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lunedì 15 aprile 2013

dal dualismo all'unità del tutto



DUE



SPIRITO  In ebraico la parola Spirito viene tradotta con la parola רוח ("ruah"), nome di genere femminile. Ruah significa anche vento, respiro. "Spirito Santo" è רוח הקודש, "ruah hakodesh".
Per la
Religione ebraica con tale termine viene indicata la Potenza divina che può riempire gli uomini, ad esempio i profeti. Questo concetto non ha avuto tuttavia uno sviluppo particolare nell'Ebraismo, come invece si è avuto nel Cristianesimo.
In
greco antico Spirito si dice "πνευμα" ("Pneuma"; da "πνεω", "pneō", cioè "respirare/soffiare/aver vita"), da cui deriva il termine pneumatologia con cui è indicata la scienza teologica che studia la relazione tra lo Spirito Santo e la Trinità.
In
latino Spirito è "Spiritus" (da "spiro", cioè "respirare", "soffiare").
Lo Spirito Santo è, nella tradizione ebraica, cristiana ed islamica, lo spirito del loro Dio.
Per quasi tutte le confessioni
cristiane, lo Spirito Santo è la Terza Persona della Trinità.
Riguardo lo Spirito Santo la teologia cristiana è stata quella sviluppata nei secoli più recenti; per questa ragione le diversità tra le varie confessioni cristiane in questo campo sono maggiori rispetto a quelle riscontrabili rispetto alla teologia su
Dio Padre e su Dio Figlio.
Nella
fede cattolica lo Spirito Santo procede in egual misura dalle altre due persone, il Padre e il Figlio. Secondo invece la fede delle chiese orientali lo Spirito Santo procede esclusivamente da Dio Padre.
Con il termine tecnico procedere si intende una derivazione che non ha implicazioni temporali, né di priorità, in quanto lo Spirito Santo non è
teologicamente a posteriori rispetto alle altre due persone. Chi e’ diochi e’ il cristo. Chi e’ il diavolo  o  Chi e’ gesu’ - sono aspetti, attributi, di un solo SPIRITO (infatti esso e' UNO e TRINO ), ma e' anche energia, e quindi materia; in sintesi e’ l’INFINITA IN-FORM-AZIONE, cio’ che si sta formando nel finito, parte dell’INFINITO, che si manifesta attraverso il Vuotoquantomeccanico.
La Psiche e' la presenza dello Spirito in un soggetto,
Ego/IO, che mi manifesta nella mente/cervello del soggetto Vivente.
Tratto da: wikipedia




 

Il Viaggio del Pellegrino
Il Pellegrino rappresenta l’
Umanita’  in cammino sulla Terra, nell’UniVerso e l'Infinita'.... verso la Consapevolezza di se’, della Manifestazione del Creato (Progetto Vita) e dell’Infinito.
L’immagine del Pellegrino che cammina, rappresenta tutti gli
esseri umani (maschi e femmine = Adam) di qualsiasi colore e tipo, per cui non si deve vedere il viso di un soggetto, ma ci si deve introdurre il proprio….
Il
verde é innanzitutto il colore della Natura, (noi siamo dei “verdi”), e quel colore invita anche alla speranza durante il pellegrinaggio terreno verso l'Eternità=immortalia’=Infinita’.
Il verde simboleggia anche la stagione della rifioritura, del
ritorno della vita e quindi l'Umanità nel suo insieme, che percorre le vie della Vita tendenti all’InFinito.
Noi non nascondiamo il volto agli altri, infatti il cappuccio parziale, serve per "riparare
spiritualmente" il Pellegrino, dalla “pioggia di idee” che vengono spacciate come venienti dall’alto dei cieli, come la pioggia, spendono e spandono sulla e nella testa degli uomini che non sanno, e quindi per ripararsi da esse....ci copriamo con il cappuccio della ConoScienza.
Il bastone del Pellegrino in cammino, regge in cima una lampada per
illuminare il cammino…della Conoscenza
I guanti indossati, rappresentano la possibilita’ indossandoli, di "non sporcarsi" con le contaminazioni involutive con le quali il Pellegrino puo’ incappare nel suo pellegrinare in questa dimensione, fino al raggiungimento dell’orgasmo nella consapevolezza della propria Immortalia’  ed InFinita', alla faccia di tutti i vampiri.....





"Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori,
ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare
" Albert Einstein
"Se un uomo non sa rischiare per le sue idee, vuol dire o che le sue idee non valgono nulla o che non vale nulla lui !"

la ragione del dubbio

"Chi desidera conoscere, dubiti all'inizio di tutte le cose,
non assuma alcuna posizione prima di aver ascoltato le parti
e dopo aver bene considerato e confrontato, giudichi
e prenda posizione non per sentito dire, secondo le opinioni dei più,
l'età, i meriti e il prestigio, ma sulle basi di una visione aderente alla realtà,
nonché di una verità che si comprenda alla luce della ragione". 
Giordano Bruno

"Eraclito, filosofo greco del quarto secolo a.C., autore della “Dottrina dei Contrari”, diceva: “È importante quello che tu lasci, per tua memoria ai posteri, ma quando giungi alla fine dei tuoi giorni, bada di donare, a chi resta, il meglio di te”.


