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domenica 9 giugno 2013

da "viaggio nelle energie del femminile" di Zu

«Sorge l'esigenza oggi più che mai di rileggere ciò che sta accadendo a livello sociale partendo dall'esperienza personale […] Maschile e femminile non sono due aggettivi riferiti rispettivamente all'uomo e alla donna, ma due energie presenti in noi, due qualità dell'essere incarnate nei due emisferi che costituiscono il cervello. Il principio maschile, che rappresenta la nostra dimensione logica, come energia porta in noi la capacità di analizzare e di conoscere razionalmente. Nasce mitologicamente nel momento in cui l'essere umano si affranca dalla paura e si spinge fuori dalla caverna per esplorare il mondo. Non a caso il simbolo che lo rappresenta è il sole, la cui luce rende visibili e netti i contorni di tutte le cose. Il maschile è quindi conoscenza, misura ed evidenza, ordine e controllo, poiché nulla deve sfuggirgli, e quindi comporta il bisogno di stabilire confini e limiti certi, competitività e guerra, ma anche cameratismo, che sono qualità legate all'aspetto sociale della vita, disciplina e concretezza, abilità di fare, parola in cui il maschile trova perfetta realizzazione. Il suo elemento è il cielo, la verticalità che ispira alla trascendenza.
Il principio femminile in noi, dimensione analogica, è l'energia del sentire. Il simbolo corrispondente è, infatti, la luna, che nell'oscurità illumina lievemente, rendendo vaghi i contorni di tutte le cose, invita ad abbandonare il mondo delle evidenze e a richiudersi nella propria sfera intima. Porta come qualità l'emozionalità, l'intuizione, la creatività, il sogno, l'introspezione e la capacità di vedere oltre. Sa vivere nel caos. Se il maschile sprona all'esplorazione materiale, il femminile induce al viaggio interiore, alla profondità che implica il pericolo dell'abisso. Non ama limiti e confini. È esattamente l'opposto del controllo, la percezione della soglia che comporta il rischio del perdersi e della follia. Conosce il potere di dare la vita e di conseguenza può toglierla. Il suo elemento è la terra, che porta il dono della trasformazione, poiché è archetipicamente il grembo da cui tutto ha origine e che tutto raccoglie. La predisposizione al sentire induce il femminile a un rapporto magico con la sfera sessuale. Ama, infatti, in maniera fantasiosa, libera e tantrica. Non conosce tabù, ma si perde nella reciprocità del piacere. Questa attitudine destabilizza profondamente il maschile che ha bisogno di riferimenti solidi e cui non appartiene la sensualità, ma la sessualità, che ha piuttosto velleità prestative. Il maschile è infatti custode in noi dei valori tradizionali, che però il femminile trasmette. E, dato che tutto quello che costituisce il nostro mondo interiore trova riflesso all'esterno, a icona di ciò basterà evocare come esempio la famiglia patriarcale, in cui il padre rappresenta le regole, ma la madre le tramanda ai figli e insegna loro a rispettarle. Se la parola chiave del maschile è fare, quella del femminile è essere.
libreria emporio del benessere cafè i luoghi dell'anima pescara - antinea sciubba
 
libreria emporio del benessere cafè i luoghi dell'anima pescara - alfonso recinella 
Conoscere i due principi che ci animano è un fatto sostanziale e alla base del nostro percorso evolutivo risiede l'obiettivo di integrarli. Un buon femminile è infatti l'ispirazione che induce il maschile a fare bene, cioè a concretizzare, poiché senza l'intuizione del femminile, l'azione del maschile non avrebbe capacità di perseguire mete, così come, senza il fare del maschile, il femminile resterebbe solo desiderio o intenzione»

Lavorando sull'integrazione di due aspetti specifici della nostra personalità, rappresentati da due archetipi di cui non a caso ogni favola racconta e in particolare sulla strega, il lato oscuro che spesso rinneghiamo e che jung definiva ombra...il femminile in noi è la capacità di ispirarsi e intuire. offre la visione sulla direzione, la ricchezza emozionale, la passione. Il maschile diventa allora il mezzo per trasferire alla parte femminile sicurezza e per esaltare le sue qualità. Lei allora può, volare leggera, creare e rendere la vita numinosa e artistica, ma soprattutto PUO' CONCRETIZZARE

Ratto di Proserpina (Bernini)
Il soggetto è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio e legato al tema del ciclo delle stagioni. Proserpina figlia di Giove e Cerere, dea della fertilità fu notata da Plutone, Re degl’inferi, che invaghito la rapì mentre ella raccoglieva fiori, secondo il mito, al lago di Pergusa presso Enna. Cerere per il dolore abbandona i campi, causando la carestia, mentre Giove interviene trovando un accordo con la mediazione di Mercurio; Proserpina avrebbe trascorso nove mesi con la madre favorendo l’abbondanza dei raccolti, per i restanti mesi dell’anno, quelli invernali, sarebbe rimasta con Plutone all’inferno. In ambito cristiano il mito rappresentava il ritorno dell’anima umana dal mondo dei morti alla speranza della vita e la possibilità di redenzione dal peccato e per questo fu rappresentato nelle porte bronzee di San Pietro dallo scultore quattrocentesco Filarete.

giovedì 6 giugno 2013

La chiave d’argento

 

