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venerdì 22 marzo 2013

JE CROIS ENTENDRE ENCORE

Je crois entendre encore
Caché sous les palmiers
Sa voix tendre et sonore
Comme un chant de ramiers.
Oh nuit enchanteresse
Divin ravissement
Oh souvenir charmant,

Folle ivresse, doux rêve!
Aux clartés des étoiles
Je crois encor la voir
Entr'ouvrir ses longs voiles
Aux vents tièdes du soir.
Oh nuit enchanteresse
Divin ravissement
Oh souvenir charmant
Folle ivresse, doux rêve!
Charmant Souvenir!
Charmant Souvenir!




 
 
 
MI PAR D'UDIRE ANCORA da "I Pescatori Di Perle" (Georges Bizet)

Mi par d'udire ancora,
o scosa in mezzo ai fior,
la voce sua talora,
sospirare l'amor!
O notte di carezze,
gioir che non ha fin,
o sovvenir divin!
Folli ebbrezze del sogno,
 sogno d'amor!
Dalle stelle del cielo,
Altro menar che da lei,
La veggio d'ogni velo,
Prender li per le ser!
O notte di carezze! gioir che non ha fin!
o sovvenir divin!
Folli ebbrezze del sogno, sogno d'amor!
divin sovvenir, divin sovvenir!


lunedì 4 marzo 2013

tra vita&sogno, tra nous&ananke




Il matrimonio nei sogni può segnalare la presa di coscienza individuale verso qualche aspetto interiore o esteriore che può essere "integrato", che deve unirsi al sognatore per completarlo ed arriccihire il suo percorso.  Secondo Jung il matrimonio rappresenta la possibilità di unione e conciliazione del principio maschile e femminile presenti nella psiche del sognatore. Anima ed Animus che si cercano e si fondono in un atto rituale che suggerisce la possibilità di trovare un equilibrio fra le due istanze e poterle vivere con pienezza.

 
Cantico dei Cantici - cap.1
1 Cantico dei Cantici che e' di Salomone.
2 Baciami coi baci della tua bocca: le tue carezze sono migliori del vino.
3 I tuoi profumi sono soavi a respirare, aroma che si effonde e' il tuo nome: per questo ti amano le fanciulle.
4 Attirami dietro di te, corriamo! Fammi entrare, o Re nelle tue stanze: esulteremo e gioiremo per amor tuo, celebreremo i tuoi amori piu' che il vino. Come a ragione ti si ama!
5 Bruna sono, ma bella, figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come le cortine di Salomone.
6 Non badate se sono brunetta: mi ha abbronzata il sole. I figli di mia madre si sono adirati con me; mi hanno posto a guardia delle vigne, ma la mia, la mia vigna non ho custodito.
7 Dimmi, tu che il mio cuore ama, dove pasci il gregge? Dove lo fai riposare al meriggio, perche' io non sia come vagabonda dietro i greggi dei tuoi compagni.
8 Se non lo sai, o bellissima tra le donne, segui le orme del gregge e mena a pascolare le tue caprette presso le dimore dei pastori.
9 Alla cavalla del cocchio del faraone io ti assomiglio, amica mia!
10 Belle le tue guance fra i pendenti, e il tuo collo fra le perle.
11 Faremo per te orecchini d'oro con grani d'argento.
12 Mentre il Re e' nel suo recinto, il mio nardo effonde il suo profumo.
13 Un sacchetto di mirra e' per me il mio Diletto, riposa sul mio seno.
14 Un grappolo di Kofer e' per me il mio Diletto, nelle vigne di Engaddi.

15 Come sei bella, amica mia, come sei bella! I tuoi occhi sono colombe.
16 Come sei bello, mio Diletto, quanto incantevole! Anche il nostro letto e' verdeggiante.
17 Le travi della nostra casa sono i cedri, nostro soffitto i cipressi.

