Translate

sabato 15 settembre 2012

disvivo

 

Disvivo tra parentesi
dentro lo spazio vivo e il tempo morto
dell'attesa di che cosa, tra due quì.

 

Semmai laggiù, dove ora tu ti trovi,
chiunque tu sia, mettimi il tuo nome
sulle labbra assetate, insaziabili.

J. V. Piqueras

martedì 4 settembre 2012

Pietas

"Pietà" del regista coreano Kim Ki-duk, in concorso a Venezia, ha colpito al cuore per il realismo delle scene e per le tematiche drammaticamente attuali.
"E' un film sulle conseguenze del capitalismo estremo - ha spiegato il regista - e sugli effetti che producono sulle relazioni umane che vengono trasfigurate in senso negativo". "Pietà" racconta la storia di uno strozzino violento che minaccia la gente per ottenere gli ingenti rimborsi dovuti agli usurari che lo hanno ingaggiato. Non ha famiglia, né affetti, un giorno si presenterà una donna dicendo di essere sua madre. La narrazione da "tragedia greca" avvince fino al tragico epilogo, mettendo in luce le sfumature del dolore umano. Sofferenza che Kim Ki-duk ha letto nel volto della Madonna della "Pietà" di Michelangelo che ha sedotto il regista durante le sue visite a Roma. "Ho visitato due volte il Vaticano dove ho potuto ammirare il capolavoro di Michelangelo. Mi riferisco all'abbraccio della Vergine Maria al proprio figlio, l'immagine di questo abbraccio - ha spiegato - che mi sono portato dentro per tanti anni era l'abbraccio all'umanità nella sofferenza, nella condivisione del dolore. Per questo l'ho scelto come titolo del mio film".

“Pulsate et aperietur vobis”

:: FIAT LUX ::
"Ed Io renderò ancora più ciechi i ciechi"
“Se rimanete ben radicati nella Mia parola, siete veramente Miei discepoli. Così conoscerete la Verità, e la Verità vi renderà Liberi.” Gv.8,31-32
La verità è dentro l’uomo, perché essendo ad immagine e simiglianza di Dio, ne ha pure la relativa sapienza. Quando abbiamo degli individui veramente illuminati le risposte ai vari problemi e misteri coincidono tutte. Spesso noi siamo troppo miopi, e nella foga di analizzare la parte perdiamo di vista la totalità. È come prendere in esame solamente una tessera del mosaico e perdere la veduta di insieme. È arrivato il tempo in cui è necessario smettere di essere dei superficiali materialisti con il salvacondotto della Scienza e della Fede, continuando come un vecchio grammofono a percorrere lo stesso solco senza nessun volo coraggioso fuori dal seminato, come le aquile che affrontano i cieli aperti. Non siamo soli! Prima di noi, una seppure esigua schiera di ricercatori, ha trovato la sintesi della vita e, illuminata dalla Sapienza Divina che tutto regge, ha esperimentato che unicamente facendoci piccoli ed umili possiamo sperare di cominciare a capire qualcosa di più.
[…] (Egli)…dà prova della Sua Potenza,
distrugge i superbi e i loro progetti,
rovescia dal trono i potenti,
rialza da terra gli oppressi.
Colma di beni i poveri,
rimanda i ricchi a mani vuote… […]

Verrà tempo che tutto sarà spiegato e scoperto. Ma fino a che l’uomo vorrà crogiolarsi nella propria cecità, presumendo invece di vederci chiaro, continuerà la propria corsa verso il baratro dove si accorgerà troppo tardi del suo errore. Ecco perché i ciechi diventeranno ancora più ciechi. È la negazione aprioristica di chi, arroccato sui propri presupposti scientifici o religiosi non vuole demordere e pretende che l’Universo si pieghi ai suoi piedi perché tutto combaci con ciò che ha studiato. C’è una risposta a tutto e non serve essere dei dotti per entrare nella Conoscenza. Gesù disse: “[…] Ti ringrazio, o Padre, Signore del cielo e della terra; perché Tu hai nascosto queste cose ai grandi e ai sapienti e le hai fatte conoscere ai piccoli. Si, Padre, così Tu hai voluto [...]” (Mt.XI, 25-26).“[…] Poi Gesù si voltò verso i discepoli, in disparte, e disse loro: “Beati voi che potete vedere queste cose perché vi assicuro che molti profeti e molti re avrebbero voluto vedere quel che voi vedete ma non l’hanno visto. Molti avrebbero voluto udire quel che voi udite ma non l’hanno udito” (Lc.X, 23).

“ quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite – Viene la pioggia – e così accade! E quando soffia lo scirocco, dite – Farà caldo – e così avviene! Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai non sapete riconoscere questo tempo?” (Lc.12,54)
“…affinché i pensieri di molti cuori siano rivelati.” (Lc.2,35) e “Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono diventino ciechi.” (Gv.9,39)