tratto da il giornale di Avalon:
La chiave d’argento

Quando Galileo puntò il suo cannocchiale sul sole osservando con sorpresa che la sua superficie presentava delle strane macchie scure la Chiesa non fu molto contenta di questa notizia. Metteva in discussione il fatto che il creato fosse “perfetto” ed in qualche modo estendeva questa imperfezione anche al concetto di creatore. Quando l’uomo ha iniziato a frequentare lo spazio intorno al suo pianeta con satelliti artificiali ed astronauti ha potuto constatare con i suoi occhi che nel “cielo” non c’è nessun Dio e che gli angeli non vivono sopra graziose nuvolette. Paradossalmente questi tre secoli di cultura illuminista, con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti, hanno prodotto un “prodigioso miracolo”, costringendo tutta l’umanità a compiere quello che nei termini della psicologia junghiana viene definito come un “ritiro della proiezione”. In breve tutte quelle componenti che vivono nella nostra interiorità ma che ancora non abbiamo consapevolizzato, vengono sistematicamente proiettate all’esterno e viste “altrove”. Questo vale anche per il nostro aspetto “divino” che per millenni è stato esteriorizzato ovunque e che nella cultura patriarcale ha trovato la sua sede ideale nel cielo, luogo che ben rappresenta la qualità del distacco tipica di molte delle energie maschili. Attualmente la nostra società è divenuta troppo tecnologica ed ha acquisito troppe conoscenze fisiche ed astronomiche per poter “proiettare” l’immagine di Dio nel “cielo” dal momento che questo “cielo” è stato esplorato in lungo ed in largo senza trovarne traccia alcuna.
La nostra ricerca della divinità deve quindi continuare guardando altrove ed è precisamente in questo punto che il discorso esoterico diviene ancora più importante dal momento che l’etimologia di questa parola riporta semplicemente a “quello che è dentro” e a questo riguardo tutte le correnti iniziatiche hanno puntato senza indugio all’interiorità dell’essere umano. Nell’articolo precedente facevo riferimento all’esoterismo ebraico ed alla cabala. La storia di questa tradizione “sotterranea” della religione mosaica è molto complessa ed affonda le sue radici nelle antiche concezioni magiche diffuse in Mesopotamia ed in Egitto. Oggi come allora uomini posti davanti all’inesplicabilità del mistero della vita si interrogavano sull’esistenza di Dio e sulla sua “conformazione”. Da queste domande nasce quella che è forse la più conosciuta delle rappresentazioni simboliche della divinità in ambito esoterico, “l’Albero della Vita” cabalistico.
Nell’immagine associata all’articolo precedente ho volutamente sovrapposto la parte terminale di questo simbolo ad un utero con l’intento di rendere evidente che il piano materiale che percepiamo “nasce” da un piano più sottile che viene generalmente indicato con il nome di “astrale” e che trova il suo corrispettivo psicologico nell’inconscio. L’astrale quindi è la patria d’origine dei nostri sogni. Chiunque si dedica con serietà al proprio mondo onirico o all’interpretazione simbolica della vita fa quindi conoscenza diretta con questo piano di esistenza che la cabala definisce con il nome di Yetzirah. Questa è la chiave d’argento che ci consente di percepire quello che esiste oltre il piano fisico, ed è formata da tale metallo perché è riconducibile ad energie di natura femminile. Come accennavo precedentemente quella parte della divinità che è porta di manifestazione della materia viene indicata con il nome di Yesod ed è tradizionalmente associata alla luna, ad Artemide, a Selene ed in genere a tutte quelle Dee che proteggono o portano la capacità del “mettere al mondo” nell’accezione di creare e dare forma alla materia.
Conviene a questo punto soffermarci un attimo sull’importanza che diamo ai nostri sogni ed all’ottica con la quale li prendiamo in considerazione. Iniziamo con il dire che la nostra società è molto poco propensa a dar credito all’ambito onirico. Frasi ricorrenti come “é solo un sogno” o altre teorie scientifiche riduzioniste che vorrebbero assegnare ai sogni la sola funzione di ripulire la nostra mente dagli “scarti” della giornata, possono darci un’idea della scarsa serietà con la quale si è soliti considerare questo aspetto fondamentale della psiche umana. In fondo un simile atteggiamento porta con se qualcosa di rassicurante e deriva in larga misura dalla paura che il nostro io cosciente ha del confronto con l’ignoto. L’avvento di Jung si rivela determinante per ridare invece dignità alle immagini partorite dal nostro inconscio. Non ha caso lo “Sciamano di Bollingen” parla esplicitamente di responsabilità morale nei confronti di queste immagini interiori e stabilisce un principio di parità  tra mondo esteriore e mondo interiore. Le figure che compaiono nel mondo onirico sono i “prodromi” della materia ed hanno un’influenza decisiva ed invisibile sull’atteggiamento che la nostra coscienza ordinaria ha nei confronti della vita esteriore ed anche nel modo in cui quest’ultima viene percepita. Tale influenza rimane invisibile fino a quando non ne prendiamo consapevolezza proprio attraverso il dialogo interiore con queste immagini. Far emergere alla luce della coscienza il contenuto che vive nella notte dell’inconscio equivale in una certa misura a quel processo che in oriente, a giusta ragione, viene definito con il termine di “illuminazione”. Si tratta in definitiva di riconoscere e stabilire con ognuna di questa immagini onirico – astrali, la giusta relazione.

(il vedi tensegrity: teatro dell'infinito)

lunedì 20 maggio 2013

castrovalva di anversa

Anversa degli Abruzzi P8149679.jpg
Anversa degli Abruzzi (560 m. slm., popolazione comunale circa 430 abitanti) è situata all'imbocco delle spettacolari Gole del Sagittario, principale via di accesso al vicino Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ed è uno dei numerosi centri abruzzesi inseriti nel prestigioso club de "I Borghi più belli d'Italia".
Il centro abitato è dominato dai ruderi del castello dei Conti di Sangro edificato dai Normanni nel XII secolo e distrutto da un incendio doloso appiccato, secondo tradizione, per ribellione al diritto medievale dello "jus primae noctis".
I monumenti più importanti di questa piccola località della provincia aquilana sono, oltre al citato castello di Belprato, la chiesa di S. Maria delle Grazie (XVI sec.), con ricco portale rinascimentale del 1540, e l'antica chiesa di S. Marcello (XI sec.), con elegante portale quattrocentesco impreziosito da un affresco raffigurante una Madonna con Bambino e i Santi Marcello e Vincenzo. Molto belli i vicoli del centro storico.

particolare del portale quattrocentesco formato da 72 quadrelle
 (secondo la legge dell'ottava e i 72 nomi divini della qabalah)


Anversa degli Abruzzi è circondata da uno scenario naturale di straordinaria ed incomparabile bellezza, nel quale spiccano le spettacolari e selvagge pareti del canyon dove scorre l'impetuoso fiume Sagittario e lassù, in cima a quello stretto crinale roccioso sul quale sembra mantenersi perennemente in equilibrio, il magico borgo medievale fortificato di Castrovalva, immortalato nel 1930 dall'artista olandese Maurits Cornelis Escher in una celebre litografia, successivamente donata alla National Gallery of Canada di Ottawa e attualmente esposta al Museum of Art di Washington.
Nel territorio comunale di Anversa degli A. è compresa la spettacolare Riserva Naturale delle Gole del Sagittario (Oasi WWF dal 1991), una delle aree naturalistiche più importanti d'Europa. L'area protetta, situata ai margini del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, a pochissimi chilometri dalla celebre località turistica di Scanno, presenta una flora ricca e diversificata e in essa vivono tutti i grandi mammiferi presenti nel Parco Nazionale più antico d'Italia, ad eccezione del Camoscio.