sabato 13 aprile 2013

nulla


nessuno ci ha illuso:

restiamo il testimone unico

del nostro nulla infinito

 

sogno dentro al sogno

galleggiando ondeggia

danza coi multiversi

singoli e binari

 

bolle di luce e di colore

s'incontrano e si scontrano

ebbre d'amore

crisalidi inverse di farfalle spurie

si muovono verso

stelle siderali ri-avvoltolate 

 

eterno bozzolo vuoto

di buio e d'abbaglio

(levonah)


Lei era in me,
da sempre,
col suo sguardo penetrante,
innocentemente crudele
nel suo rivelarmi a me stesso.
... Dentro di me c’era un vuoto
pronto ad accoglierla,
un’assenza, una lacuna,
un bisogno d’amore.

Ecco:
d’ a m o r e.


Aldo Carotenuto

Io sono ciò che manca
dal mondo in cui vivo,
colui che tra tutti
non incontrerò mai.

... Ruotando su me stesso ora coincido
con ciò che mi è sottratto.

Io sono la mia eclissi
la contumacia e la malinconia
l’oggetto geometrico
di cui per sempre dovrò fare a meno.

V. Magrelli




 
“Fedeli al duro accordo
non ci cerchiamo più

Così i bambini giocano
a non ridere per primi
... guardandosi negli occhi
e alcuni sono così bravi
che diventano tristi
per la vita intera”
 
 
 
When you're weary
Feeling small
When tears are in your eyes
I will dry them all
I'm on your side
When times get rough
And friends just can't be found
Like a bridge over troubled water
I will lay me down
Like a bridge over troubled water
I will lay me down
When you're down and out
When you're on the street
When evening falls so hard
I will comfort you
I'll take your part
When darkness comes
And pain is all around
Like a bridge over troubled water
I will lay me down
Like a bridge over troubled water
I will lay me down
Sail on Silver Girl,
Sail on by
Your time has come to shine
All your dreams are on their way
See how they shine
If you need a friend
I'm sailing right behind
Like a bridge over troubled water
I will ease your mind
Like a bridge over troubled water
I will ease your mind

venerdì 5 aprile 2013

metonimizzazione del desiderio



col cuore cavo

senza di te mi sento appeso

come vestito dimenticato nell'armadio

dell'utopia di questa vita

che è la mia, ma senza di me;

atteso che sono niente, 

 non ho niente:

meglio navigare nel mare del nulla

se non posso avere

 tutto.



(levonah)


Poi goccia a goccia misuro le ore.
Nel tutto buio, sotto il mio dolore,
più giù del buio della notte affondo.
    Vuota il tuo sacco, su, parla, poetessa:
    io fiorisco e disfoglio e rigermoglio
    per dare la procura di me stessa
    a chi non può o non vuole quel che voglio.
    Io sono sempre stata come sono
    anche quando non ero come sono
    e non saprà nessuno come sono
    perché non sono solo come sono.
    Signore, da' a ciascuno la sua morte,
    dalla tutta inverata dalla vita;
    ma dacci vita prima della morte
    in questa morte che chiamiamo vita.
 Ogni cosa ti chiama, ti reclama, 
 e mi lascia così, sola e spaurita.
E tutto il tempo testimonia il tempo 
 del dolore indiviso della vita. 
 E in tutto il tempo trovo tregua il tempo
che ti sto accanto, anima ferita.
    Non affogarmi in notti tanto nere
    se prima non mi apri nel cervello
    la porta che resiste del piacere.
    Ora lo sai: ho bisogno di parole.
    Devi imparare a amarmi a modo mio.
    È la mente malata che lo vuole:
    parla, ti prego, Cristoddio!
    Quel desiderio che non trova pace
    e va peregrinando sul tuo corpo...
    e tu mandali a dormire i tuoi pensieri,
    devi ascoltare i sensi solamente,
    sarà un combattimento di guerrieri:
    combatterà il tuo corpo e non la mente.
    (Patrizia Valduga)

Vedi come veloce in te m’inventro,
vedi come lo vuoi e tieni tutto,
vedi che piangi umore dal tuo centro
ecco rientro, e coli dappertutto.
Via di qui, voi, che più non mi resiste,
in piacere si volta il suo gran lutto
Per me dentro di me oltre la mente
il suo corpo su me come una coltre
ma oltre il corpo in me furiosamente
in me fuori di mente oltre per oltre.

Ti voglio qui, ti voglio adesso,
chiudi la bocca e vieni qui, Dio buono,
per ricrearti e ricrear me stesso
 perché non mi ricordo più chi sono.

Solo questo domando: esserti sempre,
per quanto mi sei cara, leggero;
so bene che mancarti,
non perderti, era l’ultima sventura.
(Le cose parlate fra noi due
durante e dopo l’afasia
le cose dette e non dette
fra te e la persona che sono
fra me e la persona che sei
saranno poche o tante, mi domando,
per viaggiare al tuo seguito
per cambiare o rincorrere con te
aereo, nave, fuso orario, età?)
Io che ho sempre adorato le spoglie del futuro
e solo del futuro ho nostalgia,
mai del passato,
ricordo adesso con spavento
quando alle mie carezze smetterai di bagnarti,
quando dal mio piacere
sarai divisa e forse per bellezza
d’essere tanto amata o per dolcezza
d’avermi amato
farai finta lo stesso di godere.