***
1 Il Cantico dei Cantici, e' il massimo componimento lirico, che e' di Salomone, che appartiene a Salomone (= colui che e' in pace-shalom- con Dio, o che e' stato restituito -shalam- da Dio), il Cantico appartiene cioe' a chi pro-viene da Dio, a chi "viene in pro" da parte di Dio, ed e' quindi "favorito da Dio", Il Cantico dei Cantici e' del "vezzeggiato" da Dio.
2 Il colloquio si svolge tra i due amanti, promessi sposi fin dall'inizio della storia umana: tra Daath, la Coscienza, l'Io Sono, il Verbo, il Se', che rappresenta lo Sposo e Malkuth (Malkah), la creatura, la personalita', la natura umana, che rappresenta la Sposa. I due si sono gia' conosciuti, perche' il Cantico e' di e "per" chi e' gia' Salomone; se non si e' tali, il Cantico non ci appartiene e per "averlo" occorre prima ottenere tale "giusta qualifica". Baciami con i baci della tua bocca: la promessa Sposa implora i baci del Se'; essa gia' li ha conosciuti e arde dal desiderio di ripetere l'esperienza inebriante dei baci e delle carezze del suo Promesso; queste elargiscono ebbrezze superiori a quelle del vino, che pure e' bevanda simbolica, spirituale, di verita' e di conoscenza, relativa alla veriditas (vitalita') e nettare peculiare della terra, in cui sono celati i misteri relativi alla vita e alla morte.
3 Respirare i profumi dell'Io Sono significa conoscerne la soavita' e aspirare l'aroma del Nome, significa conoscere La Parola, il Verbo: "In Principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio" (Gv. 1,1); per questo ti amano le fanciulle: (le fanciulle rappresentano le Sephiroth dell'Albero) esse sono tutte in attesa di conoscere lo Sposo per appartenerGli (v. Mt. 25, 1-13- parabola delle vergini savie e delle vergini stolte).
4 Attirami dietro di Te, corriamo: l'Innamorata chiede di poter percorrere il sentiero centrale dell'Albero, la Via della Freccia di Fuoco, per giungere subito al momento delle Nozze Mistiche, infatti dice: fammi entrare o Re nelle tue stanze: (vedi "Il Castello Interiore" di S. Teresa d'Avila) ma qui il tempo e' ancora prematuro; esultare, gioire, celebrare l'amore sono azioni viste nel futuro, come mete ancora da raggiungere. Come a ragione ti si ama: tuttavia la promessa Sposa e' consapevole della ragione, della giusta motivazione, del grande e infinito Amore che sente ardere in se'.
5-6 La Promessa si rivolge ora alle sue "amiche" (=figlie di Gerusalemme): esse sono le stesse fanciulle del v. 3, le altre Sephiroth dell'Albero, figlie di Daath (Gerusalemme celeste), ma anche figlie di Malkuth (Gerusalemme terrestre) e poiche' Gerusalemme significa citta' della Pace, abbiamo ancora un riferimento all'autore e unico fruitore del Cantico stesso: Salomone. Io son bruna, ma bella: l'autodescrizione rivela la profonda conoscenza di se' che deve avere la personalita' aspirante all'Unione col Divino; essere bruni, vuol dire essere stati abbronzati dal Sole, percio' in grado di sopportare le intemperie, vale a dire le prove della vita: la Bellezza (la conoscenza di Tiphereth) e' il risultato di queste esperienze correttamente vissute. La brunitura, simile a quella delle tende di Kedar e delle cortine di Salomone riporta al colore viola scuro o porpora, colore relativo alla "purificazione" ottenuta anche con la desertificazione: i figlidi mia madre si sono adirati con me, mi hanno posto a guardia delle vigne, essa e' stata lasciata in solitudine nella campagna, fatta custode delle fonti stesse del "vino"( dell'energia), le vigne, che ha saputo custodire, ma la mia, la mia vigna non ho custodito: la promessa Sposa ha custodito l'energia vitale dei "fratelli" (degli altri centri energetici) altro termine per indicare le Sephiroth dell'Albero, ma lei stessa, innamorandosi del suo Amato, ha perduto ogni controllo su di se', si e' perduta in Lui (nell'esperienza dell'estasi).
7-8 L'Amata e' alla ricerca dell'Amato, vorrebbe conoscere "Il Luogo" ove Egli va a pascolare il gregge: qui il Re si e' trasformato in Pastore: Daath, la Coscienza, il Se' rappresenta nel linguaggio simbolico cabalistico sia il Re delle citta', sia il Sacerdote-Pastore delle pecore, intendendo per citta' e per pecore sempre le Sephiroth dell'Albero, che Egli governa da assoluto Sovrano, allorche' l'Albero e' diventato Albero di Vita, come per chi e' Salomone. Essa, la personalita' teme di smarrirsi e di non saper riconoscere il "suo" Pastore. La replica alla sua domanda le arriva come risposta impersonale: mena a pascolare le tue caprette presso le dimore dei Pastori: conduci i tuoi sensi oltre il pensiero: nell'intuizione, nella meditazione, nel Silenzio.
9 Il Se' paragona la sua Amata alla cavalla del cocchio del faraone in un'immagine molto simbolica, che ci ricorda l'archetipo del "Carro", in cui l'Auriga (il faraone) e' lo stesso Se', il carro rappresenta il fisico e i cavalli (la cavalla) la psiche, l'anima; senza cavalli il Carro non potrebbe correre e l'Auriga rimarrebbe "fermo"...
10 –11 L'Amato ama la sua creatura di cui loda la bellezza, che Egli si propone di aumentare con ornamenti in oro e argento. L'oro e l'argento simboleggiano i "metalli" della realizzazione alchemica, del compimento dell'Opera, della celebrazione delle Nozze Mistiche, l'oro e' relativo allo spirituale e al fuoco-aria, l'argento e' relativo al vitale e all'acqua-terra, l'unione dei due opposti crea la perfezione, rappresentata graficamente dal Sigillo di Salomone.
12-17 E' qui descritta l'Unione dei due Amanti; non siamo alle Nozze Mistiche, ma solo ad un incontro amoroso in cui si produce un amplesso. Le immagini sono ricche di Eros, le descrizioni cariche di passione: il Re e' nel suo recinto, il mio nardo effonde il suo profumo: il fuoco-aria che penetra nell'acqua-terra produce tre tipi di profumo: quello del nardo, quello della mirra, quello del kofer; il nardo e' un profumo di radice, la mirra e' una resina di tronco, il kofer un fiore a pannocchia, bianco. L'incontro tra i due Amanti rende profumato tutto l'Albero; i tre mondi di Assiah (la radice), Yetzirah (il tronco), Briah (il fiore), vengono trasmutati nella loro "essenza" (=profumo) e la bellezza dell'Albero si riflette negli occhi dell'Amata, che divengono colombe (la colomba e' il simbolo della discesa dello Spirito sulla terra) ed Essa riconosce nell'Amato il suo "Diletto", letteralmente, il suo "Bambino adorato" (il Figlio), nella cornice della "Casa" dell'Amore: il letto florido (fiorito, ricco, ornato), le travi di cedro, il soffitto di cipressi, la Casa edificata con gli stessi materiali preziosi usati per la costruzione del Tempio di Salomone.
 


L’opera di Pavel Florenskij è percorsa dal pensiero simbolico («Per tutta la vita ho pensato a una sola cosa... il simbolo»), dal valore magico della parola, della bellezza e della liturgia e dal valore sacro della memoria, che è la presenza nel tempo dell’eternità. A cominciare dalla memoria dell’infanzia, che per Pavel aveva il duplice incanto di percepire integralmente la realtà e insieme di penetrare nella favola profonda del mondo. Il segreto della genialità, sosteneva, sta proprio nel saper custodire la disposizione d’animo dell’infanzia.
La ricerca del mistero può suscitare la passione della ricerca scientifica perché spinge oltre i confini del risaputo. Florenskij non si accontentava delle regolarità delle leggi naturali, perché ricercava sempre l’eccezione, l’inspiegabile: la sua vocazione alla mistica, al miracolo e al mistero diventava così la molla per l’indagine scientifica, per la scoperta e per il calcolo matematico. L’amore per il soprannaturale lo spingeva a non fermarsi all’evidenza, alle leggi ripetitive della natura ma a cercare, tramite l’eccezione, l’irruzione del noumeno nel fenomeno. «Fu il Disegno Divino a educarmi alla trepidazione di fronte ai fenomeni» e alla ricerca. La fede apriva in lui gli orizzonti dell’intelligenza anziché precluderli.



***
"Il termine greco che sta ad indicare il fato, moira, significa parte assegnata, porzione. Così come il fato ha solo una parte in ciò che succede, allo stesso modo il daimon, l'aspetto personale, interiorizzato della moira, occupa solo una porzione della nostra vita, la chiama, ma non la possiede."

