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martedì 24 luglio 2012

L'Amore...


ai tempi del colera ...(Gabriel García Márquez)

E presi coscienza che la forza invincibile che ha spinto il mondo
non sono gli amori felici bensì quelli contrastati.
Nella città caraibica di Cartagena...Florentino e Fermina...
Un amore platonico che infiamma il cuore e che dura da più di 50 anni  ("cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese")e che - nonostante lui si fosse tuffato ben in 622 storie di sesso sfrenato e  amori passeggeri, tutti catalogati con minuzia sopra un taccuino - gli faceva dire all'amata di essere rimasto vergine;e in effetti lui era vergine, perchè il sentimento che nutriva dentro era la cosa più pura che mai essere umano avesse potuto offrirle in nome dell'amore...


http://it.wikipedia.org/wiki/L'amore_ai_tempi_del_colera_(romanzo)
incipit:
Era inevitabile: l'odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati. Il dottor Juvenal Urbino lo sentì non appena entrato nella casa ancora in penombra, dove si era recato d'urgenza a occuparsi di un caso che per lui aveva smesso di essere urgente già da molti anni. Il rifugiato antillano Jeremiah de Saint-Amour, invalido di guerra, fotografo di bambini e suo avversario di scacchi più compassionevole, si era messo in salvo dai tormenti della memoria con un suffumigio di cianuro d'oro.
Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli belli, e che grazie a tale artificio riusciamo a tollerare il passato.
Ma era lì. Voleva trovare la verità, e la cercava con un'ansia appena paragonabile al terribile timore di trovarla, sospinta da un vento incontrollabile più imperioso della sua alterigia congenita, più imperioso persino della sua dignità: un supplizio affascinante.


«Ricco no» disse, «sono un povero con soldi, che non è la stessa cosa.» ...la ragazzina alzò gli occhi per vedere chi stava passando davanti alla finestra, e quello sguardo casuale fu l'origine di un cataclisma d'amore che mezzo secolo dopo non era ancora terminato...non lo guardò, non interruppe il ricamo, ma la sua decisione socchiuse una porta da cui entrava un mondo intero...Lei era così abbagliante da sembrare l'unica in mezzo alla folla...Gli sembrava così bella, così seducente, così diversa dalla gente comune, che non capiva perché nessuno rimanesse frastornato come lui al rumore ritmico dei suoi tacchi sul selciato della via, né si sconvolgessero i cuori con l'aria dei sospiri dei suoi falpalà, né impazzissero tutti d'amore al vento della sua treccia, al volo delle sue mani, all'oro del suo ridere....Doveva insegnarle a pensare all'amore come a uno stato di grazia che non era un mezzo per nulla, bensì un'origine e un fine in sé....Così pensava a lui senza volerlo, e quanto più pensava a lui più le veniva rabbia, e quanto più le veniva rabbia tanto più pensava a lui, finché non fu qualcosa di così insopportabile che le travolse la ragione. ..Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli belli, e che grazie a tale artificio riusciamo a tollerare il passato...È incredibile come si possa essere tanto felici per così tanti anni, in mezzo a tante baruffe, a tante seccature, cazzo, senza sapere in realtà se è amore o se non lo è...Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un bordello....Florentino Ariza rimaneva esausto, incompleto, a galleggiare nella pozza di sudore di entrambi, ma con l'impressione di non essere che uno strumento per godere...Fino ad allora l'aveva sorretto la finzione che il mondo fosse quello che passava, passavano i costumi, la moda: tutto meno lei. Ma quella sera vide per la prima volta in modo consapevole come stesse passando la vita di Fermina Daza, e come passasse la sua stessa vita, mentre lui non faceva altro che aspettare…Né lui né lei avevano vita per nulla di diverso che pensare all'altro… perché mai avrebbe ammesso la realtà che Florentino Ariza, nel bene o nel male, era l'unica cosa che le fosse accaduta nella vita… gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, ma che la vita li costringe ancora molte altre volte a partorirsi da sé... lo spaventò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti nè confini... i sintomi dell'amore sono gli stessi del colera...Nel corso degli anni entrambi arrivarono, seguendo vie diverse, alla conclusione saggia che non era possibile vivere altrimenti, né amarsi altrimenti: nulla a questo mondo era più difficile dell'amore.  

