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giovedì 7 marzo 2013

CUM GRANO SALIS

E DA OGGI, SI VOLTA PAGINA!

 
"E’ dell’uomo assennato il ricordare e considerare le cose dette in sogno o nella veglia dalla natura divinatrice o ispirata, e il discernere col ragionamento tutte le immagini vedute..." (PLATONE, Timeo)


  E' importante riconoscere che il Patriarca è anche lo specchio di quella parte di noi che fa di tutto per proteggerci, come un Padre che teme di veder ancora soffrire la propria bambina: dobbiamo onorare e rispettare quelle parti di noi che vengono a bussare e, a volte, lo fanno in modo prepotente. Ad un Patriarca forte corrisponde sempre una Matriarca altrettanto forte. E' compito nostro quello di tranquillizzarli così che possano abbassare i loro volumi e noi potremmo acquisire la possibilità di dare finalmente un ordine ed una direzione alla nostra esistenza. In piena consapevolezza ci bilanceremo e doseremo bene i nostri aspetti ombra: rispettandoci, accettandoci e amandoci con dignità onore e rispetto. Se i genitori (il padre e la madre) interiori ci indicano serenamente quali sono i necessari punti fermi, la bambina che vive in noi si sente protetta e acquista sicurezza. Si libera dal giogo esterno dell’autorità, dal bisogno di trovare persone e relazioni da cui dipendere. L’autorità tramonta e lascia il posto all’autorevolezza. Ma soprattutto, la libera dalla difficoltà di relazionarsi permettendole un approccio adeguato a formare una coppia stabile e matura. Equilibrando bene le proprie forze, cioè senza esagerare nello sbilanciarsi sul solo lato maschile del fare, dell'eccesso di potere decisionale e del gestire (che depriva l'uomo del suo ruolo) né su quello di un femminile troppo libero e trasgressivo e o aggressivo (che è come il serpente, cioè quell’energia libera, terrena e oracolare in cui risiede gran parte del potere femminile e che viene percepito molto spesso come un demone: una Lilith) facendo scappare l'uomo che ne avverte il tremendo pericolo: ovvero la paura di perdersi nell'abisso della Strega o peggio ancora, di Afrodite (che è una strega ancor più insidiosa e spaventosa) perché la Bellezza ed il potere della Seduzione fanno temere di cadere sotto l'incantesimo della Sirena o di essere fulminati dallo sguardo di Medusa.



"Mia madre non mi ha dato affetto e non si è mai occupata di me, ma mi ha trasmesso uno strano e inquietante dono: il potere di una seconda vista, che a volte mi travolge e sulla quale non ho nessun tipo di controllo." (Tim Severin, Il Vinchingo)


Nulla può dividere due persone che sono unite nel cuore, prima o poi si uniranno. (Confucio)

"Io lo adoravo prima di conoscerlo...Fu per me un incontro predestinato. Il giorno dopo mi portò dei libri, mi accompagnò a casa, incominciammo a parlarci, e in poco tempo ci innamorammo. Ma lui non si decideva a dichiararsi." (Amori, Enzo Biagi)
 
"Non dare mai la colpa all’esterno, non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l’origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te. Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come tua modalità di vita. Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell’evento è accaduto perché tu vivi di lamentele."
Un individuo è “colui che non è diviso”. L’individuo è un mago, un essere integro, che non dimentica mai di essere il creatore del proprio destino. Un individuo non si lamenta mai, perché sarebbe ridicolo, in quanto sa bene che tutto accade dentro di lui.
Le persone e gli eventi che percepisci come esterni sono in realtà unicamente proiezioni del tuo subconscio. Il mondo è una rappresentazione scenica di cui tu stesso sei l’inconsapevole regista. Il vero »mago« è colui che vive con questa inamovibile consapevolezza dentro di sé: ogni uomo o donna che incontri è una parte sconosciuta di te, un’opportunità per risanare una tua ferita. Il tuo nemico, così come un evento nefasto, non sono fenomeni dotati di vita propria, ma unicamente malattie della tua anima che chiedono di essere guarite. Puoi essere un »mago« quando giungi a utilizzare il tuo apparato psicofisico come una “bacchetta magica”, attraverso la quale modifichi la realtà circostante. Questa è l’idea portante del testo Risvegliare la macchina... Che è poi l’idea che sta alla base della Magia stessa. Se il mondo si trovasse realmente al di fuori della tua coscienza non avresti alcuna possibilità di modificarlo, resterebbe intoccabile. Invece, proprio perché è fatto della stessa materia dei sogni, proprio perché è fatto delle tua coscienza, puoi disporne a tuo piacimento... nel momento in cui cominci a ricordare le regole per farlo. Solo quando conosci realmente te stesso puoi arrivare ad affermare che il mondo accade dentro di te, non a te. Allora non ci sono più scuse: il successo delle tue imprese dipende solo dall’integrità della tua anima, non da fattori esterni, non dalla crisi o dalla politica. Il mondo non ha potere e non ha volontà; non può decidere cosa ti deve accadere oggi. Solo tu puoi decidere cosa ti accadrà oggi, anche se lo fai inconsciamente. Gli eventi ti paiono inaspettati solo perché li causi con quella parte di te che ancora non è cosciente; ma con il tempo lo diverrà. Tutto è inaspettato per chi non si conosce.


"Bisogna abbandonare senza esitazione i luoghi della deprivazione affettiva." (Aldo Carotenuto)

 
"L'uomo può fare esperienza vissuta del mistero del mondo, penetrando dentro sé stesso" e "La via misteriosa va verso l'interno." (Novalis)

"Non dare mai la colpa all'esterno, non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l'origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te. Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come tua modalità di vita. Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell'evento è accaduto perché tu vivi di lamentele."
"Il tempo è una questione di vita o di morte. Nel tempo si muovono i morti e nell’eterno permangono i vivi. Ucronia è la città dei vivi, di coloro che soggiornano nell’eterno, nel senza-tempo. Ma Ucronia conta solo pochi abitanti, mentre le città del tempo sono catacombe affollate di salme.  Gesù diceva: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti.”La vita è solo nell’Istante presente. Non c’è spazio per la vita nel tempo. Il tempo appartiene alla morte. Ciò che accade nella nostra mente non è mai indice sicuro della presenza di una coscienza. Il fatto che dentro un cervello si muovano dei pensieri non prova nulla riguardo un’eventuale coscienza. La quasi totalità dei terrestri non pensa attivamente, bensì viene pensata passivamente da una voce nella testa. E a osservare questi pensieri non c’è nessuno, nel senso più letterale del termine, non c’è una »coscienza di esserci«. Gli uomini e le donne della nuova specie sono Dei costretti a incarnarsi nel tempo, nel mondo dei morti. Qui – nell’Universo/“campo di concentramento” partorito dal ventre del Demiurgo – si addormentano e si credono mortali, si ammalano di finitudine.L’»artista« non è altro che un immortale costretto nell’incarnazione del tempo. L’eterno intrappolato nel tempo produce arte. Nell’Impero di Cronos vi viene data la possibilità di risvegliarvi e tramutarvi in artisti, provocando una deflagrazione nell’inconscio collettivo che consente ad altri Dei dormienti di accendersi d’entusiasmo e ricordarsi a loro volta di possedere un destino. L’atto artistico nasce da questo risveglio della coscienza.La Porta che consente di superare le mura di Ucronia è coscienza pura senza tempo: un punto senza dimensioni, un istante senza durata. Draco Daatson la descriveva magistralmente: “Il rumore dei passi di un gatto, la saliva d’un uccello, il respiro d’un pesce, le radici d’una roccia.” Quella Porta è una »singolarità« diremmo oggi, un non-luogo dove non valgono le leggi conosciute dello spazio-tempo.



