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venerdì 10 agosto 2012

disobbedienza = creatività

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eresia  in greco significa libertà di scelta

Se  usata per conoscere sé stessi,  la disobbedienza (alle consuetudini, all'appiattimento, ai paletti sociali imposti dai mass media e dalla maggioranza delle persone) diventa il migliore strumento di autoanalisi e di cambiamento,  nella ricerca spirituale, nel costruire le proprie vie e nello scolpire la propria personalità, togliendone ciò che ancora la nasconde.  Conduce a un aumento di creatività, o meglio, ad accorgersi di quanto poco creativo sia stato, finora, il nostro modo di vivere, pensare, amare, lavorare  Apriamo gli orizzonti e vediamo che si può giocare diversamente e per fare questo occorre semplicemente un atto di coraggio: rompere gli schemi. E ci si riesce soltanto se lo si fa in concreto: nel comportamento quotidiano, per scrollarsi di dosso limiti sociali, nel pensare, per utilizzare funzioni mentali che non avevamo mai usato, nel percepire, per ampliare la nostra immagine della realtà, nel progettare, nel decidere, nel premiarsi, nel superare i propri standard, così da poter cominciare a creare in maniera nuova tutto il proprio mondo.
  • l'accorgersi delle realtà fattuali, invece che del sentito dire o delle aspettative
  • la capacità di porsi le domande (giuste), e di utilizzare i cosiddetti "programmi aperti"
  • l'abilità di isolarsi, di raggiungere un'autonomia anche in mezzo alla gente
  • l'uso del "sogno a occhi aperti" per individuare obbiettivi e progettare
  • l'utilizzo del "sogno guidato" o "sogno lucido"
  • varie forme di brainstorming, ad alti livelli di intensità
  • il confronto con il "critico interiore"
  • la capacità di invertire la progettazione ("prova il contrario")
  • la capacità di progettare a partire dalla fine
  • la capacità di progettare con la mente altrui
  • la capacità di "insegnare i propri problemi", per prenderne le distanze
  • l'organizzazione di giornate full-immersion nei propri progetti
  • la capacità di utilizzare gli errori
  • la "ripartizione delle idee"
  • l'utilizzo delle aree a-temporali della coscienza, per l'elaborazione di progetti e per l'autoanalisi




  • 

    Il significato letterale del termine eresia (che deriva dal greco airesiV, airesis) significa "scelta"
    (dal verbo airew, scelgo, preferisco, approvo una opinione, eleggo una parte politica...).
    Il concetto di "airesis-scelta" è strettamente legato a quello di "dùnaton-possibilità",
    solo dove c'è l'una ci può essere anche l'altra. La scelta-possibilità è una
    delle indicazioni fondamentali del concetto di libertà e di libero arbitrio.


    L'eresia
    "è frutto di un po' di scienza e un po' d'ozio"(Voltaire),
     perché tipico del lavoro scientifico è lo scegliere
    e determinazione specifica dell'ozio è il sognare.



     "L'unico mezzo per non cambiare è quello di non pensare" 
    (Ernest Renan in L'avvenire della scienza)

    agire con integrità e impeccabilità nell'intento dell'infinito


    Sii impeccabile con la parola
    Parla con integrità.
    Dì solo quello che intendi dire.
    Evita di usare la parola per parlare contro te stesso e per sparlare degli altri.
    Usa il potere della parola in direzione della verità e dell'amore.

    Non prendere nulla in modo personale.Niente di ciò che fanno gli altri è a causa tua.
    Ciò che gli altri dicono e fanno è una proiezione della loro realtà, del loro sogno.
    Se sei immune alle opinioni e alle azioni degli altri, non sarai vittima di un'infinita sofferenza.
    Non supporre nulla.
    Trova il coraggio di fare domande e di esprimere ciò che vuoi realmente.

    Comunica con gli altri con la maggiore chiarezza possibile, per evitare fraintendimenti, amarezze e drammi.
    E' sufficiente questo accordo per trasformare completamente la tua vita.

    Fa sempre del tuo meglio.Il tuo meglio cambia di momento in momento, è diverso se sei malato o sei in salute.
    In qualunque circostanza, fa semplicemente del tuo meglio ed evita i giudizi su te stesso, l'abuso di te stesso e il rimpianto.
    Sii scettico, ma impara ad ascoltare.
    Credi solo a te stesso e a nessun altro.

    Usa il potere del dubbio per esaminare tutto ciò che senti.
    E' davvero la realtà?
    Ascolta le intenzioni dietro le parole e comprenderai il vero messaggio.