VITA, MORTE, FATALITA'...imperdibile per gli amanti del TANGOOOOOOO

Martedì 7 agosto 2012 - ore 21.15
LAST TANGO IN BERLIN  al D'Annunzio di Pescara

Cantante, ballerina, attrice. Ma, soprattutto, indiscutibile icona femminile. Ute Lemper, anti-diva profondamente allergica allo star system e alle sue regole, artista colta e libera. Dal jazz al pop, da Kurt Weill a Bertolt Brecht...ed ecco alcune delle canzoni che verranno interpretate: 
Chiquillin de bachin (Astor Piazzolla)
L'Accordéoniste (Michel Emer)
Lili Marleen (Schulze/ Leip)
Yo soy Maria (Astor Piazzolla)
Buenos Aires (Astor Piazzolla)
Soledad (Astor Piazzolla)
Balada para un loco (Astor Piazzolla)
Ich bin vom Kopf bis Fuss auf Liebe eingestellt (Frederick Hollaender)
Moritat von Mecky Messer (Kurt Weill/Bertolt Brecht)
Lola (Frederick Hollaender)
Amarcord (Nino Rota)
Chanson de Jacky (Jacques Brel)
Ne me quitte pas (Jacques Brel)
Amsterdam (Jacques Brel)
Milord (Monnot/Moustaki)
La Colombe (Jacques Brel)
Vana Gierig - pianoforte
Tito Castro - bandoneon 
Todd Turkisher - percussioni
Steve Millhouse/Don Falzone - contrabbasso
Un viaggio da Berlino a Buenos Aires, da Brecht a Piazzolla. Accompagnata da Vana Gierig al pianoforte e da Marcelo Nisinman al bandoneon, Ute Lemper presenta una straordinaria serata di tanghi da tutto il mondo in spagnolo, portoghese, francese, tedesco e inglese.Ute Lemper canta il suo omaggio al tango, ai suoi racconti d’amore, di vita, di morte, di fatalità e passione. Il destino di queste canzoni ci porta in un viaggio nei i vicoli segreti di Berlino, New York, Parigi e Buenos Aires. La carriera di Ute è stata fino ad ora straordinaria grazie alla sua notevole versatilità che l’ha portata a coprire ruoli di attrice di teatro e di cinema, di cantante e di ballerina riscuotendo un notevole successo per le interpretazioni delle Canzoni del Cabaret di Berlino, delle opere di Kurt Weill, della canzone francese e per le sue performances a Broadway e nel West End di Londra. Nata a Munster, in Germania, ha completato i suoi studi all’Accademia di Danza di Colonia ed allla Scuola di Arte Drammatica Max Reinhardt di Vienna. Il suo debutto musicale è avvenuto sulla scena dell’originale produzione viennese di Cats, dove impersonava i ruoli di Grizabella e di Bombalurina. In seguito è stata Peter Pan in Peter Pan (Berlino) e Sally Bowles nel Jerome Savary’s Cabaret (Parigi), ruolo per il quale ha ricevuto il premio Molière per migliore attrice di Musical. Ha recitato nel ruolo di Lola nell’Angelo Azzurro (a Berlino) e Maurice Béjàrt ha creato per lei il balletto, “La mort subite”. Ute Lemper è anche apparsa in Weill Revue, con il Tanztheater di Pina Bausch. I concerti da solista di Ute Lemper, che includono il Recital di Kurt Weill, Illusions, City of Strangers e Berlin Cabaret Evening, sono stati presentati in tutto il mondo presso teatri prestigiosi come La Scala e Il Piccolo Teatro di Milano, il Théatre de La Ville, il Théatre National de Chaillot, Les Bouffes du Nord di Parigi, il Palau de la Musica di Barcellona, la Sydney Opera House, il Berliner Ensamble, il Barbican Centre, la Royal Festival Hall, la Queen Elizabeth Hall, l’Almeida Theatre di Londra, l’Alice Tully Hall, il Lincoln Center di New York,, l’Herbst Theatre di San Francisco e la Westwood Playhouse di Los Angeles. Il repertorio dei concerti sinfonici di Ute Lemper comprende The Seven Deadly Sins, Songs from Kurt Weill, Songbook di Michael Nyman e canzoni dal repertorio di Edith Piaf e Marlene Dietrich con la London Symphony Orchestra, l’Hollywood Bowl Orchestra e l’Orchestra Sinfonica di Berlino.
Ute Lemper interpreterà tanghi da tutto il mondo cantando in spagnolo, portoghese, francese,tedesco e inglese. «Trascino il pubblico in un viaggio intorno al mondo e racconto storie che, spesso, parlano del desiderio di libertà» - La parte centrale della serata è dedicata alla musica di Piazzolla e alle sue più drammatiche e sensuali canzoni sull' amore, la vita, la morte, la fatalità, la passione e la sopravvivenza a Buenos Aires («Balada para mi muerte», «Oblivion», «Balada para un Loco»). Ma Ute esplora alcuni fantastici tanghi di Kurt Weill, Jacques Brel («La Colombe» e «Ne me quitte pas»), Edith Piaf («Vie en rose», «Milord»). E c' è anche un brano scritto dalla stessa Lemper. «Le canzoni tedesche degli anni Venti e Trenta rispecchiano lo spirito del tango, una musica ammaliante e triste, la parte oscura dell' umanità. Le melodie di Weimar hanno testi coraggiosi, che ruotano intorno alla società, alla corruzione, alla propaganda. Sono storie di povera gente, che indagano anche sulle ragioni politiche e mostrano come i politici creavano, ma lo fanno ancora oggi, i loro castelli di bugie». Quest' anno Lemper prepara anche un tour con il Quinteto Piazzolla, i più accredidati esecutori delle musiche composte dal maestro argentino. «Certo in questa occasione tutta la mia attenzione sarà rivolta alle musiche di Piazzolla, tanghi provocatori e sconvolgenti che descrivono una grande città, con tutte le sue miserie. Mi sono avvicinata a questo genere dopo aver chiamato nel mio gruppo un bandóneonista. Ora mi riesce difficile anche solo pensare di mettere da parte questi ritmi così passionali e struggenti». Da sempre attratta dai lati oscuri dell' anima, Ute ha pubblicato nel 2008 l' album «Between Yesterday and Tomorrow» e ha anche dedicato un progetto allo scrittore Charles Bukowski, dal titolo «What matters most is how well you walk through the fire». Perché, commenta, «Bukowski sa essere cattivo come Brecht»