Il premio per l’artista è l’»eternamento«, il tornare a essere immortale nel mondo dei morti. Mi siedo nell’antica posizione del »tronismos«, l’arte del sedere immobili nella quale erano maestri i faraoni egizi. Seduto su una sedia, la schiena eretta, le mani sulle ginocchia, la mente ferma, le emozioni assenti, comincio a sentire il mio corpo. Tutta la mia attenzione è col corpo e nel corpo. La mente è nel tempo, nel passato e nel futuro, ma il corpo è sempre Adesso. La mente è finta, ma il corpo è vero. Questo è un modo per aggrapparsi all’Istante e svincolarsi dal tempo. La sensazione del mio corpo vivo mi tiene ancorato al presente, per qualche istante sfuggo alla tirannia della mente temporale, per qualche istante ho sconfitto Cronos. Posso farlo anche mentre cammino o guido o mangio o, quando divento più esperto, mentre qualcuno mi parla. A questo punto posso muovermi nel tempo pur essendone libero, pur restando radicato nell’Istante presente: questo è l’»eternamento«.Adesso ogni mia azione è atto artistico."
 L’universo è composto di vuoto: il “quasi nulla” è la sostanza del mondo. La realtà non esiste oggettivamente, là fuori, in maniera indipendente da noi. Siamo circondati da un mondo da noi stessi plasmato. Deteniamo le chiavi della nostra prigione. Il gioco del Sistema non consiste nel rubarci le chiavi – ché non potrebbe – ma nel farci dimenticare che le possediamo noi. Quello in cui crede, non quello che ha, decide il destino d’un uomo. Perché i Paesi con più risorse al mondo (diamanti, oro, bellezze naturali...) sono spesso anche i più poveri e si lasciano sfruttare dagli occidentali? Non è l’avere che manca loro, ma la Volontà, la Responsabilità per gestire quell’avere. L’educazione profana dei nostri giorni – quella che io amo chiamare edu-castrazione – è un’operazione dolorosa che viene inferta giorno dopo giorno alla psicologia del bambino. La scuola e la famiglia edificano in lui, fin dai primi anni, una mentalità da esecutore obbediente che gli renderà più sopportabili le otto ore di lavoro da adulto. Il bambino apprende dall’ambiente intorno a sé una gamma di emozioni negative come la gelosia, l’ansia, il senso d’inadeguatezza, il mentire, il rancore... che hanno tutte alla base la stessa filosofia distorta: la vita procede dall’esterno verso l’interno; le cause dei tuoi mali e delle tue fortune vengono da fuori. Il bambino in tal modo si convince che non è lui a creare il mondo, bensì ne è creato. Automaticamente egli non è più padrone di sé, viene defraudato della sua Responsabilità per quanto gli succede. La diretta conseguenza è che smette di avere Potere sulla creazione del proprio mondo. Ecco nascere l’ennesima psicologia da “dipendente” che verrà inserita al suo posto nell’ingranaggio economico: produci-consuma-crepa. Il nostro abito psicologico da “uomo medio” a uno sguardo più attento si rivela essere un’uniforme carceraria. Non ci viene insegnato a primeggiare, bensì a essere “medi” in tutto ciò che facciamo, anche nell’ammalarci delle malattie più comuni e morire a un’età adeguata affinché tutto il Sistema possa seguitare a funzionare. Perché solo chi è succube della realtà esterna si rivela un elemento utile per il mantenimento del Sistema. Il bambino, essendo stato privato della sua regalità, non potrà che trasformarsi in un adulto depresso, impaurito... e dunque aggressivo e violento. L’Ars Regia – la Magia – è l’arte capace d’insegnare come tornare a essere Re del proprio Regno. Non a caso i “Re magi” erano per l’appunto dei Re, oltre che dei maghi. E sono loro i primi a rendere omaggio al Cristo. Il mago – l’Eroe – nel suo viaggio a un certo punto discende nelle viscere della Terra, nel mondo“delle ombre”. Ulisse, Enea e Dante hanno condiviso questa fase del cammino. Questa è l’allegoria dell’immersione nell’abisso dell’inconscio, della visita al nostro intimo, della presa di coscienza con noi stessi e, di conseguenza, del »possesso di sé«. Chi conosce se stesso conosce tutto, perché non v’è nulla al di fuori dell’uomo che non sia anche dentro l’uomo. (S.Brizzi)
Ming I: Il Nascondersi della Luce,
Non è un momento facile e anche se ti sembra di esser tra le tenebre devi tener presente che la luce, anche se nascosta, c'è. Per adesso comunque è sconsigliabile confidare tutti i tuoi pensieri a chi ti circonda. E' molto importante che tu mantenga la tua integrità nel silenzio.
La Terra

Il Fuoco
Ching 36

lunedì 4 marzo 2013

tra vita&sogno, tra nous&ananke




Il matrimonio nei sogni può segnalare la presa di coscienza individuale verso qualche aspetto interiore o esteriore che può essere "integrato", che deve unirsi al sognatore per completarlo ed arriccihire il suo percorso.  Secondo Jung il matrimonio rappresenta la possibilità di unione e conciliazione del principio maschile e femminile presenti nella psiche del sognatore. Anima ed Animus che si cercano e si fondono in un atto rituale che suggerisce la possibilità di trovare un equilibrio fra le due istanze e poterle vivere con pienezza.