L’ultimo mezzo conquistato dall’uomo alla ricerca del Vero è la medianità ad effetti intellettuali che oggi assume un’importanza tutta nuova: l’Ultrafanìa. L’etimologia dal greco dà l’esatto concetto:  Ultra - al di là e fanìa – luce manifesta, dunque luce dall’aldilà. L’Ultrafania è la scienza che ricerca, raccoglie e studia i fenomeni tutt’ora sconosciuti di natura concettuale. Questi non soltanto sono reali e obbiettivi ma palesano anche una spiritualità, cioè una potenza intelligente, determinante e ordinatrice; si riscontrano in essi sentimento, intelletto e volontà (Amore, Potenza e Sapienza, che sono le prerogative divine), i tre aspetti del Nous, della Mens. Se molto fu detto e scritto di Spiritismo (che nacque negli Stati Uniti nel 1848, in casa delle sorelle Fox e la cui ricerca si espanse in Europa, a Londra con Sir W. Crookes e a Parigi con C. Richet), nessuno ancora ha voluto, salvo il giurista Gino Trespioli e pochi altri, o potuto dire e scrivere con criterio sistematico e rigorosamente scientifico che l’Ultrafania è l’espressione più elevata della fenomenologia medianica: la trasmissione di noùri o correnti pensative spirituali che offrono un complesso organico di idee superiori Essenze? Anime dei defunti, sempre vive malgrado la morte fisica, che tornano, che parlano? E’ questa domanda piena di mistero che si ripete oggi, come si ripeteva nei lontani millenni di civiltà travolte dal tempo. L’Ultrafania ha una storia che si perde oltre quelle culture; si perde nell’età preistorica. Le fonti vere e principali non sono neanche i grandi codici come i Veda, l’Yi-King, il Tripitaka, l’Avesta, il Vecchio Testamento, ecc. bensì opere ancora più antiche, scolpite in ruderi, in megaliti, non dissepolte dalle tombe di razze scomparse ed altre probabilmente mai scritte, ma tramandate oralmente fra gli iniziati e cioè monopolizzate dalla casta sacerdotale, gelosa sempre e gelosa tuttora dei “Misteri”.
Qualche esempio: l’Egitto, che era una colonia dell’Atlantide, possedeva sessantamila anni fa un catalogo delle stelle e in Caldea, lo Zodiaco era perfettamente conosciuto settanta secoli prima della nostra era; la Persia conosceva il “fuoco vivente”, quello che noi chiamiamo etere, che oggi addirittura si mette in dubbio, mentre gli antichissimi sapevano che era un’energia di natura spirituale. La stessa piramide di Cheope, da parecchi millenni, ha incisi sulle sue pareti documenti comprovanti una conoscenza della matematica, della geologia, dell’astronomia, dalla scienza moderna confermata. Necessita domandarsi come mai tutto questo è stato possibile e la grande meraviglia sta nella risposta: “Tutto ciò non è altro che il risultato della medianità intellettuale o Ultrafania che costituiva la prima, la vera sorgente del sapere”. Ancora oggi ultrafanicamente si apprende, e questi messaggi coincidono in vari punti del mondo, che Atlantide precorse le più lontane civiltà ed univa Asia, Africa, Europa, America, i quali continenti soltanto in parte erano emersi dall’oceano.
La rivelazione ultrafanica era riferita da un sacerdote a Solone e per le stesse vie tali notizie giunsero a Platone, ed oggi possiamo constatare infatti come le stesse piramidi siano state ritrovate in Messico (Maya-Aztechi) e in Egitto. Ma come avviene questa rivelazione? Noi tutti esseri umani abbiamo un organo, situato al centro del cervello, chiamato ghiandola pineale o epìfisi.
Epìfisi o ghiandola pinealeEssa è atta a raccogliere vibrazioni di suoni siderei, eterei ed a trasmetterli nelle diverse forme conosciute come mezzi di estrinsecazione. Infatti la pineale è in relazione con il cardiaco e il plesso solare o gastrico.
Queste vibrazioni ad altissima frequenza, caratterizzate dai più profondi concetti pensativi emessi da individualità totalmente pure (molte non si sono mai rivestite di corpo fisico), si chiamano noùri da noùs – intelletto e roos – onda corrente. E’ appunto l’Essenza che fa proprio, direi, l’organo cerebrale e per esso irradia elevatissimi pensieri o noùri. Più l’ipersensitivo o medium ultrafano è in sintonia evolutiva con le correnti superiori (e questo si deduce dalla sua acquisita spiritualità, dopo grandi sofferenze, purificazioni e prove superate nella vita) più, per affinità, è idoneo a ricezioni superlative. E’ doveroso dire che quest’organo può essere calcificato, semi-calcificato o duttile ed è in quest’ultima condizione che è atto a captare prontamente l’onda noùrica. Anche la telepatia si manifesta attraverso l’epìfisi quando ci sia una “simpatia” detta capacità di risonanza tra due Esseri. Fu René Descàrtes -detto Cartesio- a menzionare la pineale quale sede dell’anima che, naturalmente, non può essere collocata in un punto preciso. Ma se noi analizziamo meglio quanto sopra detto, possiamo senz’altro dire che questa ghiandola, essendo la parte più sensibile ed eminente del cervello, è in posizione dominante rispetto alla vita animica dell’individuo, tanto è vero che è la prima a formarsi (diverticolo: termine che designa l’abbozzo dell’epìfisi) nell’embrione umano verso la quinta settimana; resta semplice per qualche tempo (embrioni da 25 a 30mm), poi emette diverticoli secondari che si allungano e si intrecciano sino a formare un corpicciolo a forma di pigna un po’ appiattita, da cui prende il nome. Nella sua piena formazione è lunga circa un centimetro e larga e spessa al massimo 5 mm; colore grigio-rossastro. Nella ricezione medianica l’onda noùrica la percuote, essa vibra e trasmette l’impulso ai gangli nervosi del cerebro che, a sua volta, decodifincando il concetto iniziale ricevuto, per mezzo della propria cultura e la terminologia adatta, li trasmette nella nostra dimensione umana o come pensieri (ecco l’intuizione) o come parole attraverso l’ugola. Ecco il messaggio ultrafanico! La stessa Giovanna d’Arco, come tanti profeti del Vecchio Testamento, Giordano Bruno, Dante Alighieri, per citarne alcuni erano dei ricettori straordinari di noùri. Tutto il mondo ne è rimasto illuminato anche se tortura e rogo, molte volte, hanno strozzato le voci profetiche e incenerito le opere insigni. Asperrima lotta, che porterà indiscutibilmente al tempo giusto, Scienza e Fede a fondersi, perché la Scienza perfetta del Tutto è in Dio: Punto che palpita così nella microbica forma come nell’albero gigantesco, nel muto sasso come nel muggente oceano. Perché la mente possa farsi una concezione olistica però, deve essere in ascesa, deve giungere cioè a tale potenza da essere atta a penetrare la vita nella sua Sostanza. Il Tutto è Centro di Vita ed è la Vita. Vita che si chiama Dio. Beati coloro che alzando il più possibile la loro “antenna” possono così captarne l’emanazione e l’Insegnamento sublime. Presto la Chiesa Mistica, quella di Giovanni (terza fase, terzo millennio) succederà alla Chiesa del Rito, quella di Pietro (seconda fase, duemila anni trascorsi) e solo allora i tempi saranno compiuti e l’evoluzione dell’umanità ribelle completata, con il Giudizio finale e la Parusia o ritorno definitivo del Cristo