. ...e,  dall'Argentina, sempre alTeatro D'Annunzio: Miguel Angel Zotto e il suo Sexteto Viento de Tango  in VIENTO DE TANGO " Il tango non è maschio; è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna, anche se il passo più importante, l' "otto", che è come il cuore del tango, lo fa la donna. Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione. Un circolo virtuoso che consente poi l'improvvisazione. " La magia del Tango sarà di scena a Pescara Vecchia martedì 24 agosto con lo spettacolo "Tango & Wine". Appuntamento a partire dalle ore 21.30 in piazza Unione. Parteciperà all'evento anche il maestro argentino Oscar Benavidez. Si tratta di una delle ultime manifestazioni previste per questo mese presso il centro storico del capoluogo adriatico. "Tango & Wine" è un progetto culturale nato a Parigi che combina scenografie naturali con arte, musica live, costumi, tradizioni e maestri dell'arte del tango. Ampio spazio verrà dato ai ballerini del maestro Benavidez, che si esibiranno in una performance a ingresso libero per il pubblico.  http://www.ilpescara.i

lunedì 23 luglio 2012

Consapevolezza

 è presa di Coscienza: un imprimere nell'anima una conoscenza nuova; viene registrato tutto nell'anima che, analogamente al computer con ogni suo bit, attiva un impulso vibratorio al quarzo nella memoria. I miei limiti poi sono motivo di spunto per la crescita e per la comprensione. Sono inoltre consapevole di essere Libera, libera nelle mie scelte di vita, con le annesse conseguenze. Consapevole di essere presente in questa dimensione e che il mio scopo intimo ultimo e assoluto è la ricerca della felicità. Consapevole che la mia anima non avrà fine in base al principio che l'energia non si crea né si distrugge, ma, come tutto, si trasforma...

Secondo Freud l'Ego è un'istanza psichica, vale a dire una struttura organizzatrice che ha il compito di mediare pulsioni ed esigenze sociali, rappresentate da altre due istanze in conflitto fra loro (l'Es e il Super Io). 
In psicoanalisi l'Io corrisponde all'Ego, dal momento che è la traduzione italiana del termine latino usato da Freud. L'Io gestisce i meccanismi di difesa, dei processi psichici deputati alla protezione dell'Io rispetto ad esperienze pulsionali  troppo intense o ad altre esperienze minacciose. Alcuni esempi di meccanismi di difesa sono:
In psicologia, l’Io rappresenta una struttura psichica - organizzata e relativamente stabile - deputata al contatto ed ai rapporti con la realtà, sia interna che esterna. L’Io organizza e gestisce gli stimoli ambientali, le relazioni oggettuali ed è il principale mediatore della consapevolezza. Si può immaginare l’Io come il gestore centrale di tutte le attività psichiche, che rivolge verso sé stesso e verso l’ambiente esterno generando, appunto, la consapevolezza propria e della realtà.  Mentre il Sé enuclea la persona nella sua totalità rispetto all’ambiente, l’Io, inscritto nel Sé, è la struttura che percepisce sé stessa ed entra in relazione con altre persone (con il "loro" Io), distinguendole come "non-Io".  Va specificato che l’Ego corrisponde ad una forma primordiale di Io, così come la si può notare nel bambino, orientato all’affermazione di sé ed al potere.  L'Io è quella parte della psiche che contraddistingue l'Uomo da tutto il regno animale e deriva puramente dall'interazione tra l'Anima Umana ed il cervello:
ANIMA UMANA x CERVELLO = EGO/IO
L'anima Umana è l'aspetto più puro e sottile dell'esistenza dell'Uomo ed è il principio che caratterizza l'evoluzione dell'individuo. Il princìpio separativo Ego è un riflesso limitato di questa grande energia. L'Anima Umana è quella parte dell'animo Umano che nella Cabala viene definita come Neshamah, ossia il Sè superiore. Da essa deriva l'intelletto mentale e permette all'Uomo di godere della Vita dopo la morte, l'aldilà, è anche la parte che ci pemette la consapevolezza dell'esistenza e della presenza di Dio. Questa parte dell'anima è immortale e migra da una vita all'altra dove l'Uomo si ritrova a vivere le esperienze che essa registra facendone un bagaglio di conoscenze. Il fatto che non ci si ricorda delle vite precedenti rende l'idea della distanza che si crea ogni volta tra la percezione che l'uomo ha di sè stesso durante la vita (Ego) e la sua vera natura (Anima).  Il Sè invece è lo scopo della vita, il fine per il quale l'uomo continua a lottare e che raramente raggiunge.
 L'Anima Umana conferisce quindi Consapevolezza, coscienza, conoscenza  e deriva dall'elemento Luce che costituisce gli Angeli, possiamo definire l'Anima Umana come un angelo in grado di incarnarsi, abbassando così la loro vibrazione, come una "caduta". La vita serve per innalzare questa frequenza e riportare quest'Angelo all'originale splendore, per fare questo servono più esperienze di vita, più vite ed è quindi necessaria la reincarnazione. Durante la Vita l'Anima Umana deve continuamente mediare tra gli istinti derivanti dall' ES, il rigore del Super Ego e le spinte del mondo esterno, Freud  definiva  l'Ego come "il servo di tre tiranni".
L'Anima Umana conferisce all'Uomo la sua Personalità, ossia quell'insieme di caratteristiche psichiche e modalità comportamentali  che lo definiscono, e non è il carattere ma bensì la parte che caratterizza la persona nel suo carattere e nella sua tipologia, infatti il carattere si può descrivere come quello della volpe (furbo) o feroce come una tigre e mentre quest'ultimo è attribuibile sia agli animali che all'Uomo, la Personalità è presente solo nell'Uomo.
 L'Anima Umana rende l'Uomo autoconsapevole, consapevole della propria autenticità ed unicità, delle proprie riflessioni.
Il Super-Ego è costituito da un insieme eterogeneo di modelli comportamentali, oltre che di divieti 
e comandi, e rappresenta un ipotetico ideale verso cui il soggetto tende con il suo comportamento.    «È una sorta di censore che giudica gli atti e i desideri dell'uomo».
 E' quella parte della psiche derivante dall'interazione  dello Spirito Guida con il cervello:
 