 
Cantico dei Cantici - cap.1
1 Cantico dei Cantici che e' di Salomone.
2 Baciami coi baci della tua bocca: le tue carezze sono migliori del vino.
3 I tuoi profumi sono soavi a respirare, aroma che si effonde e' il tuo nome: per questo ti amano le fanciulle.
4 Attirami dietro di te, corriamo! Fammi entrare, o Re nelle tue stanze: esulteremo e gioiremo per amor tuo, celebreremo i tuoi amori piu' che il vino. Come a ragione ti si ama!
5 Bruna sono, ma bella, figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come le cortine di Salomone.
6 Non badate se sono brunetta: mi ha abbronzata il sole. I figli di mia madre si sono adirati con me; mi hanno posto a guardia delle vigne, ma la mia, la mia vigna non ho custodito.
7 Dimmi, tu che il mio cuore ama, dove pasci il gregge? Dove lo fai riposare al meriggio, perche' io non sia come vagabonda dietro i greggi dei tuoi compagni.
8 Se non lo sai, o bellissima tra le donne, segui le orme del gregge e mena a pascolare le tue caprette presso le dimore dei pastori.
9 Alla cavalla del cocchio del faraone io ti assomiglio, amica mia!
10 Belle le tue guance fra i pendenti, e il tuo collo fra le perle.
11 Faremo per te orecchini d'oro con grani d'argento.
12 Mentre il Re e' nel suo recinto, il mio nardo effonde il suo profumo.
13 Un sacchetto di mirra e' per me il mio Diletto, riposa sul mio seno.
14 Un grappolo di Kofer e' per me il mio Diletto, nelle vigne di Engaddi.

15 Come sei bella, amica mia, come sei bella! I tuoi occhi sono colombe.
16 Come sei bello, mio Diletto, quanto incantevole! Anche il nostro letto e' verdeggiante.
17 Le travi della nostra casa sono i cedri, nostro soffitto i cipressi.

***
1 Il Cantico dei Cantici, e' il massimo componimento lirico, che e' di Salomone, che appartiene a Salomone (= colui che e' in pace-shalom- con Dio, o che e' stato restituito -shalam- da Dio), il Cantico appartiene cioe' a chi pro-viene da Dio, a chi "viene in pro" da parte di Dio, ed e' quindi "favorito da Dio", Il Cantico dei Cantici e' del "vezzeggiato" da Dio.
2 Il colloquio si svolge tra i due amanti, promessi sposi fin dall'inizio della storia umana: tra Daath, la Coscienza, l'Io Sono, il Verbo, il Se', che rappresenta lo Sposo e Malkuth (Malkah), la creatura, la personalita', la natura umana, che rappresenta la Sposa. I due si sono gia' conosciuti, perche' il Cantico e' di e "per" chi e' gia' Salomone; se non si e' tali, il Cantico non ci appartiene e per "averlo" occorre prima ottenere tale "giusta qualifica". Baciami con i baci della tua bocca: la promessa Sposa implora i baci del Se'; essa gia' li ha conosciuti e arde dal desiderio di ripetere l'esperienza inebriante dei baci e delle carezze del suo Promesso; queste elargiscono ebbrezze superiori a quelle del vino, che pure e' bevanda simbolica, spirituale, di verita' e di conoscenza, relativa alla veriditas (vitalita') e nettare peculiare della terra, in cui sono celati i misteri relativi alla vita e alla morte.
3 Respirare i profumi dell'Io Sono significa conoscerne la soavita' e aspirare l'aroma del Nome, significa conoscere La Parola, il Verbo: "In Principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio" (Gv. 1,1); per questo ti amano le fanciulle: (le fanciulle rappresentano le Sephiroth dell'Albero) esse sono tutte in attesa di conoscere lo Sposo per appartenerGli (v. Mt. 25, 1-13- parabola delle vergini savie e delle vergini stolte).
4 Attirami dietro di Te, corriamo: l'Innamorata chiede di poter percorrere il sentiero centrale dell'Albero, la Via della Freccia di Fuoco, per giungere subito al momento delle Nozze Mistiche, infatti dice: fammi entrare o Re nelle tue stanze: (vedi "Il Castello Interiore" di S. Teresa d'Avila) ma qui il tempo e' ancora prematuro; esultare, gioire, celebrare l'amore sono azioni viste nel futuro, come mete ancora da raggiungere. Come a ragione ti si ama: tuttavia la promessa Sposa e' consapevole della ragione, della giusta motivazione, del grande e infinito Amore che sente ardere in se'.
5-6 La Promessa si rivolge ora alle sue "amiche" (=figlie di Gerusalemme): esse sono le stesse fanciulle del v. 3, le altre Sephiroth dell'Albero, figlie di Daath (Gerusalemme celeste), ma anche figlie di Malkuth (Gerusalemme terrestre) e poiche' Gerusalemme significa citta' della Pace, abbiamo ancora un riferimento all'autore e unico fruitore del Cantico stesso: Salomone. Io son bruna, ma bella: l'autodescrizione rivela la profonda conoscenza di se' che deve avere la personalita' aspirante all'Unione col Divino; essere bruni, vuol dire essere stati abbronzati dal Sole, percio' in grado di sopportare le intemperie, vale a dire le prove della vita: la Bellezza (la conoscenza di Tiphereth) e' il risultato di queste esperienze correttamente vissute. La brunitura, simile a quella delle tende di Kedar e delle cortine di Salomone riporta al colore viola scuro o porpora, colore relativo alla "purificazione" ottenuta anche con la desertificazione: i figlidi mia madre si sono adirati con me, mi hanno posto a guardia delle vigne, essa e' stata lasciata in solitudine nella campagna, fatta custode delle fonti stesse del "vino"( dell'energia), le vigne, che ha saputo custodire, ma la mia, la mia vigna non ho custodito: la promessa Sposa ha custodito l'energia vitale dei "fratelli" (degli altri centri energetici) altro termine per indicare le Sephiroth dell'Albero, ma lei stessa, innamorandosi del suo Amato, ha perduto ogni controllo su di se', si e' perduta in Lui (nell'esperienza dell'estasi).
7-8 L'Amata e' alla ricerca dell'Amato, vorrebbe conoscere "Il Luogo" ove Egli va a pascolare il gregge: qui il Re si e' trasformato in Pastore: Daath, la Coscienza, il Se' rappresenta nel linguaggio simbolico cabalistico sia il Re delle citta', sia il Sacerdote-Pastore delle pecore, intendendo per citta' e per pecore sempre le Sephiroth dell'Albero, che Egli governa da assoluto Sovrano, allorche' l'Albero e' diventato Albero di Vita, come per chi e' Salomone. Essa, la personalita' teme di smarrirsi e di non saper riconoscere il "suo" Pastore. La replica alla sua domanda le arriva come risposta impersonale: mena a pascolare le tue caprette presso le dimore dei Pastori: conduci i tuoi sensi oltre il pensiero: nell'intuizione, nella meditazione, nel Silenzio.
9 Il Se' paragona la sua Amata alla cavalla del cocchio del faraone in un'immagine molto simbolica, che ci ricorda l'archetipo del "Carro", in cui l'Auriga (il faraone) e' lo stesso Se', il carro rappresenta il fisico e i cavalli (la cavalla) la psiche, l'anima; senza cavalli il Carro non potrebbe correre e l'Auriga rimarrebbe "fermo"...
10 –11 L'Amato ama la sua creatura di cui loda la bellezza, che Egli si propone di aumentare con ornamenti in oro e argento. L'oro e l'argento simboleggiano i "metalli" della realizzazione alchemica, del compimento dell'Opera, della celebrazione delle Nozze Mistiche, l'oro e' relativo allo spirituale e al fuoco-aria, l'argento e' relativo al vitale e all'acqua-terra, l'unione dei due opposti crea la perfezione, rappresentata graficamente dal Sigillo di Salomone.
12-17 E' qui descritta l'Unione dei due Amanti; non siamo alle Nozze Mistiche, ma solo ad un incontro amoroso in cui si produce un amplesso. Le immagini sono ricche di Eros, le descrizioni cariche di passione: il Re e' nel suo recinto, il mio nardo effonde il suo profumo: il fuoco-aria che penetra nell'acqua-terra produce tre tipi di profumo: quello del nardo, quello della mirra, quello del kofer; il nardo e' un profumo di radice, la mirra e' una resina di tronco, il kofer un fiore a pannocchia, bianco. L'incontro tra i due Amanti rende profumato tutto l'Albero; i tre mondi di Assiah (la radice), Yetzirah (il tronco), Briah (il fiore), vengono trasmutati nella loro "essenza" (=profumo) e la bellezza dell'Albero si riflette negli occhi dell'Amata, che divengono colombe (la colomba e' il simbolo della discesa dello Spirito sulla terra) ed Essa riconosce nell'Amato il suo "Diletto", letteralmente, il suo "Bambino adorato" (il Figlio), nella cornice della "Casa" dell'Amore: il letto florido (fiorito, ricco, ornato), le travi di cedro, il soffitto di cipressi, la Casa edificata con gli stessi materiali preziosi usati per la costruzione del Tempio di Salomone.
 