“...nessuno degli empi capirà, ma capiranno i saggi.” Dan.12,10
«Voi sentirete bene, ma non intenderete;Vedrete bene, ma non riconoscerete;Poiché il cuore di questo popolo si è reso insensibile, han fatto l’orecchio sordo, hanno socchiuso gli occhi,  per non vedere con i loro occhi, per non sentire con i loro orecchi e non comprendere con il cuore e [non] convertirsi e [allora] Io li avrei guariti».
1) Il rapporto con Dio, che è la preghiera, cioè fare la Sua volontà e tutto ciò che a Lui sia gradito;
2) Il rapporto con noi stessi, che è la rinuncia, cioè l’eliminazione di ogni forma di egoismo e di paura o di dubbio;
3) Il rapporto con gli altri, che è l’elemosina, cioè il dare a piene mani, non soltanto nel senso di denaro, ma di comprensione, di sopportazione, di amore e di umiltà.
Con la misura con la quale misureremo saremo misurati (Mt.7,2).
Come si vede, siccome in larga maggioranza il mondo è sordo e cieco, in queste tre espressioni, gli uomini non possono udire pur avendo orecchi, ne vedere avendo occhi.
“E con molte di simili parabole esponeva loro la Parola secondo che eran capaci di capirLa;  e senza parabole non parlava loro; ma in disparte spiegava poi ai Suoi discepoli ogni cosa”.
Come possiamo notare, l’Insegnamento veniva elargito in due maniere diverse:
Il primo era essoterico (dal gr. exoterikos-esterno) cioè destinato a tutti.
Il secondo, esoterico (dal gr. esoterikos-interno) riservato ad una cerchia ristretta di iniziati.
Tutto dipende dal sentire interiore e dalla maturità acquisita.
“Dunque il sale è buono. Ma se anche il sale diventa insipido, con che gli si renderà il sapore?Non è più utile né per il terreno, né per il concime, e lo si butta via. Chi ha orecchi per intendere intenda!”.
E' importante analizzare la radicale “Sa” (cioè che sa).
Questo elemento è incorruttibile tanto che viene usato per non far deteriorare i cibi e sin dall’antichità inoltre, è l’emblema dell’eternità e della sapienza.
Infatti secondo la Kabbala degli Esseni si parla del significato esoterico della lettera Scin, sia nella radice che nella desinenza:
S (iniziale-radice) = Sapienza, si trova in ogni manifestazione dell’Eterno.
I (iniziale-desinenza) = È l’inizio della parola Iesus.
Ora le due parole: Sapienza e Iesus sono legate indissolubilmente al moto (movimento eterno), cioè legame fra Eterno (Padre=Sapienza) e Iesus (Figlio=Amore).
La Legge del Padre si compirà nel mondo prima col Padre indi col Figlio.
E, grazie allo Spirito anche a noi è dato di avere la Vera Vita e la Libertà autentica dei Figli di Dio
  “Or la folla era seduta intorno a Lui e qualcuno Gli disse: - Ecco tua Madre e i tuoi fratelli, son là fuori che ti cercano – ed Egli rispose: - Chi è mia Madre e chi sono i miei fratelli? - E gettando uno sguardo sopra coloro che Gli sedevano intorno disse: - Ecco mia Madre e i miei fratelli. Chiunque fa la Volontà di Dio, questi è mio fratello, mia sorella, mia Madre.” (Mc.3,32-35) e “Chiunque avrà lasciato case, fratelli, sorelle, padre, madre, figli o campi per causa del Mio nome riceverà il centuplo ed avrà in eredità la Vita Eterna.” (Mt.19,29).

