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giovedì 7 marzo 2013

CUM GRANO SALIS

E DA OGGI, SI VOLTA PAGINA!

 
"E’ dell’uomo assennato il ricordare e considerare le cose dette in sogno o nella veglia dalla natura divinatrice o ispirata, e il discernere col ragionamento tutte le immagini vedute..." (PLATONE, Timeo)


  E' importante riconoscere che il Patriarca è anche lo specchio di quella parte di noi che fa di tutto per proteggerci, come un Padre che teme di veder ancora soffrire la propria bambina: dobbiamo onorare e rispettare quelle parti di noi che vengono a bussare e, a volte, lo fanno in modo prepotente. Ad un Patriarca forte corrisponde sempre una Matriarca altrettanto forte. E' compito nostro quello di tranquillizzarli così che possano abbassare i loro volumi e noi potremmo acquisire la possibilità di dare finalmente un ordine ed una direzione alla nostra esistenza. In piena consapevolezza ci bilanceremo e doseremo bene i nostri aspetti ombra: rispettandoci, accettandoci e amandoci con dignità onore e rispetto. Se i genitori (il padre e la madre) interiori ci indicano serenamente quali sono i necessari punti fermi, la bambina che vive in noi si sente protetta e acquista sicurezza. Si libera dal giogo esterno dell’autorità, dal bisogno di trovare persone e relazioni da cui dipendere. L’autorità tramonta e lascia il posto all’autorevolezza. Ma soprattutto, la libera dalla difficoltà di relazionarsi permettendole un approccio adeguato a formare una coppia stabile e matura. Equilibrando bene le proprie forze, cioè senza esagerare nello sbilanciarsi sul solo lato maschile del fare, dell'eccesso di potere decisionale e del gestire (che depriva l'uomo del suo ruolo) né su quello di un femminile troppo libero e trasgressivo e o aggressivo (che è come il serpente, cioè quell’energia libera, terrena e oracolare in cui risiede gran parte del potere femminile e che viene percepito molto spesso come un demone: una Lilith) facendo scappare l'uomo che ne avverte il tremendo pericolo: ovvero la paura di perdersi nell'abisso della Strega o peggio ancora, di Afrodite (che è una strega ancor più insidiosa e spaventosa) perché la Bellezza ed il potere della Seduzione fanno temere di cadere sotto l'incantesimo della Sirena o di essere fulminati dallo sguardo di Medusa.



"Mia madre non mi ha dato affetto e non si è mai occupata di me, ma mi ha trasmesso uno strano e inquietante dono: il potere di una seconda vista, che a volte mi travolge e sulla quale non ho nessun tipo di controllo." (Tim Severin, Il Vinchingo)


Nulla può dividere due persone che sono unite nel cuore, prima o poi si uniranno. (Confucio)

"Io lo adoravo prima di conoscerlo...Fu per me un incontro predestinato. Il giorno dopo mi portò dei libri, mi accompagnò a casa, incominciammo a parlarci, e in poco tempo ci innamorammo. Ma lui non si decideva a dichiararsi." (Amori, Enzo Biagi)
 
