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lunedì 15 aprile 2013

dal dualismo all'unità del tutto



DUE



SPIRITO  In ebraico la parola Spirito viene tradotta con la parola רוח ("ruah"), nome di genere femminile. Ruah significa anche vento, respiro. "Spirito Santo" è רוח הקודש, "ruah hakodesh".
Per la
Religione ebraica con tale termine viene indicata la Potenza divina che può riempire gli uomini, ad esempio i profeti. Questo concetto non ha avuto tuttavia uno sviluppo particolare nell'Ebraismo, come invece si è avuto nel Cristianesimo.
In
greco antico Spirito si dice "πνευμα" ("Pneuma"; da "πνεω", "pneō", cioè "respirare/soffiare/aver vita"), da cui deriva il termine pneumatologia con cui è indicata la scienza teologica che studia la relazione tra lo Spirito Santo e la Trinità.
In
latino Spirito è "Spiritus" (da "spiro", cioè "respirare", "soffiare").
Lo Spirito Santo è, nella tradizione ebraica, cristiana ed islamica, lo spirito del loro Dio.
Per quasi tutte le confessioni
cristiane, lo Spirito Santo è la Terza Persona della Trinità.
Riguardo lo Spirito Santo la teologia cristiana è stata quella sviluppata nei secoli più recenti; per questa ragione le diversità tra le varie confessioni cristiane in questo campo sono maggiori rispetto a quelle riscontrabili rispetto alla teologia su
Dio Padre e su Dio Figlio.
Nella
fede cattolica lo Spirito Santo procede in egual misura dalle altre due persone, il Padre e il Figlio. Secondo invece la fede delle chiese orientali lo Spirito Santo procede esclusivamente da Dio Padre.
Con il termine tecnico procedere si intende una derivazione che non ha implicazioni temporali, né di priorità, in quanto lo Spirito Santo non è
teologicamente a posteriori rispetto alle altre due persone. Chi e’ diochi e’ il cristo. Chi e’ il diavolo  o  Chi e’ gesu’ - sono aspetti, attributi, di un solo SPIRITO (infatti esso e' UNO e TRINO ), ma e' anche energia, e quindi materia; in sintesi e’ l’INFINITA IN-FORM-AZIONE, cio’ che si sta formando nel finito, parte dell’INFINITO, che si manifesta attraverso il Vuotoquantomeccanico.
La Psiche e' la presenza dello Spirito in un soggetto,
Ego/IO, che mi manifesta nella mente/cervello del soggetto Vivente.
Tratto da: wikipedia




 

Il Viaggio del Pellegrino
Il Pellegrino rappresenta l’
Umanita’  in cammino sulla Terra, nell’UniVerso e l'Infinita'.... verso la Consapevolezza di se’, della Manifestazione del Creato (Progetto Vita) e dell’Infinito.
L’immagine del Pellegrino che cammina, rappresenta tutti gli
esseri umani (maschi e femmine = Adam) di qualsiasi colore e tipo, per cui non si deve vedere il viso di un soggetto, ma ci si deve introdurre il proprio….
Il
verde é innanzitutto il colore della Natura, (noi siamo dei “verdi”), e quel colore invita anche alla speranza durante il pellegrinaggio terreno verso l'Eternità=immortalia’=Infinita’.
Il verde simboleggia anche la stagione della rifioritura, del
ritorno della vita e quindi l'Umanità nel suo insieme, che percorre le vie della Vita tendenti all’InFinito.
Noi non nascondiamo il volto agli altri, infatti il cappuccio parziale, serve per "riparare
spiritualmente" il Pellegrino, dalla “pioggia di idee” che vengono spacciate come venienti dall’alto dei cieli, come la pioggia, spendono e spandono sulla e nella testa degli uomini che non sanno, e quindi per ripararsi da esse....ci copriamo con il cappuccio della ConoScienza.
Il bastone del Pellegrino in cammino, regge in cima una lampada per
illuminare il cammino…della Conoscenza
I guanti indossati, rappresentano la possibilita’ indossandoli, di "non sporcarsi" con le contaminazioni involutive con le quali il Pellegrino puo’ incappare nel suo pellegrinare in questa dimensione, fino al raggiungimento dell’orgasmo nella consapevolezza della propria Immortalia’  ed InFinita', alla faccia di tutti i vampiri.....





"Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori,
ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare
" Albert Einstein
"Se un uomo non sa rischiare per le sue idee, vuol dire o che le sue idee non valgono nulla o che non vale nulla lui !"

