un'intervista,  "la storia è di tutti... peccato che da noi non conti...
 mentre al confine Italia-Francia  anche il più banale cottage è tutelato, coccolato, conservato
in Italia ci sono duemila borghi  completamente deserti, e 15mila dove l’abbandono raggiunge
il 90 %...questa è una storia da scoprire, per il suo valore culturale, ma anche per le possibilità
di sviluppo finanziario. A Santo Stefano di Sessanio c’era un solo posto dove andare a dormire:
 oggi sono 15 e senza avere fabbricato un palazzo in più" .
E' grazie a Daniele se oggi possiamo mantenere i borghi intatti!
E, dopo Santo Stefano di Sessanio,  il progetto nella valle della Nora, le Grotte della Civita,
 e le tre emme (Matera, Melfi e Maratea)  Daniele ha acquistato altri nove borghi
in Calabria e avviato nuovi progetti in Sudan, in Etiopia, in Congo, in Ruanda...
La sua è una vera passione. Coraggio e passione: la passione ed il coraggio
di chi è sempre in guerra contro chi usurpa la realtà svuotandola di significato!

«Canto e piango pensando che un uomo si butta via 
 Che un drogato è soltanto un malato di nostalgia...».

e sì che va cambiata...



...l' Iniqua Montiana Usura applicata -haimè- soprattuttto a noi poveracci  italiani onesti...
e mi riferisco a quelli senza reddito (che magari hanno ereditato un tetto dai genitori ma sono giovani e disoccupati); ai pensionati, che certamente non navigano in buone acque come loro (galline dalle pensioni d'oro!!!); sino a quelli che  facevano parte del cosiddetto "ceto medio" e che ora, con millecinquecento euro al mese... (specialmente quelli senza quattordicesima)... non ce la fanno più a reggere il peso di tasse che si vanno ad aggiungere ad altre tasse, controtasse balzelle, gabelle, tributi, rincari, manovre...ci sentiamo più spremuti dei "servi della gleba" al tempo dei vari signorotti feudatari: valvassalli, valvassini, valvassori...tutti messi insieme!!!..


“La differenza tra un politico ed uno statista sta nel fatto che il politico pensa alle prossime elezioni lo statista alle prossime generazioni.” Alcide De Gasperi (1881-1954), uomo politico e statista italiano.

I sindaci di Milano e Torino: Giuliano Pisapia e Piero Fassino (Omnimilano)eppure...dobbiamo riconoscere che
alimentando l'insofferenza e l'odio verso  i sistemi attuali   della politica, dell'economia e della globalizzazione o dei responsabili dell'inquinamento ambientale, si ottiene l'effetto esattamente opposto a quello voluto.
Chi agisce in tal modo diviene egli stesso inquinatore del pianeta della peggior specie: mentale ed emotivo....ricordiamo queste parole:"...perciò vi dico AMATE I VOSTRI NEMICI..."

lunedì 23 aprile 2012

il testimone

"La Presenza dell’io Essenziale stabile, è ciò che gli Egizi chiamano Ka e Ba, il Fisso ed il Volatile: ovvero il Daimon nei suoi due aspetti: di Anima e di Spirito. Questa Presenza testimonia della propria realtà facendosi sentire, e svelando all’individuo ciò che prima gli era nascosto. Le visitazioni del Daimon hanno lo scopo di risvegliare nel proprio Attore incarnato, l’inquietudine: una sofferenza di non potere, c0n la ragione, comprendere l’inesprimibile stato del proprio Essere Immortale.
Non ci sarebbe alcuna sofferenza, se non vi fosse, già presente in noi, un’altra possibilità esistenziale. La Nostra intelligenza cerebrale ci permette di guardarla, ma non di oltrepassare questa constatazione. É la pre-scienza di uno stato superiore all’attuale, ciò che ci permette di andare oltre. Il presentimento è il richiamo, o la vocazione della nostra anima Immortale, che si collega al razionale per il fatto d’essere uno dei Toni di Vibrazione o “Ampiezze numeriche” emanati dalla Totalità divina. Ogni Anima è un Numero-Nome Entità, con proprie caratteristiche distintive, che la differenziano da tutte le altre Anime- Entità.Essendo un’emanazione del Divino Assoluto, essa ne ha anche l’aspetto Universale. Questi due sembianti si manifestano, al momento di un’incarnazione, come i Due Testimoni di un’unica Entità: Ka e Ba. La loro manifestazione, d’ordine spirituale, è uno stato di Coscienza superiore a quello dell’animale umano. Questa è una zona che rende inquieta per la ragione, fintantoché non viene accettato il ruolo d’intermediario del Daimon: l’Io in Te o il Me nell’Io. Perché il Daimon, cosciente ed immortale, avrebbe mai bisogno di restare attaccato ad una persona mortale? Per il fatto che essa è il soggetto, da lui scelto, per conoscere l’umano. Per l’individuo umano che lo accetta, il Daimon è invece la sua occasione d’Immortalità.