(di Patrizia Valduga (1953) & Giovanni Raboni (1932 – 2004))



giovedì 4 aprile 2013

la forza della preghiera del cuore

Quanto ai pensieri, non vi prestiamo la minima attenzione ed essi si disperdono in tutte le direzioni. La nostra mente si trova così nella disposizione contraria rispetto a quella d’una mente protetta dalla preghiera: è come una stanza con le porte spalancate, senza nessuna sorveglianza, in cui chiunque lo desideri può entrare e uscire introducendovi o asportandovi tutto ciò che gli pare. È temibile per i demoni e gradito a Dio e ai suoi angeli quell’uomo che, giorno e notte e con uno zelo ardente, ricerca Dio nel proprio cuore e vi estirpa le suggestioni del nemico. Impara a essere attento durante la preghiera orale: la preghiera orale recitata con attenzione si trasformerà da sola in preghiera della mente e poi del cuore. (Ignatij Brjancaninov "Preghiera e lotta spirituale") E qual è la pratica da seguire per trovare Dio nel proprio cuore? La preghiera deve continuamente risonare sulle nostre labbra; nelle avversità per esserne liberati, nella prosperità per esservi conservati. La meditazione segreta e la lettura fanno dell’anima una casa ben sprangata e protetta da tutte le parti, una colonna incrollabile, un porto calmo e riparato. Essa salva l’anima proteggendola dall’indecisione. I demoni si agitano molto e diventano estremamente inquieti quando un monaco si arma della meditazione segreta sotto la forma della preghiera di Gesù: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore. La preghiera breve raccoglie la mente, la quale, se non è assidua alla meditazione non può fare a meno di svolazzare e vagabondare qua e là. La preghiera di Gesù – utilizzata dai Padri del Deserto nel IV secolo – riveste una duplice funzione: 1) la mente è occupata e focalizzata su un unico pensiero, allontanando i demoni della depressione o del giudizio. 2) Con l’assidua e prolungata ripetizione il praticante discende dalla mente al cuore. Lo studio dei metodi di trasmutazione alchemica delle emozioni,l'Alchimia come Arte e Via che porta alla trasformazione psicologica degli individui. Noi possiamo essere: streghe, maghi, alchimisti, guerrieri...un monaco-guerriero,coraggioso e valoroso come un templare...impavidi guerrieri a cui tutto è consentito...ché noi siamo già pronti, perché siamo anime che vengono da "altrove"...i nostri cuori vibrano di sacro furore...di fuoco, di luce ed energia... perché siamo animicamente discendenti degli Antichi Signori, i Superiori Sconosciuti, i Maestri che milioni di anni fa scesero sulla Terra per educare i primi uomini e si accoppiarono con loro con lo scopo di creare una discendenza...perché siamo anime che fin da bambine si sono sempre sentite come "aliene" su questo pianeta. Anime che sono vissute attendendo un segnale: il suono dell'Adunata...siamo coloro nelle cui vene scorre il sangue dell'Antica Stirpe: Guerrieri e Guerriere, Maghi e Maghe, Sacerdoti e Sacerdotesse...nella totale consapevolezza di incarnare una sorta di uomo verticale, cioè colui che pecepisce il mondo all'interno di sé e si sente pienamente responsabile per tutto ciò che accade nella sua vita. Quando dai la colpa a qualcuno gli stai dando anche Potere, il tuo Potere. Gli dai il Potere di renderti felice o infelice. Ma se una persona o un evento possono renderti felice o infelice, allora tu non sei un uomo libero, sei un servo; sei condannato a vivere sperando che nessuno ti faccia mai niente di male. Se hai questa consapevolezza sei una maga o un mago; se non ce l'hai sei una vittima, un piegato, un lamentante. on dare mai la colpa all'esterno, non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l'origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te. Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come tua modalità di vita. Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell'evento è accaduto perché tu vivi di lamentele. Quando l’accidia, la depressione e la rabbia svolazzano sopra – e dentro – le nostre teste, noi possiamo rispondere con lo scudo della preghiera. Per fare questo dobbiamo però innanzitutto essere fermamente convinti che questi malesseri non sono causati da una condizione di vita oggettiva, ma provengono dall’esterno e quindi possono essere cacciati per la stessa via da cui sono giunti. In altre parole, quando siamo depressi non è perché stiamo vivendo una particolare situazione nella nostra vita che giustifica quella depressione, ma, al contrario, viviamo certe situazioni solo perché prima abbiamo inconsapevolmente aperto una porta al demone della depressione, il quale ci fa percepire il mondo attraverso un filtro che colora tutto con i colori della depressione." Ignazio Teoforo, vescovo di Antiochia, che ricevette la corona del martirio a Roma nel 107 d.C., leggiamo: “Mentre lo si conduceva per essere consegnato alle bestie feroci, egli aveva incessantemente il nome di Gesù Cristo sulle labbra; allora i pagani gli chiesero per quale motivo pronunciasse continuamente quel nome. Il santo rispose che aveva il nome di Gesù impresso nel cuore e che non faceva altro che confessare con la bocca colui che sempre portava nel cuore. Più tardi, dopo che fu divorato dalle belve nell’arena, avvenne per volontà di Dio che il suo cuore restasse intatto fra le costole. Gli infedeli che lo trovarono tagliarono il cuore in due parti per verificare l’esattezza delle parole del santo. All’interno, sulle due metà, trovarono un’iscrizione a caratteri d’oro: Gesù Cristo.”
Questa è la “preghiera di Gesù” che gli asceti cristiani delle origini avevano sempre sulle labbra:Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore.
Il termine “peccatore” non va inteso come comunemente facciamo oggi. Il peccatore non è qualcuno che ha commesso un atto sbagliato, bensì colui che si è allontanato da Dio. È un peccatore colui che è “caduto”,che si è distaccato dal Padre, che non si sente più un tutt’uno con Lui... e per questo in verità soffre atrocemente.
Nel momento in cui ci allontaniamo dal Padre – dal nostro Cuore – ogni nostro agire è in verità peccaminoso e intriso di dolore, al di là del fatto che ce ne rendiamo conto o meno. Il “peccato originale”, cioè, in ultima analisi, il giudizio – il fatto che a un certo punto abbiamo cominciato a distinguere fra bene e male, giusto e sbagliato – pur essendo un processo necessario, ha inevitabilmente causato la nostra “cacciata dal Paradiso Terrestre” e quindi l’allontanamento dal Padre. Il giudizio, il nostro puntare il dito verso ciò che riteniamo “male”, è il vero peccato.
Il sentirsi soli e lontani dal Padre è una situazione che provoca rabbia e depressione, i due demoni di cui parlavo nel precedente post. La distanza dal Padre causa ed è causata dal giudizio, il quale provoca alternativamente rabbia e mancanza di voglia di vivere. Il pentimento– quando sentito nel cuore – permette invece di percorrere la risalita verso la“casa del Padre”. La preghiera è lo strumento che ci è stato tramandato.
Dice Serafim di Sarov in Istruzioni spirituali: “Dobbiamo dedicarci con tutte le nostre forze a salvaguardare la pace dell’anima e a non indignarci quando gli altri ci offendono. Non vi è nulla al di sopra della pace in Cristo, grazie alla quale vengono annientati gli assalti degli spiriti del cielo e della terra.”
“La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano le regioni celesti” (Ef 6.12).