L’opera di Pavel Florenskij è percorsa dal pensiero simbolico («Per tutta la vita ho pensato a una sola cosa... il simbolo»), dal valore magico della parola, della bellezza e della liturgia e dal valore sacro della memoria, che è la presenza nel tempo dell’eternità. A cominciare dalla memoria dell’infanzia, che per Pavel aveva il duplice incanto di percepire integralmente la realtà e insieme di penetrare nella favola profonda del mondo. Il segreto della genialità, sosteneva, sta proprio nel saper custodire la disposizione d’animo dell’infanzia.
La ricerca del mistero può suscitare la passione della ricerca scientifica perché spinge oltre i confini del risaputo. Florenskij non si accontentava delle regolarità delle leggi naturali, perché ricercava sempre l’eccezione, l’inspiegabile: la sua vocazione alla mistica, al miracolo e al mistero diventava così la molla per l’indagine scientifica, per la scoperta e per il calcolo matematico. L’amore per il soprannaturale lo spingeva a non fermarsi all’evidenza, alle leggi ripetitive della natura ma a cercare, tramite l’eccezione, l’irruzione del noumeno nel fenomeno. «Fu il Disegno Divino a educarmi alla trepidazione di fronte ai fenomeni» e alla ricerca. La fede apriva in lui gli orizzonti dell’intelligenza anziché precluderli.



***
"Il termine greco che sta ad indicare il fato, moira, significa parte assegnata, porzione. Così come il fato ha solo una parte in ciò che succede, allo stesso modo il daimon, l'aspetto personale, interiorizzato della moira, occupa solo una porzione della nostra vita, la chiama, ma non la possiede."

  "La patria del daimon non è sulla terra; il daimon vive in uno stato alterato; la fragilità della carne è una condizione imprescindibile per la vita dell'anima sulla terra." "...ma è al cuore che spetta il coraggio di fare le proprie scelte." 
 "L'immagine del cuore può avanzare forti pretese e chiederci di essere fedeli."
(James Hillman)

***
Οι Ναυαγοί της Τρελής Ελπίδας (Αυγές)

Ricordando il De Vico dei corsi e ricorsi...
"Noi non siamo come loro!
... Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento… mi hanno proposto un’alleanza. Così ragionano!
Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico… noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta.
E’ un movimento che non può essere fermato… non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta… noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo… "ADOLF HITLER 1932 dal "Discorso alla Nazione"

SEMINARIO del THEATRE DU SOLEIL





















“Le Jeu Masqué”- DUCCIO BELLUGI VANNUCCINI - Théâtre Du Soleil  c/o  “Piccolo Teatro Guascone”




"Quando abbiamo a che fare con l'ignoto -e il futuro è l'ignoto - siamo costretti ad immaginare." (James Hillman)


[...]  il personaggio che Platone colloca nel punto centrale del mito (ER): Necessità, colei che ruota il fuso sul quale è avvolto il filo della nostra vita....La dea Ananke siede sul trono circondata dalle Moire, sue figlie, compagne e aiutanti. Ma è lei, Ananke, a stabilire che la sorte scelta dall'anima è necessaria: non un accidente, non buona o cattiva, non già nota né garantita, semplicemente necessaria. 
[...] Chi e cosa è Ananke? In primo luogo è tra le più potenti potenze del cosmo: Platone cita soltanto due grandi forze cosmiche: Ragione (nous, la mente) e Necessità (Ananke). Ragione risponde per ciò che possiamo comprendere, ciò che segue le leggi e gli schemi dell'intelletto. Necessità opera come una causa "mutevole", o come si traduce a volte, come causa "errante" o "erratica". Quando una cosa non combacia sembra fuori posto o strana, rompe lo schema consueto, allora, più probabilmente lì c'è la mano di Necessità. Pur determinando la sorte che viviamo, i modi in cui esercita la sua influenza sono irrazionali. Ecco perché è così difficile comprendere la vita persino la propria. La sorte della mia anima deriva dal principio irrazionale. La legge che l'anima segue è quella di necessità che è erratica. Non stupisce che noi lettori si sia attratti dalle biografie e dalle autobiografie: perché in esse si può intravedere come agisce nella vita umana l'irrazionale Necessità. Ma benché il dominio di Necessità sia assoluto e irreversibile, il suo determinismo è indeterminato, imprevedibile.
[...] Mentre eseguiamo un'azione, mentre compiamo una scelta, noi siamo convinti che vi siano delle opzioni. Opzioni agente, Scelte, Decisioni: sono gli slogan di cui si nutre l'Io. Ma se alziamo per un attimo gli occhi dall'azione in cui siamo impegnati e ci fermiamo a riflettere, ecco l'implacabile sorriso di Necessità, a dirci che, qualunque scelta compiamo, è esattamente la scelta richiesta da lei. Non poteva essere altrimenti. Nell'istante in cui la decisione accade, essa è necessità. Prima della decisione tutto è ancora aperto davanti a noi. Perciò, assurdamente, Necessità si fa garante solo del rischio: in ciascuna decisione rischiamo tutto, anche se poi che viene deciso diventa immediatamente necessario. (James Hillman, IL CODICE dell'ANIMA)
 