Questo può essere compreso considerando che:
1. L’aspetto caratterizzato di un’Anima–Entità (il suo Testimone Permanente) non è cosciente che di sé stesso.
2. Lo scopo della sua incarnazione è di amplificare questa Coscienza attraverso l’esistenza dell’uomo, la cui coscienza innata riassume tutte le coscienze che gli sono inferiori.
3. Il Daimon è l’espressione del Testimone Permanente, ed è lui che, al momento della nascita, ha impresso in noi le sue segnature: le nostre vere tendenze.
4. L’altro aspetto della tua Anima, il tuo Testimonio Spirituale, è pura luce divina, non specificata, partecipante della Coscienza Universale. Esso ti appartiene individualmente, per quel poco che soggiorna in te, solo se il tuo Desiderio lo attira effettivamente, e se può, assieme al Ka o Daimon stabilirsi definitivamente.
Se intendi il Daimon, l’inquietudine diviene il cammino del tuo desiderio. Osa accettare il fatto, apparentemente assurdo di ascoltare il silenzio. Il Daimon è l’intermediario che può rendere intelligibile la rivelazione del Silenzio: la sua voce è quella del Testimone permanente, che s’inserisce, fra il tuo intelletto e la ragione discorsiva. Lui è la chiave del tuo problema, e conoscerlo significa uscire dal sonno in cui affondano gli Automi umani; anche i più intelligenti, che subiscono il loro destino come una fatalità...

