Translate

Visualizzazione post con etichetta la via del guerriero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta la via del guerriero. Mostra tutti i post

venerdì 9 settembre 2016

Evvai...a braccetto con Thanatos


Esiste un detto: "Se incontri il Buddha uccidilo” ed è vero, semplicemente perchè il divino è dentro di te. Aggrapparci a colui che identifichiamo come maestro ci porta a venerarlo come un idolo, a concentrare i nostri sforzi nell'imitarlo, a non smettere di seguirlo dappertutto. Diventa per noi la 'copertina di Linus' che ci conforta, ci aiuta a stare bene; è il nostro placa ansia sin che c'è non ci preoccupiamo e, in fondo, non del tutto viviamo la nostra vita, deleghiamo e così finiamo per non trovare mai la nostra strada.
 La rara e difficile via dell'illuminazione è assolutamente personale e, dopo aver frequentato un maestro, qualunque esso sia, bisogna abbandonarlo. Arriva un momento in cui sei costretto a dire a te stesso: BASTA! È la tua anima che te lo chiede e ti implora. L'uccisione metaforica del Buddha deve avvenire all'interno della nostra mente (che si chiama mente perché mente), non necessariamente nel cuore. Significa superare il mito del maestro, il mito del guru, il mito dello psicoterapeuta o della guida spirituale. Significa essere finalmente adulti autonimi e consapevoli. Occorre abbandonare (sempre in senso metaforico) anche i genitori e tutte quelle figure paterne e materne di cui ci siamo circondati. Significa saper rinunciare al comodo ruolo di figlio, di discepolo e di eterno studente. Significa smettere di essere un Peter Pan (di cui è giusto mantenere solo l'aspetto ludico nel prendere la vita come un gioco e lo sguardo aperto alla meraviglia tipico del bambino) ma è opportuno distruggere la speranza che qualcun altro, all’infuori di noi, possa essere il nostro mentore e padrone. Perciò, se incontri un Buddha, uccidilo. Se incontri un tuo antenato, uccidilo. Non avere legami, non essere schiavo di nessuno. Vivi semplicemente la tua vita e lascia tutte le zavorre: del passato, delle religioni, delle imposizioni, degli schemi precostituiti. Abbandona tutti i tuoi attaccamenti, tutti i tuoi lagami e sii finalmente libero e leggero. Tu sei unico e inimitabile; perciò non attaccarti a niente e a nessuno, neppure ai sentimenti -che anche quelli fanno parte della matrix- perché tutto è vanità, l'unico amore possibile è quello che trascende ed è libero, autentico e incondizionato. Lo riconosci facilmente perchè non è geloso, non è possessivo, non chiede mai, anzi, dona senza sforzo e ciò gli basta; tutto il resto è fuffa: è tutto un trucco! Non cercare l'anima gemella, il compagno/a della vita. Piuttosto ama te stesso e tutto verrà di conseguenza. Hai tutto dentro di te, se ti ami sei anche in grado di amare il tuo prossimo e ciò basta e avanza. Soprattutto impara a guardare la morte come la compagna che viaggia poco dietro di te, che ti segue da quando nasci ed è lì, alla tua sinistra (il lato del nagual) da sempre. Perciò non devi temerla; piuttosto danza con lei, gioca a scacchi con lei, parla con lei, renditela amica e alleata chè tu sei eterno e immortale proprio grazie a lei.

lunedì 29 aprile 2013

non cercare avidamente nel cibo: ciò che ti può davvero saziare è dentro di te

attività
La tua fame (desiderio) è Sacra - Come donne ci è stato insegnato a temere la nostra fame.
 Abbiamo imparato a combatterla, per diminuirla, per attenuarla e ad essere disgustate da essa.
...
La nostra fame è reale e non sarà negata, non importa quanto e come tenteremo di negarla.
 La nostra fame è sacra.
 Possiamo vedere la nostra fame, alla luce della verità, per che cosa significa veramente.
 Significa che siamo vive di fronte agli enormi ostacoli e sfide.
 Significa che noi siamo affamate di visioni più grandi e le espressioni di noi stesse e il nostro potenziale.

E 'il santo desiderio di mangiare non il cibo del mondo, ma il cibo dal banchetto del nostro essere, un cibo ricco e succulento, di cui ognuno di noi è l'unica fonte.
 La fame è per la verità della nostra stessa sostanza, per la nostra anima, fame di infinito .
 Una fame di vivere e incarnare la Verità al centro di ciò che siamo,
 Per conoscere i nostri stessi corpi, anime e cuori come i simboli esterni dell'Unica divina ed eterna.

Donna, la tua fame è legittima, la tua fame è santa.
 È la fame di essere piene DALL'INTERNO .
 È la fame di essere piene di luce del nostro SÉ
Questa è l'unica cosa che potrà mai soddisfare e colmare questa fame.
 La fame di occupare ogni cellula pienamente e completamente,

Per rispettare noi stesse in ogni angolo del vostro sé complesso e brillante.
 È la fame di esplorare il terreno interiore con abbandono, senza i concetti di giusto / sbagliato o buono / cattivo come intermediari.
 È la fame di vagare per il deserto del vostro Essere, di incarnare la grandezza che risiede presso il nostro cuore.
 Partecipare della ricchezza del nostro Essere, l'unica vera fonte di appagamento.
 Questa fame viene da una pienezza, non da una mancanza

Che nulla si frapponga tra noi e il nostro banchetto traboccante, la nostra abbondanza interiore dell'essere.
  La colpa non trova posto al tavolo del nostro Sé.
 Tu sei tutta tua.
 Ogni ultimo boccone.

Questa fame può portare con sé un'antica rabbia.
 Questa rabbia viene dalla frustrazione di essere state separate da noi stesse e di aver fame di noi stesse.
 Generazioni e generazioni di donne affamate, voraci per ciò che è reale e vero in noi stesse e nel mondo.
 Sentire finalmente giusta questa fame. Proprio questa fame.


Questa rabbia viene dalla frustrazione di essere state separate da noi stesse e di avere fame di noi stesse
La fame di essere piena dall 'interno

 La rabbia finirà per cedere il passo ad una feroce chiarezza-
 Una chiarezza di ciò che deve essere fatto per accedere e vivere il nutrimento interiore.

fonte http://womboflight.com/


"Ancora una volta cerchi all’esterno la giustificazione del tuo fallimento, della tua mancanza di volontà, della pochezza delle tue idee e dei tuoi sogni. Ti sei creato un mondo cattivo dove realizzare i tuoi sogni è impossibile a causa di q...ualcosa o di qualcuno che trama contro di te. Ma l’unico artefice delle tue vittorie e delle tue sconfitte sei tu. Non delegare il tuo potere all’esterno… mai!
Tu stai idolatrando un mondo esterno a te, che credi abbia un potere infinito su di te. Lo stato, la religione, la medicina, la scienza, i banchieri, il datore di lavoro… per te sono divinità, che alcune volte accetti e altre volte rifiuti e combatti con tutte le tue forze, ma che in ogni caso consideri più potenti di te. Con il solo atto di combatterle assegni loro un potere che non hanno. Quando l’operaio lotta contro il padrone, il padrone ha già vinto, perché è stato riconosciuto come tale.
Ricorda: solo uno schiavo lotta per liberarsi da un padrone." (Salvatore Brizzi – Alchimia contemporanea)


Cibo dell'anima:  "Avete mangiato della frutta, ed ecco che quel cibo, una volta digerito e assimilato, contribuisce al buon funzionamento di tutto il vostro organismo. Che Intelligenza è mai questa, capace di dare ad ogni organo del nostro corpo ciò di cui necessita, affinché noi possiamo continuare a vivere? Come non essere in ammirazione davanti ad essa?