  "La patria del daimon non è sulla terra; il daimon vive in uno stato alterato; la fragilità della carne è una condizione imprescindibile per la vita dell'anima sulla terra." "...ma è al cuore che spetta il coraggio di fare le proprie scelte." 
 "L'immagine del cuore può avanzare forti pretese e chiederci di essere fedeli."
(James Hillman)

***
Οι Ναυαγοί της Τρελής Ελπίδας (Αυγές)

Ricordando il De Vico dei corsi e ricorsi...
"Noi non siamo come loro!
... Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento… mi hanno proposto un’alleanza. Così ragionano!
Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico… noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta.
E’ un movimento che non può essere fermato… non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta… noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo… "ADOLF HITLER 1932 dal "Discorso alla Nazione"

SEMINARIO del THEATRE DU SOLEIL





















“Le Jeu Masqué”- DUCCIO BELLUGI VANNUCCINI - Théâtre Du Soleil  c/o  “Piccolo Teatro Guascone”




"Quando abbiamo a che fare con l'ignoto -e il futuro è l'ignoto - siamo costretti ad immaginare." (James Hillman)


[...]  il personaggio che Platone colloca nel punto centrale del mito (ER): Necessità, colei che ruota il fuso sul quale è avvolto il filo della nostra vita....La dea Ananke siede sul trono circondata dalle Moire, sue figlie, compagne e aiutanti. Ma è lei, Ananke, a stabilire che la sorte scelta dall'anima è necessaria: non un accidente, non buona o cattiva, non già nota né garantita, semplicemente necessaria. 
[...] Chi e cosa è Ananke? In primo luogo è tra le più potenti potenze del cosmo: Platone cita soltanto due grandi forze cosmiche: Ragione (nous, la mente) e Necessità (Ananke). Ragione risponde per ciò che possiamo comprendere, ciò che segue le leggi e gli schemi dell'intelletto. Necessità opera come una causa "mutevole", o come si traduce a volte, come causa "errante" o "erratica". Quando una cosa non combacia sembra fuori posto o strana, rompe lo schema consueto, allora, più probabilmente lì c'è la mano di Necessità. Pur determinando la sorte che viviamo, i modi in cui esercita la sua influenza sono irrazionali. Ecco perché è così difficile comprendere la vita persino la propria. La sorte della mia anima deriva dal principio irrazionale. La legge che l'anima segue è quella di necessità che è erratica. Non stupisce che noi lettori si sia attratti dalle biografie e dalle autobiografie: perché in esse si può intravedere come agisce nella vita umana l'irrazionale Necessità. Ma benché il dominio di Necessità sia assoluto e irreversibile, il suo determinismo è indeterminato, imprevedibile.
[...] Mentre eseguiamo un'azione, mentre compiamo una scelta, noi siamo convinti che vi siano delle opzioni. Opzioni agente, Scelte, Decisioni: sono gli slogan di cui si nutre l'Io. Ma se alziamo per un attimo gli occhi dall'azione in cui siamo impegnati e ci fermiamo a riflettere, ecco l'implacabile sorriso di Necessità, a dirci che, qualunque scelta compiamo, è esattamente la scelta richiesta da lei. Non poteva essere altrimenti. Nell'istante in cui la decisione accade, essa è necessità. Prima della decisione tutto è ancora aperto davanti a noi. Perciò, assurdamente, Necessità si fa garante solo del rischio: in ciascuna decisione rischiamo tutto, anche se poi che viene deciso diventa immediatamente necessario. (James Hillman, IL CODICE dell'ANIMA)
 

venerdì 25 gennaio 2013

tous dans une chanson

Les mots, les mots tendres qu'on murmure
Les caresses, les plus pures
Les serments au fond des bois
Les fleurs qu'on retrouve dans un livre
Dont le parfum vous enivre
Un souvenir qui me poursuit
Sans cesse
Un paysage si bien caché
Et dans un nuage le cher visage



Parole tenere, solo lievemente sussurrate; (la magia dell'incotro)
caste carezze, le più pure e rare (l'innamorarsi dell'alterità)
e le promesse, i giuramenti, quelli veri (della mia essenza)

sono i fiori ritrovati tra le pagine del libro (della vita)
il cui profumo m'ubriaca, mi scuote nel profondo (sento che in questo c'è tutto il me stesso unito, l'androgino tanto agognato)

E' il ricordo lontano d'un paesaggio nascosto
-di un mè tanto, tanto più antico-
che mi perseguita senza sosta (talmente alto è il desiderio di verità)

in tutto questo TU SEI ! ché infine, mi appari:
(approdo, casa, bellezza eterna, infinito amore, divina luce, soffio di vita, il Nulla, il Tutto)
eppure, (con te e in te scopro che anch'io SONO)
ti celi agli occhi (che su questo 'piano' non sono ancora pronti, sono come ciechi, in attesa della Sophia,la "pietra bianca" della conoscenza che rende capaci di sollevare il velo del mondo invisibile)
ti nascondi dentro una nuvola
(non ti mostri ancora in tutto il tuo abbagliante splendore)
pudica dea, (scoprirsi nudi terrorizza e affascina al contempo, ma tu temi di mostrarti anche per la tua enorme potenza che annienta sconvolge chi non è preparato a ricerverla)
velato hai il caro volto. (la felicità terrena è sempre offuscata e, del resto, la tua divina forza é sovrumana:agisce nel mondo come un mare incandescente, con imprevedibile potenza; ma grazie a te, mia bianca pietra che porti inciso il sacro nome, un giorno sarò degna di incontrarti faccia a faccia).

Tutti i diritti riservati
©


Toi qui, comme un coup de couteau,
Dans mon coeur plaintif es entrée;
Toi qui, forte comme un troupeau
De démons, vins, folle et parée,

De mon esprit humilié
Faire ton lit et ton domaine;
- Infâme à qui je suis lié
Comme un forçat à la chaîne,
Comme au jeu le joueur têtu,
Comme à la bouteille l'ivrogne,
Comme aux vermines la charogne,
- Maudite, maudite sois-tu!

J'ai prié le glaive rapide
De conquérir ma liberté
Et j'ai dit au poison perfide
De secourir ma lâcheté.
Hélas! le poison et le glaive
M'ont pris en dédain et m'ont dit:
«Tu n'es pas digne qu'on t'enlève
A ton esclavage maudit,
Imbécile! - de son empire
Si nos efforts te délivraient,
Tes baisers ressusciteraient
Le cadavre de ton vampire!»