SPIRITO GUIDA X CERVELLO = SUPER EGO
Questa parte dell'animo umano, ossia lo Spirito Guida viene indicato nella Cabala e nello Zohar come RUACH, l'anima mediana, o spirito, solitamente però è esterno al corpo ma può entrare durante momenti di sonnambulismo, ipnosi, dissociazione psicologica. 
Il Super-Io è quindi il rappresentante dei più elevati ideali etici e morali coltivati dall'Uomo.
La funzione del Super-Io non si limita solo alla morale, all'ideale dell'Io ma è un complesso di tre funzioni:
  • L'Intuizione: quel tipo di conoscenza immediata che non si avvale del ragionamento o della conoscenza sensibile, il cosiddetto "sesto senso" un sapere che non si spiega a parole, ma che si rivela in lampi improvvisi (le idee improvvise che non si sa come si abbiano avute) derivanti da una fonte di conoscenza spirituale esterna, lo Spirito Guida.
  • La creatività: ossia la capacità di creare ed inventare, in sanscrito "Kar-Tr" è colui che fa dal niente, che crea. I grandi geni della storia, come Dante, Michelangelo, Leonardo devono il loro genio appunto allo Spirito Guida o comunque al mondo di cui fanno parte gli Spiriti Guida ossia il mondo dei Geni, in arabo Jinn.
  • La morale: è la condotta diretta dalle norme sociali, la guida secondo la quale l'uomo agisce, i valori.

Lo Spirito Guida appartiene al mondo dei geni proveniente dall’elemento Fuoco, e probabilmente della categoria Amìr . Nella cultura degli Indiani d'America viene identificato lo Spirito Guida con sembianze di animali, come l'orso, l'aquila, il serpente, durante la vita lo cercavano per chiedere consiglio e lo Sciamano del popolo era "l'addetto" alla comunicazione con queste entità. Viene chiamato spirito in quanto non entra (ad animare) nel corpo fisico. Esso è la fonte del nostro sesto senso o intuito e ci raggiunge nel momento in cui ci viene dato il nome, infatti, la frequenza del nome determina quale spirito guida ci guiderà nella vita. Anch’esso continua ad esistere dopo la morte del corpo fisico. 

Lo Spirito Guida conferisce l’Intelligenza intuitiva:

   1.   Creativa: saper risolvere i problemi senza che si presentino,
   2.  interpersonale: leggere la mente,
   3.   liquida: capacità di risolvere subito un nuovo problema.

Lo Spirito Guida , conosciuto nel mondo occidentale come Angelo Custode, non è un Angelo, questo non sta a significare che non vi sia intorno all'Uomo la presenza Angelica ma lo Spirito Guida, non derivando dall'elemento Luce, ha una vibrazione più bassa, possiamo dire che sta tra l'Angelo e l'Uomo. Esso è la fonte del nostro intuito e deriva dal mondo delle entità chiamate Geni o spiriti elementali. L’intuito è la capacità di percepire informazioni senza l’aiuto dei nostri 5 sensi (ad esempio: percepire di essere osservati anche se l'osservatore è dietro di noi e distante a tal punto da non farci percepire rumori da lui provenienti normalmente). Quando questa capacità è ben sviluppata ed è sottoposta alla volontà della persona fa di questa un “medium”, capace di ricevere informazioni dal mondo invisibile. Se la persona è anche intellettualmente preparata ed è quindi in grado di interpretare ed elaborare queste informazioni diventa un “genio”... infatti è uso comune nel nostro linguaggio dire "Sei un genio!" quando una persona ha un'idea fuori dal comune, ebbene quando lo Spirito Guida manda informazioni al cervello che vengono correttamente elaborate escono i cosiddetti "colpi di genio". 
La capacità di ricevere informazioni attraverso lo Spirito Guida può avere diversi livelli di sviluppo, può arrivare un’intuizione chiara, come una voce interna, esterna, un’immagine, una sensazione tattile, un odore oppure si richiedono mezzi materiali per la percezione come la scrittura automatica, che necessita di una penna.
Non sempre lo Spirito Guida può dare buone informazioni poichè è strettamente legato al campo magnetico dell'Uomo, meno forte è e meno energia può utilizzare lo Spirito Guida poichè vive con l'Uomo come un simbionte, lo aiuta in cambio di energia (un altro motivo per cui questa entità non è un Angelo, pur essendo benevolo chiede sempre qualcosa in cambio).
Quindi, nel caso di una persona malata con campo magnetico (aura) "fiacco", anche lo Spirito Guida sarà a sua volta "fiacco".

