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venerdì 3 maggio 2013

Mesdames et Messieurs, faites vos jeux s'il vous plaît.

 Les jeux sont faits, rien ne va plus!


"L'anima è come un seme che deve germogliare e svilupparsi. Può essere acquisita soltanto nel corso della vita; non solo, ma è un gran lusso, riservato a pochissimi uomini. La maggior parte della gente trascorre tutta la vita senz'anima, senza padrone interiore. Per la vita ordinaria, l'anima non è affatto necessaria"  Georges Ivanovič Gurdjieff
"L'anima è come un seme che deve germogliare e svilupparsi. Può essere acquisita soltanto nel corso della vita; non solo, ma è un gran lusso, riservato a pochissimi uomini. La maggior parte della gente trascorre tutta la vita senz'anima, senza padrone interiore. Per la vita ordinaria, l'anima non è affatto necessaria" Georges Ivanovič Gurdjieff
Il treno del vero motivo della nostra esistenza è stato deviato, è avvenuto sin dalla nascita, attraverso i condizionamenti ricevuti, in direzione di una personalità (maschera) e di un ego che non solo non rispecchiano ciò che siamo realmente, ma innescano una serie di meccanismi che hanno la loro manifestazione in un dialogo interno incessante tra i vari sé (i voladores di Castanediana memoria), capaci di creare una vera prigione per la nostra mente e per il nostro Essere. Questo ci porta a fare scelte e ad attuare gesti tesi ad occultare costantemente la  nostra vera natura, producendo comportamenti che sono solo il frutto di un rapporto con noi stessi a dir poco inesistente, nullo. Ci disegniamo sempre come vittime delle situazioni : "non piaccio a nessuno", "sto sulle scatole a tutti",  "il capo mi odia", "mi deridono", "sparlano di me", "mio figlio non mi rispetta", "mia marito mi tradisce perché non mi ama abbastanza", "faccio un lavoro da travet mentre merito molto di più" "sono sottopagata" e via dicendo senza capire che l'unico motivo per cui le cose ci accadono è perché noi lo vogliamo,  perchè non facciamo nulla per evitarle. Partendo dalla salute fino ad arrivare ai rapporti umani.  Non siamo più padroni della nostra vita perché siamo abituati ad andare con innestato il pilota automatico , perché ci fa comodo, perché ci deresponsabilizza . Questo nostro problema si riflette inevitabilmente sul rapporto che abbiamo con l'altro e con la natura. E ,un essere del genere, dotato dell'intelletto,  ma con un rapporto con se stesso pessimo che tipo di mondo potrà mai costruire? proprio il mondo che vediamo sgretolarci tutt'intorno oggi! Siamo in una prigione e l'unico modo che abbiamo per evadere è quello di capire di cosa siamo schiavi. Prendere in pugno la situazione, metterci al comando, diventare bravi amministratori del nostro condominio interiore. Diventare consapevoli, applicare la visione lucida e Stare!
Il mondo è così perché noi siamo così: i messaggi sono chiarissimi e lo sono sempre stati ma è tutto inutile se non comprendiamo che le scelte devono essere radicali e personali, riguardanti ogni aspetto della nostra vita, e che quello che noi facciamo nel nostro piccolo è un azione grande che si ripercuote come un "volo d'ali di farfalla"(vedi 'effetto farfalla'). Non c'è nessuno che può salvare il mondo escluso noi. E se i cinesi stanno colonizzando il pianeta è perchè hanno avuto degli ottimi insegnanti. La questione è che i mezzi di adesso sono molto più potenti e possono causare effetti in una scala molto più grande di quello che potevano fare i vari conquistatori delle varie epoche. Solo se applichiamo la legge dell'amore e togliamo da dentro di noi la sete di potere riusciamo a trovare l'armonia in noi e, conseguentemente, nel nostro mondo. Occorre avere un filo di speranza: esiste la legge della compensazione e dove c'è il male c'è anche il bene, dove più si distrugge da una parte, più si crea dall'altra. Alziamo gli occhi dal nostro mondo ristretto, smettiamo di osservarci l'ombelico e vediamo quello che è la nostra creazione. Solo così sapremo cosa stiamo facendo e cosa vogliamo fare. La terra non ha più tempo, e se noi possiamo trasmutare tutto lei non più. Da oggi cambia registro, non guardare sempre e solo al punto, volgi lo sguardo, cerca nell'aria quello che senti ché sono gli occhi che servono la mente non il contrario, il cuore percepisce l'oltre, ma se abitui gli occhi a guardare costantemente solo da vicino, al particolare, diventi miope e perdi la capacità di scrutare verso l'orizzonte, di osservare l'insieme. Impara a vedere e scoprirai che non si vede solo con gli occhi, ma con ogni millimetro della pelle; perciò non stare lì impalato ad occhi aperti: impara a riconoscere e a sentire con altri sensi ad occhi chiusi...entra e scavati dentro, rompi le catene, non crearti UNA PRIGIONE PER LA MENTE.
UNA PRIGIONE PER LA NOSTRA MENTE.

Il treno del vero motivo della nostra esistenza è stato deviato, attraverso i condizionamenti ricevuti, in direzione di una personalità e di un ego che non solo non rispecchiano ciò che siamo realmente ma innescano una serie di meccanismi che hanno la loro manifestazione in un dialogo interno incessante, CREANDO UNA PRIGIONE PER LA NOSTRA MENTE e per il nostro Essere.

Questo ci porta a fare scelte e ad attuare gesti tesi ad occultare costantemente la NOSTRA VERA NATURA, producendo comportamenti che sono il solo frutto di un rapporto con noi stessi a dir poco nullo.


Ci disegniamo sempre come vittime delle situazioni 

"sto sui coglioni a tutti", 

"il capo mi odia", 

"i miei figli non mi rispettano", "mia moglie\marito mi tradisce perché non mi ama abbastanza", 

"faccio un lavoro da schifo ma mi merito di più" e via dicendo ... 

non capendo che l'UNICO MOTIVO per cui le cose ci accadono è perché NOI VOGLIAMO che ci accadano non facendo NULLA per evitarle. 

Partendo dalla salute fino ad arrivare ai rapporti umani. 

Non siamo più padroni della nostra vita perché siamo abituati ad andare con il PILOTA AUTOMATICO, perché ci fa COMODO, perché ci 
DERESPONSABILIZZA .


Questo nostro problema si riflette inevitabilmente sul rapporto che abbiamo con l'altro e con la natura. 

E un essere del genere, dotato dell'intelletto ma con un rapporto con se stesso costruito in questo modo che tipo di mondo potrà mai costruire?


QUELLO CHE VEDIAMO SGRETOLARCI ATTORNO OGGI!


Ci siamo COSTRUITI una prigione e l'unico modo che abbiamo per evadere è quello di capire  di COSA SIAMO SCHIAVI.

"La storia ha dimostrato che i vincitori più degni di nota hanno incontrato di solito ostacoli strazianti prima di trionfare. Hanno vinto perché si sono rifiutati di lasciarsi sconfiggere dalle sconfitte. " (B.C. Forbes)

“Un sol Governo, una sola Legge, l’Amore, unisce infiniti mondi” Giordano Bruno

Siamo in una “realtà umbratile” diceva il grande saggio, immersi in una matrix, una realtà virtuale di cui siamo tutti responsabili, finché ci limitiamo a un tipo di comunicazione ingannevole, basata su parole vane, “valori” che non sono affatto tali, rabbie comprensibili, ma funzionali alla lotta, cioè alla presunta divisione tra il “bene” e il “male”Oggi assistiamo agli “opposti” che si mettono d’accordo, mentre i ricercatori, che esaminano i dati della sonda Planck, si accorgono che il suono all’origine non fa alcun bang. La teoria del Big Bang non è provata, né lo è quella della nostra presunta discendenza dai primati. Le teorie di successo servono a una “conoscenza” che conserva la dipendenza, la solitudine e la “cacciata” dal paradiso, una ”conoscenza” ignara delle azioni compiute dal campo nucleare debole. Questo campo è il Messaggio che sta compiendo una fusione nucleare fredda, mutando tutto l’universo osservato e ciò che molti si sono sentiti in diritto di disprezzare: la materia nucleare, ben il 99,99% della massa di qualsiasi corpo. La scienza e, in particolare, la fisica quantica non lo sa, perché non ha mezzi idonei per osservare questa materia comprendendo le sue funzioni e senza distruggerla. Ogni essere umano può compierla però. Basta smettere di delegare agli altri la soluzione dei propri problemi e di credere al grande inganno di questo mondo: il tempo. L’apocalisse è la fine dei tempi ed è in atto. Il collasso della politica e il tentativo di restaurazione è solo un primo atto di una serie di cui i media non si accorgono, ma che sono evidenti a chi sente che tutto è collegato. La via per la libertà è l’auto-elezione, autonomia da qualsiasi credo e/o presunto “rappresentante”.  La Via è collaborazione, pratica, sincera e trasparente con chi vuole compiere azioni concrete rivolte al bene comune. Anche questi sono indizi che il cielo e la terra sono uniti dal campo nucleare debole, l’unico che influenza sia i raggi cosmici che le menti umane. In quali modi? Negli stessi modi testimoniati da saggi e poeti, modi che le scienze escludono e che le religioni controllano: eros ed emozioni, sogni e sensazioni preveggenti, anelito a una mondo saggio, giusto e prospero. Sono tipi di comunicazione dei quali l’altro lato, il campo elettromagnetico, lascia trasparire solo tenui tracce, le “ombre” direbbe Giordano Bruno.

"Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo, l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo". Giordano Bruno


GLI STREGONI TOLTECHI,LE ENERGIE SESSUALI,L'EMANCIPAZIONE FEMMINILE.
Intervista di Alexander Blair-Ewart a Florinda Donner-grau (Testo estratto dal libro Carlos Castaneda e le streghe Nagual ) :goodnight::bush: :tumble2:
A.B:Ogni Nagual ha un suo modo di lavorare. E' vero che Castaneda e' descritto come il Nagual dei cacciatori'?
F.D: si, ma ....non saprei e' un sognatore.
A.B : certo,anche questo e' innegabile.
F.D: e poi che significa sognare? Non cio' che si intende comunemente. E' uno stato diverso non ha niente a che vedere con l'essere addormentato, il tuo comportamento e' perfettamente normale e coerente, ma c'é qualcosa in te che agisce energeticamente ad un livello diverso.
A.B: un qualcosa che é anche nei tuoi occhi. Un qualcosa nei tuo occhi che significa anche guardare due mondi simultaneamente.
F.B: esatto. E questo significa inoltre demolire la barriera percettiva; tutto cio' che percepiamo, qualunque cosa sia viene filtrato dal sistema sociale. Intellettivamente siamo disposti ad ammettere che la percezione é determinata dalla cultura, ma ne rifiutiamo l'esistenza ad altri livelli. Tutto ciò é assurdo, perche' in realtà un altro livello esiste. Dico soltanto, visto che sono coinvolta con queste persone e al tempo stesso vivo in questo mondo, che e' possibile percepire a entrambi i livelli ed essere completamente coerente e impeccabile in ambedue.
A.B ..a proposito di impeccabilita', che cos'e'?
F.D:..sapere esattamente cosa dover fare, soprattutto per le donne; noi donne siamo state educate a essere creature insignificanti. E' incredibile come le donne siano cosi' insignificanti. Non dico che gli uomini non lo siano, solo che essi, comunque la si voglia mettere, sono sempre dalla parte vincente. Perdenti o no, il modello dominante e' maschile. Il nostro mondo e' un mondo maschile, qualunque sia la posizione economica delle donne il loro atteggiamento verso una qualche ideologia femminista. Nella nostra società i vincitori son sempre gli uomini.
A.B..Nel libro tu dici che le donne sono rese schiave dal loro attaccamento alla sessualita' maschile. Puoi parlarne?
F.D.. Certamente. Prima di tutto, una delle cose che piu' mi hanno sconvolta e che mi son rifiutata di credere per un certo tempo era quest'idea della nebbia provocata dal rapporto sessuale. Mi venne inoltre spiegato che quello che realmente accade nel rapporto sessuale é che, quando l'uomo eiacula, non solo la donna riceve il seme, ma in quell'attimo di esplosione energetica si formano quelli che Don Juan chiama "vermi energetici", filamenti. E questi filamenti rimangono nel corpo. Da un punto di vista biologico, fanno sì che il maschio ritorni dalla stessa femmina e si prenda cura della prole. Egli riconoscerà la sua prole dai filamenti a un livello energetico totale.
A.B..Qual é lo scambio di energia nel rapporto sessuale ?
F.D..La donna nutre l'uomo energeticamente. Secondo don Juan le donne sono la pietra angolare della perpetuazione della specie umana, e la maggior parte dell'energia proviene dalle donne, che non solo tengono in grembo, partoriscono e allevano i figli, ma garantiscono anche la posizione del maschio all'interno di questo processo.
A.B..Quindi la donna e' assoggettata per via di questa nebbia. Come fa ad affrancarsi?
F.D..Se parliamo da un punto di vista biologico, e' assoggettata? Secondo gli stregoni sì, nel senso che la donna si osserva sempre attraverso il maschio, non ha scelta. Mi arrabbiavo moltissimo tutte le volte che discutevamo di questo; piu' volte ritornavo sull'argomento con loro, soprattutto perché questo accadeva nei primi anni settanta, quando il movimento femminista stava raggiungendo il suo apice. Io mi opponevo alla loro idea, dicendo, no, le donne hanno fatto dei passi da gigante". Guardate cosa hanno raggiunto". E loro di rimando: "no. Non hanno raggiunto niente". Per gli stregoni, la rivoluzione sessuale - e bada bene che non erano pudici, non erano moralisti, erano solo interessati all'energia -, il fatto che le donne fossero liberate sessualmente in certo qual modo le rendeva ancor più schiave perché non si limitavano più a nutrire energeticamente un solo maschio, ma molti... Per loro tutto questo aveva del paradossale e ciò che sta accadendo in questi giorni era stato previsto da don Juan negli anni settanta. Egli diceva che la sorte delle donne sarebbe precipitata, che si sarebbero indebolite, e lo sono. Le poche donne con cui ho parlato - durante conferenze e in occasione della presentazione dei miei libri - concordavano con queste idee, e la cosa é molto interessante. Credevo infatti di incontrare notevoli difficoltà sull'argomento, ma proprio quelle donne che avevano avuto numerosi amanti affermavano di essere esauste, e non sapevano perché.
A.B..Stiamo quindi parlando di qualcosa che va al di là della sessualità.
F.D..Originariamente, al di là dell'aspetto sessuale, il femminile, l'utero, fa' sì che la donna sia più vicina allo spirito, in quel processo di avvicinamento alla conoscenza che è l'essere nel sogno. L'uomo e' un cono rivolto verso l'alto, e stando alla definizione di cono è distinato a raggiungere un punto terminale. Il cono é una forza energetica. Egli lotta perché non é vicino allo spirito, o come si voglia chiamare la grande forza energetica presente tutta intorno a noi. Secondo gli stregoni, la donna é esattamente l'opposto, il cono é rovesciato. Le donne sono collegate in maniera diretta a questa forza, perché per lo stregone l'utero non e' solo un organo della riproduzione, e' un organo deputato ai sogni, un secondo cervello. E' un cuore, e di fatto le donne aquisiscono conoscenza in maniera diretta, eppure non ci e' mai stato consentito, nella nostra societa' come in altre, di definire cosa sia la conoscenza. E le donne che creano o aiutano a formulare il corpo di conoscenze lo devono fare in termini maschili. Prendiamo una donna che fa' ricerca: se non rispetta le regole stabilite in precedenza dal maschio, i suoi lavori non verranno mai pubblicati. Puo' compiere delle piccole deviazioni, ma sempre entro la medisima matrice. Alla donne non é permesso fare nient'altro.
A.B.. Quindi la sciamana e' colei che sfugge a questo ipnotismo.
F.D..All'ipnotismo sociale,sì. E' molto interessante che tu accenni all'idea dell'ipnotismo anche don Juan diceva sempre - ai tempi in cui la psicologia ruotava attorno alle teorie Freudiane - che eravamo troppo passivi. Per noi la scelta era invariabilmente tra Mesmer e Freud. Esseri mesmerici, ecco cosa siamo non abbiamo mai intrapreso quell'altra via....
A.B..La via dell'energia, giusto.
F.D..E ciò non sarebbe mai accaduto se Freud non avesse avuto la supremazia.
A.B..Beh, adesso l'ha persa.
F.D..No, non prorio perché se si considera tutto ,chissà quante generazioni ci vorranno prima che la perda. Diciamo che e' stato screditato intellettualmente, però l'intera nostra cultura....parliamo tutt'ora in quei termini, comprese le persone che neppure sanno chi é Freud. Fa' parte del nostro linguaggio, della nostra cultura.
A.B..Si, lo so'. E' molto frustrante aver a che fare con persone che si accostano alla realtà da questa prospettiva psicologica ormai trita.
F.D..Certo. E non sanno neppure da dove provenga, perché fa' parte del nostro bagaglio culturale.
A.B.. La sciamana però é affraccanta da questa condizione.
F:D..beh, affrancata nel senso che una volta vista la struttura sociale per quello che é -un accordo-per lo meno sei più cauta nell'accettarla. La gente dice: "Guarda quanto é diversa la vita dai tempi di tua nonna di tua madre". Non è vero, rispondo, é solo una questione di grado, ma nulla é diverso. Se avessi vissuto la mia vita alla maniera stabilita per me..certo,sarei più istruita, avrei avuto maggiori possibilità, avrei comunque fatto la fine di tutti, sposata, frustrata, con figli che probabilmente adesso odierei, o che mi odierebbero.
http://grandesogno.com/capitoli/il-potere-femminile/
 
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"Anche la nuova scienza dell'arte può nascere soltanto se i segni diventano simboli e se l'occhio aperto e l'orecchio vigile rendono possibile il passaggio dal silenzio alla parola. Chi non può farlo è meglio che lasci in pace l'arte" Vasilij Kandinskij

"Che il discepolo afferri la coda del serpente della saggezza, e, ciò fatto, lo segua nel più profondo dell’Aula della Saggezza. Non cada nel tranello teso dal serpente dell’illusione, chiuda gli occhi ai rabeschi che ne adornano il dorso, e le orecchie alla melodia della sua voce. Fissi lo sguardo sul gioiello in fronte al serpente di cui tiene la coda, e guidato dal suo fulgore traversi le melmose distese di maya".