.... Grazie a quel cibo potrete continuare a vedere, a udire, a respirare, ad assaporare, a toccare, a parlare, a cantare, a camminare... E se ne avvantaggeranno anche i vostri capelli, le vostre unghie, i vostri denti, la vostra pelle, ecc.. Sì, come non essere colti da ammirazione di fronte a questa Intelligenza? D'ora in poi, dovete pensare maggiormente ad essa. Cercate di scoprirla e di manifestarle la vostra riconoscenza!
Ciò che è essenziale nel cibo, non è la materia degli alimenti. Ciò che è essenziale, sono le energie contenute negli alimenti, è la quintessenza che vi è imprigionata, poiché è lì che si trova la vita. La materia dell'alimento non è che un supporto. Attraverso quella materia, è dunque la quintessenza che noi dobbiamo cercare di raggiungere, in modo da nutrire anche i nostri corpi sottili. Essere convinti che mangiamo per nutrire esclusivamente il nostro corpo fisico, è un errore: noi mangiamo per nutrire anche il nostro cuore, il nostro intelletto, la nostra anima e il nostro spirito. " (Omraam Mikhaël Aïvanhov)


Foto: California Red-Sided Garter Snake.
Iannetti






domenica 21 aprile 2013

saper cogliere responsabilmente le opportunità di risorsa dai periodi di crisi

condivido pienamente il punto di vista sulla 'crisi' secondo salvatore brizzi:

L’individuo che prende su di sé la responsabilità per quanto accade nella sua vita e nella sua nazione, diviene inarrestabile. Chi invece attende passivamente che siano le condizioni esteriori a cambiare, si sta comportando come un mendicante di felicità. Il cittadino del futuro non cerca le condizioni adatte, le crea.

Non esistono né destra né sinistra, ma solo idee che sono utili o che non sono utili allo sviluppo di una nazione. Quando il nostro spirito è orientato al Bene Comune, solo l’utilità, e non l’appartenenza a un’ideologia, guida le nostre azioni. Quando l’ideologia prende il sopravvento sul Bene Comune, con il tempo si creano degli apparati statali da cui il cittadino è costretto a difendersi.

Anticamente con il termine crisi (dal gr. krisis = scelta, giudizio) si indicava un momento della vita di una persona in cui era necessario giudicare la situazione e compiere una scelta. Solo più tardi ha assunto l’accezione negativa di “brutto periodo di difficoltà”. Ogni qualvolta il discepolo attraversava una Crisi, ciò veniva interpretato come un evento positivo in quanto preludio e causa di un’apertura della coscienza.

La lamentela ti rende schiavo di ciò di cui ti stai lamentando. Solo chi non è in grado di controllare il suo destino spreca tempo nel lamentarsi. Chi è divenuto condottiero della propria vita non si lamenta ma agisce per modificare ciò che non gli piace.

Ogni cittadino può aspirare a essere Re, perché la regalità è uno stato interiore, non una condizione sociale. Essere Re significa prendere su di sé la responsabilità per quanto accade in una nazione; e ognuno di noi, in qualunque momento può farlo. Non quando impartiamo ordini, ma quando raccogliamo una bottiglia rotta dal marciapiede e la buttiamo nel cestino... allora prendiamo su di noi la responsabilità. Essere Re significa essere al Servizio.

La confusione è quel magnifico stato che precede di poco la successiva chiarezza. Noi siamo stati educati a evitare i periodi di dubbio e confusione, quando invece dovremmo considerarli come le porte attraverso cui transitare per giungere a conoscere il nuovo.

I risultati non corrispondono direttamente ai nostri bisogni emotivi o economici. Corrispondono piuttosto agli sforzi fatti per rimanere focalizzati sull’impresa. Non è infatti importante l’obiettivo in sé, bensì il fatto che noi ci costringiamo a diventare la persona più adatta per quell’obiettivo. Non dovremmo chiederci “Come faccio a raggiungere quell’obiettivo?”, ma “Come faccio a diventare la persona che ci vuole per raggiungere quell’obiettivo?”.

La lamentela sottrae all’essere umano la sua energia. L’azione consapevole gli fornisce invece la Forza per cambiare se stesso e il mondo in cui vive. Il PIN non spreca tempo a lamentarsi di ciò che è vecchio, ma si fonda sulla costante creazione del nuovo.

I politici non parlano più di politica. Ormai è solo una gara a difendersi dalle accuse reciproche. Si vantano di non aver mai rubato... come se fosse un punto di merito nel loro curriculum! Ma un Paese che non è governato da leader sognatori, con una grande Visione politica, è un Paese senza futuro. Tecnici e burocrati non possono rendere grande una nazione, possono al più posticipare la sua fine.

La libertà è collegata a concetti come Volontà e Responsabilità, che riguardano l’individuo, non lo Stato. La bizzarra idea che la libertà ci possa venire regalata dall’esterno, da un sistema di governo piuttosto che un altro, non solo è falsa, ma ci costringe a una sottile sottomissione rispetto a chi è al potere, e inoltre ci distrae dalla ricerca della libertà psicologica, l’unica che può davvero cambiare le cose. Poiché un popolo di schiavi non può che cercarsi un padrone.

E' proprio durante i periodi di crisi che ri-troviamo la forza interiore per la conversione, per il cambiamento di rotta. Dopo aver toccato il fondo ci si arma di scudo e di coraggio per la risalita.Le fasi del percorso umano nel suo rapporto con la realtà sono tre:
Nel primo io mi limito a subire la realtà, attribuisco le cause di ciò che mi accade all’esterno: alla sfortuna, alla crisi, ai virus, alla società, agli sfruttatori... e così via. In questo stadio sono una vittima, un lamentante; non ho nessun Potere perché metto il mio Potere nelle mani degli altri.
Nel secondo comincio a prendere su di me la piena Responsabilità per ciò che mi accade. Quindi mi sforzo di cambiare ciò che non mi piace e di concentrarmi su ciò che desidero, lavorando con la gestione delle emozioni e della mente. In questo stadio acquisisco un grande Potere, sono un mago o una maga. In questa fase necessito di costruirmi un vero Io che sia capace di dominare il mondo ed è necessario che lo costruisca se voglio poi distruggerlo nella fase successiva e, nel momento in cui io divengo pronto per andare oltre i desideri dell’Io, ossia, divengo pronto per aprire il Cuore, affidarmi alla Vita e mettere la mia volontà nelle Sue mani. Se mi trovo in questa fase di transizione da uno stadio precedente a quello successivo, quelle tecniche divengono obsolete e non mi danno più i risultati voluti, perché io sono cambiato, ho giocato abbastanza con i desideri personali e sono pronto per procedere oltre.
Questo è dunque il grande passo che l'uomo è chiamato a compiere, ma ce ne uno ancora più importante ed è l'affido. È come se la Vita a un certo punto mi dicesse: “Non c’è più bisogno che ti focalizzi sul denaro e sul successo, focalizzati sulla tua missione... e il resto ti sarà dato in aggiunta.”
Nel terzo mi affido totalmente all’Esistenza, alla Vita, a Dio... So che può accadermi solo ciò che mi serve nel momento in cui mi serve. Il mio Cuore è aperto e privo di paura e io divengo uno strumento nelle Sue mani. Ciò che desidero coincide in ogni istante con ciò che ho. I soldi, la casa, la salute, il partner... vengono spontaneamente verso di me e non devo più io andare verso di loro. Questo è il Potere di chi fa la Volontà del Padre. Chi è in questo stadio vive per realizzare una missione e non più in funzione di soddisfazioni personali. La sua massima felicità coincide con il lavorare ogni giorno per la missione... e i soldi e il successo sono solo una conseguenza, un “effetto collaterale” del suo consacrarsi alla missione.
In verità quando Magia e Alchimia vengono praticate nella loro accezione più elevata – come percorso di ritorno alla casa del Padre – conducono proprio a questo terzo stadio della Magia.
 Salvatore Brizzi seminario Draco Daatson

lunedì 15 aprile 2013

dal dualismo all'unità del tutto



DUE



SPIRITO  In ebraico la parola Spirito viene tradotta con la parola רוח ("ruah"), nome di genere femminile. Ruah significa anche vento, respiro. "Spirito Santo" è רוח הקודש, "ruah hakodesh".
Per la
Religione ebraica con tale termine viene indicata la Potenza divina che può riempire gli uomini, ad esempio i profeti. Questo concetto non ha avuto tuttavia uno sviluppo particolare nell'Ebraismo, come invece si è avuto nel Cristianesimo.
In
greco antico Spirito si dice "πνευμα" ("Pneuma"; da "πνεω", "pneō", cioè "respirare/soffiare/aver vita"), da cui deriva il termine pneumatologia con cui è indicata la scienza teologica che studia la relazione tra lo Spirito Santo e la Trinità.
In
latino Spirito è "Spiritus" (da "spiro", cioè "respirare", "soffiare").
Lo Spirito Santo è, nella tradizione ebraica, cristiana ed islamica, lo spirito del loro Dio.
Per quasi tutte le confessioni
cristiane, lo Spirito Santo è la Terza Persona della Trinità.
Riguardo lo Spirito Santo la teologia cristiana è stata quella sviluppata nei secoli più recenti; per questa ragione le diversità tra le varie confessioni cristiane in questo campo sono maggiori rispetto a quelle riscontrabili rispetto alla teologia su
Dio Padre e su Dio Figlio.
Nella
fede cattolica lo Spirito Santo procede in egual misura dalle altre due persone, il Padre e il Figlio. Secondo invece la fede delle chiese orientali lo Spirito Santo procede esclusivamente da Dio Padre.
Con il termine tecnico procedere si intende una derivazione che non ha implicazioni temporali, né di priorità, in quanto lo Spirito Santo non è
teologicamente a posteriori rispetto alle altre due persone. Chi e’ diochi e’ il cristo. Chi e’ il diavolo  o  Chi e’ gesu’ - sono aspetti, attributi, di un solo SPIRITO (infatti esso e' UNO e TRINO ), ma e' anche energia, e quindi materia; in sintesi e’ l’INFINITA IN-FORM-AZIONE, cio’ che si sta formando nel finito, parte dell’INFINITO, che si manifesta attraverso il Vuotoquantomeccanico.
La Psiche e' la presenza dello Spirito in un soggetto,
Ego/IO, che mi manifesta nella mente/cervello del soggetto Vivente.
Tratto da: wikipedia