    Il primo accordo è “Sii impeccabile con la parola”, che significa parlare con integrità e dire solo ciò che si vuole esprimere esattamente. Significa anche evitare il pettegolezzo e cercare di usare le proprie parole per l’amore e la verità.
    Il secondo accordo è “Non prendere nulla in modo personale”, perché ognuno crea la propria realtà, il proprio mondo, e tutto ciò che vive in quel mondo è diverso da quello che vive nel nostro mondo. Supponiamo che tutti quelli che ci stanno intorno vivano esattamente come noi, e giudichino nello stesso modo in cui giudichiamo noi – e questo non è affatto vero. Non prendendo nulla in modo personale, be’, abbiamo l’immunità nei rapporti con tutti coloro che ci circondano.
    E non supponiamo nulla, con il terzo accordo, che ci dà l’immunità nel rapporto che abbiamo con noi stessi.
    So che i primi tre accordi sono abbastanza difficili, ma il quarto accordo è quello che fa la differenza, perché è una cosa che ognuno sa fare, cioè “Fai sempre del tuo meglio” – è l’unica cosa che possiamo fare. Semplicemente seguendo questi quattro accordi, possiamo rompere migliaia e migliaia di falsi accordi che abbiamo creato e che controllano la nostra vita.
    Il quinto accordo deriva dagli altri quattro accordi; questo è l’ultimo, non ce ne sono altri.
    Diventi il maestro e l’apprendista di te stesso essenzialmente quando impari il rispetto, e impari a vivere in un sogno di gratitudine – gratitudine per essere vivo, gratitudine per il fatto di avere un corpo.

    (tratto da I Quattro Accordi: Guida Pratica alla Libertà Personale e Il Quinto Accordo: Guida Pratica alla Padronanza di Sé di DON MIGUEL RUIZ  e DON JOSE RUIZ)
    "Non seguo nessuna religione. Ma amo e rispetto tutte le filosofie e tutte le religioni. Vedo come sono nate, come si sono sviluppate, e quanto sono potenti. Ma non fa per me credere in una specifica divinità. Quello in cui credo, infatti, è che l’infinito, l’assoluto, sia un essere vivente, l’unico essere vivente che esista veramente. E noi siamo tutti parte di quell’essere vivente. In base a questo punto di vista, il modo in cui io vedo l’universo, il modo in cui vedo Dio è la perfezione, come se esistesse solo la perfezione, e questo non è difficile da capire. La vita è molto, molto facile da capire, ma la complichiamo con le convinzioni e le idee che creiamo.Noi pensiamo: “Non sono abbastanza bravo. Non posso farcela. Non posso essere felice. Sono nato per soffrire. La vita è una valle di lacrime e siamo qui per soffrire, e se soffriamo con pazienza, quando moriamo andiamo in paradiso”. Tutte queste non sono che bugie, e noi ci crediamo. Il modo in cui ci esprimiamo nella vita è con molta paura. E ci giustifichiamo dicendo: “Oh, sono timido. Oh, non sono un bravo cantante. Non riesco a parlare in pubblico. Non sono un bravo artista”. Usiamo tutte queste convinzioni per limitarci nell’espressione di noi stessi. Siamo molto spaventati di vivere la vita.“Siamo tutti artisti dello spirito”Ogni essere umano è un artista. E l’arte principale che abbiamo è la creazione della nostra storia. Creiamo storie in cui viviamo, e questo è un po’ difficile da capire per gli essere umani ordinari, ma è una cosa estremamente bella quando abbiamo questa consapevolezza e ancor di più quando la cambiamo. E non è poi così difficile. E' la nostra storia la sola ad interferire tra noi e Dio. È solo una creazione, ma noi ci crediamo, dimentichiamo ciò che siamo veramente. Quando recuperiamo la consapevolezza, scopriamo che le nostre relazioni migliorano, le relazioni con le persone che amiamo e tutti coloro che ci circondano diventano molto, molto migliori.
    Finalmente siamo abbastanza forti per guardare tutte quelle bugie in faccia e non crederci più. E il miracolo di questo è che ti fidi completamente di te stesso, non hai bisogno di confidare più in un guru, in un Dio esterno. Capisci Dio perché fai esperienza di Dio, e vedi Dio ovunque, perché vedi semplicemente la vita in azione continuamente. E' impossibile esprimere la verità in parole. Bisogna sperimentarla. Quando apri i tuoi occhi spirituali, ciò che stai facendo è sperimentare la verità. E ancora tu cerchi di spiegare la verità agli altri. Supponiamo che tu voglia scrivere un libro su un singolo albero. Puoi impiegare migliaia di pagine per descriverlo. Non importa quanto ti avvicini alla descrizione di quell’albero, non lo descriverai mai com’è veramente. Ma questo non significa che tu non capisca, perché hai avuto quell’esperienza e questo è proprio è ciò che fa la differenza. E sapremo la verità, e la verità ci renderà liberi. Liberi da tutte quelle bugie. Il cristianesimo e il buddismo sono meravigliosi, poiché tutti questi maestri hanno sperimentato la verità. Cristo l’ha chiamata Paradiso, Buddha Nirvana. Ma entrambi intendevano la stessa cosa e ciò che hanno cercato di spiegare è l’esperienza che hanno avuto quando hanno sperimentato la verità. E chiunque abbia sperimentato la verità, la spiegherà a modo suo, ma chiunque ascolta, chiunque stia spiegando la verità, capirà.