Il “neospiritualismo”, e la “pseudo-iniziazione” che ne deriva sono una parziale “prefigurazione” della “contro-tradizione” anche da un altro punto di vista: intendiamo riferirci alla già segnalata utilizzazione di elementi autenticamente tradizionali in origine, ma deviati dal loro vero significato e posti in certo qual modo al servizio dell’errore: questa deviazione è in definitiva l’incamminarsi verso il capovolgimento completo che dovrà caratterizzare la “contro-tradizione” (e di cui del resto abbiamo visto un esempio significativo nel rovesciamento intenzionale dei simboli), anche se nella contro-tradizione non sarà soltanto questione di elementi frammentari e dispersi; nell’intenzione dei suoi autori infatti, essa dovrà dare l’illusione di qualcosa di simile o addirittura di equivalente a ciò che costituisce l’integralità di una tradizione vera, con tutte le applicazioni che le sono proprie nei vari campi. E’ da notare, a questo proposito, come la “contro-iniziazione”, pur inventando e diffondendo per i suoi fini tutte le idee moderne caratteristiche dell’ “antitradizione” negativa, sia perfettamente cosciente della falsità di tali idee, e sappia evidentemente anche troppo bene a cosa attenersi; ma ciò sta appunto ad indicare come, nella sua intenzione, questa sia soltanto una fase transitoria e preliminare, in quanto una simile organizzazione di menzogna cosciente non può come tale essere il vero ed unico scopo che essa si propone; tutto ciò è destinato solo a preparare la successiva venuta di qualcos’altro, che a sua volta dovrà apparire come un risultato più “positivo”, e che sarà precisamente la “contro-tradizione”. E’ per questa ragione che, in particolare nelle diverse produzioni di cui è indubbia l’origine o l’ispirazione “contro-iniziatica”, si vede già delinearsi l’idea di un’organizzazione che sarebbe come la contropartita, e appunto perciò la contraffazione, d’una concezione tradizionale come quella del “Sacro Impero”, organizzazione che dovrà essere l’espressione della “contro-tradizione” nell’ordine sociale; ed è anche per questa ragione che l’Anticristo, secondo la terminologia della tradizione indù, potrà esser denominato Chakravartî alla rovescia . (R.Guenon)
http://www.thule-italia.net/esoterismo/Immagini%20Chakravarti/Chakravarti.html

la conoscenza noetica è conoscenza d'identità che si può cogliere solo nel silenzio del proprio Essere divenendo quella stessa verità "La Dea Nera Rituale"
Prima bozza della copertina relativa al secondo capitolo...il "volo" notturno di Mauro D'Angelo sulle ali della "Triade Oscura" continua...a breve disponibile...


 Protezione - verso chi amo: accudire mostrandosi presenti, ascoltando, rassicurando e, verso me stesso: porre sani confini tra me e l'altro: mi proteggo quando accudisco la mia vulnerabilità evitando di metterla nelle mani altrui e/o pretendendo che l'accudisca per me qualcun altro;  protezione è strettamente collegata all'essere in contatto profondo con la vulnerabilità, è un gioco sottile che mi fa decidere fin dove mi posso spingere, di quanto posso spostare i paletti delle mie paure, perchè se non li sposto sono bloccata, ma se li sposto troppo esco sguarnita; è anche custodire ciò che mi è caro, dare  nutrimento alle relazioni, è un'energia maschile sana, mi proteggo quando rendo il mio ambiente sia fisico che emotivo incline ai miei bisogni interiori. Migliorando la percezione del mio qui e ora. In modo tale che il bambino interiore  possa sentirsi libero di esprimersi.  è auto accudimento, istinto di sopravvivenza...Protezione è come un albero è forza,difesa,ascolto,presenza, saper difendere se stessi e l'altro quando vengono superati i confini, ma anche  rete di protezione (nel senso di saper prevenire che questo accada) altra immagine : un giovane guerriero con spada e scudo, ma forse la protezione sta tutta in un abbraccio. Credo di comprendere con la mente ma di non saperla ancora agire, ma confido che, quando si comprende, tutto diviene spontaneo e naturale; è un processo di crescita, e la condizione di mamma apre tante finestre...la madre sa come proteggere...

lunedì 11 febbraio 2013

amicoblu

 
...sempre meglio non farsi troppe domande, ne crearsi inutili aspettative…
poveri ed inutili poeti…!! 
Si è sempre in attesa che qualcosa avvenga… che quel “qualcuno” arrivi con una valigia gonfia di attenzioni provenienti dall’altro mare, sapida d’altre terre...l’emozione di un arrivo caldo ed abbraccevole…come un’ondata di salsedine che ti bagna inequivocabile per farti sentire finalmente a casa… nella ricerca del bandolo di una storia che alla fine scopri non esistere…che non è mai stata, se non in quei pochi segni lasciati a prosciugar se stessi sulla “Veronica” che mi sono steso addosso perché essere qualcosa sarebbe stato oggetto vago mentre l’essere qualcuno sarebbe stato idiota. Non si è mai troppo di nulla per essere se stessi, perché  mai niente è di nessuno ed il troppo si lava via con la facilità dei sogni! Quando il tempo avrà tirato a riva le sue nasse, forse mi troverò a raccontarti, seduta sulle ginocchia e senza bisogno di parole vere, tutto quello che c’era d’inutile da dire o da tacere… tutto quello che sarebbe stato meglio fare innanzitutto, senza pensare troppo a quale qualcuno fossi stata tu per me e chissà quale cosa avrei scelto d’esser io per te…indefiniti come un pronome, come ciò che siamo…come il cielo quando entra nel mare senza una reale fisica congiunzione oppure quando l’acqua bagna terra sporcandoci entrambi…d’insalata di more!
 

Grigio in embrione sul tornio piccolo del tempo
mani d’acqua e di fango a modellarne le forme
pollice verso ad indicare le curve nel sale e nel fuoco
così pressato e diretto son divenuto al giorno
mentre il mondo vagava a scacciare mosche e fastidi
con avide braccia sventagliate senza mai troppa fretta…
strisce strappate e miracoli in stoffa si facevan preghiera,
per l’uomo che imponeva al traforo di balza sottesa
le pieghe di una gonna al balcone dei sogni.
Decisi  i colori alle parole, la voce ai silenzi lontani
sguardi spiazzanti e indecenti sull’avida linea che si riposa…
azzoppati e ansimanti di punti, virgole e sobbalzi in parentesi
scegliendoti ogni volta per sempre, senza sapere cosa salvare
e da che parte calzare la vita o da quale sponda schivare
il tremulo afflato in composto algoritmo di carne su pelle
per l’assiduo disuso di me in storie vagamente contorte
che affogheranno in una timida te per un viaggio di solo ritorno…
magica osmosi in mimica eclissi di stile per capire qualcosa… sono io o no…
tempo e silenzio… padre e madre dentro una pace che si spoglia dell’ombra!
 
Di quale lampo ti farai scherno
per punire il silenzio avido che ti spoglia
quale strada per le tue mani
tese a negoziare il tempo che ti logora
quali occhi sapranno chi sono io
senza smorzare il buio alla tua pelle
quale musica complice e sensibile
si farà natura per disarmarti dei paramenti
In distesa assenza d’ogni distacco
nello spazio ludico del piacere
ci sarà una gioia di te sovrana,
e al vento… solo languida sottana!
 
Un bacio nasce prima…nasce dentro al cuore quando lo senti farsi voce
nasce dentro agli occhi quando non vedi più che lei,
un bacio nasce prima…quando senti le tue gambe farsi imprecise.
Un bacio nasce prima,nasce dentro al buio dei pensieri
quando senza sole ti si illumina la strada…
Un bacio nasce prima,quando senti il caos farsi silenzio,
la sua voce diventare melodia
e le sue labbra farsi voluttuosamente fame…
Un bacio nasce prima…prima d’esser pelle in confusione,
odore di un ricordo da non indovinare
sapore nuovo di un gusto palesemente buono…
fastidio delle viscere in agitazione…
nasce davvero prima…prima del sospiro che ti gonfia di brividi dappertutto.
Un bacio nasce prima…ed è tutto dentro quelle labbra
diventate un volo dentro la tua vita!
 
Le persone più preziose nella nostra vita sono quelle che vengono in mente all’improvviso. Quelle che lasciano tracce invisibili e, nel contempo, indistruttibili. Non importa il tempo e i modi con le quali ci sono passate accanto… resteranno… perché assumono le sembianze di alcuni preziosi dettagli della vita: una canzone, un paesaggio, un regalo pensato, un soffio di vento, il desiderio di un bacio, la curva di un sorriso condiviso. Quell’insieme di piccole attenzioni che, nel silenzio di un tramonto, ha la luna per il mare… http://massimobisotti.it/

"We are not the same persons this year as last; nor are those we love. It is a happy chance if we, changing, continue to love a changed person. " W. Somerset Maugham

"Love is a spirit of all compact of fire. " William Shakespeare
"Tell me whom you love and I will tell you who you are." Houssaye

You don't marry someone you can live with - you marry the person who you cannot live without.
So much of what we know of love we learn at home.

"Love cures people - both the ones who give it and the ones who receive it." Dr. Karl Menninger


"Love operates in all of my relationships, from the most casual to the most intimate." - Louise L. Hay
Io ti amavo e tu no, chi era quello che avrebbe dovuto fermarsi?Quella sera in macchina, quella macchina sempre profumata di dischi rock e sigarette, quella sera abbiamo fatto l' amore. Niente di strano, lo fanno tutti, lo fanno spesso. Almeno spero. Il problema è che io ti amavo e tu no. Io facevo l' amore e tu mi guardavi il culo. Io ti guardavo negli occhi e tu mi stringevi i capelli. Sinceramente non sono il tipo che fa l' amore dolce, no. Non lo faccio quasi mai. Non è stato facile per me capire se mi stavi amando o se mi stavi soltanto scopando. Tutto sommato mi baciavi, tutto sommato mi accarezzavi il collo e mi ripetevi che ero bellissima. Forse troppo. Ho capito dopo, dopo ho capito. Tu avevi avuto tutto, sempre che tutto sia un corpo da usare. Io volevo ancora tutto, volevo un tuo abbraccio. Non chiedevo tanto, giuro. Forse non chiedevo nemmeno amore. Avrei voluto un po' di rispetto e perché no, un po' d' affetto. "Fa caldo, fammi aprire il finestrino." Ti scansasti dalle mie braccia, dalle mie speranze, dai miei capelli spettinati. Tornasti al tuo posto e io al mio, ti rivestisti, perché chi non si ama non ama farsi vedere nudo. Io avrei voluto guardarti per ore, tu non volevi farti vedere. Accendesti una sigaretta e solo in quel momento mi accorsi che la tua macchina puzzava. Puzzava di fumo, di sesso scadente e di merda, tutta la merda che mi avevi rovesciato addosso. Io ti amavo e tu no, chi era quello che avrebbe dovuto fermarsi?" (Tratto dal libro Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore di Susanna Casciani)

mercoledì 17 ottobre 2012

I 12 LIBRI...