. “Il cielo e la terra passeranno ma le Mie Parole non passeranno.” (Mt.24,35)

I volti di Gesù e satana nel cielo del Texas

L’Apocalisse di Giovanni parla chiaro quando si riferisce ai Segnati (Ap.7), i 144 mila che simbolicamente rappresentano l’umanità proveniente dalle dodici tribù d’Israele e moltiplicatesi su tutta la terra.. il ceppo “Abramo” è identico per le tre più grandi religioni monoteiste del mondo: ebraismo, cristianesimo ed islamismo. Quel Segno sulla fronte è proprio il Sangue dell’Agnello, il simbolo della Croce, l’Acqua ed il Fuoco, la Materia e lo Spirito che, incrociandosi, danno origine alla Salvezza per sublimazione.
Non evapora forse l’acqua quando incontra il fuoco?
Non si trasforma forse l’uomo-immanenza quando lo Spirito-Trascendenza pone il suo dominio sulle passioni?


Noi siamo circondati da entità di tutti i tipi, a seconda delle nostre virtù o difetti, ed esse vibrano con noi in risonanza. Questa si chiama circumsessio (circumsessione). E’ la forma meno grave di influenza negativa.Ma quando c’è un’azione a livello astrale e mentale più invasiva, provocando fobie, idee fisse, concetti sbagliati, ecc. allora si chiama obsessio (ossessione). Per passare poi alla situazione più seria di tutte che si chiama possessio (possessione) e che purtroppo necessita, per il mondo, di cure psichiatriche e, per la Conoscenza dello Spirito, di esorcismo purificatore. Questa realtà è completamente sconosciuta alla scienza medica e psichiatrica e lo è, sciaguratamente, anche da chi avrebbe il compito di curare le anime. Infatti, esorcisti famosi affermano che la possessione diabolica è molto rara e “dirottano” i pazienti alla psichiatria, ignorando che certi disturbi da entità coinvolgono energeticamente anche il corpo fisico, provocando spesso delle infermità, come ci documenta con dovizia di particolari il Vangelo. Il Vero è che noi tutti viviamo in un oceano di energie, di pensieri, di impulsi, il tutto perfettamente invisibile; e se noi non prendiamo nettamente posizione, alzando le nostre vibrazioni e rendendole più rapide, immergendoci maggiormente nel Regno dello Spirito, non riusciremo a salvarci dall’infecondazione occulta!L’umanità, o propende ciecamente verso il rigore scientifico e lo scetticismo ateo e intransigente, oppure è incline alla fede miope e dogmatica impartita dall’alto del Magistero della Chiesa. L’una e l’altra posizione sono assolutamente inadeguate alla realtà che ci circonda. Luca, in 9, 1, ci dice che Gesù “avendo convocato i Dodici, diede loro Potenza ed Autorità sopra tutti i demoni e potere di guarire le malattie”. Questa è stata la Missione della Chiesa per tanto tempo all’inizio della sua storia. Poi, nel corso dei secoli, il senso della presenza del maligno si è affievolito fino quasi a scomparire. Oggi per molti cristiani, e anche per diversi sacerdoti e teologi, Satana è solo un simbolo, quindi una cosa astratta. Perciò la sua più grande astuzia è proprio quella di far credere di non esistere. Naturalmente egli non gradisce le persone che vanno a disturbare la sua attività e quando qualcuno tocca il suo dominio, gli scatena contro una guerra senza quartiere.  Ma il Cristo ci incoraggia a proseguire nel Suo nome perché, oltre agli Apostoli, ha esteso a tutti gli uomini di buona volontà il nobile mandato di evangelizzare e di curare i corpi e le anime assediati dalle entità negative: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il padrone della messe che mandi operai...Andate, ecco Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi......Io vi ho dato il potere di camminare sui serpenti e sugli scorpioni e su tutta la potenza del nemico; e nulla potrà nuocervi». Lc X, 2, 3, 19.Beato colui che, animato dal Sacro Fuoco dello Spirito procede nonostante le insidie e i trabocchetti del nemico sulla strada del Servizio, noncurante della sua vita perché:  “Chi ama la propria vita la perderà” (Gv. 12, 25)
 
L'anima, nel momento in cui decide di ritornare ad avere un corpo fisico, per esigenze evolutive (la vita è come una scuola con i diversi anni scolastici), sceglie, per sintonia vibrazionale, l’ambiente, i genitori, le prove da superare più o meno dolorose. Richiesta effettuata in rapporto ai “debiti” o “errori” passati che la porteranno a livelli successivi di espansione spirituale, a più ampi orizzonti del pensiero, fino al definitivo “ritorno a Casa”. Questa è la funzione del dolore ed il suo percorso: ErroreDoloreEspiazioneEvoluzione - Ascesa e Catarsi o purificazione totale, con il rientro al Punto di Partenza dopo la Caduta, Dio!


 ...un passo dopo l'altro......elevando il pensiero...nosce te ipsum

addio gigante col sorriso da bambino

Michael Clarke Duncan

lunedì 3 settembre 2012

TON NOM




Ton nom.
J’ai perdu ton nom.
C’était
le nom
sur le bout du papier
Le nom
sur le bout de la langue
C’était
le grain
de ta voix perdue
au baiser d'une bouche aussi tendre
La trace
de mon rêve des anges
et la mise au silence
de ta(ma) vie secrète
Le mot juste
d’un morceau de ton ègard
sinon l’ascétisme de l’écriture
Le fragment
de ton visage vue de face.
Ton nom
-qui dort sur la folie de mes espoirs-
c'est la robe bleu qui me conduit
jusqu'au bout de ma vie.
Ton nom.
C’est
la parole que j'ai perdue.
Ton nom: c’est le mien.