domenica 9 dicembre 2012

giglio&cadduceo&pentALF


Il Pentalfa: Antico simbolo esoterico che per gli Egizi raffigurava Horus, figlio di Iside e di Osiride, il Sole. Rappresentava la materia prima alchemica, sorgente inesauribile di vita, fuoco sacro, germe universale di tutti gli esseri. Il Pentalpha è un simbolo ideato da Pitagora, dopo che ebbe risolto il problema del segmento aureo, la parte del raggio di in cerchio corrispondente all’alto del decagono in esso inscritto. Il termine significa "cinque alfa", ossia cinque principi. Ai quattro già convalidati da Empedocle (Aria, Acqua, Terra e Fuoco), Pitagora ne aggiunse un quinto ovvero lo spirito. Il Pentagramma era dunque il simbolo dei pitagorici, ed era tracciato con una circonlocuzione che significava un triplice triangolo intrecciato. Veniva usato nella loro corrispondenza a significare "sta bene". Il P. dei greci significava natura, vita e salute. Nella magia bianca rappresenta il microcosmo umano: le cinque estremità del corpo (v. la figura detta Agrippa), ed i suoi cinque segreti centri di forza, che proprio la magia bianca avrebbe il potere di risvegliare. Il P. con una punta rivolta verso l’alto è considerato simbolo attivo e benefico (Magia Bianca) mentre, rovesciato, con due punte in alto, è considerato passivo e malefico (Magia Nera). L’Istituzione Muratoria conferisce al P. il significato particolare detto "numero d’oro", oppure "proporzione aurea": è la proporzione ermetica per la quale la parte minore sta in rapporto alla maggiore come la maggiore sta al Tutto. É ciò che la geometria indica come divisione di una retta in media ed estrema ragione. Il valore numerico del numero d’oro è 1,618, che in pratica non viene mai usato in quanto, per la tracciatura del P., la rappresentazione geometrica è più immediata e precisa. Le proporzioni del numero d’oro si ritrovano in tutto ciò che nell’uomo crea una sensazione di armonia e di bellezza, ed il loro impiego è di grande aiuto nell’architettura. Per la Libera Muratoria la Stella Fiammeggiante simboleggia esotericamente il genio umano, inteso come raggio di Luce divina. Quindi essa costituisce sempre una promessa della Luce che deve venire. Essa rappresenta il Fuoco filosofico degli Alchimisti, che il Testi definisce la scintilla vitale comunicata dal Creatore alla materia, alchemicamente ottenuta non con la comune combustione, ma con l’acciarino o la lente ustoria. All’interno della Stella, partecipe della sua luce, staziona la lettera "G" , alla quale sono attribuiti antichi significati, quali: G.A.D.U., God (Dio), Gloria, Grandezza, Gravitazione, Gnosi, Geometria, Genio e Generazione. La Massoneria ha sostituito con tale lettera l’originale " y ", (yod) ebraico, iniziale di "hahy", il nome ebraico impronunciabile di Dio, Yhoah (Yehowah). Il P. è l’emblema del libero pensiero e del sacro fuoco del genio, che eleva l’essere umano alle grandi conoscenze superiori.




 
Il pentagramma é il simbolo dell'elemento della terra nei tarocchi. Il pentagramma celtico disegnato e rafforzato dai disegni celtici e dai nodi serve per aumentare la forza di volontà e il successo. La foto alato rappresenta un sigillo (con delle incisioni sopra) sarebbe stato affidato a Salomone dall'arcangelo Michele. Simboleggia la protezione dalle aggressioni di qualunque tipo.


Il giglio rappresenta la vergine della creazione Lilith e la vergine sacra Giunone; rappresenta la purezza e l'innocenza. Garantisce condizioni e condotta di vita privi di conflitti.


La Luna oscura nel cristianesimo dobbiamo cercarla partendo dall’ebraismo ed è indicata come
Lilith, la madre dei lilin, madre dei gigli (nella nostra lingua) oppure madre della schiatta di demoni.


I cristiani erano troppo presi dalla luce del nuovo messaggio di Cristo per ricordarsi che ogni luce produce dell’ombra, quindi, la importante e sterminata letteratura pagana sui demoni e la tradizione relativa ai lilin non vennero trasmesse in modo adeguato nel messaggio del Cristo. È da sottolineare che l’Imperatore Teodosio, grande iniziato del IV secolo incaricò un gruppo di studiosi per trasformare in demoni le antiche Divinità, questo avrebbe inevitabilmente condotto a molte incomprensioni, tanto è vero che già sin dai primi scritti cristiani, esiste una commistione ed infine identità tra Satana e Mefistofele, quando, tradizionalmente, sono due figure diverse.  Nefti o Lilith, pertanto, fu scacciata dalla letteratura cristiana ma è sopravvissuta, fino a noi, attraverso i suoi simboli. Ciò che resta nella tradizione cristiana di Nefti si trova sotto forma di simboli ed immagini. Una è sicuramente la raffigurazione della Kteis, la vagina, che era identificata con lo geroglifico (),  ru, simbolo delle parti segrete della Dea, chiamato dai pagani anche con il nome di Sheelah-na-gig. Secondo lo studioso Massey lo Sheelah deriva dall’egiziano sherah che significa “sorgente”,“acque sorgive”, “mostrare” e rivelare”.