"Non dare mai la colpa all’esterno, non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l’origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te. Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come tua modalità di vita. Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell’evento è accaduto perché tu vivi di lamentele."
Un individuo è “colui che non è diviso”. L’individuo è un mago, un essere integro, che non dimentica mai di essere il creatore del proprio destino. Un individuo non si lamenta mai, perché sarebbe ridicolo, in quanto sa bene che tutto accade dentro di lui.
Le persone e gli eventi che percepisci come esterni sono in realtà unicamente proiezioni del tuo subconscio. Il mondo è una rappresentazione scenica di cui tu stesso sei l’inconsapevole regista. Il vero »mago« è colui che vive con questa inamovibile consapevolezza dentro di sé: ogni uomo o donna che incontri è una parte sconosciuta di te, un’opportunità per risanare una tua ferita. Il tuo nemico, così come un evento nefasto, non sono fenomeni dotati di vita propria, ma unicamente malattie della tua anima che chiedono di essere guarite. Puoi essere un »mago« quando giungi a utilizzare il tuo apparato psicofisico come una “bacchetta magica”, attraverso la quale modifichi la realtà circostante. Questa è l’idea portante del testo Risvegliare la macchina... Che è poi l’idea che sta alla base della Magia stessa. Se il mondo si trovasse realmente al di fuori della tua coscienza non avresti alcuna possibilità di modificarlo, resterebbe intoccabile. Invece, proprio perché è fatto della stessa materia dei sogni, proprio perché è fatto delle tua coscienza, puoi disporne a tuo piacimento... nel momento in cui cominci a ricordare le regole per farlo. Solo quando conosci realmente te stesso puoi arrivare ad affermare che il mondo accade dentro di te, non a te. Allora non ci sono più scuse: il successo delle tue imprese dipende solo dall’integrità della tua anima, non da fattori esterni, non dalla crisi o dalla politica. Il mondo non ha potere e non ha volontà; non può decidere cosa ti deve accadere oggi. Solo tu puoi decidere cosa ti accadrà oggi, anche se lo fai inconsciamente. Gli eventi ti paiono inaspettati solo perché li causi con quella parte di te che ancora non è cosciente; ma con il tempo lo diverrà. Tutto è inaspettato per chi non si conosce.


"Bisogna abbandonare senza esitazione i luoghi della deprivazione affettiva." (Aldo Carotenuto)

 
"L'uomo può fare esperienza vissuta del mistero del mondo, penetrando dentro sé stesso" e "La via misteriosa va verso l'interno." (Novalis)

"Non dare mai la colpa all'esterno, non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l'origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te. Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come tua modalità di vita. Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell'evento è accaduto perché tu vivi di lamentele."
"Il tempo è una questione di vita o di morte. Nel tempo si muovono i morti e nell’eterno permangono i vivi. Ucronia è la città dei vivi, di coloro che soggiornano nell’eterno, nel senza-tempo. Ma Ucronia conta solo pochi abitanti, mentre le città del tempo sono catacombe affollate di salme.  Gesù diceva: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti.”La vita è solo nell’Istante presente. Non c’è spazio per la vita nel tempo. Il tempo appartiene alla morte. Ciò che accade nella nostra mente non è mai indice sicuro della presenza di una coscienza. Il fatto che dentro un cervello si muovano dei pensieri non prova nulla riguardo un’eventuale coscienza. La quasi totalità dei terrestri non pensa attivamente, bensì viene pensata passivamente da una voce nella testa. E a osservare questi pensieri non c’è nessuno, nel senso più letterale del termine, non c’è una »coscienza di esserci«. Gli uomini e le donne della nuova specie sono Dei costretti a incarnarsi nel tempo, nel mondo dei morti. Qui – nell’Universo/“campo di concentramento” partorito dal ventre del Demiurgo – si addormentano e si credono mortali, si ammalano di finitudine.L’»artista« non è altro che un immortale costretto nell’incarnazione del tempo. L’eterno intrappolato nel tempo produce arte. Nell’Impero di Cronos vi viene data la possibilità di risvegliarvi e tramutarvi in artisti, provocando una deflagrazione nell’inconscio collettivo che consente ad altri Dei dormienti di accendersi d’entusiasmo e ricordarsi a loro volta di possedere un destino. L’atto artistico nasce da questo risveglio della coscienza.La Porta che consente di superare le mura di Ucronia è coscienza pura senza tempo: un punto senza dimensioni, un istante senza durata. Draco Daatson la descriveva magistralmente: “Il rumore dei passi di un gatto, la saliva d’un uccello, il respiro d’un pesce, le radici d’una roccia.” Quella Porta è una »singolarità« diremmo oggi, un non-luogo dove non valgono le leggi conosciute dello spazio-tempo.