 

Il Viaggio del Pellegrino
Il Pellegrino rappresenta l’
Umanita’  in cammino sulla Terra, nell’UniVerso e l'Infinita'.... verso la Consapevolezza di se’, della Manifestazione del Creato (Progetto Vita) e dell’Infinito.
L’immagine del Pellegrino che cammina, rappresenta tutti gli
esseri umani (maschi e femmine = Adam) di qualsiasi colore e tipo, per cui non si deve vedere il viso di un soggetto, ma ci si deve introdurre il proprio….
Il
verde é innanzitutto il colore della Natura, (noi siamo dei “verdi”), e quel colore invita anche alla speranza durante il pellegrinaggio terreno verso l'Eternità=immortalia’=Infinita’.
Il verde simboleggia anche la stagione della rifioritura, del
ritorno della vita e quindi l'Umanità nel suo insieme, che percorre le vie della Vita tendenti all’InFinito.
Noi non nascondiamo il volto agli altri, infatti il cappuccio parziale, serve per "riparare
spiritualmente" il Pellegrino, dalla “pioggia di idee” che vengono spacciate come venienti dall’alto dei cieli, come la pioggia, spendono e spandono sulla e nella testa degli uomini che non sanno, e quindi per ripararsi da esse....ci copriamo con il cappuccio della ConoScienza.
Il bastone del Pellegrino in cammino, regge in cima una lampada per
illuminare il cammino…della Conoscenza
I guanti indossati, rappresentano la possibilita’ indossandoli, di "non sporcarsi" con le contaminazioni involutive con le quali il Pellegrino puo’ incappare nel suo pellegrinare in questa dimensione, fino al raggiungimento dell’orgasmo nella consapevolezza della propria Immortalia’  ed InFinita', alla faccia di tutti i vampiri.....





"Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori,
ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare
" Albert Einstein
"Se un uomo non sa rischiare per le sue idee, vuol dire o che le sue idee non valgono nulla o che non vale nulla lui !"

giovedì 4 aprile 2013

la forza della preghiera del cuore

Quanto ai pensieri, non vi prestiamo la minima attenzione ed essi si disperdono in tutte le direzioni. La nostra mente si trova così nella disposizione contraria rispetto a quella d’una mente protetta dalla preghiera: è come una stanza con le porte spalancate, senza nessuna sorveglianza, in cui chiunque lo desideri può entrare e uscire introducendovi o asportandovi tutto ciò che gli pare. È temibile per i demoni e gradito a Dio e ai suoi angeli quell’uomo che, giorno e notte e con uno zelo ardente, ricerca Dio nel proprio cuore e vi estirpa le suggestioni del nemico. Impara a essere attento durante la preghiera orale: la preghiera orale recitata con attenzione si trasformerà da sola in preghiera della mente e poi del cuore. (Ignatij Brjancaninov "Preghiera e lotta spirituale") E qual è la pratica da seguire per trovare Dio nel proprio cuore? La preghiera deve continuamente risonare sulle nostre labbra; nelle avversità per esserne liberati, nella prosperità per esservi conservati. La meditazione segreta e la lettura fanno dell’anima una casa ben sprangata e protetta da tutte le parti, una colonna incrollabile, un porto calmo e riparato. Essa salva l’anima proteggendola dall’indecisione. I demoni si agitano molto e diventano estremamente inquieti quando un monaco si arma della meditazione segreta sotto la forma della preghiera di Gesù: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore. La preghiera breve raccoglie la mente, la quale, se non è assidua alla meditazione non può fare a meno di svolazzare e vagabondare qua e là. La preghiera di Gesù – utilizzata dai Padri del Deserto nel IV secolo – riveste una duplice funzione: 1) la mente è occupata e focalizzata su un unico pensiero, allontanando i demoni della depressione o del giudizio. 2) Con l’assidua e prolungata ripetizione il praticante discende dalla mente al cuore. Lo studio dei metodi di trasmutazione alchemica delle emozioni,l'Alchimia come Arte e Via che porta alla trasformazione psicologica degli individui. Noi possiamo essere: streghe, maghi, alchimisti, guerrieri...un monaco-guerriero,coraggioso e valoroso come un templare...impavidi guerrieri a cui tutto è consentito...ché noi siamo già pronti, perché siamo anime che vengono da "altrove"...i nostri cuori vibrano di sacro furore...di fuoco, di luce ed energia... perché siamo animicamente discendenti degli Antichi Signori, i Superiori Sconosciuti, i Maestri che milioni di anni fa scesero sulla Terra per educare i primi uomini e si accoppiarono con loro con lo scopo di creare una discendenza...perché siamo anime che fin da bambine si sono sempre sentite come "aliene" su questo pianeta. Anime che sono vissute attendendo un segnale: il suono dell'Adunata...siamo coloro nelle cui vene scorre il sangue dell'Antica Stirpe: Guerrieri e Guerriere, Maghi e Maghe, Sacerdoti e Sacerdotesse...nella totale consapevolezza di incarnare una sorta di uomo verticale, cioè colui che pecepisce il mondo all'interno di sé e si sente pienamente responsabile per tutto ciò che accade nella sua vita. Quando dai la colpa a qualcuno gli stai dando anche Potere, il tuo Potere. Gli dai il Potere di renderti felice o infelice. Ma se una persona o un evento possono renderti felice o infelice, allora tu non sei un uomo libero, sei un servo; sei condannato a vivere sperando che nessuno ti faccia mai niente di male. Se hai questa consapevolezza sei una maga o un mago; se non ce l'hai sei una vittima, un piegato, un lamentante. on dare mai la colpa all'esterno, non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l'origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te. Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come tua modalità di vita. Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell'evento è accaduto perché tu vivi di lamentele. Quando l’accidia, la depressione e la rabbia svolazzano sopra – e dentro – le nostre teste, noi possiamo rispondere con lo scudo della preghiera. Per fare questo dobbiamo però innanzitutto essere fermamente convinti che questi malesseri non sono causati da una condizione di vita oggettiva, ma provengono dall’esterno e quindi possono essere cacciati per la stessa via da cui sono giunti. In altre parole, quando siamo depressi non è perché stiamo vivendo una particolare situazione nella nostra vita che giustifica quella depressione, ma, al contrario, viviamo certe situazioni solo perché prima abbiamo inconsapevolmente aperto una porta al demone della depressione, il quale ci fa percepire il mondo attraverso un filtro che colora tutto con i colori della depressione." Ignazio Teoforo, vescovo di Antiochia, che ricevette la corona del martirio a Roma nel 107 d.C., leggiamo: “Mentre lo si conduceva per essere consegnato alle bestie feroci, egli aveva incessantemente il nome di Gesù Cristo sulle labbra; allora i pagani gli chiesero per quale motivo pronunciasse continuamente quel nome. Il santo rispose che aveva il nome di Gesù impresso nel cuore e che non faceva altro che confessare con la bocca colui che sempre portava nel cuore. Più tardi, dopo che fu divorato dalle belve nell’arena, avvenne per volontà di Dio che il suo cuore restasse intatto fra le costole. Gli infedeli che lo trovarono tagliarono il cuore in due parti per verificare l’esattezza delle parole del santo. All’interno, sulle due metà, trovarono un’iscrizione a caratteri d’oro: Gesù Cristo.”
Questa è la “preghiera di Gesù” che gli asceti cristiani delle origini avevano sempre sulle labbra:Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore.
Il termine “peccatore” non va inteso come comunemente facciamo oggi. Il peccatore non è qualcuno che ha commesso un atto sbagliato, bensì colui che si è allontanato da Dio. È un peccatore colui che è “caduto”,che si è distaccato dal Padre, che non si sente più un tutt’uno con Lui... e per questo in verità soffre atrocemente.
Nel momento in cui ci allontaniamo dal Padre – dal nostro Cuore – ogni nostro agire è in verità peccaminoso e intriso di dolore, al di là del fatto che ce ne rendiamo conto o meno. Il “peccato originale”, cioè, in ultima analisi, il giudizio – il fatto che a un certo punto abbiamo cominciato a distinguere fra bene e male, giusto e sbagliato – pur essendo un processo necessario, ha inevitabilmente causato la nostra “cacciata dal Paradiso Terrestre” e quindi l’allontanamento dal Padre. Il giudizio, il nostro puntare il dito verso ciò che riteniamo “male”, è il vero peccato.
Il sentirsi soli e lontani dal Padre è una situazione che provoca rabbia e depressione, i due demoni di cui parlavo nel precedente post. La distanza dal Padre causa ed è causata dal giudizio, il quale provoca alternativamente rabbia e mancanza di voglia di vivere. Il pentimento– quando sentito nel cuore – permette invece di percorrere la risalita verso la“casa del Padre”. La preghiera è lo strumento che ci è stato tramandato.
Dice Serafim di Sarov in Istruzioni spirituali: “Dobbiamo dedicarci con tutte le nostre forze a salvaguardare la pace dell’anima e a non indignarci quando gli altri ci offendono. Non vi è nulla al di sopra della pace in Cristo, grazie alla quale vengono annientati gli assalti degli spiriti del cielo e della terra.”
“La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano le regioni celesti” (Ef 6.12).