 Il Caduceo,riferito sempre ad Ermete(Mercurio) sintetizza la Scienza Sacra.Cioè cioè spiega la sua costante presenza nelle correnti esoteriche di tutte le tradizioni religiose:Esso costituisce al tempo stesso un simbolo vivente e una struttura universale,è la chiave che permette di decifrare il senso delle corrispondenze tra cielo,mondo e uomo.Possedere il Caduceo è possedere la bacchetta magica e aver compiuto la Grande Opera.Dal punto di vista antropologico,esso rappresenta la colonna vertebrale o il canale centrale(Shushumna),attraverso cui circola l'energia universale (Shakti) che va risvegliata alla sua base(Muladhara,o Il Malkuth dei cabalisti,ove si annida Kundalini),,e fatta risalire fino al sommo della testa perchè si espanda il loto dei mille petali(Shashrara):Intorno a quest'asse si allacciano due correnti polarizzate,l'una positivamente e l'altra negativamente(Pìngala e Ida).La respirazione e la meditazione permettono di purificare Shushumna mediante le due correnti laterali.O.M.Aivanhov ha mostrato la dimensione sessuale e astrologica del Caduceo,con l'accostamento analogico al simbolo di Mercurio e dell'ingiunzione fatta all'uomo di "Prendere il Toro per le corna"Il Caduceo è formato da una corrente solare e una lunare,la cui unità dinamica e controllata produce il figlio,il Mercurio..Analogamente il controllo della sessualità attuato dalla volontà consente la conoscenza dell'agente universale e il potere della trasmutazione.Si verifica così l'incontro simbolico dell'Alchimia e dell'Astrologia,nell'interpretazione data da O.M.Aivanhov della quarta tavola del "Mutus Liber".L'Opera Alchemica si può realizzare quando il Sole è in Ariete e la Luna in Toro:l'analisi Astrologica ritrova il segreto Alchemico:Sole in Toro + Luna in Ariete dà Mercurio in Pesci. Dal punto di vista antropologico il Caduceo è anche suscettibile di molteplici adattamenti;ora proviamo a considerare quello che fa del Caduceo un vero e prorio paradigma della fisiologia sottile e dell'anatomia. Le due correnti ,Ida e Pingala si incontrano a livello della nuca,del plesso solare,dell'ombelico e del centro Hara. Essi partono dagli emisferi(sinistro e destro) del cervello,attrversando i polmoni,il fegato,i reni e le ghiandole sessuali. Il Caduceo Ermetico rappresenta così la padronanza perfette delle energie spirituali e psicosomatiche che fanno dell'uomo un adepto conferrmato. Il Caduceo rappresenta anche il Mondo,la sua genesi.Max Heindel vede nei due serpenti avvolti intorno all'asse centrale le due correnti cosmiche dell'involuzione e dell'evoluzione che sono all'opera nella genesi. In tal modo può realizzarsi l'auspicio 'Così in Cielo come in Terra' espresso nella preghiera del Pater Noster,auspicio che può essere esaudito perchè,come insegnava la legge di Ermete Thot nella tavoletta di Smeraldo,' Quello che è in alto è come quello che è in basso',almeno per quanto riguarda i principi e le strutture ontologiche. Il Serpente che rappresenta l'involuzione necessaria(la discesa) dell'umanità,cioè l'incarnazione delle sue potenzialità,passa alternativamente da sinistra a destra ,e, secondo i livelli stessi dell'involuzione,collega i periodi saturnino,solare,lunare e terrestre,quest'ultimo sottoposto per la metà della sua durata all'influenza interna di Marte. Là si trova il punto massimo della discesa,il nadìr della"Materialità".La risalita inizia a partire dall'altra metà del periodo della Terra,che è sottoposta all'influenza di Mercurio,per collegare poi salendo e passando alternativamente da destra a sinistra,i successivi periodi di Giove,Venere e Vulcano. Il concetto di iniziazione ha origine nell'intersezione inferiore delle due correnti,per culminare nella loro intersezione superiore. Il Caduceo è anche l'Archetipo della Ierofania. In quanto "Albero della Vita",esso rappresenta le due forze del rigore e della clemenza da una parte e dall'altra dell'axis mundi ,mentre le due correnti che si incrociano indicano chiaramente il senso e il livello dei due tipi di evoluzione spirituale,centrato una sul cuore e sulla trasfigurazione dell'Amore(Triangolo che collega Hochma,Geburah e Netzach),l'altro è sul pensiero e la scienza sacra(triangolo che collega Binah,Hesed e Hod),si osserverà che l'asse centrale collega le Sephiroth Kether,Daath,Tiphareth,Yesod e Malkuth. Si tratta della via rapida dell'iniziazione,le cui qualità sono simboleggiate in senso ascendente dall'ottenimento della "Pietra Filosofale"(Malkuth) e dell'elisir di lunga vita(Yesod),della Panacea (Tiphareth),dello specchi magico(Daath) e della bacchetta magica (Kether). Con le sue due correnti laterali e la colonna centrale.il caduceo è la spada a doppio taglio che sintetizza i due alberi del paradiso,quello della vita e quello della conoscenza del bene e del male. I serpenti si avvolgono introrno alla colonna e sono elemento di condensazione e di coagulazione. La conoscenza implica la separazione e la coscienza della personalità,ma al tempèo stesso è albero della vita lo strumento necessario dell'Opera Cosmica,un'agente alchemico. L'altro Albero quello della Conoscenza,rappresenta il potere di spiritualizzazione della materia.Entrambi però sono necessari per fare " i miracoli dell'unica cosa",come ci invita a fare ancora una volta la Tavola di Smeraldo,separando il sottile dallo spesso. Archetipo del mondo,dei cieli,paradigma di ogni struttura antropologica,strumento operativo della Grande Opera. Il suo permanente attraverso i secoli e le culture è dovuto alla natura eterna di cifra del mondo e di Dio. www.edicolaweb.net/arti094s.htm
www.arcnaut.it/installazioni/ulisse/contenutiframe/skdop.html

HILLEL = LUMINOSO = LUCIFERO. LA GHEM. NN E' 75 MA 76...HEY YUD LAMED ALEF LAMED = 76 HEY YUD LAMED = 45 E' UNA PERMUTAZIONE DEL 44° NOME DI DIO. LA RADICE POSSIEDE I SEGUENTI VALORI...CIO' CHE SI ELEVA...CIO' CHE SI ESALTA...RISPLENDE..SI GLORIFICA...DEGNO DI LODE...ECC...IL SUO VALORE GHEMATRICO E' 45...COME ADAM = ALEF   DI SANGUE = UOMO..LE ULTIME 2 LETTERE..ALEF LAMED...= EL..= DIO...INDI HILLEL...HELL... E'... (elaborazione di Inanna Adamas)