Vampire - C. Baudelaire da I fiori del male (Spleen e ideale)
« Nessuno riesce a ottenere la perfezione mediante operazioni difficili e noiose;
 ma la perfezione si può acquistare facilmente mediante la soddisfazione di tutti
 i desideri » Guhyasamāja Tantra; citato in Mircea Eliade, Lo yoga, Op. cit., p. 197

“Se vai dal pensiero, porta il cuore con te. Se vai dall’amore, porta la testa con te. Vuoto è l’amore senza il pensiero, vuoto il pensiero senza l’amore.”(C. G. Jung, Libro rosso. Liber novus)   

La coppia divina è  intesa come l'unica divinità suprema, vista nei due aspetti trascendente (il maschile) e immanente (il femminile). La Śakti (Etimologicamente, śakti vuol dire "energia"), il polo femminile, altro non è se non la potenza del Dio, il suo aspetto immanente, la forza vivificante che opera nel mondo. Śakti è presente nell'essere umano come kuṇḍalinī, energia quiescente, che l'individuo può risvegliare e utilizzare per fini spirituali. Śakti è presente in ogni donna, nel senso che ogni donna è ritenuta rappresentare e possedere naturalmente l'energia divina. Da ciò deriva il posto in un certo senso privilegiato che la donna occupa nelle tradizioni tantriche. Secondo la tradizione vaiṣṇava del Sahajiyā  l'uomo e la donna sono ritenuti rappresentazioni concrete della coppia divina, in questo caso Kṛṣṇa e Rādhā, e l'unione sessuale ritualizzata è mezzo per il raggiungimento del samādhi. La kuṇḍalinī, forma concreta della Śakti, si trova normalmente inattiva nell'individuo, arrotolata (è questo il significato letterale del termine) nella zona perineale del corpo yogico. Secondo le dottrine yogiche del Tantra, questa kuṇḍalinī ha come meta suprema, proprio in quanto Śakti, il ricongiungimento con la controparte maschile, Śiva: è la riunione del maschile e del femminile, il ripristino dell'androginità originaria, la realizzazione nel microscosmo umano dell'Essere Supremo. Nei testi che spiegano le tecniche yogiche per la risalita della kuṇḍalinī, il linguaggio adoperato è ricco di metafore sessuali. Quando eseguito in accordo al Tantra il rituale sessuale culmina in una sublime esperienza di infinita consapevolezza, per entrambi i partecipanti. I Tantra specificano che il sesso ha tre finalità ben distinte - procreazione, piacere e liberazione. Coloro che cercano la liberazione evitano l'orgasmo frizionale per una forma più alta di estasi, e la coppia che prende parte al rituale si immobilizza in un abbraccio statico; diversi rituali sessuali sono raccomandati e praticati, comprendendo riti purificatori e preparatori elaborati e meticolosi. L'atto risulta in un equilibrio delle energie che scorrono nell'ida prāṇico nel corpo yogico di entrambi i partecipanti, il suṣumnā si risveglia e la kuṇḍalinī risale dentro di esso. Questo può infine culminare nel samādhi, dove le rispettive individualità di ciascuno sono completamente dissolte nella coscienza cosmica. I praticanti interpretano l'atto su molteplici livelli; i partecipanti maschio e femmina unendosi fisicamente rappresentano il Dio e la Dea, il principio maschile e quello femminile, e al di là del corpo fisico le due energie si fondono generando un unico indistinto.

« La fusione, quella della coppia Śiva e Śakti, è l'energia della felicità, da cui emana tutto l'universo: realtà al di là del supremo e del non-supremo, essa è chiamata Dea, essenza e Cuore [glorioso]: è l'emissione, il Signore Supremo. »

« Il corpo umano acquista nel tantrismo un'importanza mai raggiunta nella storia spirituale dell'India. Certo, la salute e la forza, l'interesse per una fisiologia paragonabile al Cosmo ed implicitamente santificata, sono valori vedici, se non prevedici. Ma il tantrismo porta alle estreme conseguenze la concezione secondo la quale la santità non è realizzabile che in un "corpo divino". »

« Per chi non sa questo, la propria consorte a cui deve unirsi giace incosciente, ma così conosce, sa che essa è la consorte interiore, ben desta, la shakti con cui compiere la propria unione. L'effluvio di beatitudine che è prodotto dall'amplesso della coppia divina del Supremo Shiva e la Suprema Dea, questo è l'unico e vero significato dell'unione sessuale. Chi in altro modo si unisce a una donna, non è altro che un animale che copula. »

domenica 9 dicembre 2012

Voglio


 
Volli, sempre volli, fortissimamente volli



L'importante è far convivere i due stati di coscienza:
 presenza&sogno, gratitudine&desiderio, appagamento&fame.
Spesso crediamo che per fare qualcosa, soprattutto qualcosa di importante per noi, ci debbano essere tutte le condizioni necessarie perchè questo possa succedere. E così aspettiamo il momento giusto, aspettiamo di sentirci pronti, aspettiamo di avere abbastanza tempo, aspettiamo di essere sufficientemente sereni... tra le pieghe dell'attesa e del procrastinare c'è la trappola: "Ma dove credo di andare? Cosa mai credo di poter fare io?" Si può fare. Si può essere profondamente grati per la propria vita e al tempo stesso procedere verso un obiettivo migliore e più vicino ai nostri sogni. Si può essere assolutamente consapevoli e soddisfatti delle proprie condizioni e comunque aspirare a ciò che ci sta davvero a cuore. Questo è ciò che significa diventare interi. Significa gratitudine senza limiti, ma anche senza porsi limiti. Soprattutto senza temere di continuare a sognare. Perchè amare&godere la vita, significa averne fame e sentirsi nutriti al tempo stesso. Significa riconoscere le tue preferenze e i desideri che emergono nel tuo cuore senza sensi di colpa. Abbandona la mente. Sentiti. Tu vuoi! Tu puoi! E' un atto di dignità verso te stessa e tu te lo meriti.
Accogliere ciò che davvero c'è nel tuo cuore è come invitare a braccia aperte il tuo potenziale. E' un richiamo che dice: "Vieni fuori, vieni fuori, ovunque tu sia...".Esprimi con coraggio il tuo vero atto di volontà(un grazie di cuore a Barbara)

"...la sola giusta cosa che il soggetto può fare è di trattare Anima come una persona autonoma, e di rivolgerle domande personali. E intendo questo come una vera e propria tecnica... L’arte consiste semplicemente nel lasciar parlare la nostra invisibile interlocutrice. Bisogna coltivare l’arte di conversare con noi stessi..."- Carl Gustav Jung, "Opere" VII -

"La moderna filologia accademica disapprova lo studio comparato dei motivi e considerano esacrabile confrontare una figura mitica con quella di un'altro periodo... Per la psicologia del profondo temi e personaggi della mitologia non sono semplici oggetti di conoscenza , ma realta' viventi dell'essere umano, che esistono come realta' psichiche . La psicologia del profondo si rivolge alla mitologia... non tanto per impare sugli altri nel passato quanto per conprendere noi stessi nel presente" (Hillman, saggio su Pan)

"Nei miti vediamo rappresentati gli istinti dell'uomo, istinti che agendo plasmano un' immagine dell'azione... Quando trasformiamo quelle immagini incidiamo profondamente anche nei nostri comportamenti ..."