    La nostra unica missione nella vita è essere felici. Ogni cosa ti guida a cercare la tua felicità. Non puoi fare felice nessun altro eccetto te. Non puoi fare felici i tuoi figli, non puoi far felice tuo marito o tua moglie, non puoi far felici i tuoi genitori. Devono essere loro a far felici loro stessi. L’unica persona che puoi far felice sei tu. Non abbiamo obblighi nei confronti di nessuno. È una scelta. Quando hai la consapevolezza non scegli di vivere nella tragedia. Scegli di essere felice. Questa sarà la tua scelta. E anche se il tuo corpo è in preda al dolore, puoi essere felice in ogni caso.
    Ad esempio, un bimbo di uno o due anni ha mal di testa o prova dolore in una qualsiasi parte del corpo. Se qualcosa cattura la sua attenzione, vedrai un sorriso sul suo viso, finché non torna a concentrarsi su ciò che sta causando il dolore. Allora piangerà di nuovo.
    Ma la nostra tendenza è di essere felici, e non è una cosa che riguardi il fatto di essere centrato sul sé. Se tu sei felice, infatti, la tua felicità si estenderà tutto intorno a te. Tutti sentiranno la tua presenza. Possono paragonarsi a te e scegliere di essere felici anche loro.Ciò che io consiglio è consapevolezza, consapevolezza e ancora consapevolezza. E per questo, qualsiasi religione voglia una persona va bene. È meraviglioso avere ogni genere di religione. Non è realmente questo che importa. Essere felici. È questo l’importante, essere felici.

    Quanto siamo bambini, riceviamo messaggi da tutti – dai nostri genitori, dalla scuola, da ogni cosa – ascoltiamo tutte queste opinioni, ci appropriamo di tutte queste opinioni, e impariamo un modo di crescere e iniziare a condividere con tutti queste opinioni. Stiamo sempre dando e ricevendo informazioni, mandando messaggi, quindi per natura siamo dei messaggeri. Ma non ne abbiamo la consapevolezza, diamo semplicemente il messaggio inconsapevolmente, e distruggiamo molti dei messaggi che mandiamo e riceviamo. Che genere di messaggero sei? Stai trasmettendo bugie oppure la verità? Siamo tutti messaggeri perché siamo tutti artistiTolteco significa “artista”. Quando ti chiedi che genere di messaggero sei, è come se ti chiedessi che genere di vita stai vivendo. Amo la mia vita? Mi piace la vita che sto vivendo? Se non ti piace la puoi cambiare, e se non ti piace il tuo messaggio lo puoi cambiare. E questa è la parte migliore da capire, cioè che siamo narratori di storie e che possiamo creare la storia più bella.
    La mia vita è una preghiera continua senza che io preghi. Come artista – e ogni essere umano è un artista – io contemplo ogni cosa. Mi godo le mie percezioni, assaporo i cambiamenti nel mio corpo fisico e il semplice fatto di essere vivo e provare gratitudine è la migliore preghiera che possiamo fare. Ti assicuro che io vedo Dio ovunque, vedo le azioni di Dio, percepisco la sua espressione in ogni cosa che vedo. Vivo in un costante stato di estasi.
     Il messaggio più bello che ci sia in questo libro è che ci aiuta a cambiare il mondo – e non stiamo parlando del mondo al di fuori di noi, ma del mondo nella nostra mente. Arriviamo tutti su questo meraviglioso pianeta con una missione. L’unica missione che abbiamo, la stessa per ogni singolo essere umano che ci sia sul bellissimo pianeta terra, è di far felici noi stessi." (Don Miguel Ruiz)

    le 4 "i"
    intento
    infinito
    integro
    impeccabile

    giovedì 9 agosto 2012

    VERSO la poesia, VERSO la vita

    nessuna esperienza né ricchezza né partner potranno mai colmare nè calmare
    quell'onnipresente sottile senso di incompiutezza che mi porto dentro
    e che mi crea un fastidioso senso di vertigine... fino a mancarmi il respiro:
    è il mio vuoto primordiale, è la ricerca spasmodica della riscoperta della mia vera essenza.
    Ma l'Amore accade...e mi porterà la pace e la libertà...