La preghiera viene chiamata “della mente” quando è recitata dalla mente con profonda attenzione e con la partecipazione marginale del cuore. È detta “del cuore” quando è recitata dalla mente unita al cuore, ossia quando la mente scende fino al cuore e innalza la preghiera dal profondo. A questo punto il fedele si sente cosciente principalmente al centro del petto, dove risiede il Fuoco, anziché nella testa. La preghiera viene chiamata “dell’anima”quando sgorga da tutta l’anima, con la partecipazione dello stesso corpo; quando viene offerta da tutto l’essere che diventa, per così dire, il portavoce della preghiera. L’identificazione ultima con l’anima permette infatti la partecipazione completa anche del corpo.

“Amerai il Signore Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Ecco il primo comandamento” (Mc 12.30; Dt 6.5)

mercoledì 3 aprile 2013

danza con me

Si potrebbe dire che il maestro Zen ami i propi discepoli.Il suo amore è realistico e maturo e compie ogni sforzo per aiutare i discepoli a realizzare i loro sentimenti,ma sa tuttavia che nulla di ciò che il maestro può fare riuscirà a risolvere i problemi per il discepolo,a realizzare per lui i suoi intendimenti.Tale amore del maestro zen è un amore non sentimentale,ma realistico,un amore che accetta la realtà del fato dell'uomo,per cui nessuno di noi può salvare l'altro,e per cui tuttavia mai dobbiamo cessare di compiere ogni sforzo capace di aiutare un'altro a salvare se stesso.Qualunque sorta di amore che non conosca tale limitazione e proclami di essere capace di salvare l'altrui anima,non si è affrancato dalla mania di grandezza e dall'ambizione ". ( Fromm-Suzuki-De Martino da "Psicanalisi e Buddismo zen . ed. Astrolabio ). " Nessuno si trasforma da solo. L' asse verticale della trasformazione si incrocia sempre con quella orizzontale dei rapporti interpersonali ". ( Peter Schellenbaum ). E questo incontro è, infine, atto d' amore. Amore non solo come sentimento, ma un amore che implica l'essere aperti ad un' autentica comprensione...e la comprensione profonda richiede spazio. E' necessario che l' artista-terapeuta, abbandoni ogni movimento egoico, aspettative, ansie, ogni condizionamento. Solo allora potrà ascoltare veramente,accogliere l'altro, comunicare direttamente...è necessario " spazio interiore pulito ". Il terapeuta deve gettare via se stesso per divenire solo un tramite. E' l' attenzione, la dedizione alla "pratica" che realizza la vera natura,una natura spontaneamente illuminata,che aspetta solamente,semplicemente,di emergere. "Il cammino verso la guarigione conduce sempre ad attraversare un punto estatico che non si lascia raggiungere con dei semplici giochi di ruolo e delle messe in atto...L'esperienza estatica della svolta si verifica in gesti spontanei e ,al tempo stesso,coscienti a livello sensibile nei quali si manifesta la saggezza del corpo ". ( Peter Schellenbaum da "Alzati dal lettino e cammina"ed Red ). "La danza è la madre delle arti . Vive ugualmente nel tempo e nello spazio. In essa creatore e creazione,opera e artista,fanno un tutt'uno. Movimento ritmico in una successione spazio -temporale,senso plastico dello spazio,viva rappresentazione di una realtà visiva e fantastica.Danzando, l'uomo ricrea queste cose con il suo stesso corpo,ancora prima di affidare alla materia, alla parola,il risultato della sua esperienza. Nella danza i confini tra corpo e anima,tra espressione libera dei sentimenti finalità utilitaria,tra socialità e individualismo,tra gioco,culto,lotta e rappresentazione scenica,tutti i confini che l'umanità ha costruito nel corso della sua evoluzione,si annullano. Tutto è presente nella danza : il corpo,che nell'estasi viene trasceso e dimenticato per diventare ricettacolo della sovrumana potenza dell'anima ; l'anima che trova una felicità e una gioia divina dall'accresciuto movimento del corpo liberato d'ogni peso ; il bisogno di danzare,perchè una prorompente gioia di vivere strappa le membra al loro torpore ; il desiderio di danzare,perchè chi danza acquista un potere magico che elargisce vittoria,salute,vita. ; un legame mistico,che nella danza unisce la tribù tutta,e il lbero manifestarsi della propia individualità,in una completa aderenza al propio io. Nessuna arte ha confini così ampi . Nella danza forze represse erompono alla ricerca di una libera estrinsecazione,e un intimo ritmo le ordina in una viva armonia che al tempo stesso acquieta e annulla la volontà. Liberato dalla volontà,chi danza si abbandona alla beatitudine di un gioco consacrato,all'ebrezza che lo allontana dalla monotonia della vita di ogni giorno,dalla realtà tangibile e dalla prosaica esperienza quotidiana e giunge là dove immaginazione fantasia e sogno si destano e diventano forze creative . Nell'estasi della danza l'uomo è partecipe dell'aldilà,del mondo dei demoni,dello spirito e di Dio. Invasato e rapito nell'estasi ,egli rompe i ceppi terreni e si sente pervadere dal soffio dell'universo... Data la profonda e larga sfera di azione della danza,nulla possiede uguale valore nella vita e nelle civiltà primitive...non è un peccato condannato dai sacerdoti : è un atto sacro ed un ufficio sacerdotale ;non un passatempo : è anzi un'importante e seria attività in cui è impegnata tutta la tribù .Non esiste avvenimento nella vita dei popoli primitivi che non sia consacrato dalla danza .Nascita,circoncisione,iniziazione delle fanciulle,nozze e morte,seminagione e raccolto,onoranze ai capi,caccia,guerra e banchetti,lunazioni e infermità : per ogni cosa è necessaria la danza . E non si tratta di spettacolo e di festa secondo la nostra odierna concezione ...La danza , nella sua essenza,altro non è che la vita innalzata a un grado più elevato e intenso ...ma quando nelle civiltà superiori essa diviene arte nel senso più stretto del termine,allorchè diviene oggetto di spettacolo e la sua influenza è diretta agli uomini e non più ai demoni,il suo universale potere si spezza,si frantuma...ma ciascuna civiltà racchiude ancora in sè ,come germe spirituale,la nozione sublime che " danza " è ogni movimento soprannaturale e sovrumano . ( Curt Sachs da " Storia della danza. ed. il Saggiatore ).

sabato 23 marzo 2013

il magista

Ma chi è il mago? Cos’è la Magia? Come ha detto uno dei suoi principali esponenti, Aleister Crowley (che non era un satanista, mi sono stancato di ripeterlo), la Magia è sia un’Arte che una Scienza che permette all’essere umano di modificare la realtà secondo la sua vera Volontà. Il mago è pertanto colui che, in virtù di una straordinaria capacità di focalizzare l’energia mentale in un’unica direzione, riesce a provocare cambiamenti tangibili nella sua realtà: ottenere successo, piuttosto che guarire da una malattia o guadagnare più soldi.