Da sempre l'Uomo cerca il collegamento con la spiritualità (mediante il fenomeno dello sciamanesimo ad esempio, in tutte le religioni l'uomo cerca il contatto col divino) oggi  sappiamo che abbiamo un "decoder" interno di questo "segnale" di questa energia tanto sconosciuta quanto parte integrante di noi:  abbiamo dei Cristalli nella nostra ghiandola pineale atti ad immagazinare e trasmettere questa energia nel nostro cervello. La ghiandola pineale o epifisi è una ghiandola endocrina delle dimensioni di un pisello, ed è collegata mediante alcuni fasci nervosi pari e simmetrici, alle circostanti parti nervose. Le sue cellule, i "pinealociti" producono l'ormone melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia, reagendo al buio o alla poca luce, infatti i fotorecettori specifici situati nella retina captano i segnali luminosi e li trasmettono direttamente al nucleo soprachiasmatico attraverso il tratto retino-ipotalamico. L'ormone messo in circolo vive 10 minuti e viene poi metabolizzato nel fegato.  La ghiandola pineale secerne melatonina solo di notte: poco dopo la comparsa dell'oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente verso mattino. L'esposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente. Questo ormone è un antiossidante, rallenta l’invecchiamento e stimola la funzione immunitaria. La melatonina è inoltre l'ormone antagonista degli ormoni gonadotropi ipofisari, infatti gli elevati quantitativi di melatonina nell'individuo in età prepuberale, ne impediscono la maturazione sessuale.
All'inizio della pubertà i livelli di melatonina decrescono notevolmente e nell'epifisi si accumula la cosiddetta sabbia pineale (anche se studi recenti hanno dimostrato che l'attività di deposizione della sabbia (cristalli di apatite)  è legata ad una crescente attività secretiva.

venerdì 20 luglio 2012

De la causa, principio et uno





L'uomo può nascere, ma per nascere deve prima morire,
e per morire deve prima svegliarsi. - G.I. Gurdjieff -



Chi è mai costei che s’avanza simile a una sorgente aurora? Così bella? Così eletta? così terribile?
È la sapienza, la Sofia, Minerva, bella come la Luna, eletta come il Sole, terribile come un esercito schierato.
Luna per la lucente bellezza; sole per l'eccelsa maestà; esercito per l’invincibile fortezza".



"E Tu, Mnemosine mia, ascosa sotto trenta sigilli e rinchiusa nel tetro carcere dell'ombre de le idee, intonami un poco ne l'orecchio".
"Profonda magia è saper trar il contrario, dopo aver trovato il punto de l'unione".

io sono te,
tu sei me,
egli è nostro, tutti e due siamo suoi.
Che tutto sia

per il nostro prossimo
Georges I. Gurdjieff

giovedì 19 luglio 2012

le sens du cailloux


ovvero, avere fiuto! ecco i poeti: benedetti, saramago e marquez


"IMPARIAMO, AMORE..."


Impariamo, amore, da questi monti
Che, così distanti dal mare, sanno il gesto
Di bagnare nell'azzurro gli orizzonti.


Facciamo ciò che è giusto e di retto:
Da desideri occulti altre fonti
E scendiamo al mare dal nostro letto.


José Saramago (Premio Nobel per la Letteratura 1998)



«Qui il mare finisce e la terra comincia. Piove sulla città pallida, le acque del fiume scorrono limacciose di fango, la piena raggiunge gli argini. Una nave scura risale il flusso tetro, è la Highland Brigade che va ad attraccare al molo di Alcântara.» ( Incipit)...

 “La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice.”