martedì 27 novembre 2012

aleph

(Nella lingua ebraica l'aleph è la prima lettera dell'alfabeto e rappresenta l'unità divina. 
Il microcosmo di alchimisti e cabalisti, il multum in parvo!)
"Arrivo, ora, all’ineffabile centro del mio racconto; comincia, qui, la mia disperazione di scrittore. Ogni linguaggio è un alfabeto di simboli il cui uso presuppone un passato che gl’interlocutori condividono; come trasmettere agli altri l’infinito Aleph, che la mia timorosa memoria a stento abbraccia? […] Nella parte inferiore della scala, sulla destra, vidi una piccola sfera cangiante, di quasi intollerabile fulgore. Dapprima credetti ruotasse; poi compresi che quel movimento era un’illusione prodotta dai vertiginosi spettacoli che essa racchiudeva. Il diametro dell’Aleph  sarà stato di due o tre centimetri, ma lo spazio cosmico vi era contenuto, senza che la vastità ne soffrisse. Ogni cosa (il cristallo dello specchio, ad esempio) era infinite cose, poiché io la vedevo distintamente da tutti i punti dell’universo. Vidi il popoloso mare, vidi l’alba e la sera, vidi le moltitudini d’America, vidi un’argentea ragnatela al centro d’una nera piramide, vidi un labirinto spezzato (era Londra), vidi infiniti occhi vicini che si fissavano in me come in uno specchio, vidi tutti gli specchi del pianeta e nessuno mi rifletté, vidi in un cortile interno di via Soler le stesse mattonelle che trent’anni prima avevo visto nell’andito di una casa di Fray Bentos, vidi grappoli, neve, tabacco,  vene di metallo, vapor d’acqua, vidi convessi deserti equatoriali e ciascuno dei loro granelli di sabbia, vidi ad Inverness una donna che non dimenticherò, vidi la violenta chioma, l’altero corpo, vidi un tumore nel petto, vidi un cerchio di terra secca in un sentiero, dove prima era un albero, vidi in una casa di Adrogué un primo esemplare della prima versione di Plinio, quella di Philomen Holland, vidi contemporaneamente ogni lettera di ogni pagina (bambino, solevo meravigliarmi del fatto che le lettere di un volume chiuso non si mescolassero e perdessero durante la notte), vidi insieme il giorno e la notte di quel giorno, vidi un tramonto a Querétaro che sembrava riflettere il colore di una rosa nel Bengala, vidi la ma stanza da letto vuota, vidi in un gabinetto di Alkmaar un globo terracqueo posto tra due specchi che lo moltiplicano senza fine, vidi cavalli dalla criniera al vento, su una spiaggia del mar Caspio all’alba, vidi la delicata ossatura d’una mano, vidi i sopravvissuti a una battaglia in atto di mandare cartoline, vidi in una vetrina di Mirzapur un mazzo di carte spagnolo, vidi le ombre oblique di alcune felci sul pavimento di una serra, vidi tigri, stantuffi, bisonti, mareggiate ed eserciti, vidi tutte le formiche che esistono sulla terra, vidi un astrolabio persiano, vidi un cassetto della scrivania (e la calligrafia mi fece tremare)  lettere impudiche, incredibili, precise che Beatriz aveva diretto a Carlos Argentino, vidi un’adorata tomba alla Chacarita, vidi il resto atroce di quanto deliziosamente era stata Beatriz Viterbo, vidi la circolazione del mio oscuro sangue, vidi il meccanismo dell’amore e la modificazione della morte, vidi l’Aleph, da tutti i punti, vidi nell’Aleph la terra e nella terra di nuovo l’Aleph e nell’Aleph la terra, vidi il mio volto e le mie viscere, vidi il tuo volto, e provai vertigini e piansi, poiché i miei occhi avevano visto l’oggetto segreto e supposto, il cui nome usurpano gli uomini, ma che nessun uomo ha contemplato: l’inconcepibile universo”. (di Jorge Luis Borges tratto da L'Aleph - titolo orginale: El Aleph)
 Nova



The Dark Matter

"Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore, lungo qualisasi sentiero che abbia un cuore. Lungo questo io cammino e la sola prova che vale è attraversarlo in tutta la sua lunghezza. Ed io qui cammino, guardando...guardando senza fiato."

Carlos Castaneda
A scuola dallo Stregone.


• ... Et itur ad Astra ... •

" E tu cosa cerchi? " - " Io cerco...ENERGIA...! " (- Il Santo - di Phillip Noyce) 

" Quando il materialismo impera, risorge la magia" J.K.Huysmans

giovedì 30 agosto 2012

Un amore felice. E' normale? è serio? è utile?



Un amore felice. E' normale?
è serio? è utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?

Innalzati l'uno verso l'altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare così - in premio di che? Di nulla;
la luce giunge da nessun luogo -
perchè proprio su questi e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.
Ciò infrange i princìpi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo? Sì, infrange e butta giù.

Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po',
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono - è un insulto.
In che lingua parlano -
comprensibile all'apparenza.

E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che si inventano -
sembra un complotto contro l'umanità!

E' difficile immaginare dove si finerebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d'uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l'amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l'amore felice.

Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.

Wislawa Szymborska



Secondo la kabbalah, nel mondo spirituale, l’anima è nello stato di “Zivug” (accoppiamento, fusione) con la Luce.
Questa è l’unità di due parti della creazione, una maschile ed una femminile, che porta il più grande piacere che esista: il riempimento dell’anima con la Luce. Un prototipo della fusione spirituale nel mondo materiale è l’accoppiamento fisico. Ecco perché l’attrazione per il sesso opposto è considerato un fondamento, una radice di tutti i desideri e dei piaceri del nostro mondo. Il piacere sessuale nel nostro mondo dimostra perfettamente la differenza tra la fusione spirituale e quella fisica. Una persona (un uomo) pensa sempre al sesso ed immagina l’enorme piacere che l'aspetta, ma dopo il picco, la soddisfazione scompare immediatamente. Una caccia dopo l’altra, il piacere inizia di nuovo…questo avviene perché la Luce ed il desiderio si annullano a vicenda. In altre parole, riempiendo il desiderio, la Luce neutralizza la sensazione di piacere, allo stesso modo in cui il positivo ed il negativo si cancellano a vicenda.
La scomparsa di entrambi conduce ad un doppio vuoto.
Ecco perché è scritto “Morendo, una persona non riceve neppure la metà del desiderato”.
Il piacere spirituale lavora in noi in maniera differente.
Essere nel mondo spirituale significa avere l’intenzione (lo schermo) – un’abilità di ricevere piacere (Luce) in un desiderio (vaso, Kli) in modo da portare piacere agli altri (un amico, il Creatore).
Ciò richiede che una persona acquisisca la proprietà del Creatore, la proprietà dell’amore e della dazione.
Allora, una persona raggiunge l’accoppiamento spirituale, la fusione continua, che continua e si intensifica costantemente, dandole la sensazione della vita eterna.
Essenzialmente, da qualche parte nel profondo, nell’anima, noi tutti inconsciamente aspiriamo a questa particolare fusione, e siamo creati per essa. (tratto da Laitman.it)