A ben guardare, ognuno di noi crea già adesso la sua realtà, ma la crea a partire da ciò che conserva nel suo subconscio, e questo fa sì che non sappiamo mai cosa sta per accaderci. Il mago è semplicemente qualcuno che vuole crearla COSCIENTEMENTE, decidendo cosa vuole che accada nel suo futuro, o almeno in alcune aree del suo futuro. Per acquisire il potere di modificare coscientemente in suo favore una certa situazione – e questo è un punto essenziale – egli deve però prima diventare pienamente cosciente del fatto che già l’attuale situazione è stata creata da lui stesso!

Se non divento il Padrone della mia attuale realtà – e continuo invece a credere di subirla attribuendone all’esterno le cause – come posso sperare di ottenere il Potere necessario a modificarla? Il Potere di creare sta proprio in quella Responsabilità che di solito rifuggiamo.

Le tecniche proposte nel libro The Secret e in tutti quelli che appartengono allo stesso filone riguardano la correzione delle nostre forme pensiero limitanti, la focalizzazione sull’obbiettivo, il lavoro con la visualizzazione fino ad arrivare a sentirsi già in possesso di quell’oggetto o già all’interno di una certa situazione. Sono le stesse tecniche che vengono largamente usate anche in Magia da millenni.

Ma questo stadio della Magia è solo uno fra gli stadi contemplati nel percorso magico.
Le fasi del percorso umano nel suo rapporto con la realtà sono tre:

Nel primo io mi limito a subire la realtà, attribuisco le cause di ciò che mi accade all’esterno: alla sfortuna, alla crisi, ai virus, alla società, agli sfruttatori... e così via. In questo stadio sono una vittima, un lamentante; non ho nessun Potere perché metto il mio Potere nelle mani degli altri.

Nel secondo comincio a prendere su di me la piena Responsabilità per ciò che mi accade. Quindi mi sforzo di cambiare ciò che non mi piace e di concentrarmi su ciò che desidero, lavorando con la gestione delle emozioni e della mente. In questo stadio acquisisco un grande Potere, sono un mago o una maga.

Nel terzo mi affido totalmente all’Esistenza, alla Vita, a Dio... So che può accadermi solo ciò che mi serve nel momento in cui mi serve. Il mio Cuore è aperto e privo di paura e io divengo uno strumento nelle Sue mani. Ciò che desidero coincide in ogni istante con ciò che ho. I soldi, la casa, la salute, il partner... vengono spontaneamente verso di me e non devo più io andare verso di loro. Questo è il Potere di chi fa la Volontà del Padre. Chi è in questo stadio vive per realizzare una missione e non più in funzione di soddisfazioni personali. La sua massima felicità coincide con il lavorare ogni giorno per la missione... e i soldi e il successo sono solo una conseguenza, un “effetto collaterale” del mio consacrarmi alla missione.
In verità quando Magia e Alchimia vengono praticate nella loro accezione più elevata – come percorso di ritorno alla casa del Padre – conducono proprio a questo terzo stadio della Magia.

All’interno dal filone The Secret incontriamo personaggi che sono giunti a livelli differenti di questo cammino magico. Per cui ci si guardi bene dal profferire giudizi generici facendo di tutte le erbe un fascio, sia in positivo che in negativo.

Per esempio Joe Vitale, Gregg Braden, Robin Sharma e Roy Martina sono personaggi che navigano sul terzo stadio, ognuno, ovviamente, con le sue differenze. In particolare Joe Vitale in Zero Limits descrive egregiamente le varie tappe del suo percorso evolutivo. Anche Robert Dilts si colloca su questo stadio superiore: è un antico Guerriero, un leader nel vero senso del termine. Tanti altri invece sono ancora fermi alla realizzazione dei loro piccoli desideri grazie all’intensa focalizzazione... e pertanto questo – per quanto utile – è tutto ciò che sono in grado di trasmettere al loro pubblico.

Si badi che non sto affermando che Joe Vitale, Gregg Braden e Robin Sharma sono dei maestri che hanno raggiunto l’illuminazione (ammesso che questa espressione abbia un significato e non sia solo una leggenda creata ad hoc per fabbricare ricercatori spirituali...), ma che stanno perlomeno lavorando in un ordine di idee dove la loro volontà si sforza di coincidere perfettamente con la Volontà del Padre, a differenza di chi invece ha ancora bisogno di affermare la sua volontà personale nel mondo.

Il lettore di oggi è pertanto chiamato a sviluppare una buona dose di discernimento al fine di comprendere se il relatore che ha di fronte è quello più adatto alle sue esigenze evolutive.

Perché succede che talvolta questi libri sulla Legge di Attrazione sembrano non funzionare? La spiegazione è semplice: essi funzionano con me nella misura in cui la mia coscienza si trova al secondo stadio evolutivo. In quello stadio infatti è necessario che io rafforzi la capacità di modificare la realtà secondo il mio volere, per cui non verrò deluso da quelle tecniche. Devo ancora costruirmi un vero Io che sia capace di dominare il mondo ed è necessario che lo costruisca se voglio poi distruggerlo nella fase successiva.

Il problema nasce nel momento in cui io divengo pronto per andare oltre i desideri dell’Io, ossia, divengo pronto per aprire il Cuore, affidarmi alla Vita e mettere la mia volontà nelle Sue mani. Se mi trovo in questa fase di transizione da uno stadio precedente a quello successivo, quelle tecniche divengono obsolete e non mi danno più i risultati voluti, non perché quei libri e quei seminari non siano validi di per se stessi, ma perché io sono cambiato, ho giocato abbastanza con i desideri personali e sono pronto per procedere oltre.
È come se la Vita a un certo punto mi dicesse: “Non c’è più bisogno che ti focalizzi sul denaro e sul successo, focalizzati sulla tua missione... e il resto ti sarà dato in aggiunta.”

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

http://www.salvatorebrizzi.com/2013/03/le-tre-fasi-della-magia.html
Ma chi è il mago? Cos’è la Magia? Come ha detto uno dei suoi principali esponenti, Aleister Crowley (che non era un satanista, mi sono stancato di ripeterlo), la Magia è sia un’Arte che una Scienza che permette all’essere umano di modificare la realtà secondo la sua vera Volontà. Il mago è pertanto colui che, in virtù di una straordinaria capacità di focalizzare l’energia mentale in un’unica direz...ione, riesce a provocare cambiamenti tangibili nella sua realtà: ottenere successo, piuttosto che guarire da una malattia o guadagnare più soldi.

A ben guardare, ognuno di noi crea già adesso la sua realtà, ma la crea a partire da ciò che conserva nel suo subconscio, e questo fa sì che non sappiamo mai cosa sta per accaderci. Il mago è semplicemente qualcuno che vuole crearla COSCIENTEMENTE, decidendo cosa vuole che accada nel suo futuro, o almeno in alcune aree del suo futuro. Per acquisire il potere di modificare coscientemente in suo favore una certa situazione – e questo è un punto essenziale – egli deve però prima diventare pienamente cosciente del fatto che già l’attuale situazione è stata creata da lui stesso!

Se non divento il Padrone della mia attuale realtà – e continuo invece a credere di subirla attribuendone all’esterno le cause – come posso sperare di ottenere il Potere necessario a modificarla? Il Potere di creare sta proprio in quella Responsabilità che di solito rifuggiamo.

Le tecniche proposte nel libro The Secret e in tutti quelli che appartengono allo stesso filone riguardano la correzione delle nostre forme pensiero limitanti, la focalizzazione sull’obbiettivo, il lavoro con la visualizzazione fino ad arrivare a sentirsi già in possesso di quell’oggetto o già all’interno di una certa situazione. Sono le stesse tecniche che vengono largamente usate anche in Magia da millenni.

Ma questo stadio della Magia è solo uno fra gli stadi contemplati nel percorso magico.
Le fasi del percorso umano nel suo rapporto con la realtà sono tre:

Nel primo io mi limito a subire la realtà, attribuisco le cause di ciò che mi accade all’esterno: alla sfortuna, alla crisi, ai virus, alla società, agli sfruttatori... e così via. In questo stadio sono una vittima, un lamentante; non ho nessun Potere perché metto il mio Potere nelle mani degli altri.