Tutti i diritti riservati
©


( scritta nel 2010)

Nosce te ipsum  (Socrate)
Il cuore ha ragioni
che la ragione non conosce.
 (Blaise Pascal)





     "Non chiederci la parola che squadri da ogni lato / l'animo nostro informe"(E.Montale)

Meta




"sopra di me il cielo stellato,
dentro di me (?) la legge morale...(?)
"sopra di me la protezione del cielo stellato;
fuori di me la ricerca e l'applicazione della legge morale;
dentro di me la fiamma vivente dell'iniziato"

Il metodo carpeoro



L'Acerba
Il pellicano con paterno amore
Tornando al nido e fatigando l’ale
Tenendo li suoi figli sempre al cuore,
Vedeli uccisi dall’empïa serpe,
E tanto per amor di lor glien cale,
Che lo suo lato fino al cor discerpe.
Piovendo il sangue sopra li suoi nati
Dal cor che sente le gravose pene,
Da morte a vita sono ritornati.
Da questo in noi si muove conoscenza
Di Quel che muove il tutto e lo sostene,
E l’universo per lui si dispenza.
Come del pellicano Ei tien figura,
Per li peccati dei primi parenti
Risuscitando l’umana natura.
E noi, bagnati da sanguigna croce,
Risuscitando da morte dispenti,
Di servitude lasciamo la foce,
Sì che per morte riprendiamo vita
Che per peccati fu da noi partita

( Cecco d'Ascoli)
Così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva giù in entro e di fori,
sovra candido vel cinta d’oliva
donna m’apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.
(Dante)

Vado verso il Nord,
verso la bruma ed il freddo
abbandonando dappertutto
qualche particella di me stesso,
andando oltre me stesso,
diminuendo me stesso a ciascuna stazione,
ma lasciando a voi un po’ di chiarezza,
un po’ di calore, un po’ di forza,
fino a che non venga infine fermato
e fissato definitivamente
al termine del mio corso,
nell’ora in cui la Rosa rifiorirà sulla Croce.

(Cagliostro)
Richiesto delle Virtù Teologali disse:
se mi diranno la prima parola, me ne ricorderò.
Interpellato quali e quante fossero le Virtù Cardinali,
soggiunse che erano la stessa cosa delle Teologali.
Gli si dimandò de’ Consigli di Perfezione;
e se ne ebbe in risposta:
Fede, Speranza e Carità.

(Cagliostro)

:: A L C H E M I A ::

orizzonti





dove nulla

da nulla è diviso,

nel punto fermo (o quasi)

d’una geometria precaria,

comunque ancora in bilico ed incerta.


tra la chiusura e l’apertura dell’orizzonte,

quando due pianeti sorgono complici

l’uno alla vista dell’altro,

nell’atto stesso del loro

reciproco comparire

d’un desiderio

uguale.

Là,

in quello spazio-terra di mezzo,

dove l’arcobaleno si staglia

 a far da ponte:

quale nuovo collegamento

all’avvio d’un viaggio che sarà

-lungo o breve- greve e mis-conosciuto,

fatto di semplici sguardi

che, a specchio di magici astri,

entrambe li tras-figura

 rendendoli vivi

e, per una volta ancora,

eterni partecipi del vero,

abbracciati a quell’unico, eppur possibile,

atto di fede.

Tutti i diritti riservati
©

17/08/2009

siamo specchi, siamo spicchi di mare

per ritrovarci abbiamo bisogno di specchiarci
l'uno negli occhi dell'altro -sì, perché l'altro che non è
che l'altra parte del sè- e possiamo riconoscerlo
avvertirlo: come il calore di casa,
posiamo sentirne l'odore e vederlo: 
come un'orma, come una traccia,
è come il profumo che la pioggia lascia  sulla terra
ora che è bagnata di te.
e, al solo sapere che esisti, che sei qui, in questo mio tempo,
m'invade un'immensa allegria
perchè i miei sospiri ora sanno
di poter trovare rifugio nel tuo cuore
e che nel tuo amore si annulla
tutta la  vita mia
che l'esistenza ha un senso compiuto:
il senso del mio nulla.
e siamo mare, siamo maree
e ho tirato su forte col naso l'odore del sale
e sulla lingua è già pietanza
e nello specchio dei tuoi occhi
ho visto la mia pianura:
azzurra luccicante
tanto da stringere -gli stessi occhi- per la troppa luce.