La chiesa di S. Maria delle Grazie a tre navate con abside, risalirebbe al XVI secolo. La facciata rettangolare è aperta da un portale ricco di dettagli scultorei coronato da un rilievo con il Redentore, tra le statue di San Gerolamo e di San Onofrio. Il prospetto si completa con un rosone ad arcate trilobate privo di colonnine radianti.
Si osservano inoltre due stemmi gentilizi: in alto dei conti Belprato e in basso di Anversa; in una lapide posta al di sopra del rosone è incisa la data 1587, anno di completamento della facciata.
All'interno si possono ammirare la statua in terracotta policroma di S. Rocco, opera dei ceramisti anversani del 1530, e un tabernacolo in legno intagliato del XVI secolo e dipinto da De Picchi di Pescasseroli nel 1664.

Il castello dei Conti di Sangro, meglio definibile palazzo baronale, è frutto della ristrutturazione e dell'ampliamento, operati nel XV secolo da Antonio di Sangro, di una preesistente fortificazione a pianta pentagonale irregolare di cui restano i ruderi di un'alta torre, databile tra il XII e il XIII secolo.
Il puntone, a pianta quadrata, in pietra con base leggermente scarpata, realizzato dai conti di Sangro, emerge dal profilo del centro antico e suggerisce l'antica funzione di avvistamento e di difesa del fortilizio che controllava uno degli accessi meridionali alla conca peligna lungo l'alta valle del Sagittario.



il quadro di Escher



E' significativo anche il fatto che simboli esoterici di stampo massonico e rosacruciano si trovino praticamente in tutto il paese : sopra gli stipiti delle porte, sulle fontane, sui vasi, ecc., inoltre si possono trovare stelle a cinque punte, ancore, conchiglie, ecc. non a caso Gabriele D'Annunzio (33° grado della Massoneria) ha  ambientato proprio qui la sua tragedia  "La fiaccola sotto il moggio"  Anversa  è stato un centro culturale importante: sede dell'Accademia degli Addormentati nel 1500, punto d'incontro di artisti e letterati dell'epoca. Ricordiamo che questa ricca parte dell'Abruzzo era anche diventata di proprietà dei Medici. Inoltre, tra i casati più illustri non possiamo dimenticare la famiglia dei  Sangro (che vanta origini Merovinge) Last but not least : CASTROVALVA (la frazione di Anversa) detta anche 'il nido delle aquile', divenne famosa per la litografia di Escher esposta alla National Gallery of Art di Washington.

 
 


[stemma+anversa+degli+abruzzi+massoneria.png]


Lo stemma del Comune di Anversa è l'unione di due simboli:
quello del caduceo con quello della squadra e compasso tipico della Massoneria 
infatti si compone di un compasso sui cui  bracci aperti a V rovesciata,
salgono e si incrociano proprio formando una squadra, due serpenti.


La chiesa è originaria del XVI secolo.
Il portale è datato 1540.
Il portale è impreziosito da una cornice con preziosi altorilievi in pietra calcarea.
Il rosone è del 1585 reca lo stemma della famiglia Di Sangro e lo stemma di Anversa.


Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Anversa degli Abruzzi)

 

dal rosone della chiesa di Santa Maria delle Grazie del 1540





martedì 14 maggio 2013

Nulla val più del nulla

“Così eravamo oscuramente due, non sapendo bene nessuno di noi
 se l’altro non fosse egli stesso, se l’incerto altro vivesse….

“Vi è uno che gioca
  “Così eravamo oscuramente due, non sapendo bene nessuno di noi se l’altro non fosse egli stesso, se l’incerto altro vivesse….

“Vi è uno che gioca 
 vi è un altro che sa 
 l’uno mi vede che gioco 
 e l’altro mi vede che vedo”.
(Fernando Pessoa)vi è un altro che sa
l’uno mi vede che gioco
e l’altro mi vede che vedo”.
(Fernando Pessoa)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nulla val più del nulla

Racchiuso nello scrigno dell'anima
hai vissuto -d' intrinseca vena pulsante- ogni vita:
ché ti fiuto, senz'occhi; so che ci sei
tra i vortici di questo mio immenso nulla.
Quando nel blu m'attardo ecco t'ascolto
e, nel desiderio muto, sei
assenza di tratti, sei prigione,
agonia.

Della rosa sul muro -infatti- non resta
che l'ombra d'una estate brulla;
ma va da sé che un sordo richiamo
ora ricama di puro desiderio l'oblio
e nuoto nel cielo del tuo mare
come sospesa nella magia d'un sogno.

Antica percezione, mia ruvida porta sull'abisso,
sostanza imperfetta ch' accoglie, incoraggia,
comprende e fissa  -tra cuore e respiro-
di queste braccia allargate,
il silenzio vibrante che ora si fa dono.

venerdì 3 maggio 2013

Mesdames et Messieurs, faites vos jeux s'il vous plaît.

 Les jeux sont faits, rien ne va plus!