  L'anno della morte di Ricardo Reis, José Saramago; nel periodo che precede l'ideazione del romanzo, lo scrittore stava affrontando lo studio di Fernando Pessoa e con Pessoa quello di uno dei suoi eteronimi, quella di Riccardo Reis. Il romanzo è il frutto di un approfondito studio della storia e per questo può essere considerato un romanzo storico-

“Solo con il digiuno e la preghiera, domandò Gesù, e Dio rispose, Offenderanno il corpo anche con dolore, sangue e un mucchio di schifezze, e tante altre penitenze, portando cilici e flagellandosi, ci sarà pure chi non si laverà per tutta la vita, o quasi, chi si precipiterà nelle foreste e si rivolterà nella neve per placare le brame della carne suscitate dal Diavolo, cui si devono tutte queste tentazioni, perché il suo scopo è quello di distogliere gli animi dalla retta via che li condurrebbe al cielo, donne nude e mostri spaventosi, creature aberranti, lussuria e paura, ecco le armi con cui il Demonio tormenta le povere vite degli uomini, Farai tutto questo, domandò Gesù a Pastore, Più o meno, rispose lui, mi sono limitato a prendere ciò che Dio non ha voluto, la carne, con la sua gioia e la sua tristezza, la gioventù e la vecchiaia, la freschezza e il marciume, ma non è vero che la paura sia una mia arma, non ricordo di essere stato io a inventare il peccato e il suo castigo, e la paura che li accompagna sempre, Taci, lo interruppe Dio, spazientito, il peccato e il Diavolo sono i due nomi di una stessa cosa, Che cosa, domandò Gesù, La mia assenza, E l’assenza di Te, a che cosa si deve, al fatto che ti sia ritirato Tu o che si siano allontanati da Te, Io non mi ritiro mai, Ma consenti che ti abbandonino, Chi mi abbandona, mi cerca, E se non ti trova, la colpa, ormai si sa, è del Diavolo, No, la causa di questo non è sua, è colpa mia, che non riesco ad arrivare là dove mi cercano, parole che Dio pronunciò con una pungente e inattesa tristezza, come se all’improvviso avesse scoperto dei limiti al proprio potere. Gesù disse, Continua, Ce ne sono altri, riprese lentamente Dio, che si ritirano in luoghi solitari e agresti e, fra grotte e caverne, in compagnia di bestie, conducono una vita solitaria, altri che si fanno rinchiudere, altri che si arrampicano sulla cima di alte colonne e lì vivono per anni e anni di fila, altri, e qui la voce si fece più bassa, si smorzò, Dio contemplava adesso una sfilza interminabile di gente, migliaia e migliaia, migliaia di migliaia di uomini e donne, in tutto il globo, che entravano in conventi e monasteri, qualche rustica costruzione, molti palazzi splendidi, Si ritirano lì per servirci, me e te, dalla mattina alla sera, con veglie e preghiere, e, tutti con lo stesso scopo e il medesimo destino, per adorarci e morire con i nostri nomi sulle labbra, adotteranno appellativi diversi, saranno benedettini, bernardini, certosini, agostiniani, gilbertini, trinitari, francescani, domenicani, cappuccini, carmelitani, gesuiti, e saranno tanti, tanti, tanti, ah, come mi piacerebbe poter esclamare, Mio Dio, per quanti sono. A questo punto, il Diavolo disse, rivolto a Gesù, Osserva come, in ciò che ha raccontato, vi siano due maniere per perdere la vita, una con il martirio, l’altra con la rinuncia, non basta che debbano morire quando arriva l’ora, c’è bisogno che, in un modo o nell’altro, le corrano pure incontro, crocifissi, sbudellati, decollati, scuoiati, incornati, seppelliti, segati, ammazzati a colpi di lancia e di frecce, mutilati, oppure, dentro e fuori le celle, i capitoli e i chiostri, castigandosi per essere nati con il corpo che Dio ha dato loro e senza il quale non saprebbero dove porre l’anima, tormenti simili non li ha inventati questo Diavolo che ti sta parlando...Mi sembra chiaro e ovvio che la colpa non è tua e, quanto al timore che scarichino su di te le responsabilità, potrai sempre rispondere che il Diavolo, essendo menzogna, non potrebbe mai generare la verità che Dio è, Ma allora, domandò Pastore, chi creerà quel dio nemico. Gesù non sapeva rispondere, Dio, che taceva, continuò nel Suo silenzio, ma dalla nebbia calò una voce che disse, Forse questo Dio e quello che dovrà venire non sono che eteronimi, Di chi, di che cosa, domandò, curiosa, un’altra voce, Di Pessoa, fu quanto si capì ma poteva anche essere stato, Della Pessoa, e cioè, Della persona. All’inizio, Gesù, Dio e il Diavolo finsero di non avere sentito, ma subito dopo si sogguardarono spaventati, la paura comune è così, unifica facilmente le differenze...Quelli erano stati messi al rogo per il motivo che credevano in te, gli altri lo saranno perché ne dubiteranno, Non è permesso dubitare di me, No, Ma noi possiamo dubitare che il Giove dei romani sia un dio, L’unico Dio sono io, io sono il Signore e tu sei mio figlio, Moriranno a migliaia, A centinaia di migliaia, Moriranno centinaia di migliaia di uomini e donne, la terra si empirà di urla di dolore, di grida e rantoli di agonia, il fumo degli arsi vivi offuscherà il sole, il loro grasso sfrigolerà sulle braci, il puzzo sarà un tormento, e tutto avverrà per colpa mia, Non per colpa, ma per causa tua. Padre, allontana da me questo calice, Che tu lo beva è la condizione per il mio potere e la tua gloria, Non desidero questa gloria, Ma io voglio questo potere. La nebbia prese a scomparire nella direzione da cui era venuta, intorno alla barca si vedeva l’acqua, piatta e opaca, senza un’increspatura provocata dal vento o una minima agitazione suscitata da qualche pinna. Allora il Diavolo disse, Bisogna proprio essere Dio per amare tanto il sangue.” (da “Il vangelo secondo Gesù Cristo” di J. Saramago)



