Translate

Visualizzazione post con etichetta oniromanteion. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta oniromanteion. Mostra tutti i post

martedì 6 novembre 2012

d'ombra e di luce



Gatto nero
che conduci


al giardino sfiorito

Cerco di pietre bianche
e rosse il cerchio
 
se del tamburo sciamano
odo il suono

Sirena
verde lago

perché mi guardi
e taci?

Tutti i diritti riservati
©


Aporia - Lee Jung - Neon text installations

mercoledì 3 ottobre 2012

Una maglietta e un paio di jeans


A volte basta davvero poco per far scattare quel non so ché ai signori maschietti.
Le donne, almeno quelle come me*, non ci pensano minimamente.
Per fortuna interviene - inaspettatamente- l'aiuto da qualche altro 'piano' del condominio.
Questa mattina mi sono vestita nella maniera più casual e informale possibile: un paio di jeans (gli unici che mi entrano, per il momento!...sono solo alla terza settimana di dieta) una maglietta nera a manica lunga e dei sabot con zeppa.
Tutti i maschi dell'ufficio mi hanno sommerso di complimenti. Con frasi del tipo: “Non farti vedere così che... ti salterei addosso!” “Come siamo sexi stamattina!” “Mammamia come stai bene con i jeans e dire che a me non piacciono!” “Mi induci a pensieri peccaminosi!” e così via...
Che siano le lezioni di tango che mi danno una luce ed un portamento diverso?
Forse all'esterno viene percepito l'abito, ma in verità sto acquisendo una maggiore femminilità e questa, si fa sentire...
Ringrazio l'infinito per questa giornata che è iniziata bene e per la serata appena trascorsa ma, ancora di più, per la sera precedente, quella del semi-diluvio per intenderci  e che ha smosso quelle energie positive che si stanno attivando per riequilibrare il mio lato materiale con quello spirituale.
Grazie alla vita!  Per tutto quello che mi ha dato e che mi da.
Grazie per avermi portato ad Avalon.
Grazie perché mi fa lavorare e impegnare tanto su me stessa.
Grazie perché accresce in me la volontà di migliorarmi. Per il mio benessere e per quello di coloro che mi circondano.
Ho scelto, o mi ha scelto, la strada più difficile, ma la più autentica.
Ho inviato nell'etere il mio intento affinché arrivi l'amore nella mia vita.
Quello più sano ed equilibrato.  E credo davvero di meritarlo ora.
Sono aperta a ciò che s'affaccerà in questa parte del mio cammino. Certa che l'amore arriverà e sento che sarà a breve.
Ho un debole per una persona, ma sono libera. Mi sento libera e liberata dai lacci della mente.
Questa volta niente mi lega e mi trattiene. Non è un pensiero ossessivo, come mi capitava (quando mi innamoravo) fino a poco tempo fa. E' piuttosto un desiderio pudico di vicinanza per affinità, una speranza lievissima e lontana. Che non ha fretta.
Sono certa che ciò che la vita ha in serbo per me è la cosa migliore.
Non sta a me scegliere. Non più.
Finalmente l'ho capito!


 *  "civetta refrattaria" :non si acconcia per attirare l'attenzione dell'uomo, ma più per amore del 'teatro' in quanto ama essere camaleontica; una donna per niente facile e che non si concede -nonostante le apparenze (la parlantina facile, la cordialità immediata, l'apertura all'altro) talvolta risulta essere dura e algi-da; preferisce scegliere piuttosto che farsi scegliere, anche se capitola irrimediabilmente quando viene scelta non per la sua bellezza esteriore (che spesso mortifica per intime 'paure'), ma solo da chi è in grado di 'leggere attraverso' e scoprire le doti che lei ama tenere celate

Una donna libera è l’assoluto contrario di una donna leggera


Prima per te c’era la circonferenza.
Prima il punto;
ma quando?
Polvere! L’aria diffonde il suo soffocamento.
Ogni granello sceglie nel gruppo la sua vittima.
 (Edmond Jabes)