"L'anima è come un seme che deve germogliare e svilupparsi. Può essere acquisita soltanto nel corso della vita; non solo, ma è un gran lusso, riservato a pochissimi uomini. La maggior parte della gente trascorre tutta la vita senz'anima, senza padrone interiore. Per la vita ordinaria, l'anima non è affatto necessaria"  Georges Ivanovič Gurdjieff
"L'anima è come un seme che deve germogliare e svilupparsi. Può essere acquisita soltanto nel corso della vita; non solo, ma è un gran lusso, riservato a pochissimi uomini. La maggior parte della gente trascorre tutta la vita senz'anima, senza padrone interiore. Per la vita ordinaria, l'anima non è affatto necessaria" Georges Ivanovič Gurdjieff
Il treno del vero motivo della nostra esistenza è stato deviato, è avvenuto sin dalla nascita, attraverso i condizionamenti ricevuti, in direzione di una personalità (maschera) e di un ego che non solo non rispecchiano ciò che siamo realmente, ma innescano una serie di meccanismi che hanno la loro manifestazione in un dialogo interno incessante tra i vari sé (i voladores di Castanediana memoria), capaci di creare una vera prigione per la nostra mente e per il nostro Essere. Questo ci porta a fare scelte e ad attuare gesti tesi ad occultare costantemente la  nostra vera natura, producendo comportamenti che sono solo il frutto di un rapporto con noi stessi a dir poco inesistente, nullo. Ci disegniamo sempre come vittime delle situazioni : "non piaccio a nessuno", "sto sulle scatole a tutti",  "il capo mi odia", "mi deridono", "sparlano di me", "mio figlio non mi rispetta", "mia marito mi tradisce perché non mi ama abbastanza", "faccio un lavoro da travet mentre merito molto di più" "sono sottopagata" e via dicendo senza capire che l'unico motivo per cui le cose ci accadono è perché noi lo vogliamo,  perchè non facciamo nulla per evitarle. Partendo dalla salute fino ad arrivare ai rapporti umani.  Non siamo più padroni della nostra vita perché siamo abituati ad andare con innestato il pilota automatico , perché ci fa comodo, perché ci deresponsabilizza . Questo nostro problema si riflette inevitabilmente sul rapporto che abbiamo con l'altro e con la natura. E ,un essere del genere, dotato dell'intelletto,  ma con un rapporto con se stesso pessimo che tipo di mondo potrà mai costruire? proprio il mondo che vediamo sgretolarci tutt'intorno oggi! Siamo in una prigione e l'unico modo che abbiamo per evadere è quello di capire di cosa siamo schiavi. Prendere in pugno la situazione, metterci al comando, diventare bravi amministratori del nostro condominio interiore. Diventare consapevoli, applicare la visione lucida e Stare!
Il mondo è così perché noi siamo così: i messaggi sono chiarissimi e lo sono sempre stati ma è tutto inutile se non comprendiamo che le scelte devono essere radicali e personali, riguardanti ogni aspetto della nostra vita, e che quello che noi facciamo nel nostro piccolo è un azione grande che si ripercuote come un "volo d'ali di farfalla"(vedi 'effetto farfalla'). Non c'è nessuno che può salvare il mondo escluso noi. E se i cinesi stanno colonizzando il pianeta è perchè hanno avuto degli ottimi insegnanti. La questione è che i mezzi di adesso sono molto più potenti e possono causare effetti in una scala molto più grande di quello che potevano fare i vari conquistatori delle varie epoche. Solo se applichiamo la legge dell'amore e togliamo da dentro di noi la sete di potere riusciamo a trovare l'armonia in noi e, conseguentemente, nel nostro mondo. Occorre avere un filo di speranza: esiste la legge della compensazione e dove c'è il male c'è anche il bene, dove più si distrugge da una parte, più si crea dall'altra. Alziamo gli occhi dal nostro mondo ristretto, smettiamo di osservarci l'ombelico e vediamo quello che è la nostra creazione. Solo così sapremo cosa stiamo facendo e cosa vogliamo fare. La terra non ha più tempo, e se noi possiamo trasmutare tutto lei non più. Da oggi cambia registro, non guardare sempre e solo al punto, volgi lo sguardo, cerca nell'aria quello che senti ché sono gli occhi che servono la mente non il contrario, il cuore percepisce l'oltre, ma se abitui gli occhi a guardare costantemente solo da vicino, al particolare, diventi miope e perdi la capacità di scrutare verso l'orizzonte, di osservare l'insieme. Impara a vedere e scoprirai che non si vede solo con gli occhi, ma con ogni millimetro della pelle; perciò non stare lì impalato ad occhi aperti: impara a riconoscere e a sentire con altri sensi ad occhi chiusi...entra e scavati dentro, rompi le catene, non crearti UNA PRIGIONE PER LA MENTE.
UNA PRIGIONE PER LA NOSTRA MENTE.

Il treno del vero motivo della nostra esistenza è stato deviato, attraverso i condizionamenti ricevuti, in direzione di una personalità e di un ego che non solo non rispecchiano ciò che siamo realmente ma innescano una serie di meccanismi che hanno la loro manifestazione in un dialogo interno incessante, CREANDO UNA PRIGIONE PER LA NOSTRA MENTE e per il nostro Essere.

Questo ci porta a fare scelte e ad attuare gesti tesi ad occultare costantemente la NOSTRA VERA NATURA, producendo comportamenti che sono il solo frutto di un rapporto con noi stessi a dir poco nullo.


Ci disegniamo sempre come vittime delle situazioni 

"sto sui coglioni a tutti", 

"il capo mi odia", 

"i miei figli non mi rispettano", "mia moglie\marito mi tradisce perché non mi ama abbastanza", 

"faccio un lavoro da schifo ma mi merito di più" e via dicendo ... 

non capendo che l'UNICO MOTIVO per cui le cose ci accadono è perché NOI VOGLIAMO che ci accadano non facendo NULLA per evitarle. 

Partendo dalla salute fino ad arrivare ai rapporti umani. 

Non siamo più padroni della nostra vita perché siamo abituati ad andare con il PILOTA AUTOMATICO, perché ci fa COMODO, perché ci 
DERESPONSABILIZZA .


Questo nostro problema si riflette inevitabilmente sul rapporto che abbiamo con l'altro e con la natura. 

E un essere del genere, dotato dell'intelletto ma con un rapporto con se stesso costruito in questo modo che tipo di mondo potrà mai costruire?


QUELLO CHE VEDIAMO SGRETOLARCI ATTORNO OGGI!


Ci siamo COSTRUITI una prigione e l'unico modo che abbiamo per evadere è quello di capire  di COSA SIAMO SCHIAVI.