Un giorno esisterà la fanciulla e la donna,
il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile,
ma qualcosa per sé,
qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine,
ma solo a vita reale: l'umanità femminile.
Questo progresso trasformerà l'esperienza dell'amore,
che ora è piena d'errore, la muterà dal fondo,
la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano,
non più da maschio a femmina.
E questo più umano amore somiglierà
a quello che noi faticosamente prepariamo,
all'amore che in questo consiste,
che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda
(Rainer Maria Rilke)


venerdì 13 aprile 2012

"Ciò che Dio ha detto alla Rosa
e che ha fatto sbocciare la sua bellezza...
l'ha detto al mio cuore"
Rumi

 

Le lettere ebraiche sono una forma di energia e vibrazione
simile ad un flusso di energia,
sono simboli universali di meditazione che trascendono ogni religione, razza, e concetto di linguaggio.
I 72 Nomi di Dio sono indirizzati a tutti i popoli
come strumento per connetterci con la Luce,
il loro potere si diffonde tramite schemi presenti nella loro forma,
nelle loro linee e curve.






bet      kaf      lamed

31. LEKAV
Portare a termine ciò che si inizia
Noi abbiamo il potere di portare a termine ciò che abbiamo iniziato,
in particolare i compiti e gli obiettivi di natura spirituale


22 lettere


ALEF

a" unione degli opposti"
Forma: Acque superiori e acque inferiori, con il firmamento ` nel mezzo. Il firmamento separa ma anche unisce i diversi campi di energia nel cosmo. Le acque superiori sono l'amore divino (Chesed), quelle inferiori sono le emozioni umane. Il firmamento e’ il canale che le unifica, costituito dal 'servizio divino'. Acque superiori: 'Luce che circonda i mondi'; acque inferiori: 'Luce che riempie i mondi'; firmamento: segreto della"Restrizione" e dell' "impressione" (reshimo)
Nome: "Alefkha’ Hokma’" (Giobbe 33,33) "Ti insegnero’ la sapienza". La potenza di Dio di insegnarci la sua sapienza infinita. "Alufo’ shel olam" = "Il capo dell'universo": l'assoluta sovranita’ di Dio, controllore e re supremo del cosmo.
Numero: Uno = l'unita’, base e chiave di ogni numero, di ogni conto. L'unita’ del popolo di Dio. L'unita’, del popolo di Dio. L'unita’ di Dio ("Shema’ Israel YHVH nostro Dio YHVH e’ UNO").

BETH


b"La casa dalla scelta"
Forma: Un recipiente chiuso da tre lati (Est, Sud,Ovest) e aperto da un lato (Nord), per dare la possibilita’ al male di a esistere, onde vi sia 'libera scelta '. Due stati di conoscenza di Dio: essoterica (aperta) ed esoterica (chiusa).
Nome: 'Casa', la casa dell'universo. Beth e’ la prima lettera della Tora’, la lettera della creazione. Il lato femminile dell'anima, il concetto di 'ricezione', di disponibilita’. Rettificazione finale di tutta la realta’, che deve divenire la "casa di Dio" (Beth e’ l'iniziale di 'berakha’' = benedizione).
Numero: Due. Inizio della pluralita’, della creazione. Segreto dell'anima che ama Dio (neshama’= 'mishne'); l'anima e’ seconda solo a Dio. Dio e’: 'il paradosso di ogni paradosso, in quanto appare duplice, ma la sua essenza ultima e’ al di la’ di ogni dualita’.

GHIMEL

g"Ratzo va-shov"    ("correvano e ritornavano" - Ezechiele 1,14))
Forma: una persona nell'atto di correre. Potenza del movimento. Ogni anima e’ in costante movimento; corre al di fuori di se stessa fino a Dio, e ritorna in se’ per servirlo meglio. Potenza di progredire, di lasciare l'insoddisfacente per cercare il divino.
Nome: 'gmilut hasadim' = elargire carita’ e beneficenza. Oppure: 'cammello', simbolo di un lungo viaggio al sud, in cerca di sapienza.
Numero: Tre. Numero di stabilita’ e di equilibrio. Tre elementi, Fuoco, Aria, Acqua, che riposano su di un quarto, la Terra. Il popolo di Israele e’ tripartito: Cohanim, Leviim, Israelim; vi sono tre patriarchi: Abramo, Isacco, Giacobbe. La Tora ha tre parti. Le tre 'estremita’ di Keter': la triripartizione all' interno della Luce Infinita. Numero di forza e di durata: "ha chut ha-meshulas lo bi-mahera’ inatek" (Qohelet 4,12) = 'la corda triplice non verra’ spezzata con facilita’'.

DALET

d"Nullificazione di se stessi"
Forma: una persona umilmente inchinata, la potenza di annullare se stessi e il proprio ego.
Nome: 'delet' = porta. Il farsi piccoli e il piegarsi di fronte alla volonta’ di Dio sono la porta della crescita dell' anima. 'Dalut '= poverta’ (Dalet e’ il povero al quale il ricco, Ghimel, dona con abbondanza). Capacita’ dell'anima di riconoscere la propria poverta’.
Numero: quattro. I quattro elementi della Creazione. I quattro stati della materia (solido, liquido, gassoso, in combustione). Le quattro madri di Israele: Sara’, Rebecca, Lea, Rachele. Quattro lettere del Nome di Dio: Yod - He - Vau - He. Quattro e’ il numero minimo di fasi di discesa della creazione.