La preghiera viene chiamata “della mente” quando è recitata dalla mente con profonda attenzione e con la partecipazione marginale del cuore. È detta “del cuore” quando è recitata dalla mente unita al cuore, ossia quando la mente scende fino al cuore e innalza la preghiera dal profondo. A questo punto il fedele si sente cosciente principalmente al centro del petto, dove risiede il Fuoco, anziché nella testa. La preghiera viene chiamata “dell’anima”quando sgorga da tutta l’anima, con la partecipazione dello stesso corpo; quando viene offerta da tutto l’essere che diventa, per così dire, il portavoce della preghiera. L’identificazione ultima con l’anima permette infatti la partecipazione completa anche del corpo.

“Amerai il Signore Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Ecco il primo comandamento” (Mc 12.30; Dt 6.5)

mercoledì 3 aprile 2013

danza con me

Si potrebbe dire che il maestro Zen ami i propi discepoli.Il suo amore è realistico e maturo e compie ogni sforzo per aiutare i discepoli a realizzare i loro sentimenti,ma sa tuttavia che nulla di ciò che il maestro può fare riuscirà a risolvere i problemi per il discepolo,a realizzare per lui i suoi intendimenti.Tale amore del maestro zen è un amore non sentimentale,ma realistico,un amore che accetta la realtà del fato dell'uomo,per cui nessuno di noi può salvare l'altro,e per cui tuttavia mai dobbiamo cessare di compiere ogni sforzo capace di aiutare un'altro a salvare se stesso.Qualunque sorta di amore che non conosca tale limitazione e proclami di essere capace di salvare l'altrui anima,non si è affrancato dalla mania di grandezza e dall'ambizione ". ( Fromm-Suzuki-De Martino da "Psicanalisi e Buddismo zen . ed. Astrolabio ). " Nessuno si trasforma da solo. L' asse verticale della trasformazione si incrocia sempre con quella orizzontale dei rapporti interpersonali ". ( Peter Schellenbaum ). E questo incontro è, infine, atto d' amore. Amore non solo come sentimento, ma un amore che implica l'essere aperti ad un' autentica comprensione...e la comprensione profonda richiede spazio. E' necessario che l' artista-terapeuta, abbandoni ogni movimento egoico, aspettative, ansie, ogni condizionamento. Solo allora potrà ascoltare veramente,accogliere l'altro, comunicare direttamente...è necessario " spazio interiore pulito ". Il terapeuta deve gettare via se stesso per divenire solo un tramite. E' l' attenzione, la dedizione alla "pratica" che realizza la vera natura,una natura spontaneamente illuminata,che aspetta solamente,semplicemente,di emergere. "Il cammino verso la guarigione conduce sempre ad attraversare un punto estatico che non si lascia raggiungere con dei semplici giochi di ruolo e delle messe in atto...L'esperienza estatica della svolta si verifica in gesti spontanei e ,al tempo stesso,coscienti a livello sensibile nei quali si manifesta la saggezza del corpo ". ( Peter Schellenbaum da "Alzati dal lettino e cammina"ed Red ). "La danza è la madre delle arti . Vive ugualmente nel tempo e nello spazio. In essa creatore e creazione,opera e artista,fanno un tutt'uno. Movimento ritmico in una successione spazio -temporale,senso plastico dello spazio,viva rappresentazione di una realtà visiva e fantastica.Danzando, l'uomo ricrea queste cose con il suo stesso corpo,ancora prima di affidare alla materia, alla parola,il risultato della sua esperienza. Nella danza i confini tra corpo e anima,tra espressione libera dei sentimenti finalità utilitaria,tra socialità e individualismo,tra gioco,culto,lotta e rappresentazione scenica,tutti i confini che l'umanità ha costruito nel corso della sua evoluzione,si annullano. Tutto è presente nella danza : il corpo,che nell'estasi viene trasceso e dimenticato per diventare ricettacolo della sovrumana potenza dell'anima ; l'anima che trova una felicità e una gioia divina dall'accresciuto movimento del corpo liberato d'ogni peso ; il bisogno di danzare,perchè una prorompente gioia di vivere strappa le membra al loro torpore ; il desiderio di danzare,perchè chi danza acquista un potere magico che elargisce vittoria,salute,vita. ; un legame mistico,che nella danza unisce la tribù tutta,e il lbero manifestarsi della propia individualità,in una completa aderenza al propio io. Nessuna arte ha confini così ampi . Nella danza forze represse erompono alla ricerca di una libera estrinsecazione,e un intimo ritmo le ordina in una viva armonia che al tempo stesso acquieta e annulla la volontà. Liberato dalla volontà,chi danza si abbandona alla beatitudine di un gioco consacrato,all'ebrezza che lo allontana dalla monotonia della vita di ogni giorno,dalla realtà tangibile e dalla prosaica esperienza quotidiana e giunge là dove immaginazione fantasia e sogno si destano e diventano forze creative . Nell'estasi della danza l'uomo è partecipe dell'aldilà,del mondo dei demoni,dello spirito e di Dio. Invasato e rapito nell'estasi ,egli rompe i ceppi terreni e si sente pervadere dal soffio dell'universo... Data la profonda e larga sfera di azione della danza,nulla possiede uguale valore nella vita e nelle civiltà primitive...non è un peccato condannato dai sacerdoti : è un atto sacro ed un ufficio sacerdotale ;non un passatempo : è anzi un'importante e seria attività in cui è impegnata tutta la tribù .Non esiste avvenimento nella vita dei popoli primitivi che non sia consacrato dalla danza .Nascita,circoncisione,iniziazione delle fanciulle,nozze e morte,seminagione e raccolto,onoranze ai capi,caccia,guerra e banchetti,lunazioni e infermità : per ogni cosa è necessaria la danza . E non si tratta di spettacolo e di festa secondo la nostra odierna concezione ...La danza , nella sua essenza,altro non è che la vita innalzata a un grado più elevato e intenso ...ma quando nelle civiltà superiori essa diviene arte nel senso più stretto del termine,allorchè diviene oggetto di spettacolo e la sua influenza è diretta agli uomini e non più ai demoni,il suo universale potere si spezza,si frantuma...ma ciascuna civiltà racchiude ancora in sè ,come germe spirituale,la nozione sublime che " danza " è ogni movimento soprannaturale e sovrumano . ( Curt Sachs da " Storia della danza. ed. il Saggiatore ).

Devi imparare a scegliere i pensieri allo stesso modo in cui ti scegli i vestiti ogni giorno..

Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: cercare se stessi, consolidarsi ... Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra ... Fa che esso si mantenga coraggioso, puro e sempre vivo, malgrado gli abissi e .... Quando si ama la natura tutte le cose non sono più un mistero. 


Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi. Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci. Non essere in guerra con te stesso: così... tutto diventa possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare. Herman Hesse: "Imagination"