"La storia ha dimostrato che i vincitori più degni di nota hanno incontrato di solito ostacoli strazianti prima di trionfare. Hanno vinto perché si sono rifiutati di lasciarsi sconfiggere dalle sconfitte. " (B.C. Forbes)

“Un sol Governo, una sola Legge, l’Amore, unisce infiniti mondi” Giordano Bruno

Siamo in una “realtà umbratile” diceva il grande saggio, immersi in una matrix, una realtà virtuale di cui siamo tutti responsabili, finché ci limitiamo a un tipo di comunicazione ingannevole, basata su parole vane, “valori” che non sono affatto tali, rabbie comprensibili, ma funzionali alla lotta, cioè alla presunta divisione tra il “bene” e il “male”Oggi assistiamo agli “opposti” che si mettono d’accordo, mentre i ricercatori, che esaminano i dati della sonda Planck, si accorgono che il suono all’origine non fa alcun bang. La teoria del Big Bang non è provata, né lo è quella della nostra presunta discendenza dai primati. Le teorie di successo servono a una “conoscenza” che conserva la dipendenza, la solitudine e la “cacciata” dal paradiso, una ”conoscenza” ignara delle azioni compiute dal campo nucleare debole. Questo campo è il Messaggio che sta compiendo una fusione nucleare fredda, mutando tutto l’universo osservato e ciò che molti si sono sentiti in diritto di disprezzare: la materia nucleare, ben il 99,99% della massa di qualsiasi corpo. La scienza e, in particolare, la fisica quantica non lo sa, perché non ha mezzi idonei per osservare questa materia comprendendo le sue funzioni e senza distruggerla. Ogni essere umano può compierla però. Basta smettere di delegare agli altri la soluzione dei propri problemi e di credere al grande inganno di questo mondo: il tempo. L’apocalisse è la fine dei tempi ed è in atto. Il collasso della politica e il tentativo di restaurazione è solo un primo atto di una serie di cui i media non si accorgono, ma che sono evidenti a chi sente che tutto è collegato. La via per la libertà è l’auto-elezione, autonomia da qualsiasi credo e/o presunto “rappresentante”.  La Via è collaborazione, pratica, sincera e trasparente con chi vuole compiere azioni concrete rivolte al bene comune. Anche questi sono indizi che il cielo e la terra sono uniti dal campo nucleare debole, l’unico che influenza sia i raggi cosmici che le menti umane. In quali modi? Negli stessi modi testimoniati da saggi e poeti, modi che le scienze escludono e che le religioni controllano: eros ed emozioni, sogni e sensazioni preveggenti, anelito a una mondo saggio, giusto e prospero. Sono tipi di comunicazione dei quali l’altro lato, il campo elettromagnetico, lascia trasparire solo tenui tracce, le “ombre” direbbe Giordano Bruno.

"Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo, l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo". Giordano Bruno