 ...che mi hanno cambiao la vita....

«Anche se, forse, a volte troverai piuttosto sconcertante il modo di esprimersi del mio amico. Otake-san parla di ogni cosa in termini di Go. Tutta la vita, per lui, è un paradigma semplificato di questo gioco.» «Da come lei lo descrive, signore, penso proprio che mi piacerà.» «Ne sono sicuro. È un uomo che ha tutto il mio rispetto. Possiede una sorta di... come dire?... di shibumi.» «Shibumi, signore?» Nicholai conosceva questa parola, ma solo nella sua applicazione ai giardini o all'architettura, dove aveva il significato di bellezza poco appariscente. «In che senso usa questa parola signore?» «Oh, vagamente. E scorrettamente sospetto. Un goffo tentativo di descrivere una qualità ineffabile. Come sai, shibumi allude a una grande raffinatezza sotto apparenze comuni. È un'affermazione così precisa che non ha bisogno di essere ardita, così acuta che non dev'essere bella, così vera che non deve essere reale. Shibumi è comprensione più che conoscenza. Silenzio eloquente. Nel modo di comportarsi, è modestia senza pruderie. Nell'arte, dove lo spirito di shibumi prende la forma di sabi, è elegante semplicità, articolata brevità. Nella filosofia, dove shibumi emerge come wabi, è una serenità spirituale non passiva; l'essere senza l'angoscia del divenire. E nella personalità di un uomo, è... come dire? Autorità senza dominio? Qualcosa del genere.»«Come si raggiunge questo shibumi, signore?»«Non lo si raggiunge, lo si... scopre. E solo pochi uomini d'infinita raffinatezza arrivano a scoprirlo. Uomini come il mio amico Otake-san.»«Vuol dire che bisogna imparare un mucchio di cose per essere shibumi?»«Vuol dire, caso mai, che bisogna passare attraverso la sapienza e arrivare alla semplicità.»
Go sta agli scacchi come la filosofia sta alla contabilità della partita doppia...Stiamo sempre parlando di Go, maestro?» «Sì. E della sua ombra: la vita.»

Era il lontano 1982  quando Cesare, un amico che mi aveva suggerito molti libri  (ad es. Trevanian) e musiche sempre molto interessanti, mi parlò di Castaneda. Aveva letto " L'Isola del Tonal" e mi suggeriva di leggerlo. Lo comprai e lo lessi restando "fulminata" non era un semplice libro, per me era un vero e proprio insegnamento di vita tanto da non poter fare a meno di andare subito in libreria e comprare  tutti  quelli già editi che cominciai a leggere in ordine di pubblicazione.
Da allora in poi, ogni anno mi preparavo per tempo e ordinavo il libro di Castaneda non appena usciva in edizione italiana:

  1. Gli insegnamenti di Don Juan: una via Yaqui alla Conoscenza pubblicato inizialmente in Italia con il titolo A scuola dallo stregone- descrive delle "piante di potere" o "alleati", la strada verso la conoscenza col "mescalito" (peyote), ecc. - il protettore dell'uomo; vedere le cose con colori liquidi; "funghi allucinogeni" - imparare a manipolare, volare, e a percepire la forma di un animale; datura- spirito femminile, difficile da manovrare, da forza, processo lungo. Questo libro è l'unico nella serie in cui l'ultima parte include una dettagliata "Analisi ragionata" degli insegnamenti di Don Juan.
  2. Una realtà separata - Discute le idee di volontà, follia controllata e vedere (come contrapposto a guardare), come strumento che un guerriero usa per essere un uomo di conoscenza.
  3. Viaggio ad Ixtlan - Lezioni sulla strada del guerriero, o fermare il mondo, la routine, la propria storia personale, importanza di se stessi, la morte come un messaggero, il non fare, sognare.
  4. L'isola del Tonal - Descrizione di punti di percezione nel corpo o nell'uovo luminoso, tonal (prima attenzione, conoscenza, consapevolezza del lato destro) e nagual (seconda attenzione, ignoto, consapevolezza del lato sinistro, sognare insieme)
  5. Il secondo anello del potere' - Descrive gli eventi dopo la partenza di Don Juan, le esperienze con le donne guerriere del gruppo originario del nagual, la seconda attenzione (il secondo anello del potere), la perdita della "'forma' umana", il sogno,
  6. Il dono dell'Aquila - descrizione della forza che crea, distrugge e governa l'universo (o almeno le 48 bande della terra), oltre che sorgente delle emanazioni stesse, descrizione dei comandi dell'Aquila all'uomo, la regola del Nagual, vari livelli di insignificanti tiranni, la via verso la libertà, l'agguato a se stessi e il sogno, luoghi di potere.
  7. Il fuoco dal profondo - passo dopo passo, delucidazioni della padronanza della consapevolezza o della conoscenza del neo veggente: tutto è energia (le emanazioni dell'Aquila o emanazioni luminose), l'uovo luminoso e il punto d'unione, il noto (prima attenzione o tonal), l'ignoto (seconda attenzione o nagual), l'inconoscibile (fuori dall'uovo luminoso), tiranni di scarsa importanza come modo per spostare il punto d'unione e promuovere la crescita del guerriero, mondi gemelli di organico ed inorganico (più precisamente esseri materiali e esseri non materiali), spostamento del punto di unione e altri filamenti di consapevolezza, fasci di emanazioni che sono le basi per le fonti di differenti tipi di consapevolezza e forme, la forma umana, le forze che colpiscono l'uovo luminoso, vincere la morte, l'agguato a se stessi, l'intento e il sogno.
  8. Il potere del silenzio - racconti sulla padronanza essenziale dell'intento, ruotanti attorno a punti chiave dello spirito
  9. L'arte di sognare - passi verso la padronanza del sogno.
  10. Tensegrità, passi magici - descrizione con foto di movimenti fisici miranti ad incrementare il proprio benessere, un sistema divenuto famoso col termine "tensegrità"
  11. Il lato attivo dell'infinito - ricapitolazione, diario degli eventi significativi (come visti dallo spirito)
  12. La ruota del tempo - ricostruzione del modo in cui i libri precedenti sono stati scritti con citazioni da tutti i precedenti libri.
Carlos Castaneda - Il potere del silenzio