    In mezzo alle fitte tenebre
     il mondo era nero: nulla.
    Quando un brusco strappo
    - forma retta, curva forma -
    la fiamma gli apre il vivere.
    Vetro, quercia, illuminati
    che gioia d'essere la loro,
    di luce, di linee, essere
    di lustro e vena viventi!
    Quando la fiamma si spegne
    sussistenze fuggitive,
    questa forma, quel colore,
    scappano.
    Vivono qui o nel dubbio?
    Nostalgia che sale lenta
    non di luna, non d'amore
    né infinito. Nostalgia
    d'una brocca sopra un tavolo.
    Ci sono?
    Io cerco là dove stavano.
    Disboscatrice di ombre
    mano tentoni. Alla cieca
    l'angoscia segue orme vaghe.
    D'un tratto, come una fiamma
    sale altissima una gioia
    del nero: luce del tatto.
    Giunse nel mondo del certo.
    Tocca il vetro, freddo, duro,
    anche il legno tocca, ruvido.
    Ci sono!
    La sorda vita perfetta
    incolore, ne ho conferma,
    sicura, buia, la sento:
    realtà profonda, massa.

    (Dono della materia - Pedro Salinas)

    Non ho bisogno di tempo
    per sapere chi sei:
    conoscersi è luce improvvisa.
    Chi ti potrà conoscere
    là dove taci, o nelle
    parole con cui tu taci?
    Chi ti cerchi nella vita
    che stai vivendo, non sa
    di te che allusioni,
    pretesti in cui ti nascondi.
    E seguirti all'indietro
    in ciò che hai fatto, prima,
    sommare azioni a sorriso,
    anni a nomi, sarà
    come perderti. Io no.
    Ti ho conosciuto nella tempesta.
    Ti ho conosciuto, improvvisa,
    in quello squarcio brutale
    di tenebra e luce,
    dove si rivela il fondo
    che sfugge al giorno e alla notte.
    Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
    nuda ormai dell'equivoco,
    della storia, del passato,
    tu, amazzone sulla folgore,
    palpitante di recente
    ed inatteso arrivo,
    sei così anticamente mia,
    da tanto tempo ti conosco,
    che nel tuo amore chiudo gli occhi,
    e procedo senza errare,
    alla cieca, senza chiedere nulla
    a quella luce lenta e sicura
    con cui si riconoscono lettere
    e forme e si fanno conti
    e si crede di vedere
    chi tu sia, o mia invisibile.

    (P. Salinas)


    «Stare su una via insolita
    a indagare ciò che è giusto,
    non è errare; errore è dormire
    o correre ciecamente» (John Donne).
    “Preferisco il ridicolo di scrivere poesie, al ridicolo di non scriverne”(Szymboska)
     «Verso la poesia, verso la vita»  J.L Borges


    fermati un istante e riconquista quell’unico momento di cui disponi
    per vivere, crescere, sentire, amare, gioire: il presente!

    curiosi del mare... e non solo...

    "Così come in libreria ci sono libri che dagli scaffali ci chiamano e chiamano solo noi e per nome (perché già ci conoscono da una vita e sanno che devono parlarci), così come ci sono persone che già solo con la loro presenza ci inducono a evolvere, ci sono immagini che ci spingono ad agire."

    curiosidelmare: 9 agosto 1962 - 9 agosto 2012

    «Il sole ci parla con la luce,
    col profumo e il colore parla il fiore,
    con le nuvole, con la neve e la pioggia
    parla l’aria. Nel tempio del mondo
    vive un impulso che mai si placa
    a infrangere il mutismo delle cose
    con parola, gesto, colore, suono
    per esprimere il mistero dell’Essere.»[ Hermann  Hesse ]
     

    (la Majella vista dal Voltigno)
     
                                    
                                                                     
                                                                          

    martedì 7 agosto 2012

    anche per me...

    watts: speranza

    “Abbiamo un paese che è di parole.
    E tu parla, che io possa fondare la mia strada pietra su pietra.
    Abbiamo un paese che è di parole, e tu parla,
    così che si conosca dove abbia termine il viaggio.”
    Mahmud Darwish
    Smisurata Preghiera

    Alta sui naufragi
    dai belvedere delle torri
    china e distante sugli elementi del disastro
    dalle cose che accadono al disopra delle parole
    celebrative del nulla
    lungo un facile vento
    di sazietà di impunità

    Sullo scandalo metallico
    di armi in uso e in disuso
    a guidare la colonna
    di dolore e di fumo
    che lascia le infinite battaglie al calar della sera
    la maggioranza sta la maggioranza sta
    recitando un rosario
    di ambizioni meschine
    di millenarie paure
    di inesauribili astuzie