HE

h"Rivestimenti dell'anima"
Forma: le tre dimensioni dello spazio, simbolo della rivelazione di ogni idea nascosta. I tre rivestimenti della potenza dell'anima: Pensiero, Parola, Azione. Immanenza di Dio nella creazione.
Nome: 'Nihieti'= espressione di dolore. He e’ la lettera della manifestazione della realta’ separata, della nascita. Il pianto del neonato. He e’ anche il grido di sorpresa alla rivelazione della Divinita’ insita nella creazione.
Numero: Cinque. I cinque pianeti visibili. I cinque livelli dell'anima (Nefesh, Ruach, Neshama’, Chaya’ Yechida’). I cinque libri della Tora’ (Pentateuco). Numero dell'auto-espressione.

VAU

w"Estensione ed unificazione"
Forma: un pilastro. Una persona eretta. Il 'pilastro centrale' (amuda de emtzaita), la linea della verita’ che attraversa l'intera realta’. La colonna vertebrale, lungo la quale il seme discende dal cervello all'organo sessuale.
Nome: 'uncino'= ogni parte della realta’ possiede degli 'uncini', dei 'ganci', che sono la sua connessione potenziale con ogni altra parte o dettaglio. Capacita’ dell'anima di connettersi con altre anime.
Numero: Sei. I sei giorni della creazione. Le sei direzioni dello spazio. Numero dell'attivita’ lavorativa. Le sei emozioni del cuore (Amore, Timore, Misericordia, Sicurezza, Semplicita’, Verita’).

ZAIN

z"Lo scettro dorato"
Forma: uno scettro, che il re estende verso coloro che egli vuole accettare. Simbolo dell'accettazione del prossimo. La parte superiore della lettera Zain si estende in due direzioni. Segreto della: "eshet chail ateret ba'ala" (Prov. 12,4) = "una moglie di valore e’ la corona del marito". Vau e’ il marito, Zain la moglie. Oppure: simmetria tra destra e sinistra, pienamente raggiunta solo al livello di Keter (Corona), simmetria tra Amore e Timore.
Nome: Spada. Potenza della discriminazione della mente. Oppure: 'Zon' = iniziali di 'Zakar' e di 'Neqeva’' (maschio e femmina). Unione di maschio e femmina. Oppure 'Zon' = cibo, sostentamento.
Numero: Sette. "col ha shvi'in havivin" ('tutti i settimi sono beneamati). Numero piu’ amato. Sette Cieli e sette Terre. Il Settimo giorno, Shabat, giorno dell'amore e dell'unione. Perfezione della dimensione 'tempo' nella natura. Sette 'pastori' d'Israele: Abramo, Isacco, Giacobbe, Mose’, Aronne, Giuseppe, Davide.

HET

j"Unione tra uomo e donna"
Forma: Porta, portale: potenza di entrare e di uscire. Vau e Zain unite in alto: consumazione dell'unione tra uomo e donna. Estensione del loro amore nell'infinito. Luce diretta e luce riflessa. Terzo fattore, proveniente dall'alto, che permette l'unione tra i poli opposti.
Nome: Vita, energia vitale. Puo’ esprimersi ad ogni livello, da quello fisico fino a quello divino (Vita di ogni vita).
Numero: Otto. Otto vertici nel cubo, i punti in cui l'infinito entra nel finito, i punti di origine. Otto giorni dalla nascita alla circoncisione: potenza da contattare la dimensione al di la’ del tempo, al di la’ della pienezza temporale del Shabat. Segreto dell'ascendere da ogni rivelazione finita fino all'esperienza dell'infinito.

TET

f"La luce nascosta".
Forma: Proprieta’ dell'introversione, il bene e’ nascosto in se stesso. Dio e’ nascosto in ogni dettaglio della creazione. Un bastone diritto unito ad un bastone piegato:capacita’ di erigersi forti e decisi contro il male e di piegarsi umilmente in fronte alla rivelazione di Dio. Segreto rivelato da Mose’; controllo della propria potenza vitale (kundalini, nella tradizione dell'India).
Nome: bastone o serpente; oppure 'letto'. Segreto del 'potere del serpente', della 'libido' presente alla radice del desiderio di unione. Potenza dell'anima di dare il giusto giudizio circa la realta’. Processo di conquista della capacita’ dell'immaginazione; superazione della divinazione e della magia sino a ricevere lo 'Spirito Santo'. "Choshen ha mishpat"= lo strumento tramite il quale il Gran Sacerdote poteva trovare risposte a domande e problemi.
Numero: Nove. Periodo di gravidanza. Numero di Yesod, sorgente della potenza sessuale e della capacita’ di connessione sincera. Numero della verita’.

YOD

y"Punto della rettificazione"
Forma: un semplice punto. Segreto del "Tzimtzum" (Restrizione). "Shkora’ ani ve naava’"( Cantico dei Cantici 1,5) ("sono scura ma bella").
Nome: mano, spazio. Capacita’ di afferrare concetti, intelligenza, sapienza " kulam be chokhma’ assita" (Salmo 104,24) "tutto hai fatto con sapienza". Capacita’ di dare : "apre la sua mano e da’ ad ogni vivente" (Salmo 145,16). Oppure: amico, capacita’ di dare la mano.
Numero: Dieci. I Dieci detti della creazione. Dieci Comandamenti. Dieci e’ il numero del compimento massimo. Le dieci Sefirot. Dieci diversi gruppi di anime: i capi, i sapienti, i saggi, coloro pieni di grazia, i forti, coloro che mostrano come vivere secondo la Tora, i profeti, coloro che hanno visioni, i giusti, i re.