Il premio per l’artista è l’»eternamento«, il tornare a essere immortale nel mondo dei morti. Mi siedo nell’antica posizione del »tronismos«, l’arte del sedere immobili nella quale erano maestri i faraoni egizi. Seduto su una sedia, la schiena eretta, le mani sulle ginocchia, la mente ferma, le emozioni assenti, comincio a sentire il mio corpo. Tutta la mia attenzione è col corpo e nel corpo. La mente è nel tempo, nel passato e nel futuro, ma il corpo è sempre Adesso. La mente è finta, ma il corpo è vero. Questo è un modo per aggrapparsi all’Istante e svincolarsi dal tempo. La sensazione del mio corpo vivo mi tiene ancorato al presente, per qualche istante sfuggo alla tirannia della mente temporale, per qualche istante ho sconfitto Cronos. Posso farlo anche mentre cammino o guido o mangio o, quando divento più esperto, mentre qualcuno mi parla. A questo punto posso muovermi nel tempo pur essendone libero, pur restando radicato nell’Istante presente: questo è l’»eternamento«.Adesso ogni mia azione è atto artistico."
 L’universo è composto di vuoto: il “quasi nulla” è la sostanza del mondo. La realtà non esiste oggettivamente, là fuori, in maniera indipendente da noi. Siamo circondati da un mondo da noi stessi plasmato. Deteniamo le chiavi della nostra prigione. Il gioco del Sistema non consiste nel rubarci le chiavi – ché non potrebbe – ma nel farci dimenticare che le possediamo noi. Quello in cui crede, non quello che ha, decide il destino d’un uomo. Perché i Paesi con più risorse al mondo (diamanti, oro, bellezze naturali...) sono spesso anche i più poveri e si lasciano sfruttare dagli occidentali? Non è l’avere che manca loro, ma la Volontà, la Responsabilità per gestire quell’avere. L’educazione profana dei nostri giorni – quella che io amo chiamare edu-castrazione – è un’operazione dolorosa che viene inferta giorno dopo giorno alla psicologia del bambino. La scuola e la famiglia edificano in lui, fin dai primi anni, una mentalità da esecutore obbediente che gli renderà più sopportabili le otto ore di lavoro da adulto. Il bambino apprende dall’ambiente intorno a sé una gamma di emozioni negative come la gelosia, l’ansia, il senso d’inadeguatezza, il mentire, il rancore... che hanno tutte alla base la stessa filosofia distorta: la vita procede dall’esterno verso l’interno; le cause dei tuoi mali e delle tue fortune vengono da fuori. Il bambino in tal modo si convince che non è lui a creare il mondo, bensì ne è creato. Automaticamente egli non è più padrone di sé, viene defraudato della sua Responsabilità per quanto gli succede. La diretta conseguenza è che smette di avere Potere sulla creazione del proprio mondo. Ecco nascere l’ennesima psicologia da “dipendente” che verrà inserita al suo posto nell’ingranaggio economico: produci-consuma-crepa. Il nostro abito psicologico da “uomo medio” a uno sguardo più attento si rivela essere un’uniforme carceraria. Non ci viene insegnato a primeggiare, bensì a essere “medi” in tutto ciò che facciamo, anche nell’ammalarci delle malattie più comuni e morire a un’età adeguata affinché tutto il Sistema possa seguitare a funzionare. Perché solo chi è succube della realtà esterna si rivela un elemento utile per il mantenimento del Sistema. Il bambino, essendo stato privato della sua regalità, non potrà che trasformarsi in un adulto depresso, impaurito... e dunque aggressivo e violento. L’Ars Regia – la Magia – è l’arte capace d’insegnare come tornare a essere Re del proprio Regno. Non a caso i “Re magi” erano per l’appunto dei Re, oltre che dei maghi. E sono loro i primi a rendere omaggio al Cristo. Il mago – l’Eroe – nel suo viaggio a un certo punto discende nelle viscere della Terra, nel mondo“delle ombre”. Ulisse, Enea e Dante hanno condiviso questa fase del cammino. Questa è l’allegoria dell’immersione nell’abisso dell’inconscio, della visita al nostro intimo, della presa di coscienza con noi stessi e, di conseguenza, del »possesso di sé«. Chi conosce se stesso conosce tutto, perché non v’è nulla al di fuori dell’uomo che non sia anche dentro l’uomo. (S.Brizzi)
Ming I: Il Nascondersi della Luce,
Non è un momento facile e anche se ti sembra di esser tra le tenebre devi tener presente che la luce, anche se nascosta, c'è. Per adesso comunque è sconsigliabile confidare tutti i tuoi pensieri a chi ti circonda. E' molto importante che tu mantenga la tua integrità nel silenzio.
La Terra

Il Fuoco
Ching 36

mercoledì 29 agosto 2012

tra lupi e colombe

Ecce: ego mitto vos sicut oves in medio luporum; estote ergo prudentes sicut serpentes et simplices sicut columbae. Cavete autem ab hominibus; tradent enim vos in conciliis… MATTHAEUM, 10,16-17.