 

 51. Che il fallimento e la pena non devino dagli adoratori. Le fondamenta della piramide furono tagliate nella viva roccia prima del tramonto; pianse il re all'alba, dato che la parte superiore della piramide non era ancora stata estratta nella distante terra?
52. Vi fu anche un canticchiante uccello che parlò alla vipera cornuta, e la pregò che gli desse il veleno. E il grande serpente di Khem, il Santo, il regale serpente Uraeus, gli rispose dicendo:
53. Navigai sul cielo di Nu sul carro chiamato Milioni-di-Anni, e non vidi nessuna creatura su Seb che fosse uguale a me. Il veleno della mia zanna è l'eredità di mio padre, e del padre di mio padre; come potrò io darlo a te'? Vivi tu e i tuoi figli come io e i miei padri abbiamo vissuto, anche per centinaia di milioni di generazioni, e potrà darsi che la grazia dei Potenti possa concedere ai tuoi figli una goccia del veleno dell'antico.
54. Allora il canticchiante uccello si afflisse nel suo spirito, e volò verso i fiori, e fu come se nulla fosse stato detto fra loro. Tuttavia in breve tempo un serpente io colpì e così egli morì.
55. Ma un Ibis, che meditava sulle rive del Nilo, ascoltò e intese il magnifico dio. E abbandonando le sue fattezze d'Ibis, divenne come un serpente, e disse: Forse in un centinaio di milioni di milioni di generazioni di miei figli, essi otterranno una goccia del veleno della zanna dell' Eminentissimo.
56. E guarda! prima che la luna crescesse tre volte egli divenne un Serpente Uraeus, e il veleno della zanna fu fissato in lui e nel suo seme proprio per sempre e per sempre.
Liber LXV, Cap. V
 Scoperto sulle Alpi Svizzere. E adesso veniteci a raccontare che la hanno fatto due allegri boscaioli senza lasciare una sola impronta...
 
"l'amore dura finchè non ci si integra con gli aspetti dell'altro...ci si innamora delle persone che sono speculari perchè ci servono a integrare e bilanciare se hai integrato quelle parti è giusto che l'amore finisca per permettere che si affacci il nuovo vuol dire che dobbiamo lavorare su altri aspetti...e soprattutto ci sono periodi in cui dobbiamo semplicemente stare...è sempre sofferente il cambiamento credo sia così anche per la muta o per il passaggio da bruco a farfalla...la vita ci insegna ogni giorno il cambiamento ed è sempre sofferto...la nascita ci fa piangere per il dolore dell'aria che per la prima volta entra nei polmoni...il lutto...la fine di un amore (che è paragonato al lutto)...e tutto questo per farci abituare al nostro passaggio finale quando arriverà la morte...ma ci insegna anche che tutto è ciclico e che noi non abbiamo fine quindi dopo la sofferenza arriva la gioia" (levonah - genki)

I discepoli dissero a Gesù:
-Dicci quale sarà la nostra fine!
Gesù rispose:
-Voi che avete conosciuto il principio perchè vi proccupate della morte?
Infatti dove è il principio là è la fine.
Felice colui che vive sempre nel principio e sa cos'è la fine e non assaggerà le morti.

martedì 2 ottobre 2012

radici: tra terra e acqua bagnarsi d'A-more



Il meteo: Poppea riporta il freddo e la pioggia

"Mi metto in silenzio e mi dispongo all’ascolto, c’è un ampio quadro in apertura, una finestra in un quadrato di luce e ombra dov’è rintanato il lupo del tempo e serve attenzione, serve porsi controvento, potrebbe annusare la presenza… già  qualcosa manca , c’è stata una rimozione e bisogna scandagliare gli spazi!"

E' pieno giorno potrebbero essere le tre, al massimo le quattro di pomeriggio. Mi trovo in una zona di campagna o collina: sono seduta per terra in una antica stradina di pietra che prosegue in modo lievemente scosceso davanti a me. Sono seduta nella posizione del loto (o della piramide) con le gambe incrociate. Sento l'acqua che mi cade addosso sempre più fitta é una bella sensazione di acqua che lava via, che mi rinfresca e mi ritempra.
Mi sento bene. Sono certa che nonostante questa pioggia non mi ammalerò.
L'acqua mi entra negli occhi, mi appiccica i capelli al volto e mi infradicia fino alle ossa, ma continuo a stare bene.
Ora mi sento spuntare le radici dai piedi che vanno a radicarsi -crescendo rapidissimamente- sempre più a fondo nel terreno, insinuandosi tra i sassi e le pietre a cercare la nuda terra ed io sono una pianta verde che gode di quest'acqua benedetta. L'attenzione si sposta proprio sull'acqua. La vedo scorrere via davanti a me, insinuarsi sopra la pietra e tra le fessure della terra. Scorrere come un ruscello sempre più velocemente verso la sua mèta... che non conosco in questo momento, ma mi sento trasformare in quest'acqua e ne ho paura. Temo di perdermi, di dissolvermi nel nulla e cerco di rientrare velocemente nel corpo.
Non ho pensieri da lasciar andare sono solo concentrata sull'acqua che scorre.
Nel cielo vedo una stella a cinque punte che forma una lettera A seguita dalla scritta MORE:...AMORE.  La parola amore mi spaventa e cerco di dargli subito altri significati: le more (i frutti)...o more nel senso di ANCORA ( in inglese) che può anche voler dire àncora. Ovvero che mi devo ancorare alla terra.


MORE

C’è una vecchia chiamata Dipsa. Trae il suo nome dai fatti:
Non è mai riuscita a vedere la madre del nero Memnone sui cavalli rosati senza essere ubriaca.
Conosce la magia gli incantesimi di Ea e con la sua arte fa risalire alla sorgente le acque correnti.
Sa bene quale sia il potere delle erbe, quale il potere del filo attorcigliato dal rombo che gira, quale il liquido delle cavalle in calore.
Al suo volere in tutto il cielo si addensano nuvole, al suo volere il cielo risplende sotto la limpida volte celeste.
Io ho visto, se qualcuno mi crede, le stelle grondare sangue; la faccia della luna era rosso sangue.
Ovidio, Amores I 8,1-18

The Love Potion , Evelyn de Morgan
quanto coraggio ha chi è sempre totale
in tutto ciò che dice e in tutto quello che fa

(levonah)