Nel secondo comincio a prendere su di me la piena Responsabilità per ciò che mi accade. Quindi mi sforzo di cambiare ciò che non mi piace e di concentrarmi su ciò che desidero, lavorando con la gestione delle emozioni e della mente. In questo stadio acquisisco un grande Potere, sono un mago o una maga.

Nel terzo mi affido totalmente all’Esistenza, alla Vita, a Dio... So che può accadermi solo ciò che mi serve nel momento in cui mi serve. Il mio Cuore è aperto e privo di paura e io divengo uno strumento nelle Sue mani. Ciò che desidero coincide in ogni istante con ciò che ho. I soldi, la casa, la salute, il partner... vengono spontaneamente verso di me e non devo più io andare verso di loro. Questo è il Potere di chi fa la Volontà del Padre. Chi è in questo stadio vive per realizzare una missione e non più in funzione di soddisfazioni personali. La sua massima felicità coincide con il lavorare ogni giorno per la missione... e i soldi e il successo sono solo una conseguenza, un “effetto collaterale” del mio consacrarmi alla missione.
In verità quando Magia e Alchimia vengono praticate nella loro accezione più elevata – come percorso di ritorno alla casa del Padre – conducono proprio a questo terzo stadio della Magia.

All’interno dal filone The Secret incontriamo personaggi che sono giunti a livelli differenti di questo cammino magico. Per cui ci si guardi bene dal profferire giudizi generici facendo di tutte le erbe un fascio, sia in positivo che in negativo.

Per esempio Joe Vitale, Gregg Braden, Robin Sharma e Roy Martina sono personaggi che navigano sul terzo stadio, ognuno, ovviamente, con le sue differenze. In particolare Joe Vitale in Zero Limits descrive egregiamente le varie tappe del suo percorso evolutivo. Anche Robert Dilts si colloca su questo stadio superiore: è un antico Guerriero, un leader nel vero senso del termine. Tanti altri invece sono ancora fermi alla realizzazione dei loro piccoli desideri grazie all’intensa focalizzazione... e pertanto questo – per quanto utile – è tutto ciò che sono in grado di trasmettere al loro pubblico.

Si badi che non sto affermando che Joe Vitale, Gregg Braden e Robin Sharma sono dei maestri che hanno raggiunto l’illuminazione (ammesso che questa espressione abbia un significato e non sia solo una leggenda creata ad hoc per fabbricare ricercatori spirituali...), ma che stanno perlomeno lavorando in un ordine di idee dove la loro volontà si sforza di coincidere perfettamente con la Volontà del Padre, a differenza di chi invece ha ancora bisogno di affermare la sua volontà personale nel mondo.

Il lettore di oggi è pertanto chiamato a sviluppare una buona dose di discernimento al fine di comprendere se il relatore che ha di fronte è quello più adatto alle sue esigenze evolutive.

Perché succede che talvolta questi libri sulla Legge di Attrazione sembrano non funzionare? La spiegazione è semplice: essi funzionano con me nella misura in cui la mia coscienza si trova al secondo stadio evolutivo. In quello stadio infatti è necessario che io rafforzi la capacità di modificare la realtà secondo il mio volere, per cui non verrò deluso da quelle tecniche. Devo ancora costruirmi un vero Io che sia capace di dominare il mondo ed è necessario che lo costruisca se voglio poi distruggerlo nella fase successiva.

Il problema nasce nel momento in cui io divengo pronto per andare oltre i desideri dell’Io, ossia, divengo pronto per aprire il Cuore, affidarmi alla Vita e mettere la mia volontà nelle Sue mani. Se mi trovo in questa fase di transizione da uno stadio precedente a quello successivo, quelle tecniche divengono obsolete e non mi danno più i risultati voluti, non perché quei libri e quei seminari non siano validi di per se stessi, ma perché io sono cambiato, ho giocato abbastanza con i desideri personali e sono pronto per procedere oltre.
È come se la Vita a un certo punto mi dicesse: “Non c’è più bisogno che ti focalizzi sul denaro e sul successo, focalizzati sulla tua missione... e il resto ti sarà dato in aggiunta.” (di S. Brizzi)
 


 "il lato oscuro della forza è molto potente e cerca di attrarre
con grande decisione chi cerca il lato luminoso della forza"

lunedì 3 dicembre 2012

satsanga

“Qual è il tuo tormento?” - Il bello è ciò che si desidera senza volerlo mangiare. Desideriamo che sia. Restare immobili e unirsi a quel che si desidera senza avvicinarsi. Ci si unisce a Dio così: non potendosene avvicinare. La distanza è l’anima del bello. Ci sono momenti in cui il pensare a Dio ci separa da lui. Il pudore è la condizione dell’amore nuziale...
Iddio pena, attraverso lo spessore infinito del tempo e della specie, per raggiungere l’anima e sedurla. Se essa si lascia strappare, anche solo per un attimo, un consenso puro e intero, allora Iddio la conquista. E quando sia divenuta cosa interamente sua, l’abbandona. La lascia totalmente sola. Essa a sua volta, ma a tentoni, deve attraversare lo spessore infinito del tempo e dello spazio alla ricerca di colui che essa ama. Così l’anima rifà in senso inverso il viaggio che Iddio ha fatto verso di lei. E ciò è la croce.  (Simone Weil)


Gli occhi che luccicano, che mandano luce! Quegli occhi brillanti..... sono così belli!


Ho visto i luminosi pionieri dell'Onnipotente
al confine dove il cielo si volge verso la vita,
scendere le scale d'ambra della nascita;
i precursori di una Divina moltitudine.
Essi venivano sul Sentiero della Stella del Mattino,
nella piccola stanza della vita mortale.

Li ho visti attraversare la penombra di una età
i bambini dagli occhi solari
portatori di una meravigliosa Aurora,
i grandi creatori dal calmo aspetto.

Li ho visti gli abbattitori delle barriere del mondo
i lottatori contro il destino nato dalla paura.
Li ho visti i lavoratori della Casa degli Dei,
i messaggeri di ciò che non può essere comunicato,
gli architetti dell'immortalità.

Li ho visti cadere nella sfera umana,
con i volti ancora luminosi della gloria immortale,
con voci che ancora parlavano con i pensieri di Dio,
con corpi resi splendenti dalla Luce dello spirito.

Portavano la Magica Parola, il Mistico Fuoco,
la dionisiaca Coppa della Gioia.

Li ho visti, i bambini che rendono l'uomo migliore,
coloro che cantano uno sconosciuto inno dell'Anima.
Ho sentito l'eco dei loro passi nei corridoi del tempo.
Ho visto gli alti sacerdoti della Saggezza,
della dolcezza, della Potenza e della Felicità Celeste,
i rivelatori delle vie solari della Bellezza,
i nuotatori delle acque tempestose dell'Amore,
i danzatori che aprono le porte d'oro del Nuovo Tempo.

Sono quì.
Camminano fra noi per mutare la sofferenza in gioia,
per giustificare la Luce sul volto della Natura.

Aurobindo  

agire nella verità del satsanga: Satsanga deriva dalle radici Sanscrite SAT (vero) e Sanga (compagnia)
fare sat sanga è anche 'il sacro invidiare delle virtù altrui nella verità' nel senso di desiderare di possedere ad esempio l'altrui bellezza o una determinata capacità...quel qualcosa che vediamo con piacere nell'altro, perciò onorarla e rispettarla e,  nel riconoscerla, farla nostra.