Trovati un nome, mi dico/ nell’idioma psicosomatico del corpo/ e della strada trovati una casa, mi dico/ nella toponomastica e un motivo/ secondo logomanzia degli arti pilota/ e allegoria cinetica delle caviglie/ tralasciando i piedi però/ il tracciato anagrafico perso per primo/ alla frugalità dell’esordio  sopravvive celata/ poggiata sull’anomalia prospettica/ del suo letto/ negando come se negare fosse il germe/ e la dissidenza, una fioritura postuma/a seme franto/ o il destino che si compie/ con truce grazia quotidiana.- E subito a seguire nel pozzo 6. aggiunge un cordino da (s)calata: – In questa ontologia della marginalità/sono invischiate/le nostre telepatie di bordura/aiuole alle parole e ad altri bisogni/scavati dalla fitta della luce/nel pozzo che scolora/le nostre figure diurne….superficie aerea/su un piano di lentissime/manovre informali/coaguli di bruna quiescenza/stornata al sapere/lasciata a vigilia precognitrice...compila il giornale della percorrenza/e la diaria dell’interezza/varia il suo compenso/a regime di luce un’archeologia/ rischiosa appiccata alla notte/ che scioglierà il ghiaccio/ sulle facce depauperate/ dai ballottaggi e sul piatto/ di quanto resta, il dubbio/ sulla destinazione/ delle acque reflue
(Viviana Scarinci)

martedì 2 ottobre 2012

radici: tra terra e acqua bagnarsi d'A-more



Il meteo: Poppea riporta il freddo e la pioggia

"Mi metto in silenzio e mi dispongo all’ascolto, c’è un ampio quadro in apertura, una finestra in un quadrato di luce e ombra dov’è rintanato il lupo del tempo e serve attenzione, serve porsi controvento, potrebbe annusare la presenza… già  qualcosa manca , c’è stata una rimozione e bisogna scandagliare gli spazi!"

E' pieno giorno potrebbero essere le tre, al massimo le quattro di pomeriggio. Mi trovo in una zona di campagna o collina: sono seduta per terra in una antica stradina di pietra che prosegue in modo lievemente scosceso davanti a me. Sono seduta nella posizione del loto (o della piramide) con le gambe incrociate. Sento l'acqua che mi cade addosso sempre più fitta é una bella sensazione di acqua che lava via, che mi rinfresca e mi ritempra.
Mi sento bene. Sono certa che nonostante questa pioggia non mi ammalerò.
L'acqua mi entra negli occhi, mi appiccica i capelli al volto e mi infradicia fino alle ossa, ma continuo a stare bene.
Ora mi sento spuntare le radici dai piedi che vanno a radicarsi -crescendo rapidissimamente- sempre più a fondo nel terreno, insinuandosi tra i sassi e le pietre a cercare la nuda terra ed io sono una pianta verde che gode di quest'acqua benedetta. L'attenzione si sposta proprio sull'acqua. La vedo scorrere via davanti a me, insinuarsi sopra la pietra e tra le fessure della terra. Scorrere come un ruscello sempre più velocemente verso la sua mèta... che non conosco in questo momento, ma mi sento trasformare in quest'acqua e ne ho paura. Temo di perdermi, di dissolvermi nel nulla e cerco di rientrare velocemente nel corpo.
Non ho pensieri da lasciar andare sono solo concentrata sull'acqua che scorre.
Nel cielo vedo una stella a cinque punte che forma una lettera A seguita dalla scritta MORE:...AMORE.  La parola amore mi spaventa e cerco di dargli subito altri significati: le more (i frutti)...o more nel senso di ANCORA ( in inglese) che può anche voler dire àncora. Ovvero che mi devo ancorare alla terra.