N.B. :  pentacolo: simbolo sacro nella pratica dei culti legati alla dea pagana Venere, incarnazione della forza, della bellezza e soprattutto della sessualità mistica, è una rappresentazione del microcosmo e del macrocosmo, combina cioè in un unico segno tutta la mistica della creazione, ovvero tutto l'insieme di processi su cui si basa il cosmo. Le cinque punte del pentagramma interno simboleggiano i cinque elementi metafisici dell'acqua, dell'aria, del fuoco, della terra e dello spirito. Questi cinque elementi sintetizzano quelli che sono i gruppi in cui si organizzano tutte le forze elementali, spiritiche e divine dell'universo. Il rapporto tra i vari elementi è detto essere una riproduzione in miniatura dei processi su cui si basa il cosmo. E' rivolto verso l'alto, in quello che è il suo orientamento tradizionale. Lo spirito posto in alto simboleggia il rapporto che deve intercorrere tra la spiritualità e il mondo materiale, in cui la prima deve prevalere. Infatti questo processo inizia dall'elemento dello spirito, il quale si manifesta dando origine a tutto ciò che esiste. La creazione si verifica partendo dalla Divinità e scendendo verso la punta in basso a destra, simboleggiante l'acqua, ovvero la fonte primaria e sostentatrice della vita sulla Terra. Dall'acqua ebbero origine le primissime forme elementari di vita, le quale poi evolsero con il passare dei millenni staccandosi dall'elemento primordiale. Dall'acqua il processo creativo risale verso l'aria, la quale rappresenta le forme di vita sufficientemente evolute da potersi organizzare da sole, prendendo coscienza del proprio se. Questi esseri, dalla loro innocenza originaria, si evolvono e si organizzano moralmente e tecnologicamente, procedendo lungo la linea orizzontale verso la terra a destra. La terra simboleggia il massimo grado di evoluzione che un'epoca può supportare, quando questo diviene troppo ingente avvengono delle ricadute, sotto vari punti di vista, ma innanzitutto sotto il profilo spirituale. L'essere si allontana dallo spirito, degradando verso il basso, il fuoco, simboleggiante l'apice della degenerazione. In seguito alla depressione avviene però sempre una ripresa, un ritorno alle origini, in questo caso allo spirito, l'essere umano riscopre la spiritualità. Esso è dunque una riproduzione in miniatura del processo creativo e immanente che regge l'universo. Oltre a rappresentare il rapporto tra il mondo divino e quello fisico, è anche una rappresentazione della figura umana. Facendo riferimento al celebre Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci appare evidente la rappresentazione schematizzata di un corpo umano con braccia e gambe divaricate. Il cerchio che attornia il pentagramma sta poi a simboleggiare l'infinito; dunque questa alternativa interpretazione simboleggerebbe la relazione che accomuna l'uomo all'infinitezza dell'universo e alla sua valenza mistica, ovvero la Divinità. Le tre punte superiori, inoltre, rappresentano i tre aspetti attraverso cui si manifesta la Divinità, ovvero la Dea triplice del Druidismo e della Wicca, sebbene il concetto di divinità tripartita sia comune a molte tradizioni pagane e anche indo-europee. Le punte inferiori rappresentano invece il Dio nei suoi due aspetti di fertilità e divinità dell'aldilà. I due spazi contenuti tra le tre punte superiori, sommati allo spazio contenuto tra le punte sottostanti, sempre ad interpretazione druidica e wiccan, rappresentano i tre gradi del rito iniziatico, mentre i restanti spazi laterali sono la rappresentazione dei due principi cosmici della Wicca, il maschile e il femminile, il Dio e la Dea, dall'interazione dei quali scaturisce tutta la manifestazione.

domenica 2 settembre 2012

da Atlantis... alla milonga




che notte movimentata stanotte...ho sognato che venivamo invasi dall'acqua e non c'era scampo per nessuno...l'acqua entrava dalle finestre, e con grande forza, ma quando ormai credevo di morire, mi ritrovavo, con tanti altri come me, tutti che riuscivamo a respirare nell'acqua e quindi a vivere...e tutti meravigliati di questa nuova sconvolgente dimensione di vita...tutti noi riuscivamo a comunicare attraverso il pensiero e tutto diventava meraviglioso...nuovo, bellissimo...le case, le cose...tutto trasformato...peccato che non ricordo più tutti i particolari del lunghissimo sogno anche se mentre sognavo,  dicevo a me stessa che dovevo ricordarmelo in tutti i particolari...invece l'ultimo sogno del mattino era sul tango (eravamo in una sala enorme con tanta gente sconosciuta ed io - come al solito - restavo senza ballerino e tute le donne ballavano meglio di me...quindi mi sono svegliata con un senso di disagio)...

mercoledì 22 agosto 2012

viaggio


"Il bianco ed il nero hanno un loro significato, una loro motivazione e
quando si cerca di eliminarli, il risultato é un errore: la cosa più logica
é di considerali come dei neutri: il bianco come la più luminosa unione
dei rossi, azzurri, gialli più chiari, e il nero, come la più luminosa
combinazione dei più scuri rossi, azzurri e gialli."Van Gogh




Ho sognato che andavo in gita e c'erano due pullman enormi color argento metallizzato diretti nello stesso posto. Poteva essere la riviera ligure, almeno apparentemente. Poi, al ritorno, le loro strade si dividevano perché provenivano da città/luoghi diversi. Io facevo parte di una di queste due comitive che comunque si conoscevano entrambe. Ricordo poi di aver fatto parte una specie di banchetto in cui, da un membro della comitiva, mi veniva chiesto di contribuire con parti del mio corpo. Al momento mi fidavo ciecamente di questa persona che credevo amica e mi sottopongo al trattamento. Lui stesso, con un bisturi affilato, mi viviseziona (sempre dal retro del corpo): la coscia destra, il polpaccio sinistro, la milza e il polmone destro, poi rimette a posto tutto come fossero tanti coperchi rettangolari i vari lembi di pelle (senza cucirli) e non resta che un lievissimo segno rosso a disegnare il perimetro dei quattro rettangoli ritagliati. Apparentemente, all'esterno il mio corpo è integro, ma io sento tutto il disagio della mancanza dei miei organi interni (muscoli, arterie, sangue ecc.) avverto in tutto il mio essere una grande mancanza e soffro di una sofferenza indicibile -solo in parte fisica, in quanto mi sento debolissima e privata della mia energia - ma soprattutto morale per aver capito troppo tardi la beffa infingarda e reproba di chi credevo essermi amico.

lunedì 20 agosto 2012

l'ultimo papa?




ho fatto un sogno molto strano.
mi trovavo in vaticano.
in una stanza attigua alla basilica c'era una specie di indovino.
era un bambino/vegliardo; un essere privo di età ma con il corpo di bambino di pelle scura, privo di capelli e dall'aspetto inquietante - quasi sempre a letto (probabilmente cagionevole di salute).
mi avvicino per ricevere previsioni su di me ed ho con me mio figlio di circa 7 anni - più o meno l'età che dimostra il mago indovino.
all'improvviso lui è in piedi e non si dedica più a me, ma prende mio figlio: gli fa una specie di strano esorcismo gettandolo a terra violentemente e gli alita rumorosamente in bocca, poi si rivolge a me dicendo che dopo 16 anni di seminario diventerà presbitero e ci manda via.
resto perplessa perchè di me non dice assolutamente nulla, ma ci fa capire che non possiamo ottenere più di quello che ha già sentenziato.
mi trovo poi in sacrestia e con me c'è anche mia zia (sorella di papà che attualmente ha 95 anni, ma nel sogno probabilmente ne aveva 75 circa) e sento un forte odore d'incenso.
mi capita tra le mani un libro che trovo nel ripiano di un inginocchiatoio.
è del precedente papa e parla di tuttti i segreti del vaticano, soprattutto delle brutture perpetrate dalla chiesa specie nei suoi anni di pontificato.
mi si avvicina un alto prelato secco e  rugoso che mi dice trafelato che i tempi sono ormai maturi per la chiesa...