In qualsiasi tradizione spirituale o comunità, Est, Ovest, contemplativa o tradizionale. Se vi trovate in chiesa, alla moschea, alla sinagoga, o allo zendo, vi trovate in una qualche forma di Satsang, cercando di capire qualche versione di verità spirituale, insegnata da qualche insegnante spirituale o leader, a una comunità di altri ricercatori e praticanti, qualsiasi comunità impegnata a scoprire la .verità più alta. perché la più alta verità stessa è universale. E questa verità universale è situata nel cuore di ogni tradizione spirituale di tutto il mondo, nel cuore di ogni grande santo, saggio, e insegnante spirituale nel corso della storia, e al centro di ogni esperienza umana che si sia mai avuta. E', infatti, la sola cosa che ciascuno di noi abbia mai conosciuto.  L'altra metà è il mondo relativo - il mondo della forma, della distinzione, di questo e quello, di me e voi, di interno ed esterno. Il mondo universale può essere stato la sola cosa che nessuno di noi abbia mai conosciuto, ma il mondo è la sola cosa che la maggior parte di noi abbia mai visto. Il mondo relativo è, per sua natura, diviso. Così deve ssere - è solo in ragione dell'intrinseca divisione del mondo che noi esistiamo realmente, che quella forma stessa può esistere. E. il solo motivo per cui l'evoluzione può continuare il suo inesorabile incremento verso la novità, verso più complessità, e verso più coscienza, in un infinito perseguimento di uno stato di integrità e di completamento, a cui è possibile essere sempre più vicino, ma senza mai effettivamente raggiungerlo. E' l'unico motivo per cui siamo in grado di distinguere tra noi e il nostro ambiente, tra montagne e valli, tra cielo e terra, tra giusto e ingiusto, e tra buone e cattive idee. E. solo in ragione delle intrinseche diivisioni del mondo che abbiamo il potere della libera volontà e della scelta - ed è il motivo per cui soffriamo. Il mondo relativo è l'arena dei diversi sé, la turbolenta dimora di passione, dolore, amore, odio, nascita, morte, luce, oscurità, creatività e decadimento.  E' il mondo che si può toccare, gustare, sentire, e vedere - ed è la nostra prigione.  Il mondo relativo  - Noi di solito ci sentiamo intrappolati nel mondo relativo, identificandoci con frammenti di mera forma, soggettificandoci con il mondo degli oggetti. Questo è il motivo per cui tendiamo a pensare a noi stessi come all'interno del nostro cervello e del nostro corpo, "dentro" la casa, l'auto, o in ufficio, e .dentro. il mondo circostante. Siamo cresciuti talmente abituati ai ceppi delle nostre prigioni relativistiche che raramente avvertiamo che non siamo effettivamente .dentro. uno di questi oggetti, ma che tutti questi oggetti sono in realtà "dentro" la nostra coscienza - coscienza che è più grande rispetto a tutte queste cose. Così grande, infatti, che si potrebbe pensare come la tela su cui l.intero universo manifesto è dipinto. Lo scopo del Satsang, in qualsiasi forma, è semplice: sfuggire alla prigione del mondo relativo.  E ogni prigione "spezzata" richiede una mappa più dettagliata possibile, e questo è il motivo per cui il concetto di Satsang integrale è così cruciale - il quadro integrale è di gran lunga la più completa mappa del potenziale umano attualmente disponibile, offrendo un modo completo per tenere conto di ogni manifestazione nell.universo, così come di ogni esperienza che una persona può avere. Il quadro integrale suggerisce che vi sono due importanti assi di esperienza spirituale da considerare: stati di coscienza e stadi di coscienza. Gli stati fanno riferimento alle reali esperienze della stessa verità trascendente . di cui l'Assoluto è uno dei diversi stati possibili - che vanno dalle esperienze del grossolano al sottile al causale al nonduale. Gli stadi si riferiscono a fasi di sviluppo della struttura della coscienza, che determina come le esperienze dello stato sono interpretate e assimilate dal sé. Gli stadi ( strutture; fasi ) passano dal magico, al mitico, al razionale, al pluralista, a stadi integrali della coscienza, e oltre.
a) Per quanto riguarda la verità, quali stati di coscienza si stanno esprimendo? Stati grossolani, fisici, di veglia? Sottili, visionari, di sogno? Stati profondi, senza sogni, senza forma? O senza sforzo, stati .sempre già. nonduali?
b) Per quanto riguarda la società di maestri spirituali o una comunità spirituale, quale stadio di coscienza è lo stato di verità spirituale da cui si sta parlando, e a cui si sta parlando? Lo stadio mitico, il tradizionale e assolutista (ambra)? Lo stadio razionale, moderno, materialista (arancione)? Lo stadio pluralista, postmoderno, multiculturale? O lo stadio della vision-logic, del sé attualizzato, lo stadio integrale (grigio verde / turchese)?
Mentre l'essenza della verità in questa formulazione è davvero universale e assoluta, siamo bloccati in un difficile paradosso: assolutamente nulla può essere detto sulla verità assoluta, tra cui questa stessa frase. La verità assoluta non può essere descritta, solo sperimentata. Nel momento in cui cerchiamo di descrivere la verità massacriamo con le parole la verità. Le parole, dopo tutto, sono semplici ornamenti del mondo relativo, e, non appena qualcuno tenta di svolgere una frase circa l'Assoluto, è immediatamente soggetto alle inerenti frammentazioni del pensare relativo, della crescita relativa, e dell'esperienza relativa.  E in virtù dell'essere relativo, le nostre descrizioni della verità trascendente sono soggette alle nostre interpretazioni di quella verità, che dipendono interamente dalla fase di coscienza in cui siamo e da quando si è avuta l'esperienza. Il Sutra del Cuore afferma uno dei più celebrati paradossi in tutto il pensiero buddista: la forma è vuoto, e il vuoto è forma. Il che significa che, se cerchiamo di capire il vuoto, dobbiamo allora cercare di capire la forma, dato che sono in ultima analisi non-due. Ci sono migliori e peggiori descrizioni di entrambi, del relativo e dell'.Assoluto, il che significa che, anche se tutte le forme sono altrettanto vuote, alcune sono più uguali di altre - o riflettono maggiormente il vuoto inerente qualità intrinseche di questo e di ogni momento.

come cambiare:
1. con la visione olistica.
2. con il pensiero trasversale, globale, tra i due emisferi e tra i tre cervelli: avere la possibilità di muoversi, in modo armonico e fluido, tra l'uno e l'altro, utilizzare l'interezza delle nostre potenzialità. Questa è la base della vera creatività.
3. con la valorizzazione della comunicazione umana, non solamente possedere delle conoscenze, ma comunicarle,  condividere le esperienze.
4. con lo stile di vita semplice. C'è un nuovo movimento verso la semplicità - non di chi è dominato da un movente economico, ma la semplicità volontaria, scegliere di vivere in maniera più semplice e naturale per il consumo critico, responsabile, ecologico, etico.
5. con la spiritualità,  tutto è divino e siamo tutti collegati attraverso questa divinità.
6. con la salute globale, individuale, il movimento verso i cibi naturali, l'ecologia, l'ambiente sano, l'unità dell'uomo con il suo ambiente per ritrovare la salute in un senso molto complesso e olistico, non soltanto come assenza di malattia, così come la pace non è solo l'assenza della guerra ma una totalità, un funzionamento del sistema al suo livello ottimale.
7. con la coscienza planetaria. Imparare a sentirsi parte del sistema Terra, passare da una vita locale ed egocentrica ad una visione globale, planetaria. E' importante comprendere la bellezza e la complessità della rete ecosistemica e umana che forma l'intero pianeta, Gaia. Le sue leggi, le sue difficoltà, gli ostacoli al suo sviluppo armonico. Allargare il nostro punto di vista, usare la tolleranza, l'etica per superare ingiustizie e fanatismi, per un futuro planetario umano e sostenibile.