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Il nostro corpo è il minerale grezzo, che permette la gestazione dell’Oro Satanico o Alchemico: la formazione progressiva del nostro embrione sovrumano; dal suo primo seme fino alla purezza integrale degli elementi costitutivi, che lo rendono inalterabile. Il simbolo non è un’immagine, ma l’espressione di funzioni vitali. La Pietra angolare è la Pietra Maestra del fuoco infero, il mattone fondamentale delle potenze sethiane incluse nella materia, e il cui motto è SEMPLICITÀ.
Il Daimon è il Pellegrino dello Spirito nella Natura, quello che deve soppiantare la forma materiale e sottilizzarla, trasformando il Fuoco opponente, distruttivo e separatore di Satana, in Fuoco animatore dell’Eros Cosmico. Egli lo fa in te, unificando la tua Coscienza innata e la Coscienza Spirituale.
Questo Ermete, signore del viaggio, è, per così dire, il bozzolo animato di tutto ciò che diviene; il sottile involucro tramite cui si cristallizza il corpo materiale della cosa, e ciò che gli conserverà la sua Forma Essenziale. Ciò vale per il granello di sabbia e per la Via Lattea. Hermes, che in Egitto, è Thot o Dahud, è il maestro dell’Acqua segreta. Mercurio è considerato l’intermediario degli Dei, il grande viaggiatore, colui che stabilisce la relazione costante fra le Funzioni Principali e le loro Incarnazioni terrestri.
Il conflitto è il dramma dell’attuale mondo materialista, ed è una lotta fra l’affermazione dell’ESSERE e la sua negazione, che è l’incarnazione: una sua definizione e delimitazione momentanea. Questa determinazione è la Via, condizionata da un’armonia particolare dell’incarnazione: cammino che detta i comportamenti dell’Essere che s’incarna, e dunque la Via particolare d’ogni Testimone permanente. Fino a ché un uomo non è diventato consapevole del suo Testimone Permanente, non ha conflitti, perché subisce solo gli impulsi del suo Automa. Il contrasto inizia quando il Testimone Permanente inizia a farsi ascoltare.
L’uomo è inferiore a ciò che lo domina, e le forze istintive che si chiamano Demoni, sono spesso i padroni degli esseri umani, perché essi non li riconoscono per ciò che essi sono. Che gli animali li subiscano é nell’ordine della loro natura, e questo fatto non turba l’Armonia Universale, ma che sia l’uomo a diventarne lo schiavo incosciente, è una mostruosità che i costruttori e decoratori delle Cattedrali gotiche rappresentavano con il mondo astrale dei demoni grotteschi, delle gargolle, e delle chimere sub lunari, che fanno del nostro pianeta un vero e proprio inferno terrestre.
Le forze istintive non sono né buone né malvagie, e sono l’espressione di Funzioni essenziali e cosmiche. Incarnate negli animali, esse sono inerenti alla loro natura, e questi le subiscono secondo le caratteristiche della propria specie. Soltanto l’uomo ha il potere, ed il dovere, di controllare la misura in cui può subirle, se non vuole discendere al livello animale. Le emozioni che ne risultano, possono essere messe a profitto. I timori, al contrario, sono nefasti in tutti i casi. Bisogna imparare a fronteggiarli per poterli annientare completamente.
L’uomo che diviene consapevole e capace di conoscenza, comprende la relatività del Bene, e, conoscendo la legge inesorabile delle conseguenze dei propri atti, non teme più né la minaccia di un inferno né la perdita di un qualche paradiso, ma Crede allo Spirito da cui si attende l'Illuminazione. 
Le nostre condizioni d’esistenza terrestre, dominate dalla paura in tutte le sue forme, costituiscono il nostro reale Purgatorio, perché il timore è un cancro che rode il nostro essere emotivo, rendendoci vulnerabili alle influenze malefiche. 
Chi si abitua ad una vigilanza continua, che fa della sua coscienza uno specchio che riflette tutti gli atti, i gesti, e le intenzioni, si sente il responsabile ed il solo giudice del proprio comportamento, perché la misura di questa responsabilità è quella della sua attuale coscienza. Egli non ha null’altro da temere che il peccato d’ipocrisia, che prende la forma di scusanti, o d’altre chimere che lo accecano. Chi è attento respinge ogni tentazione, non per obbedire ad una qualche legge, ma per ascoltare e seguire la voce del proprio essere spirituale, che gli suggerisce un determinato stile di comportamento e d’azione.
La stessa differenza distingue la Superstizione dalla Fede, o dalla Certezza. Tutte le chimere ed i demoni, vengono creati e formulati dal pensiero e dall’immaginazione umani; essi sussistono nel mondo emotivo (fantomatico o astrale), in cui s’inscrivono tutte le immagini visualizzate e pensate. 
Da lì esse possono influenzare il nostro corpo d’emozione, di cui è costituito il nostro fantasma, e continuare ad ossessionarci dopo la fine della nostra vita terrestre.
Questa impressione sparisce in proporzione all’illuminazione della Coscienza, ma, se queste forme sono inesistenti in rapporto alla realtà dello stato spirituale, le forze cosmiche che esse rivestono esistono, invece, effettivamente; perché esse sono la manifestazione, più o meno alterata, di vere funzioni cosmiche. Sull’uomo cosciente esse non hanno più nessuna influenza, e quanto agli ignoranti, essi devono imparare a fronteggiarle per divenirne consapevoli.
I Costumi, i rituali, e la liturgia cultuale, sono stabiliti da coloro che conoscono il valore magico delle forme, dei gesti, e delle parole: sintonici ed appropriati alle leggi Cosmiche della Creazione, ed alla comunicazione dell’uomo mortale con l’immortale ed il Divino. È la grande scienza ermetica ad essere la base di tutte le Rivelazioni. Ogni mezzo è buono per risvegliare la coscienza, e l’unica cosa da evitare è la mediocrità, che annega la coscienza nelle abitudini e non le permette di svegliarsi.
Non si tratta di paradisi aleatori, ma di uno stato di coscienza che permette, in ogni momento presente, di acquisire la consapevolezza del perché l’uomo sia venuto sulla terra, e di partecipare alla vita superiore dell’Universo. I Grandi Esseri, che ci hanno preceduto da lungo tempo, hanno provato e verificato questa possibilità, per mezzo della loro stessa realizzazione. Il frutto è una Saggezza che permette di esistere in armonia con le proprie possibilità; una Conoscenza su cui fondare delle scienze vitali che ci superano.
Il mezzo, è la fiducia nella possibilità di questo superamento dell’umano, e la prassi intensiva del coltivare la coscienza. Invoca la Danza macabra di tutte le Ego personalità Parassite, gli io obnubilati da tutti i loro piccoli scopi personali, e che si lasciano dirigere da queste forze istintive, che possono avere le forme di diavoli o di angeli bene intenzionati: ambizioni filantropiche o egoiste, impegni in disarmonia con il destino proprio o altrui; liti religiose per dei dogmi cento volte modificati, e crimini in nome dell’amore, sia umano che divino.