MORE

C’è una vecchia chiamata Dipsa. Trae il suo nome dai fatti:
Non è mai riuscita a vedere la madre del nero Memnone sui cavalli rosati senza essere ubriaca.
Conosce la magia gli incantesimi di Ea e con la sua arte fa risalire alla sorgente le acque correnti.
Sa bene quale sia il potere delle erbe, quale il potere del filo attorcigliato dal rombo che gira, quale il liquido delle cavalle in calore.
Al suo volere in tutto il cielo si addensano nuvole, al suo volere il cielo risplende sotto la limpida volte celeste.
Io ho visto, se qualcuno mi crede, le stelle grondare sangue; la faccia della luna era rosso sangue.
Ovidio, Amores I 8,1-18

The Love Potion , Evelyn de Morgan
quanto coraggio ha chi è sempre totale
in tutto ciò che dice e in tutto quello che fa

(levonah)

N.B. :  pentacolo: simbolo sacro nella pratica dei culti legati alla dea pagana Venere, incarnazione della forza, della bellezza e soprattutto della sessualità mistica, è una rappresentazione del microcosmo e del macrocosmo, combina cioè in un unico segno tutta la mistica della creazione, ovvero tutto l'insieme di processi su cui si basa il cosmo. Le cinque punte del pentagramma interno simboleggiano i cinque elementi metafisici dell'acqua, dell'aria, del fuoco, della terra e dello spirito. Questi cinque elementi sintetizzano quelli che sono i gruppi in cui si organizzano tutte le forze elementali, spiritiche e divine dell'universo. Il rapporto tra i vari elementi è detto essere una riproduzione in miniatura dei processi su cui si basa il cosmo. E' rivolto verso l'alto, in quello che è il suo orientamento tradizionale. Lo spirito posto in alto simboleggia il rapporto che deve intercorrere tra la spiritualità e il mondo materiale, in cui la prima deve prevalere. Infatti questo processo inizia dall'elemento dello spirito, il quale si manifesta dando origine a tutto ciò che esiste. La creazione si verifica partendo dalla Divinità e scendendo verso la punta in basso a destra, simboleggiante l'acqua, ovvero la fonte primaria e sostentatrice della vita sulla Terra. Dall'acqua ebbero origine le primissime forme elementari di vita, le quale poi evolsero con il passare dei millenni staccandosi dall'elemento primordiale. Dall'acqua il processo creativo risale verso l'aria, la quale rappresenta le forme di vita sufficientemente evolute da potersi organizzare da sole, prendendo coscienza del proprio se. Questi esseri, dalla loro innocenza originaria, si evolvono e si organizzano moralmente e tecnologicamente, procedendo lungo la linea orizzontale verso la terra a destra. La terra simboleggia il massimo grado di evoluzione che un'epoca può supportare, quando questo diviene troppo ingente avvengono delle ricadute, sotto vari punti di vista, ma innanzitutto sotto il profilo spirituale. L'essere si allontana dallo spirito, degradando verso il basso, il fuoco, simboleggiante l'apice della degenerazione. In seguito alla depressione avviene però sempre una ripresa, un ritorno alle origini, in questo caso allo spirito, l'essere umano riscopre la spiritualità. Esso è dunque una riproduzione in miniatura del processo creativo e immanente che regge l'universo. Oltre a rappresentare il rapporto tra il mondo divino e quello fisico, è anche una rappresentazione della figura umana. Facendo riferimento al celebre Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci appare evidente la rappresentazione schematizzata di un corpo umano con braccia e gambe divaricate. Il cerchio che attornia il pentagramma sta poi a simboleggiare l'infinito; dunque questa alternativa interpretazione simboleggerebbe la relazione che accomuna l'uomo all'infinitezza dell'universo e alla sua valenza mistica, ovvero la Divinità. Le tre punte superiori, inoltre, rappresentano i tre aspetti attraverso cui si manifesta la Divinità, ovvero la Dea triplice del Druidismo e della Wicca, sebbene il concetto di divinità tripartita sia comune a molte tradizioni pagane e anche indo-europee. Le punte inferiori rappresentano invece il Dio nei suoi due aspetti di fertilità e divinità dell'aldilà. I due spazi contenuti tra le tre punte superiori, sommati allo spazio contenuto tra le punte sottostanti, sempre ad interpretazione druidica e wiccan, rappresentano i tre gradi del rito iniziatico, mentre i restanti spazi laterali sono la rappresentazione dei due principi cosmici della Wicca, il maschile e il femminile, il Dio e la Dea, dall'interazione dei quali scaturisce tutta la manifestazione.