Se io avessi un pezzo di vita...
Se solo per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di pezza e mi regalasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma in definitiva penserei tutto ciò che dico. Darei valore alle cose, non per ciò che valgono, ma per ciò che significano. Dormirei poco, sognerei di più, capirei che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce. Andrei quando gli altri si fermano, mi sveglierei mentre gli altri dormono. Ascolterei mentre gli altri parlano, e come mi godrei un buon gelato al cioccolato!
Se Dio mi facesse dono di un pezzo di vita, vestirei semplicemente, mi butterei disteso al sole, lasciando scoperto non solo il mio corpo, ma anche la mia anima. Dio mio se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio, e aspetterei che il sole uscisse. Dipingerei con un sogno di Van Gogh sulle stelle una poesia di Benedetti, e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna. Annaffierei con le mie lacrime una rosa, per sentire il dolore delle sue spine, e con le labbra la carnosa sensazione dei suoi petali... Dio mio, se io avessi un pezzo di vita... Non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente a cui voglio bene, che le voglio bene. Convincerei ogni uomo ed ogni donna che essi sono i miei preferiti, e vivrei innamorato dell'amore. Agli uomini dimostrerei quanto si sbagliano al pensare che smettono d'innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono d'innamorarsi! A un bambino darei le ali, ma lascerei che da solo imparasse a volare. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con l'oblio. Tante cose ho imparato da voi uomini... Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità risiede nella forma di risalire la scarpata. Ho imparato che quando un bambino appena nato stringe con il suo piccolo pugno, per prima volta, il dito del padre, lo racchiude per sempre. Ho imparato che un uomo ha diritto a guardarne un altro dall'alto solo per aiutarlo ad alzarsi. Sono tante le cose che ho potuto apprendere da voi, ma in verità a molto non avrebbero a servire, perché quando mi metterete dentro quella borsa, infelicemente starò morendo.
Di' sempre ciò che senti e fai ciò che pensi. Se sapessi che oggi sarà l'ultimo giorno in cui ti vedrò dormire, ti abbraccerei forte e pregherei il Signore affinché possa essere il guardiano della tua anima. Se sapessi che questa è l'ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti bacerei, e ti richiamerei per dartene ancora. Se sapessi che questa è l'ultima volta che ascolterò la tua voce, registrerei ogni tua parola per poter riascoltarla una ed un'altra volta all'infinito. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti in cui ti vedo ti direi "ti amo" senza assumere, scioccamente, che lo sai di già. Sempre c'è un domani e la vita ci da un'altra opportunità per fare bene le cose, ma se sbaglio e oggi è tutto ciò che mi resta, mi piacerebbe dirti che ti voglio bene, e che mai ti dimenticherò.
Il domani non è assicurato a nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l'ultimo giorno che vedi coloro che ami. Perciò non aspettare più, fallo oggi, perché se il domani non dovesse mai arrivare, sicuramente lamenterai il giorno che non hai preso tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio, e che sarai stato troppo occupato per concedere un ultimo desiderio.
Mantieni coloro che ami vicini a te, di loro all'orecchio quanto ne hai bisogno, amali e trattali bene, prenditi tempo per dirgli "mi dispiace", "perdonami", "per piacere", "grazie", e tutte le parole d'amore che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per saperli esprimere; e dimostra ai tuoi amici quanto t'importano.
Gabriel Garcia Marquez

"Florentino Ariza scriveva qualsiasi cosa con tanta passione che persino i documenti ufficiali sembravano lettere d’amore…Senza proporselo, senza neppure saperlo, dimostrò con la sua vita… che non esisteva nessuno con maggior senso pratico, né spaccapietre più ostinati, né direttori più lucidi e pericolosi, dei poeti." Gabriel Garcia Marquez,  da “L’amore ai tempi del colera”.
Kaleidoscope based on Refuge by Paul Klee.

Ancora
Non ci credo ancora
stai arrivando accanto a me
e la notte è un pugno
di stelle e di allegria
palpo gusto ascolto e vedo
il tuo volto il tuo passo lungo
le tue mani e tuttavia
ancora non ci credo
il tuo ritorno ha tanto
a che vedere con te e con me
che per cabala lo dico
e per i dubbi lo canto
nessuno mai ti rimpiazza
e le cose più triviali
si trasformano in fondamentali
perché stai tornando a casa
tuttavia ancora
dubito di questa fortuna
perché il cielo di averti
mi sembra fantasia
però vieni ed è sicuro
e vieni col tuo sguardo
e per questo il tuo arrivo
rende magico il futuro
e ancorché non sempre abbia capito
le mie colpe e i miei disastri
invece so che nelle tue braccia
il mondo ha senso
e se bacio l’audacia
e il mistero delle tue labbra
non ci saranno dubbi né cattivi sapori
ti amerò di più
ancora.
(Mario Benedetti)




Parlare
senza aver niente
da dire/
comunicare
in silenzio
i bisogni
dell'anima/
dar voce
alle rughe
del volto
alle ciglia
degli occhi
agli angoli
della bocca/
parlare
tenendosi per mano/
tacere
tenendosi per mano.