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La luce si comunica attraverso gli esseri che cercano e trovano sé stessi." (di M. Likar)
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angel


Angelo deriva dal greco ánghelos, messaggero, (ed in particolare messaggero della Divinità). 
Ogni Angelo Custode governa 5 gradi dello Zodiaco ed i 5 giorni dell’Anno corrispondenti questi gradi.
Ogni Angelo Custode (secondo la tradizione cabalistica ebraica) ha la propria dimora in questi cinque gradi dello Zodiaco, a partire dal grado zero del Segno dell’Ariete: da questi cinque gradi/giorno l’Angelo Custode esercita la propria influenza sulla vita quotidiana delle persone nate durante i cinque giorni della sua Reggenza e possiamo invocarlo.

Gerarchie:
1)   Coro dei Serafini                             presiede                       
Arcangelo   METATRON
2)   Coro dei Cherubini                                "                               
Arcangelo   RAZIEL
3)   Coro dei Troni                                       "                               
Arcangelo   BINAEL
4)   Coro delle Dominazioni                        "                               
Arcangelo   HESEDIEL
5)   Coro delle Potestà                                "                               
Arcangelo   CAMAEL
6)   Coro degli Angeli Solari                        "                              
Arcangelo   RAPHAEL
7)   Coro dei Principati                                "                              
Arcangelo   HANIEL
8)   Coro degli Angeli-Arcangeli                 "                               Arc
angelo   MICHAEL
9)   Coro degli Angeli-Angeli                      "                               
Arcangelo   GABRIEL
Ogni "Coro" è retto da un Arcangelo propriamente detto: la differenza che separa un Angelo da un Arcangelo non differisce, anche se
 possiamo posizionare il nostro corpo fisico nel Mondo Materiale, il corpo di un Angelo nel Mondo Emotivo-Astrale
 e quello di un Arcangelo nel Mondo Mentale