sabato 2 marzo 2013

Before and Afterlife


We started in the suburbs of smaller cities
And as we followed the nomadic call
Our nobler instincts led us further from
Society’s center, westward, to a cabin hoisted
Aloft on faulty foundations far above the Napa Valley
Where the rain soaked earth shifted beneath us and trees caught
Like kindling smoke clouds ripening
A vintner’s sun
But part of us refused to follow
Material distractions beckoned, rallied
Snagged, we’d return to the cities on day trips and long weekends
Self-aversion, anonymity found only in
The midst of bricks and mortar, the
Hustle of strangers
We were worldly people after all
But the haze of the rural, the agents of pollination,
Clung to us, sparked like hayseed halos in the western sunlight
No one let on they’d noticed
But we saw, we knew

I watched my parents as they stood in a crowded Euston station
Up fresh from the country, suitcases at their sides
Waiting on my arrival, illuminated
In an otherwise sea of grey
Not of this world
We were tempted back repeatedly
Until the lure of the cosmopolitan
Lay beyond reach
We moved east, into the forests and mountains
Where life’s desires tore us apart
How cruel to find oneself alone at that altitude
At what point did the fear of numbers set in
And the recognition of internal isolation place us outside of belonging?
But then wasn’t that always the case, weren’t we simply
Allowed to forget?
On Temple Mountain I threw down a rope that others might follow
No one came.

David Sylvian

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VELVET
GOLDMINE
(David Bowie)


You got crazy legs,
you got amazin' head
You got rings on your fingers
and your hair's hot red
You got the width of my tongue
name on the sun
I clutch you close to my breast
Cause you're the only one,
who uses school to pleasure
You make me act real gone,
you make me troll along
I had to ravish your capsule,
suck you dry
Feel the teeth in your bones,
heal ya head with my own
Why if I don't have you whole,
is that your final love?
Here all together

CHORUS
Velvet goldmine,
you stroke me like the rain
Snake it, take it,
panther princess you must stay
Velvet goldmine,
naked on your chain
I'll be your king volcano right for you
again and again
My velvet goldmine
You're my taste, my trip,
I'll be your master zip
I'll chop your hair off for kicks,
you'll make me jump to my feet
So you'll give me your hand,
give me your sound
Let my sea wash your face,
I'm falling, I can't stand
Oooh! Clutch your makeup!

CHORUS
Oh! Shoot you down, bang bang

CHORUS
(hum) Velvet Goldmine (repeat)
MINIERA D'ORO
VELLUTATA
1
(David Bowie)

Hai delle gambe da pazzi,
una testa formidabile
Hai anelli alle dita
e capelli rosso fuoco
Conosci bene la mia lingua,
il nome sul sole
Ti stringo forte al petto
Perché sei la sola
che usa la scuola come piacere
Mi fai agire da innamorato,
mi fai canticchiare continuamente
Ho dovuto rapire la tua navicella spaziale, succhiarti completamente
Sentire i denti nelle tue ossa,
curare la tua testa con la mia
Perché se non ti ho tutta
è il tuo ultimo amore?
Forza tutti insieme

RITORNELLO
Miniera d'oro vellutata,
mi investi come pioggia,
Muovila come un serpente, prendila,
principessa pantera devi rimanere
Miniera d'oro vellutata,
nuda sulla tua catena
Sarò il tuo re Vulcano solo
per te e per sempre
Mia miniera d'oro vellutata
Sei il mio gusto, il mio viaggio,
sarò la tua energia primaria
Ti raserò i capelli per piacere,
mi fai saltare
Così mi darai la mano,
mi darai il tuo suono
Lascerai che il mio mare ti lavi la faccia,
sto cadendo, non resisto
Ohhh! Tieni stretto il trucco!

RITORNELLO
Oh! Ti faccio fuori, bang bang

RITORNELLO
(hum) Miniera d'oro vellutata (Ripete)

Note
: 1 Forma gergale non più in uso per definire l'organo genitale femminile.
gabriel moreno laura

giovedì 28 febbraio 2013

tu...


Tu verrai comunque
perché dunque non ora?
Ti attendo
sono sfinita
Ho spento il lume e aperto l’uscio
a te, così semplice e prodigiosa.
Prendi per questo l’aspetto che più ti aggrada
irrompi come una palla avvelenata
o insinuati furtiva come un freddo bandito
o intossicami col delirio del tifo
o con una storiella da te inventata
e nota a tutti fino alla nausea
che io veda la punta di un berretto turchino
e il capopalazzo pallido di paura.
Ora per me tutto è uguale
turbina lo Enisej
risplende la stella polare
e annebbia un ultimo terrore
l’azzurro bagliore di occhi addolorati
(Anna Achmatova)
 

Stavo su costoni di mondi slegata da
tutte le radici solo fatta di un ridere largo
tutta larga io stessa e un niente popolava
di sopra e di sotto un niente di dentro
vagante acqueo con movimento di sbando
ma poi l'occhio è nato facendo colori
coi nomi e tutta luce tutta luce quando
ho toccato la sua natura calda e bagnata
e ho rotto le acque di sotto nel grande schianto
schizzavo su un tavolo di pietra
sotto pareti con file di piastrelle e
odore di una vecchia
che tirando tirando aiutava.
Mamma, ti ho fatta di colpo e grande
fra le sponde di legno e lo specchio somigliante
e piena di latte fatta parlante
e pettinata e ho fatto anche me con piccoli pugni
il dormire il crescere e tutte le parole.
(Mariangela Gualtieri)
cabo

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
.
E quanta nostalgia avremo dell’umano.
Come ora ne abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani.
Non potremo
fare carezze con le mani. 
E nemmeno guance da sfiorare 
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti..
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
.
Quello che siamo è prezioso
più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile.
.
La vita ha bisogno
di un corpo per essere
e tu sii dolce
con ogni corpo.
.
Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
.
Sia placido questo nostro esserci 
questo essere corpi scelti
per l’incastro
dei compagni 
d’amore.
(M. Gualtieri)

“Una persona matura dà. Solo una persona matura può dare, perché solo una persona matura, ha. Le persone mature in amore si aiutano a essere libere, si aiutano l’un l’altra a distruggere ogni tipo di legame. E quando l’amore fluisce nella libertà c’è bellezza.”