GLI STREGONI TOLTECHI,LE ENERGIE SESSUALI,L'EMANCIPAZIONE FEMMINILE.
Intervista di Alexander Blair-Ewart a Florinda Donner-grau (Testo estratto dal libro Carlos Castaneda e le streghe Nagual ) :goodnight::bush: :tumble2:
A.B:Ogni Nagual ha un suo modo di lavorare. E' vero che Castaneda e' descritto come il Nagual dei cacciatori'?
F.D: si, ma ....non saprei e' un sognatore.
A.B : certo,anche questo e' innegabile.
F.D: e poi che significa sognare? Non cio' che si intende comunemente. E' uno stato diverso non ha niente a che vedere con l'essere addormentato, il tuo comportamento e' perfettamente normale e coerente, ma c'é qualcosa in te che agisce energeticamente ad un livello diverso.
A.B: un qualcosa che é anche nei tuoi occhi. Un qualcosa nei tuo occhi che significa anche guardare due mondi simultaneamente.
F.B: esatto. E questo significa inoltre demolire la barriera percettiva; tutto cio' che percepiamo, qualunque cosa sia viene filtrato dal sistema sociale. Intellettivamente siamo disposti ad ammettere che la percezione é determinata dalla cultura, ma ne rifiutiamo l'esistenza ad altri livelli. Tutto ciò é assurdo, perche' in realtà un altro livello esiste. Dico soltanto, visto che sono coinvolta con queste persone e al tempo stesso vivo in questo mondo, che e' possibile percepire a entrambi i livelli ed essere completamente coerente e impeccabile in ambedue.
A.B ..a proposito di impeccabilita', che cos'e'?
F.D:..sapere esattamente cosa dover fare, soprattutto per le donne; noi donne siamo state educate a essere creature insignificanti. E' incredibile come le donne siano cosi' insignificanti. Non dico che gli uomini non lo siano, solo che essi, comunque la si voglia mettere, sono sempre dalla parte vincente. Perdenti o no, il modello dominante e' maschile. Il nostro mondo e' un mondo maschile, qualunque sia la posizione economica delle donne il loro atteggiamento verso una qualche ideologia femminista. Nella nostra società i vincitori son sempre gli uomini.
A.B..Nel libro tu dici che le donne sono rese schiave dal loro attaccamento alla sessualita' maschile. Puoi parlarne?
F.D.. Certamente. Prima di tutto, una delle cose che piu' mi hanno sconvolta e che mi son rifiutata di credere per un certo tempo era quest'idea della nebbia provocata dal rapporto sessuale. Mi venne inoltre spiegato che quello che realmente accade nel rapporto sessuale é che, quando l'uomo eiacula, non solo la donna riceve il seme, ma in quell'attimo di esplosione energetica si formano quelli che Don Juan chiama "vermi energetici", filamenti. E questi filamenti rimangono nel corpo. Da un punto di vista biologico, fanno sì che il maschio ritorni dalla stessa femmina e si prenda cura della prole. Egli riconoscerà la sua prole dai filamenti a un livello energetico totale.
A.B..Qual é lo scambio di energia nel rapporto sessuale ?
F.D..La donna nutre l'uomo energeticamente. Secondo don Juan le donne sono la pietra angolare della perpetuazione della specie umana, e la maggior parte dell'energia proviene dalle donne, che non solo tengono in grembo, partoriscono e allevano i figli, ma garantiscono anche la posizione del maschio all'interno di questo processo.
A.B..Quindi la donna e' assoggettata per via di questa nebbia. Come fa ad affrancarsi?
F.D..Se parliamo da un punto di vista biologico, e' assoggettata? Secondo gli stregoni sì, nel senso che la donna si osserva sempre attraverso il maschio, non ha scelta. Mi arrabbiavo moltissimo tutte le volte che discutevamo di questo; piu' volte ritornavo sull'argomento con loro, soprattutto perché questo accadeva nei primi anni settanta, quando il movimento femminista stava raggiungendo il suo apice. Io mi opponevo alla loro idea, dicendo, no, le donne hanno fatto dei passi da gigante". Guardate cosa hanno raggiunto". E loro di rimando: "no. Non hanno raggiunto niente". Per gli stregoni, la rivoluzione sessuale - e bada bene che non erano pudici, non erano moralisti, erano solo interessati all'energia -, il fatto che le donne fossero liberate sessualmente in certo qual modo le rendeva ancor più schiave perché non si limitavano più a nutrire energeticamente un solo maschio, ma molti... Per loro tutto questo aveva del paradossale e ciò che sta accadendo in questi giorni era stato previsto da don Juan negli anni settanta. Egli diceva che la sorte delle donne sarebbe precipitata, che si sarebbero indebolite, e lo sono. Le poche donne con cui ho parlato - durante conferenze e in occasione della presentazione dei miei libri - concordavano con queste idee, e la cosa é molto interessante. Credevo infatti di incontrare notevoli difficoltà sull'argomento, ma proprio quelle donne che avevano avuto numerosi amanti affermavano di essere esauste, e non sapevano perché.
A.B..Stiamo quindi parlando di qualcosa che va al di là della sessualità.
F.D..Originariamente, al di là dell'aspetto sessuale, il femminile, l'utero, fa' sì che la donna sia più vicina allo spirito, in quel processo di avvicinamento alla conoscenza che è l'essere nel sogno. L'uomo e' un cono rivolto verso l'alto, e stando alla definizione di cono è distinato a raggiungere un punto terminale. Il cono é una forza energetica. Egli lotta perché non é vicino allo spirito, o come si voglia chiamare la grande forza energetica presente tutta intorno a noi. Secondo gli stregoni, la donna é esattamente l'opposto, il cono é rovesciato. Le donne sono collegate in maniera diretta a questa forza, perché per lo stregone l'utero non e' solo un organo della riproduzione, e' un organo deputato ai sogni, un secondo cervello. E' un cuore, e di fatto le donne aquisiscono conoscenza in maniera diretta, eppure non ci e' mai stato consentito, nella nostra societa' come in altre, di definire cosa sia la conoscenza. E le donne che creano o aiutano a formulare il corpo di conoscenze lo devono fare in termini maschili. Prendiamo una donna che fa' ricerca: se non rispetta le regole stabilite in precedenza dal maschio, i suoi lavori non verranno mai pubblicati. Puo' compiere delle piccole deviazioni, ma sempre entro la medisima matrice. Alla donne non é permesso fare nient'altro.
A.B.. Quindi la sciamana e' colei che sfugge a questo ipnotismo.
F.D..All'ipnotismo sociale,sì. E' molto interessante che tu accenni all'idea dell'ipnotismo anche don Juan diceva sempre - ai tempi in cui la psicologia ruotava attorno alle teorie Freudiane - che eravamo troppo passivi. Per noi la scelta era invariabilmente tra Mesmer e Freud. Esseri mesmerici, ecco cosa siamo non abbiamo mai intrapreso quell'altra via....
A.B..La via dell'energia, giusto.
F.D..E ciò non sarebbe mai accaduto se Freud non avesse avuto la supremazia.
A.B..Beh, adesso l'ha persa.
F.D..No, non prorio perché se si considera tutto ,chissà quante generazioni ci vorranno prima che la perda. Diciamo che e' stato screditato intellettualmente, però l'intera nostra cultura....parliamo tutt'ora in quei termini, comprese le persone che neppure sanno chi é Freud. Fa' parte del nostro linguaggio, della nostra cultura.
A.B..Si, lo so'. E' molto frustrante aver a che fare con persone che si accostano alla realtà da questa prospettiva psicologica ormai trita.
F.D..Certo. E non sanno neppure da dove provenga, perché fa' parte del nostro bagaglio culturale.
A.B.. La sciamana però é affraccanta da questa condizione.
F:D..beh, affrancata nel senso che una volta vista la struttura sociale per quello che é -un accordo-per lo meno sei più cauta nell'accettarla. La gente dice: "Guarda quanto é diversa la vita dai tempi di tua nonna di tua madre". Non è vero, rispondo, é solo una questione di grado, ma nulla é diverso. Se avessi vissuto la mia vita alla maniera stabilita per me..certo,sarei più istruita, avrei avuto maggiori possibilità, avrei comunque fatto la fine di tutti, sposata, frustrata, con figli che probabilmente adesso odierei, o che mi odierebbero.
http://grandesogno.com/capitoli/il-potere-femminile/
 
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"Anche la nuova scienza dell'arte può nascere soltanto se i segni diventano simboli e se l'occhio aperto e l'orecchio vigile rendono possibile il passaggio dal silenzio alla parola. Chi non può farlo è meglio che lasci in pace l'arte" Vasilij Kandinskij

"Che il discepolo afferri la coda del serpente della saggezza, e, ciò fatto, lo segua nel più profondo dell’Aula della Saggezza. Non cada nel tranello teso dal serpente dell’illusione, chiuda gli occhi ai rabeschi che ne adornano il dorso, e le orecchie alla melodia della sua voce. Fissi lo sguardo sul gioiello in fronte al serpente di cui tiene la coda, e guidato dal suo fulgore traversi le melmose distese di maya".