I cinque giorni consecutivi di reggenza dei 72 Angeli, a cui la tradizione ha assegna uno specifico nome,coprono un arco di 360 giorni a fronte dei 365.
La Tradizione più antica, propone una diversa ripartizione: affida cioè a ciascun Angelo la reggenza di cinque giorni esatti a partire dal 20 marzo a mezzanotte, per un totale di 360 giorni. I cinque giorni rimanenti (15, 16, 17, 18 e 19 marzo), riporta la Tradizione, erano consacrati a distinte divinità.
Dante, nella 
Divina Commedia, ha seguito questo schema e questa ripartizione.Per l'astrologia egizia i giorni epagomeni costituivano la Pentade Sacra ed erano  dedicati a celebrare il tempo sacro, in cui , ogni anno, ri-nascevano le Divinità Egizie, coincidenti con il primo giorno del nostro zodiaco della Vergine celeste in tutte le sue forme in cui è apparsa nelle varie epoche.
Questi 5 giorni epagomeni sono da considerarsi al di fuori del tempo cronologico e riservati a particolari e profonde meditazioni sulla creazione del mondo.  In questo periodo, secondo le fratellanze misteriche egizie, non vanno effettuati lavori rituali muratori.
I giorni sono:
> 24 Agosto - 1° giorno epagomeno : nascita di 
OSIRIDE
> 25 Agosto - 2° giorno epagomeno : nascita di 
HORUS
> 26 Agosto - 3° giorno epagomeno : nascita di
 SETH
> 27 Agosto - 4° giorno epagomeno : nascita di 
NEPHTIS
> 28 Agosto - 5° giorno epagomeno : nascita di 
ISIDE
Intelligenze che presiedono ai Quattro Elementi, ai quattro punti cardinali, alle quattro parti del cerchio che corrispondono agli equinozi e ai solstizi, alle quattro stagioni. 
Resta un altro giorno, consacrato al Gran Principio (Dio), e quando l'anno è bisestile ne restano due, numero attribuito alGenio dell'uomo.
Per la teologia di Orfeo, invece, i cinque giorni residui sono consacrati alle cinque divinità: Osiride, Apollo, Iside, Tifone e
Venere.
Metatron è l’Arcangelo di Kether, la prima Sephirah dell’Albero della Vita, ed è situata al culmine del Pilastro Mediano o Pilastro dell’Equilibrio, che viene attribuito all’Elemento Aria. Èil primo Sentiero ed è chiamato, nella tradizione cabalistica yerziratica, l’Intelligenza Meravigliosa o Mistica, la Più Alta Corona. È la Luce del Principio Primordiale, che non ha inizio ed è la Gloria Primeva. Nessuna creatura può raggiungere la sua Essenza.
Si tratta del punto, in cui il Non-Manifesto permette l’inizio al processo di manifestazione ed in essa vi sono contenute tutte le potenzialità di forza e di forma. Ha una natura androgina, in quanto questa Sephirah contiene in sé tutte le potenzialità di sviluppo sia maschile che femminile, essendo la Sorgente di ogni cosa.
Kether è quindi il punto di arrivo per coloro che hanno l’intenzione di tornare a percorrere il percorso di manifestazione del Devoto, risalendo dall’Albero della Vita.
Metatron, in qualità di Arcangelo di Kether, viene descritto come il solo che sia in grado di vedere l’Eterno faccia 
a faccia[vedi Libro apocrifo di Enoch (versione slava)].
Metatron presiede completamente tutto l’Albero della Vita e non è un caso che spesso viene elencato assieme aSandalphon come l’Arcangelo co-reggente della Sephirah Mlkurth, indicando che la Sua sfera d’influenza abbraccia tutto l’insieme della Sephiroth.
È uno dei due Kerub, che si ritrovano a sorvegliare 
l’Arca dell’Alleanza.
Secondo la tradizione in Kether si trova la Schiera Angelica di Chiaot ha Qodesh, che sono le Sante Creature Viventi, gli unici Esseri che possono vivere accanto all’Altissimo. Essi sono in grado di sostenere l’Universo e
sono in grado di assicurarne l’esistenza
.