"Qualsiasi stupido può rendere le cose più voluminose, più complesse, più violente.
Ci vuole un tocco di genio - e molto coraggio - per muoversi nella direzione opposta". Albert Einstein

sabato 23 febbraio 2013

i dervisci danzanti

SUFI, LA MIA DANZA SACRA...

Musica che avvolgi con la tua magia d' oriente
la mia presenza, come braccia ardenti ed appassionate
Eretta, solenne come l' albero della vita
che tende i suoi rami all' immensita' del cielo...Attendo...

Socchiudo gli occhi... Apro le mani...Sento...
Si avvicina il flusso imperioso che inonda
ed il battito del cuore segue il tamburo
ed il respiro spirituale...Ancora...Attendo...

Voglio desiderarti, voglio farti arrivare
come un fiume in piena! Sentire le tue note
che travolgono accarezzando i sensi
come caldo soffio di vento del grande deserto lontano

Poi, leggera mi muovo, volteggio lo spazio
e con me, chi cerca il proprio centro
ed il sublime dentro di se...Il profumo di tutti
di diffonde...si eleva...Diventa unico

Ed un alone antico e presente, mi lusinga,
mi fa' innamorare di se, i respiri diventano il suono
ed il suono la forza magnifica per chi dona
l' essenza sua nella danza incantata...

Ed il dolce Alito arriva, quando il flauto
regala all' anima il suo canto d' amore
e diventa Alito Divino per chi canta e danza
la preghiera infinita...

Marted' 26 Febbraio h. 20,30:
LA DANZA SUFI

Come tutte le forme artistiche anche la danza può essere uno strumento sacro di riconnessione al Divino, ed in quanto espressione del potenziale corporeo risulta attività vivente, dinamica e multidimensionale; nella maggior parte delle culture tradizionali del pianeta sono state sviluppate delle danze che rappresentano una sorta di preghiera in movimento.
L'esperienza spirituale della Danza Sacra è un’esperienza molto profonda, in quanto si crea un campo energetico di mutazione dove molte energie scorrono dalla Terra al Cielo e dal Cielo alla Terra e coinvolgono tutto l’essere a 360 gradi.
Nell'esperienza della danza vissuta dal punto di vista interiore si impara a vivere realmente il corpo come Tempio ed eseguendo dei movimenti scanditi da una ritmicità, che richiama quello dei rituali cerimoniali, ci accordiamo al Ritmo Eterno dell'Universo, con il risultato di sintonizzare Mente, Cuore e Corpo alla Forza Unica che si nasconde dietro tutte le cose create.

SUFI, LA MIA DANZA SACRA...

Musica che avvolgi con la tua magia d' oriente
la mia presenza, come braccia ardenti ed appassionate
Eretta, solenne come l' albero della vita
che tende i suoi rami all' immensita' del cielo...Attendo...

Socchiudo gli occhi... Apro le mani...Sento...
Si avvicina il flusso imperioso che inonda
ed il battito del cuore segue il tamburo
ed il respiro spirituale...Ancora...Attendo...

Voglio desiderarti, voglio farti arrivare
come un fiume in piena! Sentire le tue note
che travolgono accarezzando i sensi
come caldo soffio di vento del grande deserto lontano

Poi, leggera mi muovo, volteggio lo spazio
e con me, chi cerca il proprio centro
ed il sublime dentro di se...Il profumo di tutti
di diffonde...si eleva...Diventa unico

Ed un alone antico e presente, mi lusinga,
mi fa' innamorare di se, i respiri diventano il suono
ed il suono la forza magnifica per chi dona
l' essenza sua nella danza incantata...

Ed il dolce Alito arriva, quando il flauto
regala all' anima il suo canto d' amore
e diventa Alito Divino per chi canta e danza
la preghiera infinita...

venerdì 15 febbraio 2013

anche stanotte sai, t'ho sognato...


IL SIGNORE DI FRONTE 
Era un signore seduto di fronte a una signora seduta di fronte a lui. 
Alla loro destra/sinistra c'era una finestra, alla loro sinistra/destra c'era una porta. 
Non c'erano specchi, eppure in quella stanza, profondamente, ci si specchiava. 

IL SIGNORE NEL CUORE 
Le era entrato nel cuore. 
Passando dalla strada degli occhi e delle orecchie 
le era entrato nel cuore. 
E lì cosa faceva? 
Stava. 
Abitava il suo cuore come una casa. 

IL SIGNORE SOGNATO 
Splendidissima era la vita accanto a lui sognata. 
Nel sogno tra tutte prediletta la chiamava. 
E nella realtà? 
La realtà non c'era, era abdicata. 
Splendidissima regnava la vita immaginata. 

IL SIGNORE INTOCCABILE 
Nei sogni baciabilissimo 
intoccabile come un filo scoperto nella realtà 
era quel signore. 
Allora come fare? 
Bastava confondere un poco sogno e realtà 
cancellare con una bianca gomma 
l'inutile linea di confine. 

IL SIGNORE ANDATO VIA 
Era un signore andato via. 
A lei qui rimasta tantissimo mancava. 
La traccia da lui lasciata segnava ovunque 
intorno a lei l'aria. 
Come un quadro spostato 
per sempre segna la parete. 

LA SIGNORA DEI BACI 
Una signora voleva tanto dargli dei baci 
non dico tanti, anche solo sette otto 
(mila). Invece era proibito perciò non glieli dava. 
Se però non fosse stato proibito glieli avrebbe dati tutti 
dal primo all'ultimo. 
A cosa servono i baci se non si danno? 

LA SIGNORA IN FRETTA 
Il persempre era ormai cortissimo diventato. 
Quanti Natali erano rimasti? 
Una manciata. 
Allora bisognava non sprecare nemmeno un minuto? 
Sì, bisognava spicciarsi, per questo lei, in fretta, 
lo adorava.

LA SIGNORA NON GELOSA
Una signora che stava diventando gelosa non lo
diventò.
Nemmeno un po'?
Sì un po' sì, ma pochissimo, come un solletico al
contrario che invece di far ridere manca poco
a piangere.

LA SIGNORA DELL'ULTIMA VOLTA 
L'ultima volta che la vide 
non sapeva che era l'ultima volta che la vedeva. 
Perché? 
Perché queste cose non si sanno mai. 
Allora non fu gentile quell'ultima volta? 
Sì, ma non a sufficienza 
per l'eternità. 