Tutti i diritti riservati
©
Nel Prologo al suo vangelo, Giovanni delinea prodigiosamente e sinteticamente l’evento più straordinario nella storia dell’umanità e con una semplicità disarmante ne attesta la profondità spirituale ed esoterica. Infatti, se valutiamo la Trinità come Potenza (Padre), Amore (Figlio), Sapienza (Spirito Santo) possiamo constatare la “coerenza ispirata” del primo versetto:  In principio era il Verbo, cioè la Parola, il Comando, il Potere, la Volontà del Padre di creare (volere è potere). E il Verbo (la Parola) era con Dio: essendo tutt’uno con Lui, quindi scaturita da Lui e manifestatasi nel Tempo; la Parola per antonomasia cioè il Figlio–Amore il Cristo, concretizzazione visibile del Pensiero voluto dal Padre e ispirato dallo Spirito. Ed il Verbo (la Parola) era Dio, la Sapienza, lo Spirito Santo che ha permesso e illuminato la realizzazione di tutto ciò.
Abbiamo qui un’inequivocabile testimonianza della Divinità Assoluta dell’Unigenito espressa con una possanza come solo lo Spirito può suggerire e nel contempo una più accessibile comprensione del Dio Uno e Trino.
Quindi: 1. Concetto Iniziale 2. Concretizzazione dell’Idea 3. Realizzazione finale del Progetto Salvifico. E’ sempre lo stesso Dio dunque che si manifesta in tre prerogative diverse, ma rimanendo sostanzialmente Uno. Ecco l’intimo significato del mistero della Trinità tenuto nascosto nei secoli sotto il velo del mito. Tutto fu fatto per mezzo di Lui...  Ci riporta al nostro sommo Poeta: “Amor che move il sole e le altre stelle” (Epilogo della Divina Commedia). Infatti il Cristo disse: “Senza di Me non potete far nulla”. (Gv 15, 5). Ed è naturale che senza l’Amore niente potrebbe esistere. Ma l’Amore è anche Sapienza e nello stesso tempo è Potenza. Ecco il Cristo bambino rivelare la Sapienza tra i dottori nel Tempio e ancora manifestare la Potenza nel compiere i miracoli ma soprattutto palesare l’Amore fino alla morte. Alla morte di Croce. E prosegue Giovanni:  In Lui era la Vita “Io sono la Via, la Verità, la Vita”. (Gv 14, 6). ...e la Vita era la Luce degli uomini; e la Luce splende tra le tenebre, Io sono la Luce del mondo: chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la Luce della Vita. (Gv 8, 12). ...e le tenebre non l’hanno compresa. Incalza Giovanni presentando il Precursore, colui che avrebbe preparato le vie del Signore. Vi fu un uomo mandato da Dio... Era giunto il tempo in cui doveva esserci il passaggio dalla Legge del Taglione a quella più perfetta dell’Amore e del Perdono: la venuta del Messia. Giovanni Battista invitava al pentimento e alla purificazione con l’acqua, in attesa di quella definitiva portata dal Cristo col fuoco. Ma a tutti quelli che lo ricevettero... Egli ha riscattato tutti noi dalla prigionia della prima adesione a Lucifero e con il Suo Sacrificio ci ha spalancato la porta dei Cieli, lasciandoci liberi però di seguirlo oppure no. Lo Spirito svela dunque nelle profondità dell’anima la nostra vera Origine, solo che noi diamo l’assenso ed il riconoscimento a tale incommensurabile atto d’Amore. Ed il Verbo si è fatto carne ed ha abitato fra noi; e noi abbiamo contemplato la Sua Gloria... perché la Legge fu data per Mosè ma la Grazia e la Verità è venuta per Gesù Cristo.
l’acqua non è sufficiente
per far nascere una pianta,
ci vuole il Sole

Silent Light

Silent Light
«In Verità, in Verità Io ti dico che se qualcuno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel Regno di Dio.
Quel che è nato dalla carne, è carne e ciò che è nato dallo Spirito, è Spirito.
Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”.
Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il rumore ma non sai ne da dove viene ne dove va, così è di chiunque è nato dallo Spirito».