I Quiliphot di Kether
 sono i Thaumiel, che si traducono in "Gemelli di Dio": le due forze in lotta, che, nelle loro dualità, spezzano l’unità perfetta della Corona e sono rappresentate come due  enormi Teste Alate prive di corpo.
Un altro nome Quiliphotico, che si attribuisce a Kether, è Kerethialm, che si traduce: ‘I Separati da Dio’, che vengono rappresentati come due
 ‘Giganti neri’Soprattutto nello Zohar di Moses de Leon, Metatron è inteso come il più Grande degli Angeli, un angelo diverso da tutti quelli che l’avevano preceduto nella tradizione giudaica.
Non è proprio un servitore di Jahvè, e nemmeno un suo messaggero; è “il piccolo Jahvè”, la seconda potenza del cielo. Il suo status ontologico è insieme divino e angelico, e rimanda agli Elohim, gli esseri divini, nel cui novero rientrava inizialmente Jahvè.
L'Altissimo Metatron > Colui che  è presso il Trono di Dio
> il Custode della 
Presenza
> la Potenza dello Spirito Santo
> Ambasciatore del Divino
> Entità superiore agli Arcangeli stessi
> Secondo solo a Dio
> il Reggente Supremo di tutte le Schiere
> il "Supervisore" del Servizio svolto dagli Angeli e dagli Arcangeli

Ancora nella Cabala ebraica a Enoch è associata e sovrapposta la figura dell’Arcangelo Metatron. Poiché “Dio l’avevo preso” ed Enoch, grazie all'intervento divino, divenne l’Angelo straordinario Metatron e inaugurò il modello dell’ascesa al cielo di Giacobbe che divenne > Uriele < e di Elia, che divenne 
Sandalphon.

 lo Scriba divino   Enoch <>Thot <> Metatron
C’è un interessante studio sul giudaismo di Cristiana Tretti: Enoch e la sapienza celeste – (Ed. Giuntina),che parla di Enoche conseguentemente anche dell’ Arcangelo Metatronal quale è legato per traslazione, risalendo sino a quello che li collega ambedue con un Adamo primordiale ed archetipo, come spiegato più avanti al punto a) [2En33,10].
Quanto poi al fatto di identificare Enoch con Metatron, C. Tretti precisa in alcune sue note quanto segue:
a) La traslazione e la metamorfosi angelica di Enoch sono invece attestate nel Targum Pseudo-Yonatan o Yerusalmi I (fine del V secolo), che aveva un carattere meno ufficiale del Targum Onqelos:
< “Enoch servì nella verità davanti al Signore, ed ecco non fu più fra gli abitanti della terra, perché fu preso e salì al firmamento per ordine del Signore, e fu chiamato Metatron, il grande scriba.”>b) Il racconto della metamorfosi di Enoch riaffiora – secondo la Tretti- nella Masseket Asilut, trattato cabalistico composto probabilmente tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo:
< “sulle dieci classi angeliche regna “Metatron, che era carne ed ossa e fu tramutato in Fuoco Fiammeggiante > 
C. Tretti dice: <A lui superiore è a quanto pare, nell’ Enoch slavo, solo l’Arcangelo Michael.>

L’autrice fa un esplicito riferimento ai testi del Sefer hekalot, nel Libro delle parabole e precisamente al testo dell’ Enoch slavo (2En.), in cui si dice quanto segue:
2En. 22,6: <Michael, il grande arcangelo del Signore, il comandante in capo, mi sollevò e mi portò davanti al volto del  Signore"
2En. 22,7<< Il Signore disse ai suoi ministri, per metterli alla prova: “Lasciate che Enoch salga per stare davanti al mio voltoe rimanga qui con me per l’eternità.”> ”. I Gloriosi s’inchinarono e dissero: “Salga!” >>  2En. 22,8: <<Il Signore disse a Michael: “Prendi Enoch e spoglialo delle vesti terrene, e ungilo di olio benedetto e rivestilo di vesti di gloria”. Michael mi spogliò delle mie vesti e mi unse d’olio benedetto. L’aspetto dell’olio era più (splendido) di una grande luce, il suo unguento era come una rugiada benefica, il suo profumo come di mirra ed i suoi raggi come quelli del sole. Guardai me stesso e fui come uno dei Gloriosi e non c’era differenza d’aspetto.>>