Solo il pazzo ed il genio infrangono le leggi fatte dall'uomo
ed essi sono i più vicini al cuore di Dio
[ KAHIL GIBRAN ]

giovedì 23 agosto 2012

per-cor-si

sono stupefacenti i percorsi di ciascun essere
per esempio il mio è intricatissimo
tanto da essermi concessa un vissuto al limite dell'abisso
un percorso sempre in bilico sulla sottile lama di rasoio
l'oscurità che mi avvolge è così immensa
che può solo avvicinarsi al mio bambino
l'unico in grado di non restarne pietrificato e di giocare con lei
...se di gioco si può parlare...
perchè guardare nell'abisso è scoprire l'unica realtà vera
tutto il resto è maya...è illusione...è teatro...è gioco
ci costruiamo via via le tragi-commedie cucendocele addosso
fino a giungere, finalmente, ad abbracciarci, a coccolarci,
ad accettarci, ad amarci così per come siamo... ad amare anche le nostre debolezze...
ma quanto è difficile!





Quando il dolore della vita con tutte le sue prove ci ha macerati; quando il disgusto d'ogni bassezza umana ci prende e ci fa desiderare qualcosa di più alto e di più vero, allora siamo pronti per la riflessione e la ricerca.Proprio la sofferenza ci ha purificati e siamo idonei quindi a distogliere i nostri occhi e il nostro cuore dal tumulto del mondo per cercare nella solitudine e nel silenzio qualcosa di... imponderabile... ma di assolutamente vitale per noi. L'entrata nel deserto rappresenta l'uomo-animale che decide, dominando la materia, di trovare le risposte al senso della vita.Egli nel silenzio udrà quel dolce Suono sconosciuto che molti altri prima di lui hanno udito e che mormorerà al suo cuore... “Conosci te stesso!” Con questo richiamo irresistibile inizierà l'avventura più entusiasmante per l'Anima: il ritorno agli Infiniti Spazi da cui è giunta e verso i quali sarà attratta ineluttabilmente, ritrovando la sua vera e autentica dimensione.


"se non hai il coraggio di cogliere la mia essenza non potrai abbreviare il percorso della tua conoscenza"(levonah)

Turchia: decapita suo stupratore, fatemi abortire o mi uccido
la musica è presa in prestito da curiosidelmare:
Un uomo in viaggio... Un disperso in mare... Un Ulisse curioso e inquieto.
 Un visionario che tenta il viaggio al cuore delle cose appeso al filo d'aquilone di immagini e parole.



Amadeus Voldben nel suo libro “La Presenza Divina in noi” a pag. 105 dice:
“In verità l’esistenza umana è come un andare nell’oscurità della notte fra i sentieri tortuosi che abbondano nelle vie degli uomini. È arduo trovare la via giusta a causa del nostro scarso discernimento e della nostra ignoranza che è la vera tenebra.
Inoltre, spesso si smarrisce la via quando le passioni imperversano.
Senza una luce che guidi, è impossibile procedere con sicurezza, poiché il cammino non solo è poco agevole, ma più spesso è pieno di ostacoli, di triboli e di spine.
Le piccole luci che guidano sono spesso soltanto delle lucciole che si accendono e si spengono, ma non danno una vera luce.
Per questo si brancola senza scopo, ignorando la mèta.
L’inganno delle false luci può condurre a precipizi. Le fate morgane dell’io della personalità, che fanno balenare immagini di mète ambiziose, fatte solo di egoismi, conducono verso direzioni sbagliate con enormi danni e dolorosi ricominciamenti su cammini impervi.
La sola luce che porta alla mèta giusta è quella che emana dalla parte più elevata di noi stessi, quella dell’Io spirituale che è la Presenza Divina in noi.
Soltanto quella Luce va seguita senza incertezza. L’altra, quella della personalità, va scartata o attentamente vagliata.”
"Lo zelo per la Tua casa mi consuma".
Chi avrà fede, chi in questa fede si macererà, chi nella rinuncia e nell'umiltà si macererà, conquisterà una tale potenzialità sostanziale da consentirgli di vincere ogni necessità, ogni desiderio della materia. Ritirandoci  quotidianamente  nel deserto: creiamo il vuoto attorno a noi, ci stacchiamo dalle umane superficialità, dalla materia rientrando nella Realtà potenziale. Così, postivi a contatto col divino, possiamo analizzate l'ieri , l'oggi , e iniziare un purificatore digiuno perché la via che intraprenderemo nel nostro domani non abbia più la stessa afosità che è stata nell'ieri, che è nell'oggi.

