che mai possa capitare e un uomo
-credimi-
non potrebbe pretendere altro che te dalla vita...:
che D_o ti benedica!
-e aggiungi-
ancora oggi:
Beato l'uomo che potrà averti al suo fianco!
mi risuonano sempre queste tue parole... tu, che mi hai amato d'un amore eterno ed hai colto (perchè hai visto, ben oltre il guardare) in me la perfezione...quella che trascende dal corpo...
me le hai ripetute infinite volte, me le ripeti ancora, nonostante non ci sia più quell'intimità tra noi...
passano gli anni e tu ricordi ancora ogni centimetro della mia pelle, ogni sapore ed ogni odore, ricordi ogni breve istante che la vita ci ha regalato... e, queste parole, me le ripeti ancora, quasi come un mantra, eppure, sappiamo bene entrambi quanto la vita stessa possa essere beffarda e burlarsi proprio di noi che siamo consapevoli che il viaggio non è la meta... e che è il nostro 'nulla' che ci prende per mano e ci conduce ad abbracciare quella che riconosciamo essere la nostra 'amata/odiata solitudo'... nell'attesa di tornare -un domani- 'a casa' ...ad Itaca

...e non rimpiango nulla di tutto ciò che la vita mi ha dato
...nel bene e nel male...
ed aspetto trepidamente nuovi giorni...nuovi percorsi...nuovi amori...
sempre più grandi, sempre più veri...immensi, belli come il nostro, freschi come l'acqua sorgiva, teneri come un fiore e violenti come il fuoco...nella misura in cui imparo giorno dopo giorno ad amarmi, ogni giorno un po' di più...
"I capelli, gli zigomi, la pelle bianchissima, la piega degli occhi di Jun Rail. Ma più di ogni altra cosa – sia che ridesse o urlasse o tacesse o semplicemente stesse li, come ad aspettare – la bocca di Jun Rail. La bocca di Jun Rail non ti lasciava in pace. Ti trapanava la fantasia, semplicemente. Ti impiastricciava i pensieri. “Un giorno Dio disegnò la bocca di Jun Rail. É lì che gli venne quell’idea stramba del peccato.”

"Perché è così che ti frega la vita.
Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine,
o un odore, o un suono che poi non te li togli più.
E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri
da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva"
"... quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro al schiena, fregatene.
Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita...
non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca,
quella vita su cento che alla fine si spacca..... io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente
che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro....le sue piccole tristi biglie infrangibili.....
e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo.....
sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino...
ci si vede dentro tanta di quella roba..... é una cosa che ti mette l'allegria addosso..
.non smetterla mai..... e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita,
a modo suo..... meravigliosa vita."
"come sarebbe bello dire 'per caso'? ..
Tu credi davvero che ci sia qualcosa che succede 'per caso'?
"se per caso riuscirai a vedere nei miei occhi
la scontata virtù di ciò che sei veramente
allora ricomincerai a cercarmi,amore mio"
"Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana."