2En
. 33,10: << E Io ti affiderò, Enoch, mio messaggero, alla forte guida di Michael, affinché siano custoditi tutti i tuoi scritti e quelli dei tuoi padri Adamo, Seth, Enos, Kainan, Malaleel e Jared, il padre tuo.>
2En. 67,1-3: << Mentre Enoch conversava con il suo popolo, il Signore mandò tenebre sulla terra e ci fu oscurità, e l’oscurità coprì gli uomini che stavano con Enoch. Gli Angeli si affrettarono e presero Enoch, e lo innalzarono nel cielo più alto, e il Signore l’accolse e lo pose davanti al suo volto nei secoli. L’oscurità si allontanò dalla terra e ci fu luce, e il popolo vide e comprese in che modo Enoch era stato preso, e glorificarono Dio e andarono nelle loro case.>
<Già nel corso della prima traslazione, Enoch assume caratteristiche straordinarie: non solo non sentiva più il bisogno di mangiare e dormire e aveva sembianze angeliche (2En. 22,1023,3; 56,2), ma il suo viso, esposto all’abbagliante volto divino, era diventato incandescente 
2En. 22,10
simile a uno dei suoi santi”. Non vi era alcuna differenza e non ebbi più paura>

23,3: <Uretil mi istruì per trenta giorni e per trenta notti e le sue labbra non si interruppero mai di parlare; io non cessai per trenta giorni e per trenta notti di scrivere tutte le sue osservazioni.>
56,2: <Enoch rispose a suo figlio Matusalemme: “Ascolta, figlio mio, Dio mi ha unto con il balsamo della sua gloria. Non mi occorre cibo; la mia anima non ricorda nulla dei piaceri terrestri e io non desidero nulla di terrestre, dopo essermi lanciato nel fuoco eterno”>2En. 37< Dio chiamò uno dei suoi Angeli maggiori, di aspetto maestoso e terribile, e lo pose accanto a me. La sua apparenza era bianca come la neve e le sue mani erano come ghiaccio. Aveva un aspetto molto gelido e fu lui a raffreddare il mio viso che ardeva di insopportabile luce per la visione di Dio; così come non si può sopportare un gran fuoco o il calore del sole o il gelo dell’aria.> < E il Signore mi disse: “Enoch, se la tua faccia non fosse divenuta più fredda, nessun uomo avrebbe potuto fissare il tuo viso.”
2En. 39,3-8: <(Ho visto il viso del Signore ed era incandescente come ferro arroventato nel fuoco, ferro che quando viene tratto fuori, manda scintille e brucia.> <Guardatemi negli occhi: vedete come sono pieni di messaggi per voi. Questi occhi li ho puntati in quelli del Signore scintillanti come i raggi del sole. Questi miei occhi umani sono ancora pieni di terrore.> < La vedete, figli miei, questa mia mano destra, umana come la vostra, tesa a proteggervi? Così tesa ho visto la mano destra del Signore, mano che riempiva i cieli nell’atto di benedirmi.> < Voi vedete il mio raggio di azione: è umano come il vostro. Tuttavia ho visto la forma divina del Signore che è armoniosa ed incommensurabile. Per Lui non vi è termine.> <Perciò ascoltate le mie parole, perché io ho udito quelle del Signore che rimbombavano come un immenso tuono che scuote tutte le nubi.> < Ascoltate, figli miei, le parole del vostro padre terreno. È già terribile e spaventoso trovarsi alla presenza di un principe della terra, perché egli ha diritto di vita e di morte su di voi. Molto più terribile e spaventoso trovarsi al cospetto del Re dei Re e delle moltitudini terrestri e celesti. Chi può sopportare questa paura senza fine?>

1En. 10,1-22:<< (1) Allora l’Altissimo, il Santo e l’Immenso parlò e mandò Uriel dal figlio di Lamek < Enoch > e gli  disse:
(2) Digli a mio nome: “Nasconditi”, e rivelagli che la fine si sta avvicinando: tutta la terra verrà distrutta. Un diluvio verrà su tutta la terra e distruggerà tutto ciò che vi è su di essa. 