"...abbiamo perso i contatti da un po' e cosi' ho avuto il tempo che mi serviva per riflettere su me stessa. Ti ricordi di quando mi hai detto che dovevamo vivere insieme ed essere infelici per poter essere felici?   Considerala una testimonianza di quanto ti amo l'aver passato tanto tempo a sforzarmi di accettare la tua offerta, ma un amico l'altro giorno mi ha portato in un posto sorprendente: l'Augusteo.   Ottaviano Augusto l'ha costruito per seppellirvi i suoi resti, quando sono arrivati i barbari lo hanno distrutto come tutto il resto..il grande Augusto, il primo vero grande imperatore di Roma come poteva immaginare che Roma, che per lui era il mondo intero, un giorno sarebbe stata un cumulo di rovine?   E' uno dei posti piu' silenziosi e solitari di Roma,  la citta' gli e' cresciuta intorno durante i secoli...  E' come una ferita preziosa, come una tristezza a cui non vuoi rinunciare perche' e' un dolore troppo piacevole...  Tutti vogliamo che le cose restino uguali; accettiamo di vivere nell'infelicita' perche' abbiamo paura dei cambiamenti..delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha sopportato, il modo in cui e' stato adoperato, bruciato, saccheggiato, tornando poi ad essere se' stesso, e mi sono sentita rassicurata...   Forse la mia vita non e' stata cosi' caotica, e' il mondo che lo e' e la sola vera trappola e' restare attaccati ad ogni cosa...  Le rovine sono un dono, la distruzione e' la via per la trasformazione. Anche in questa citta' eterna l'Augusteo mi ha dimostrato che dobbiamo sempre essere preparati a ondate infinite di trasformazione. Sia io che te meritiamo di piu' che stare insieme...e, se restiamo insieme, è perche' altrimenti abbiamo paura di essere annientati... ma non è così..."

“grocery” tradotto in mandibola!

ferma la tua mente e guarda cosa succede...

attenta a ciò che vuoi...magari l'ottieni!

 piagnisteo spegne neuroni
"...invece che stare a guardare, ho deciso di fare.
Fare cose che prima non avrei mai fatto.
Cose che, se raccontate da altri, avrei invidiato.
Hanno funzionato: sono diventate una catena di eventi, il primo passo, la scintilla.
Che chi vive nell'immobilità non perdona.
Poi ho iniziato a guardare con occhi che avevo dimenticato in un cassetto.
Si chiama meraviglia, la usi a sette anni poi decidi che è troppo ingenua...Si deve passare da “se non succede a me non deve succedere neanche a lui” a “se succede a lui mi devo dare da fare perchè succeda anche a me diamine!“. Ecco che in quel momento si alza al cielo un grido “withmaniano” che ti libera dal tuo immobilismo e ti dà la spinta per reagire e metterti in gioco. Secondo me tutti abbiamo avuto dei momenti così ma c’è chi dimentica quel grido e torna nel proprio angolino a battersi le tempie e chi ci prova, nel bene o nel male ci prova. Lo fa senza abbandonarsi alle lusinghe della facile lamentela e guardando solo al proprio percorso, a testa bassa, concentrato, senza sbuffi o pretese utopistica. Perché la vita non è facile ragazzi e non sta scritto da nessuna parte che debba esserlo. Si può solo andare avanti. Si può fissare un punto all’orizzonte e seguirlo o meglio INseguirlo! Noi e lui, nessun altro sul percorso, saranno gli incontri e le persone a intrecciare questo cammino e non viceversa. Vivere in un angolo e odiare il mondo è una scelta ma le scelte altrui non devono frenarci...Alcuni legami, spesso importantissimi per noi, sono in realtà delle vere e proprie dighe che ci imprigionano, si tengono legati ad un momento della nostra vita, ad un preciso istante della nostra crescita personale. Col rischio di sembrare freddi e distaccati ci si deve liberare di queste zavorre ed espandersi, innondare lo spazio intorno a noi finché ne avremo forza, ognuno in base alle proprie esperienze, interessi e obiettivi. Provate, create e provate di nuovo. E a chi ci indica nel tentativo di distrarci e sperando che inciampiamo possiamo solo, anzi dobbiamo solo, concedere un sorriso e l’augurio di tutto il bene possibile …perchè in realtà loro hanno solo una gran paura."

manda luce e amore e liberati
spesso si resta insieme per paura di essere annientati

equilibrio è non permettere a nessuno di amarti meno di quanto tu ami te stesso
 perdere il proprio equilibrio per amore è parte di una vita equilibrata
imbarcarsi è andare dall'altra parte (ovvero perdersi e poi ritrovarsi) Lascia che io senta la tua mancanza. io sono quel puntino rosso, lo so!

occorre essere coraggiosi per partire per un viaggio e accettare gli insegnamenti di tutti quelli che incontri

cerca Dio dentro di te e avrai la capacità di amare il mondo intero
ma occorre stare al centro: non troppo io non troppo d_o
Ganesh è colui che rimuove gli ostacoli

le rovine sono un dono: la distruzione è la via della trasformazione
vivo sul confine per cercare l'illuminazione

impara a sorridere: con la faccia, ma anche con la tua mente e con il tuo fegato
la stanza della meditazione è dentro di te