    Coltivando tranquilla
    l'orribile varietà
    delle proprie superbie
    la maggioranza sta
    come una malattia
    come una sfortuna
    come un'anestesia
    come un'abitudine
    per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

    col suo marchio speciale di speciale disperazione
    e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
    per consegnare alla morte una goccia di splendore
    di umanità di verità

    per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
    e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
    con improbabili nomi di cantanti di tango
    in un vasto programma di eternità

    ricorda Signore questi servi disobbedienti
    alle leggi del branco
    non dimenticare il loro volto
    che dopo tanto sbandare
    è appena giusto che la fortuna li aiuti
    come una svista
    come un'anomalia
    come una distrazione
    come un dovere

    La vita artistica di Faber è racchiusa tra due preghiere, di cui la seconda è in crescendo, smisurata... Ateo, agnostico, animista, anarchico eppure ardente e appassionato ricercatore del vero...  contraddittorio e mai incoerente... Fabrizio amava rompere le regole e gli schemi ma di certo,  sapeva pregare: «C’è chi è toccato dalla fede – scriveva - e chi si limita a toccare la virtù della speranza (…), il Dio in cui, nonostante tutto, continuo a sperare, è un’entità al di sopra delle parti, delle fazioni» In realtà per De Andrè appassionarsi al Gesù uomo significava semmai prendere le distanze da una concezione del sacro in cui il trascendente è una realtà distante e imperturbabile, e le parole circa i giorni del suo rapimento appaiono significative: «Non che sia diventato credente, ma quando ti trovi impossibilitato a usare la tua volontà, cerchi qualcuno che ti presevi (…). Ti metti nelle mani di qualcuno che in quel momento speri che esista. E così ti arrendi alla tentazione della preghiera» Nelle sue opere si nota chiaramente il suo tenace atteggiamento di ricerca del senso della vita , la tensione verso l’infinito ed il proposito di arrivare all’essenza tanto che le parole di Giovanni: «Vi do un comandamento nuovo: che via amiate gli uni gli altri come io vi ho amato» sembrano essere l’architrave  per l’intera nostra civiltà ed il filo rosso delle sue canzoni. In Smisurata Preghiera troviamo un aperto contrasto tra il potere e l'individuo, una tensione insolubile che pare protrarsi all'infinito. Il potere non viene solo rappresentato da una classe sociale e non si manifesta solo attraverso l'istituzione dello Stato o la ricchezza; esso è un concetto dalle mille sfaccettature, un limite esistenziale che vieta all'individuo di auto-affermarsi come persona (e qui é molto evidente l'influenza di Max Stirner).
    Considerata il testamento spirituale di Fabrizio, in questa "preghiera" lui chiede a Dio un po’ di compassione per quelli che, come lui, viaggiano "in direzione ostinata e contraria", che la solitudine se la scelgono da sé, quale unica condizione per dare alla vita "una goccia di splendore". Ma la compassione in questo caso è un dovere da parte di Dio poiché questa condizione di solitudine e questo viaggiare "in direzione ostinata e contraria " portano le stesse  persone a muovere i propri passi tra il vomito dei respinti con un marchio speciale di speciale disperazione. Un atto dovuto quindi, in favore di coloro che, come Faber, hanno trascorso la vita a battersi contro quella maggioranza che troppo spesso dimentica i disobbedienti alle leggi del branco.
    Il testo è diviso in due parti: il soggetto della prima è la maggioranza intenta solo a coltivare l’orribile varietà delle proprie superbie ed è una forte accusa a questa mentre la seconda è la preghiera vera e propria.
     E'rivolta a tutti i vari personaggi che hanno popolato le sue canzoni, ma tra questi è presente anche qualcuno che "ad Aqaba ha curato la lebbra con uno scettro posticcio, seminando figli con improbabili nomi di cantanti di tango". Appena si ascoltano questi versi è facile pensare alla figura di Cristo (che De Andrè definì in una presentazione dell’album “La buona novella” il più grande rivoluzionario di tutti i tempi) ma Cristo non seminò di certo figli con nomi di cantanti di tango, cosa, questa, che rimanda a personaggi spagnoli o sudamericani: insomma di cultura spagnola.  Ecco l’illuminazione: Ernesto Rafael Guevara, di origine Argentina, nato a Buenos Ayres da famiglia di alto renago, più tardi detto il “Che”, il più popolare tra i marxisti che parteciparono alla rivoluzione cubana. Laureatosi in medicina infatti Che Guevara aveva fatto tre viaggi intorno al mondo durante i quali aveva curato i malati di lebbra nei paesi più poveri.
    Non manca quindi il riferimento politico -sempre molto caro a Fabrizio, che si auto-definisce anarchico, soprattutto nel periodo successivo all’uscita dell’album “Storia di un impiegato”.
    Comunque, anche se Dio avrà misericordia di questi uomini, ciò rimarrà sempre un’anomalia poiché questi personaggi che viaggiano "in direzione ostinata e contraria " avranno sempre opposta la maggioranza intransigente dei benpensanti fedeli alle leggi del branco.