Personalità e Individualità. - “Persona “ è la maschera e in ogni incarnazione la maschera è diversa, “Individualità” è l’abitante della maschera, colui che non cambia, il vero Sé divino. La personalità è in parte ancora inesistente nel bambino ma già tracciata, si sviluppa con l’età come la trama di un tessuto e si consuma nella vecchiaia. Il risveglio dell’anima consiste nel riconoscimento del Sé interiore e nell’abbandono momentaneo della maschera della personalità. Nel nostro essere maschera, né la mente, né il cuore né la volontà sono risolutivi. E questo perché mente cuore e volontà sono una triade che esiste tanto nella natura delle Individualità quanto nella natura della Personalità. Cioè ciò che noi consideriamo noi stessi, non siamo. Io è un miraggio, illusione, Maya. Io voglio, Io devo, Io faccio, Io desidero, Io soffro, Io godo…
Eppure questo io inferiore esiste e nella quotidianità le due nature sono mescolate. E inseparabili. Talvolta nel peggio ci soccorre l’Io superiore oppure nel meglio interviene l’io inferiore e rovina tutto. Questo è il motivo per cui anche persone rette possono commettere azioni folli e crudeli e talvolta criminali incalliti possono manifestare azioni nobilissime. La vita umana è il campo di battaglia di due nature e in questo consiste il libero arbitrio: nella scelta di quale natura assecondare e realizzare. La natura, sia superiore che inferiore, non cambia mai, è sempre la stessa. Ciò che cambia è il rapporto tra esse, chi governa chi. Ogni qualvolta crediamo di progredire ecco che la personalità comincia a parlare: vuole convincerci che è divenuta migliore e nel far questo è bravissima. La Personalità seduce e conquista. L’individualità ama e nutre. Ciononostante la Personalità è un veicolo della vita, non la si può annientare, si può solo giocare a nascondino e allora diventa un gioco infinito… Quello che si può fare invece è domarla con le qualità proprie del Sé superiore: amandola di un amore audace e temerario. Giocare a nascondino con la natura inferiore del proprio essere è foriero di disastri. Quante belle parole e sante verità sono state pronunciate, magari con veemenza, da uomini in realtà controllati dalle proprie personalità.Tecniche e discipline aiutano più l’uomo-tutto-di-un-pezzo- che coloro che non hanno risolto la contraddittorietà della duplice natura. E anche per il primo, ad un certo punto, tecniche e discipline, anche se necessarie, non sono risolutive. Al pari dell’Io illusorio della personalità, le tecniche e il loro controllo sono potenti ad un verso e impotenti all’Altro. Sono un come che si è proiettato al di fuori del cosa e rimangono niente se non tornano ad Essa. A seconda degli insegnamenti, del temperamento e della specifica condizione esistenziale, taluni credono che sia possibile cancellare o sottomettere arbitrariamente il proprio Sé inferiore e nutrono appassionatamente e perseguono con determinata volontà una via spirituale che è percepita erroneamente come vita spirituale. L’esperienza dello Spirito sembra una conquista dal punto di vista della coscienza normale ma è un atto di ricezione dal punto di vista della Coscienza Superiore. In effetti è possibile conquistare o costruire solo qualcosa che poi deve essere abbandonato. E se è facile saltare da tre gradini non è detto che lo sia da una altezza superiore. Ecco perché si dice che la fiducia è la tecnica suprema. La fiducia è difficile e possibile solo se non si permette al dubbio di proliferare in sospetto.  Il sospetto è un dubbio dominante, vive nella divisione tra abbandono e attenzione. Qualsiasi sia la maestria del controllo, ciò non basta nel momento dell’abbandono. La trasmutazione spirituale, la reintegrazione, avviene con lo stesso meccanismo con il quale la natura superiore assorbe e amalgama quella inferiore, anzi, in un certo senso, sono la stessa cosa, solo su un piano più alto… Amore e Saggezza portano insieme alla Verità. Trasporto Mistico e Maestria Magica sono una cosa che necessita del come e un come che deve ritornare cosa. L’uomo di desiderio deve raggiungere insieme la maestria dell’abbandono e l’abbandono della maestria. Già all’inizio un movimento repentino avviene ogni qual volta si riconosce che io è nulla rispetto a Dio.


“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”


Chiudi gli occhi e vedrai con chiarezza.
Smetti di ascoltare e sentirai la verità.
Resta in silenzio e il tuo cuore potrà cantare.
Non cercare il contatto e troverai l'unione.
Sii quieto e ti muoverai sull'onda dello spirito.
Sii delicato e non avrai bisogno di forza.
Sii paziente e compirai ogni cosa.
Sii umile e manterrai la tua integrità.
Qui semplicemente Stai Quieto.
Non formare nemmeno un pensiero nella mente.
Allara saprai
Chi sei realmente.

La verità è soltanto qui e ora.
Appena inizi una ricerca concettualizzi ciò che stai cercando. E poichè la natura della maya, illusione, è tale che quello che pensi diventa reale, qualunque cosa immagini come la meta, questa otterrai. Non c'è alcun dubbio: quello che pensi, lo diventi! Quindi, cercando, creerai e raggiungerai appunto ciò che pensi di stare cercando! Qualunque paradiso o elevato stato spirituale a cui aneli lo otterrai dopo averlo concettualizzato e creato. Allora ti placherai soddisfatto in questa trappola pensando di aver raggiunto il "paradiso". Questa libertà tagliata a tua misura è un castello in aria  che i tuoi pensieri e i tuoi condizionamenti  costruiscono sopra il Reale. ...ma se vuoi, puoi essere, al contempo: freccia, arco e bersaglio

D-io: di quanto tempo ho bisogno per volgermi all'interno, per vederLo dentro? Quando lontano devo andare? Quanto tempo è necessario?  non è una "meta" in quanto è già lì, dentro di me; non dobbiamo raggiungerLo, non devo andare da Lui, non ho bisogno di tempo per starGli vicino perchè Egli è già dentro di me; ho bisogno di comprendere questo fatto, ho bisogno di vedere che qui dentro c'è la luce e che non serve del tempo per questo. Per sapere che la luce è qui dentro non ho bisogno di viaggiare; questa luce è già qui. Quindi, sapere che la luce è dentro di me può essere la gioia della mia vita.  Egli è già una fiamma splendente all'interno di ognuno di noi: D-io.

"Fate che le mie parole dimorino in voi e voi in me"


sogno e visione “ la visione è spirituale, il sogno è psicologico.” La visione è diretta a noi mentre il sogno è una scelta. La visione è intuitiva, nasce dal cuore, mentre il sogno è un riflesso della mente. La visione arriva inaspettatamente mentre il sogno rivela desideri inappagati o imprese incompiute.  (esempio: “Siccome non posso picchiarti nella realtà, ti porto nel mio sogno e te le do di santa ragione!” ) . Quindi i sogni spesso parlano di cose incompiute mentre le visioni sono del tutto indipendenti. 
Dicono le Scritture che Yahweh ovvero Colui che è, l’Io sono che è l’Iddio d’Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe, e che è l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, è un Dio che parla all’uomo anche mediante sogni, visioni e con una voce udibile senza l’ausilio di sogni e visioni. Un sogno divino è un sogno che Dio dà in alcune circostanze all’uomo mentre questi dorme. Essendo un sogno dunque si può ricevere solo mentre si dorme. Non esistono dei ‘sogni a occhi aperti’, cioè da svegli. Da svegli si possono ricevere solo visioni; o, quando vuole Dio, si può sentire una voce divina parlare in maniera udibile senza però vedere nulla, per intenderci, come avveniva spesso agli antichi profeti di Dio che udivano la voce di Dio parlare loro mentre erano pienamente svegli e senza nessuna visione. In questo caso ci troviamo dinnanzi ad una rivelazione. In base alla Scrittura una rivelazione si può ricevere anche in sogno o in visione. Ogni essere umano sogna quando dorme, e tra i sogni che egli fa ce ne possono essere alcuni che sono da Dio. Questo vale sia nel caso dei credenti che degli increduli. La visione è una manifestazione divina in cui all'improvviso Dio fa vedere e talvolta anche sentire delle cose. Le visioni possono essere notturne e diurne, cioè possono aversi sia di notte che di giorno; non solo, possono essere ricevute sia a occhi chiusi che a occhi aperti. Esistono sogni e visioni dati da Dio che hanno bisogno di essere interpretati per essere compresi. Questo è ampiamente confermato dalla sacra Scrittura.  Quando si parla di sogni, visioni, e rivelazioni, è necessario parlare anche di questi tre doni dello Spirito Santo che sono i doni di rivelazione (cfr. 1 Cor. 12:8,10).  La parola di sapienza consiste nella rivelazione di un fatto che deve avvenire (la nascita o la morte di qualcuno, il matrimonio di qualcuno, una carestia, ecc.), o in un ordine impartito da Dio a qualcuno (andare in un certo posto, fare una particolare cosa, ecc.). La parola di conoscenza consiste nella rivelazione di un fatto già avvenuto (una menzogna detta da qualcuno, un furto compiuto da qualcuno, ecc.). E il discernimento degli spiriti nella rivelazione della presenza di spiriti maligni in qualcuno o attorno a qualcuno o in un certo luogo. Quando dunque il Signore in un sogno o in una visione o con una voce udibile predice un avvenimento particolare, ci troviamo davanti alla rivelazione di una parola di sapienza. Quando il Signore rivela sempre in un sogno o in una visione o con una voce udibile qualcosa già avvenuto, abbiamo la rivelazione di una parola di conoscenza. E quando il Signore fa vedere in sogno o in visione degli spiriti maligni compiere qualche opera iniqua o pronti a compierla, ci troviamo davanti al discernimento degli spiriti. Dio ancora oggi dà sogni, visioni e rivelazioni, questo è confermato dalla Scrittura che dice che negli ultimi giorni "i vostri vecchi avranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni" (Gio. 2:28), e da quella che dice ai santi: "Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino; e se una rivelazione è data a uno di quelli che stanno seduti, il precedente si taccia" (1 Cor. 14:29-30). D’altronde, se Dio dice che Lui non cambia (cfr. Mal. 3:6) non può essere altrimenti.