“Vegliate e state pronti, perché non sapete né il giorno, né l’ora!”

venerdì 10 agosto 2012

disobbedienza = creatività

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eresia  in greco significa libertà di scelta

Se  usata per conoscere sé stessi,  la disobbedienza (alle consuetudini, all'appiattimento, ai paletti sociali imposti dai mass media e dalla maggioranza delle persone) diventa il migliore strumento di autoanalisi e di cambiamento,  nella ricerca spirituale, nel costruire le proprie vie e nello scolpire la propria personalità, togliendone ciò che ancora la nasconde.  Conduce a un aumento di creatività, o meglio, ad accorgersi di quanto poco creativo sia stato, finora, il nostro modo di vivere, pensare, amare, lavorare  Apriamo gli orizzonti e vediamo che si può giocare diversamente e per fare questo occorre semplicemente un atto di coraggio: rompere gli schemi. E ci si riesce soltanto se lo si fa in concreto: nel comportamento quotidiano, per scrollarsi di dosso limiti sociali, nel pensare, per utilizzare funzioni mentali che non avevamo mai usato, nel percepire, per ampliare la nostra immagine della realtà, nel progettare, nel decidere, nel premiarsi, nel superare i propri standard, così da poter cominciare a creare in maniera nuova tutto il proprio mondo.
  • l'accorgersi delle realtà fattuali, invece che del sentito dire o delle aspettative
  • la capacità di porsi le domande (giuste), e di utilizzare i cosiddetti "programmi aperti"
  • l'abilità di isolarsi, di raggiungere un'autonomia anche in mezzo alla gente
  • l'uso del "sogno a occhi aperti" per individuare obbiettivi e progettare
  • l'utilizzo del "sogno guidato" o "sogno lucido"
  • varie forme di brainstorming, ad alti livelli di intensità
  • il confronto con il "critico interiore"
  • la capacità di invertire la progettazione ("prova il contrario")
  • la capacità di progettare a partire dalla fine
  • la capacità di progettare con la mente altrui
  • la capacità di "insegnare i propri problemi", per prenderne le distanze
  • l'organizzazione di giornate full-immersion nei propri progetti
  • la capacità di utilizzare gli errori
  • la "ripartizione delle idee"
  • l'utilizzo delle aree a-temporali della coscienza, per l'elaborazione di progetti e per l'autoanalisi




  • 

    Il significato letterale del termine eresia (che deriva dal greco airesiV, airesis) significa "scelta"
    (dal verbo airew, scelgo, preferisco, approvo una opinione, eleggo una parte politica...).
    Il concetto di "airesis-scelta" è strettamente legato a quello di "dùnaton-possibilità",
    solo dove c'è l'una ci può essere anche l'altra. La scelta-possibilità è una
    delle indicazioni fondamentali del concetto di libertà e di libero arbitrio.


    L'eresia
    "è frutto di un po' di scienza e un po' d'ozio"(Voltaire),
     perché tipico del lavoro scientifico è lo scegliere
    e determinazione specifica dell'ozio è il sognare.



     "L'unico mezzo per non cambiare è quello di non pensare" 
    (Ernest Renan in L'avvenire della scienza)