     

     Padrone cieco della terra e delle sue viscere,
          dai nodi selvaggi delle tue grotte contrite,
          placa il lamento della tua espansione.
          Per quelli che sono scesi in cadute rassegnate,
       fino a giacere sul fondo del fondo,
          dove gli occhi sono cancellati dalla polvere
    ,
          per le navi che sono al loro ultimo viaggio e non lo sanno,
          ma il loro fasciame scricchiola penoso,
          e per coloro che dividono la paura della deriva.

    Guarda dove mi trovo,
          e allontanati pietoso dal corso funesto dei miei giorni...
          Amen
    (Carlo Bonanni  - Lirica inedita, aprile 2009)


    ...io mi dico è stato meglio lasciarci
    che non esserci mai incontrati...

    (Saper leggere) il Libro del Mondo: esegesi dell'opera poetico-musicale di Fabrizio de André
    Amico fragile 
    Evaporato in una nuvola rossa
    in una delle molte feritoie della notte
    con un bisogno d'attenzione e d'amore
    troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
    per essere corrisposti,
    valeva la pena divertirvi le serate estive
    con un semplicissimo "Mi ricordo":
    per osservarvi affittare un chilo d'era
    ai contadini in pensione e alle loro donne
    e regalare a piene mani oceani
    ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
    fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
    senza rimpiangere la mia credulità:
    perché già dalla prima trincea
    ero più curioso di voi,
    ero molto più curioso di voi.

    E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
    meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
    tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
    se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
    "Lo sa che io ho perduto due figli"
    "Signora lei è una donna piuttosto distratta."
    E ancora ucciso dalla vostra cortesia
    nell'ora in cui un mio sogno
    ballerina di seconda fila,
    agitava per chissà quale avvenire
    il suo presente di seni enormi
    e il suo cesareo fresco,
    pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
    debba in qualche modo incominciare una chitarra.

    E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
    mi sentivo meno stanco di voi
    ero molto meno stanco di voi.

    Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
    fino a farle spalancarsi la bocca.
    Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
    di parlare ancora male e ad alta voce di me.
    Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
    con una scatola di legno che dicesse perderemo.
    Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
    Il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
    Potevo assumere un cannibale al giorno
    per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
    Potevo attraversare litri e litri di corallo
    per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

    E mai che mi sia venuto in mente,
    di essere più ubriaco di voi
    di essere molto più ubriaco di voi.

    martedì 24 luglio 2012

    L'Amore...


    ai tempi del colera ...(Gabriel García Márquez)

    E presi coscienza che la forza invincibile che ha spinto il mondo
    non sono gli amori felici bensì quelli contrastati.
    Nella città caraibica di Cartagena...Florentino e Fermina...
    Un amore platonico che infiamma il cuore e che dura da più di 50 anni  ("cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese")e che - nonostante lui si fosse tuffato ben in 622 storie di sesso sfrenato e  amori passeggeri, tutti catalogati con minuzia sopra un taccuino - gli faceva dire all'amata di essere rimasto vergine;e in effetti lui era vergine, perchè il sentimento che nutriva dentro era la cosa più pura che mai essere umano avesse potuto offrirle in nome dell'amore...


    http://it.wikipedia.org/wiki/L'amore_ai_tempi_del_colera_(romanzo)
    incipit:
    Era inevitabile: l'odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati. Il dottor Juvenal Urbino lo sentì non appena entrato nella casa ancora in penombra, dove si era recato d'urgenza a occuparsi di un caso che per lui aveva smesso di essere urgente già da molti anni. Il rifugiato antillano Jeremiah de Saint-Amour, invalido di guerra, fotografo di bambini e suo avversario di scacchi più compassionevole, si era messo in salvo dai tormenti della memoria con un suffumigio di cianuro d'oro.
    Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli belli, e che grazie a tale artificio riusciamo a tollerare il passato.
    Ma era lì. Voleva trovare la verità, e la cercava con un'ansia appena paragonabile al terribile timore di trovarla, sospinta da un vento incontrollabile più imperioso della sua alterigia congenita, più imperioso persino della sua dignità: un supplizio affascinante.