Credi alla forza dei tuoi sogni e loro diventeranno realtà.
Il tuo cuore è un gabbiano che vola libero nei cieli della vita.
Lascialo andare senza paura, ti saprà condurre alla felicità.
Il fatto che una cosa non sia concreta non significa che non sia reale.
Su questa spiaggia, durante il giorno puoi sentire il sole scaldarti la pelle. Non vedi i raggi che ti toccano, ma il calore che avverti dimostrano che esistono veramente.
La felicità, come la purezza interiore, non ha prezzo, ma una sola casa: il tuo cuore.
Possiamo vedere e sentire vicina una persona nel mondo dei sogni, e il fatto che al risveglio non ci sia più non significa che non sia stata davvero lì con noi.
La felicità non va inseguita, ma è un fiore da cogliere ogni giorno, perché essa è sempre intorno a te.
Basta accorgersene.
E' triste come certe intuizioni meravigliose possano smarrirsi nella vita di ogni giorno e non si riesca più a ritrovarle. E poi, col tempo, si finisca per dimenticarsene.
C'è sempre la possibilità di vivere in modo diverso.
E' la paura del giudizio degli altri che impedisce di decidere con la propria testa.
Devi tornare ad apprezzare la semplicita'.
Non si puo' dare valore e importanza solo ai grandi eventi della vita. Bisogna sapere vedere la bellezza che c'e' anche nelle piccole cose. E' questo che ti fa sentire speciale, felice.
Il dono della parola e' stato fatto all'umanita' perche' ci capissimo tra noi, amico mio, non per confonderci.
Quanto sarebbe stato piu' facile se invece di diffondere storie che dividevano i popoli in questo mondo, avessimo imparato a parlare il linguaggio del cuore, comprendendo che tutti stiamo cercando le stesse risposte.
Che ti ci creda o no, amico, c'e' un tempo per ogni cosa. Non c'e' niente di peggio che tormentarsi con la catena dei se. Si puo' decidere di prendere una direzione diversa solamente quando si e' arrivati in un punto in cui la strada si divide, non prima.
Qualcuno molto tempo fa disse che la ragione per cui gli esseri umani sono superiori a tutte le altre creature e' che sono in grado di prendere decisioni per mezzo del ragionamento, mentre gli animali si basano solamente sull'istinto. Io credo invece che per essere veramente superiori dovremmo trovare il giusto equilibrio fra istinto e ragione.
Ogni volta che fai qualcosa per gli altri, pensando solo alla loro felicita', ti senti meglio: e questo alla fine ti riempie il cuore di gioia. E' un esperienza che ti puo' cambiare la vita per sempre.
Guardandoti dentro puoi scoprire la gioia, ma è soltanto aiutando il prossimo che conoscerai la vera felicità.
La vita è un libro pieno di domande, e le risposte si possono trovare soltanto attraverso l'esperienza.
Momenti di autentica felicità possono scaturire soltanto dal cuore. Se vuoi essere felice ascolta il tuo cuore, perchè esso racchiude tutte le risposte che cerchi.
Tieni aperta la porta del tuo cuore e anche tu troverai la tua Spiaggia dei Sogni.
Sergio Bambarén: "Onda perfetta"

Grandi quantità d'acqua non possono dissetare l'amore, né possono sommergerlo le inondazioni. Allora, cos'è che uccide l'amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per abitudine e non per desiderio, passare davanti al fioraio senza accorgermene. Lasciare i piatti da lavare, il letto da rifare, ignorarti al mattino, usarti la notte. Desiderare un'altra persona mentre ti bacio sulla guancia. Dire il tuo nome senza ascoltarlo, dare per scontato che sia mio diritto pronunciarlo.
Jeanette Winterson: "Scritto sul Corpo"

"Nell'uomo autentico si nasconde un bambino: che vuol giocare. Orsù, donna, scopritemi il bambino nell'uomo! Un giuoco sia la donna, puro e gentile, simile alla pietra preziosa, illuminato dalle virtù di un mondo che ancora non è."
Friedrich Nietzsche: "Così Parlò Zarathustra"


Si può imparare qualcosa da un temporale. Quando un acquazzone ci sorprende, cerchiamo di non bagnarci affrettando il passo, ma anche tentando di ripararci sotto i cornicioni ci inzuppiamo ugualmente. Se invece, sin dal principio, accettiamo di bagnarci eviteremo ogni incertezza e non per questo ci bagneremo di più. Tale consapevolezza si applica a tutte le cose.
Yamamoto Tsunetomo: "Hagakure. Il Libro Segreto dei Samurai"

Ebbene io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.
È l'amore che fa bella la donna: lo stesso non può far la bellezza: essa sola non rende mai amabile nessuno.
Vangelo secondo San Luca 11,9

"Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perché lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro. E altri ancora vanno in rovina perché non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia. Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un'idea fissa, che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici soltanto in un luogo diverso da quello dove si trovano e così passano la vita girando il mondo. E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno ottenito il potere. Insomma, ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le persone."
Michael Ende: "La Storia Infinita"