    Il termine "naqual" veniva usato da Castaneda per descrivere quella parte della percezione che appartiene alla sfera del "non conosciuto" e ancora non conoscibile dall'uomo, così sottintendendo che don Juan Matus fosse l'elemento di connessione con il "non conosciuto" (a cui fa riferimento come "realtà non ordinaria").
    I primi tre libri: A scuola dallo stregone, una via Yaqui alla Conoscenza, Una realtà separata e Viaggio a Ixtlan, furono scritti mentre Castaneda era ancora uno studente all'università. Castaneda scrisse questi libri come se fossero il diario delle sue ricerche descrivendo l'apprendistato con uno sciamano tradizionale. Fu inizialmente acclamato per il lavoro descritto in questi libri, prima che iniziasse contro di lui una critica più accesa.
    Nei primi due libri Castaneda, descrive come la Via Yaqui per la conoscenza richieda l'uso di potenti piante indigene, come il Peyote e la Datura. Nel suo terzo libro, Viaggio ad Ixtlan, ribalta però la sua enfasi sul potere delle piante. Egli afferma che Don Juan le ha usate su di lui per dimostrare che le esperienze fuori dalla vita conosciuta e ordinaria, sono reali e tangibili, ma non sarebbero state necessarie se la sua mente fosse stata più fluida.
    In seguito negò ogni utilizzo di droghe per i propri propositi. Affermò nei successivi libri che queste possono inalterabilmente danneggiare la sfera luminosa di emanazioni del corpo energetico, così come il corpo fisico.
    In Viaggio ad Ixtlan, il terzo libro della serie, fa notare:
    Il suo quarto libro, L'isola del Tonal, termina con Castaneda sul punto di saltare da un picco in un abisso, segnando così il suo passaggio da discepolo a uomo di conoscenza in quanto, invece di "morire" come avrebbe dovuto "sfracellandosi" sulle rocce, riesce a suo avviso "in qualche modo" a sopravvivere, appunto però "trasformato". Anche se non arriva mai a spiegare di più.
    Castaneda ha acquisito fama per i suoi libri sulle vicende dello stregone Don Juan e il suo gruppo di allievi sciamani. Secondo quanto asserito da Castaneda stesso, nel 1960, allora giovane studente all'Università della California a Los Angeles, conobbe in Arizona un messicano di etnia yaqui, Don Juan Matus. Questi lo avrebbe iniziato alla stregoneria antica messicana, per usare i termini esatti del suo libro, portandolo a scoprire asserisce l'autore, nuovi mondi e stati di coscienza alterati ricorrendo inizialmente anche a sostanze allucinogene per farlo (come il cactus peyote da cui si estrae la mescalina), per abbattere le sue convinzioni; ma asserendo poi in successivi libri, che ciò non sarebbe stato affatto necessario se egli fosse stato un poco più "essere fluido". Gilles Deleuze e Felix Guattari citano il concetto di fluidità di Castaneda nel loro saggio sul divenire-animale all'interno di Millepiani (Deleuze G., Guattari F., Millepiani. Capitalismo e Schizofrenia, Minuit, 1980 [III ed. it. Castelvecchi, 2010, p. 308)
    Proseguendo il racconto, alla partenza di Don Juan per il suo "ultimo volo" (una specie di "morte alternativa" a quella comune), lo sciamano Carlos, in qualità di nuovo nagual (cioè "leader", capo) designato da Don Juan, avrebbe proseguito e guidato un altro gruppo di allievi, anch'essi preparati, il cammino verso la liberazione totale dell'essere, per partire infine anche loro, come il proprio maestro, per il "viaggio definitivo attraverso l'ignoto".
    Gli sciamani o "stregoni" che lo istruiscono, indicherebbero l'"ultimo volo" come un '"processo volontario di attivazione interiore del fuoco dal profondo insito in ogni essere, capace di condurre ad una specie di "autocombustione", o volatilizzazione istantanea del corpo, nel quale però lo spirito, la propria coscienza, sarebbero in grado di sopravvivere.
    La sintesi del pensiero di Don Juan potrebbe essere riassunta con queste parole: "il Cammino del Cuore". Nel suo primo libro, a scuola dallo stregone, una via Yaqui alla Conoscenza, Castaneda afferma:
    "Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore, lungo qualsiasi sentiero che abbia un cuore. Lungo questo io cammino e la sola prova che conta è attraversarlo in tutta la sua lunghezza. E qui io cammino guardando, guardando senza fiato."
    Nelle opere successive l'autore introduce il concetto della "spietatezza assoluta", basilare nel guerriero se non vuole perdere energia, o il potere che ha "accumulato".
    Niente "amore" quindi; niente inutili "lasciarsi andare" a se stessi.. (altro termine impiegato proprio cosi).Gli insegnamenti di Don Juan, secondo lo stesso Castaneda, non hanno niente a che vedere con le altre tradizioni mistiche e credenze esoteriche o religiose, ma sono concetti totalmente nuovi e innovatori, gli stessi che gli hanno appunto dato il successo che ha avuto e che continua ad avere; includono delle pratiche di cui non si è mai parlato prima.
    Non si parla per esempio di santi, non c'è un tema "salvifico" del tipo "comportati bene, o verrai punito".. Tutto poggia più che altro sulle proprie capacità interne personali (la "salvezza" se c'è, è qualcosa di "individuale") le quali possono venire sviluppate e affinate tramite certe tecniche, secondo criteri e per scopi però del tutto diversi da quelli comuni alla maggior parte di altre filosofie.
    Castaneda utilizza una terminologia propria, il suo pensiero è quindi legato a tali termini e alla spiegazione che se ne ricava dagli scritti.
    Tra gli strumenti che un guerriero avrebbe a disposizione, per raggiungere i propri obiettivi (accumulare potere personale, riguadagnare la propria libertà" e compiere, così, una "morte alternativa"), ci sarebbero:
    • L'arte dell'agguato - relazionata alla "prima attenzione"
    • L'arte del sognare (o "in-sognare"..) - relazionata con la "seconda attenzione"
    • L'arte dell'Intento, - di cui non parla - ma che si pensa sia collegata all'ultima attenzione possibile realizzabile, cui accenna nei suoi libri: la "terza attenzione"
    « ciò che noi crediamo essere unico ed assoluto, è solo uno in un insieme di mondi consecutivi, posizionati come gli strati di una cipolla. Egli affermò che anche se noi fossimo stati energeticamente condizionati a percepire solamente il nostro mondo, avremmo avuto ancora la capacità di entrare in quegli altri regni, che sono reali, unici , assoluti ed ingolfati come lo è il nostro mondo. »
    Secondo Castaneda, il fatto più significativo nella vita di una persona è che non si rende conto di avere a disposizione altre "attenzioni possibili" (così lui le chiama), le quali andrebbero sviluppate. Incrementandole, arrivando cioè a "percepire", ad averne piena coscienza, prima, disponibilità e controllo, dopo, l'essere umano secondo lui, potrebbe arrivare addirittura a compiere una "morte alternativa".
    Incrementarle richiede disciplina, ma soprattutto "forza", energia, quello che don Juan gli descrive come "potere personale".
    Ecco che con la corretta applicazione dell'arte dell'agguato (abbondantemente trattata ne "il potere del silenzio" ), egli afferma che possiamo diventare dei "cacciatori di potere".
    Andare a "caccia" di "potere", significherebbe "accumulare" energia tramite certe tecniche di "controllo comportamentale", ma anche dei rituali che non escludono, come già accennato, il consumo di allucinogeni, ma più spesso trattasi invece del contatto diretto con certe "forze" (spiriti, che lui chiama "alleati" di potere, appunto) naturali che ci circondano.
    Un potere personale sufficiente, porterebbe dunque alla consapevolezza di tutte queste tre attenzioni e quindi, alla padronanza dell'"intento" (il controllo cosciente e volitivo della propria "forza di volontà", che Castaneda ci descrive come delle fibre luminose di energia partenti dalla base dell'ombelico).
    Questa padronanza sarebbe principalmente il movimento controllato di quello che è conosciuto in questa particolare disciplina, come il punto d'unione, il centro energetico della sfera luminosa di energia dell'uomo in cui si metterebbe insieme la nostra percezione, e responsabile quindi di quello che percepiamo coi nostri sensi.
    Secondo questa filosofia, quando siamo giovani, il nostro uovo luminoso non si sarebbe ancora irrigidito e il punto d'unione scorrerebbe fluido. L'uovo degli umani sarebbe intersecato da "filamenti di energia", che produrrebbero percezioni, ma quando le persone crescono e vivono in una esistenza ordinaria (concentrandosi solo cioè sulla loro "prima attenzione"), concretizzerebbero solo una piccola parte di queste emanazioni, che diventerebbero quindi tutta la loro realtà percettiva, escludendo automaticamente tutti gli altri possibili mondi che invece potrebbero ugualmente essere raggiunti (attraverso le altre attenzioni possibili).
    Castaneda afferma che ogni nostra sensazione, sentimento o azione, è determinata dalla posizione di questo punto di unione. Il movimento consapevole del punto di unione permetterebbe la percezione del mondo in maniera differente (realtà non ordinaria), nonché l'entrata in altri mondi veri e propri, diversi dal nostro, ma ugualmente "inglobanti" e "reali".
    L'obiettivo di tutto questo sarebbe quello di raggiungere la "totalità di se stessi", ossia la piena percezione e dominio delle attenzioni.
    Piccoli movimenti porterebbero a piccoli cambiamenti nella percezione, ma grandi movimenti porterebbero a cambiamenti radicali. E sono questi che un guerriero cerca.
    Secondo Castaneda, il suo maestro don Juan gli aveva spiegato che, secondo gli antichi stregoni messicani, per ottenere questo "movimento" si ricorreva a varie tecniche. Una di queste, era sfruttare la dinamica (energetica) di certe "reazioni emotive" e comportamentali (arte dell'agguato).
    Da qui l'adozione, o la "ricerca" (folle, per un "essere ordinario", ossia per colui che non sia un guerriero) di "andarseli proprio a cercare" i problemi, soprattutto di gente che ci renda "la vita impossibile"; don Juan, li definisce, i "Pinches Tiranos..." e sarebbero, delle vere benedizioni!... (solo per un guerriero, ovviamente, che sappia quello che sta facendo e cercando).
    Ironicamente è lo stesso don Juan Matus, ne "il potere del silenzio" che giustifica la scelta di Castaneda come apprendista in quanto la presenza dello scrittore per lui rappresentava quanto di più fastidioso e irritante potesse esistere, dicendo anche di trarre da ciò energia per se stesso ed il proprio viaggio.
    Tutto questo, i "pinche tiranos" ma anche le altre tecniche (agguato, sogno, intento), ci aiuterebbe a raggiungere una delle mete supreme (l'altra è la "spietatezza"), in quanto "chiave di volta" per essere liberi (in questo caso di "percepire"): si tratta del "silenzio interno", descritto da Carlos con i termini: "parar il dialogo interiore" (caratteristico della mente dell'uomo).
    Attraverso molte altre tecniche (che sempre "solo accenna", ma non arriva mai a spiegare fino in fondo) come la:
    • "ricapitolazione" dell'esperienze fatte nella propria vita
    • "cancellare la propria storia personale", per
    • essere "inaccessibili"
    • sviluppare lo "stato d'animo del guerriero", di cui la spietatezza è la meta finale
    • usare "l'idea della Morte" per "realizzarlo" (la "Morte come Consigliera"), e assieme a questa adottare anche
    • l'umiltà del guerriero (ch'è molto diversa da quella dell'uomo comune)
    • "sognare" (lucidamente)
    • maneggiare l'"Intento" ("creare", fare "miracoli" o cose "assolutamente impossibili" per la nostra mente "razionale"; si suppone "creare" in quanto, questa è l'unica parola associata a questo termine che si trova nei suoi libri. Tuttavia ripetiamo che non ha mai espresso chiaramente nulla su quest'arte)
    • porre l'agguato a se stessi, utilizzando i "pinches tiranos" oppure anche altre "tattiche", sempre utili a "muovere" il punto d'unione
    Il guerriero mirerebbe a riguadagnare la propria libertà perduta, che gli sarebbe stata tolta (da entità da lui chiamati "esseri inorganici", o "predatori" nel capitolo "Ombre di Fango" del libro Il lato attivo dell'Infinito), libertà di "percepire" veramente: chi è, da dove viene, ma soprattutto, dove sta andando.., e.. dove vuole andare. Per poi "concretizzare" questo suo "volere", con il "potere personale" che ha accumulato durante tutta una vita d'impeccabilità (essere "impeccabili", fa parte dello "stato d'animo del guerriero").
    Castaneda asserisce che don Juan, il suo maestro, lo aveva consigliato ed esortato a "non perdersi" nei numerosi mondi nuovi che poteva arrivare a percepire; in quanto, l'unica cosa importante, al momento della morte, era la "Libertà" di poter continuare a "percepire-rsi". Non doveva quindi cedere alle "lusinghe" o alle "bellezze", che in essi avesse potuto trovare.
    Gli scritti di Castaneda sono stati criticati dal mondo accademico. Taluni hanno ritenuto che Castaneda si fosse appropriato del lavoro dell'antropologa Barbara Myerhoff. Altri hanno cercato di ricostruire il nesso storico tra la vita di Castaneda e gli eventi raccontati nei libri senza però alcun successo. Chi sostiene l'autenticità di quanto esposto da Castaneda, afferma invece che le incoerenze sarebbero state lasciate "di proposito" dall'autore proprio come avrebbe fatto per la sua vita privata: ossia, come parte integrante del modello proposto dal nucleo d'insegnamenti propri del suo maestro Don Juan.
    Uno degli aspetti più controversi del suo lavoro è la descrizione dell'uso di allucinogeni per raggiungere nuovi stadi di consapevolezza.
    Nel suo terzo libro, scrive:

    « La percezione del mondo attraverso gli effetti delle sostanze psicotrope è stato così bizzarro e impressionante da spingermi a pensare che tale stato fosse l'unica strada per comunicare e imparare quello che Don Juan tentava di insegnarmi. Tale assunto però si dimostrò erroneo »
    Robert J. Wallis nel suo libro del 2003 Shamans/Neo-Shamans: Contested Ecstasies, Alternative Archaeologies, and Contemporary Pagans, scrive:
    « All'inizio, e col supporto del dipartimento di antropologia dell'Università, il lavoro di Castaneda fu accolto criticamente. Gli esponenti della vecchia scuola di antroplogia come Edward Spicer (1969) e Edmund Leach (1969) lodarono Castaneda [...]. L'autenticità di Don Juan fu accettata per sei anni, fino a che Richard de Mille e Daniel Noel non pubblicarono le loro critiche volta a smascherare il libri su Don Juan nel 1976 (De Mille pubblicò un ulteriore volume nel 1980) [...] Il meticoloso lavoro di De Mille in particolare mostrò la falsità del lavoro di Castaneda.
    L'indegno rivestire di fatti antropologici cozza con la grande discrepanza dei dati: il libro "si contraddice nei dettagli di date, luoghi, sequenze e descrizioni di eventi" (Schultz in Clifton 1989:45). Ci sono fonti pubblicate per quasi tutto quanto scritto da Carlos (si veda in particolare Beals 1978) e almeno un caso si concreta in un plagio: Ramon Medina, uno sciamano Huichol che fornì informazioni a Barbara Myerhoff (1974) [...]. »
    Agli inizi del 1973 il citato Time Magazine, scrive che non c'è alcuna prova che di quanto scrive Castaneda. L'unico testimone di quanto scritto è lo stesso Castaneda.
    Seri studi critici e analitici sugli scritti di Castaneda non comparvero sino al 1976 quando Richard de Mille pubblicò Castaneda's Journey: The Power and the Allegory, nel quale egli argomenta come "gli errori logici e cronologici nella struttura narrativa sono la prova più che evidente che i libri di Castaneda sono finzione. Se nessun altro prima ha scoperto questi errori si deve al fatto che nessuno ha redatto una lista degli eventi in sequenza così come narrati nei primi tre libri. Una volta redatta tale lista gli errori sono evidenti. "La più schiacciante prova di questo, secondo de Mille, è nella relazione di Castaneda con la strega chiamata la Catalina. (tratto da wikipedia)

    L'arte degli stregoni in realtà non è quella di scegliere, ma di essere abbastanza acuti per accettare. Don Juan Matus, Tensegrità

    "Ora so che gli uomini sono creature di consapevolezza, coinvolte in un viaggio evolutivo di consapevolezza, che in realtà non conoscono la propria esistenza e sono colmi di incredibili risorse che non utilizzano mai".
    La prima volta che don Juan mi parlò a lungo dei passi magici fu quando fece un commento poco favorevole sul mio peso. "Sei decisamente troppo in carne", esclamò, squadrandomi da capo a piedi e scuotendo il capo con disapprovazione. "Ti manca poco per poter essere definito grasso. Cominci a mostrare i primi segni di tensione e stanchezza: come tutti gli altri membri della tua razza, hai un inizio di deposito di grasso sul collo, al pari dei tori. È arrivato per te il momento di prendere sul serio una delle più grandi scoperte degli stregoni: i passi magici."
    "Ma di quali passi magici stai parlando?" gli chiesi. "Non mi hai mai accennato a niente di simile e, ammesso che tu l'abbia fatto, dev'essere stato un riferimento così vago che non riesco proprio a ricordarmelo."
    "Te ne ho parlato molto in passato, e tu ne conosci già molti", ribatté lui. "È da quando ci siamo incontrati che te li insegno!"
    Per quanto ne sapevo io, non era affatto vero, e protestai quindi con una certa veemenza.
    "Non difendere con tanta passione il tuo splendido sé", mi prese in giro, facendo con le sopracciglia un gesto ridicolo che avrebbe dovuto esprimere le sue scuse. "Volevo semplicemente dire che tu imiti tutto ciò che faccio, e di conseguenza io ho approfittato di questa tua capacità di imitare. Fin dall'inizio ti ho mostrato alcuni passi magici, e tu hai sempre pensato che io mi stessi divertendo a far schioccare le giunture del mio corpo. Mi piace proprio il modo in cui li hai interpretati: far schioccare le giunture! D'ora in poi ci riferiremo a essi con questa definizione."
    "Ti ho mostrato dieci modi diversi di far schioccare le mie giunture", riprese. "In realtà, ognuno di essi è un passo magico che si adatta perfettamente al mio corpo e anche al tuo; si potrebbe dire che sono nel tuo lignaggio, oltre che nel mio. Ci appartengono a livello personale e individuale, così come appartenevano ad altri stregoni che erano perfettamente uguali a noi nelle venticinque generazioni che ci hanno preceduto."
    Come lui stesso aveva dichiarato, i passi magici a cui si riferiva erano i modi in cui io pensavo facesse schioccare le giunture: era infatti solito muovere le braccia, le gambe, il torace e le anche in vari modi specifici che, almeno secondo me, dovevano creare la massima tensione di muscoli, ossa e legamenti. Dal mio punto di vista, il risultato di questi movimenti di stretching era una successione di schiocchi che io avevo sempre pensato producesse per divertirmi o stupirmi. A dire il vero, lui mi aveva chiesto più volte di imitare i suoi gesti e, con atteggiamento di sfida, mi aveva persino chiesto di memorizzarli e ripeterli a casa finché non fossi riuscito a produrre con le giunture gli stessi rumori che faceva lui.
    Pur non avendo mai ottenuto tali risultati, avevo involontariamente imparato tutti i movimenti. Adesso so che non riuscire a fare quei suoni in realtà è stato un bene, perché i muscoli e i tendini delle braccia e della schiena non dovrebbero mai essere tesi in quel modo. Don Juan era dotato fin dalla nascita dell'incredibile capacità di far schioccare le giunture delle braccia e della schiena, così come altra gente fa schioccare le nocche delle dita.
    "Come hanno fatto gli antichi stregoni a inventare questi passi magici?" volli sapere.
    "Nessuno li ha inventati", mi rispose in tono severo. "Pensare che siano stati inventati implica l'intervento della mente, e questo è un concetto del tutto sbagliato. I passi magici sono stato scoperti dagli antichi sciamani. Mi è stato detto che ha avuto tutto inizio con la straordinaria sensazione di benessere che questi individui provavano quando si trovavano nello stato sciamanico della consapevolezza intensa: il tremendo ed eccitante vigore che li animava era tale che fecero di tutto per rivivere tali sensazioni anche nello stato di veglia."
    "In un primo tempo credevano che si trattasse di un benessere generico creato dalla consapevolezza intensa, ma ben presto si resero conto che non sempre questo stato faceva nascere in loro il medesimo benessere. Un'analisi più attenta della questione permise loro di capire che ogni volta che avevano provato quel benessere specifico, erano sempre stati impegnati in alcuni specifici movimenti fisici. Si resero conto che mentre erano in uno stato di consapevolezza intensa il loro corpo si muoveva spontaneamente in certi modi che erano in realtà la causa delle insolite sensazioni di appagamento fisico e mentale che provavano."
    Don Juan aveva sempre pensato che tali movimenti involontari fossero una sorta di retaggio nascosto del genere umano, qualcosa che era stato celato in profondità e veniva riportato alla luce solo da coloro che ne andavano alla ricerca. Paragonò questi sciamani a sommozzatori che si immergono nelle profondità del mare e recuperano involontariamente un tesoro.
    Sempre secondo don Juan, questi stregoni iniziarono faticosamente a mettere insieme alcuni dei movimenti che ricordavano, e i loro sforzi portarono i risultati desiderati: furono infatti capaci di ricreare quei movimenti che avevano giudicato reazioni spontanee del corpo in uno stato di consapevolezza intensa. Incoraggiati dai successi ottenuti, riuscirono a ricreare centinaia di movimenti che si limitarono a eseguire senza mai cercare di classificarli in uno schema comprensibile. Essi credevano che nello stato di consapevolezza intensa i movimenti avvenissero in maniera spontanea e che ci fosse una forza che ne guidava l'effetto, senza l'intervento della volontà.