 È urgente dissolvere l’io per fabbricare l’anima: solo l’anima sa amare veramente. L’anima si irrobustisce e si fortifica con il Fuoco dello Spirito Santo. È bene sapere che il Fuoco dello Spirito Santo è amore. È bene sapere che il Fuoco dello Spirito Santo è il kundalini di cui parlano gli indù. Solo questo Fuoco sessuale fiammeggiante può aprire le sette chiese dell’anima. Solo questo Fuoco elettronico può colmare l’anima di poteri ignei. Chi non intende questo può perdere la sua anima, l’anima che rinuncia al sesso e all’amore, inevitabilmente muore. L’uomo mostra la sua virilità facendo opere d’amore, non parlando di un amore di cui è incapace. Il bacio della Madre Kundalini è per uomini virili e per donne veramente innamorate. Il bacio della Madre Kundalini è Morte, il bacio della Madre Kundalini è Vita. Gli appassionati non sanno questa cosa; loro pensano solamente a soddisfare i loro desideri e poi a divorziare, non gli succede altro, questo è tutto quello che sanno fare! Povera gente! Sono degni di pietà…Cuci e ricuci e ritorna a ricucire il tuo fango e la tua acqua, perché quando il tuo fango ritorna al fango e la tua acqua evapora, rimane l’Anfora di Salvezza, vale a dire la tua anima risplendente e scintillante tra le mani del tuo Dio interiore. Colui che vede il peccato nell’amore, colui che odia il sesso è un infrasessuale degenerato che vuole castrare il Sole, ma per sua disgrazia sarà lui stesso castrato. Colui che odia l’amore ed il sesso non si ciberà alla mensa del Sole ed i suoi testicoli si seccheranno e sarà morto prima di morire. Quelli che si credono innamorati devono compiere la distruzione dell’io, devono autoesplorarsi al fine di scoprire se è passione o amore ciò che provano nel loro cuore. Gli innamorati hanno bisogno di conoscere se stessi per non essere castrati e fare la loro creazione virile. Se il tuo amore è uno ed in questo amore includi tutti gli amori, allora i tuoi testicoli si ciberanno alla mensa del Sole.  Coloro che vogliono entrare nel Regno dell’Esoterismo, devono vestirsi con l’Abito della Rigenerazione, questo è l’abito dei matrimoni. Al tavolo degli invitati dove siedono gli angeli, non si può giungere senza il vestito dei matrimoni. Questo abito non lo possono ottenere quelli che spargono il vino sacro. Quei pochi che sono veramente innamorati sanno che non si può disperdere il vino. È raro incontrare nella vita una coppia realmente innamorata. Esistono milioni di coppie appassionate, ma è molto difficile incontrane di innamorate Disgraziatamente sono molto rari gli innamorati. Non ce ne sono. La felicità nel matrimonio è possibile solamente con la morte di Giuda. Questo Giuda è l’io, il me stesso, l’ego reincarnante. Dobbiamo andare da Pietro a Giovanni. Prima dobbiamo percorrere il cammino di Pietro e lavorare con la Pietra Filosofale (il sesso). In seguito dobbiamo arrivare al cammino di Giovanni (il Verbo). È necessario che tu sia morto perché sia libero e converta il tuo fango in Anfora di Salvezza (anima) nella quale possa riversarsi il Gran Signore Nascosto in quella mensa, in quella bevuta, l’unica mensa e l’unica bevuta solare con la quale possono saziare la loro fame e la loro sete di giustizia tutti coloro che riescono a sfuggire vittoriosi dall’orrenda valle della morte. Pietro, che fu chiamato cefa, pietra, rappresenta tutto il lavoro con il sesso. Giovanni significa il Verbo, l’incarnazione della Parola attraverso gradi successivi e successive iniziazioni cosmiche. Pietro morì crocifisso come il Cristo, con la testa verso il basso, verso la pietra, indicandoci il lavoro con la Pietra Filosofale (il sesso). Giovanni (il Verbo) poggiò la sua testa sul cuore del Cristo Gesù come a dire: “Datemi albergo di amore nel vostro focolare ed io lo restituirò in eterno nel mio sacro cuore”. Ognuno deve costruire il ponte della morte in se stesso. Il cammino di Pietro deve unirsi a quello di Giovanni mediante la morte di Guida. Solo arrivando a Giovanni incarniamo il Verbo, realizziamo la Parola, ci cristifichiamo. Ma non tutti comprendono il cammino di Pietro, e non lo percorrono poiché non sanno che anche le pietre hanno un cuore. Nessuno può arrivare al cammino di Giovanni senza aver percorso il cammino di Pietro (il sesso). Giovanni (il Verbo) ci sta aspettando. Ricordiamo l’episodio del lago di Tiberìade, dopo la mensa di pesci: Pietro guarda Giovanni e domanda al Maestro: “E lui?”; il Maestro rispose: “Se voglio che lui resti finché io non venga, cosa ti importa?” Realmente il Verbo attende nel fondo della nostra Arca l’istante di essere realizzato. Il Matrimonio Perfetto è il cammino di Pietro, dobbiamo costruire il ponte della morte per arrivare al cammino di Giovanni. Giuda, l’io, è ciò che danneggia la felicità dei matrimoni. Giuda fornica e si sposa per passione animale credendosi innamorato. Dobbiamo impiccare Giuda sul ponte della Morte. Solo così riusciremo a raggiungere Giovanni. Risulta impossibile la rigenerazione senza la morte di Giuda (l’io). Il sesso non è puramente cerebrale. Anche le pietre hanno un cuore e se vogliamo ritornare al sesso puramente cerebrale, e violiamo la Legge, e adulteriamo, il risultato sarà il fallimento totale, l’abisso e la morte seconda. Giuda ci tradisce di istante in istante e se non muore Giuda di istante in istante non arriveremo mai al cammino di Giovanni. Quando la gente sarà risoluta nel morire di istante in istante, regnerà la felicità nei focolari domestici e finirà la fornicazione e l’adulterio.  Perché ci sia amore è necessaria la piena comunione mistica in entrambi gli individui, in tutti i sette livelli della mente. L’amore è come un albero solitario illuminato dal sole; l’amore è come un neonato; l’amore è come una ineffabile rosa bagnata dalla luce del plenilunio. L’amore e la passione sono incompatibili. L’amore e la passione sono due sostanze che non si possono combinare, l’amore è assolutamente innocente. Dove c’è amore non possono esistere la gelosia, né l’ira, né il risentimento, poiché l’amore è incompatibile con tutte queste basse passioni. L’amore comincia con una scintilla di simpatia, prende sostanza con la forza dell’affetto e si sintetizza in adorazione. Un matrimonio perfetto è l’unione di due esseri, uno che ama di più e l’altro che ama meglio. Prima di sposarsi è necessario esplorare l’io molto sinceramente e molto profondamente per autoscoprirci totalmente. Dobbiamo usare il bisturi dell’autocritica per estrarre la passione che abbiamo dentro e porla sul tappeto della cruda realtà. È meglio saper rinunciare per tempo che fallire miseramente. È urgente scoprire se realmente esiste in noi la pienezza dell’amore. Unicamente sulla base dell’amore possiamo realizzare un buon matrimonio. Perché ci sia amore deve esistere tra i due esseri affinità di pensiero, affinità di sentimenti, affinità di emozioni, affinità nelle azioni, affinità di religione e di idee, ecc. ecc. Dove non esiste questa comunione mistica, l’amore è impossibile. La felicità nei matrimoni è possibile solamente impiccando Giuda (l’io).  L'amore è realmente un fenomeno cosmico terribilmente divino. Quando l'uomo officia nell'ara del supremo sacrificio sessuale può in quegli istanti dirigere tutta la sua voluttuosità verso tutti i centri magnetici per farli vibrare, scintillare e risplendere. In questi istanti di suprema voluttuosità sessuale siamo come deità terribilmente divine. Le sacre scritture dicono: "Chiedi e ti sarà dato, bussa e ti sarà aperto"; il momento supremo del piacere sessuale è realmente il preciso istante per chiedere al Terzo Logos (lo Spirito Santo) tutti quei poteri anelati. Il tremendo potere della forza di Shiva, il Terzo Logos, ci converte in deità. Si parla molto di meditazione ed estati. La miglior ora per la meditazione e l'estasi è realmente l'ora della voluttuosità sessuale. Le forze sessuali producono l'estasi. Dobbiamo trasformare la voluttuosità sessuale in estasi attraverso la meditazione. Durante l'atto sessuale e dopo l'atto, quando ancora la voluttuosità sta vibrando, passiamo attraverso il sacrificius intelectus. Solo l'emozione creatrice può realmente elevarci all'estasi. Chi è capace di piangere pregando il Terzo Logos, prima dell'atto, durante l'atto e dopo l'atto, può entrare nel nirvana. È necessario studiare la Gnosis, è urgente ritornare alla celebrazione mistica dei misteri dell'amore. È urgente imparare a godere delle delizie dell'amore. È urgente comprendere che con la voluttuosità nasce l'angelo dentro noi stessi. Solo gli angeli possono entrare nel Regno. (Samael Aun Weor)