KAF

k"Corona della salvezza"
Forma: una corona. Totalita’ dello spazio intorno al cosmo.Campo di forza al di la’ di stelle e galassie. "Or makif"(Luce che circonda). Supercosciente dell'anima, trascendente.
Nome: il datore di luce, il sole nella creazione. Oppure: palmo della mano, capacita’ di ricevere piacere e gioia dall'alto della creazione. Oppure: copricapo, cupola, corona. Capacita’ di essere sempre consapevoli del trascendente.
Numero: Venti. Giuseppe fu venduto per venti pezzi d'argento. Pericolo di tradire l'aspirazione al divino in cambio della luce contenuta nella creazione. Unita’ dei due stati delle Sefirot (luce diretta e luce riflessa, 10+10). Oppure: numero del desiderio di qualcosa di piu’: ci si sente come una sola meta’.

LAMED

l"La torre che vola nell'aria"
Forma: la lettera piu’ alta dell'alfabeto, una nave spaziale.
l Potenza dell'anima di ascendere. Aspirazione ed inspirazione. Scala di Giacobbe (Sullam), la potenza di ascendere e di discendere, quadratura del cerchio).
Nome: insegnare e imparare. L'atto piu’ importante nella vita dell'ebreo religioso. Iniziale della parola 'lev' (cuore), la vera sapienza e’ quella del cuore.
Numero: Trenta. Numero della forza. Entrata nel futuro. Numero di Yehuda’, il re’ d'Israele.

MEM

m"Acque di vita"
Forma: Puo’ essere aperta (sorgente d'acqua in superficie), oppure chiusa ( acque nascoste nel profondo della terra). Simboleggia la parte dell'anima che si incarna e quella che rimane sempre connessa coi mondi superni. Con la venuta del Messia anche questa parte dell'anima sara’ rivelata, insieme col suo potenziale di vino. Mem quadrata: potenza creativa dell'anima: creare altre anime tramite la vera unione.
Nome: Acqua, simbolo d'amore. Lettera della semplicita’, capacita’ di essere se stessi sino in fondo.
Numero: Quaranta. Numero della purificazione (il Diluvio duro’ quaranta giorni). Numero della comprensione (Binah).

NUN

n"Yinnon sara’ il suo nome"
Forma: L'atto di piegarsi, oppure anche il cadere. Capacita’ di trovare significato nella vita anche nei momenti piu’ difficili, durante crisi e depressioni. Capacita’ di trovare Dio perfino nella 'valle delle ombra della morte'.
Nome: "pesce". Storia del profeta Giona, ingoiato dalla balena per non aver voluto profetare. Tre giorni nel ventre delle tenebre e poi la rinascita! Nun e’ la lettera della passivita’ creativa, non della rinuncia disfattistica o della pigrizia. Uno dei nomi del Messia e’ 'Yinnon' (Salmo 72,17), poiche’ sapra’ vincere senza guerra, sapra’ imporsi solo in virtu’ della sua docilita’ e mitezza e non della forza bruta.
Numero: Cinquanta. Numero delle Porte della conoscenza, ogni porta e’ un livello di comprensione che l'anima ha del mistero divino. Cinquanta, e’ l'eta’ in cui si raggiunge la capacita’ di dare il giusto consiglio. E’ il numero di anni del "Yovel" (giubileo), il piu’ lungo ciclo festivo ebraico.

SAMEKH

s"La fine e’ innestata nel principio"
Forma: un cerchio perfetto. Il vuoto circolare che rimane dopo il "Tzimtzum" (Restrizione). Il "resto" o "impressione" di luce che il Tzimtzum non e’ riuscito a cancellare. La potenza dell'anima di scoprire tracce e prove dell'esistenza da Dio nel mondo delle leggi naturali e del pensiero umano. Luce che circonda tutti i mondi. Stato di circolarita’, senza inizio e senza fine. Il "campo del punto zero", un'espressione della fisica moderna, indicante un letto di grande attivita’ di micro-particelle, anche in uno stato di zero temperatura, di assenza di materia ed energia.
Nome: Supporto, sostegno (Smika’). Dopo la lettera della 'caduta' viene la lettera del 'sostegno': "Il Signore sostiene tutti coloro che cadono" (Salmo 144,14). Il cerchio non puo’ cadere. Esperienza del sostegno che proviene dall'essere circondati dalla benevolenza divina. L'iniziazione o l'ordinazione che il maestro da’ al discepolo.
Numero: Sessanta. Numero della totalita’. La misura unitaria di una sostanza, massa a contatto con una quantita’ sessanta volte superiore di un'altra sostanza, perde la sua individualita’. Numero dell'influenza collettiva sul singola. Eta’ della maturita’.

AYIN

["La luce degli occhi"
Forma: Radici che entrano in profondita’. La radice comune di tutte le anime e di tutti i popoli.
Nome: Occhio. Simbolo della sapienza. Vedere e’ una funzione di Chokhma’, sentire e’ una funzione di Binah. L'occhio dell'anima che cerca la visione pristina di Dio. L'occhio di Dio, sempre aperto a proteggere la creazione. Ayin significa anche 'sorgente'. Simbolo della capacita’ di entrare nel profondo della realta’, alla ricerca delle acque di vita.
Numero: Settanta. Numero della collettivita’. Settanta nazioni, settanta lingue. Settanta discendenti di Giacobbe scesero in Egitto. Settanta membri del Sinedrio, suprema autorita’ giudiziaria. Settanta volti della Tora’. Eta’ della vera sapienza.