    «Ricco no» disse, «sono un povero con soldi, che non è la stessa cosa.» ...la ragazzina alzò gli occhi per vedere chi stava passando davanti alla finestra, e quello sguardo casuale fu l'origine di un cataclisma d'amore che mezzo secolo dopo non era ancora terminato...non lo guardò, non interruppe il ricamo, ma la sua decisione socchiuse una porta da cui entrava un mondo intero...Lei era così abbagliante da sembrare l'unica in mezzo alla folla...Gli sembrava così bella, così seducente, così diversa dalla gente comune, che non capiva perché nessuno rimanesse frastornato come lui al rumore ritmico dei suoi tacchi sul selciato della via, né si sconvolgessero i cuori con l'aria dei sospiri dei suoi falpalà, né impazzissero tutti d'amore al vento della sua treccia, al volo delle sue mani, all'oro del suo ridere....Doveva insegnarle a pensare all'amore come a uno stato di grazia che non era un mezzo per nulla, bensì un'origine e un fine in sé....Così pensava a lui senza volerlo, e quanto più pensava a lui più le veniva rabbia, e quanto più le veniva rabbia tanto più pensava a lui, finché non fu qualcosa di così insopportabile che le travolse la ragione. ..Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli belli, e che grazie a tale artificio riusciamo a tollerare il passato...È incredibile come si possa essere tanto felici per così tanti anni, in mezzo a tante baruffe, a tante seccature, cazzo, senza sapere in realtà se è amore o se non lo è...Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un bordello....Florentino Ariza rimaneva esausto, incompleto, a galleggiare nella pozza di sudore di entrambi, ma con l'impressione di non essere che uno strumento per godere...Fino ad allora l'aveva sorretto la finzione che il mondo fosse quello che passava, passavano i costumi, la moda: tutto meno lei. Ma quella sera vide per la prima volta in modo consapevole come stesse passando la vita di Fermina Daza, e come passasse la sua stessa vita, mentre lui non faceva altro che aspettareNé lui né lei avevano vita per nulla di diverso che pensare all'altro… perché mai avrebbe ammesso la realtà che Florentino Ariza, nel bene o nel male, era l'unica cosa che le fosse accaduta nella vitagli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, ma che la vita li costringe ancora molte altre volte a partorirsi da sé... lo spaventò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti nè confini... i sintomi dell'amore sono gli stessi del colera...Nel corso degli anni entrambi arrivarono, seguendo vie diverse, alla conclusione saggia che non era possibile vivere altrimenti, né amarsi altrimenti: nulla a questo mondo era più difficile dell'amore.  

    VITA, MORTE, FATALITA'...imperdibile per gli amanti del TANGOOOOOOO

    Martedì 7 agosto 2012 - ore 21.15
    LAST TANGO IN BERLIN  al D'Annunzio di Pescara