Chi lotta con i mostri
 deve guardarsi di non diventare,
 così facendo, un mostro.
E se tu scruterai a lungo in un abisso,
 anche l'abisso scruterà dentro di te.
(Friedrich NietzscheAl di là del bene e del male)

sabato 11 agosto 2012

mio...sogno




Banale dire:
Mi manchi!

se nell'ocho
adelante
non t'assaporo

non...ancora...


Sai, l'attesa
è 'panna e cannella'*
quando

nella notte
-come in questa-
 tu m'appari

Tutti i diritti riservati
©


Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni. (E. Roosevelt)


*è il sapore dei miei ricordi più dolci di bambina
quando, con la mano ben stretta a quella di mia madre,
andavo alla vechia latteria di  via Luccoli (nei vicoli di Genova ,
tra vico Casana e piazza Soziglia, nel cuore del cuore del centro storico,
tra i carrugi dagli odori intensi dove si trovano le botteghe più antiche della città) 
a gustarmi il più  squisito dei krapfen con la panna...per non parlare della panera
(ed era fantastca anche quella della di "Guarino"in Spianata Castelletto -
 e, per arrivarci a  piedi, si prendenva l'ascensore da Piazza del Portello).





I desideri stavano strappandomi l’anima.
Potevo viverli, ma non ci son riuscito.
Allora li ho incantati.
E a uno a uno li ho lasciati dietro di me…
Ho disarmato l’infelicità.
Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri.
Se tu potessi risalire il mio cammino,
li troveresti uno dopo l’altro,
incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta
di questo viaggio strano che
a nessuno mai ho raccontato se non a te.

martedì 3 luglio 2012



«Il prezzo di una cosa è la quantità di “vita” che occorre scambiare per ottenerla»  — H.D. Thoreau —



"La mia vita era davanti a me, chiusa, sigillata come una borsa, eppure tutto ciò che vi era dentro era incompiuto.
Un istante, cercai di giudicarla. Avrei voluto potermi dire: "E' una bella vita".
Ma non si poteva formulare un giudizio su di essa, era un abbozzo; avevo passato il mio tempo a rilasciare cambiali per l' eternità, non avevo capito niente..."    Jean Paul Sartre




n. b. questa notte ho sognato che c'era una riunione (gigantesca) di famiglia e i miei antenati (non avrei saputo distinguerli perchè sembravano tutti dei ventenni e quasi tutti maschi, ma sapevo che tutti loro erano i miei parenti) erano disposti come in una foto di quelle che si usava fare a scuola, su piani diversi
(ovvero alcuni in piedi ed altri seduti -probabilmente le donne)  in modo che tutti fossero ben visibili ma il fatto sctrano è che erano tutti a lutto, completamente vestiti di nero...

devo preoccuparmi?!?

"Dobbiamo morire. Morire dobbiamo. Queste le parole laconiche e striminzite, oltre che cimiteriali, che si scambiano i frati trappisti ogniqualvolta si incontrano.  Niente Ciao, come stai. Niente Buongiorno o Buona Sera. Niente Arrivederci o Stammi bene. Nella sostanza hanno anche ragione. La vita è caratterizzata dopotutto dalla nascita e dalla scomparsa, da una stazione di partenza e da una di arrivo.  Può capitare a tutti di morire. Il distacco tra la vita e la morte è uno iato sottilissimo, paragonabile a una membrana trasparente, a un filo fragile e delicato come un capello. Tre banali minuti di blocco respiratorio e da vivi, pensanti, parlanti e pimpanti, diventiamo un cadavere freddo e stecchito, pronto a disfarsi con quattro vermi addosso. Il nostro sangue, il nostro conto in banca, i nostri amati muscoli, le nostre esperienze, i nostri affetti, la voglia di mangiare fichi, durian e manghi, la voglia di trovare un fungo porcino o un ovulo buono, il desiderio di amare o semplicemente di accoppiarsi con qualche essere eccitante, tutto vanificato".




“Il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare.” Sono parole di Sigmund Freud, contenute nel saggio “Il perturbante” (1919). In tedesco il termine è Das Unheimliche: una sensazione di familiarità ed estraneità, un misto di angoscia, confusione e paura. È il terrore di qualcosa che percepiamo come spiazzante, che ci inquieta perché in parte ci è noto: qualcosa di latente, sotterraneo e stagnante: uno spaesamento intellettuale, una dissonanza conoscitiva tra estraneità e familiarità. È il termine ideale per esprimere il sentimento associato alle opere di Edvard Munch: ecco la ragione del titolo della mostra “Edvard Munch e il Perturbante”. La rassegna scandaglia gli abissi dell’immaginazione artistica, aprendo visioni dell’invisibile, squarci vertiginose su un mondo occulto di sogni, incubi e fantasmi e sulle profondità dell’inconscio. Opere come “Le Carceri” di Giovanni Battista Piranesi, e  opere di  Ensor, Böcklin, Moreau, Ensor, Kubin, Schiele e naturalmente Munch. Quadri come “Angoscia”, “L’urlo”, “Il vampiro”, sono intessute di Unheimliche. Se per Freud il maestro del perturbante in letteratura era l’autore tedesco E.T.A. Hoffmann, con il suo “Uomo della sabbia”, tracce “pittoriche” di Unheimliche affiorano nei capolavori di Dürer (“Il cavaliere, la Morte e il Diavolo”), nelle opere di Bosch, nello straordinario “Incubo” di Füssli, che è una magistrale rappresentazione delle paure dell’inconscio collettivo. (n.b. il perturbante è anche il doppio- vedi libro di Carotenuto)
Anche i robot, come le protesi, ricadono nel perturbante, se la risposta emotiva inizialmente è positiva nel caso di automi antropomorfi semoventi e aumenta consensualmente alla crescente conformità degli automi alle fattezze umane, questo vale solo fino al un punt, il punto in cui l'eccessiva somiglianza produce una brusca flessione ("zona perturbante") del gradimento e tende ad assumere valori negativi che corrispondono alle sensazioni negative di repulsione e turbamento.