Vivian Lamarque

,



 grazie  a Klimt per la musica


Invecchia insieme a me,
il meglio deve ancora venire (G. Sand)

E niente, questo è tutto.

Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile,
fissavo vertigini. (Rimbaud)

Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille,
mentre il contrario è del tutto impossibile.(W.Allen)


Tutto poteva eccitarlo, niente poteva bastargli...
era come se volesse abbracciare il mondo
e non potesse afferrare niente. (Schlegel)

Nessuno sa che sei entrata nella mia vita e non importa, noi lo sappiamo.
Forse non siamo capaci di amare proprio perchè desideriamo essere amati,
vale a dire vogliamo qualcosa (l'amore) dall'altro,
invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semlice presenza.
(Milan Kundera)


Nella vita tutto quello che sciegliamo e apprezziamo come leggero
non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile.
Forse solo la vivacità e la mobilità dell'intelligenza
sfuggono a questa condanna. (I. Calvino)

“Per me non esiste l’arte di sfiorare, o lo tocchi l’amore o lo lasci andare”
piuttosto che accontentarmi di ciò che non assomiglia al mio sogno, neppure da lontano.”

È strano accorgersi che è proprio quando te ne vai che puoi capire quanto sei rimasto e quanto ti rimane di qualcuno.... La prospettiva delle lontananze fa percepire tutto più nitido. Ci sono assenze che sono scuse, assenze che sono pause. Ci sono mancanze che restano, presenze che stancano, tenute in vita artificialmente soltanto dall’abitudine. Al di là di ogni apparenza, in un mondo in cui quasi tutto si cancella in fretta per fare spazio a centomila possibili novità, qualcosa la metti a fuoco oltre ogni previsione possibile e per quanto ci provi non puoi negarla ai tuoi occhi. Più ti manca qualcuno più è ovunque presenza.

Così, viaggiando nel tempo, nei giorni, conosci milioni di anime. Ci parli, sorridi, le guardi, di tanto in tanto ti fermi, ricambi gli sguardi. Poi però riprendi il tuo cammino. D’improvviso ne incontri una che stravolge il senso del tuo percorso per sempre, mobilita inevitabilmente le vecchie prospettive territoriali e oserei dire anche l’origine del tuo cielo, la direzione dei tuoi occhi. Dopodiché nulla sarà più maledettamente uguale. Mai più. E nel preciso istante in cui te ne accorgerai capirai perché da tutto il resto sei sempre andato via.

Tu sei il controsenso dei “mi piaci da morire”, dei “sei la fine del mondo”,perché tu sei l’inizio del mondo che vorrei e mi piaci da vivere.

I miei vuoti smisurati sono pieni di te. La misura della tua vita è il vestito preciso della mia gioia. La mia ispirazione è solo il senso del tuo respiro.
Se bastasse tutto questo niente ti direi: – Verrò a prenderti presto. Fatti trovare vestita fuori e nuda dentro. Non sarà una minaccia ma uno stato di grazia e di strafottente felicità.


...Perché il sesso possiamo scegliere di farlo con chiunque. Avere un posto in prima fila nella sfera del pensiero, scambiarsi l’anima è invece un evento interiore rarissimo e prezioso. Questi incontri hanno ogni volta il dono dell’inizio, a ripetizione. Sono sicuri, leggeri e si rendono indimenticabili. Con loro puoi restituire a ogni attimo il legittimo senso d’eternità. Con loro tu puoi essere la prima e l’ultima pagina della storia del mondo.

La parte più intima di un uomo l’avrai quando metterai a nudo le sue fragilità e saprai riconoscerle senza riderne. Quando un tuo sguardo, uno soltanto, gli toglierà la ruggine dall’anima. Quando saprai lasciare qualcosa di te anche dopo gli attimi di pura passione, senza che la ragione poi riprenda il sopravvento. Quando dopo vorrà continuare a fare l’amore con i tuoi pensieri, senza andare di là con una sigaretta distratta. Perché avrà sempre per te un pugno di tenerezza. Perché vorrà curarti di carezze esclusive. Perché nel prenderti tutto ti darà tutto di sé, senza la necessità di riprendersi niente.

E tu mi ami a tal punto da concedermi il lusso di essere davvero sincero con te? Questo è un rischio che si deve correre, o lo si corre o si va via, non ci sono facili vie di mezzo.
Perché ogni forza ha il suo punto debole. Ed è soltanto il permettere a qualcuno di toccare quel punto debole che ci rende davvero forti e ci salva.
- Se ogni forza ha il suo punto debole, il mio sei tu.

 Non esistono scelte che non abbiano un prezzo. Si paga sempre un prezzo per le cose che contano.
Se non si è disposti a pagare è meglio non toccare. Il cuore si sgualcisce facilmente. E soprattutto: Se non sai cosa scegliere forse non è ancora il momento di scegliere, ma non scegliere me se poi continui a scegliere anche tutto il resto.

Massimo Bisotti

Non riesco più a ricordare com’ero prima di incontrare te. Forse vale più questo di tutti i “ti amo” che ho detto_

mercoledì 13 febbraio 2013

One Day

 


(Reckoning Song),  di Asaf Avidan:

No more tears, my heart is dry
I don’t laugh and I don’t cry
I don’t think about you all the time
But when I do – I wonder why

You have to go out of my door
And leave just like you did before
I know I said that I was sure
But rich men can’t imagine poor.
One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
And think about the stories that we could have told
Little me and little you
Kept doing all the things they do
They never really think it through
Like I can never think you’re true
Here I go again – the blame
The guilt, the pain, the hurt, the shame
The founding fathers of our plane
That’s stuck in heavy clouds of rain.
One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
And think of all the stories that we could have told.