    Cantante, ballerina, attrice. Ma, soprattutto, indiscutibile icona femminile. Ute Lemper, anti-diva profondamente allergica allo star system e alle sue regole, artista colta e libera. Dal jazz al pop, da Kurt Weill a Bertolt Brecht...ed ecco alcune delle canzoni che verranno interpretate: 
    Chiquillin de bachin (Astor Piazzolla)
    L'Accordéoniste (Michel Emer)
    Lili Marleen (Schulze/ Leip)
    Yo soy Maria (Astor Piazzolla)
    Buenos Aires (Astor Piazzolla)
    Soledad (Astor Piazzolla)
    Balada para un loco (Astor Piazzolla)
    Ich bin vom Kopf bis Fuss auf Liebe eingestellt (Frederick Hollaender)
    Moritat von Mecky Messer (Kurt Weill/Bertolt Brecht)
    Lola (Frederick Hollaender)
    Amarcord (Nino Rota)
    Chanson de Jacky (Jacques Brel)
    Ne me quitte pas (Jacques Brel)
    Amsterdam (Jacques Brel)
    Milord (Monnot/Moustaki)
    La Colombe (Jacques Brel)
    Vana Gierig - pianoforte
    Tito Castro - bandoneon 
    Todd Turkisher - percussioni
    Steve Millhouse/Don Falzone - contrabbasso
    Un viaggio da Berlino a Buenos Aires, da Brecht a Piazzolla. Accompagnata da Vana Gierig al pianoforte e da Marcelo Nisinman al bandoneon, Ute Lemper presenta una straordinaria serata di tanghi da tutto il mondo in spagnolo, portoghese, francese, tedesco e inglese.Ute Lemper canta il suo omaggio al tango, ai suoi racconti d’amore, di vita, di morte, di fatalità e passione. Il destino di queste canzoni ci porta in un viaggio nei i vicoli segreti di Berlino, New York, Parigi e Buenos Aires. La carriera di Ute è stata fino ad ora straordinaria grazie alla sua notevole versatilità che l’ha portata a coprire ruoli di attrice di teatro e di cinema, di cantante e di ballerina riscuotendo un notevole successo per le interpretazioni delle Canzoni del Cabaret di Berlino, delle opere di Kurt Weill, della canzone francese e per le sue performances a Broadway e nel West End di Londra. Nata a Munster, in Germania, ha completato i suoi studi all’Accademia di Danza di Colonia ed allla Scuola di Arte Drammatica Max Reinhardt di Vienna. Il suo debutto musicale è avvenuto sulla scena dell’originale produzione viennese di Cats, dove impersonava i ruoli di Grizabella e di Bombalurina. In seguito è stata Peter Pan in Peter Pan (Berlino) e Sally Bowles nel Jerome Savary’s Cabaret (Parigi), ruolo per il quale ha ricevuto il premio Molière per migliore attrice di Musical. Ha recitato nel ruolo di Lola nell’Angelo Azzurro (a Berlino) e Maurice Béjàrt ha creato per lei il balletto, “La mort subite”. Ute Lemper è anche apparsa in Weill Revue, con il Tanztheater di Pina Bausch. I concerti da solista di Ute Lemper, che includono il Recital di Kurt Weill, Illusions, City of Strangers e Berlin Cabaret Evening, sono stati presentati in tutto il mondo presso teatri prestigiosi come La Scala e Il Piccolo Teatro di Milano, il Théatre de La Ville, il Théatre National de Chaillot, Les Bouffes du Nord di Parigi, il Palau de la Musica di Barcellona, la Sydney Opera House, il Berliner Ensamble, il Barbican Centre, la Royal Festival Hall, la Queen Elizabeth Hall, l’Almeida Theatre di Londra, l’Alice Tully Hall, il Lincoln Center di New York,, l’Herbst Theatre di San Francisco e la Westwood Playhouse di Los Angeles. Il repertorio dei concerti sinfonici di Ute Lemper comprende The Seven Deadly Sins, Songs from Kurt Weill, Songbook di Michael Nyman e canzoni dal repertorio di Edith Piaf e Marlene Dietrich con la London Symphony Orchestra, l’Hollywood Bowl Orchestra e l’Orchestra Sinfonica di Berlino.
    Ute Lemper interpreterà tanghi da tutto il mondo cantando in spagnolo, portoghese, francese,tedesco e inglese. «Trascino il pubblico in un viaggio intorno al mondo e racconto storie che, spesso, parlano del desiderio di libertà» - La parte centrale della serata è dedicata alla musica di Piazzolla e alle sue più drammatiche e sensuali canzoni sull' amore, la vita, la morte, la fatalità, la passione e la sopravvivenza a Buenos Aires («Balada para mi muerte», «Oblivion», «Balada para un Loco»). Ma Ute esplora alcuni fantastici tanghi di Kurt Weill, Jacques Brel («La Colombe» e «Ne me quitte pas»), Edith Piaf («Vie en rose», «Milord»). E c' è anche un brano scritto dalla stessa Lemper. «Le canzoni tedesche degli anni Venti e Trenta rispecchiano lo spirito del tango, una musica ammaliante e triste, la parte oscura dell' umanità. Le melodie di Weimar hanno testi coraggiosi, che ruotano intorno alla società, alla corruzione, alla propaganda. Sono storie di povera gente, che indagano anche sulle ragioni politiche e mostrano come i politici creavano, ma lo fanno ancora oggi, i loro castelli di bugie». Quest' anno Lemper prepara anche un tour con il Quinteto Piazzolla, i più accredidati esecutori delle musiche composte dal maestro argentino. «Certo in questa occasione tutta la mia attenzione sarà rivolta alle musiche di Piazzolla, tanghi provocatori e sconvolgenti che descrivono una grande città, con tutte le sue miserie. Mi sono avvicinata a questo genere dopo aver chiamato nel mio gruppo un bandóneonista. Ora mi riesce difficile anche solo pensare di mettere da parte questi ritmi così passionali e struggenti». Da sempre attratta dai lati oscuri dell' anima, Ute ha pubblicato nel 2008 l' album «Between Yesterday and Tomorrow» e ha anche dedicato un progetto allo scrittore Charles Bukowski, dal titolo «What matters most is how well you walk through the fire». Perché, commenta, «Bukowski sa essere cattivo come Brecht»

    . ...e,  dall'Argentina, sempre alTeatro D'Annunzio: Miguel Angel Zotto e il suo Sexteto Viento de Tango  in VIENTO DE TANGO " Il tango non è maschio; è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna, anche se il passo più importante, l' "otto", che è come il cuore del tango, lo fa la donna. Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione. Un circolo virtuoso che consente poi l'improvvisazione. " La magia del Tango sarà di scena a Pescara Vecchia martedì 24 agosto con lo spettacolo "Tango & Wine". Appuntamento a partire dalle ore 21.30 in piazza Unione. Parteciperà all'evento anche il maestro argentino Oscar Benavidez. Si tratta di una delle ultime manifestazioni previste per questo mese presso il centro storico del capoluogo adriatico. "Tango & Wine" è un progetto culturale nato a Parigi che combina scenografie naturali con arte, musica live, costumi, tradizioni e maestri dell'arte del tango. Ampio spazio verrà dato ai ballerini del maestro Benavidez, che si esibiranno in una performance a ingresso libero per il pubblico.  http://www.ilpescara.i