PEH

p"Le parole della bocca del saggio sono armonia" (Qoelet 10,12)
Forma: Una bocca aperta, con un dente in alto. Pericolo del pettegolezzo o della menzogna (Pharo , faraone = PERA t= bocca cattiva). Al positivo : la capacita’ di dire cose buone sul conto di tutti. I denti sono simbolo di sapienza (32 sono i cammini della sapienza), capacita’ di rettificare la realta’.
Nome: bocca. La bocca di Mose’, che parlava con Dio " bocca a bocca". Organo di rivelazione del pensiero, dello spirito (ruach). Nel bacio d'amore vero e realizzato tra amante e amata c'e’ l'unione di 2+2 = 4 spiriti (Zohar sul Cantico dei Cantici), e l'esperienza diretta del livello del messia, su cui aliteranno quattro spiriti (Isaia 11).
Numero: Ottanta. Eta’ di Mose’ quando ricevette la Tora. Eta’ in cui il processo di rettificazione e di purificazione della Sefira’ di Yesod (80) e’ completato.

TZADEK

x"Il giusto (tzadik) e’ il fondamento del mondo"
(Proverbi 10,25)
Forma: La biforcazione dei rami di una pianta. (ETZ, albero, e’ la radice, Ayin, piu’ i rami, Tzadek). Capacita’ di irradiare intorno a se’ la luce e la conoscenza raggiunte. Capacita’ di fruttificare. Una Nun su cui e’ innestata una Yod: unione di Chokhma’ e di Binah.
Nome: Tzadik il giusto, il santo, colui che non ha mai abbandonato il giusto cammino. Il maestro spirituale, che deve sapere concentrare la sua sapienza in piccoli semi, e spargerli intorno a se’, affinche’ diano frutto.
Numero: Novanta. Eta’ della vera meditazione. Numero dell'essere completamente e continuamente assorbiti nella visione di Dio.

QOF

q"Santita’"
Forma: l'unica lettera che si estende al di sotto della linea inferiore. Capacita’ di scendere nel mondo degli inferi e di restare illesi. Al di la’ del bene e del male. Scoperta che anche il male ha un posto nella creazione, e che esso e’ alimentato da una piccola scintilla di santita’. Qof e’ formata da una Resh (200) e una Zain (7) =207, che e’ la’ ghematria di RAZ (segreto) e di OR (luce).
Nome: scimmia. Le forze del male agiscono tramite il 'scimmiottare' l'operare del bene. Quf e’ l'iniziale di 'Qadosh', santo. La Santita e’ assolutamente inattaccabile dal male, rimane per sempre pura ed immacolata.
Numero: 100. Segreto della bellezza. Yofi = 100 = 10x10. Ogni parte deve ontenere tutte le altre (Interinclusione), segreto del quadrato, o di ogni potenza del due.

RESH

r"La testa del 'Benedetto in verita’ " .
Forma: Una testa piegata. Il cervello, La potenza del pensiero. Una curva, simbolo del cambiamento di direzione. Teshuva’ (conversione del cuore), ritorno a Dio dopo un lungo periodo di lontananza.
Nome: Un uomo povero. La poverta’ del pensiero umano se non e’ connesso con la sua radice trascendente. Oppure: Resh significa 'rosh' = testa. Le tre 'estremita’ di Kheter.
Numero: Duecento. 200 'zuzim' era l'ammontare di denaro che differenziava un povero da un ricco. 200 e’ la ghematria di 'etzem' (essenza). La testa contiene l'essenza della personalita’, il segreto della sua unicita’.

SHIN

`"Simmetria e cambiamento"
Forma: Shin e’ la lettera piu’ armoniosa e simmetrica, simbolo di equilibrio e di grazia. E’ la grazia che l'anima suscita in Dio tramite il farsi armoniosa ed equilibrata. L'unita’ dei Tre nell'Uno. I tre Patriarchi, i tre cammini dell'Albero della Vita. L'unione di Chokhma’, Binah e Da'at. Nel futuro alla Shin verra’ aggiunta una quarta testa, il segreto della femminilita’ redenta che sale al di sopra della mascolinita’.
Nome: Dente, anno, cambiamento. Il cambiamento e’ l'essenza della realta’. Tuttavia il progresso deve essere nella direzione della 'rettificazione' (tikkun) o altrimenti l'entropia sara’ il suo risultato ultimo. Il dente e’ simbolo di sapienza. Shin significa anche insegnare. Al livello piu’ alto: "Io sono il Signore, e non sono cambiato" (Malachia 3,6); Dio e’ l'immutabile presenza all'interno di ogni cambiamento: "il motore immobile".
Numero: Trecento. Numero della sapienza. 'Ruach Elohim (lo spirito di Dio) vale 300.

TAU

t"Sigillo del santo, Benedetto Egli Sia"
Forma: un marchio o sigillo. Segreto dei fossili: impressione del mondo del Tohu rimasta in questo mondo. Cio’ che e’ rimasto della caduta di quel mondo pur spirituale e sviluppato. Una Dalet e una Nun: svuotamento di se’ e umilta’. Il marchio rimasto nell'anima da precedenti reincarnazioni.
Nome: lettera, sigillo, impressione. Caino ricevette un segno sulla fronte, simbolo della sua caduta ma anche origine di protezione. Marchio posto sulle anime destinate alla vita eterna. In aramaico significa 'piu’, ancora'. Apertura verso l'infinito. Ultima lettera della parola 'emet' (verita’), ultima lettera dell'alfabeto, sigillo dell'opera di Dio.
Numero: 400. Anni dell'esilio in Egitto, fase ultima della discesa e della creazione dei mondi inferiori. 400 miglia persiane: la lunghezza e la larghezza ideale della Terra d'Israele. 400 mondi di gioia e di beatitudine nel mondo a venire, il compimento di ogni desiderio dell'anima. 400 e’ il numero del compimento.