(3) Ed ora avvertilo che egli potrà scampare ed il suo seme potrà essere preservato per tutte le generazioni del mondo.
(4) E ancora il Signore disse a Raphael: “Lega Azazel mani e piedi e gettalo nell’oscurità: fa una voragine nel deserto che è Dudael e gettalo dentro.
(5) E poni sopra di lui rocce ruvide e scabre, coprilo con oscurità e lascia velo stare per sempre e copri il suo viso cosicché non possa vedere la luce”
(6) E nel giorno del grande giudizio egli sarà gettato nel fuoco.
(7) E risana la terra che gli angeli troppo frettolosi hanno corrotto e proclama la guarigione della terra cosicché essi possano guarire la peste psichica e tutti i figli degli uomini possano non perire a causa di tutte le cose segrete che i Vigilanti hanno rivelato ed hanno insegnato ai loro figli.
(8) E tutta la terra è stata corrotta a causa delle opere che vennero insegnate da Azazel: ascrivi a lui ogni peccato.”


(9) E a Gabriel disse il Signore: “Procedi contro i bastardi ed i reprobi e contro i figli della fornicazione e distruggi i figli dei Vigilanti fra gli uomini: getta l’uno contro l’altro cosicché possano distruggersi a vicenda in battaglia, perché essi non devono avere lunga vita.”
(10) E nessuna richiesta che essi faranno per conto dei loro padri o per loro conto, verrà accolta, (essi sperano una vita eterna per sé e per i figli. Che ognuno di essi possa vivere cinquecento anni)


(11) E il Signore disse a Michael
: “Và, lega Semyaza ed i suoi associati che si sono uniti con le donne e si sono contaminati con loro in tutta la loro impurità.
(12) E quando i loro figli si saranno uccisi l’un l’altro ed essi avranno visto la distruzione dei loro cari, legali forte per settanta generazioni nelle valli della terra, fino al giorno del loro giudizio e della loro fine, finché il giudizio che vale per sempre sarà pronunciato.
(13) In quei giorni essi verranno condotti agli abissi di fuoco e al tormento e alla prigione in cui essi saranno segregati per sempre.
(14) E chiunque sarà condannato e distrutto da allora in poi sarà legato insieme a loro fino alla fine di tutte le generazioni.
(15) E distruggi tutti gli spiriti dei reprobi ed i figli dei Vigilanti, perché essi hanno maledetto l’umanità. 
(16) Cancella ogni male dalla faccia della terra, fa cessare ogni opera malvagia e lascia che la pianta della giustizia e della verità appaia e sarà una benedizione. Le opere di giustizia e di verità saranno fondate sulla verità e sulla gioia perpetuamente.


(17) Ed allora tutti i giusti verranno risparmiati e vivranno fino a generare migliaia di figli. E tutti i giorni della loro giovinezza e della loro vecchiaia si compiranno in pace.
(18) Ed allora tutta la terra sarà arata dalla giustizia, e sarà ricoperta di alberi e sarà piena di benedizione.
(19) E tutte le specie desiderabili di alberi saranno piantate su di essa e vi sorgeranno le viti che produrranno vino in abbondanza e per ciò che riguarda ogni seme che vi sarà seminato ogni sua misura ne produrrà mille e ogni misura di olive produrrà dieci spremute di olio.
(20) Libera la terra da ogni oppressione, da ogni ingiustizia, da ogni peccato e da ogni infamia, e distruggi sulla terra ogni impurità che vi è stata portata.
(21) E infatti i figli degli uomini diverranno giusti e tutte le nazioni Mi adoreranno e loderanno e tutti Mi venereranno.
(22) E la terra verrà risanata da ogni contaminazione e da ogni peccato e da ogni punizione e da ogni tormento e Io non li invierò mai più su di essa da generazione in generazione e per sempre.”>>
 
 Noi  abbiamo  un  intero  cielo  dentro  di  noi, nostra ignea forza e celeste origine: la Luna o il moto continuo  dell’anima e del  corpo, la velocità di Marte e la lentezza di Saturno, il Dio del Sole, la legge di Giove, la ragione di Mercurio e l’umanità di Venere.”