    « La mia percezione del mondo attraverso l'effetto di questi psicotropi è stata così bizzarra ed impressionante che io fui costretto ad assumere che questi stati erano la sola via di comunicazione e apprendimento di ciò che don Juan stava cercando di insegnarmi. Questo assunto era erroneo. »

    Non ho paura di nulla, così vedrò me stesso. La Ruota del Tempo
    Cercare la perfezione dello spirito del guerriero è l'unico compito degno della nostra transitorietà, e della nostra natura umana. La Ruota del Tempo
     Un guerriero è silenzioso nella sua battaglia, distaccato perché non ha nulla da perdere, pratico ed efficace, perché ha tutto da guadagnare.La Ruota del Tempo
    Ricapitolare e sognare vanno di pari passo. Man mano che rigettiamo la nostra vita, acquistiamo più e più capacità di volare. Don Juan Matus, L'Arte di Sognare
    Essere impeccabile significa mettere la tua vita nella direzione di sostenere le tue decisioni, e poi fare molto più del proprio meglio per realizzare queste decisioni. Don Juan Matus, L'Arte di Sognare
    Cercare la libertà è l'unica forza traente che conosco. Libertà per decollare; per essere come la fiamma di una candela, che, invece di spingersi e tener testa alla luce di miliardi di stelle, rimane intatta, perché non pretende mai di essere più di ciò che è: una semplice candela. Don Juan Matus, L'Arte di Sognare
    Il grande compito dei veggenti è di portare avanti l'idea che, per evolversi, l'uomo prima deve liberare la sua consapevolezza dai legami con l'ordine sociale. Una volta che la consapevolezza è liberata, l'intento la dirigerà in un nuovo sentiero evolutivo. Don Juan Matus, come citato da Carlos Castaneda nell'Arte del Sognare
    Gli stregoni intendono la disciplina come la capacità di fronteggiare con serenità circostanze non incluse nelle nostre aspettative. Per loro, la disciplina è un'arte: l'arte di fronteggiare l'infinito senza tirarsi indietro, non perché siano forti e duri, ma perché sono pieni di rispettoso timore.  Don Juan Matus, Il Lato Attivo dell'Infinito
    Che strano paradosso! Ogni guerriero sul sentiero della conoscenza pensa, prima o poi, che sta imparando la stregoneria, ma tutto ciò che sta facendo è permettere a sé stesso di essere convinto del potere nascosto nel suo essere, e che lo può raggiungere. Don Juan Matus, Il Potere del Silenzio
    Ogni aspetto della nostra vita, la nostra consapevolezza e il nostro universo è parte di un ciclo. Più ne siamo consapevoli, più le nostre azioni sono consapevoli su ogni livello. Occorre  mettere in chiaro e ad animare i nostri campi energetici, sollevare la vibrazione di consapevolezza, e connetterci più consciamente con i cicli dei nostri stessi esseri: la Terra, la Luna, i Pianeti e le Stelle.
     Il teatro dell'Infinito è l'adattamento che Carlos Castaneda fece ad una forma precedente di teatro, che fu introdotta nel lignaggio di don Juan Matus dal nagual Elias Ulloa e ulteriormente perfezionata dal suo studente, e benefattore di don Juan, il nagual Julian Osorio. Ciò comporta l'uso dei passi magici, i movimenti sognati del loro lignaggio, per rappresentare un particolare tipo di teatro - in cui gli attori provano diverse maschere e, nel far ciò, arrivano a vedere che la loro "solita" identità è anch'essa una maschera - aprendo la strada, anche se per un istante, alla possibilità di divenire consapevoli della propria vera identità come un'estensione dell'infinito stesso, capaci di intentare il modo in cui vogliono vivere ed essere. Nella recita, come nella vita, i protagonisti fanno un tour di consapevolezza, un viaggio attraverso il quale essi stessi e l'universo, divengono più consapevoli della vastità, della molteplicità e mutabilità di sé stessi.
    Don Juan  istruì  Castaneda nella via del guerriero. Per don Juan, il guerriero era un essere che viveva una vita riempita fino all'orlo con l'esplorazione delle infinite possibilità per la consapevolezza umana che normalmente rimane inutilizzata, un essere che si imbarca, quando arriva il momento, in un viaggio definitivo di consapevolezza, "passando oltre verso la libertà totale."  Don Juan descrisse questa opzione al suo apprendista: "…i guerrieri possono trattenere la loro consapevolezza, che normalmente viene abbandonata, nell'istante della morte. Nel momento del passaggio, il corpo nella sua interezza si accende di conoscenza. Ogni cellula all'unisono diventa consapevole di sé stessa ed anche consapevole della totalità del corpo." Carlos Castaneda ha lasciato il mondo nello stesso modo in cui lo fece il suo maestro, don Juan Matus: con piena consapevolezza. Nel lasciare il mondo come un guerriero solitario, in totale consapevolezza, lascia una ricchezza di conoscenza accessibile a chiunque desideri avventurarsi negli infiniti livelli di consapevolezza disponibili agli esseri umani. E , secondo don Juan, il viaggio comincia qui, nel mondo che abitiamo, un mondo ...così misterioso e ricco come nulla può essere. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per cogliere le meraviglie di questo mondo della vita quotidiana è sufficiente distacco. Ma più che distacco, abbiamo bisogno di sufficiente affetto e abbandono.
          "Un guerriero deve amare questo mondo," disse don Juan, "in modo che questo mondo che sembra un posto così comune possa aprirsi e mostrare le sue meraviglie."




    Ad ogni cosa vivente è stato garantito il potere, se così essa desidera, di cercare un'apertura verso la libertà e passarci attraverso. È evidente per i veggenti che vedono l'apertura, e le creature che vi passano attraverso, che l'Aquila garantisce questo dono per perpetuare la consapevolezza.
    Il Dono dell'Aquila


    "Le persone vedono solo ciò che sono preparate a vedere."

    domenica 14 ottobre 2012

    io non sono io

    Non sono io
    sono colui che cammina accanto a me
    senza che io lo veda,
    che, a volte, sto per vedere,
    e che, a volte, dimentico.
    Colui che tace, sereno, quando parlo,
    colui che perdona, dolce, quando odio,
    colui che passeggia là dove non sono,
    colui che resterà qui quando morirò.
    Yo no soy yo.
    Soy este
    que va a mi lado sin yo verlo,
    que, a veces, voy a ver,
    y que, a veces olvido.
    El que calla, sereno, cuando hablo,
    el que perdona, dulce, cuando odio,
    el que pasea por donde no estoy,
    el que quedará en pie cuando yo muera.

    Juan Ramon Jimenez

    VEDO MONDI E SONO CIECA...

    Sono abitatrice delle sabbie, di alte spume:.
    le navi passano per le mie finestre
    come il sangue nelle mie vene.
    come i piccoli pesci nei fiumi…
    Non hanno vele e hanno vele;.
    e il mare ha e non ha sirene;
    e io navigo e sto ferma
    vedo mondi e sono cieca.
    perché questo è un male di famiglia,
    essere di sabbia, di acqua, di isola…

    E persino senza barca naviga
    chi al mare è stata destinata.
    .
    Dio ti protegga, Cecilia
    che tutto è mare e niente più.

    Cecilia Meireles
    "I movimenti di tensegrità sono molto antichi e sono stati sperimentati forse per migliaia di anni: sono così dolci e così focalizzati che il loro effetto è straordinariamente benefico. Gli stregoni dell’antico Messico che li scoprirono affermavano che portavano la vita tramite l’ossigeno e la circolazione fino alle parti più recondite del corpo, le quali non vengono quasi mai utilizzate in circostanze ordinarie."