Il “neospiritualismo”, e la “pseudo-iniziazione” che ne deriva sono una parziale “prefigurazione” della “contro-tradizione” anche da un altro punto di vista: intendiamo riferirci alla già segnalata utilizzazione di elementi autenticamente tradizionali in origine, ma deviati dal loro vero significato e posti in certo qual modo al servizio dell’errore: questa deviazione è in definitiva l’incamminarsi verso il capovolgimento completo che dovrà caratterizzare la “contro-tradizione” (e di cui del resto abbiamo visto un esempio significativo nel rovesciamento intenzionale dei simboli), anche se nella contro-tradizione non sarà soltanto questione di elementi frammentari e dispersi; nell’intenzione dei suoi autori infatti, essa dovrà dare l’illusione di qualcosa di simile o addirittura di equivalente a ciò che costituisce l’integralità di una tradizione vera, con tutte le applicazioni che le sono proprie nei vari campi. E’ da notare, a questo proposito, come la “contro-iniziazione”, pur inventando e diffondendo per i suoi fini tutte le idee moderne caratteristiche dell’ “antitradizione” negativa, sia perfettamente cosciente della falsità di tali idee, e sappia evidentemente anche troppo bene a cosa attenersi; ma ciò sta appunto ad indicare come, nella sua intenzione, questa sia soltanto una fase transitoria e preliminare, in quanto una simile organizzazione di menzogna cosciente non può come tale essere il vero ed unico scopo che essa si propone; tutto ciò è destinato solo a preparare la successiva venuta di qualcos’altro, che a sua volta dovrà apparire come un risultato più “positivo”, e che sarà precisamente la “contro-tradizione”. E’ per questa ragione che, in particolare nelle diverse produzioni di cui è indubbia l’origine o l’ispirazione “contro-iniziatica”, si vede già delinearsi l’idea di un’organizzazione che sarebbe come la contropartita, e appunto perciò la contraffazione, d’una concezione tradizionale come quella del “Sacro Impero”, organizzazione che dovrà essere l’espressione della “contro-tradizione” nell’ordine sociale; ed è anche per questa ragione che l’Anticristo, secondo la terminologia della tradizione indù, potrà esser denominato Chakravartî alla rovescia . (R.Guenon)
http://www.thule-italia.net/esoterismo/Immagini%20Chakravarti/Chakravarti.html

la conoscenza noetica è conoscenza d'identità che si può cogliere solo nel silenzio del proprio Essere divenendo quella stessa verità "La Dea Nera Rituale"
Prima bozza della copertina relativa al secondo capitolo...il "volo" notturno di Mauro D'Angelo sulle ali della "Triade Oscura" continua...a breve disponibile...


 Protezione - verso chi amo: accudire mostrandosi presenti, ascoltando, rassicurando e, verso me stesso: porre sani confini tra me e l'altro: mi proteggo quando accudisco la mia vulnerabilità evitando di metterla nelle mani altrui e/o pretendendo che l'accudisca per me qualcun altro;  protezione è strettamente collegata all'essere in contatto profondo con la vulnerabilità, è un gioco sottile che mi fa decidere fin dove mi posso spingere, di quanto posso spostare i paletti delle mie paure, perchè se non li sposto sono bloccata, ma se li sposto troppo esco sguarnita; è anche custodire ciò che mi è caro, dare  nutrimento alle relazioni, è un'energia maschile sana, mi proteggo quando rendo il mio ambiente sia fisico che emotivo incline ai miei bisogni interiori. Migliorando la percezione del mio qui e ora. In modo tale che il bambino interiore  possa sentirsi libero di esprimersi.  è auto accudimento, istinto di sopravvivenza...Protezione è come un albero è forza,difesa,ascolto,presenza, saper difendere se stessi e l'altro quando vengono superati i confini, ma anche  rete di protezione (nel senso di saper prevenire che questo accada) altra immagine : un giovane guerriero con spada e scudo, ma forse la protezione sta tutta in un abbraccio. Credo di comprendere con la mente ma di non saperla ancora agire, ma confido che, quando si comprende, tutto diviene spontaneo e naturale; è un processo di crescita, e la condizione di mamma apre tante finestre...la madre sa come proteggere...

martedì 30 aprile 2013

guarire coi fiori



n. b. : post tratto da  http://www.alkaemia.it/

Note: le essenze contrassegnate con "(T.H.)" fanno parte dei "Dodici Guaritori" (Twelve Healers), i primi dodici rimedi floreali creati dal dr. Bach, tenendo presente che la distinzione tra i "dodici guaritori" e gli "altri rimedi" è solo ed esclusivamente storica  per individuare le essenze che ci interessano, e cioè l'emozione "di base" trattabile col fiore, secondo la classificazione del dr. Bach; alcune parole chiave che meglio aiutano a delineare il campo d'azione dell'essenza; l'aspetto positivo del fiore in questione, che aiuta a comprendere in che modo agisce, e due o tre asserzioni positive che, oltre a meglio sottolineare le caratteristiche positive del fiore, possono essere d'aiuto nel corso della terapia.

  1. Agrimony
  2. Aspen
  3. Beech
  4. Centaury
  5. Cerato
  6. Cherry Plum
  7. Chestnut Bud
  8. Chicory
  9. Clematis
  10. Crab Apple
  11. Elm
  12. Gentian
  13. Gorse
  1. Heather
  2. Holly
  3. Honeysuckle
  4. Hornbeam
  5. Impatiens
  6. Larch
  7. Mimulus
  8. Mustard
  9. Oak
  10. Olive
  11. Pine
  12. Red Chestnut
  13. Rescue Remedy
  1. Rock Rose
  2. Rock Water
  3. Scleranthus
  4. Star of Bethlehem
  5. Sweet Chestnut
  6. Vervain
  7. Vine
  8. Walnut
  9. Water Violet
  10. White Chestnut
  11. Wild Oat
  12. Wild Rose
  13. Willow


Stati d'animo - Nel suo libri "I Dodici Guaritori e altri rimedi" E. Bach ha suddiviso le differenti emozioni umane in sette tipologie principali ed ha raggruppato le differenti essenze floreali in base a questi "prototipi" emozionali:
  1. incertezza
  2. ipersensibilità alle influenze e alle idee
  3. paura
  4. preoccupazione eccessiva per il benessere degli altri
  5. scarso interesse per il presente
  6. scoraggiamento o disperazione
  7. solitudine
Nella spiegazione delle caratteristiche di ciascuna essenza viene poi meglio analizzata e definita l’emozione in questione. Prendendo ad esempio l’emozione paura, per scegliere l’essenza corretta occorre determinare di che tipo di paura si tratta: siamo di fronte a paure vaghe di origine sconosciuta (Aspen), alla paura di perdere il controllo e fare qualche pazzia (Cherry Plum) o alla paura di un qualcosa di preciso, come ad esempio la paura di perdere il posto di lavoro o di ammalarsi (Mimulus).