Paul Elouard

martedì 17 luglio 2012

All'imperfetto preferisco il ...

Perché è così che ti frega la vita.
Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine,
o un odore, o un suono che poi non te li togli più.
E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri
da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva.

Alessandro Baricco, Castelli di Rabbia

ballo in maschera vogue 8
Franco Battiato é nato in Sicilia e precisamente a  Ionia, Catania, nel 1945; dopo un periodo di studio e di sperimentazione, tra musica classica e rock d'avanguardia, negli anni '70  ha dato il via alla pubblicazione di numerosi album (il primo, Fetus, del 1971, è dedicato all'opera di A. L. Huxley),  nel 1978 ha ottenuto il premio Stockhausen per L'Egitto prima delle sabbie per pianoforte. Ritornato alla canzone con L'era del cinghiale bianco (1979), nel 1981 la sua canzone Per Elisa, cantata da Alice, che ha vinto il Festival di Sanremo. Il motivo spirituale, sempre presente nella sua musica ed in particolare il riferimento alla cultura e alla mistica islamica, si è intensificato negli album successivi (La voce del padrone, 1981; L'arca di Noè, 1982; Orizzonti perduti, 1983; Mondi lontanissimi, 1985; Echoes of sufi dance, 1985), fino a diventare dominante in Fisiognomica (1988). Nel 1985 ha creato le edizioni L'Ottava, seguite nel 1989 dall'omonima etichetta discografica. Dalla seconda metà degli anni Ottanta l'interesse di B. si è concentrato sulla tradizione colta, con l'opera lirica Genesi (1987), seguita dall'album Come un cammello in una grondaia (1991, dedicato in larga parte a Lieder ottocenteschi), dalla seconda opera lirica Gilgamesh (1992), dalla Messa arcaica (1994) e da Campi magnetici (2000), musiche per il balletto di P. Decina su commissione del Maggio musicale fiorentino. L'attività di cantautore ha ricevuto nuovo impulso dalla collaborazione avviata a metà degli anni Novanta con il filosofo M. Sgalambro, autore di testi degli album L'ombrello e la macchina da cucire (1995), L'imboscata (1996), Gommalacca (1998), Ferro battuto (2001), Dieci stratagemmi (2004), Il vuoto (2007), Inneres auge (2009), l'antologia Sigillo d'autore (2010); nel 2011 ha composto l'opera  Telesio, con lo stesso Sgalambro. B. ha svolto anche attività come pittore, con la presentazione di alcune mostre personali. Il suo eclettismo ha abbracciato anche il cinema, con l'esordio nella regia avvenuto nel 2003 con Perduto amor, film che narra il percorso formativo di un uomo di nome Ettore, tra la Sicilia e Milano del secondo dopoguerra. Il suo secondo film, Musikanten (2006), mette in scena, da una prospettiva insolita, gli ultimi anni di vita del compositore L. van Beethoven.


Franco_Battiato_5
“dodici canzoni di pretenziosa metafisica”:

L'Egitto prima delle sabbie/ Haiku  / Le sacre sinfonie del tempo / Stati di gioia /   Il vuoto/Il re del mondo / L'ombra della luce / L'oceano di silenzio / Lode all'inviolato / Io chi sono / Tiepido aprile / La porta dello spavento supremo / Stage door / E ti vengo a cercare/ L'addio / La canzone dei vecchi amanti / Se mai
L'animale / La cura / L'era del cinghiale bianco
 Inneres Auge - Caffè de la Paix:...
 in farsi - Dar daryaye zolmat khorshid ke napadid shod... - intonata dalla voce celestiale di Pouran Ghaffarpour

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da  altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare primari e servitori dello stato?


Non ci siamo capiti !!!...
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le leggi dove regna soltanto il denaro?
La giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.


La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo
e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: inneres auge, das innere auge



La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perché mi meravigli del creato!

lunedì 16 luglio 2012

Ti sei portato via un po' di me...

Venezia d'invernoAbusi sessuali su allievi, arrestato catechista a Bergamo


Tutta la tua vita era lì:
una valigia di cartone
un paio d'occhiali
uno spartito d'amore
(tua la musica, tue le parole)
E un pupazzetto
uscito dall'uovo
dell'ultima Pasqua:
un topofante blu
come i tuoi occhi velati

Te ne sei andato fluttuando
in un oceano di pace
ironico pesce d'Aprile
hai pianto e pregato
contro le mie insistenze a cibarti

Hai toccato terra
sognato il viaggio ad occhi aperti
cacciato il nero dalla bocca
preteso la verità dalle mie labbra
e deciso che quello
era il momento

Le mani candide
pronte a tramutarsi in ali
all'alba han spiccato il volo.

Scritta il 6/7/12 dopo il rito di Dioniso