 
Non ci sono più lacrime, il mio cuore è arido
Non rido e non piango, Non penso a te tutto il tempo
Ma quando lo faccio – Mi chiedo perché
sei uscito dalla mia porta e
te ne sei andato così proprio come hai fatto prima
So di aver detto che ero sicuro,
ma chi è ricco non può certo immaginare la povertà.
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
e penseremo alle storie che avremmo potuto raccontarci
Il mio bambino e il tuo bambino
avrebbero continuato a fare tutte le cose che fanno
Non avrebbero mai creduto che tutto ciò fosse possibile
come io non potrò mai credere che tu sia (andato via per dav)vero
Torno ancora qui – la colpa
Il senso di colpa, il dolore, la vergogna (sono ora)
I padri fondatori del nostro piano che
si è bloccato in (queste) nuvole piene di pioggia.
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
E penseremo alle storie che avremmo potuto (ancora) raccontarci...
Asaf Avidan: "Avevo perso tutto. La voce mi ha guarito e ora sono una star"

"Incominciai a immaginarmi cantante sei anni fa, frequentavo un corso di animazione alla Bezalel Academy di Gerusalemme. Poi arrivai a un punto morto nella mia vita, persi il lavoro, la casa, la ragazza mi lasciò, avevo bisogno di un mezzo immediato per esprimermi. Cominciai a scrivere e cantare canzoni introverse con la voce angosciata. Fu una terapia. Forse la musica non mi ha guarito ma mi ha purificato, soprattutto attraverso i concerti; quando sono sul palco riesco a esorcizzare ogni angoscia" dice Asaf Avidan, rocker israeliano 32 anni, magrissimo, tatuato, l'aria da enfant gâté maledetto, figlio di diplomatici, vissuto in Giamaica dagli otto agli undici anni, cresciuto a Gerusalemme, una star in patria - è diventato famoso in pochi mesi a livello mondiale grazie al remix One Day /Reckoning Song che aveva inciso quattro anni addietro con il gruppo dei Mojos. Il 15 gennaio pubblica Different Pulses, primo album da solista in cui dà sfogo alla sua voce particolarissima, metallica, infantile, dolente, in bilico tra Tim Buckley e Thom Yorke.
"Ho sempre avuto una grande ammirazione per Leonard Cohen, Bob Dylan e Tom Waits grazie ai vinili di mio padre. Con i Nirvana fu amore a prima vista. Oggi ascolto i blues di Robert Johnson e John Lee Hooker; le grandi vocalist come Billie Holiday e Nina Simone; il rock'n'roll di Elvis e dei primi Beatles; il rock di Radiohead e Kings Of Leon; ma anche Chopin e Bach. Mi interessano gli artisti che restituiscono in maniera forte e unica le loro visioni interiori - questo è quel che rende Nina Simone e Thom Yorke, due artisti apparentemente inconciliabili, assolutamente vicini. Non sono mai stato affascinato dalla musica reggae. Amo Bob Marley per i contenuti delle canzoni, per la sua genialità. Tuttavia crescere a contatto con culture e sonorità diverse mi ha aiutato a capire che in musica non ci sono confini".

*************


 
 Antony And The Johnsons
Nato in Inghilterra nel 1971 si trasferisce presto nella baia di San Francisco con la famiglia. Frequenta la School for the Performing Arts di San José e all'Università della California a Santa Cruz e all'età di 18 anni mette in scena le prime performance ispirate a John Waters e all'icona-guru Divine. L'interesse per la musica, il teatro e l'arte lo portano a spostarsi a Manhattan (New York) per studiare teatro sperimentale alla New York University. Le sue passioni vanno dal synth pop anni 90 (Marc Almond, Boy George, Alison Moyet) ad artisti della scena underground come Klaus Nomi, Divine, Diamanda Galas. Sono poi Billie Holiday e Nina Simone ad occupare uno spazio speciale nel cuore.
Nel 1995 Antony decide di dedicarsi completamente alla musica, e forma gli Antony and The Johnsons. Alla batteria Todd Cohen (Blacklips), Joan Wasser (oggi Joan as Police Woman) e Maxim Moston ai violini, Jeff Langston al basso elettrico, Jason Hart al piano e Michele Schifferle al violoncello. Insieme formano l'orchestra artefice dei raffinati arrangiamenti delle sue composizioni.
Il nome della band è ispirato a Marsha P. Johnson, il travestito newyorchese che nel 1970 fondò la casa di accoglienza per travestiti (STAR), la cui tragica fine nel fiume Hudson sarà evocata nella canzone "River Of Sorrow". Da qui partirà il suo lungo viaggio. L'incontro con Lou Reed e Hal Winner, il primo disco underground, poi I'm A Bird Now, il Mercury Prize e il consenso unanime da parte di critica e pubblico.
Antony Hegarty, spesso chiamato semplicemente Antony, è un cantante e compositore unico nel suo genere ed unica è la sua voce che ha saputo incantare il mondo intero.
"Ero un bambino fragile che amava la musica e veniva in qualche modo tollerato. Con perseveranza, probabilmente imitando le belle voci di altri artisti, ho sviluppato un tono personale che faceva molto effetto sulla gente. Al college mi dicevano che la mia voce dava sensazioni forti e la cosa mi sorprendeva. Poi ho iniziato a capire che forse poteva essere uno strumento per fare qualcosa"
E' proprio questa forza particolare che ha trasformato Antony da culto dell'underground a stella di primo piano nella scena musicale mondiale nel giro di un solo anno. "I am A Bird Now" è il disco di riferimento con il quale Antony vince il prestigioso Mercury Prize nel 2005.
Tra le collaborazioni: Lou Reed, Marianne Faithfull, Bjork, Hercules and Love Affair (per il successo dance “Blind”) e in Italia Franco Battiato ed Elisa.

L’ultima pubblicazione di Antony & The Johnsons è l’album “Cut the World”, una raccolta di registrazioni sinfoniche effettuate dal vivo di brani provenienti dai quattro album in studio (“Antony & the Johnsons”, “I Am A Bird Now”, “The Crying Light”, “Swanlights”) e rappresentano l’instancabile meditare di Antony Hegarty sulla luce, sulla natura e sulla femminilità.
"Il mio concetto di femminismo è più un'idea creativa che una definizione pratica. Mi sono appropriato di questa parola e dal mio punto di vista, quello di una persona interessata all'ambiente e all'ecologia del nostro pianeta, sogno un mondo dove possa crescere e prevalere una coscienza collettiva sempre più femminile. Le donne sono portate a creare uno spazio sicuro dove far crescere i propri figli. Inevitabilmente quello spazio è meno aggressivo e basato su un circolo virtuoso dove la famiglia può prosperare. Questo concetto può essere esteso alla società intera e a tutte le specie animali".
Questo passaggio da una società patriarcale "virulenta" a una femminile è l'unica soluzione per poter creare un futuro sostenibile.
il discorso sul femminile  è un monologo di 8 minuti, una meditazione non banale sulla natura, la femminilità, i cicli lunari, la luce, il mondo e la religione (vista in quanto transgender).
YOU ARE MY SISTER – You are my sister, we were born So innocent, so full of need There were times we were friends but times I was so cruel Each night I'd ask for you to watch me as I sleep I was so afraid of the night You seemed to move through the places that I feared You lived inside my world so softly Protected only by the kindness of your nature You are my sister And I love you May all of your dreams come true We felt so differently then So similar over the years The way we laugh the way we experience pain So many memories But theres nothing left to gain from remembering Faces and worlds that no one else will ever know You are my sister And I love you May all of your dreams come true I want this for you They're gonna come true (gonna come true).