Ecco le 38 essenze floreali, suddivise per "emozione di base"

IncertezzaIpersensibilità alle
influenze e alle idee
 Paura
Preoccupazione eccessiva per
il benessere degli altri
Scarso interesse per
il presente
Scoraggiamento
o disperazione
Solitudine

lunedì 29 aprile 2013

non cercare avidamente nel cibo: ciò che ti può davvero saziare è dentro di te

attività
La tua fame (desiderio) è Sacra - Come donne ci è stato insegnato a temere la nostra fame.
 Abbiamo imparato a combatterla, per diminuirla, per attenuarla e ad essere disgustate da essa.
...
La nostra fame è reale e non sarà negata, non importa quanto e come tenteremo di negarla.
 La nostra fame è sacra.
 Possiamo vedere la nostra fame, alla luce della verità, per che cosa significa veramente.
 Significa che siamo vive di fronte agli enormi ostacoli e sfide.
 Significa che noi siamo affamate di visioni più grandi e le espressioni di noi stesse e il nostro potenziale.

E 'il santo desiderio di mangiare non il cibo del mondo, ma il cibo dal banchetto del nostro essere, un cibo ricco e succulento, di cui ognuno di noi è l'unica fonte.
 La fame è per la verità della nostra stessa sostanza, per la nostra anima, fame di infinito .
 Una fame di vivere e incarnare la Verità al centro di ciò che siamo,
 Per conoscere i nostri stessi corpi, anime e cuori come i simboli esterni dell'Unica divina ed eterna.

Donna, la tua fame è legittima, la tua fame è santa.
 È la fame di essere piene DALL'INTERNO .
 È la fame di essere piene di luce del nostro SÉ
Questa è l'unica cosa che potrà mai soddisfare e colmare questa fame.
 La fame di occupare ogni cellula pienamente e completamente,

Per rispettare noi stesse in ogni angolo del vostro sé complesso e brillante.
 È la fame di esplorare il terreno interiore con abbandono, senza i concetti di giusto / sbagliato o buono / cattivo come intermediari.
 È la fame di vagare per il deserto del vostro Essere, di incarnare la grandezza che risiede presso il nostro cuore.
 Partecipare della ricchezza del nostro Essere, l'unica vera fonte di appagamento.
 Questa fame viene da una pienezza, non da una mancanza

Che nulla si frapponga tra noi e il nostro banchetto traboccante, la nostra abbondanza interiore dell'essere.
  La colpa non trova posto al tavolo del nostro Sé.
 Tu sei tutta tua.
 Ogni ultimo boccone.

Questa fame può portare con sé un'antica rabbia.
 Questa rabbia viene dalla frustrazione di essere state separate da noi stesse e di aver fame di noi stesse.
 Generazioni e generazioni di donne affamate, voraci per ciò che è reale e vero in noi stesse e nel mondo.
 Sentire finalmente giusta questa fame. Proprio questa fame.


Questa rabbia viene dalla frustrazione di essere state separate da noi stesse e di avere fame di noi stesse
La fame di essere piena dall 'interno

 La rabbia finirà per cedere il passo ad una feroce chiarezza-
 Una chiarezza di ciò che deve essere fatto per accedere e vivere il nutrimento interiore.

fonte http://womboflight.com/


"Ancora una volta cerchi all’esterno la giustificazione del tuo fallimento, della tua mancanza di volontà, della pochezza delle tue idee e dei tuoi sogni. Ti sei creato un mondo cattivo dove realizzare i tuoi sogni è impossibile a causa di q...ualcosa o di qualcuno che trama contro di te. Ma l’unico artefice delle tue vittorie e delle tue sconfitte sei tu. Non delegare il tuo potere all’esterno… mai!
Tu stai idolatrando un mondo esterno a te, che credi abbia un potere infinito su di te. Lo stato, la religione, la medicina, la scienza, i banchieri, il datore di lavoro… per te sono divinità, che alcune volte accetti e altre volte rifiuti e combatti con tutte le tue forze, ma che in ogni caso consideri più potenti di te. Con il solo atto di combatterle assegni loro un potere che non hanno. Quando l’operaio lotta contro il padrone, il padrone ha già vinto, perché è stato riconosciuto come tale.
Ricorda: solo uno schiavo lotta per liberarsi da un padrone." (Salvatore Brizzi – Alchimia contemporanea)


Cibo dell'anima:  "Avete mangiato della frutta, ed ecco che quel cibo, una volta digerito e assimilato, contribuisce al buon funzionamento di tutto il vostro organismo. Che Intelligenza è mai questa, capace di dare ad ogni organo del nostro corpo ciò di cui necessita, affinché noi possiamo continuare a vivere? Come non essere in ammirazione davanti ad essa?

.... Grazie a quel cibo potrete continuare a vedere, a udire, a respirare, ad assaporare, a toccare, a parlare, a cantare, a camminare... E se ne avvantaggeranno anche i vostri capelli, le vostre unghie, i vostri denti, la vostra pelle, ecc.. Sì, come non essere colti da ammirazione di fronte a questa Intelligenza? D'ora in poi, dovete pensare maggiormente ad essa. Cercate di scoprirla e di manifestarle la vostra riconoscenza!
Ciò che è essenziale nel cibo, non è la materia degli alimenti. Ciò che è essenziale, sono le energie contenute negli alimenti, è la quintessenza che vi è imprigionata, poiché è lì che si trova la vita. La materia dell'alimento non è che un supporto. Attraverso quella materia, è dunque la quintessenza che noi dobbiamo cercare di raggiungere, in modo da nutrire anche i nostri corpi sottili. Essere convinti che mangiamo per nutrire esclusivamente il nostro corpo fisico, è un errore: noi mangiamo per nutrire anche il nostro cuore, il nostro intelletto, la nostra anima e il nostro spirito. " (Omraam Mikhaël Aïvanhov)


Foto: California Red-Sided Garter Snake.
Iannetti