"Non parlarle", disse Viviana. "Ha fatto voto di silenzio. E' sacerdotessa da quattro anni, e si chiama Raven."
In silenzio, Raven liberò Viviana degli indumenti e delle scarpe infangate, poi fece altrettanto con Morgana. Portò l'acqua per lavarsi e più tardi pane d'orzo e carne secca. Da bere c'era soltanto acqua, ma era deliziosa.
"E' stata attinta al Pozzo Sacro", disse Viviana. "Qui non beviamo altro, e dona le visioni. Il miele proviene dai nostri alveari, Mangia la carne, perché non ne assaggerai più per anni: le sacerdotesse non ne mangiano fino a che non hanno completato la preparazione."
"Perché, Signora? E' sbagliato mangiare la carne?"
"Un giorno potrai mangiare tutto ciò che vorrai. Ma una dieta senza carne produce un livello più elevato di coscienza, quale dovrai avere per imparare a usare la Vista e a controllare i tuoi poteri magici. Le sacerdotesse mangiano soltanto pane e frutta, e a volte un po' di pesce del Lago, e bevono soltanto l'acqua del Pozzo."
"A Caerleon hai bevuto il vino, Signora", disse timidamente Morgana.
"Sì, e potrai berlo anche tu, quando conoscerai i momenti in cui è lecito farlo", disse seccamente Viviana. Poco dopo chiese: "Hai mangiato abbastanza? Bene, lascia che Raven porti via i piatti. Dovresti dormire, figliola; ma prima siedi con me accanto al fuoco a parlare, perché domani Raven ti condurrà alla Casa delle Vergini, e non mi vedrai più se non ai riti fino a che non verrà il tuo turno di dormire nella mia casa e di servirmi. E allora forse anche tu sarai sotto un voto di silenzio. Ma per questa sera sei soltanto mia nipote, e puoi chiedere ciò che vuoi".
Marion Zimmer Bradley: "Le Nebbie di Avalon"

"Di tanto in tanto, Dorothy passava davanti a qualche casa e allora la gente usciva sulla soglia a farle un inchino perché ormai sapevano che grazie a lei la Perfida Strega era stata annientata e che a lei dovevano la loro liberazione dalla schiavitù."
Frank Baum: "Il Mago di Oz"

Amatevi l'un l'altra, ma non fatene una prigione d'amore: piuttosto vi sia tra le rive delle vostre anime un moto di mare. Riempitevi a vicenda le coppe, ma non bevete da una coppa sola. Datevi cibo a vicenda, ma non mangiate dallo stesso pane. Cantate e danzate insiemee siate giocondi, ma ognuno di voi sia solo. Come sole sono le corde di liuto, sebbene vibrino di una musica uguale.
Kahlil Gibran: "Il Profeta"

La nostra meta non è di trasformarci l'un l'altro, ma di conoscerci l'un l'altro e d'imparar a vedere e a rispettare nell'altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro completamento.
Herman Hesse: "Narciso e Boccadoro"
Come corpo ognuno è singolo, come anima mai.
Herman Hesse: "Il lupo della steppa"
E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita.
Heman Hesse: "Siddharta"

La vita di ogni uomo è una via verso se stesso, il tentativo di una via, l'accenno di un sentiero.
Io ero un parto della natura lanciato verso l'ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla, lasciare che si sviluppasse dal profondo, obbedire al mio destino e far mia la sua volontà, questo era il mio compito.
Herman Hesse: "Demian"
Sole brilla adesso dentro al cuore, vento, porta via da me fatiche e cure!
Herman Hesse: "La felicità"
In principio era il mito. Come il gran Dio aveva portato la poesia nelle anime degli Indiani, dei Greci e dei Tedeschi, lottando per farle giungere alla parola, così seguitava a poetare, giorno dopo giorno, nell'animo di ogni bambino.
Herman Hesse: "Incipit di Peter Camenzind"
Quando s'incomincia, il meglio viene poi da sé.
La malinconia ha questo di diabolico, che non solo ti fa ammalare, ma ti monta la testa e ti rende miope o addirittura superbo.
I dolori, le delusioni e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore e dignità, ma per maturarci.
Imparare, fare, guardare, viaggiare.
Herman Hesse: "Peter Camenzind"
Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: cercare se stessi, consolidarsi in sé, procedere a tentativi per la propria via ovunque essa conduca.
L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L'amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.
Ogni uomo però non è soltanto lui stesso è anche il punto unico, particolarissimo, in ogni caso importante, curioso, dove i fenomeni del mondo si incrociano una volta sola, senza ripetizione.
Herman Hesse: "Demian"
 
Due persone possono andare d'accordissimo, parlare di tutto ed essere vicine. Ma le loro anime sono come fiori, ciascuno ha la sua radice in un determinato posto e nessuno può avvicinarsi troppo all'altro senza abbandonare la sua radice, cosa peraltro impossibile. I fiori effondano il loro profumo e spargono il loro seme perché vorrebbero avvicinarsi, ma il fiore non può fare niente perché il seme giunga nel posto giusto; tocca al vento che va e viene come vuole.
Herman Hesse: "Knulp, storie di un vagabondo"
Ogni uomo forte raggiunge immancabilmente ciò che il suo vero io gli ordina di volere.
Voi stesso potete plasmare e animare il gioco della vostra vita a volontà, dipende da voi. Come la pazzia in un certo senso elevato, è l’inizio di ogni sapienza, così la schizofrenia è l’inizio di tutte le arti, di ogni fantasia.
La solitudine è indipendenza: l'avevo desiderata e me l'ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri.
Herman Hesse: "Il lupo della steppa"
Tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine, è linguaggio e colorato geroglifico. Nonostante una scienza della natura molto evoluta, oggi non siamo affatto ben preparati, né educati ad una corretta osservazione e, rispetto alla natura, ci troviamo piuttosto sul piede di guerra.
Herman Hesse: "Farfalle"