     
    notte indimenticabile di stelle sulla Majella con: zoi, viola,
    maria sole, giovanni, riccardo, laura, luciana, lorella, alessandro...
    e di passi... e di suoni... e di respiri con la natura...
    "I veggenti,  piuttosto che cercare di classificare i loro simili, preferiscono sognarli...
    Sanno che hanno pochissimo tempo in questa forma organica, e vogliono passarlo
    colmandosi di consapevolezza, piuttosto che di dati inutili."
    "I sensi dell'uomo possono svolgere due funzioni: una è vedere l'energia in grande come fluisce nell'universo e l'altro è "interpretare le cose in questo mondo"
    Le vere domande che dovremmo fare a noi stessi sono: ‘Cosa stai facendo della tua vita? Stai seguendo un sentiero con un cuore?’ Se non è un sentiero con un cuore, allora dobbiamo avere il coraggio di lasciarlo e trovare qualcosa che lo sia, prima che termini il nostro breve tempo sulla terra. I guerrieri non devono preoccuparsi delle "faccende quotidiane" perché "l’unica cosa che importa è l’incontro con l’infinito". Come don Juan, e i veggenti del suo lignaggio, Carlos Castaneda parlava in termini di fatti energetici: conclusioni a cui erano giunti quei veggenti basandosi sulla loro abilità di vedere l’energia direttamente così come fluisce nell’universo. Lo sforzo di Carlos Castaneda di descrivere questi fatti energetici serviva a costruire un ponte – per i suoi apprendisti e per tutti i praticanti dei passi magici – tra il mondo cognitivo di tutti i giorni e il mondo cognitivo dei veggenti dell’antico Messico. Ci disse che ci aveva condotto fino a quel ponte, ma che attraversarlo doveva essere una decisione volontaria per ciascuno di noi individualmente. La "battaglia" è dovunque (e in ogni momento). È proprio qui, proprio adesso.
    C'è da dire che tutto ciò che facciamo "importa". Come viviamo la nostra vita importa.
    Il mondo in cui viviamo, e le circostanze quotidiane, sono straordinari, e servono come arena per la nostra consapevolezza che si risveglia. Gli animali, le piante, gli alberi le rocce, gli elementi, i pianeti e le stelle sono senzienti e insieme agli esseri umani, creano un tessuto interattivo di coscienza. Possiamo connetterci a quel tessuto qualunque sia il nostro ambiente - una piccola città, una città grande, la campagna, ecc. Possiamo rivolgere lo sguardo al cielo, notare il movimento delle nuvole, i cicli e le stagioni della terra e delle stelle. Gli ingredienti che possono aiutare ad aumentare la nostra consapevolezza si trovano nella nostra vita quotidiana - il nostro lavoro, la famiglia, le relazioni, i suoni, i le fragranze, tessuti ed esperienze che si trovano di fronte a noi ora. Possiamo utilizzare gli strumenti della nostra tecnologia per comunicare in una certa maniera, e poi metterli da parte per essere presenti all'esperienza immediata, così non ci riempiamo di informazioni decontestualizzate piuttosto che di saggezza.
    Un mondo invisibile di esseri senzienti o consapevolezze chiamate seconda attenzione pervade o esiste accanto al nostro. Possiamo integrare la visione espansa della seconda attenzione per una consapevolezza e uno scopo più grandi nella nostra vita di ogni giorno attraverso lo sforzo continuo di essere consapevoli di sé stessi, degli altri e del mondo, e; l'integrazione del sé - che include il corpo fisico e la sfera luminosa di energia che fluisce attraverso e intorno ad esso - e ciò che don Juan chiamava il corpo di sogno, o il corpo energetico: la nostra sfera gemella, composta interamente di energia. La nostra esperienza del mondo è un'interpretazione, che può cambiare.
    Tensegrità potrebbe essere considerata una pratica di ermeneutica applicata. Ermeneutica si riferisce allo studio dell'interpretazione - prima era volta all'interpretazione dei grandi testi del mondo, poi si è ampliata ad intendere l'interpretazione della realtà stessa.  Ermeneutica applicata significa riconoscere su un piano pratico il modo in cui siamo influenzati dalla nostra cultura, dalla lingua, dalla famiglia, come interpretiamo il mondo - prendendo quindi quegli aspetti che maggiormente apportano un miglioramento e liberandoci dal resto. Libertà significa abilità di vedere oltre le nostre interpretazioni abituali della realtà, al fine di seguire la guida del nostro veggente interiore - la parte di noi che è direttamente collegata al cuore intelligente dell'universo chiamato intento. Qualche volta sentiamo l'idea che libertà significa “non avere responsabilità.” I nostri insegnanti mettevano l'enfasi sulla libertà come esattamente l'opposto; si tratta di esaminare le nostre convinzioni e azioni, assumendosi la responsabilità per la nostra propria esperienza di vita e del mondo; significa riconoscere, senza giudicare, che attraiamo esperienze che vibrano in accordo con il nostro proprio stato dell'essere - e che connettendoci con l'intento, possiamo, poco a poco, cambiarlo.
    La libertà comincia decidendo che vogliamo essere consapevoli, quindi riallineando la nostra attenzione ed energia a tale scopo. Le arti che ci possono aiutare in questa ricerca includono: i passi magici (praticati in silenzio, o con la musica o con suoni della natura), la ricapitolazione o rivisitazione della vita; il sognare e il silenzio interiore. Tutte queste pratiche considerano che il nostro stato fisico e la respirazione sono strettamente legate al nostro stato mentale ed emotivo e alla nostra consapevolezza, e che l'essere nella sua completezza, corpo e corpo energetico, è il veicolo della percezione. Tutte queste imprese sono guidate da una premessa: l'Amore è la forma più alta di intelligenza: amore verso sé stessi, per gli altri, per la straordinaria essenza di questo mondo. Amore per questo istante.

    “Non c'è alcun bisogno di trascendere il mondo. Tutto ciò che abbiamo bisogno di sapere è proprio davanti ai nostri occhi, se facciamo attenzione... Per me il modo di vivere—il sentiero con un cuore...è una presenza nel mondo.”
    Carlos Castaneda
    Because change,
    is the only constant,
    the signal for rebirth,
    the egg of the phoenix… 
     Christina Baldwin
    I went to the woods because I wished to live deliberately,
    to front only the essential facts of life,
    and see if I could not learn what it had to teach, and not,
    when I came to die, discover that I had not lived.
    Henry David Thoreau
    Life is what happens
    while you are busy
    making other plans.  
    John Lennon

    I nagual del lignaggio di Don Juan, in tempi antichi, stabilirono la validità di percepire l'energia direttamente, cosa che chiamarono vedere, cominciarono a perfezionarlo applicandolo a loro stessi. Essi cioè, ogni qualvolta lo desideravano, percepivano l'un l'altro come un conglomerato di campi energetici. Gli esseri umani percepiti in tal modo appaiono al veggente come delle gigantesche sfere luminose. La dimensione di queste sfere luminose corrisponde alla larghezza delle braccia estese verso l'esterno. Quando gli esseri umani vengono percepiti come conglomerati di campi di energia, si può percepire una zona di intensa luminosità all'altezza delle scapole, ad un braccio di distanza da quest'ultime, dietro la schiena. Gli stregoni dei tempi antichi che scoprirono questo punto di luminosità, lo chiamarono punto d'assemblaggio, perché conclusero che è lì che la percezione viene assemblata. Essi notarono, aiutati dal loro vedere, che in quel punto di luminosità, la cui ubicazione è omogenea per tutta l'umanità e che, generalmente, si può spostare orizzontalmente un po' più a destra o a sinistra, mantenendosi però sulla stessa linea e alla distanza di un braccio nella parte dietro del corpo, lì convergono miliardi di campi di energia sotto forma di filamenti luminosi che costituiscono l'universo in generale. I filamenti che convergono in quel punto, diventano dati sensoriali utilizzabili dagli esseri umani in qualità di organismi. L'utilizzazione dell'energia trasformata in dati sensoriali fu vista dagli stregoni come un atto di pura magia: energia in generale trasformata dal punto d'assemblaggio in un autentico mondo omnicomprensivo in cui gli esseri umani come organismi possono vivere e morire. L'atto di trasformare l'afflusso di pura energia nel mondo che percepiamo, fu attribuito da quegli stregoni ad un sistema di interpretazione. La loro strepitosa scoperta, strepitosa per loro, naturalmente, e forse per alcuni di noi che posseggano l'energia per essere attenti, fu che il punto d'assemblaggio non solo era il luogo dove la percezione veniva assemblata trasformando l'afflusso di pura energia in dati sensoriali, ma era anche il punto in cui aveva luogo l'interpretazione dei dati sensoriali. La loro successiva straordinaria osservazione fu che, durante il sonno, il punto d'assemblaggio si sposta al di fuori della sua posizione abituale in maniera molto naturale e discreta. Essi scoprirono che quanto più grande è lo spostamento, tanto più bizzarri sono i sogni che lo accompagnano. Gli stregoni, da queste osservazioni compiute attraverso il vedere, passarono di colpo all'azione pragmatica dello spostamento volitivo del punto d'assemblaggio, e chiamarono i loro risultati finali l'arte del sognare. Quest'arte fu definita da quegli stregoni come l'utilizzazione pragmatica dei sogni ordinari allo scopo di creare un accesso ad altri mondi mediante l'atto di spostare il punto d'assemblaggio volontariamente e di mantenere anche la nuova posizione in maniera volontaria. Le osservazioni degli stregoni, nel praticare l'arte del sognare, erano un commisto di ragione e di vedere l'energia direttamente così come fluisce nell'universo. Essi realizzarono che il punto d'assemblaggio, nella sua posizione abituale, è il luogo dove converge una determinata minuscola porzione di filamenti energetici che compongono l'universo; ma quando il punto d'assemblaggio cambia posizione, specialmente (con notevole sforzo energetico da parte dello sciamano) quando entra all'interno dell'uovo luminoso, e si avvicina nei pressi dei punti vitali, una differente minuscola porzione di filamenti energetici converge su di esso, dando come risultato un nuovo flusso di dati sensoriali: campi di energia differenti da quelli abituali vengono trasformati in dati sensoriali, e questi differenti campi di energia vengono interpretati come un mondo differente. La pratica dell'arte del sognare (e soprattutto del sogno lucido, da svegli) assorbì gli stregoni completamente. Nel corso di questa pratica, essi sperimentarono stati di agilità e benessere fisico ineguagliati, e nello sforzo di riprodurre quegli stati nelle ore di veglia, scoprirono che erano in grado di ripeterli eseguendo certi movimenti del corpo. I loro sforzi culminarono con la scoperta e lo sviluppo di un gran numero di tali movimenti che chiamarono passi magici. Per gli stregoni messicani dell'antichità, i passi magici divennero il loro bene più caro (generalmente ad ognuno di loro venivano dati in sogno dei passi specifici che erano quelli più adatti a proteggerli). Li circondarono di mistero e di rituali e li insegnarono solamente ai loro iniziati, e in estrema segretezza. Questo fu anche il modo in cui don Juan li insegnò ai suoi apprendisti. I suoi apprendisti, essendo l'ultimo anello del suo lignaggio, giunsero alla conclusione unanime che continuare a mantenere segreti i movimenti magici andava contro la loro intenzione di rendere accessibile il mondo di don Juan ai loro compagni uomini. Decisero quindi di riscattare i passi magici dalla loro condizione di oscura segretezza. Crearono così la Tensegrità, un termine questo proprio dell'architettura, che significa "la proprietà dell'ossatura muraria che impiega componenti di continua tensione e componenti di discontinua compressione in modo tale che ogni componente operi con la massima efficienza ed economia". Questo nome risulta estremamente appropriato perché è formato dalla combinazione di due termini: tensione, ed integrità; termini che connotano le due forze trainanti dei passi magici.