martedì 29 maggio 2012

sogno

Tutto ciò che abbiamo intorno a noi è frutto del Sogno Collettivo. L’Intento degli altri e unito al nostro e diminuisce la sua presa. Ci sono momenti come la notte o il sonno in cui l’attenzione degli altri su di noi è minore.  La nostra fantasia onirica ha creato attraverso la mente o ego (Lucifero Caduto) la Terra, i pianeti, le stelle e le galassie e, non potendo andare oltre, non troveremmo che il Nulla.
Studiamo gli atomi, la materia, rincorriamo il nostro sogno, del sogno del sogno (Ouroboros) ma è sempre la Kundalini come Potere di Maya a creare l’illusione di noi stessi. In questo modo commutiamo le fibre luminose del nostro essere energia in vasi sanguigni, nervi ecc. Non facciamo che indagare attraverso la Via Lunga dell’Alchimia, il mondo dualista che ci siamo creati, lo Yin e lo Yang nel numero di Spin. La nostra parte analogica, quello che chiamiamo inconscio, già opera sottilmente. Il Maestro del Sogno infatti è una interferenza della nostra realtà. Quando in un sogno in cui tutto scorreva normalmente all’improvviso entra in gioco un evento, un personaggio o qualsiasi altra intrusione che nulla c’entrava col nostro episodio onirico. A contatto ravvicinato con un Maestro del Sogno, la nostra Consapevolezza cambia. La Dottrina del Risveglio non indica uno stato di Illuminazione qui. E' un Risveglio vero e proprio. Noi stiamo effettuando il sogno o l'incubo della nostra vita (per il nostro sogno collettivo esiste un canovaccio di nascita, vita e morte) poi ci risvegliamo nel nostro letto, le immagini stesse si sfuocano, si allontanano dalla memoria, era tutto un sogno, ora siamo svegli. Ecco cosa vuol dire risvegliarsi. Naturalmente esistono risvegli parziali e Risvegli Totali… posso risvegliarmi in un Angelo, in un Arcangelo, in un abitante di un altro Pianeta. Noi saremmo Stelle (Nuclei Divini) trapiantati in un essere Elementale (Primati) con l'effetto di creare un ibrido bestial-divino, il satiro, l'Uomo. In pratica, gli Antichi dei Stellari (I Maestri Invisibili) instillarono una parte di loro nel primato o in altre occasioni in insetti, rettili, anfibi….creando il Satiro… poi, generato l'Uomo Sapiens, ebbero un essere che poteva ospitare le altri parti di se stessi. Ecco l'Evoluzione umana! Questi processi non avvengono meccanicamente ma attraverso il Risveglio dei Sogni ed ogni Sogno Speciale è un Piano Sottile della Luce Astrale. 
La Materia è una Luce Astrale così intessuta da essere fortemente condensata. (Attivazione del Sacro Angelo Guardiano o Maestro Invisibile, la cui espressione celeste nel cielo di Assiah (l'universo fisico) sono proprio le Stelle e i Maestri del Sogno sono Esseri che si ricordano di essere stati nella vita terrena ed aiutano altri Fratelli, riaddormentandosi coscientemente fino ad entrare nei nostri sogni e lavorare sui nostri Corpi Sottili. Una particolare gerarchia di Maestri del Sogno o Maestri Invisibili disincarnati passa sotto il nome di Fratellanza Bianca. Occorre affrontare prima di tutto il Mercurio Cosmico, che fa vedere quello che vogliamo vedere, questo passa sotto il nome di Riflesso di Sé! Poniamo sempre attenzione al nostro maggior nemico è sempre in agguato nel luogo più letale: la mente!  L'Amore Cosmico è quello dei Fratelli Celesti per Svegliare Tutti e restaurare il Regno Divino. Anticamente si divisero anche nel Fuoco Celeste e in Fuoco Infero, ma il vero nemico è sulla terra e vuole tenere separati i due aspetti...si chiama il piccolo ego, un nano che vive nel Dualismo. Riconoscendo il Divino in noi, possiamo invece svegliarci da questo piccolo ego. Anche se in maniera ancora  molto grossolana, tutte le dottrine emergenti sono raggi di energia per destare le Coscienze. I veri Iniziati non si incontrano nella pluralità di tanti seminari oggi in circolazione, queste sono solo persone (bravi mercanti) che usufruiscono dell’esigenza di sapere dell'occidentale odierno. 
La scienza odierna, purtroppo come la medicina allopatica, non è olistica.
Ogni Uomo e ogni Donna è una Stella! 
Nella antica tradizione egizia la Kabs (la Stella) è il nucleo divino nell'uomo che, attraverso le incarnazioni, segue una rotta ben definita e individuale nell'insieme collettivo. Iside è la vita naturale, a cui sopraggiunge la morte (Apophis) e da cui risorge Osiride, per immergersi nuovamente nella Iside terrena. Nell'Oblio del mare dell'inconscio in cui si immerge vita dopo vita (Amon-Ra), solo Vincendo il Drago Nero della morte (Apophis) praticando la Via Iniziatica, l'Individuo potrà risorgere come Osiride Horusiaco, cioè Horus (Dio che è Risorto) che era chiamato in tale frangente Harmakhu che significa Horus della Stella che Risorge in Orione.  Il Cristianesimo è in realtà un Culto Egizio Solare, a due livelli iniziatici, il Logos Solare planetario e il Logos Galattico (Sole Superiore - Sirio). Nell'Universo Eterico la Sfera di Tiphereth (Vedi Albero della Vita) è la Sfera Arcangelica, quando l'uomo raggiunge l'Io Solare raggiunge la coscienza del suo Angelo Guardiano o angelo custode, la Stella Divina non risiede più nelle tenebre del corpo e anima mortale, ma karmicamente si è trasferita nella zona di potere cosmico relativo alla natura Angelica. Questo Arcangelo è Il Maestro invisibile, è il Nostro Io Superiore, che nell'Universo Sottile è una Entità, nell'Universo Materiale (Malkuth) si manifesta come Stella del firmamento. La manifestazione fisica dei Maestri Invisibili sono le Stelle.. i Centri di Potenza nell'Universo, sono le Galassie... Gradi di Fratellanze Cosmiche. 
E' noto che le stelle nascono da un solo elemento primario, l'Idrogeno, il cui numero atomico è 1. 
La manifestazione materica dell'Assoluto, l'Atomo di Dio.  L'UNO e il TUTTO in qualità di Creatore.