Nel tuo corpo c'è il monte Meru
racchiuso dai sette continenti;
ci sono fiumi,
mari, montagne, pianure,
gli dei della terra.
Si vedono profeti, monaci,
luoghi di pellegrinaggio
e divinità che li proteggono.
Ci sono le stelle e i pianeti
il sole insieme alla luna.
Ci sono le due forze,
quella che distrugge, quella che crea.
Sì, nel tuo corpo c'è tutto ciò
che esiste nei tre mondi.

Selene M. Calloni Williams

quando ami vuoi il bene dell'altro,
quando ami sai rinunciare all'altro
(levonah)



Fa’ ch’io dubiti di me
Ma non di Te, Signore!
Fa’ ch’io assapori appieno
L’angoscia dell’errore,
fa’ che mi lambisca la fiamma di ogni dolore,
fa’ ch’io patisca tutte le ignominie.
Non mi risparmiare,
lasciami rattrappito!
Ma quando avrò distrutto tutto in me,
allora mostrami ch’eri Tu,
che da te è nato il fuoco e il dolore.
Perché accetto la rovina,
perché accetto la morte,
ma posso morire solo in Te.
H.Hesse



La nuova nascita:  “Come può un uomo nascere di nuovo quando è vecchio ed entrare una seconda volta nel corpo di sua madre?” Per poter arrivare a percepire il Vero, cioè la Grande Mèta, non è sufficiente una sola vita!  È necessario fare esperienze diverse e di essa conoscerne il più possibile gli aspetti che, solo praticati si possono constatare e farci crescere. Noi, come spiriti, scegliamo e cambiamo ogni volta genitori, luogo, razza, stato sociale e religione in base alla nostre esigenze evolutive, proprio per entrare nel Regno di Dio! Ecco perché il vento (lo Spirito) soffia dove vuole e tu ne senti il suono ma non sai ne da dove viene ne dove va! È la Legge d'oblio che impera, per Legge Divina, fintantoché noi saremo diventati consapevoli della Sublime Realtà e, fatti saggi dalle nostre peregrinazioni e dai molti dolori sofferti. Qualcuno ogni tanto ne esperimenta qualche squarcio, chiamato “dejà-vu” e la contezza di essere già stato in quel luogo... di conoscere quella persona... di percepire qualcosa di insondabile me di assolutamente autentico. Molte ormai nel mondo sono le testimonianze di ricordi passati, soprattutto indotti per mezzo di psichiatri e psicologi che, normalmente sotto ipnosi, fanno regredire nel tempo le persone che devono rimuovere traumi di tutti i tipi, ed essere quindi guarite. Gesù menziona l'acqua (il corpo è costituito dal 90% d'acqua) e lo Spirito e aggiunge: “Ciò che è nato dalla carne è carne, e ciò che è nato dallo Spirito è Spirito (dunque eterno e non solo immortale, visto che è ad immagine e simiglianza di Dio che è Spirito). Come esso sopravvive alla morte fisica, così preesiste alla nascita temporale. Nicodemo dice: «Come può avvenire ciò?» Il Cristo risponde: «Tu sei dottore di Israele e lo ignori? [...] Se quando vi parlo di cose terrene voi non credete, come crederete se vi parlo di cose celesti? E nessuno è asceso in Cielo se non Colui che è disceso dal Cielo, il Figlio dell’uomo che è nel Cielo» Come si vede il Signore non spiega nulla al dottore della Legge, sapendo che egli non ha orecchie d’anima per intendere e quindi non dà la “carne ai bambini”, come dice San Paolo. Proseguendo però aggiunge che nessuno può ascendere al Cielo se non Lui stesso che ne è disceso. Questo significa che neppure un essere umano poteva, allora, una volta trapassato, ritornare alla Casa del Padre .La Legge Mosaica infatti, imperniata “sull’occhio per occhio e dente per dente”, impediva la risalita se lo stesso Messia (ecco il senso della Redenzione) non si fosse sacrificato pagando con il prezzo della Sua vita, il riscatto per la prigionia diabolica nella quale l’umanità tutta era caduta. Con il Sacrificio della Croce, Gesù ha dato l’opportunità a tutti (aprendo le vie dei Cieli prima chiuse) di ritornare alla purezza iniziale. Chiunque, imitandolo quale Esempio Sublime, avrebbe potuto dunque, in una sola vita, evitare la reincarnazione e volare letteralmente negli Infiniti Spazi immergendosi di nuovo nell’incommensurabile Amore del Divino Genitore.